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giovedì 4 aprile 2024

Incontri poetici con Eros Olivotto, Cavriana MN mercoledì 17 aprile 2024



Nello studio Angelo Brusco di Cavriana (MN)
via SS. Martiri Angelo e Alessandro n. 1

Mercoledì 17 aprile 2024 ore 20:30

incontro con Eros Olivotto

si prega di confermare la propria presenza








giovedì 7 gennaio 2016

Riportare al cuore: su Elegia per la madre

Eros Olivotto, Elegia per la madre, Edizione privata 2012

nota di lettura di AR


Scrive nella nota critica introduttiva Roberta Dapunt: «Celebra la madre che osservi in te ogni volta di nuovo. Essa è tema immortale, sorgente che ti porti appresso, dentro alle memorie e tra le dita delle tue mani chiuse al suo pensiero. (…) È fonte di creazione e di bellezza la madre nei versi di Eros Olivotto. Confida in versi la sua malinconia verso il legame per eccellenza ed è un giusto mezzo la ricerca della parola.» (p. 9)
Già la prima poesia ci apre il petto del poeta: «Potessi tornare! // (…) // Guardarvi, tremando, / raggiungere in salvo la riva.» (p 13)
Consideriamo anche questi brevi estratti: «Sempre! // C'è qualcosa di così definitivo / in questa parola, / se riferita a qualcuno che ci manca.» (p. 19); «torno a te, / che sceglievi il silenzio, / perché ospita parole diverse» (p. 20); «Quest'aria è un nero ventaglio.» (p. 21); «Smarrita, / nel mio canto profondo, / sfiori ogni cosa.» (p. 24); «Quante volte, madre, / da quando quella notte il tempo / sussultò, il tuo volto / si è fatto diafano dentro di me.» (p. 29); «Tenevo stretto Dio / nel palmo della mano» (p. 33); «È esistere, / dicevi, / il senso dell'esistere.» (p. 36); «Il tuo tono si fece severo: // “Fa che la parola abbracci!» (p. 38). Sono versi presi dalla prima parte, introdotta da questi tre: «È un luogo il ricordo / un calice vuoto / un duro grano di roccia» (p. 15). 
La seconda parte è introdotta dal distico «Povere cose / affollano i miei sogni» (p. 39). Se possibile troviamo qui versi ancora più intensi: «Talvolta mi chiedo / che forza tu avessi, / perché sorridevi se io, / distogliendo lo sguardo, / ignoravo la tua solitudine.» (p. 45); «Stringevi le mie mani. // Quasi intorno ardesse il buio, / la strada fosse ingombra. // Vegliavi.» (p. 47); «Ho incontrato il silenzio / di ogni tua parola.» (p. 50); «“Quale ragione per l'amore, / che non sia l'amore, / quale misura?” // Sorpreso dalle tue parole / rimasi a lungo immobile.» (p. 52); «Ora torni, / mentre lasci la stanza, / ogni volta, / segretamente in me.» (p. 54); «Ciò che amavi, / ti perse.» (p. 66);  «Quando ti rivedrò, / (…) / sorriderai. // Siederemo accanto, / mi abbraccerai. / Poi la tua voce…» (p. 72); «mi hai detto credi, / altrimenti nulla avrà mai senso. // L'amore non sarà che un volto, / il tempo attesa. // L'uomo soltanto un uomo.» (p. 76, sono i versi che chiudono la raccolta).

Una collana preziosa di immagini vibranti in cui il volto, i gesti, la voce, i capelli, le mani, gli accadimenti vengono riportati al cuore del figlio, ovvero ri-cordati con la densità di parole semplici e al tempo stesso profondamente risonanti, in grado di suscitare, come solo la vera poesia sa fare, un silenzio carico di emozioni, di dar voce a una nostalgia asciutta ma fervente per qualcosa di grande che (malgrado i dubbi più angoscianti: «Svanirà ogni volto, / svanirà ogni voce. // Il tempo / diverrà un istante. // Infine, / svanirà la luce.», p. 74) pare attenderci  sull'altra “riva” (abbiamo un desiderio direi innato di eternità), qualcosa (Qualcuno?) che già qui e ora ci abbraccia indefinitamente, impalpabilmente, con amore materno, attraverso chi ci ha amato e ci ama. Perché se la memoria mette in relazione momenti distanti, il cuore vive e pulsa sempre nel momento presente. 

giovedì 7 marzo 2024

Come sapessi – nel tuo nome

Eros Olivotto, Come sapessi, Perosini 2023 e, dello stesso autore, nel tuo nome,  plaquette autoprodotta (senza data e senza numerazione delle pagine)

appunti di lettura di AR




Iniziamo dalla plaquette nel tuo nome:

C’è una luce nel silenzio 
del tuo corpo spezzato.

Consegnato alla solitudine del ferro,
del legno.

Abbandonato dal dolore.

Una intensa spiritualità promana dai versi; Eros riversa in queste pagine, con discrezione e sobrietà, una dose concentrata di sé stesso, del suo cammino di uomo costellato, come accade a tutti, di ostacoli, insidie, deviazioni… eppure inondato dall’abbraccio del Crocifisso: A volte / sei talmente vicino / che la tua parola / risuona.
Certo è necessario sostare, fare il punto, affidarsi, chiedere aiuto, digiunare dalle “distrazioni” a cui ricorriamo a volte per riempire vuoti e frustrazioni, altre per fuggire a noi stessi, alla realtà. Ma Lui è sempre lì, con il suo silenzio accogliente – Consegnato alla solitudine del ferro, / del legno. –  su una croce in cui convergono le sofferenze di tutti:

Ma io non ti lascio.

Non per la quiete,
o la gioia che mi dai.

Quanto importa, ora,

è il tuo capo reclinato,

trafitto.

Il diafano abbandono delle braccia.


***


La raccolta Come sapessi è una splendido esempio della poetica di Eros Olivotto. Vi troviamo anche la sua autopresentazione (p. 16): 

Il poeta

Poche cose.

Dio,
qualche amico,
i tuoi occhi.

Nessun clamore.

Un po’ di verità.


La vita è una continua ricerca, forse non ci rendiamo a volte conto di questo, ma c’è una tensione, un desiderio di qualcosa/qualcuno che sfugge ma: A volte nel buio / (…) / è talmente presente / da sconfiggere il sonno. (p. 13). Sì perché non abbiamo umanamente risposte alle nostre domande profonde a cui bastino parole o ragionamenti, perché l’esistenza di ciascuno, come quella dell’intero universo, al contempo rivela e nasconde, apre al desiderio dei conoscenza e ci fa constatare i nostri limiti e la nostra fragile bellezza (se non ci rinchiudiamo nella hybris per cui l’ambiente e il prossimo sono beni da sfruttare a nostro esiziale piacimento). Eros in quest’opera ci dice che non possiamo eludere la fatica del nostro stare al mondo, dominando e asservendo; possiamo invece, se non totalmente spiegare/accettare almeno lenire dolore e lutti, se amiamo e ci lasciamo amare, se riportiamo al cuore (ovvero ricordiamo) azioni buone, nostre e altrui; se nell’abbandono ci affidiamo (bellissima la Preghiera che sigilla il libro, pp. 83-85, in cui troviamo la domanda delle domande: saprò mai chi sei / se non oscurmaente?). Di seguito alcune sporadiche citazioni:

Sfioriamo verità.

Stanchi come siamo,
di questa fretta.

Del nostro infinito precipitare. (p. 20)

E a p. 78: Potrà l’amore / accogliere la pena, / indicare il senso / del nostro dolore?

Ancora a p. 77:

Sciarada

Quanto al non volere, poi,
al non desiderare,
molte voci ci distraggono,
adducendo il senso irrinunciabile
di ciò, che non trovato,
potrebbe svanire.


Una silloge che ci stimola e consola, ci affratella agli altri e alla natura, ci responsabilizza, ci fa scoprire il bene nel male (citando Madame): Questi alberi / simili a preghiere, / a parole / adagiate nel silenzio. (p. 56); … frantumavamo ombre con le mani, / rubando al cielo il fuoco dei tramonti. (p. 51); Non c’è salvezza / nel fondo del dolore, / se mai, / una sfinita verità. (p. 48). 

Sì, nessuno si salva da solo, ma c’è una tensione a convergere in alto (e qui citiamo Teilhard de Chardin) che ci fa responsabili gli uni degli altri e crea legami che ci elevano e ci rendono migliori.   

giovedì 29 aprile 2010

Su La poesia, il sacro, il sublime a cura di Adele Desideri 3

recensione di Vincenzo D'Alessio
prima parte qui
seconda parte qui

Nell’antologia curata da Adele Desideri, sul valore della poesia, del sacro e del sublime nella società contemporanea,i diversi contributi offerti e contenuti nel testo, ci lasciano comprendere quale mistificazione ha assunto l’esistenza reale. Dal primo all’ultimo essere umano, che vive quotidianamente nella nostra penisola, il coinvolgimento nella tecnologia è definito socialmente indispensabile, formativo, civile. Vale a dire che senza un televisore, un palmare, un i-pad, un portatile, la famiglia non può sopravvivere. Prima bastava l’auto, la lavatrice, il frigorifero… oggi ci vuole di più.
L’umanità perché non si accorge che l’economia ha minato i pilastri del mondo? Nella cieca corsa a possedere i beni materiali, la spiritualità è scomparsa. Se è rimasta una fede religiosa è divenuta fanatismo omicida. Il rigurgito di assolutismi, presi dal passato, fanno la loro comparsa nei giorni presenti mistificando anche la Storia vera. Lo chiamano revisionismo storico ma è pura follia umana.
Quale valore assume, nel contempo, la poesia, la sacralità, il raggiungimento del sublime?
Sono valori inutilizzabili, se non addirittura devianti, dalla rotta sociale della videocrazia attualmente vigente. Né è consentito, al poeta, al giornalista del fare, al costruttore dell’idillio, opporsi a tanta violenza. Scrive al proposito Adele Desideri nell’introduzione: “Il sacro, oggi, è inserito in un contesto sociale edonista ed omologante, dal non troppo vago sapore nazional-popolare” (pag. 9).
Allora viene incontro il contributo poetico di Eros Olivotto, che nel suo sentire-non sentire cristiano scrive: “Io, /che amo questo tempo, / quest’uomo, / il nostro non cercare, / il nostro non volere,/ saprò mai chi sei / se non oscuramente?” /(pag. 62). Più bella di così una dichiarazione d’amore verso il Dio del mondo non l’ho ascoltata se non nei versi di Jean Debruynne diversi anni fa, ma sempre attuali: “Per vivere, / il Dio dei cristiani non è tutto, / altrimenti non sarebbe più niente” (Vivere, Ediz. Paoline,1983). Veramente la fede, nei versi di Eros Olivotto, sa essere l’ossimoro cristiano della ricerca incompiuta su questa terra, completa solo nell’estasi della richiesta: “Vedi, / questo è il mio giorno: / infinite domande / e una distanza immutata” (pag. 63).
Ecco l’avverarsi del sublime, al di là del limite dell’orizzonte che l’occhio insegue, anche quando il cervello si spegne, frammentato dalla siepe del dolore, e il naufragio diviene dolce nel mare della quiete divina. L’umanità, oggi, non ha il tempo di pensare, tutto è alla velocità delle fibre ottiche. Tutto è assunto alla voce del Grande Fratello.
Ben venga, in questa concreta antologia d’ispirazione al sacro, la voce di Alfonsina Zanatta. Che della poesia dà la ricerca dell’Oltre, scritto con la maiuscola, quando asserisce che: “Tutto è sacro da quando Dio si è fatto uomo, e da quando ha riportato in cielo la nostra umanità, la nostra terra” (pag. 39). Proprio così, Gesù Cristo, ha avuto la gioia di coprirsi i piedi di terra, camminando in mezzo agli uomini, ha bevuto, dormito, sofferto, ed è stato ucciso. Ha portato nel cielo, nella sua Resurrezione, il sudore della morte e la terra del sepolcro.
Ma com’è lontano quel giorno di cui facciamo memoria, oggi, in mezzo a tanto dolore!
Scrive la Zanatta: “Ne consegue l’invito a leggere il tormento e l’inquietudine dei veri poeti – magari non approdati a un riconoscimento esplicito di senso e di Alterità (…) Stanno da queste parti le voci alte di Montale e di altri disperati cercatori con lui” (pag. 40).
Io che leggo, che cerco, che chiudo con difficoltà la porta del dolore, sono alla ricerca di quel Dio che la poetessa Zanatta ha fatto suo con le parole: “La creazione si svela come volto del dono di Dio, e ogni scheggia riporta al suo autore” (pag. 42).

domenica 3 dicembre 2023

Eros Olivotto presenta la sua nuova opera “Come sapessi” nello Studio Angelo Brusco 12 dic 2023




Martedì 12 dicembre 2023 alle ore 20:30


nello Studio Angelo Brusco (foto qui sotto) a Cavriana (MN)
via Santissimi Martiri Angelo e Alessandro n. 1


incontro con Eros Olivotto che presenta
Come sapessi (Perosini Editore 2023) 




venerdì 1 ottobre 2021

Il taglio del giudizio

Eros Olivotto, Note di viaggio, Perosini Editore 2019

recensione di AR 

 


Quando la superficie diventa trasparente e riflette il silenzio, il poeta la varca e s’inabissa, e noi con lui, leggendo queste Note così essenziali e icastiche: “La realtà è diversa / da ogni rappresentazione.”; “Abbiamo bisogno di profondità. / Per questo non possiamo sottovalutare / l’abbagliante inconsistenza / della superficie.”
E
ros introduce il libro invitandoci a “un cammino che, attraverso il ricordo, / divenga possibile percorrere assieme”. C’è un desiderio di compagnia, fratellanza, foscoliana corrispondenza di amorosi sensi in queste asciutte Confessioni in versi che trovo molto vicine al saporoso disincanto del Qohèlet: “A volte quanto siamo / appare come l’esito di ciò che è stato, / a volte come la ragione / di quanto ci attende.”; “Le nostre azioni / ci legano inesorabilmente / al senso di chi siamo.”
Non si tratta di un disincato pessimista, ma di quel maturo distacco che ci aiuta a percepire noi stessi e gli altri con misericordia e umiltà, perché “L’amore ci sottrae alla schiavitù / del giudizio.” e “Spesso in ciò che temiamo / si celano risposte.”

“Umiltà e obbedienza consentono visioni.” ci dice il poeta veronese, e avere considerazione degli altri ci immerge in un flusso divino: “Credo che gli uomini siano uno / dei volti di Dio.”

Nell’ultima citazione, notevole l’enjambement: “uno” attributo per eccellenza dell’Altissimo si riflette visibilmente nel volto di ogni figlio dell’uomo.

Il viaggio di Olivotto è così uno scarno portolano che ci offre punti di riferimento personali e al contempo universali: a ciascuno di noi il compito di costruire la propria rotta che in realtà non è solamente avocabile a noi stessi, perché siamo immersi nel flusso di un Amore ben più grande, benché a volte non ne siamo consapevoli. Se contiamo solo su noi stessi: “Non troveremo quanto cerchiamo. / Né torneremo illesi dal nostro viaggio.”

Il cammino dell’uomo deve affrontare il problema del male, constatare il propri limiti ed errori – “Quando l’uomo sceglie il male, / abbraccia la prospettva / di un ordine imperfetto.” – e questo ci segna inevitabilmente, ma in fondo “Il concetto di limite / implica un’idea di superamento.”

La stessa parola è limitata, anche quella poetica si illude, se pensa di poter “definire” l’assoluto: “L’illusorietà dell’arte consiste / nella pretesa di cogliere l’assoluto / attraverso il relativo.”

In conclusione possiamo affermare che è un dono, navigare questo libro; esso ci aiuta a fare silenzio, ad ascoltare, ad ascoltarci.

mercoledì 6 febbraio 2019

“il passo del profumo” di Eros Olivotto

Eros Olivotto, Un annoPerosini Editore, plaquette per il Natale 2017

recensione di AR



Essendo nato in giugno, la poesia che porta questo titolo mi ha subito attirato. Amo le lunghe passeggiate in montagna e ho sentito echeggiare vivamente in me l’immagine che porta lontano, assieme alle gambe e allo sguardo, il senso del nostro respiro, il velo pneumatico che ci rende viandanti/erranti ma sempre con in cuore una meta, desiderosi di incontrare persone disposte a condividere con noi un brano di vita più o meno lungo, sensibili al sorriso, tutti noi sempre bisognosi di trovare segnali utili e preziosi lungo il commino perché non risulti così labirintico da farci perdere (orientamento e anima). Ascoltiamo dunque la voce di Eros: “Aspro, / un tratto di strada. // Deserto e lontano. // Tra i campi.” (Giugno, p. 17). 
Pennellate essenziali: la voce profonda ed esatta del poeta trentino-veronese fa di Un anno una silloge memorabile, una mappa di suoni-pensiero che mi ricordano per la tagliente asciuttezza quelli di Caterina Camporesi.  
Lasciamo ancora la parola al Nostro, cito qui di seguito alcuni lacerti che credo vibreranno con echi capaci di sondare e curare alcune crepe, di illuminare quelle teche di memoria che magari celiamo anche a noi stessi: “Come buie torri / gemono gli abeti.” (Gennaio, p. 7); “Cadevo nel bianco / tendendo le braccia.” (Febbraio, p. 9); “A volte sogniamo, / negando che tutto possa svanire /(…) / Ogni gesto, ogni luogo, / lo sguardo più acceso, / la voce più amata.” (Marzo, p. 11); “Da chi saprò / il passo del profumo, / l’andare dilatato degli aromi?” (Maggio, p. 15); “c’è una striscia di terra che affiora dal fiume, / quasi un ricordo” (Luglio, p. 19); “È solo quest’ora rovente, / questo silenzio senza uscita.” (Agosto, p. 21); “Come il sol sorge nella luna / o un’impronta vive nella roccia. // Così / chi ci manca è con noi.” (Novembre, p. 27).
La vera poesia a volte non salva il poeta o il fruitore dai suoi fantasmi, ma ha sempre in sé una energia spirituale che, come la bellezza autentica e profonda, può renderci più leggera la fatica di vivere (v. Settembre e Novembre) perché attiva in noi il comune desiderio di essere una croce ruotata di 45° per moltiplicarci in chi ci ama, in chi amiamo: la vita è fatta di abbracci e di lutti, di abbattimenti ed illuminazioni, di solitudine e compagnia, di incredulità e di fiducia… il poeta mette in tensione queste polarità e ci aiuta a riconoscerle, a sfruttarne le potenzialità creative.


giovedì 31 marzo 2011

Convegno avellanita 13-15 maggio

Il valore del tempo nella scrittura
Fonte Avellana 13-15 maggio 2011


scarica il programma doc


Venerdì 13 maggio

16.00 Accoglienza nello Scriptorium, presentazione del convegno, saluto del Priore Alessandro Barban e intervento/reading di Alessandro Ramberti Tempo nascosto • Nato a Santarcangelo di Romagna il 10-06-1960, con la raccolta In cerca (Fara, 2004) ha vinto il premio Alfonso Gatto 2005 opera prima, il premio “Città di Solofra” 2006, il premio Voce dal Ponte 2006 (Monopoli, BA), il premio speciale Città degli Acaja 2006 (Fossano, CN). La silloge Pietrisco (Fara, 2006) ha vinto il concorso POESI@ & RETE 2006 (Trapani-Palermo) e il Premio biennale di poesia Cluvium 2006. Ha pubblicato come Johan Thor Johansson La simmetria imperfetta (Fara 1996). Nel 2009 pubblica con L’Arca Felice di Salerno la plaquette Inoltramenti (con un pensiero visivo di Francesco Ramberti). Con lo stesso editore è in uscita Paese in pezzi? I monti e i fiumi reggono (4 poesie di Du Fu).

16.45 Giuseppe CarracchiaReading da Il verbo infinito: “senza spingere quel bruco ritrovarsi ad intendere / che ogni cosa ha il suo tempo / e ogni tempo ha le sue cose” Giuseppe Carracchia vive attualmente a Catania dove studia lettere moderne. Ha pubblicato tre sillogi di poesia: Pensieri notturni (ed. Edessae, 2005), Anime vagabonde (Roma, 2007), Il Verbo Infinito (ed. Prova d’Autore, 2010), e una piccola raccolta, Poesie col nastro rosso, nell’antologia “Burattinai di parole” (Ass. cult. Città Nuova, 2010). È in pubblicazione, per conto dell’editore Arca Felice, un poemetto dal titolo La virtù del chiodo.


17.00 Mariangela De TogniPerché scrivo? Perché non posso trattenere in me la mia anima • “Potessi nascondere la mia anima / In un rifugio silenzioso che non seguiti / A vibrare se vibri il tuo profondo” (Rainer M. Rilke). Reading da: Cristalli di mare, Flauto di canna, Nel silenzio della memoria. Mariangela De Togni, nata Savona, è suora delle Orsoline di Maria Immacolata di Piacenza. Insegnante, musicista, studiosa di musica antica, membro dell’Accademia “G. Marconi” di Roma, ha pubblicato otto raccolte di versi: Non seppellite le mie lacrime (1989), Nostalgia (1991), Una Voce è il mio silenzio (1995), Chiostro dei nostri sospiri (1998), Profumo di cedri (1998); Un saio lungo di sospiri (2000), Flauto di canna (2004), Nel sussurro del vento (inserito in Quaderni di Letteratura e arte, 2005), Le visioni del Verso (2008), Cristalli di mare. In uscita: Fiori di magnolia. Numerosi i premi e le segnalazioni di merito. È presente in Agende, Antologie, riviste, in vari e accreditati studi critici. Nel web: Poeti-poesia, Flannery e in Purissimo azzurro (di Maria di Lorenzo), Farapoesia, Lettera in versi (a cura di Rosa Elisa Giangoia e Margherita Faustini).

17.15 Eros OlivottoTempo esteriore e tempo interiore • Il problema della dimenticanza, o meglio della “perdita” dell'attesa, come condizione dell'uomo contemporaneo, il suo senso di sradicamento, la sua distanza dagli altri e da sé stesso, tanto dal punto di vista esistenziale quanto da quello più propriamente creativo. Eros Olivotto nasce ad Ala di Trento nel 1950 e risiede a Sant’Ambrogio di Valpolicella, in provincia di Verona. Esordisce pubblicando poesie e racconti su periodici e riviste letterarie. Nel 1995 esce il suo primo romanzo Nonostante tutto (L’autore libri, Firenze). Poi, per Perosini Editore (Verona), pubblica un secondo romanzo Il tempo minore e due raccolte di poesie: Sipari (2003) e Ogni istante (2008).
 
17.30 Alessandro RivaliReading da La caduta di Bisanzio Nato a Genova nell’aprile del 1977. Si è laureato con una tesi di storia militare presso la Facoltà di Lettere moderne dell’Università Statale di Milano. È redattore di «Studi cattolici» e di «Atelier». Lavora all’ufficio stampa delle Edizioni Ares. Sue poesie sono uscite su numerose riviste tra cui «Atelier», «clanDestino», «La Mosca di Milano», «Lo Specchio della Stampa», «Resine», «La clessidra». È inserito in varie antologie tra le quali: Poeti per Milano (viennepierre, Milano, 2002). Quattro poeti (Ares, Milano 2003), Lavori di scavo. Antologia dei poeti nati negli anni ’70 (Antologia web di Railibro 2004). Nel 2005 ha pubblicato con Mimesis la prima raccolta: La Riviera del sangue, finalista al premio San Pellegrino, rieditata con nuove poesie da Fara nel 2007. La caduta di Bisanzio è uscita per i tipi di Jaca Book nel 2010.

18.00 dibattito aperto e sistemazione nelle camere
18.30 (per chi vuole) messa e vespri
19.30 cena e tempo libero

Sessione serale con

21.00 Luca Artioli Tra chronos e kairos. Il valore della parola nel tempo • Nato a Mantova nel 1976, città dove tuttora vive e lavora, Luca Artioli dal 2001 scrive su riviste on-line siti letterari (ad esempio «Lietocolle» e «Salotto Letterario»), curando rubriche dedicate a scrittori esordienti. Di recente apertura il blog Il Divano Muccato. È ideatore e socio fondatore della “Confraternita dell’Uva”, gruppo di scrittori mantovani/modenesi. Fa parte del “Movimento Letterario dal Sottosuolo”, gruppo per l’unione delle arti, con sede a Montichiari (BS). Ha pubblicato: Fragili Apparenze (poesie, TCC, Mantova 2005); THE SLEEPERS – Racconti tra sogno e veglia (AA.VV. – Ed. Azimut, 2008); Il rumore degli occhi (AA.VV., Edizioni Creativa, 2009); 365 racconti erotici per un anno (AA.VV., Ed. Delos Books, 2010). È presente con una scelta di poesie in Salvezza e impegno (Fara 2010) ed ha appena pubblicato la raccolta Suture (Fara 2011), con prefazione di Massimo Sannelli. Sito personale: www.lucaartioli.it

21.15 Massimo Sannelli Tempi della Comedìa: la riscrittura del passato e la composizione del futuro L’idea da sviluppare è feconda, e qui sarà proposta nel modo più dialogico possibile. Per quale tempo lavora la Comedìa? È un’opera escatologica, visto che Dante e il suo mondo sono convinti della realtà e della vicinanza del Giudizio finale? C’è un rapporto tra questa nuova poesia e il nuovo tempo? Oppure siamo nel campo della pura finzione, come denunciava, violentemente, Cecco d’Ascoli? È possibile e giusta una lettura laica della Comedìa? Oppure Dante è realmente, come scriveva Foscolo, un «legislatore di religione»? Una parte della risposta è nell’epistola a Cangrande, e nella tradizione studiata da Henri De Lubac. Più sensi dell’opera, come nella Scrittura. In realtà è tempo di capire che cosa sia veramente il poema di Dante, a quale ambizione – anche storica e sovrapersonale – rimandi. Massimo Sannelli è nato il 27 novembre 1973. Vive e lavora a Genova. La sua attività ha molti aspetti, che si intrecciano: scrittura, critica, traduzione, editing per la casa editrice internazionale La Finestra (Trento), recitazione, regìa e musica. Allievo di Edoardo Sanguineti, ha conseguito un dottorato di ricerca in Filologia latina medievale sotto la guida di Claudio Leonardi. In campo medievistico ha curato opere di Boezio di Dacia, Anonimo di Erfurt, Pietro Abelardo, Alano di Lilla, Cecco d'Ascoli, Ugo di San Vittore, Monge de Montaudon. Per Fara ha curato un'edizione della Comedìa di Dante (2010), premiata al Festival della Microeditoria di Chiari.


21.50-22.00 dibattito e riposo

Sabato 14 maggio
ore 8.15 colazione
 
9.00 Andrea Garbin Il tempo marginale Nato a Castel Goffredo (MN), ha pubblicato le raccolte di poesie Il senso della musa e Lattice; un estratto di Croce del Sud inserito in Salvezza e impegno; alcuni racconti su antologie. Ha curato le edizione del romanzo La fonte del fabbro (Lampi di Stampa) di Fabrizio Arrighi, e di Anche ora che la luna (Multimedia Ed.) di Beppe Costa. È pubblicato su Calpestare l’oblio: cento poeti italiani contro la minaccia incostituzionale. Direttore artistico del Caffè Galeter di Montichiari (BS), collabora con “Casa della poesia” di Baronissi. A Roma incontra Fernando Arrabal, per cui traduce alcuni testi in dialetto mantovano. Il 19 giugno del 2010 ha dato alla luce il Manifesto Letterario dal Sottosuolo sottoscritto da una dozzina di autori. Oltre a scrivere si occupa di teatro.

9.15 Rosa Elisa GiangoiaScrivere nel tempo della storia. Scrivere oltre il tempo • Insegnante, scrittrice e saggista. Collabora a riviste letterarie e di didattica anche on line. Ha pubblicato manuali scolastici, tre romanzi – In compagnia del pensiero, 1994; Fiori di seta, 1989; Il miraggio di Paganini, 2005 – un prosimetron (Agiografie floreali, 2004), un saggio di gastronomia letteraria (A convito con Dante, 2006), un’edizione delle Bucoliche di Virgilio con annotazioni in latino (Accademia Vivarium Novum 2008) e la raccolta poetica Sequenza di dolore (Fara 2010, prefazione di Antonio Spadaro). Ha realizzato con Laura Guglielmi la collana (10 voll.) Liguria terra di Poesia (1996-2001) e con Margherita Faustini i volumi Sguardi su Genova (2005) e Notte di Natale (2005). Fa parte della redazione di «Satura» e collabora a numerose riviste letterarie e di didattica, anche on-line. Ha ideato e cura (dal 2001) la newsletter «Lettera in Versi», nell’ambito di “Bomba Carta. Esercizio e riflessione sull’esperienza creativa” (www.bombcarta.com). Fa parte di diverse giurie di Premi letterari. Sue poesie sono presenti in numerose antologie. Ha vinto vari premi letterari. È impegnata nella diffusione del Latino con il “metodo-natura” del linguista danese H.H. Ørberg. È presente con saggi in Poeti profeti? (Fara 2009), La poesia, il sacro, il sublime (Fara 2010) e Salvezza e impegno (Fara, 2010). Ha recentemente pubblicato Appunti di poesia: vademecum per chi la ama (Fara 2011).

9.30 padre Antonio Spadaro SI Gli "Esercizi Spirituali" di Ignazio di Loyola: un manuale di scritture creative in quattro tempi Nato il 6 luglio del 1966, si è laureato in Filosofia presso l’Università della sua città, Messina, con la tesi Fondamenti teoretici e valenze esistentive degli Esercizi spirituali di Ignazio di Loyola. Qualche mese dopo è entrato nella Compagnia di Gesù di Genova. Alla fine del noviziato, frequenta a Padova l’Istituto “Aloisianum”, concludendo il curricolo con L’itinerario del desiderio negli Esercizi Spirituali di Ignazio di Loyola. Dal 1991 insegna Lettere all’ “Istituto Massimo” di Roma, attivando un lavoro interdisciplinare che ha prodotto il volume Tracce profonde. Il viaggio tra il reale e l’immaginario. Dal 1993 insegna all’ “Istituto Pontano” di Napoli. Frutto di questo lavoro è stata la pubblicazione di Radio on. Tra le colonne sonore degli anni ’90. Studia Teologia presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale e nel 1996 consegue il Baccalaureato con Il cammino come figura di spiritualità biblica. Il 21 dicembre 1996 è ordinato prete nella Cattedrale di Catania.
1998 – Licenza in Teologia Fondamentale: “Non tantum lecturi sed facturi”. Riflessione teologica sulla lettura dei testi letterari. Diventa presidente dell’associazione culturale BombaCarta.
1999 – Diploma in Comunicazioni Sociali (Pontificia Università Urbaniana, Roma): Lo sguardo presente. Una lettura teologica di “Breve film sull’amore” di K. Kieslowski.
2000 – Dottorato in Teologia, Pontificia Università Gregoriana, Roma: L’uomo in attesa di salvezza. Un approccio teologico-fondamentale all’opera letteraria di Pier Vittorio Tondelli (1955-1991).
2001 –Professore presso il Centro Interdisciplinare di Comunicazione Sociale (CICS) della Gregoriana per il corso di “Introduzione all’esperienza della letteratura”.
2002-03 – Completa la formazione nella Compagnia di Gesù negli Stati Uniti presso il Milford Spiritual Center (OH). Il 24 maggio 2007 pronuncia i Voti Solenni nella Compagnia di Gesù presso la Chiesa del Gesù di Roma. Attualmente vive a Roma ed è Rettore della redazione della rivista La Civiltà Cattolica, per la quale si occupa soprattutto di questioni letterarie.
Ultime pubblicazioni: «Da che cosa ci “salva” la letteratura?», in Salvezza e impegno (Fara 2010, 135-142); Svolta di respiro. Spiritualità della vita contemporanea (Vita & Pensiero 2010); Nell’ombra accesa. Breviario poetico di Natale (Ancora, 2010); Il volto incompiuto. Saggi e lettere sul mestiere di scrivere (a cura di Antonio Spadaro, traduzione di Elena Buia e Andrew Rutt, Rizzoli 2011).

10.20 dibattito aperto e coffee break

11.00 Dom Alessandro Barban Tempo pasquale e ritorno
Dopo gli studi classici ha conseguito la laurea in Lettere all'Università degli Studi di Bologna. Entrato a Camaldoli, è monaco camaldolese dal 1984. Ha studiato teologia al Pontificio Ateneo S. Anselmo e alla Pontificia Università Gregoriana (Roma). Dal 2001 al 2008 è stato professore di teologia sistematica al Pontificio Ateneo S. Anselmo. Ha pubblicato libri e saggi su riviste specialistiche. È presente con il saggio “È possibile parlare ancora della salvezza. Fede è uno, il dubbio è due, la paura è tre” in Salvezza e impegno (Fara 2010). Svolge un'intensa attività di conferenziere affrontando temi di teologia, filosofia e di attualità politica. È Priore del Monastero camaldolese di Fonte Avellana.
11.55 dibattito aperto e tempo libero
12.30 pranzo e tempo libero
16.00 Germana Duca RuggeriTempo e scrittura: ogni momento è due momentiGermana Duca Ruggeri è nata ad Ancona nel 1950 e vive a Urbino. Ha pubblicato le raccolte distanzainstanza (Arti grafiche della Torre, 1999), Ex ore in neo-dialetto urbinate (Marsilio, 2002), Gli angoli della terra (Joker, 2009) e l’opera narrativa Tessere (Manni, 2004). Promotrice culturale, è nella giuria di premi letterari, collabora con riviste letterarie e giornali locali. Con il saggio “Parola differenziata e salvezza” e una silloge di Poesie inedite è presente in Salvezza e impegno, Fara 2010).


16.15 Roberto CogoSupplementi di viaggio: poesia tra tempo e luogo • Nato a Schio (Vicenza) nel 1963, si è laureato in lingue e letterature anglo-americane all’Università Cà Foscari di Venezia. Ha pubblicato i libri: Möbius e altre poesie (Editoria Universitaria, Venezia, 1994); In estremo stupore (Edizioni del Leone, Venezia, 2002); Nel movimento (Edizioni del Leone, Venezia, 2004); Di acque / di terre (Edizioni Joker, Novi Ligure, 2006); Io cane (L’arcolaio, Forlì, 2009). Ha pubblicato le raccolte: Confondi il vento (ne «La Clessidra», Edizioni Joker, Novi Ligure, n. 1, 2007); Mai identico riproporsi (in «Italian Poetry Review», Società Editrice Fiorentina, Firenze, vol. II, 2007); Ancora nel luogo neutro e Il cielo dentro la montagna (nell’antologia Dall’Adige all’Isonzo. Poeti a Nord-Est, Fara 2008); La luce è del sole (ne La poesia, il sacro, il sublime, Fara Editore, 2009; Verso il leggero (in Salvezza e impegno, Fara 2010). La sua più recente raccolta poetica Supplementi di viaggio è disponibile come e-book in
rebstein.files.wordpress.com/2011/02/roberto-cogo-supplementi-di-viaggio.pdf Ha tradotto dall’inglese vari poeti tra cui: John. F. Deane, Charles Olson, Les Murray e Gary Snyder. Nell’estate del 2009 è stato poet in residence sull’isola irlandese di Achill nella contea di Mayo, ospite della Achill Heinrich Böll Association.

16.30 Salvatore RitrovatoIl tempo del ritorno: reading poeticoSalvatore Ritrovato (San Giovanni Rotondo, 1967) si è formato nelle università di Urbino, Lovanio e Bologna, e insegna Letteratura italiana presso l’Università di Urbino. Si occupa di letteratura del Cinque e Seicento e del Novecento (Caproni, Calvino, Saba, Rosselli, Erba, Carlo Levi, Volponi), con particolare attenzione alla ricerca poetica contemporanea. Collabora e scrive per varie riviste. Ha pubblicato tre raccolte di versi: Quanta vita (1997), Via della pesa (2003), Come chi non torna (2008). Ha curato l’antologia Dentro il paesaggio. Poeti e natura (Archinto, Milano, 2006). Nel 2010 pubblica la raccolta di saggi e interventi La differenza della poesia (puntoacapo Editrice), è inserito ne La poesia, il sacro, il sublime (a cura di Adele Desideri, Fara) con il saggio “Il sacro in poesia”, e in Salvezza e impegno (a cura di Alessandro Ramberti, Fara) con “Il varco orfico”.
 
16.45 Elvis SpadoniNel tempo di un disegno Elvis Spadoni è nato a urbino il 23-11-1979.Ha studiato in seminario laureandosi in teologia e facendo la licentia docendi in Storia della teologia presso la facoltà teologica dell’Emilia Romagna. Ordinato diacono nel 2004 per la diocesi di Rimini, ha ottenuto la dispensa dal celibato e la riduzione allo stato laicale. È iscritto all’Accademia di Belle Arti di Urbino dal 2007 indirizzo pittura, cattedra Luigi Carboni. Il suo saggio “A cosa paragonerò il Regno dei cieli?” è inserito in Salvezza e impegno (a cura di Alessandro Ramberti, Fara 2010).




17.00 Giovanni Borriero La luce entra piano le cose: Quartine di San Francesco I testi, scritti quasi interamente nella Chiesa di San Francesco a Padova dal marzo del 2009 all'aprile del 2010, sono una meditazione sull'ascolto del tempo. Giovanni Borriero insegna Lingua e letteratura galega all’Università di Padova.
17.15 Claudio FraticelliLa scrittura dei diritti fondamentali e l'ingiuria del tempo: nuove tavole della legge... Per quale popolo? • Riprendendo alcuni concetti tratteggiati nell’incontro dello scorso anno, con riguardo alle aporie nei rapporti tra lo jus e la lex, si richiama l’attenzione sui diritti fondamentali, la cui formulazione è stata affidata a testi costituzionali, dichiarazioni di organismi sovranazionali o a trattati. Un excursus, a partire dai rapporti tra oralità e scrittura, per riflettere sulla valenza e le prospettive di queste scritture. Claudio Fraticelli – 54 anni – è avvocato cassazionista del Foro di Macerata. Alla professione forense coniuga la passione per lo studio della Sacra Scrittura nella lingua ebraica e per le nuove tecnologie informatiche. Con il saggio “La giustizia dello Stato: salvezza o inferenza da cui salvarsi?” è presente in in Salvezza e impegno (a cura di Alessandro Ramberti, Fara 2010).





17.30 Alex CelliPer aspera ad astra: Dio, il mysterium tremendum che lotta assieme a noi contro il drago del caos e i tiranni nella teodicea di Klaus BergerAlex Celli è nato a Rimini il 06-03-1979. Dopo un’infanzia dalla salute compromessa e un percorso scolastico che l’ha portato a conseguire il diploma magistrale, ha abbandonato l’università per lavorare in uno studio commerciale. Provata l’esperienza della grazia, si è iscritto all’Istituto superiore di scienze religiose “Alberto Marvelli” a Rimini laureandosi nel 2011 con una tesi sulla teodicea cristologica di Klaus Berger. Con Fara ha pubblicato nel 2002 Chicken Breast, nel 2005 gli esilaranti racconti inseriti in Antologia Pubblica, nel 2006 La Compagnia S.E., nel 2009 Il ritorno di Chicken Breast ultimo “capitolo” della trilogia di Chicken Breast.


17.45 dibattito aperto e tempo libero 
19.30 cena e tempo libero

Sessione serale con

21.00 Caterina CamporesiIl tempo come pagina dove l'istante incrocia l’eterno • Nata a Sogliano al R. (FC) nel 1944, vive a Rimini. È psicoterapeuta. Già condirettrice de «La Rocca poesia» e redattrice de Le Voci della Luna, collabora con riviste cartacee e on-line come Fili d’aquilone con saggi sui rapporti tra psicoanalisi e creatività e recensioni. Ha curato e tradotto dallo spagnolo L'Attesa di Pablo Gozalves (Sinopia, 2007). Ha pubblicato: Poesie di una psicologa, Sulla porta del tempo, Agli strali del silenzio, Duende (Marsilio, Collana elleffe, Venezia, 2003), Solchi e Nodi (Fara 2008). È presente nelle antologie La coda della Galassia, La linea del Sillaro (Campanotto 2006), Poesia e Natura (c. di A. Brandolini, M. Canfield e I. Malcotti, Le Lettere, Firenze 2007), Vicino alle nubi sulla montagna crollata (c. di L. Ariano e E. Cerquiglini, Campanotto 2008), con “Profezia, sogno e poesia” in Poeti profeti? (cura di B.F.M. Gianni, Fara 2009), con “Utopia, creatività, trasfomrazione” in Salvezza e impegno. Recentissima la raccolta poetica Dove il vero si coagula (Raffaelli 2011).

21.20 Ottavio RossaniScrivere è fermare il tempo: interazioni e interferenze nell'invenzione creativaOttavio Rossani (Sellia Marina, 1944) è giornalista, scrittore, poeta, pittore. Si occupa anche di teatro. Come giornalista (inviato del «Corriere della Sera» per 30 anni) ha scritto di politica, economia, cultura, cronaca. Ha intervistato molti personaggi in Italia e all’estero. Ha viaggiato nei diversi continenti, in particolare in lungo e in largo per l’America Latina. Ha pubblicato le raccolte di poesia: Le deformazioni (1976), Falsi confini (1989), Teatrino delle scomparse (1992), Hogueras (1998), L’ignota battaglia (romanzo in versi, 2005). I saggi: L’industria dei sequestri (1978), Leonardo Sciascia (1990), Le parole dei pentiti (2000), Stato società e briganti nel Risorgimento italiano (2002). Il romanzo: Servitore vostro humilissimo et devotissimo (1995). Per il teatro ha curato alcune regie e ha scritto diversi testi. Ha esposto ed espone i suoi quadri in molte mostre personali e collettive in Italia e all’estero. Sue opere figurano in molte collezioni private. Dal dicembre 2007 tiene un blog dedicato alla Poesia sul Corriere della Sera on-line (poesia. corriere.it). Scrive articoli e recensioni di narrativa, poesia, saggi, sulle pagine culturali del Corriere della Sera e su altri quotidiani, riviste e siti internet. È presente con “Il diapason della poesia tra passioni e mitofanie” ne La poesia, il sacro, il sublime (a cura di Adele Desideri, Fara 2010) e con il saggio “Sul valore terapeutico della parola poetica” in Salvezza e impegno (Fara 2010).

21.50 Dibattito aperto
22.00 Riposo

Domenica 15 maggio
(per chi vuole) ore 7.30 Lodi – ore 8.15 colazione

ore 9.00 Anna Maria TamburiniTempo assegnato: cosa come perché scrivere nel tempo che mi è datoAnna Maria Tamburini si è laureata in Letteratura Italiana con la tesi Nóstoi. La poesia di Agostino Reali (Il Ponte Vecchio, Cesena, 2000). Tra gli ultimi saggi: Amore e conoscenza. Margherita Guidacci e Agostino Venanzio Reali, sulla scia di Emily Dickinson, in «Campi immaginabili» (38/39) 2008; “Nel cuore della luce”, in «Città di Vita» luglio- agosto 4/2010; La pietra crudele. Presenze bibliche nell’opera prima di Margherita Guidacci e Cristina Campo, in «Studium» sett.-ott. 5/2010. Ha curato con Natalino Valentini: A.A.V.V., Dipingere la parola. La teologia della bellezza nell’opera di Agostino Venanzio Reali, Messaggero 2006. Con FaraEditore ha pubblicato la sua prima raccolta di poesia: Colibrì (2010).

9.15 Guido Passini Scrivo nel tempo e sorrido: è solo trascorso ed io con essoGuido Passini è nato a Bologna nel 1978. Ammalato di fibrosi cistica scopre qualche anno fa una grande passione per la poesia e cura per Fara nel 2008 Senza Fiato e nel 2010 Senza fiato 2. In ricordo di te. È membro dell’Associazione Culturale Poliedrica di Forlì dal 2008. Le poesie La Vita tra le mani e Feriscimi compaiono nell’antologia Sentieri edita da Lulù.com per il blog ParolArte nel gennaio 2009, nello stesso anno pubblica con Fara la sua prima raccolta autonoma, Io, Lei e la Romagna. La poesia Ti mostrerò compare nell’Antologia I poeti romagnoli d’oggi e Federico Fellini (Il Ponte Vecchio, 2009). La poesia Italia son cresciuto ne Il segreto delle fragole 2010 (LietoColle). Con Due preghiere è inserito ne La poesia, il sacro, il sublime, con “Poesia: un impegno che salva” in Salvezza e impegno (entrambi Fara 2010).

9.30 Dante ZamperiniReading poetico • Nato a Negrar (Verona) il 26 agosto 1972, nell’autunno del 2006 pubblica la sua prima raccolta poetica La domenica mattina per le edizioni Gabrielli. Per Dante la poesia attiene al sacro. Solo all’interno di questa dimensione è possibile raggiungere quella profondità che si pone come oggetto e giustificazione della poesia, che nasce quindi come risposta al senso di gratitudine di fronte al dono della vita e alla sua bellezza. Una volta capito questo, scrivere d’altro diventa difficile e diviene spontaneo non smettere d’interrogarsi sul senso e sul valore della propria ricerca. Con la silloge Ora Terza è presente in Salvezza e impegno (Fara 2010).


9:45 Marco Bottoni Ore di preghiera: nel tempo oltre il caso • Nato a Castelmassa (RO) il 30-9-1958, esercita dal 1986 l’attività di Medico di Medicina Generale a Castelmassa (RO). Scrive per passione dal 1999, soprattutto racconti e poesie. Ha pubblicato: L’Altro e altre storie (2004 Montedit, MI); Sullo stesso treno (2006 Fara Editore); “Vita” (2007, sei racconti nella raccolta Storie di Vita, Fara Editore); Prosecco e Prolegomeni – memorie di un Filosofo da bar (2007 Montedit Milano); Luna – Quattro storie di scacchi e di mistero (2009 Tindari Edizioni Messina); Mi siete mancati (2009 Fara Editore). Per il Teatro ha scritto Biglietto, prego! (2008), Dio lo faccio io! (2010) e Con il titolo in coda (Fara 2011). Ha corso come tedoforo per il Viaggio della Fiamma Olimpica di Torino 2006. “Ore” ha vinto il Concorso Pubblica con noi ed è inserito in Creare mondi (Fara 2011).
Dibattito aperto e tempo libero – ore 11.00 (per chi vuole) S. Messa – ore 12.30 pranzo



15.00 Simone ZaninEllissi. Elogio della sospensione del tempo e dello spazio • Nato nel 1977, ha pubblicato: La porta dei miei sogni (1995, ed. del Leone, Venezia) e Studi (2007, ed. del Leone, Venezia); il libro d'artista Preludio (2008, Pordenone-Milano) in collaborazione con l'artista Marco Baj, ed il libro d’artista Ellissi Mediterranea (2010, Officine Ultranovecento, Pordenone-Faenza) con l’artista faentino Martino Neri, entrambi in edizione numerata a mano. È fondatore del gruppo/progetto Ultranovecento, che cura realizzazioni di opere congiunte di poeti e artisti visivi. Nel 2010 è stato inserito nel libro d’arte Capriccio del cerchio a cura di Evelina Schatz, in occasione dell’omonima esposizione dell’artista russa tenutasi a Milano, e in Salvezza e impegno con il saggio “La poesia e gli strani meccanismi del mondo troppo umano”. Collabora con la rivista ALI diretta da Gian Ruggero Manzoni e con la galleria Vastagamma di Pordenone per l’organizzazione di eventi letterari ed artistici.


15.20 Annalisa TeodoraniE’ temp: reading poetico • Giovane esponente della scuola poetica santarcangiolese (Tonino Guerra, Gianni Fucci, Raffaello Baldini, Nino Pedretti, per fare solo alcuni nomi) ha esordito giovanissima nel 1999, con Par senza gnént, Per nulla (introduz. di Gianni Fucci, nota di retrocopertina di Narda Fattori, Ed. Luisè, Rimini), seguito dalla raccolta La chèrta da zugh, La carta da gioco (prefaz. di Andrea Brigliadori, postfaz. di Narda Fattori, Il Ponte Vecchio, Cesena, 2004) e da Sòta la guàza, Sotto la rugiada (presentazione di Manuel Cohen, Il Ponte Vecchio, Cesena, 2010).

15.40 Sebastiano AdernòPer gli anni a venire: scrittura e assenza del presente per mancanza di consapevolezza e discernimento • Nato nel maggio 1978, Laureato in Lettere Moderne a Milano, il suo percorso si snoda tra poesia, concorsi letterari, reading e pubblicazioni. Sue poesie sono apparse edite da LietoColle: Il Segreto delle Fragole e Verba Agrestia. È presente sui numeri 9/07 e 11/07 della rivista «Arte-Incontro» edita da Bocca, e nell’antologia Scrittura amorosa edita da Fara. È pubblicato negli ebook Un fiore di parola e Poesia e monnezza (creati dal multiblog viadellebelledonne.wordpress.com). È stato finalista del III Premio di poesia “Gerardino Romano” (BN). Si è classificato terzo al Concorso Solaris organizzato da Edizioni Montag di Macerata. È stato premiato con una videopoesia al Premio di Poesia In/Civile organizzato dal Comune di San Giuliano Terme di Pisa. Sue poesie sono apparse nelle prime cinque antologie legate all’iniziativa Istant-Anthology organizzata da Giulio Perrone Editore di Roma. Vincendo il concorso Pubblica con noi 2008 ha pubblicato una silloge di trenta poesie dal titolo carminasincronici nell’antologia Storie e versi.


16.40 gran dibattito finale saluti e partenze intorno alle 18.00

(chi vuole può prenotare e restare anche per cena e pernottare)

Il convegno è aperto a tutti gli interessati. Le prenotazioni in foresteria vanno effettuate telefonicamente al numero 0721-730261 (chiedere del Priore) si prega di telefonare alle 13,00 o dalle 20,00 alle 21.00, foresteria@fonteavellana.it