Tu che sei tutto

poesie di Mariangela  De Togni


Tu che sei tutto

Tu che sei tutto il silenzio
e il bianco sospeso delle aurore.
Tu puoi venire in punta di luce
dentro i caruggi
alluvionati dai sospiri
del nostro cuore.
Dove danzano libellule
a primavera
in un destino dorato
di strane simmetrie
al di fuori del semplice spazio.
Ho vissuto prima del giorno
e sui cedri della notte
è rimasta la mia cetra.
Nello sfolgorio del cielo
pieno di stelle lo stupore
è rimasto e il sussurro
d'una perenne cascata.


Di te sapevo

Di Te sapevvo
dai madrigali rosa
dell'onda, dai voli
pieni di sale.
Dalle pagine intarsiate
di bruma
nel greto della memoria.

Di te sapevo
dal soffio rosso
della pianura
ambrata di sole
all'orizzonte.
Dalla conca delle mani
sapevo l'assoluto.

Eccolo
il vento d'oriente
a forare la tenebra
fra mille arabeschi
nel fogliame
di incroci misteriosi.

Ma come sono insistenti
le orme dei sospiri
che mi intagliano
il cuore.
Nel silenzio
che affonda nei calici
di fuoco
sospesi
su cespugli di papiro.

La mia tunica
è il cielo stretto tra le dita.
La notte che incalza
coi suoi milioni di soli.


E già sei voce

È forte nel cuore
di Te la nostalgia
Verbo appena incarnato.
Il desiderio galleggia nell'incenso.
E io Ti aspetto!
In fondo al tempo
che inaugura sospiri
ad ogni aurora.
In contrappunti
di antichi spazi celesti.
Una stella bianca
si stacca dalla notte
accogliente grembo fecondo
e cetra e lampada colma
d'olio purissimo
fin dentro il sole.
Tocco di carezza
o gesto e invenzione d'amore?
Ti guardo, infinito silenzio,
e già sei Voce.


Dammi da bere

S'era fermato al pozzo
nel sole bianco di sete
dove sostano gli orizzonti.
Il vento arpeggiava
accordi di assoluta novità
sulle arpe di roccia
e nella curva dello spazio
un profumo leggero
sfiorava rupi di luna.

"Dammi da bere" disse appena,
svelando il suo segreto.
Mentre muta la donna
sostava giù per erbe di sospiro.

E la Voce perforò il silenzio.

Incastonando nello sguardo
parole fresche di neve.


Madre così

Madre
così preziosa al cuore!
Eppure
davantia Te
non ho saputo
vedere la bellezza.

Io piango
Madre
adesso
per questa povertà
del sentire
frastornato
dal repentino impatto
con l'opaco
muro
del silenzio.

Oggi
in umile ascolto
sillabando
i colori caldi dell'orizzonte
sul grande mare
io Ti rivedo
scolpita nel pensiero
che Ti vorrebbe
luce che trapassa
le pareti
del tempo e dello spazio
alla scoperta d'archi
che conducono
gli uni agli altri
nella latitudine più profonda
della memoria.
Dov'è l'assoluta Tua
bellezza.

(Da Nel sussurro del vento)
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