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mercoledì 19 gennaio 2022

Colori e parole d'amore

 Ho da dirti in segreto di Adalgisa Zanotto

Prefazione di Pierangela Rossi

Introduzione di Massimiliano Bardotti

Fara Editore

Recensione a cura di Anna Taddei

Una passeggiata familiare, sotto l’ombra alternata di alberi che sanno di eternità; in un camminare spensierato e campestre aleggiano i versi di Adalgisa Zanotto, raccolti in Ho da dirti in Segreto.

Come in un amorevole racconto il lettore si ritrova ad ascoltare l'amore, narrato in immagini di luce, colore, quotidianità e passione. Come l’ombra creata dal sole indica le ore della giornata che volano via, così tra i versi si coglie in un’impulsiva intuizione il tempo che scorre e se ne va. Lo stesso tempo che perdura nello sguardo del primo incontro, che assiste al movimento e al rincorrersi dei due amanti che si seguono e si amano nei loro “gesti nascosti”, nelle intime e “tenere carezze”. La dolce musicalità delle parole e delle rime libere di rimare o no, crea un clima confortevole nel quale leggere, porsi domande su sé stessi e l’altro e trovare alcune risposte, o ulteriori quesiti. L’amore si mostra nelle pagine con un lessico familiare, non complesso, unito in “versi discreti” che sanno però trasmettere sapientemente e insegnare gli indizi per il mistero di cui tutti cercano la soluzione.

venerdì 21 gennaio 2022

"Ci si accorge d'esser soli"

Le mie scarpe son sporche di sabbia anche d'inverno di Stefano Bianchi

Postfazione di Stefano Martello

Fara Editore


Recensione a cura di Anna Taddei

Soprattutto all'inizio della lettura, sembra di guardarsi vivere meccanicamente, azione dopo azione, con un poco di rimorso, in versi oligosillabici. In Le mie scarpe sono sporche di sabbia anche d'inverno, Stefano Bianchi scrive di mancanza, un intenso senso di solitudine per qualcuno di amato che si allontana e se ne va. Nelle sue parole sempre sintetiche, raccolte, si sprigionano pensieri, rimpianti e ricordi di un amore passato. Al centro di tutto c'è sempre il suo amato mare, con la compagnia gratuita dei gabbiani e il loro volare leggero.


"[…] Oggi ho nuotato coi gabbiani / che mi aspettano ogni giorno. / La riva, i gabbiani, il sole e gli scogli / sono nel posto che sai / tu sola non sei arrivata / i gabbiani mi domandano di te / ed io non so spiegargli. […]"(Gabbiani)


Quel fastidio irritante di quando è tutto assolutamente perfetto, così come dovrebbe essere, ma c'è un vuoto: sarebbe stato tutto ancora più bello se ci fosse stato qualcuno lì, a condividere quello spettacolo. Quel senso di mancanza, di nostalgica privazione sembra essere il protagonista di questa raccolta, osservato in tante prospettive: come ciò che accade quando ogni cosa che si veda porti ad un pensiero costante, sempre lo stesso, d'improvviso istinto. Spesso "Quando capita / capita di colpo, / è di sabato o a natale, / che ci si accorge d'esser soli." 

mercoledì 26 gennaio 2022

Intervista ad Adalgisa Zanotto

Intervista a cura di Anna Taddei

A seguito della lettura di D'ora in poi e Ho da dirti in segreto, per approfondire la riflessione sui testi si è deciso di porre alcune domande all'autrice, Adalgisa Zanotto.

  • Piú volte nelle sue poesie vengono evocate immagini naturali: esse sono l'ispirazione per la scrittura oppure accorrono in aiuto?


La poesia vive ovunque, la vedo, la incontro, l’ascolto. Ho la fortuna di abitare in una zona collinare poco edificata e quindi il contatto con la natura è quotidiano e rigenerante. Amo stare all’aperto, curare l’orto, guardare il cielo, sedermi sul prato e osservare gli insetti. La terra mi chiama e mi parla. Mai si ritira o aspetta tempi migliori. Forse per il mio percorso di vita, per la passione per ogni essere e ogni creatura, la poesia mi circonda, sia che parli o scriva, sia che non faccia direttamente il suo nome. Il creato è contemporaneamente ispirazione inesauribile e aiuto insostituibile per incontrare parole quasi inaudibili. 



  • Nella lettura delle sue pagine si percepisce spesso un'atmosfera familiare, quasi confidenziale: la sua poesia come un dialogo affettuoso con chi la legge. Questo clima è creato appositamente o ci sono ulteriori finalità?


Vivo la poesia con grande confidenza e fiducia, la sento capace di una trasmissione profonda. E credo che nella poesia non si possa barare. E’ un viaggio dentro di noi e dentro le cose, una discesa nel cuore del mondo e della vita. La poesia contiene in sé l’oscillazione eterna tra gioia e dolore, in cui si manifesta l’essenza del nostro essere persone. Una energia, una epifania, ma anche un salto nel vuoto, uno scavo continuo che sfiora sempre i confini. Mi sento attratta da essi e credo che una linea di frontiera mi attraversi da una parte all’altra. La poesia può cambiare le cose, può cambiare ogni stato d’animo: penso possa soprattutto umanizzare le relazioni in questo tempo. É compagna di viaggio, consigliera nelle scelte, voce di ogni sentimento. Portarla in giro, farla uscire, con tutti i mezzi possibili. La poesia è necessaria, va usata, condivisa. 



  • Il lessico che si ritrova nei suoi versi non suona mai distante o eccessivamente formale, c'è un motivo particolare per cui ha compiuto questa scelta stilistica?


Amo poter ascoltare: ascolto voracemente le voci che incontro, in particolare quelle voci che portano con sé un po' dell'anima di chi parla. La possibilità di accedere all’universo pensato e visto dall’altro è stata per me una piccola rivoluzione. Ho sempre avuto un'attrazione per le parole dense. Cerco parole concrete perché m’insegnano, perché sono terribilmente giuste anche quando raccontano la fragilità, il disagio, il limite, il dolore. Mi consentono di comunicare con le persone, per imparare a condividere, a essere paziente con me stessa e con gli altri. Cerco parole che possano incontrare, parlare, comprendere, stare con gli altri. 


giovedì 20 gennaio 2022

Ricordo sepolto sotto la neve

 Da quando non ci siete di Stefano Bianchi

Prefazione di Alessandro Ramberti

Fara Editore

Recensione a cura di Anna Taddei

Un canto nostalgico, nel legame tra l’uomo che è, e il fanciullo che è stato; ricordi, sensazioni, emozioni che, come in una corsa, ti rubano il fiato in un enjambement. In Da quando non ci siete, Stefano Bianchi scrive d'amore, d'infanzia, di memorie e del tempo. Ne parla attraverso il sole, le scale, la battigia del mare… E la neve, che ricorre tanto spesso tra i suoi versi; immagine evocativa e calzante, e contemporaneamente mozzafiato.

“Il tempo cade a fiocchi piccoli come la neve / che se lo lasci fare / stende una coltre spessa quanto l’oblio / sulle cose che crediamo importanti.” (Il tempo)

Quante volte accade che nella fretta della miriade di impegni quotidiani ci si dimentichi qualcosa che un tempo era determinante: da un incontro con qualcuno perso di vista a una tradizione d'infanzia. Il tempo come entità che scorre, in modo silenzioso e perpetuo, e cancella eventi, visi, relazioni… talvolta in modo gradito, talvolta meno. Quando è accaduto che svegliarsi il mattino di Natale ha perso la prima volta la magia della fanciullezza, che fermarsi a rifletterci ora è diventato addirittura tempo perso. In silenziosi strappi alla routine quotidiana, entrare tra le pagine di Da quando non ci siete è un ritorno a memorie forse coperte da uno strato di dimenticanza, un ricordo rivissuto d’infanzia. Tra citazioni di autori, da Ungaretti a Cardarelli, i versi ti cullano in fanciullezza passata, per poi spingerti a riflettere “È in un momento o poco a poco / che si perde di vista il tempo?”

lunedì 17 gennaio 2022

Le ali dell'occaso

a cura di Anna Taddei

Ne Le ali dell'occaso, Gladys Basagoitia Dazza racconta al lettore il meraviglioso mistero della vita, in una nuova e affettuosa relazione reciproca. Attraverso "versi semplici/così umili" (RIDERE DI GUSTO) trasporta e avvolge nel suo dolore, nella sua gioia e nel suo amore; il lettore si ritrova senza accorgersene nel "mondo sincero e unico" (LE ALI DELL'OCCASO) di Gladys e lentamente le parole sulle pagine diventano le proprie, in una danza leggera come di onde del suo tanto amato mare.
Il silenzio nel quale "si musica la vita" (UDIRE IL SILENZIO) si mostra come ausilio nell'immersione nei versi dell'autrice, mentre Gladys ci accompagna facendo lo stesso (LEGGERE), come in un continuo e fluido scambio di pensieri. Il lettore si meraviglia nella "scoperta" della natura, che regala un "senso di libertà" (L'EMOZIONE DELLA SCOPERTA) indescrivibile e provoca nel cuore un ossimoro di sensazioni, immortalate nel momento emblematico dell'eterna precarietà della vita: il sole che muore al tramonto (LA MORTE DEL GIORNO).

martedì 18 giugno 2024

Complimenti a Matteo Bonvecchi nella prima rosa di selezione del Camaiore 2024

martedì 18 gennaio 2022

D'ora in poi

 a cura di Anna Taddei

D'ora in poi è una delicata ode all'amore materno, composta da Adalgisa Zanotto come dedica a Maria Cristina Cella Mocellin, madre di tre figli, deceduta a soli 26 anni a causa di un tumore; Cristina scelse coraggiosamente di sottoporsi solamente alle cure che non avrebbero danneggiato il figlio nel suo grembo.

Nonostante il lieve sottofondo di nostalgica tristezza che si percepisce, i versi provocano alla lettura una carezzevole serenità. Nella seconda sezione del libro, in particolare, si viene cullati dal dolce susseguirsi di immagini naturali. Spettatore e compagno il cielo avvolgente che talvolta appare "distante" e altre dispensatore di una "pioggia leggera"; fulgido abbraccio, il cielo consola e imprime speranza portando incessantemente con sé la sua "luce".

lunedì 18 settembre 2023

Premiazione del Concorso Agostino Venanzio Reali Sogliano sul Rubicone 23 settembre 2023



Musica e parole in omaggio
ad Agostino Venanzio Reali

sabato 16 settembre 2023 ore 16.00

Sogliano teatro Elisabetta Turroni




Intervalli musicali di Marta Ghezzi (violino) e Aiko Taddei (arpa)


Saluto sindaca Tania Bocchini
Saluto padre Prospero Rivi

Saluto del presidente associazione Bruno Bartoletti e ringraziamento al Prof. Giuseppe Marrani, alla dott.ssa Lucrezia Bonini alla Amministrazione Comunale, a Sogliano Ambiente, alla Biblioteca, all’Ufficio turistico, all’Auser, alla pro Loco di Sogliano al Rubicone e, per il prezioso delicato e impegnativo lavoro, la Giuria del Concorso, a cui va tutta la stima e la gratitudine.

Si ringrazia per le foto e i video Franz Ramberti


Anna Maria Tamburini presenta il relatore prof. Giuseppe Marrani, direttore del dipartimento di Studi Umanistici e Professore ordinario di Filologia della letteratura italiana presso l’Ateneo Internazionale dell’Università per Stranieri di Siena

Giuseppe Marrani: La poesia di Agostino Venanzio Reali fra testi editi e carte d’archivio: una prospettiva. Assegnazione borsa di studio a Lucrezia Bonini per la tesi Per l’amore lontano. Poesie inedite di Agostino Venanzio Reali.

Assegnazione del Premio Nazionale di Poesia Agostino Venanzio Reali, giunto alla diciottesima edizione. La giuria costituita da Bruno Bartoletti, Roberta Bertozzi, Sonia Gardini, Gianfranco Lauretano, Maria Lenti e Annamaria Tamburini si è riunita collegialmente il giorno 2 agosto 2023, alle ore 16.00, e ha deliberato:

Sezione C – Poesia Giovanissimi premiazione: Istituto Comprensivo di Sogliano che ha partecipato per la scuola secondaria di I grado di Sogliano con le tre classi I, II e III A e per la scuola secondaria di I grado di Borghi con le tre classi I, II e III C. Grazie agli studenti, alla dirigente dott.ssa Falco e ai rispettivi docenti di lettere, prof.ssa Alessia Carghini per Sogliano e Rosaria Martellotta per Borghi. All’istituto un buono libro di € 1000.

Vincitrice Sezione A – Poesia Giovani 




Giulia Mossoni di Marcheno (Brescia) - premiata la poesia La guerra nella vita. Legge la motivazione Gianfranco Lauretano. 




Finalisti


Gabriele Gargani di Ponsacco (Pisa) – premiata la poesia contrassegnata A domani (il sapore della ciliegia), che viene letta dall’autore. Legge la motivazione Maria Lenti.




Caterina Gobbi
di Rimini - premiata la poesia
Casa che viene letta dall’autrice. Legge la motivazione Sonia Gardini.


















Marina Guglielmi di Sirignano (Avellino) - premiata la poesia Bisognerà cercare. Legge la motivazione Anna Maria Tamburini.



Alessandro Pazzaglia di Roma - premiata la poesia Fiori e tortellini il regalo di nozze. Legge la motivazione Roberta Bertozzi.














Vincitrice Sezione A – Poesia Adulti


Annalisa Rodeghiero di Padova - premiata la poesia contrassegnata con il n. 23c Nella grazia dello stare. Legge la motivazione Maria Lenti.

Finalisti



Ilaria Maria d’Urbano di Firenze - premiata la poesia Luna di Pasqua. Legge la motivazione Roberta Bertozzi.









Luciana Moretto di Oderzo (Treviso) - premiata la poesia Valore aggiunto. Legge la motivazione Gianfranco Lauretano.








Paolo Polvani di Barletta - premiata la poesia Poema orecchio. Legge la motivazione Sonia Gardini.







Alessandro Ramberti di Rimini - premiata la poesia contrassegnata con il n. 6b Noi siamo impastati d’azzurro. Legge la motivazione Roberta Bertozzi.