Recensione fuori marketing a Il penultimo giorno

Ciao Valeria. 

Mi sono letteralmente bevuta le tue poesie, come sempre. Di questa bellissima raccolta varie cose mi hanno colpito: la parola piena che prosegue senza indecisioni, la profondità degli argomenti che sono chiari e diretti, la vita presa per intero con il suo carico di sofferenza e felicità, penetrata con passione consapevole. Il che può sembrare un ossimoro; ma quale vita non lo è in fondo? 

Tra gli innumerevoli temi dell’opera è toccante quello della madre che, inevitabilmente rimanda a percorsi individuali, a quando della vera storia si perde il filo. E il lasciar andare diventa l’ultimo atto d”amore (PER DONO, titolo gravido di significato nel gioco linguistico). Momento struggente d’addio. La forza dei versi continua nelle successive plaquettes, “L’abisso” e “Il ritorno”, in cui si cerca l’altra in sé e continuano i passaggi, ove “caduta e volo sono coincidenti” e poi “Servirà una vita intera (prendere o lasciare)”. Fino all’apoteosi del verso finale “Che sarebbe come amare, amarsi dopotutto”. In questa magnifica silloge già nel titolo Il penultimo giorno ovvero nel tempo sospeso, c’è qualcosa per chiunque e ognuno può trovare una parte di sé. Complimenti.
Con affetto

Anna 

PS: Non so se si è capito, ma sono una tua fan
Anna Paulinich.



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