lunedì 22 febbraio 2016
“preferisco il peso di tutto ciò che accade": su La via cava
recensione di AR
«Cava la terra che accoglie il seme (…) Cavo (creux) il corpo dell'uomo nel quale (…) è da ricercarsi l'origine della musica» (Nota dell'autore). In fondo la poesia è parola risonante, parte dalla cavità di un io per offirirsi alla cavità di un tu, di un altrove.
La prima sezione di questa raccolta – “Il pavone dell'alba” – ha un timbro amoroso, conosce attraverso i sensi con immagini di grande presa: «sento il tuo volto venire adagio / lungo le piume del tempo / portare il colore del pavone nell'alba» (p, 17); «c'è un uomo che abbraccia / la pelle degli alberi» (p. 18); «regalami quel fiato / che diviene frammento» (p. 19); «e il piumone, delle cose, divenne corto, // si fece marmo» (p. 20).
La seconda sezione si intitola “In un tempo più lento” e i versi quasi restano sospesi, attendono la generazione di nuova vita: «ho tagliato i capelli alla terra / ho vangato il suo cuore di madre» (p. 27); «regalami un'eco / della nuova esitenza / che in grembo ti danza» (p. 28); «anche lui, come noi, / vuole stare e non stare / in quell'unico luogo / che ci ha fatto da madre» (p. 29). Possiamo già da queste poche citazione notare come il metro, pur essendo libero, è molto musicale (non mancano settenari, ottonari, decasillabi, ecc.) ma viene accuratamente mantenuto lontano da cadenze uniformi e prevedibili, ogni poesia è in questo senso sorprendente contenendo forme chiuse, anche abbastanza estese, inframmezzate magari da rime ad altre assolutamente aperte.
La sezione successiva – “Pieghe del quotidiano” – narra-e-cuce le increspature emozionanti e coinvolgenti della vita famigliare, lavorativa, relazionale con le infinite risorse del linguaggio poetico: «in questo / cinguettìo morbido dei ricordi / rivedo i vostri volti / (…) / e si cons_umano le ali / ferrose della musca / (…)» (Figli, p. 42); «vi vedo far breccia / dalla caverna materna / uscire dal grembo / nuotando nella frattaglia placentare» (p. 43); «ora, dalla tua stanza, guardi fuori, / sostenuto da un cuscino / di memorie e dolori – di fronte, la via cava / e tesa, la soglia in_certa di una / solitudine sospesa» (a Pigi, p. 46).
La quarta sezione è “Teoria delle ombre” di tono direi filosofico-esistenziale: «Appariamo: ed è svanire. / La bidella, col suo sacco, / se ne va, nell'aldiqua» (In the corner, ad un collega, p. 51); «lo gnomone con la luce / ci ridona un'ora d'ombra / (…) / troppo tardi troppo presto» (Teoria delle ombre, p. 54); «scende sul parabrezza una lacrima di vita / non aziono il tergicristallo / la lascio vivere, libera, di scegliere la sua meta» (Una goccia, p. 56).
La quinta sezione è teologica già dal titolo: “Il Dio che viene”. Qui vengono poste questioni che ci proiettano in una dimensione mistico-artistica: «l'io vuole liberarsi in Dio… // Ma per un triste incidente / per un'insana m_io_pia, / l'uomo moderno dell'occidente / ha letto la frase in modo diverso: / l'io vuole liberarsi da Dio…» (Venezia, monastero benedettino di S. Giorgio, ad Antonio Mistorigo monaco, p. 62); «è il dio / che svelandosinega / in pertugi imprecisi // spesso in strappo di tela» (Il dio cavo, a L. Fontana, p. 65); «Paracleto ha ricamato il tuo grembo / soffiato e fiammato con orme di verbo / ardendo ha plasmato un embrione () / bucaneve lirico spuntato a mondare / l'afrore di un'umanità incinta del male» (Madonna Litta, a Leonardo da Vinci, p. 67); «dove andate così senza pelle / con i volti dipinti sul vuoto?» (Processione, a Guido Polo pittore, p. 69).
C'è sempre una doverosa attenzione di Parolini al corpo dell'essere umano, una tensione fra materiale e spirituale che è quella che nutre l'anima e ci rende cavità accoglienti sia per il prossimo che per il Prossimo (che del resto si è fatto carne, in-cavandosi).
L'ultima sezione è “Ansiaverde” e pare immergersi nel paesaggio (naturale o artistico) come finestra aperta sull'ineffabile: «insolitudine estrema: / la stasi si annuncia nel volo / che non riesco a dire a parole // la crosta si disfa / nel fuoco del grano» (Campo di grano con volo di corvi, a Vincent van Gogh, p. 82); “la natura ha i tempi docili /delle forme semplici, / lo sguardo cavo della necessità» (Tasainari, Val dei Mocheni, p. 83); «la pietra scavata è nidodellacqua…» (Arte Sella, Valsugana, p. 88); «sulla lingua di ghiaccio ritirata / ora è il giorno dell'uomo / ma l'orma dei sauri rimane» (a Coccobill, cane della vita, p. 89); «fòlaghe e morette / accarezzano l'acqua / – maschere adagio su vetro piombato – » (Toblino, p. 90, la poesia che chiude il libro).
Quest'opera ha uno stile inconfondibile: nonostante la varietà dei versi utilizzati, dal libero al novenario da filastrocca, da quello brevissimo all'ottonario doppio, c'è una grande sapienza retorica, filosofica, spirituale che caratterizza la mano dell'Autore e il suo dettato – in cui si inseriscono come gemme anche brani in dialetto e parole rare – risulta sobrio e sofisticato al tempo stesso, sempre vibrante, perturbante e risuonante come solo la vera poesia (forse non troppo lontana dalla preghiera) sa essere.
lunedì 28 dicembre 2020
“Uno straordinario poemetto intimista… omaggio al celeberrimo poeta”
L’Ora di Pascoli/The Hour of Pascoli
di Massimo Parolini, Fara Editore 2020
recensione di Gian Ruggero Manzoni
martedì 31 agosto 2021
Parolini e Bardotti finalisti al Premio “Città di Conza della Campania” 2021: complimenti!
SEZIONE A – LIBRO EDITO DI POESIA
*Finalisti (in ordine alfabetico):
ANTONIO GERARDO D’ERRICO (Milano) e DONATO PLACIDO (Milano) con l’opera “Catene” (Ensemble - 2020)
NADIA LISANTI (Picerno – PZ) con l’opera “69 poesie e 7 peccati” (Controluna - 2020)
FRANÇOIS NÉDEL ATÈRRE (Napoli) con l’opera “Limite del vero” (La vita felice - 2019)
MASSIMO PAROLINI (Trento) con l’opera “La via cava” (LietoColle - 2015)
UMBERTO PIERSANTI (Urbino – PU) con l’opera “Campi d’ostinato amore” (La nave di Teseo - 2020)
FEDERICO PREZIOSI (Budapest – Ungheria/Atripalda – AV) con l’opera “Variazione Madre” (Lepisma Floema/Controluna - 2019)
VIVIANA VIVIANI (Bologna) con l’opera “Se mi ami sopravvalutami” (Controluna - 2019)
SEZIONE B – POESIA EDITA O INEDITA A TEMA LIBERO
*Finalisti (in ordine alfabetico):
MASSIMILIANO BARDOTTI (Castelfiorentino – FI) con la poesia “Canzone per chi sbiadisce”
LUCA CRASTOLLA (Pezze di Greco – Fasano – BR) con la poesia “Sempre l'impeto lento inesorabile”
SONIA GIOVANNETTI (Roma) con la poesia “Insieme a contemplare”
COSTANZO IONI (Napoli) con la poesia “Autodafe”
MARCO MELILLO (Napoli) con la poesia “Se mai raccolto ci fu alla trionfale apparenza”
SILVANA PASANISI (Taranto) con la poesia “Le mie sorelle”
WILLIAM WALL (Camogli – GE) con la poesia “Sotto gli ulivi”
La Cerimonia di Premiazione si terrà in modalità online, con la presenza di esponenti della stampa e di autorità politiche e culturali, sabato 4 settembre 2021, sulla pagina facebook del Premio Nazionale di Poesia e Narrativa "Città di Conza della Campania", con inizio alle ore 17:30.
Ogni vincitore/classificato riceverà con congruo anticipo il link di accesso alla piattaforma utilizzata per la diretta.
Tutti i partecipanti, a vario titolo, sono invitati a seguire l’evento.
*Si ricorda che, come da bando, la graduatoria dei finalisti (1° - 2° - 3° e 4° premio) sarà resa nota nel corso della Cerimonia.
Si ringraziano tutti i concorrenti che hanno fornito il loro contributo creativo a questa sesta edizione del Premio, con opere di significativo valore, augurando a tutti futuri esiti sempre felici e brillanti, in special modo a quanti non sono rientrati nella difficile e delicata selezione dei vincitori.
Si richiede la conferma di adesione alla diretta della Cerimonia di Premiazione tramite comunicazione da effettuarsi a mezzo mail a premiodiconza@yahoo.it
L’Organizzazione del Premio
mercoledì 1 luglio 2020
Respiro a Fonte Avellana 10-12 luglio 2020
Giorgio Pisano è parroco a Portici: “Nel 1993 monsignor Agostino Vallini, vescovo ausiliare di Napoli, vuole creare in ogni zona della diocesi un’aggregazione giovanile. Da questo progetto a Portici nasce l’Agorà. Accogliere, riflettere e incontrarsi sono le basi di questa associazione che diventerà una Onlus. Anche nella parrocchia dove si trova ora, sempre a Portici, don Pisano continua quel percorso incentrato sull’accoglienza. (…) Droga, gioco d’azzardo e abuso dei social media sono i temi sviluppati con gli spettacoli del teatro parrocchiale, riaperto nel 2011 e dedicato a don Peppe Diana, il sacerdote ammazzato dalla camorra nel 1994 a Casal di Principe. (…) Alla base di tutto c’è la voglia di aprirsi in un territorio afflitto da mancanza di lavoro e nelle mani dell’illegalità.” (Credere 31-10-18).
a cura della Compagnia Il Tempo Favorevole di Rimini – di e con Barbara Martinini, Veronika Aguglia, Marinella Freschi. “Respiro, soffio, anima. / Talmente prima di tutto, tu sei. / Prima di dire, tu sei. / Prima del tuo stesso movimento sei.”
Matrice [dal lat. matrix -icis «madre; utero»]. Ciò che costituisce l’origine, la causa fondamentale, l’elemento ispiratore. La performance di danza scandisce attraverso il ritmico fluire dei tre corpi in movimento, il ciclico divenire che il respiro crea dall’interno verso l’esterno e viceversa. Respiro come danza intima ed estensiva di tutte le cose. La compagnia nasce nel 2015 da un’idea di Barbara Martinini, danzatrice professionista e coreografa diplomatasi alla Folkwang Universitaet di Essen, direzione artistica di Pina Bausch. Dal 1994 Barbara è danzatrice solista nel teatro stabile di Brema con Susanne Linke. Con questa compagnia interpreta i ruoli principali in numerosi eventi in Europa, Asia e Sud America. Rientra in Italia alla Biennale di Venezia su invito di Carolyn Carlson per creare un assolo: Morgacqua, premio Danza&Danza 2000. Nel 2001 fonda la compagnia Giorni Felici partecipando a manifestazioni nazionali e internazionali. Nel 2012 crea MUOVERE®, metodo per l’apprendimento del movimento scenico in ogni ambito. Veronika Aguglia e Marinella Freschi completano la formazione attuale della compagnia. In pochi anni Il Tempo Favorevole ha curato molti spettacoli, performance, opere di videodanza, esibizioni in spazi alternativi e innesti con altre arti. Recentemente la compagnia ha prodotto uno spettacolo sulla Sicilia in collaborazione con il TMO di Palermo e una performance di danza all'interno del progetto Dante Esule, Ravenna per Dante. La compagnia risiede presso il Mulino di Amleto Teatro di Rimini.
– Ottavio Rossani (Sellia Marina, 1944), vive a Milano, dove si è laureato In Scienze Politiche e sociali alla Cattolica. Poeta, scrittore, pittore e regista teatrale. Come giornalista – 40 anni al Corriere della Sera – ha viaggiato e incontrato potenti e umili negli ambiti della cultura, della politica, della cronaca. Ha scritto saggi storico-letterari e racconti. Tra gli altri: Stato società e briganti nel Risorgimento italiano (2002, tre edizioni), Leonardo Sciascia (1990), Servitore vostro humilissimo et devotissimo (1995). Sei libri di poesia: Le deformazioni (1976), Falsi confini (1989), Teatrino delle scomparse (1992), Il fulmine nel tuo giardino (1994), L’ignota battaglia (2005) e Riti di seduzione (2013). Molte le plaquette di poesie, corredate da suoi disegni. La sua pièce Se mi vengono i brividi è stata rappresentata a Buenos Aires, con la sua regia. È inserito in numerose antologie (fresca di stampa A tu per tu, 2020). Ha ottenuto nel 2019 la cittadinanza onoraria di Soverato con pubblicazione di una Autoantologia con poesie inedite intitolata alla Città. Sempre nel 2019 è uscita con Nino Aragno Editore l’opera poetica La luna negli occhi (nella cinquina del Premio Camaiore). Dirige poesia.corriere.it




































