Faraexcelsior 2022: ecco i vincitori!

Siamo infinitamente grati ai giurati del concorso Faraexcelsior 2022Anna Ruotolo, Annalisa Ciampalini, Antonella Giacon, Davide Valecchi, Francesca Ribacchi, Ilaria Maria d’Urbano, Rosa Elisa Giangoia – per l’appassionato e competente lavoro di valutazione che ha portato alla seguente classifica. Grazie di cuore ai partecipanti e complimenti ai vincitori! Per la sez. narrativa v. narrabilando.blogspot.com/2022/08/camilla-ugolini-mecca-e-natascia.html


Vincitori Faraexcelsior ’22


I class. ex aequo

Ipotesi di misura di Francesca Bavosi (Fano, PU)

Francesca Bavosi
è nata e vive a Fano (PU). Laureata in Lettere classiche all'Università di Urbino, insegna presso una Scuola Secondaria di I grado della sua città. Ha scoperto la poesia attraverso le filastrocche della buonanotte, per poi passare ai classici italiani, stranieri, greci e latini e approdare alle voci dei poeti contemporanei. Alcuni suoi testi sono stati selezionati in concorsi nazionali e internazionali (5° Premio De Palchi Raiziss, Presidente di giuria Giovanni Raboni; 4° Premio Nazionale Novella Torregiani; VI Premio Città di Conza; Premio Zeno 2021). Custodisce nel cassetto alcune sillogi che spera presto di poter pubblicare.


C’è aria di una ricerca incessante di un nuovo metro, un nuovo passo e una direzione. Le poesie di questa raccolta annunciano le disillusioni, fanno memoria degli errori ma pure dei momenti ben spesi. Molte le soluzioni, anche sorprendenti, senza che si scansi la parte oscura (“Torna così il desiderio / di poter sminuzzare / il dolore del mondo / e prenderne la mia porzione”). Su tutto si adopera la parola, è testamento totale: “Prendetele, queste parole di silenzio, / giorno e notte riportatele nei giardini, / nelle piazze, sui davanzali delle finestre, / nei riti pagani, nelle benedizioni corali.” (Anna Ruotolo)

Poesia che trova la sua ispirazione in una varietà policroma di occasioni mutuate dall’osservazione del reale e della contemporaneità, oltre che in una vena di malinconico flashback su un passato migliore contrapposto alla prosaicità dell’esistenza contemporanea. Percorsa da un leitmotiv di velato rimpianto e critica sociale, la silloge è stilisticamente coesa anche se ogni tanto indulge in formule tipicamente novecentesche che potrebbero proficuamente essere rielaborate in chiave più strettamente contemporanea. (Davide Valecchi)

Un bel ritmo scandisce immagini evocative, sintesi di un’intima e profonda ricerca spirituale. Lettura emozionante e piacevole che stimola riflessioni senza mai imporle. (Ilaria Maria d’Urbano)


L’alveare assopito di Angela Caccia (Cutro, KR)


Angela Caccia ha partecipato a molti concorsi, ha un discreto medagliere e qualche vittoria importante; riguardo l’edito, al suo attivo le sillogi: Il canto del silenzio-Ici, Nel fruscio feroce degli ulivi-Fara 2013, Il tocco abarico del dubbio-Fara 2015, Piccoli forse – Lietocolle 2017, Accecate i cantori-Fara 2017. Suoi contributi sparsi nel web, i più nella rivista on line di poesia Versante Ripido della cui redazione ha fatto parte; blog siti e riviste hanno scritto sulla sua poesia tra cui Poesia de il Corriere della sera, Satura, Patria Letteratura, il blog RAI Poesia, Oubliette magazine, ultimo il quotidiano nazionale La Repubblica di Napoli nella rubrica di Eugenio Lucrezi e ne La Repubblica di Firenze, rubrica di Alba Donati. Non confida molto nella parola - da cui a volte si stacca - e sa che le emozioni trovano altri vie per raccontarsi: il suo linguaggio altro è modellare. Poesia e ceramica: passioni vere a cui non serve un aggettivo.

Una raccolta delicata e attenta, intensa nel suo dispiegarsi tra ombra e luce, pronta a cogliere particolari anche minimi che nel verso, sempre armonioso anche quando si protende nel territorio del dolore e della perdita, divengono frammenti di meraviglia e stupore. La piacevolezza del canto che si presenta come un corpo unico pur nelle pause e nei necessari silenzi, possiede non solo tenerezza ma anche il coraggio di esplorare l'ignoto sempre presente nell'esperienza di cui la silloge ci rende partecipi. (Antonella Giacon)

Una silloge percorsa da una lingua poetica variegata ma solida, innestata in un solco di tradizione secondo-novecentesca che accosta, spesso in maniera del tutto riuscita, registri differenti all’interno dello stesso componimento, dove convivono in buon equilibrio altezza aulica, forme metriche tradizionali e formule colloquiali. Forse avrebbe giovato una maggiore uniformità tematica, proseguendo la felicissima ispirazione dei componimenti iniziali dove uno sguardo sfaccettato, frazionato come nella vista degli insetti, osserva la natura e i cambi di stagione con dolcezza contemplativa e notevoli apici emotivi. (Davide Valecchi)


Ho trovato questi versi sonori, metallici e taglienti, incisivi e fertili. Una lettura che dissoda l’anima. (Ilaria Maria d’Urbano)



2. class.


Come terra ferma di Matteo Bonvecchi (Montecassiano, MC)


Matteo Bonvecchi è docente al Liceo Classico di Macerata e vive a Montecassiano, tra i lieti colli cantati dal Poeta della vicina, sovrastante Recanati. Con Le odorose impronte si classifica primo al concorso Faraexcelsior 2018 e vince nel 2020 il Narrapoetando con In crepa di melograne. Nel 2021 con De praecipitata luce vince il concorso Narrapoetando (ancora inedito, si era classificato 3° al Premio Città di Subiaco, menzione d’onore al Metamorfosi) ed è stato superfinalista al Città di Latina 2020. È giurato in concorsi letterari nazionali.

Una raccolta densa di riferimenti storici e spirituali, in cui l'immagine della torre e della colomba ricorrono continuamente acquistando volta per volta significati sempre nuovi pur nel loro
 valore archetipico. Il percorso poetico riesce a trasmettere il senso del mistero della vita nelle sue continue nascite e trasformazioni, che abbracciano anche il dolore, la morte e il disfacimento, visti come punti di un continuum in cui passato e presente si fondono. L'incessante fatica umana del costruire cose e del tessere legami connette la quotidianità del lavoro alla tensione profonda della natura nel perpetuare l'esistenza. Un linguaggio compatto e complesso, articolato e insieme visionario. (Antonella Giacon)


Si tratta di una silloge coesa, che si distingue per una versificazione ponderata e un linguaggio alto. Le citazioni in latino che spesso aprono le sezioni, così come quella dantesca, sono adeguate sempre allo stile dei componimenti poetici e hanno la funzione di conferire una particolare potenza all’opera. Colpisce la sapienza con cui si alternano i testi riferiti al tempo presente con quelli ispirati dalle varie epoche passate, dove riferimenti storici si fondono con frammenti che nascono dall’immaginazione. Nel complesso la raccolta risulta essere ricca di spunti interessanti che riescono a dar vita a una struttura mossa e mai scontata. (Annalisa Ciampalini)



Opere votate


La milionesima notte 
di Carla Malerba (Arezzo)

Carla Malerba è nata in Africa Settentrionale e dal 1970 risiede in Italia. Ha insegnato Lettere negli Istituti Tecnici ad Arezzo, città nella quale vive tuttora. Ha pubblicato Luci e ombre (1999) Creatura d’acqua e di foglie (2001), Di terre straniere (La vita felice, 2010), Vita di una donna (ivi, 2015). Poesie future è la sua ultima raccolta (Puntoacapo, 2020). Nelle sue liriche si affacciano i temi della perdita e del viaggio esistenziale dove spesso la memoria assume una funzione salvifica. Ha ottenuto riconoscimenti per la poesia edita e inedita.



La profondità spirituale delle immagini simboliche, potenziata dalle parafrasi e metafore, concorre a raffigurare le storie dell’esistenza interiore, le emotività e le affinità delle passioni, gli attimi di riflessività come traccia indelebile del vissuto che si sublima nella poesia. Un’atmosfera al di fuori del tempo crea interazioni umane coinvolgenti che assumono valore universale. (Francesca Ribacchi)


Questo ricordo è un’isola di Marco Colonna (Forlì
)


Marco Colonnanato a Palermo, vive a Forlì Ha pubblicato libri di critica e storia cinematografia. Sue poesie selezionate e segnalate dal concorso Faraexcelsior edizioni 2016 e 2017 e del Premio nazionale la Gorgone d'oro edizioni 2017, 2018, 2019, 2020 e 2021. Ha ricevuto diversi altri riconoscimenti. Ha pubblicato: Ani+ma (Fara 2016), S̶i̶a̶m̶o̶ Sono (Fara 2017, ristampa 2018 con introduzione di Angelo Bergamini, fondatore di Kirlian Camera) e Ho scritto questo salto (Fara 2019). Voce narrante e supervisione testi nel video artistico: The Vojager (2022), regia Nicolas Galeotti, musica Giorgio Laghi. Pubblica poesie nei suoi canali social Facebook, Instagram e su vari siti e blog. Video-poesie nel canale YouTube Marco Colonna – poesie


Esiste, senza esitazione, un movimento da breviario, una preghiera dei giorni, dove le circostanze svelate si avvicinano al tema della morte e della resistenza e della vita come in un giro naturale e universale. Come deve essere. L’inizio, la fine, il ricordo in un unico centro: l’uomo, grande mistero, contenitore e geografia. “Conservare l'intreccio / nel bicchiere della nostra mente / farlo pieno fino all'orlo […] /Qui non sbocciano più / lì un fiorire di urla microscopiche / gli assenti giganteggiano.” (Anna Ruotolo)


Incontri di Gianpaolo Anderlini (Fiorano, MO)


Nato nel modenese, ove tuttora risiede, Gianpaolo Anderlini si dedica da quarant’anni a studi sull’ebraismo e ha focalizzato il suo interesse sull’interpretazione ebraica dei Salmi. È redattore della rivista QOL che si occupa del dialogo ebraico-cristiano. Tra i libri pubblicati: Parole di vita (Giuntina 2009), Ebraismo (EMI 2012), I quindici gradini. Un commento ai Salmi 120-134 (Giuntina 2012), Per favore non portateli ad Auschwitz (Wingsbert 2015), Qabbalàt Shabbàt. Meditazione sui salmi del Sabato (Aliberti 2017), Giobbe. Opera in versi (Fara 2018), Distopie (Fara 2020), Versi di/versi. Diario poetico ai tempi del coronavirus (Fara 2020), Angelo Fortunato Formíggini. Uno dei meno noiosi uomini del suo tempo (Aliberti 2021), Variazioni (poesie, Fara 2021), Devarìm ’acherìm (Parole altre) (poesie, Fara 2022).

Questa serie di poemetti sembra rispondere pienamente e in modo efficace alla linea del post-moderno, in quanto ogni testo prende spunto ed entra in dialogo con altri testi, in un ventaglio di Incontri che spaziano nel tempo senza barriere linguistiche. Da ogni, pur diverso, incontro nasce per il poeta lo spunto per una personale riflessione ed elaborazione poetica di profonda intensità concettuale e di efficace complessità espressiva. (Rosa Elisa Giangoia)


Alberi improbabili di Vincenzo Lauria (Firenze)

Vincenzo Lauria, inizia nel 2001 la condivisione del suo percorso in Stanzevolute, gruppo di 11 poeti selezionati da Domenico De Martino. Dal 2010 collabora con Liliana Ugolini ai progetti multimediali “Oltre Infinito”. Ha collaborato dal 2012 al 2019 con l'associazione Multimedia91- Archivio Voci dei Poeti. La sua prima raccolta edita Teatr/azioni (Puntoacapo Editrice) è stata finalista al Premio I Murazzi (8^ ed.) e al Premio Lorenzo Montano (34^ ed.). Nel 2021 ha pubblicato con Liliana Ugolini la raccolta Oltre Infinito (La Vita Felice) che ha ricevuto la segnalazione speciale alla 35^ ed. del Premio Lorenzo Montano. Suoi testi sono presenti nel periodico on-line Carte nel Vento e sul blog Casamatta.

L’efficacia inventiva delle immagini sostenuta dall’uso articolato della metafora, non scontato, costruisce una grammatica poetica originale come nelle poesie Lontani con l’utilizzo delle metafore complementari dell’albero e del teatro. Ancora in Radura, l’apparente semplicità della descrizione di elementi naturali si fonde con un tessuto fono-simbolico che accompagna il lettore in modulate letture parallele. La continua evocazione lirica dei luoghi - l’Elba, Milo, Volterra, Populonia e altri – si richiama alla tradizione e si sostanzia con essa in una rinnovata dimensione soggettiva. (Francesca Ribacchi)

Appunti sempre cangianti di una vita collegata all'immagine dell'albero, alla sua presenza fisica, alla sua simbologia, alle sue parti: foglie, rami , tronco, radici, al tempo stesso realtà materiale, ma anche rappresentazione dell'essere. Alberi che da semplice paesaggio divengono corpo intero nel suo percorso vitale e nelle sue trasformazioni, alberi che si intrecciano con il ricordo. Linguaggio limpido, ritmico, musicale, delicato e a volte giocoso. (Antonella Giacon)


Rumore di fondo di Leila Falà (Bologna)


Attrice e poeta, Leila Falà è nata ad Ancona, vive a Bologna e lavora all’Università come impiegata. Si è formata al Dams con G. Scabia e alla scuola di Teatro Galante Garrone. È tra le fondatrici del CDD -Centro Documentazione Donne di Bologna) e fa parte della SIL - Società Italiana delle Letterate, dal 2015 è nella redazione della rivista Voci della Luna. Presente in riviste, sul web e in numerose antologie, tra cui Cuore di preda, ha curato l’antologia Della Propria voce (Qudu2016) e pubblicato:Mobili e altre minuzie (Dars 2015), ”Oggetti” in È negli oggetti che ti ricerco (Corraini, Mantova, 2013), con presentazione di Niva Lorenzini,. l’e-book Certe sere altri pretesti con la Recherche. Nel 2022 è in Prontuario lirico di autodifesa muliebre (Sartoria Utopia) con le tre  autrici: Carnaroli, Genti e Toscano e nell’antologia Connessioni, ed. Van. Ha scritto anche per il teatro. La ballata sul precariato Cosa farò da grande (inedita) ha vinto il premio teatrale “Reading sul fiume” 2017.

Si tratta di una silloge molto ben scritta, in cui il ritmo tiene e viene modulato in modo efficace a seconda del tipo di componimento. È una silloge ben studiata che entra con apparente naturalezza nelle fluttuazioni che caratterizzano la nostra epoca. Non vengono mai meno lo spirito di osservazione e una certa dose di umorismo che invita a riflettere senza ferire. (Annalisa Ciampalini)


Distanze di Silvana Sonno (Perugia) 


Silvana Sonno ha scritto opere di narrativa, poesia e saggistica che affrontano da diversi punti di vista e con diversi stilemi le problematiche di genere. Ricordiamo in particolare - pubblicati dalla casa editrice Era Nuova di Perugia - per la narrativa: Menopausa blues e le raccolte di racconti La signorina Greta e altre storie, Bocca chiusa e portafoglio aperto.Ti racconto e in ultimo Mariannina ; per la saggistica: Le madri della patria. Donne e Risorgimento; Le parole per dirsi. L'altra metà della lingua; Tre donne nella rivoluzione, dedicato a Marina Cvetaeva, Anna Achmàtova, Aleksandra Kollontaj e alla Rivoluzione d'Ottobre; … Invecchiare stanca, un saggio con un'attenzione particolare all' “invecchiamento di genere”; per la poesia: Landai (una forma di poesia breve ispirata ai versi tradizionali che le donne “pasthun” utilizzano ancora oggi in segreto per denunciare le violenze e i soprusi a cui sono sottoposte) e In forma di Haiku; per le edizioni Robin di Torino È l'amore delle donne come l'araba fenice… e ancora per Era Nuova edizioni Anamorphé e Dissonanze.

La silloge Distanze, pur nel tono tendenzialmente minimalista, con un linguaggio colloquiale e comunicativo, supera l'andamento descrittivo con valenze metaforiche e allegoriche,per tratteggiare riflessioni di profondo valore esistenziale. (Rosa Elisa Giangoia) 



Segnalazioni


Poesie mai scritti (e mai lette) di Andrea Babini (Forlì)


Andrea Babini è, suo malgrado, un uomo abbastanza ordinario. Ha all’attivo: una moglie, due figli, una casa e una macchina, due lauree, un paio di libri pubblicati. Tanti lavori, tutti diversi. Pochi interessi, sempre gli stessi. Ogni tantofa la Settimana Enigmistica, ascolta musica italiana. Lava i piatti e rifà i letti. Legge e scrive da oltre quarant’anni. Qualcuno dice anche che se la cavi benino. Quando non ha niente di peggio da fare, gioca a fare il poeta. Poi dà la colpa all’ispirazione. Ma dubita che la poesia salverà il mondo. Preferisce l’ironia.

Confesso di aver letto più volte l’intera raccolta, divisa tra il desiderio di comprendere il trucco e quello di apprezzare la voce ironica, canzonatoria e originale. C’è qualcosa di magnetico che accompagna la lettura. Direi quasi che la parola “poesia”, per il solo fatto di essere nominata in ogni a capo, riempie quello che si è cercato di non riempire. Di proposito. (Anna Ruotolo)


Ho trovato molto simpatica “Poesie mai scritte e mai lette”. Si intuisce un’intelligenza brillante (Ilaria Maria d’Urbano)



14. Al mondo non esiste luogo di Socrate Toselli (Latina)


Socrate Toselli, 36 anni, vive a Latina, dove svolge la professione di avvocato dopo essersi laureato presso l’Università “La Sapienza” di Roma nel 2010.



Poesia spirituale asciutta e centrata, spesso luminosa. Un peccato che l’asciuttezza e il rigore di buona parte della silloge siano a volte preda di cadute di tono dove si innestano nei testi certe formulazioni di gusto arcaico, che contribuiscono ad abbassare un po’ il livello davvero alto dei componimenti più riusciti. (Davide Valecchi)



Polittico miope di Andrea Parato (Riccione)


Andrea Parato (Rimini 1979) lavora come funzionario al Comune di Rimini. Appassionato di comunicazione in tutte le sue sfaccettature – dai cultural media studies alla poesia alla semiotica – si è occupato di segreteria di direzione, consulenza direzionale, interventi formativi in ambito comportamentale e manageriale. La sua più recente raccolta è Imminenti stati di necessità (votata al Faraexcelsior 2018).

Poesia percorsa da una forte ispirazione spirituale, stilisticamente omogenea, fluida, di ricca ispirazione. il testo indulge spesso però, in una insistita ricerca del poetico attraverso un innalzamento di toni e immaginario. Con una maggior ricerca in chiave di lingua poetica contemporanea i risultati sarebbero assolutamente notevoli. (Davide Valecchi)

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