Le braccia consegnate alla croce
Le gambe al nero divaricate
Pur senza rimpianto di voce
Attente, sole ed al cielo,
Rivolte
Le braccia consegnate alla croce
Le gambe al nero divaricate
Pur senza rimpianto di voce
Attente, sole ed al cielo,
Rivolte
Una sera
noi due camminavamo
vicino al
lago, mamma. I cigni
scivolavano
sull’acqua piano
alla tenue
luce del tramonto.
Sul tuo
viso stanco la luna
rifletteva
il suo pallore.
Ma tu non
ci sei più. La luna
sfugge, si
perde tra le onde
con il tuo
splendido ritratto
e il
ricordo di quella notte.
Io immergo
le mani sulla riva:
la tua immagine ho tra le dita.
Pànta
rèi
Non
ci bagnamo nello stesso fiume
non
ci bagnamo affatto.
Il
corso degli eventi ci scivola
addosso
e non ci tange
non
ci tocca
troppo
intenti a negare
l’esistenza
del fiume.
Erosione
Eravamo
tra i calanchi
immobili
come il lentisco
in
attesa – di cosa, poi? –
Quando
interrogammo il sole
nella
sua brillante pienezza
iniziò
la nostra erosione.
***
È
lento il ritmo del ruscello
ma
da parte a parte della costa
c’è
un senso di pace apparente.
Sulla
scapola il peso del mondo
a
volte si sposta a piedi uniti.