martedì 23 giugno 2026

Una poesia di grande forza simbolica

Nuova recensione su VivArte
È disponibile su VivArte la raffinata lettura critica che Anna Teresa Ossani dedica a Isole (FaraEditore, 2025), l’ultima raccolta poetica di Germana Duca. Un viaggio tra memoria, identità, paesaggio e parola poetica, dove il mare e l’Appennino diventano luoghi dell’anima e della riflessione sul tempo della vita. Una poesia intensa e matura, capace di intrecciare esperienza personale e sguardo universale.
Un libro che invita all’ascolto, alla contemplazione e alla riscoperta delle radici.
www.urbinovivarte.it




Stefano Calemme e Lorenzo Gafforini nella sestina del Premio Camaiore Proposta “Vittorio Grotti” 2026

Candidati al Premio Camaiore Proposta “Vittorio Grotti”

Stefano Calemme, “Atlante delle ferite” (Fara Editore)
Chiara Di Sante, “Cuore sangue strada” (Giuliano Ladolfi Editore)
Abbadi Ali Fatmi, “Una casa blu” (Capire edizioni)
Lorenzo Gafforini, “Alfeo” (Fara Editore)
Edoardo Lopriore, “Alteroego” (Interno Poesia)
Marina Dora Martino, “Cielo cervo” (Interno Libri)

Con Atlante delle ferite e Alfeo i due giovani poeti Stefano Calemme e Lorenzo Gafforini sono nella rosa (2 su 6) del Camaiore Proposta. In bocca al lupo!


mercoledì 17 giugno 2026

Silvia Bargellini recensisce Anna dalle Crete su «Città di vita»


Pubblicate su Città di vita le recensioni di Silvia Bargellini a Nella sferza e Non arresi: conversazioni poetiche, grazie a lei e alla Rivista e complimenti ad Anna dalle Crete








 

Urbino, poesia ed editoria d’arte alla Biblioteca del Duca con Anna Buoninsegni 24 giu 2026


Mercoledì 24 giugno 2026, alle ore 17:30, la Biblioteca del Duca del Palazzo Ducale di Urbino ospiterà l’incontro “Il gesto la luce. Poesia e editoria d’arte”, promosso dalla rivista VivArte nell’ambito della rassegna “Voci contemporanee – Dialoghi in biblioteca”.

Vi aspettiamo per condividere insieme un’esperienza di poesia, arte e bellezza nel cuore del Palazzo Ducale di Urbino, in occasione della presentazione della plaquette Il gesto, la luce, la materia, l’alleanza di Anna Buoninsegni.

Autorevole voce della poesia italiana e promotrice culturale tra le più apprezzate nel panorama letterario contemporaneo, Anna Buoninsegni ha dedicato la sua ricerca al dialogo tra parola poetica, arte e pensiero.

La pubblicazione è arricchita da un’incisione originale di Danila Denti, artista da tempo attenta al rapporto tra immagine, segno e parola poetica, in un dialogo che conferma la vocazione della plaquette a coniugare scrittura e arte visiva.

Poeta, giornalista e promotrice culturale, nata a Gubbio, Anna Buoninsegni ha pubblicato raccolte poetiche che hanno ottenuto importanti riconoscimenti nazionali, tra cui il Premio Internazionale Eugenio Montale e il Premio Alpi Apuane. Nel corso della sua attività ha collaborato con alcuni dei maggiori protagonisti della cultura italiana, da Mario Luzi a Maria Luisa Spaziani, da Alda Merini a Franco Loi, ed è stata curatrice della collana audio Voci della poesia contemporanea per l’editore Crocetti.

All’incontro interverranno la stessa Anna Buoninsegni, l’artista Danila Denti e Oliviero Gessaroli della redazione di VivArte. A dialogare con gli ospiti sarà Alberto Fraccacreta, ricercatore presso l’Universitas Mercatorum di Roma.

L’evento sarà inoltre occasione per ricordare due figure particolarmente significative per la cultura italiana, Walter Valentini e Alessandro Sartori, ai quali l’iniziativa rende un sentito omaggio.

A conclusione dell’incontro, ai partecipanti verrà donata, fino a esaurimento delle copie disponibili, un’acquaforte-segnalibro firmata dall’artista Danila Denti, realizzata appositamente per l’occasione.

L’ingresso è libero.

martedì 16 giugno 2026

”Sei il mio posacenere / io la tua sigaretta / spenta”

Maurizio Gregorini, Come uno stanco mito. Storia d’amore in versi, Alessandro Prevosto Editore 2026 


nota di lettura di AR


Il timbro erotico di questa raccolta ha una musicalità in cui abbondano i settenari, ma non mancano endecasillabi, senari e altri metri, a volte con qualche rima, spesso con allitterazioni, assonanze e la reiterazione enfatica di parole vicine o in versi contigui: ”
A fantasie finite / ci saran pure / altre dimensioni / che s’apriranno liete / a nuove posizioni” (p. 15); ”Ho freddo / e allunga nero / Il buio / le mani nere sue / di tela stazzonata / sugli occhi miei sgranati / che chiari ed impauriti / divorano la vita di vita divorati” (p. 20); ”La pelle tua bollente / è cartamaschicida / M’impiglia / Mi rivolta / Mi spoglia / M’aggroviglia / M’intruglia / Mi spariglia” (p. 38).
Ne risulta una lettura agevole e vivace che trovo particolarmente congrua nei luoghi in cui Gregorini gioca con i versi, gli dèi, le citazioni, i riferimenti dotti… e li manipola con (auto)ironia, prendendosi un po’ in giro con nostalgico disincanto: 


In voluminosi tomi
di mitiche passioni
l’appercezione ho studiato
dei desideri tuoi
suonato con le dita
la lira dei tuoi suoni
(I have sung a little love song)

Nella notte dei tempi
di te ho conosciuto
le insaziabili movenze
(Brief insatiable gesture)

Eppur solo da ieri
malgrado me ho compreso
della tua assenza il peso
(Your unbridgeable absence) (p. 13)


***

E la fine tra noi
caduta sulla stuoia
negli occhi di quel gatto
che placido s’annoia (p. 60)

***

Sei il mio posacenere
io la tua sigaretta
spenta

(…)

Sei
addirittura sette
forse nove
se non all’infinito (p. 7)

ARTEINSIEME 16 giu 2026


Buona giornata e buona lettura.

B E L L ’ I T A L I A

L’abbazia di Chiaravalle, di Renzo Montagnoli.


P O E S I A

1) Da Ritorno al posto delle fragole – Parte I (edito in proprio, 2025) Altra fiamma sullo sfondo, di Gianluca Ferrari;

2) Da Modalità pausa (Prometheus, 2025) Calura d’estate, di Patrizia Fazzi;

3) Da Pianure d'obbedienza (Macabor, 2023) Come si ricorda una madre, di Marina Minet;

4) Il grande potere terapeutico della natura in Il farmaco più efficace, di Piera Maria Chessa;

5) Da La donna più vecchia del mondo (peQuod, 2025) Infanzia, di Daniela Raimondi;

6) Da Un tempo nuovo (Fara, 2026) L’incanto è fermo, di Carla Malerba;

7) Da Ora che tutto mi appare più chiaro – Scritte sulla sabbia (puntoacapo, 2023) La musa del disamore, di Giuseppe Carlo Airaghi;

8) Una scena rurale che la memoria riallaccia al presente in Meriggio, di Renzo Montagnoli;

9) Da Versanti di-versi (edito in proprio, 2025) Onirici vascelli, di Aurelio Zucchi;

10) Da La vita immaginata (Youcanprint, 2023) Quanto amore, di Felice Serino;

11) Da La bambina melodrammatica (ChiareVoci, 2024) Quello che osammo chiamare amore, di Adele D’Addario;

12) Da Appunti incompiuti di viaggio (ChiareVoci, 2025) Rendez-vous con me stesso, di Giovanni Borroni;

13) Da Verde (Fara, 2025) Senza sole, di Gabriele Oselini;

14) L’alienante claustrofobia urbana in contrapposizione all’appagante semplicità della natura in Solitudine, di Anna Cellaro;

15) Da Immagine convessa – Il passo verde (Fara, 2017) Ti hanno vestito con l’abito buono, di Vincenzo D’Alessio;

16) È un inno alla rinascita Vento contro vento, di Maria Attanasio.


R E C E N S I O N I

1) Cesare. La conquista dell’eternità, di Alberto Angela, edito da Mondadori;

2) I fucilieri di Sharpe, di Bernard Cornwell, edito da Longanesi;

3) Il segreto del commendator Storace, di Renzo Bistolfi, edito da TEA. 


L E T T E R A T U R A

1) La leggenda della rosa di Natale, di Selma Lagerlof, edito da Iperborea e recensito da Katia Ciarrocchi;

2) La lezione del Giappone, di Federico Rampini, edito da Mondadori e recensito da Siti;

3) Sacro fuoco, di Emmanuel Venet, edito da Prehistorica e recensito da Katia Ciarrocchi;

4) Un tempo nuovo, di Carla Malerba, edito da Fara e recensito da Michele Nigro.


Novità nei Freschi di stampa, nelle News e nelle Fotografie.


ARTEINSIEME ©2006 di Renzo Montagnoli
www.arteinsieme.net

domenica 14 giugno 2026

“centinaia di epigoni Rubik occupanti-spazio e occupati a diffondere versi in stile Ikebana”

 Ivan Pozzoni, Lo Stato pontificio, Collana Tardomoderna, Edizioni Divinafollia 2026

nota di lettura di AR






Il polilinguismo e la verve ficcante e provocatoria di Ivan Pozzoni trovano in questo libro una esemplificazione acuta (nelle varie accezioni dell’aggettivo), in bilico fra sarcasmo, ironia, giochi di parole, enigmi da risolvere, invettiva, umorismo: “Però, da sinistra, mi invitano al copyleft e da destra al copyright mi tocca fare il democristiano / invento il copymiddle, faccio l’art senza ista o l’ista senza art, conviene iniziare spargere menate / col titolo nobiliare e due palazzi, impongo al mondo dell’arte di mantenermi a markette sul divano” (da Onan il Barbaro, p. 43); “
mi anacolutizzo, fregandomene della sintassi, e mi metto a sbertucciare le vostre distopie” (da Dieci bersaglieri ottuagenari a Porta Pia, p. 40); “la strategia anti-seduttiva si è trasformata in tattica di denunce urlate fuori dai rostri / se non siete tribùni plèbis, carichi di contiones, siete rimasti vittime di una scrittura da chiostri / lordata dall’influsso dell’ontologia estetica moderna, ontologia = metafisica, la musica di Orfeo, / col Doppialingua che vorrebbe ostacolare Cookie con una roipnol poetry degna di Morfeo” (da Mi desiderate seduttivo, p. 39).
Già il verso che ho posto a titolo di questa mia nota (da Il Ducato di Milano, p. 36) evidenzia la necessità di scuotere un modo di poetare asfittico, ombelicale, inerte, estetizzante, ottuso, accademico, trendy, superficiale, catabolico… in una parola vacuo, probabilmente anche per chi scrive versi del genere, magari come autoterapia. Consideriamo, fra altri, questo spassoso passaggio che fa da incipit a L’ispirazione come introspezione: Pollock (p. 26): “La scoperta sensazionale del XX secolo, recuperata da ogni forma di romanticismo, / l’arte è conseguenza dell’inconscio, della libera creazione, dell’introspezione, / basta buttare spray o lettere su una tela, a cazzo, e diventi il vate(r) dello sperimentalismo, / studiare non serve, basta improvvisare, e mettere vocaboli sulla carta come una defecazione.”
Abbiamo a che fare con un testo di lettura impegnativa e a tratti disturbante, con versi in gran parte ipermetri, con l’uso di un linguaggio che unisce il vocabolo alloglotto a quello scurrile e mette in agitazione le false sicurezze e le idee standard. Pozzoni ci irretisce, letteralmente, e questo ci infastidisce. Eppure ne intravediamo fra le maglie l’umanità e l’intelligenza, la capacità di mettere in risonanza, con i suoi verzi guizzanti e al contempo ipertrofici, corde che magari preferiamo non toccare. Concludo con il seguente brano da Il post-iper-tardomernismo (p. 17):

Questo mio riots è tutto un neustico, critico letterario inutile non hai nessuna voce in capitolo,
la mia mozione, nelle assemblee dell’arte, è criticare ogni critica, recensire ogni recensione,
la tua interpretazione soggettiva si scontra con la mia interpretazione autentica, grazie arcavolo,
Campanile docet, ignorante che valuti l’artista, e ne chiedi, a gran voce, la sottomissione
ai criteri editoriali delle riviste, che andassero a cagare, l’artista non è un grafico o un tipografo …