venerdì 6 febbraio 2026
Premio Nazionale “Poetico” per libri di poesia editi (sc. 15 apr 2026)
A seguire il bando del Premio, disponibile in formato integrale e i moduli da scaricare e compilare al link: concorsiletterari
𝐀𝐫𝐭. 𝟏 – 𝐎𝐏𝐄𝐑𝐄 𝐀𝐌𝐌𝐄𝐒𝐒𝐄
L’Associazione Culturale Metropolis di Forlì indice la prima edizione del Premio Nazionale di Poesia “Poetico”, riservato ai libri di poesia editi in lingua italiana.
L’opera deve essere pubblicata dal 1° gennaio 2023 fino al 31 marzo 2026.
𝐀𝐫𝐭. 𝟐 – 𝐌𝐎𝐃𝐀𝐋𝐈𝐓À 𝐃𝐈 𝐏𝐀𝐑𝐓𝐄𝐂𝐈𝐏𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄
Le Case Editrici o gli stessi autori dovranno inviare due copie cartacee dell’opera inderogabilmente entro e non oltre il 15 aprile 2026 al Presidente della Giuria presso il seguente recapito:
Matteo Zattoni – Premio “Poetico”
FERMO POSTA c/o Ufficio Postale Forlì 3
Piazzale della Vittoria, N. 25
47121 Forlì (FC)
Il plico dovrà contenere: la scheda di partecipazione, l’informativa privacy, entrambe compilate e firmate, nonché copia dell’avvenuto pagamento del contributo di partecipazione.
L’opera dovrà pervenire anche in copia digitale (formato pdf) sempre entro e non oltre la medesima scadenza del 15 aprile 2026 all’indirizzo email del premio:
poetico.concorso.poesia@gmail.com.
L’organizzazione non si assume nessuna responsabilità per gli eventuali plichi pervenuti dopo la data di scadenza del bando.
In nessun caso le opere inviate saranno restituite.
La Giuria e l’Associazione Metropolis si ritengono sollevati da qualsiasi responsabilità o pretesa da parte degli autori o di terze persone.
Per eventuali richieste di informazioni, si rimanda all’indirizzo email del premio: poetico.concorso.poesia@gmail.com.
𝐀𝐫𝐭. 𝟑 – 𝐂𝐎𝐍𝐓𝐑𝐈𝐁𝐔𝐓𝐎 𝐃𝐈 𝐏𝐀𝐑𝐓𝐄𝐂𝐈𝐏𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄
È previsto un contributo di partecipazione (spese di lettura e segreteria) pari a venti euro (20,00 €), da versare tramite conto corrente bancario intestato a:
Associazione Culturale “Metropolis” IBAN IT59T0854213204000000746126 – LA BCC
Banca di Credito Cooperativo ravennate forlivese e imolese, indicando nella causale: “Partecipazione al premio Poetico”.
Si raccomanda di allegare al plico copia dell’avvenuto pagamento.
𝐀𝐫𝐭. 𝟒 – 𝐆𝐈𝐔𝐑𝐈𝐀
La Giuria, presieduta da Matteo Zattoni, è composta da: Francesca Abbiati (poetessa), Marco Colonna (presidente di Metropolis e ideatore e direttore del Festival Poetico), Gianfranco Fabbri (editore e scrittore) e Stefano Maldini (poeta).
La Giuria opera a maggioranza semplice e, in caso di parità di voti, prevale il voto del Presidente.
Il giudizio della Giuria è insindacabile e inappellabile.
𝐀𝐫𝐭. 𝟓 – 𝐂𝐄𝐑𝐈𝐌𝐎𝐍𝐈𝐀 𝐃𝐈 𝐏𝐑𝐄𝐌𝐈𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐄 𝐂𝐎𝐌𝐔𝐍𝐈𝐂𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐈
La Giuria selezionerà tre opere vincitrici tra quelle inviate.
Per tutti e tre i vincitori è d’obbligo la presenza alla cerimonia di premiazione, che si terrà domenica 17 maggio 2026 nel comune di Santa Sofia (FC), presso la Sala Pertini.
Per il 1° classificato è inoltre obbligatoria la presenza all’incontro col vincitore, che si terrà sabato 23 maggio 2026 a Ravenna (RA), presso la sala multimediale del Museo “Casa Dante”.
L’eventuale non partecipazione alla cerimonia di premiazione e/o all’incontro col vincitore fa decadere l’assegnazione del premio.
Ai vincitori verrà data tempestiva comunicazione a mezzo telefono o indirizzo e- mail. I risultati della I edizione del concorso di Poesia “Poetico” saranno resi noti nell’evento di Santa Sofia e successivamente pubblicati sulla pagina Facebook dell’Associazione Culturale Metropolis, nonché sui siti su cui il bando è stato promosso.
La Giuria ha la facoltà di attribuire Segnalazioni o Premi Speciali.
𝐀𝐫𝐭. 𝟔 - 𝐏𝐑𝐄𝐌𝐈
Al primo classificato verrà corrisposto un premio di Euro 500,00,
al secondo classificato verrà corrisposto un premio di Euro 300,00, mentre al terzo un premio di Euro 150,00.
Il premio può non essere assegnato nel caso la Giuria non ritenga alcuna opera meritevole.
𝐀𝐫𝐭. 𝟕 – 𝐀𝐂𝐂𝐄𝐓𝐓𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐃𝐄𝐋 𝐑𝐄𝐆𝐎𝐋𝐀𝐌𝐄𝐍𝐓𝐎
Ogni autore, con la sua partecipazione e firma, accetta il contenuto del presente regolamento.
𝐀𝐫𝐭. 𝟖 – 𝐓𝐔𝐓𝐄𝐋𝐀 𝐃𝐄𝐈 𝐃𝐀𝐓𝐈 𝐏𝐄𝐑𝐒𝐎𝐍𝐀𝐋𝐈
Ogni autore, con la sua partecipazione e firma, concede il trattamento dei dati secondo le disposizioni del D.Lgs. sulla privacy 101/18, che racchiude il D.Lgs 196/03 e il GDPR 679/16.
I dati dei partecipanti saranno utilizzati unicamente per comunicazioni riguardanti il concorso e/o per comunicati a carattere culturale.
I dati personali dei concorrenti saranno tutelati a norma del Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio dell’Unione Europea del 27 aprile 2016.
𝐀𝐫𝐭. 𝟗 – 𝐂𝐀𝐔𝐒𝐄 𝐃𝐈 𝐄𝐒𝐂𝐋𝐔𝐒𝐈𝐎𝐍𝐄
Saranno escluse dal premio le opere carenti dei requisiti previsti dal presente regolamento.
Inoltre saranno esclusi i candidati che non avranno fatto pervenire entro il termine del 15 aprile 2026 al recapito indicato uno o più dei seguenti elementi richiesti dal bando:
Due copie cartacee dell’opera;
Copia digitale dell’opera;
Scheda di partecipazione compilata e firmata;
Informativa privacy compilata e firmata;
Copia dell’avvenuto pagamento del contributo di partecipazione.
giovedì 5 febbraio 2026
Dua kaj tria premio al Alessandro Ramberti
Kadre de la Jubilea Jaro “Pilgrimado en la lumo de la espero”, IKUE aljuĝis la trian premion al Alessandro Ramberti por la poemo Absolute pura atento estas preĝo. (Simone Weil) kaj la duan premion por la poemo Paŝtistoj, kadre de la Konkurso “Paŝoj de espero: survoje al Kristnasko”.
Absolute pura atento estas preĝo. (Simone Weil)
Mi ne volas nomi la vorton
ĉar senutile estus ĝin prononci
nur homeco sufiĉus
provi meti sin en la ŝuojn de iu alia
gliti per nia rigardo sur la doloron
preĝi ke la koroj de la potenculoj
ne enradikiĝu por detrui
konsiderante homojn kiel objektojn
siajn afekotojn kiel obstaklon al dominado
bazita sur teruro kaj timo
certe ekzistas kelkaj justuloj en la mondo
kiuj ĉiutage konstruas
ofte sekrete kaj nekonscie
la reton kiu ne igas ĉion kolapsi
sed vi kaj mi ankaŭ povas doni
al la grandegaj vundoj de maljusteco
tiun varman kaj konscian atenton
por kiu ĉiu penso fariĝas gesto
kaj manoj kreskas kiam ili helpas.
Paŝtistoj
Ni aŭdas la susuron de voĉoj
malfermiĝantaj per malgrandaj manoj
niajn brustojn dum ni gardas
tiel ni plilongigas niajn paŝojn
al la naskiĝvilaĝo –
la zumo de pensoj ŝajnas kvietiĝi.
Ni estas pilgrimantaj vivoj
kun niaj rakontoj sur niaj ŝultroj
kaj ni demandas nin: ĉu la homa koro ŝanĝiĝos
tra la jarcentoj?
Kiu povas mezuri la spiron de Dio?
Ĉu kripo povas enhavi ĝin?
La ĝojo de la anĝelo
nun estas nia
spiranta antaŭ ni
la lumo de la Mesio
humila kaj proksima
al tiuj, kiuj lasas sin esti amataj.
lunedì 2 febbraio 2026
Da “L’esame dell’inverno”
L’esame dell’inverno chiede aiuto a
un vomere,
pratica tagli abbondanti
sull’accumulo delle domande cruciali
e cerco di sbirciare le risposte
tra le zolle - bandiere strappate
che muovono all’inconsistenza,
addolorate.
Mareggiare
a mio padre
Distesi, si vive con quei corvi
in cerca di avanzi arenati,
ma giunge sul finire del confine
quel verde acqua in cielo
che volge al turchese. Un pezzo di Paradiso
incollato al sipario del giorno,
con tanto di nuvole panna
e albumi montati alla perfezione.
Un sogno appena desti e tu appari spazio
che si apre e senso infinito
di prova dalla sottrazione.
Tanto lontano un volo alza l’airone.
L’unica medaglia la cerco
nello sguardo che mi dice se
ho fatto bene o male.
Mi fido,
e poi lui racconta
con parole ben dette una visione
regolata dalla sua parte.
Sempre così arriva la confusione
raggiunge la mia spalla
e mi chiede se merito di essere
chiamata amore.
Continua la poesia spaccasassi
in dotazione
accende le ore nella muraglia
salta il verso giusto
resta frammento che
non va in frantumi.
Mi stanno accanto le braccia
numerose dell’albero di ailanto,
la folta chioma dibatte la tregua
la sua voce fa
fitta l’ombra sulle macerie.
L’inizio
La virtù in questi pomeriggi ritenta
la concentrazione sul carattere,
lo richiama all'ordine
esule chissà in quale trappola mentale.
Lo chiama "bel tipo, dove sei finito?"
Risponde in un grido "arrivo arrivo, cercavo
l'aria dell'Inizio ma torno a vuoto,
senza aver rivisto quella figura esile
che sorvola ingenuamente, non chiede e
non si impunta per niente, vede
l'amore e crede alla chiarezza ovunque."
Virtù riprende: "un buono a nulla e un illuso dunque"
Carattere conclude: "no no, tanto leggero
da non lasciare impronte".
Barbara Mastroviti, nata a Chiusi (SI) nel 1970, vive e lavora a Città della Pieve (PG). Ha pubblicato le seguenti raccolte di poesie: Tempo reale (2012), La costanza del colore (2020), Dominio della Terra (Società Editrice Fiorentina 2024), Appunti sulla Poesia (verso libero) (Il Convivio Editore 2024), Ti darei gli occhi (Ți-aș da ochii) (silloge di poesie tradotta in romeno coedita da Eikon-Cosmopoli 2025), L’esame dell’inverno (Interno Libri 2026).
Sue poesie compaiono in riviste online e cartacee nazionali e internazionali.
domenica 1 febbraio 2026
Una poesia inedita di Marilyne Bertoncini
Immagine presa dal profilo Facebook dell'autrice
Il sorgere dei
ricordi
Varchi il passaggio
prima dell'alba:
le stelle disertano il
cielo
e il reale si ribalta
Eva all'alba delle
labbra
nel giardino
dell'elicriso
acre sapore di fumo
Sono già un’ombra in
questi luoghi ove sono
Alti pioppi rosa
Soffiano nella nebbia
dove nuota il gatto-nuvola
Un mazzo di fiori
appassisce e volteggia
fosforescente come le
stelle
sotto la luce
elettrica
di un cielo di Van
Gogh
E nell'acqua dello
specchio
con la notte che
svanisce
trema il bagliore
dorato
del riflesso dell’'autunno
Sogni d’essere presa nello specchio
dove t’interroga il
tuo riflesso
nel reale capovolto
dove persino il tempo
fluisce all’indietro –
Oh, immergermi di
nuovo nell'asfalto di quest'acqua
e senza fine risorgere
con il mazzo dei ricordi -
Tutt’in fondo alla
pagina
Libera
la bianca spalla del
mare
Cap Blanc-Nez –
Wissant.
Marilyne Bertoncini, poeta,
traduttrice, dottore in letterature, redattrice della rivista Phoenix, è
stata coeditrice della rivista on line Recours au Poème, ha una rubrica
sulla rivista online Le Ortique,
dedicata alle donne scrittrici. Fondatrice dell’associazione e della
rivista Embarquement Poétique, organizza incontri e pubblica antologie
tematiche. Nominata e premiata per 4 delle sue opere (più di 15 silloge e
altretante traduzioni), ha pubblicato recentemente : in italiano, Il
Libro di Sabbia (Bertoni ed. 2023), Scatti di Luce/Instantanés de
lumière, con Alma Saporito e le foto di Francesco Gallieri (PVST, 2023) ;
in francese, A Fleur de bitume, itinéraires urbains, foto di Marilyne
Bertoncini con testi suoi e di Ghislaine Lejard (ed. Les
Lieux-Dits, 2024), l’antologia Runes et ruines (Atelier de
poètes & co e Embarquement Poétique, 2025) la traduzione di Papillon
di Mari Kashiwagi (Atelier du Grand Tétras, 2025), e Demeures de
Mémoire, di Luca Ariano (ed. Douro, 2025).
Prossime pubblicazioni,in 2026 : Pronom personnel, 2ème
personne du singulier di Lucila Trapazzo (Atelier du Grand Tétras) e Au
Cœur de la couleur, anthologie (Atelier de poètes &co)
sabato 31 gennaio 2026
Attesa a Fonte Avellana 10-12 luglio 2026

Fonte Avellana vista dalle pendici del Catria
“Attesa” è il tema, proposto da Stefania Longo e Roberto Battestini, votato e scelto per la kermesse avellanita 2026. Il tema si presta come sempre a molteplici “letture”: naturali, spirituali, (geo)politiche, psicologiche, artistiche, poetiche, musicali, narrative, filosofiche, ecc. Puoi partecipare con una riflessione, una testimonianza, un reading poetico, un racconto, una piccola performance teatrale e/o musicale, un’opera d’arte (che, sentiti i monaci, potrebbe anche rimanere esposta nei giorni della kermesse), un mini laboratorio o altro per un massimo di 15 minuti. Saremo calorosamente ospitati dalla comunità camaldolese nello splendido monastero di Fonte Avellana.
Il costo dal pranzo di venerdì 10 luglio al pranzo di domenica 12 luglio è di € 150,00 a persona in singola e € 130,00 in doppia o in camera a più letti, i minorenni non pagano e gli under 35 pagano solo € 100,00 in camera doppia o a più letti. È necessario portare lenzuola e asciugamani. Per creare un’atmosfera conviviale di attenzione e reciproco ascolto nel rispetto del silenzio del luogo, i monaci richiedono la presenza per tutta la durata della kermesse e non ci saranno sconti per chi salterà dei pasti o soggiornerà per meno tempo. Con solo € 50,00 in più si potrà soggiornare dal pomeriggio di giovedì 9 alla colazione di lunedì 13 luglio 2026.
Si parte puntuali alle 15:00 di venerdì 10 luglio 2026 per finire alle 16:30 di domenica 12 luglio 2026 dopo aver scelto il tema per la prossima edizione. L’incontro è aperto a tutti, relatori e uditori, credenti e non credenti, purché si garantisca la presenza per almeno due notti. Si possono portare libri, cd e altro materiale per vendite/scambi autogestiti e/o per donarli al monastero. Chi suona uno strumento è pregato di portarlo.
Data la sempre crescente partecipazione, le adesioni saranno accolte in ordine di arrivo.
Per aderire, sei pregato di inviare con cortese urgenza (le finestre si stanno rapidamente esaurendo) a info@faraeditore.it quanto segue:
• titolo del tuo intervento (o specificare se si viene come uditori)
• una foto
• max 7 righe di autopresentazione essenziale, stringata e simpatica (evitando possibilmente elenchi di titoli e premi e puntando alle cose salienti del proprio cursus umano e professionale)
• la sistemazione desiderata (singola, doppia, specificare se ci sono minorenni, se si hanno meno di 35 anni e se si vuole cogliere l’offerta del soggiorno da giovedì pomeriggio a lunedì mattina).
Grazie mille per l’attenzione e ogni bene!
Alessandro
info@faraeditore.it
x.com/faraeditore
t.me/narrabilando
instagram.com/faraeditore
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“Vorrei abbracciare l’ombra che da sempre mi insegue.”
Luigi Laguaragnella, Il barattolo blu, Tau Editrice 2022
recensione di AR
Queste prose e meditazioni poetiche sono una confessione sincera, piena di echi, sussulti, suoni, immagini che ci avvolgono e ci fanno rivivere sensazioni e smarrimenti che tutti abbiamo provato nei mesi di lockdown. Un periodo, quello della pandemia, che tentiamo in qualche modo di rimuovere, ma che ha lasciato tracce permamenti, mettendoci a volte brutalmente in contatto con le nostre fragilità, paure, questioni irrisolte.
Quattro le sezioni: “La stanza” (una sorta di introduzione), “Il barattolo blu”, “Sei bravo solo a pregare”, “Il barattolo di luce blu”.
Cito dalla sezione eponima: “Il riposo notturno si era trasformato nella ricerca affanosa di un angolo di morbidezza, tra gli spifferi d’ansia” (p. 9); “Non riuscendo a leggere le sillabe nella mia mente, con i suoni provenienti dal cuore stonavo pensieri e preghiere. (…) il cuscino si riempiva di detriti del silenzio” (p. 17).
Nella terza sezione abbiamo dei commenti poetici a versetti tratti dalla Bibbia, per lo più brani del Vangelo secondo Marco, quello più breve ed essenziale, direi scarno, ma anche quello più vicino all’annuncio di Pietro di cui Marco era l’interprete, il portavoce, lo scriba. Marco utilizza frasi brevi, incisive. Racconta i fatti in maniera telegrafica e così i versi di Luigi sono quasi delle giaculatorie ricche di anafore che “costruiscono” una difesa a quel poco che in certe situazioni resta di noi, della nostra digntità. È un muro esile in cui sono presenti numerose brecce in cui possono essere vomitate, evacute, le nostre ossessioni, i nostri pensieri stagnanti e infecondi, le nostre pusillanimità: “Saper trovare il come degli obblighi e dei / turbamenti per chiuderli in un capitolo.” (p. 24); “Frammento e vedo che ogni cosa è da / riunire, / frammento pezzi di vita, di giornate, di / ricordi, di nostalgie, di speranze / per radunarli insieme agli altri o ad altro / che arriverà / tra le mie mani e ancora frammenterò.” (p. 31, commentando Marco 6,42-44); “Lo voglio sostituire a ‘lo devo‘.” (p. 37, reagendo a Marco 1,41); “Solleva il tuo sguardo per lasciarti accarezzare dall’infinito.” (p. 39); “… la ragione è / come il sintomo svanito, il torto, invece, / come la sospensione in cui si vive. / Rattristarsi troppo è inutile, rattristare troppo sprecato.” (p. 45); “Non arenare i verbi che mandano in subbuglio il tuo ordine” (p. 48, confrontandosi con Marco 1,17); “Vorrei abbracciare l’ombra che da sempre mi insegue.” (p. 49, a commento di Giovanni 16,17-18).
Chiudendo la sezione finale (quindi il libro) Luigi confessa che la tenue luce blu emanata “da un barattolo posato sul comò (…) lega orizzontale e verticale sulla linea del tempo e dell’infinito” (p. 61). Credo che ciascuno di noi necessiti di trovare una sua luce, o meglio farle spazio, attraverso la propria carne, perché possa consolarla, prendersene cura, ravvivarla grazie al soffio impercettibile ma efficacissimo dello Spirito.







