lunedì 2 novembre 2026

La premiazione del Premio di Poesia "L'arte in versi" il 22 novembre a Senigallia

 

Premio alla Carriera a Luciano Innocenzi e Premio alla Cultura a Gianni Antonio Palumbo

 

Si terrà domenica 22 novembre, a partire dalle ore 17, l’attesa cerimonia di premiazione della XIV edizione del Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi”, l’importante appuntamento culturale ideato e presieduto da Lorenzo Spurio. Avrà luogo all’Auditorium San Rocco (Piazza G. Garibaldi) nel pieno centro della città rivierasca di Senigallia (Ancona). La nota iniziativa, che ha cadenza annuale, è promossa e organizzata dall’Associazione Culturale Euterpe APS di Jesi (AN) e vanta del Patrocinio morale della Regione Marche, dell’Assemblea Legislativa della Regione Marche, della Provincia di Ancona, dei Comuni di Senigallia e Jesi, nonché dell’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo” e del Movimento Internazionale “Donne e Poesia” di Bari.

Questa edizione era articolata in 5 macro-sezioni di riferimento così identificate: Poesia a tema libero, dedicata al ricordo della poetessa e critico letterario calabrese Giusi Verbaro Cipollina (1938-2015);  poesia a tema, dedicata al ricordo del poeta, scrittore, critico e giornalista molisano Amerigo Iannacone (1950-2017); lingua e poesia, dedicata al poeta vernacolare e commediografo anconitano Alfredo Bartolomei Cartocci (1945-2022); arte e poesia, dedicata al poeta beat, performer e artista visivo Aldo Piromalli (1946-2024); poesia di origine giapponese in Italia, dedicata al ricordo del poeta Pietro Tartamella (1948-2022), fondatore della Scuola Cascina Macondo; e poesia e critica letteraria, dedicata al ricordo della poetessa e critico letterario di origini aquilane Lucia Bonanni (1951-2024). All’interno di ciascuna macro-sezione erano previste varie sotto-sezioni tra le quali quelle di poesia singola, silloge di poesia, libro edito di poesia, prosa poetica, poesia naturalistica, poesia d’amore, poesia religiosa, poesia civile, poesia in dialetto e lingua straniera, poesia visiva, foto poesia, video poesia e, per l’universo della poesia di origine orientale, l’haiku, l’haibun, l’haiga e, per la critica, recensione, prefazione e postfazione, saggio letterario e libro edito di poesia.

Notevole la partecipazione nelle varie sezioni con opere giunte anche dall’estero che hanno impegnato una Commissione di Giuria presieduta dalla poetessa e giornalista Michela Zanarella nella direzione dei lavori. La Commissione, nella sua formazione completa, era composta da poeti, scrittori, docenti, critici, giornalisti, esponenti della cultura contemporanea: Stefano Baldinu, Cristina Banella, Fabia Binci, don Luca Buzziol, Valtero Curzi, Mario De Rosa, Graziella Enna, Zairo Ferrante, Filomena Gagliardi, Rosa Elisa Giangoia, Fabio Grimaldi, Giuseppe Guidolin, Francesca Innocenzi, Antonio Maddamma, Simone Magli, Emanuele Marcuccio, Francesco Martillotto, Rita Stanzione e Laura Vargiu.

Ad aggiudicarsi il 1° premio assoluto nelle varie sezioni sono stati: Vittorio Di Ruocco di Pontecagnano Fiano (Salerno) per la poesia a tema libero, Giovanni Codutti di Feletto Umberto (Udine) per la silloge di poesia, Danila Di Croce di Atessa (Chieti) per il libro edito di poesia, Margherita Flore Satta di Atzara (Nuoro) per la prosa poetica, Annalena Cimino di Anacapri (Napoli) per la poesia naturalistica, Luigia Serafini di Roma per la poesia d’amore, Catia Nardocci di Roma per la poesia religiosa, Tiziana Monari di Prato per la poesia civile, Concezio Del Principio di Atri (Teramo) per la poesia in dialetto, Lucia Lo Bianco di Palermo per la poesia in lingua straniera, Gianluca Alberti di Forlì (FC) per la poesia visiva, Elisabetta Sampietro Calderon di Gorizia per la foto poesia, Alessandro Izzi di Formia (Latina) per la video poesia, Vittorio Griffo di Bruxelles (Belgio) per l’haiku, Glauco Saba di Verona per l’haibun e l’haga, Paolo Mazzocchini di Castelfidardo (Ancona) per la recensione, Ketty La Rosa di Catania per la prefazione, Luigia Serafini di Roma per il saggio letterario e Caterina Verbaro di Catanzaro per il libro edito di saggistica. Il Premio Speciale “Donne e Poesia”, offerto dall’omonimo Movimento presieduto dalla professoressa Anna Santoliquido, è stato attribuito a Luisa Trimarchi di Brescia mentre il Premio Speciale “Picus Poeticum”, annualmente assegnato alla migliore opera di un autore marchigiano, è stato attribuito ad Assunta De Maglie di Cingoli (MC). La lista integrale dei premiati – con i 2°, 3°, altri premi speciali e menzioni d’onore – è disponibile sul sito ufficiale del Premio.

I presidenti del premio hanno individuato, come consuetudine del concorso e fuori dalla competizione, i premi speciali che verranno attribuiti in seno alla cerimonia di premiazione. Il Premio alla Cultura – che nelle precedenti edizioni è stato attribuito, tra gli altri, a Donatella Bisutti, Dante Maffia, Guido Oldani ed Elio Pecora – è stato conferito al poeta e scrittore professor Luciano Innocenzi di Cerreto d’Esi (AN), docente in quiescenza particolarmente attaccato alla sua regione natale, le Marche, dove ha collaborato con il Dipartimento di Scienze Archeologiche e Storiche dell’Antichità dell’università di Macerata con pubblicazioni in «Picus. Studi e ricerche sulle Marche nell’antichità». Ha curato testi per opere teatrali nella scuola e la pubblicazione di varie sillogi poetiche. Autore del romanzo autobiografico Il ragazzo di via Fiorenzuola (2022); le sue poesie figurano in molte antologie tematiche. L’iniziativa del conferimento del premio speciale ha ottenuto i Patrocini morali della Provincia di Macerata e del Comune di Cingoli (MC).

Il Premio alla Cultura – che nelle precedenti edizioni è stato attribuito, tra gli altri, a Francesca Luzzio, Anna Manna Clementi e Maria Benedetta Cerro – è, invece, stato conferito al poeta e critico letterario prof. Gianni Antonio Palumbo di Molfetta (BA), Alfiere del Lavoro, professore associato in Letteratura italiana presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Foggia, docente di Metodologia della critica letteraria e Filologia della letteratura italiana. Studioso attento della poetessa lucana Isabella Morra alla quale ha dedicato una pubblicazione, ha dato alle stampe vari saggi, oltre che a sillogi poetiche. Curatore di collane editoriali e redattore in riviste letterarie, ha aderito a vari progetti antologici di poesia civile. È Direttore artistico della “Notte bianca della Poesia” e direttore editoriale della rivista «La calce e il dado». L’iniziativa del conferimento di questo premio speciale ha visto l’autorizzazione dei Patrocini morali della Città Metropolitana di Bari, dell’Università di Foggia, del Centro Internazionale di Studi “Giovan Battista della Porta” APS di Piano di Sorrento (NA), dell’Accademia delle Culture e dei Pensieri del Mediterraneo di Bari e dell’Associazione Culturale “Verso Levante” APS di Bisceglie (BT).

L’edizione di quest’anno sarà volta a celebrare il ricordo – mediante l’attribuzione del Premio Speciale alla Memoria ai suoi familiari – del poeta Nicola Iacobacci (1935-2018), popolarmente noto come “il poeta del Molise”, sebbene la sua voce abbia travalicato i confini regionali e anche nazionali con un’apprezzata produzione tradotta anche all’estero. Tra le sue opere principali vanno ricordate Coste San Rocco (1974) e Sotto il Barbacane (1976), ma la sua produzione arriva fino ai primi anni del Duemila. Apprezzato da Diego Valeri e Giorgio Bàrberi Squarotti è possibile conoscerlo in profondità nella corposa opera che Giovanni Mascia e Michele Castelli nel 2021 gli hanno dedicato. Valutata positivamente l’iniziativa di tale attribuzione del Premio alla Memoria, le amministrazioni dei Comuni di Toro e Campobasso e della provincia di Campobasso hanno fornito il loro Patrocinio morale.

La serata sarà introdotta dai saluti istituzionali dell’avvocato Massimo Bello (Assessore alla Cultura del Comune di Senigallia) e dell’avvocato Luca Polita (Presidente del Consiglio Comunale di Jesi) per poi lasciare spazio agli organizzatori: Lorenzo Spurio (Presidente del Premio), Stefano Vignaroli (Presidente dell’Associazione Culturale Euterpe APS di Jesi), Michela Zanarella (Presidente di Giuria) e Anna Santoliquido (Presidente del Movimento Internazionale “Donne e Poesia” di Bari). Gli intermezzi musicali saranno curati dal Maestro Massimo Agostinelli.

Durante la cerimonia verrà diffusa a titolo gratuito ai partecipanti del Premio l’opera antologica, volume non in commercio che contiene le opere premiate, le motivazioni critiche di conferimento e una sezione dedicata ai Premi Speciali dove, oltre a una significativa selezione di testi del loro percorso letterario, è proposta la notizia bio-bibliografica unitamente alla motivazione del conferimento del Premio.

 

 

INFO:

Segreteria del Premio

premiodipoesialarteinversi@gmail.com




venerdì 30 ottobre 2026

Universum Academy Switzerland: Irma Kurti nominata ambasciatrice nel mondo

 


La scrittrice Irma Kurti è stata insignita del titolo di Ambasciatrice dell'Accademia Universum in Svizzera nel mondo. La cerimonia, svoltasi nei giorni scorsi a Lugano e condotta dalla Dott.ssa Roberta Di Laura, ha voluto celebrare la figura dell'autrice per il valore complessivo della sua attività letteraria e per la sua capacità di far dialogare la cultura oltre i confini nazionali. A differenza delle tradizionali premiazioni legate a una singola pubblicazione, il riconoscimento assegnato a Kurti considera il suo intero percorso artistico e intellettuale.

L'Associazione culturale Universum Academy Switzerland, con presidente Dr. Valerio Giovanni Ruberti, fondata in Ticino nel 1990, è impegnata a promuovere la cultura della pace, la storia e le tradizioni dei popoli. La nomina, conferita in presenza di amanti dell'arte e di personalità del mondo della letteratura e dell'arte, riconosce lo straordinario contributo di Irma Kurti nel campo letterario, con ben 124 opere all'attivo, un traguardo raggiunto da pochi autori, che le ha permesso di superare i confini nazionali. Le opere di Kurti, pubblicate in 25 paesi del mondo, hanno raggiunto lettori di diverse nazionalità e provenienze geografiche. Un ruolo importante è quello di promotrice della letteratura contemporanea, legata al suo ruolo di traduttrice e coordinatrice presso la Fondazione Ithaca in Spagna.

Nei suoi libri si ritrovano spesso temi universali come il tempo che passa, i ricordi, gli affetti familiari, ma anche riflessioni sulla pace e sul dolore del lutto. Da sempre attiva nel panorama culturale, Irma Kurti fa parte della redazione di varie testate giornalistiche in lingua italiana e albanese. Questa duplice dimensione linguistica e culturale le ha permesso di fungere da vero e proprio ponte tra realtà diverse, facilitando il dialogo e dando vita a importanti collaborazioni con poeti e intellettuali di tutto il mondo.

Irma Kurti, poetessa, scrittrice, paroliera, giornalista e traduttrice albanese naturalizzata italiana, risiede a Bergamo dal 2006. Ha vinto più di 100 premi e riconoscimenti in Italia, Svizzera, Stati Uniti, Canada, Filippine, Libano, Cina e Grecia. Nel 2020 ha ricevuto il titolo di Accademico e Presidente Onorario di WikiPoesia, l’Enciclopedia poetica. Nel 2021 le è stato conferito il premio “Liria” (Libertà) dalla Comunità Arbëreshë in Italia. Nel 2022 è stata insignita del titolo di Madre Fondatrice e Dama dell’Ordine di Dante Alighieri della Repubblica dei Poeti. Nel 2026, le è stato conferito il “Golden Pen Award” (Premio Penna d'Oro) dall’Associazione Coreana di Letteratura Mondiale, in collaborazione con il quotidiano coreano “Culture & People”.

A proposito di questo riconoscimento, Kurti afferma: “Lo accolgo con profonda gratitudine, ma anche con la responsabilità che un titolo del genere comporta. La scrittura resta uno dei pochi strumenti capaci di superare i confini e far dialogare i popoli. Continuerò a promuovere, attraverso il potere della parola scritta, i valori di pace e uguaglianza nel mondo”.

 

 

Pubblicato su BergamoNews

 

 

Raffaele Floris, Quando Pippo volava

recensione di Flavio Vacchetta



La poesia di Raffaele Floris è una forma di parola misteriosa, a volte aulica altre volte scontata nella sua disarmante semplicità e genuinità.

Per Floris, grande poeta e musicologo, la poesia credo si possa definire una vera amica, provvidenzialmente amica, un’amica con cui si hanno rapporti da tanti anni, si cresce, si condividono momenti felici, si litiga anche ma alla fine, a conti fatti, sai sempre dove trovarla.

I  versi dell’amico Raffaele sono brevi quanto basta ed essenziali ma sanno colpire al bersaglio giusto, adatto, in poche parole, al cuore.

I concetti non sono affatto consolatori, anzi, al primo acchito la realtà pare dura, tagliente, sotto innumerevoli aspetti, che si tratti della propria anima, o del mondo forse immondo.

Le parole, più che segni a vergare i fogli sono, a mio avviso, ragnatele e ricordi polverosi.

Una poesia quella dell'autore che và letta per intero senza alcun commento vale a dire un autentico elogio di tale parola che sa donarsi, amare sempre nel silenzio con gesti puri.


A pagina 50 di Quando Pippo volava, puntoacapo 2025, leggo:


Dai quaderni della scuola elementare 1941-1943


La mamma lava il vestito

del babbo senza sapone;

fiele di bue: si pulisce

per bene la lana scura.


Ha tre finestre, due usci

e poche stanze la casa,

è poco ariosa e il sole

si vede solo al mattino.


Il babbo legge il giornale,

credo che pensi ai feriti,

ai morti, a chi non ha casa

e provo rabbia e disgusto


ora che penso al nemico.

Qual è il nemico? C'è forse

qualche risposta sensata

dinanzi a questa domanda?



A pagina 17 trovo:


Una guerra lontana - 1970


L'inverno era lungo, l'inverno era buono.

Ricordo

l'odore di arance in cucina,

le bucce sulla stufa

a profumare la sera

ricordo

mio nonno cantare.

Di tante filastrocche

sentite raccontare

molte ne ho perse,

ma questa, questa dai passati giorni

sempre ritorna,

di un inverno malvagio,

di una guerra lontana.



Da queste due poesie si evince tutta la bellezza del libro.


Infine ci tengo a sottolineare la lodevole prefazione di Paolo Pera:


Sempre, evviva la Libertà.

Anzitutto quella interiore.


mercoledì 28 ottobre 2026

La superficie profonda

Luca Ariano, Le cose in superficie (Las cosas en la superficie), CAP collezione autogestita di poesia, 2026, Prefazione di Giuliano Ladolfi, selezione, edizione e traduzioni a cura di Vito Davoli

recensione di Giancarlo Baroni


Il Libro degli amici di Hugo von Hofmannsthal contiene questo folgorante aforisma: «La profondità va nascosta. Dove? Alla superficie». Italo Calvino, in Palomar, con lucidità ed eleganza scrive: «Solo dopo aver conosciuto la superficie delle cose… ci si può spingere a cercare quel che c’è sotto. Ma la superficie delle cose è inesauribile». La paziente attesa di un segnale improvviso e parziale che emerga dal profondo come un bagliore, una traccia, potrebbe premiare i nostri sforzi esplorativi. 

L’ultima raccolta di Luca Ariano, che vive a Parma ed è nato a Mortara nel 1979, si intitola Le cose in superficie; tutti i testi sono scritti sia in italiano che in spagnolo, il che dimostra la considerazione e l’apprezzamento  di cui gode Ariano anche fuori dai confini nazionali.

Afferma Ladolfi nella sua ampia e colta Prefazione: «Il titolo della raccolta avverte il lettore che le percezioni che hanno prodotto l’ispirazione dei singoli componimenti non intendono arrivare al noumeno e neppure cogliere mallarmeanamente l’ignoto […]».   Ariano non privilegia un approccio filosofico, preferendo piuttosto un punto di vista esistenziale e storico; la superficie a cui accenna il titolo è per l’autore quella della vita propria e delle esistenze altrui; vite che si incontrano, si intrecciano, si separano, scompaiono. L’autore si sofferma, con sguardo acuto, su fatti personali e avvenimenti collettivi, sui sentimenti del prossimo, sui primi amori e corteggiamenti, sui propri affetti. A cominciare dalla figura paterna che svetta e che riconduce l’autore verso i ricordi della propria infanzia con i suoi luoghi (la Lomellina di una volta, «risaie e marcite in primavera, contrapposta a quella di fine millennio, «scarti industriali da smaltire»). Uno dei compiti dei poeti è mantenere viva la memoria e impedire che tutto cada nell’oblio: «Si scordano rapide le storie / e tu sempre lì a riparlarne». 

La condanna risoluta  e la denuncia aspra  degli accadimenti e delle cause che scuotono pericolosamente il presente e ipotecano negativamente il futuro si stemperano un poco, in  questa ultima e ottima raccolta, in un pessimismo che vira verso la malinconia. 

Ogni testo di Ariano possiede la dote di  ampliare i propri orizzonti, di dilatare il verso. La dimensione temporale, che incornicia e impregna i fatti, procede a sbalzi repentini i quali, da un verso all’altro, ci proiettano e catapultano in altri secoli, età, scenari, avvenimenti, luoghi. Tale procedimento, che collega passato presente e futuro, il qui e l’altrove, non crea dissonanze e sfasature poiché i differenti strati del tempo e dello spazio si intrecciano fra loro armoniosamente: «Piogge improvvise tracimeranno / fiumi travolgendo ponti / tra pianti e scrollate di spalle / il tempo di dimenticare tutto / spianando campi di cemento. / A Pompei per mesi sentirono / tremare i passi tra venti / di cenere e sacrifici a Zeus / ma nessuno credette / che sarebbero stati pietre / e leggende nel tempo / fino alla fine della civiltà».



domenica 25 ottobre 2026

TU DORMI, UNA POESIA DI IRMA KURTI (BERGAMO)




Tu dormi serena, immersa in un sonno profondo,

gli inverni più forti non ti possono svegliare,

né il rombo del tuono che arriva come grugnito,

nemmeno i suoni del cielo oscuro e disperato.

 

 

Nemmeno la mia voce che si trasforma nell’urlo

e questo sentimento che per te pulsa nel cuore,

nemmeno l’eco di tutti i nostri ricordi comuni,

il cinguettio degli uccelli, la sinfonia dolce.

 

 

Nemmeno i fiumi delle mie lacrime ti svegliano,

perciò il mio grido deglutisco come un boccone,

esso si scontra nell’abisso che ho dentro di me

e si frantuma, svanisce per rinascere di nuovo.

 

 

Però il tuo sorriso senza un’ombra di tristezza,

proprio come l’avevi nella vita: sereno, pacato,

solo quello mi confonde, perciò non so che fare:

svegliarti o lasciarti dormire, mia amata Mamma?

 

 

Nel ventesimo anniversario della scomparsa di mia madre, Sherife Kurti, per dirle che la penso ogni singolo giorno ed è sempre nella mia anima, dove si custodiscono gli amori più grandi (25 ottobre 2006).

 

sabato 24 ottobre 2026

Le poetesse e i poeti salutano la primavera 2026-2027

Rassegna di poesia contemporanea 

a cura di Daniele Ricci




Da gennaio a maggio 2027, una rassegna di otto incontri con letture di testi originali. Tutti gli incontri si svolgeranno a Fano (PU), presso la libreria Passaggi Libri e Caffè, piazza Sansovino 3, alle ore 18,15. Programma di tutti gli eventi al link circolobianchini.it




1) 15/1/2027: Massimiliano Mandorlo ed Alessandro Ramberti; 


2) 22/1/2027: Lella De Marchi e Giacomo Medici;


3) 26/2/2027: Angela Anconetani Lioveri e Sabrina Galli; 


4) 5/3/2027: Tommaso Di Piazza ed Emma Grilli; 


5) 12/3/2027: Fabrizio Lombardo;


6) 23/4: Antonella Caggiano e Danila Di Croce 


7) 7/5: Enrico Cerquiglini e Barbara Mastroviti 


8) 14/5: David La Mantia e Jonathan Rizzo.



Intermezzi musicali di Alberto Mariotti.

“Framing” se la poesia prova a mettere a fuoco la realtà

Presentazione venerdì 23 ottobre 2026 alle 18 alla Libreria del Convegno

Framing è il titolo dell’ultima fatica letteraria di Alberto Mori. La raccolta trae origine dal termine del sociologo Erving Goffman, come fosse una lente che può deformare o mettere a fuoco, per estrinsecarsi in una peculiarità soggettiva e interpretativa.
Venerdì 23 ottobre alle 18 lo scrittore e poeta cremasco per la prima volta presenterà a Cremona la silloge di liriche alla libreria del Convegno in Corso Campi, 42. Durante la performance frammenti di realtà saranno interpretati dallo sguardo e parole suggestive del poeta. Il libro è suddiviso in sei sezioni, su una partitura mobile e strutturata, come alternanza di percezioni abilitata alla cattura di elementi fonetici e visivi graficamente posti nella tracciatura poliedrica. Le sezioni sono introdotte da una sorta di pagina “dialogica”, quasi con l’intento di profilare un processo cinematografico di preparazione alla ripresa filmica.
Alberto, perché il titolo Framing?
«“Frame “in inglese ha significato polisemico e può essere tradotto con cornice, come pure immagine in una inquadratura. “Framing” è l’aggettivazione del verbo to frame in forma progressiva che è peculiarità delle Fotocamere e dei dispositivi di ripresa audio visiva che possono creare immagini diverse anche della stessa immagine variando...
Articolo di Daniele Ardigò pubblicato su Mondo Padano LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL’EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO AL 29 OTTOBRE OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT
Alberto Mori
Alberto Mori
Daniele Ardigò