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martedì 19 settembre 2023

Una naturalezza attenta

Paolo Polvani, Miracoli del giorno, Prefazione di Massimiliano Damaggio, postfazione di Isabella Bignozzi, Macabor, pp. 64 

recensione di Giancarlo Baroni



«Se devo scrivere poesie ora che invecchio», confida Antonella Anedda in Salva con nome, «/ voglio vederle scorrere, perdersi in altri corpi / prendere vita e nel frattempo splendere sulle cose vicine». Potremmo forse usare questi versi come epigrafe alla recente raccolta di Paolo Polvani intitolata Miracoli del giorno (Macabor, 2023, p.64). I “miracoli” a cui si riferisce il titolo e che accendono le pagine del libro sono vibrazioni e incantesimi quotidiani, «sussurri, epifanie, rivelazioni», lampi che rischiarano il buio che ci circonda, dei salvagente lanciati a chi rischia di non farcela,  dei gesti di gentilezza verso il prossimo, delle briciole di generosità utili a non smarrire la giusta strada. I miracoli del giorno non prevedono scelte eroiche, eccezionali e fuori della norma, hanno a che fare con il particolare e non con l’universale, si propongono obiettivi concreti e realizzabili. Difficile non essere d’accordo con Pablo Neruda quando in Ode all’invidia promette: «Scriverò non solo / per non morire, / ma per aiutare / gli altri a vivere». E questi “altri” non hanno, nella scrittura di Polvani, nulla di generico, vago e indefinito ma assumono di volta in volta una identità precisa, un volto e un corpo. Nei versi dell’autore l’altro non è mai straniero ed estraneo, non è diverso e distante. Precisa nella Postfazione la scrittrice Isabella Bignozzi: «Paolo Polvani ha delineato un percorso poetico in cui tutto è pervaso di miracolo, perché ancora la generosità può salvare vite, il cuore distendere cortesie inattese, l’attenzione al creato aprire nuove armonie e limpidezze». Aggiunge nella Prefazione il poeta e traduttore Massimiliano Damaggio: «E profondamente, “realmente” cosa fra le cose è la poesia di Polvani, nel suo stupore di essere al mondo, di muoversi e ritagliarsi fra creature simili, analoghe, o differenti, ognuna espressione della macina della natura».

Di solito ci rivolgiamo ai Santi (intermediari fra la terra e il cielo, fra Dio e l’uomo) quando abbiamo bisogno di un sostegno, di un aiuto, di un miracolo che ci tolga da una brutta situazione, che ci salvi da una minaccia e da un guaio, che ci guarisca da una malattia. Santi e Angeli  sono i protagonisti della prima sezione del libro dove incontriamo per esempio San Giuseppe da Copertino che «salva un migrante in procinto di annegare sollevandolo in volo», Sant’Eupremio che «aveva nel cuore i muratori, / avvezzo alle impalcature e alle vertigini», Eufrasia «una vecchia santa piegata dagli acciacchi, / provata dagli affanni»,  un Angelo «furente» e un altro che sfiora «tutti con un bagaglio di splendente amore», Santa Ildegarda la quale veglia «su questa nostra solitudine»…

È però la seconda parte, intitolata Quanto sole ci vuole («e quanto / mi mancherà, un giorno, una notte, / di tutto quel sole che non ricorderemo») ad attribuire al volume la sua fisionomia più precisa, a rivelare al meglio la sua essenza. È qui che l’umanità dell’autore si esprime in tutta la sua ricchezza miscelando compassione, condivisione, vicinanza, partecipazione, solidarietà, rispetto, stima, comprensione e affetto principalmente verso i più disagiati e miseri («La povertà  non ha voce, in tanti / aggrappati al silenzio, ed è tutto / quello che hanno»). Polvani sa da che parte mettersi, da quella degli umiliati, dei sofferenti, degli angariati, degli sfruttati, dei maltrattati e più in generale della gente comune che in un miracolo del giorno qualche volta ha sperato; il suo io di scrittore non resta chiuso e sigillato dentro sé stesso ma, in questa come nelle precedenti raccolte, si apre e si spalanca all’altro, agli altri, identificandosi parzialmente nelle loro vite reali o immaginate, nelle loro storie. La parola di Polvani è sorretta da una benevola  e proficua empatia, è capace di immedesimarsi. Conferma a questo proposito Isabella Bignozzi: «Polvani è poeta di ampio sguardo […] riesce a indossare il sentire di molte creature, finanche vegetali; di elementi naturali apparentemente inanimati». 

L’autore si muove nelle pagine con una eleganza non ricercata, con naturalezza e allo stesso tempo con esperienza, con una agilità frutto di lavoro e dedizione, con «il gusto della cura, dell’attenzione, dell’amare». 


domenica 17 settembre 2023

“il viso un pascolo di rughe”

Paolo Polvani, Miracoli del giorno, Prefazione di Massimiliano Damaggio, postfazione di Isabella Bignozzi, Macabor 2023

recensione di AR



 

Emozionante la musica distesa dai toni profondi e celesti di questi Miracoli: “Se Dio avesse una voce sarebbe quella / del volo della rondine, la stessa eleganza di certe improvvise / giravolte (…) / (…) la precisione ellittica con cui / porta il disordine dentro l’esatta matematica dle cielo, turgori / e mancamenti, ostinazioni e abbandoni repentini, è così / che Dio si esprime, e il volo della rondine è la sua stessa voce” (Il volo della rondine, p. 43). Come si può constatare dalla citazione, i versi sono per lo più lunghi, tendono ad esaurire la boccata di fiato necessaria per pronunciarli: è una fatica che richiede attenzione per calibrare le forze e rispettare la scansione ritmica desiderata dal poeta, ma è una fatica ripagata dal pullulare di immagini e di sensi che ci trascinano, ci pungolano, ci accarezzano, ci sconvolgono. Sì, perché già a partire dai Miracoli che aprono la raccolta siamo investiti da flash che inquadrano scene drammatiche: “Io sono Abdelaziz, quello del mare che inghiotte, Abdel / (…) / che avanza strisciando, della barca che si rovescia nel buio / spalanca l’alfabeto sonoro del terrore. / (…) / Abdelaziz che ha conosciuto il privilegio di una mano che l’afferra, / l’ha scaraventato nell’inchiostro del cielo, su su, ha volato / come un uccello senz’ali, Abdel che tremava nell’aria” (San Giuseppe da Copertino salva un migrante in procinto di annegare sollevandolo in volo, p. 13); “Certi voli sono uno sperpero di gesti, d’inconsulto / aggrapparsi, come se potesse salvarti un frammento dell’infanzia, / (…) / In alto, nell’azzurro profondo, s’insinua con morbida destrezza / la leggerezza di una nuvola, il disinteresse metallico della gru. / (…) / e il muratore rimane immobile nell’aria. Adesso tutto è pronto” (Sant’Eupremio salva muratore precipitato dalle impalcature, p. 14).

Lo stile di Paolo Polvani è ricco di metafore, sinestesie, paragoni, similitudini, accostamenti lessicali insoliti e stupendi… immagini che ci prendono le viscere e ci commuovono: “Si è fatto il pieno di debiti, ci si è aggrappati / con le unghie agli errori, persino alle preghiere.” (Il miracolo della melagrana, p, 17); “Guarda, c‘è il becco adunco dei ricordi che lacera la carne, / lascia zavorre di lacrime e calzini, sussulti nel sonno” (Letterina a santa Ildegarda, p. 20); “L’azzurro è un artiglio che non lascia scampo” (Di che colore è il mare, p. 26); “L‘attesa è un pesce che nuota / (…) / non smette di sperare / che palpiti qualcosa / che la parola giunga lucida” (La parola attesa, p. 33); “gli ombrelli giocano come delfini dipinti” (Marzo si lucida le scarpe, p. 34)… Queste narrazioni poetiche (nel senso creativo e “modellante” dell’aggettivo) ci mostrano come in mano al “fabbro” le parole si possano con arte surriscaldare e temprare, per immergersi nella realtà ed estrarne potenti scintille di senso (estetico e rivelativo) che ne illuminano squarci importanti benché a volte impegnativi per gettarci uno sguardo partecipe. Al Paolo non sfuggono “la virgola di un grido” (Alzare la voce, p. 35), né che “L’alfabeto oscuro delle radici suona una musica segreta.” (Il pino della ferrovia, p. 30), né il fatto che “La povertà non ha voce, in tanti / aggrappati al silenzio, ed è tutto / quello che hanno.” (Tutto ciò che qualcuno possiede, p. 50).  

Il più crudele dei mesi, per il su citato pino, non è l’aprile di Eliot, ma il luglio di Polvani. Ognuno di noi ha corde che risuonano con maggiore intensità in certi luoghi, tempi, incontri e come lettore sono stato particolarmente irretito da Una bella fetta di futuro (p. 56) che si conclude con questi versi che riassumono splendidamente il miracolo della poesia che vola alto: “è masticare il cielo, è decollare / dentro una tempesta di parole.” 

PS Il titolo di questa recensione è tratto da Il miracolo dell‘anello, p. 19.

giovedì 4 giugno 2015

Il tocco abarico del dubbio di Angela Caccia

recensione di Paolo Polvani pubblicata in Versante Ripido
Ingmar Bergman, Persona 1966 (bibi 2)_risultato

Il tocco abarico del dubbio di Angela Caccia, Fara editore 2015: le giuste dosi, note di lettura di Paolo Polvani. 

   
Un libro di poesia è un’occasione per cacciarsi negli anfratti di un paesaggio sentimentale e conoscere o ri-conoscere sentimenti, muovere i propri passi in un territorio nuovo, sostare davanti a esperienze, scoprire geografie che non immaginavamo, imbatterci in vedute che a volte destano meraviglia, sono autentici scossoni, a volte risultano invece prevedibili, e tuttavia comunque entrare nei versi è l’inizio di una circumnavigazione di una personalità poetica, è assumere il suo punto di vista, prendere in prestito uno sguardo, in definitiva un giro turistico nelle terre dell’immaginazione e della creazione. Ma perché tutto questo funzioni è necessario che il linguaggio funzioni, possieda la giusta effervescenza, risulti nuovo, fresco, appetitoso, faccia venire voglia di assaggiarlo, e di ritornarci più volte, scateni un’energia, dia una scossa. Per raggiungere tale risultato è necessario un alto grado di artificio unito a un alto tasso di sincerità. Indubbiamente sincerità e artificio sembrerebbero elementi contraddittori. Sarà bene intendersi sulla parola artificio: non sta qui per trucco, illusionismo, va inteso invece come abilità, tecnica, mestiere, uso sapiente del mezzo linguistico, capacità di governare il linguaggio, di sfruttarne le potenzialità, di farne risaltare i colori e i sapori. Di utilizzare la materia prima della poesia, cioè la lingua, al massimo grado della resa. E per sincerità indubbiamente la capacità di mettersi a nudo, ma anche quella fluidità espressiva che deriva dal sentirsi a proprio agio nei versi, dal raggiungere una perfetta aderenza tra lo scorrere dei versi e la realizzazione di un intento. Qual è la giusta misura di questi ingredienti? Esiste forse un dosaggio ottimale?
I momenti felici in questo libro di Angela Caccia emergono e s’impongono all’attenzione del lettore quando in primo piano si staglia nella giusta prospettiva un frammento della realtà, una traccia riconducibile all’autobiografia offerta nell’inquadratura perfetta del linguaggio, per esempio in questi versi:

le sue briciole
nella mia tasca:
lo scontrino del gelato
il biglietto stropicciato
di un film d’amore.


In questo caso si registra una perfetta fusione tra la sincerità espressiva e la giusta messa a fuoco che consente all’artificio di fare il suo lavoro, portare a termine la sua missione. Molto bella anche questa, dedicata al cane Nina:

Resisti Nina
resisti da sola
così curva
in questa pozza di dolore

E prosegue: ci fosse un dio dei cani…
Si realizza qui una perfetta aderenza tra la verità del sentimento, la semplicità del dettato, la felicità espressiva, la comunicazione che rende capace di includere nel proprio perimetro l’attenzione del lettore, di renderlo partecipe spettatore e al tempo stesso risvegliare quell’emozione che lo fa assurgere al ruolo di protagonista, facilita l’immedesimazione all’interno del componimento, trasferisce l’emozione tutta intera nella sfera emotiva di chi legge.
Molto bella anche la poesia Tra le mani, dedicata a Rita, alla sua morte. Tutto il componimento è un susseguirsi di inquadrature molto efficaci, primi piani che illuminano la dimensione fisica ma anche gli aspetti morali di un’esistenza appena trascorsa, l’attitudine alla preghiera, la capacità di amare, e il vuoto che ha spalancato l’evento della morte, l’assenza che si fa protagonista, fino alla bellissima sequenza finale:

aspetta nel fremito
dell’occhio o della mano
che la morte si penta
di averti invaso.


La scintilla della poesia scocca nella coincidenza tra tensione emotiva e tensione espressiva. In questo libro spesso tale coincidenza felice si verifica.
Un cenno al titolo con quell’aggettivo abarico così carico di mistero e insieme ostico: ha comunque il pregio di accendere la curiosità del lettore, indurlo a sfogliare un vocabolario e a sapere che è il punto in cui cessa l’attrazione gravitazionale della terra e inizia quella della luna.
Di cosa si occupano i versi di questo libro? Non esiste una connotazione precisa, una direzione univoca, si occupano della vita, dei sentimenti, delle domande, dei dubbi che contornano e animano il perimetro di ogni esistenza, troviamo versi per i morti di Lampedusa, il cielo che pende sull’ospedale alle 6 del mattino, la piccola Celeste che non ha conosciuto il nonno, la cagna Nina, il silenzio, Rita, morta su una nuvola di raso, i compagni di scuola, gli odori e rumori della casa, un frastagliato quindi emporio di situazioni in cui è facile riconoscersi.
Il libro si articola in cinque sezioni, ognuna preceduta da una breve riflessione in prosa poetica, che fornisce indicazioni sul senso di marcia, sulla direzione da prendere. Moltissimi i rimandi culturali, stratificazioni di esperienze e di conoscenze. Molto spazio è concesso all’idea di morte, ma credo che altrettanto spazio sia concesso alla vita e al suo perenne richiamo. Come un forte richiamo sembra costituire l’attaccamento alla terra, come proclamano questi versi:

l’allegria dei mandarini
la stazza austera dell’ulivo
i tardi tramonti
quando l’ombra si inerpica
al monte a trattenere il sole.


In definitiva un alto tasso di sincerità sposa un buon grado di sapienza tecnica, a volte in maniera più compiuta, in altre cedendo al peso di un linguaggio che stenta a decollare perché risente di un certo gergo legato alla poesia. Un libro che si legge con piacere, possiede quelle astuzie seduttive capaci di richiamare il lettore, incuriosirlo, affascinarlo, dargli del tu e rivolgergli queste parole:

nell’ultimo spicciolo di notte
saremo noi l’aurora
gli occhi puntati ad est
e il fiato corto.


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giovedì 10 novembre 2011

Paolo Polvani su Colibrì di Anna Maria Tamburini

 da un messaggio del 2 nov 2011

… trovo portatore di una rivelazione il verso: dall'angolazione / che consente  vedere / la frazione di attimo. Perché tale angolazione coincide con lo sguardo poetico, quell'attitudine a cogliere le piccole luci dell'Adriatico al mattino e tradurre in parole l'emozione che ne deriva. Contiene la saggezza essenziale che comprende che ogni cosa asseconda e si adagia alla musica del cosmo. Nei versi ricorrono i bagliori che definiscono e svelano la poesia, la quale libera la luce dagli strati della terra lungo cicli di ere  minerali e riverbera i suoi riflessi nel volo che attraversa la vita. Scopre che la vita è lieve, e non lascia niente.
Una raccolta densa di domande, che s'interroga, che dispiega  i versi come impulsi elettrici e ne attende il ritorno.  
Una poesia dell'incertezza e della conferma. Molto variegata e originale nelle immagini: è bellissimo quell'orso che si consegna al sonno, così come tutta la nostra vita  ripete la fede del fiore nella morte.
La grande certezza di questo libro è l'amicizia per l'ape, per le orchidee, per le piccole forme di vita in cui si riflette la vita nella sua totalità, in cui manifesta e lascia sprigionare la sua energia.

(scheda del libro qui)

lunedì 10 febbraio 2025

La latitudine del silenzio

Max Mazzoli, La latitudine del silenzio/The latitude of silence, Prefazione di Paolo Polvani, collana PoesiaLab a cura di Luca Ariano, Bertoni Editore 2025



recensione di Giancarlo Baroni


Il tempo e lo spazio sono concetti e argomenti fondamentali nei versi del poeta e scrittore Max Mazzoli, che è nato Parma nel 1963 e vive tra la cittadina emiliana e Cambridge. Il tempo e lo spazio vengono declinati nei suoi versi sia come concetti  con una connotazione filosofica e in parte astratta, sia come luoghi, posti, periodi, momenti, più legati e riferibili a una pluralità di fatti concreti della vita, a esperienze perfino autobiografiche. Chi ha letto le dieci raccolte di poesie in italiano e in inglese di Mazzoli fino ad ora pubblicate sa che tempo e spazio sono nominati  frequentemente non solo nelle singole  poesie ma anche nei titoli delle raccolte: Nella flagranza dell’istante (2005), L’altra metà del tempo (2007), Poesie del Bosforo (2009), Oltre Questi Luoghi (Spazio e Tempo di un Luogo Presente) (2014).

Da pochissimo è stata stampata la sua ultima opera in versi: La latitudine del silenzio. The latitude of silence (Bertoni Editore 2025, pp.194, opera in copertina di Max Mazzoli, collana “PoesiaLab” a cura di Luca Ariano). Il titolo poetico oscilla fra una dimensione metafisica e un lessico geografico; leggendo le pagine ho quasi provato la sensazione di aggirarmi all’interno di una mappa concettuale ed esistenziale dove realtà e sogno si intrecciano. Con eleganza e acutezza scrive nella Prefazione il critico e poeta Paolo Polvani: «Il silenzio vanta una stretta parentela con la parola poetica, ne costituisce il confine naturale, perché è dal silenzio che scaturisce il verso, ed è nel silenzio che il verso s’immerge, s’inabissa, scompare. Persino a livello visivo è al silenzio che allude la pagina bianca, e al silenzio tende la sospensione, la cesura, il ritmo stesso del verso risulta abbracciato al silenzio».


Tempo e spazio assoluti, che sfuggono ad ogni misurazione, rimangono avvolti nel mistero, risultano incomprensibili alle limitate menti umane; entrambi invece si presentano intelleggibili e decifrabili  se considerati nella loro specificità. Il quando e il dove non formano, nel mondo della nostra esperienza,  due entità isolate e separate ma un intreccio inestricabile, due facce della stessa medaglia che si sfiorano in prossimità di un impalpabile confine. «Da qualche parte , sia est o ovest, / », scrive Mazzoli, «Qualcuno va o viene / Circondato da persone / O nella propria ineluttabile solitudine…». E ancora «ma ho imparato che con il tempo / il corpo e la mente accumulano imprecisioni, / e tutto quello che si modifica tende verso nuove direzioni». Due versi della raccolta mi sembrano particolarmente significativi raffigurando in modi icastico e pregnante questa compresenza e coesistenza duale di tempo e spazio: «Essere qui, essere stati qui, / E poi non essere più».

Lo spazio ci contiene e nel frattempo il tempo dentro lo spazio fluisce («le cose e le vite passano verso nuove direzioni»), scorre, scivola via con una implacabile regolarità: ieri oggi e domani, il passato il presente e il futuro («Futuro e presente si nutrono del passato»), l’evolversi puntuale della stagioni, l’accumularsi degli anni, il ciclo di nascite e morti dove «l’addio assomiglia all’oblio». Sparire, svanire, restituire la propria vita, tornare al mistero da cui proveniamo, avere consapevolezza dell’inesorabilità del destino che procede in modo non rettilineo ma circolare: «Il verso di apertura è il verso di chiusura, / E il verso di chiusura è il verso di apertura».

 

La memoria conserva ricordi che ritornano «A misurare il tempo di una vita, / A scandire il senso di un’esistenza» e finché possibile li preserva dalla dimenticanza: «Ecco, il giorno è svanito indifferente / accumulando detriti e ricordi / che diverranno il pane di memorie, / il segno forgia-impronte del passato».

Anche la poesia ha la missione di preservare la memoria individuale e collettiva e i versi del libro di Mazzoli («dove l’endecasillabo comanda» e dove la doppia versione italiana e inglese amplia e arricchisce il respiro e la portata delle parole poetiche) hanno il compito  di convertire situazioni problematiche «in odi sensate», in liriche.

Mentre leggevo The latitude of silence mi sono venuti in mente sia i celebri versi di Eliot «Time present and time past / Are both perhaps present in time future, / And time future contained in time past» (Quattro Quartetti) sia questa parole di Borges «Il tempo è la sostanza di cui sono fatto. Il tempo è un fiume che mi trascina, ma io sono il fiume; è una tigre che mi sbrana, ma io sono la tigre […]. Il mondo, disgraziatamente, è reale; io, disgraziatamente, sono Borges». Lo scrittore argentino, in un testo suggestivo ed erudito intitolato Nuova confutazione del tempo, deve alla fine arrendersi all’evidenza irreversibile e drammatica del divenire e della morte.

    

lunedì 25 febbraio 2013

Premio Nazionale di Poesia “AGOSTINO VENANZIO REALI” (sc. 31-5-13)

L’Associazione Culturale Agostino Venanzio Reali, con il patrocinio della Regione Emilia Romagna, della Provincia di Forlì – Cesena, del Comune di Sogliano al Rubicone, bandisce la 12ª edizione del Premio Nazionale di Poesia “AGOSTINO VENANZIO REALI”, a tema libero, per opere inedite in lingua italiana, aperto ad autori italiani e stranieri.

Scadenza: 31 maggio 2013. Le poesie dovranno pervenire entro il termine indicato, mediante raccomandata o posta prioritaria, alla Segreteria del Premio “Agostino Venanzio Reali”, c/o Comune di Sogliano al Rubicone, Piazza della Repubblica 35, 47030 Sogliano al Rubicone (FC), con l’indicazione sulla busta in stampatello “PREMIO AGOSTINO VENANZIO REALI”.

Sezioni: Il concorso è articolato in una sezione A adulti, in una sezione B giovani che non abbiano compiuto i 21 anni di età alla data di scadenza del bando e in una sezione C giovanissimi riservata agli alunni frequentanti le scuole primarie e medie.

Presentazione dei lavori: Gli autori adulti e giovani possono partecipare presentando tre (3) poesie inedite (né di più, né di meno, pena l’esclusione) ciascuna non superiore a 40 versi, mai premiate o segnalate in precedenti concorsi alla data di scadenza del bando, in 8 copie, di cui una sola dovrà contenere le proprie generalità (i giovani e i giovanissimi dovranno indicare anche la propria data di nascita). Per edite sono da intendersi anche le poesie apparse su riviste, antologie o siti Web alla data di scadenza del bando. Non possono partecipare al concorso i vincitori dei primi premi dell’anno precedente. I giovanissimi possono partecipare anche con una sola lirica, o individualmente, o per classe, in questo ultimo caso è sufficiente compilare una sola scheda per ogni classe partecipante.

Quota di partecipazione: € 15  per gli adulti e € 5 per i giovani e i giovanissimi, da versare tramite C/C Postale n. 72276595 o bonifico Poste Sogliano IBAN n.: IT  20  J  07601  13200   000072276595 intestato a ASSOCIAZIONE CULTURALE AGOSTINO VENANZIO REALI – SOGLIANO, indicando nella causale “Quota Premio di Poesia 2013”. I giovani e i giovanissimi, se parteciperanno al premio tramite la scuola di appartenenza, potranno versare una quota complessiva di € 5,00, indipendentemente dal n. dei partecipanti. Copia della ricevuta del versamento dovrà essere allegata alle poesie presentate, insieme alla domanda di partecipazione nella quale saranno indicati le proprie generalità, il n. di telefono ed eventuale e-mail e la dichiarazione che “le poesie presentate sono inedite, di propria produzione e non sono state oggetto di premiazione o segnalazione in altri concorsi alla data di scadenza del bando”.

La Giuria, il cui giudizio è insindacabile, è così costituita: Bruno Bartoletti (Presidente), Roberta Bertozzi, Narda Fattori, Sonia Gardini, Gianfranco Lauretano, Maria Lenti, Anna Maria Tamburini .
Solo i vincitori e i segnalati saranno avvisati personalmente dalla segreteria del premio.

Premi: per la sezione A adulti 1º premio € 1000,00, 2º premio € 500,00, 3º premio € 250,00; per la sezione B giovani 1º premio € 300,00, 2º premio € 200,00, 3º premio € 100,00. Per la sezione C giovanissimi: (scuole primarie e medie): pergamena e buono libri alla classe partecipante da consegnare a un rappresentante della scuola. Saranno inoltre riservate sei segnalazioni speciali per ogni sezione. Ai primi tre classificati delle sezioni A adulti e B giovani, oltre ai premi in denaro, saranno assegnate pergamene con profilo critico;, mentre a tutti i vincitori e ai segnalati di tutte le sezioni saranno consegnate pergamene con il risultato conseguito. I poeti premiati e segnalati inoltre saranno ospiti al pranzo nel giorno della premiazione. I lavori presentati non saranno restituiti e le poesie premiate verranno raccolte in un fascicolo che sarà distribuito gratuitamente.

Premiazione: domenica 15 settembre 2013, alle ore 10.30, nel teatro “Elisabetta Turroni” di Sogliano al Rubicone. I poeti sono tenuti a presenziare alla cerimonia di premiazione. Sono ammesse le deleghe per il ritiro dei premi ad eccezione di quelli in denaro, che verranno, qualora non riscossi personalmente, incamerati per l’edizione successiva. È consentita, su richiesta, la spedizione del premio conseguito.
Ai sensi dell’art. 10 della L. 675/96, i dati personali relativi ai partecipanti saranno utilizzati unicamente ai fini del premio. La partecipazione al concorso implica l’accettazione del presente regolamento.

Informazioni: Tel. 3343794512; e-mail: sparireinsilenzio@gmail.com. Il bando integrale e i vincitori sono leggibili sul sito www.comune.sogliano.fc.it e sul sito: www.literary.it, dove resteranno esposti in permanenza. Il bando integrale può essere richiesto direttamente alla segreteria del premio.



Alla segreteria del Premio Nazionale
“Agostino Venanzio Reali”
P.zza della Repubblica, 35
47030 – SOGLIANO AL RUBICONE (FC)


Premio Nazionale di Poesia Agostino Venanzio Reali
(da inviare insieme alle liriche e alla copia della ricevuta del versamento)


PARTECIPAZIONE ALLA SEZIONE (fare un crocetta accanto alla sezione di partecipazione):
Sez. A – Poesia Adulti
Sez. B – Poesia giovani (fino a 21 anni)
Sez. C – Poesia giovanissimi (scuole elementari e medie)


Il/La sottoscritto/a …………………………………………………………………………………….,

nato/a a ………………………………..………… il ……………………………..  (obbligatorio solo

per i giovani e i  giovanissimi) e residente a …………………………...…………..…………………

Via …………………………………………..……………… CAP …………………………..………

Tel ……………………….…………….…… cellulare ………………..…………..…………………

eventuale e-mail ………….…………………………….…………………

CHIEDE

di partecipare al Premio Nazionale di Poesia Agostino Venanzio Reali.

Il/La sottoscritto/a inoltre, a conoscenza di quanto previsto dal “Testo unico sulle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa”, approvato con D.P.R. 28/12/2000 n. 445, in merito alle dichiarazioni sostitutive dell’atto di notorietà, alle norme penali ed alla decadenza dai benefici ottenuti per chi rilascia dichiarazioni mendaci e firma atti falsi o contenenti dati non rispondenti a verità, sotto la propria personale responsabilità,

DICHIARA

che le poesie presentate sono inedite, di propria produzione e non sono state oggetto di premiazione o segnalazione in altri concorsi alla data di scadenza del bando.




Data, ……………………………………….. Il/La sottoscritto/a

……………………………………………

AGOSTINO VENANZIO REALI (1931 – 1994)
(note biografiche)

Agostino Venanzio Reali nacque il 27 agosto 1931 a Ville Montetiffi, un piccolo paese dell’Alta Valle Uso nel Comune di Sogliano al Rubicone (FC).
A 11 anni entra nel seminario dei Frati Minori Cappuccini a Imola. Novizio a Cesena con il nome di fra Venanzio, a ventuno anni a Bologna abbraccia definitivamente la regola francescana. Viene ordinato sacerdote nel 1957, l'anno in cui inizia gli studi di specializzazione teologica all’Università Gregoriana e al Pontificio Istituto Biblico di Roma. A Roma conosce Cardarelli, Pasolini, Govoni, Caproni. Alla fine degli studi romani, insegna in vari centri di formazione dei Frati Minori Cappuccini (Reggio Emilia, Bologna, Venezia e Ferrara): Parallelamente all’attività scolastica dà vita ad un profondo lavoro poetico e artistico, all’ombra e nel silenzio, per un’intera esistenza. Tra il ’66 e l’81 è assistente religioso con la residenza presso l’Ospedale Bellaria di Bologna.
Eletto Vicario provinciale nel 1978, dal 1981 al 1987 è Ministro provinciale, e dal 1990 direttore della rivista “Messaggero Cappuccino”.
Muore il 25 marzo 1994, all’età di 63 anni, ed è  sepolto nel cimitero di Montetiffi.
Solo alla morte i confratelli vengono a conoscenza della mole e della qualità di questo importante lavoro e nel 1995, in occasione del primo anniversario della morte, pubblicano Nóstoi. Il sentiero dei ritorni, Book Editore e nel 1999 Il Cantico dei Cantici – nella trasposizione poetica di Agostino Venanzio Reali.
Esaurite le prime tre raccolte di poesia pubblicate in vita dal poeta (Musica Anima Silenzio, Rebellato Editore 1986; Vetrate d’alabastro, Forum/Quinta Generazione, 1987; Bozzetti per creature, Forum/Quinta Generazione, 1988), nel 2002 esce la loro ristampa con il titolo di Primaneve, Book Editore.
Nel 2004 esce la prima edizione di Il Pane del silenzio. Articoli dal 1975 al 1993, Book Editore, una raccolta di articoli scritti dal 1975 al 1993.
L’attività intellettuale di Agostino Reali investe e spazia tra gli ambiti della teologia, della poesia e delle arti figurative. Come biblista cura una Sintesi di Teologia Biblica (Bologna 1973-74, Studio Teologico Cappuccino interprovinciale) e un lavoro di esegesi sui Salmi per  una Introduzione alla Bibbia. Tra teologia e poesia si colloca la trasposizione del Cantico dei Cantici dall’originale ebraico (Forlì, 1983, “Quinta Generazione”). Sul versante della poesia, già nel ’61 erano apparsi alcuni componimenti in “Fiera Letteraria” e “Belmondo” e, intorno ai primissimi anni settanta, sulle pagine di una rivista americana.
Pubblica Musica Anima Silenzio – velleità di un omaggio a Emily Dickinson (Rebellato, 1986); Vetrate d’alabastro (confessioni e preghiere), 1987, e Bozzetti per creature, 1988, entrambi come supplementi alla rivista “Quinta Generazione” di Forlì. Cinque componimenti di Congedo appaiono sull’antologia Poeti Italiani Secondo Novecento (Centro Incontri, 1993, Milano).
Nel 2008 si procede alla ristampa di Nóstoi, Book Editore, da tempo esaurito, e alla pubblicazione: G. Pozzi, La poesia di Agostino Venanzio Reali, Morcelliana, Brescia, 2008 (importante raccolta di saggi di Giovanni Pozzi).
Voce significativa di questo tempo Agostino Venanzio Reali è un intellettuale poliedrico che la critica sta esplorando in tutte le sue componenti. I professori Ezio Raimondi e Alberto Bertoni del Dipartimento di Italianistica dell’Università degli Studi di Bologna, nelle sessioni estive del 1997 e 1999, hanno seguito due tesi di laurea in Letteratura Italiana sull’opera del poeta. E' stato inoltre oggetto di studio presso le Università di Bologna, Genova e presso l'ISSR di Rimini per corsi monografici e tesi di Laurea in Letteratura Italiana e Letterature Comparate.
Nel 2000 viene pubblicato l’importante lavoro di Anna Maria Tamburini, Nòstoi. La poesia di Agostino Venanzio Reali, Società Editrice <>, tesi di laurea della Tamburini e testo adottato come corso monografico presso l’Università degli Studi di Genova.
Si sono pronunciati sull'opera di Reali critici d'arte e di letteratura, poeti artisti musicisti filosofi teologi. Basti citare i nomi di: Mario Luzi, Giovanni Pozzi, Gianni Scalia, Enrica Salvaneschi, Marisa Bulgheroni, Graziella Corsinovi, Maria Lenti, Donato Valli, Maria Pertile, Marino Biondi, Laura Caffagnini, Giovanni Catti, Luca Cesari, Giuseppe De Carlo, Dino Dozzi, Flavio Gianessi, Pietro Gibellini, Alessandro Giovanardi, Loretta Iannascoli, Pietro Lenzini, Giorgio Mazzanti, Rocco Mario Morano, Franco Patruno, Rocco Ronchi, Cesare Ruffato, Claudio Spadon,i Piero Stefani, Roberto Tagliaferri, Anna Maria Tamburini, Natalino Valentini,, Fabrizio Zaccarini, Oronzo Casto, Carmelo Mezzasalma, Giancarlo Pontiggia.

L’Associazione Culturale Agostino Venanzio Reali ogni anno organizza, in collaborazione con il Comune di Sogliano al Rubicone, due importanti incontri:
  • a marzo, in occasione dell’anniversario della morte, a Montetiffi, dove dal 2002 è stato istituito un importante museo permanente delle sue opere;
  • a settembre, 3ª domenica, a Sogliano al Rubicone, convegno/relazione con docenti universitari e assegnazione del Premio Nazionale di Poesia “Agostino Venanzio Reali”.


ALBO D’ORO del Premio Nazionale di Poesia

Anno 2002 – 1ª edizione

Sezione A – Poesia Adulti

1º Premio FEDELI IVAN di Ornago, Milano; 2º Premio BOTTARO GIOVANNI di Pisa; 3º Premio GALILEA BENITO di Roma

Premio speciale della Giuria: BONO MARCHETTI GIOVANNA di La Spezia; CAPECCHI LORIANA di Quarrata Pistoia; LUISO DOMENICO di Bitonto; NESCI ANTONIO di Modena; NUCERA D’ACO CLORINDA di Vibo Valentia; PITTINI MONACELLI ALESSANDRA di Monza.

Sezione B – Poesia Giovani

1º Premio BALDISSERA VALERIA di Ceggia (Venezia); 2º Premio CECCAROLI MARIKA di San Marino; 3º Premio VALLINI LETIZIA di Cascina (Pisa)
Premio speciale della Giuria: BELLINI ANDREA di Forlì; FIORANI MARIA di Meldola (Forlì); VENTURI CLARISSA di Montetiffi di Sogliano; ISTITUTO “ROBERTO RUFFILLI” di Forlì.

Anno 2003 – 2ª edizione

Sezione A – Poesia Adulti:
1º Premio MONREALE DANIELA, di Figline Valdarno (Firenze); 2º Premio TRAINA TINO, di Partanna (Trapani); 3º Premio FRANZIN FABIO, di Cessalto (Treviso).
Premio speciale della Giuria: CANGIANI SALVATORE, di Sorrento (Napoli); CARELLA EDOARDO, di Castellaneta (Taranto); CASO GIOVANNI, di Mercato San Severino (Salerno); GALILEA BENITO, di Roma; RAMBERTI ALESSANDRO, di Rimini; SANGIOVANNI PAOLO, di Roma.
Sezione B – Poesia Giovani:
1º Premio CIPELLI GIORGIA SERENA, di Pieve d’Olmi (Cremona); 2º Premio CAMAGNI CLAUDIA, di Santarcangelo di Romagna (Rimini); 3º Premio GORI VALENTINA, di Casalguidi (Pistoia).
Premio speciale della Giuria: ABATI SILVIA, di Cesena; CECCAROLI MARIKA, di San Marino; DE LUCA KATIA, di Mottola (Taranto); BERTOZZI SARA e MARTINO FABIO, Scuola Media di Borghi (FC); FIORANI MARIA, di Meldola (Forlì).

Anno 2004 – 3ª edizione

Sezione A – Poesia Adulti:
1º Premio RAIMONDI DANIELA di Londra; 2º Premio MAZZOTTI ACHILLE di San Mauro Pascoli (FC); 3º Premio GRIECO GENNARO di Trana (Torino).
Premio speciale della Giuria: CAPRI MANUELA di Crevalcore (Bologna); CASO GIOVANNI di Mercato San Severino (Salerno); FRANZIN FABIO di Motta di Livenza (Treviso); PISCAGLIA MARIA di Novafeltria (PU); RAMBERTI ALESSANDRO di Rimini; VETROMILE GIUSEPPE di Madonna dell’Arco (Napoli).
Sezione B – Poesia Giovani:
1º Premio CECCAROLI MARIKA di San Marino; 2º Premio DE LUCA KATIA di Mottola (Taranto); 3º Premio CIPELLI GIORGIA SERENA di Pieve d’Olmi (Cremona).
Premio speciale della Giuria: BALDISSERA VALERIA di Ceggia (Venezia); CICU RACHELE, Scuola Media “Malatesta Novello” di Cesena, ENTI ELISA di Cesena; GIANNELLI ALESSANDRO di Terra del Sole (FC); MAZZARELLA FEDERICO di Massa (MS); PISCAGLIA ELEONORA, Scuola Media di Borghi (FC).

Anno 2005 – 4ª edizione

Sezione A – Poesia Adulti:
1º Premio VETROMILE GIUSEPPE di Madonna dell’Arco (Napoli); 2º Premio RIGHETTI MARCO di Roma; 3º Premio RONCHI VALENTINO di Milano.
Premio speciale della Giuria: CAPECCHI LORIANA di Quarrata (Pistoia); CASO GIOVANNI di Mercato San Severino (Salerno); GASPERINI ANTONIO di Montiano (FC); MONTEBELLI ARDEA di Rimini; SARTOR MONIQUE di Saronno (VA); VICARETTI UMBERTO di Luco dei Marsi (L’Aquila).
Sezione B – Poesia Giovani:
1º Premio NANNINI ALESSANDRO di Faenza (RA); 2º Premio CIPELLI GIORGIA SERENA di Pieve d’Olmi (Cremona); 3º Premio CECCAROLI MARIKA di San Marino.
Premio speciale della Giuria: CAMPEGGIANI IDA di Cesena; FIORANI MARIA di Meldola (FC); DE LUCA AURORA di Rocca di Papa (Roma).

Anno 2006 – 5ª edizione
Sezione A – Poesia Adulti:
1º Premio RIGHETTI MARCO di Roma; 2º Premio PAGANARDI ALESSANDRA di Milano; 3º Premio RODRIGUEZ PAOLO di Rimini.
Premio speciale della Giuria: BALDISSERA VALERIA di Ceggia (Venezia); CASADEI FRANCO di Cesena; CASETTI ROSALBA di Bologna; FRANZIN FABIO di Motta di Livenza (Treviso); GRIECO GENNARO di Trana (Torino); VICARETTI UMBERTO di Luco dei Marsi (L’Aquila).
Sezione B – Poesia Giovani: 1º Premio CIPELLI GIORGIA SERENA di Pieve d’Olmi (Cremona); 2º Premio ROSSI IGOR di Carabbia (Ticino – Svizzera); 3º Premio VANDI SOFIA di Santarcangelo di R.. (RN).
Premio speciale della Giuria:
CAMPEGGIANI IDA di Cesena; COTUMACCIO ROBERTA di Villa Santa Maria  (Chieti); MONTANARI ILARIA di Bologna.

Anno 2007 – 6ª edizione
Sezione A – Poesia Adulti:
1º Premio CASETTI ROSALBA di Bologna; 2º Premio RONCHI VALENTINO di Milano; 3º Premio MARANI MORENO di Pontenuovo Torgiano (Perugia).
Premio speciale della Giuria: BEDINI MARIA ANGELA di Senigallia; CASADEI FRANCO di Cesena; Consoli Carmelo di Firenze; FRANZIN FABIO di Motta di Livenza (Treviso); POLVANI PAOLO di Barletta; QUINTAVALLA MARIA PIA di Milano.
Sezione B – Poesia Giovani: 1º Premio GUIDI LORENZO di Forlì; 2º Premio SOLDATI LIDIA di Cesena; 3º Premio GARDINI EMANUELE di Rimini.
Premio speciale della Giuria:
ANDREONI PAOLO di Forlì; BONAGURI EMMA di Forlì; ENTI BEATRICE di Cesena.

Anno 2008 – 7ª edizione
Sezione A – Poesia Adulti:
1º Premio CONSOLI CARMELO di Firenze; 2º Premio GELMI GIOVANNA di Cologno Monzese (MI);  3º Premio FANTATO GABRIELA di Milano.
Premio speciale della: BELLINI MARCO di Verderio Superiore (Lecco); CATERINA ELIO di Modena; CIPELLI GIORGIA di Pieve d’Olmi (Cremona);  POLVANI PAOLO di Barletta; SCHITO BENIAMINO di Albisola Superiore (SV); VICARETTI UMBERTO di Luco dei Marsi (AQ.
Sezione B – Poesia Giovani:
1º Premio CERRUTO PAOLO di Milano; 2º Premio IARTORI MATTEO di Lanciano (CH);3º Premio FEJZULI BLERTINA di Saludecio (RN).
Premio speciale della Giuria: ANDREONI PAOLO di Forlì; BELMEHDI HALIMA di Cesena; BETTI ELENA di Cesena. BISCAGLIA GRETA di Borghi (FC,); MONTANARI ILARIA di Bologna; SERRA JENNIFER di Santarcangelo (RN).

Anno 2009 – 8ª edizione
Sezione A – Poesia Adulti:
1º Premio VETTORELLO RODOLFO di Milano; 2º Premio POLVANI PAOLO di Barletta; 3º Premio FANTUZZI MATTEO di Castel San Pietro (BO).
Premio speciale della Giuria: BELLINI MARCO di Verderio Superiore (lecco); GALILEA BENITO di Roma; LUONGO ROSSELLA di Avellino; RAIMONDI DANIELA di Londra; RIGHETTI MARCO di Roma); RODRIGUEZ PAOLO di Rimini).
Sezione B – Poesia Giovani:
1º Premio FABBRI LAURA di Borghi (FC); 2º Premio ANDREONI PAOLO di Forlì; 3º Premio CELESTE CLERY di S. Colombano Meldola (FC).
Premio speciale della Giuria: BERLINI RICCARDO di Santarcangelo (RN); DECARLI LISA di Santarcangelo (RN); MALFATTO JESSICA di Paderno Dugnano (MI); MORRI LEONARDO di Santarcangelo (RN); SERRA JENNIFER di Santarcangelo (RN); ZAVATTI VALERIA di Santarcangelo (RN).
Sezione C – Poesia giovanissimi: La giuria, considerato il lavoro svolto dalle scuole attraverso i vari laboratori di poesia, ritiene di assegnare dei buoni libro agli istituti che, a suo giudizio, si sono maggiormente attivate per sensibilizzare gli alunni al lavoro poetico e all’uso del linguaggio, come si evidenzia dai numerosi testi inviati: Scuola elementare “De Amicis” di Gatteo, Scuola elementare “R. Rivalta” di Forlì, Scuola elementare di Saiano, Scuola elementare di Sogliano, Scuola Media di Borghi, Scuola Media “Villarco - Viale della Resistenza” di Cesena, Scuola media “T Franchini” di Santarcangelo di R.

Anno 2010 – 9ª edizione
Sezione A – Poesia Adulti:
1º Premio MUGNAINI IVANO di Massarosa loc. Bargecchia (LU); 2º Premio CASO GIOVANNI di Siano (SA); 3º Premio ROTA FRYDA di Borgovercelli  (VC).
Premio speciale della Giuria:
BOZZOLLA MAGGIO BIANCA di Bologna; COGO ROBERTO di Schio (VI); DE GREGORIO ANNA ELISA di Ancona; FERRARI MAURO di Novi Ligure; POLVANI PAOLO di Barletta; SCAPPINI NADIA di Trento.
Sezione B – Poesia Giovani:
1º Premio; CELESTE CLERY di S. Colombano Meldola (FC); 2º Premio ZAFFINI LETIZIA di Pesaro;; 3º Premio. GASPERONI GLORIA di Sant’Angelo di Gatteo (FC).
Premio speciale della Giuria (pergamena e prodotto artigianato):
DE ROSA MARIO di Meta (NA); FABBRI CAMILLA di Cattolica (RN); FABBRI LAURA di Borghi (FC); PASINI SARA di Borghi (FC); SERRA JENNIFER di Santarcangelo (RN); ZOFFOLI LETIZIA di Savignano sul Rubicone (FC).
Sezione C – Poesia giovanissimi: La giuria, considerato il lavoro svolto dalle scuole attraverso i vari laboratori di poesia, ritiene di assegnare dei buoni libro agli istituti che, a suo giudizio, si sono maggiormente attivati per sensibilizzare gli alunni al lavoro poetico e all’uso del linguaggio, come si evidenzia dai numerosi testi inviati. All’interno dei vari gruppi o classi, è stato difficile individuare l’alunno che emergesse sugli altri, perciò si è pensato di assegnare una pergamena all’intera classe o gruppo di lavoro.
Scuole partecipanti: Scuola Primaria di Sogliano al Rubicone, Scuola Primaria “De Amicis” di Gatteo, Scuola Primaria “Favini” di Coriano, Scuola Primaria “Marzabotto” di Sesto San Giovanni, Scuola Primaria “Galli” di Sesto San Giovanni, Scuola Media “Einaudi” di Sesto San Giovanni,  Scuola Media “Don Milani” di Sesto San Giovanni, Scuola Media di Borghi, Scuola Media “Villarco” di Cesena, Biblioteca dei ragazzi “Virgilio Canzi” di Sesto San Giovanni.
Ragazzi che hanno partecipato individualmente: Barone Francesca di Ceppaloni (BN), Bernucci Edoardo di Sogliano, Bianchi Roberto di Rimini, Buoncompagni Elia di Fano (PU), Pini Domenico Giovanni di Cervia (RA), Rossi Aurora di Cesena,.Vannucchi Giulia di Viareggio (Lucca).

Anno 2011 – 10ª edizione
Sezione A – Poesia Adulti:
1º Premio FRANZIN FABIO di Motta di Livenza (Treviso), con la lirica Mi hai chiesto; 2º Premio CASALINI CELESTINO di Piacenza, con la lirica Luci d’angolo; 3º Premio GROTTI ESTHER di Capezzano Pianore (LU) con la lirica L’ora della sera.
Premio speciale della Giuria:
POLVANI PAOLO di Barletta, con la lirica Le tracce del vento intorno ai campanili; SANGIOVANNI PAOLO di Roma, con la lirica Elogio dei decimali; BELLINI MARCO di Verderio Superiore (Lecco) con la lirica Il filo dei sacchi neri; NOVARINI MARIO di Genova, con la lirica Olio su tela d’aria; MORRESI RENATA di Macerata, con la lirica Compagni; SALVINI ANNA MARIA di Vigevano (PV), con la lirica Galline; CASADEI FRANCO di Cesena, con la lirica La donna della carrozzina bianca.
Sezione B – Poesia Giovani:
1º Premio; PASINI SARA di Borghi (FC), con la lirica Analisi in chiave di sol; 2º Premio NARDI ALESSIA di Pineto (Teramo), con la lirica Deve essere questa la felicità ; 3º Premio. MAGGI VALENTINA di Strabella (PV) con la lirica Imitazione.
Premio speciale della Giuria (pergamena e prodotto artigianato):
FABBRI LAURA di Borghi (FC), con la lirica Uno stivale giovane 150 anni; DI STEFANO SARA, di Roseto degli Abruzzi, con la lirica Oggi non ho voglia di pensare; ZAFFINI LETIZIA di Pesaro con la lirica Autoroute en Septembre.
La giuria ritiene che non ci siano altre liriche della Sezione B Giovani da segnalare.
Sezione C – Poesia giovanissimi: La giuria, considerato il lavoro svolto dalle scuole attraverso i vari laboratori di poesia, ritiene di assegnare dei buoni libro agli istituti che, a suo giudizio, si sono maggiormente attivati per sensibilizzare gli alunni al lavoro poetico e all’uso del linguaggio, come si evidenzia dai numerosi testi inviati. All’interno dei vari gruppi o classi, è stato difficile individuare l’alunno che emergesse sugli altri, perciò si è pensato di assegnare una pergamena all’intera classe o gruppo di lavoro.
Scuole partecipanti: la Biblioteca “Virgilio Canzi” di Sesto San Giovanni” ha partecipato con n. 5 scuole e 9 classi; la Scuola Primaria “Favini” di Coriano ha partecipato con n. 3 classi; la Scuola Primaria “G. Pascoli” di Sogliano al Rubicone ha partecipato con n. 3 classi; la Scuola Media “P. Calamandrei” di Sogliano al Rubicone ha partecipato con n. 1 classe.

Anno 2012 – 11ª edizione

Sezione A – Poesia Adulti:
1º Premio BEDINI MARIA ANGELA di Senigallia (AN), con la lirica Nelle verande di fango
2º Premio CONSOLI CARMELO di Firenze, con la lirica Dalle torri fumarie
3º Premio CASADEI FRANCO di Cesena con la lirica Quel treno
Premio speciale della Giuria:
ALBISANI SAURO di Sesto Fiorentino (FI), con la lirica Con quell’irriducibile letizia
BELLINI MARCO di Verderio Superiore (Lecco), con la lirica Ultimi gesti
FANTUZZI MATTEO di Lugo (RA), con la lirica Non c’è più nessuno
IACONO ISIDORO CESARE di Cesenatico (FC), con la lirica Morton Feldman: Rothko Chapel
LUISO DOMENICO di Bitonto (BA), con la lirica Segreto il vento
PROVENZANO MARISA di Catanzaro, con la lirica Tessitura
Sezione B – Poesia Giovani:
1º Premio BRIOTTI RICCARDO di Roma, con la lirica Haiku delle stagioni
2º Premio CELESTE CLERY di San Colombano Meldola (FC) con la lirica Sono racchiusi in nuclei
3º Premio MELANDRI STEFANO di Castiglione (RA) con la lirica Nebbia

Premio speciale della Giuria (pergamena e prodotto artigianato): La giuria ritiene che non ci siano liriche della Sezione B Giovani da segnalare.

Sezione C – Poesia giovanissimi: La giuria, considerato il lavoro svolto dalle scuole attraverso i vari laboratori di poesia, ritiene di assegnare dei buoni libro agli istituti che, a suo giudizio, si sono maggiormente attivati per sensibilizzare gli alunni al lavoro poetico e all’uso del linguaggio, come si evidenzia dai numerosi testi inviati. All’interno dei vari gruppi o classi, è stato difficile individuare l’alunno che emergesse sugli altri, perciò si è pensato di assegnare una pergamena all’intera classe o gruppo di lavoro.
Scuole partecipanti: la Biblioteca “Virgilio Canzi” di Sesto San Giovanni”; l’Istituto comprensivo ”Regina Elena”di Roma; la Scuola Primaria “Favini” di Coriano; la Scuola Primaria “Luigi Mariani” di Roncofreddo; la Scuola Primaria “G. Pascoli” di Sogliano al Rubicone; la Scuola Secondaria di primo grado “Ivo Oliveti” di Borghi; la Scuola Media “P. Calamandrei” di Sogliano al Rubicone.