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sabato 13 maggio 2023

"Plaja întotdeauna pe stânga" ("La spiaggia sempre a sinistra") di Luca Ariano. Traduzione in rumeno di Eliza Macadan. Editura Cosmopoli, 2023.

 


Dal treno la spiaggia/ sempre a sinistra

 

‘La spiaggia sassosa’ è l’approdo delle parole come luogo di senso, significato, del poema di Luca Ariano. Parole come voci fluite dalla memoria, dalla coscienza, in continuo rimando al tema fondante: la preservazione futura della Terra, e dell’umanità: “L’Autunno porta nuovi malanni/già vecchi nelle mutazioni,/in uomini frettolosi di dimenticare,/in corsa verso l’estinzione.

Con la forza interiore dell’imperativo categorico, il poeta lombardo compie il gesto antico del cancellare sulla sabbia la linea di confine tra il mare e l’approdo, tra ieri e oggi, tra passato e presente, per coinvolgere empaticamente il lettore nel mare della memoria che fluttua atmosfere familiari, giovanili, sociali; che, poi, amalgama senza soluzione di continuità al nostro vivere, indifferente e dissolutore: “la grandine improvvisa/ colpirà frutti come palle di cannoni,/una guerra persa tra oceani di plastica,/reti in fondali a soffocare pesci.”

Nei versi di Luca Ariano, quasi sentenze lapidarie, i ricordi affettivi suscitano adesione, commozione: “Il vostro aperitivo un lungo bacio/davanti al cancello al sapore/di erbaluce, nel vento afoso/che smuove il suo azzurro/mentre pensi al mese che verrà:/vi portò il figlio maschio/e la morte in un giorno troppo caldo.” Ad essi il poeta parmense affianca il respiro vitale che sostiene la fronte arata da rughe di uomini e donne che hanno attraversato gli eventi italiani dall’ultima Guerra mondiale: “ripensi al funerale di BerlinguerQuei gesti ancora un valore:/si ricordavano delle bombe,/fame, alluvione, cortei,/vana festa l’Otto settembre./Dove sono andati con la Fiat 850?”. Poi posa lo sguardo della memoria sui sassi “ancora lì da ere geologiche?/Per quanto tempo?” E ancora medita: “Questa notte il Monte Conero/porterà brezza di sonno:/la sognerai come un destino scritto/prima che un giorno tutto torni/Mediterraneo sommergendo città./Ma davvero siete gli ultimi/ad aver visto quelle stagioni?”. Interrogativi senza risposte, in sospensione silenziosa. Contraltari granitici, barriere, per l’ininterrotto vociare invasivo dei social.  

Il crescendo versificatorio si potenzia nell’alternanza di riflessioni, azioni quotidiane, ricordi, paesaggi: “Salirai sul treno per Lodi/e pensi al profumo di Pannerone,/a reminiscenze di lezioni/sul Barbarossa, battaglie in borghi/rasi al suolo da guerre./ Anche oggi abbattono le case/all’arrivo dell’Inverno tra gelo/di macerie e viveri saccheggiati./Anche Tito Tazio fu re per un po’/ma del suo corpo fecero scempio/e nessuno mai ritrovò la sua tomba.

Un senso tragico pervade le scene del poema. Si addensa nelle lacerazioni inferte alla Terra da una società paradigmatica, accecata dall’illusione d’essere sterilizzata dal processo della Storia che, implacabile, parla con la voce del poeta parmense: “Il grande fiume sarà un ricordo di vecchi”. Eppure, nel voltare l’ultima pagina di La spiaggia sempre a sinistra, il respiro non si annulla nello scoramento. Anzi, accresce e si accalora in un ritmo rinvigorito dall’incalzare epico dell’arte poetica di Luca Ariano, che invita, con il suo isolato coraggio tenacemente ancorato alla memoria dei singoli e storica, a custodire eroicamente la Poesia come modello di resistenza morale e filtro di catarsi esistenziale nell’espandersi dei “Caroselli nelle strade di popoli del mare/con riti rimasti in un altro secolo.”

                                                                                          Francesca Ribacchi

 

lunedì 18 dicembre 2023

"Poesia a Parma nel 2023" di Giancarlo Baroni

 



Poesia a Parma nel 2023, anno generoso di versi. Un parziale e positivo bilancio.

(Ho scritto queste testo per la Festa dei 50 anni della Biblioteca Guanda, 16 dicembre)



L’amico poeta Luca Ariano (che è tra i fondatori, credo assieme a Bianca Venturini, Edmondo Busani e Chiara Tincati di “Con-Versi.Amo la poesia” e al quale si deve l’organizzazione e il coordinamento di parecchie iniziative poetiche e le presentazioni di numerose raccolte di versi) pochi giorni fa ha dialogato, alla biblioteca “Guanda”, con tre giovani poetesse esordienti che abitano a Parma e nel parmense: Eleonora Conti, Valentina Furlotti e Silvia Patrizio. Libri di esordio, i loro, rispettivamente intitolati Umanità gallina, Fosforescenze, Smentire il bianco, che positivamente ci sorprendono per maturità e qualità.

Emanuele Marazzini, che è nato a Viadana nel 1992 e che abita a Parma dove collabora con la “Gazzetta”, ha esordito l’anno scorso con una bella raccolta intitolata La piscina cretese.

Questa vitalità rappresenta un’ottima notizia per due motivi, sia perché indica un benefico arricchimento generazionale fra i poeti e le poetesse che vivono a Parma o che mantengono con la città e la provincia stretti rapporti, sia perché le protagoniste di questo rinnovamento poetico sono spesso giovani donne che con fervore, capacità e determinazione si impegnano a fare conoscere il loro lavoro artistico.

Del 1978, Costanza Canali ha pubblicato quest’anno una intensa raccolta intitolata Sogni liquidi. La sua coetanea Emanuela Rizzo, poetessa traduttrice e organizzatrice di eventi culturali, nel 2022 ha curato una antologia di poeti orientali assieme al critico Alessio Zanichelli.

Le donne non mancano e non sono mancate nella poesia parmigiana, ma forse in passato, tranne alcuni casi, sono rimaste un poco appartate e ai margini mentre andrebbero riscoperte e valorizzate. Penso ad esempio ad Amelia Amoretti che scrisse indimenticabili versi sul Battistero e sui mesi antelamici. Potrei aggiungere diversi altri nomi, ma preferisco fare riferimento all’iniziativa “Donne in poesia a Parma” che avrebbe dovuto tenersi il 1 dicembre alla “Biblioteca Cittadella Solidale” e che è stato posticipato a causa di una passeggera indisposizione della sua ideatrice e coordinatrice, la poetessa Maria Pia Quintavalla. Sulla locandina sono stampati i nomi di 11 scrittrici. Ma sicuramente questo incontro che speriamo si possa tenere l’anno prossimo sarà soltanto la prima tappa di un percorso più esteso che vedrà la partecipazione di numerose altre autrici.

La più anziana fra le poetesse parmigiane (nata nel 1935) è forse Antonia Gaita, ancora in piena e apprezzatissima attività.

Il terreno poetico parmigiano è stato fecondato e reso fertile dalla presenza in passato di poeti di notevole valore, come ad esempio Attilio Bertolucci, Pier Luigi Bacchini, Gian Carlo Conti, Giancarlo Artoni, e i meno noti ma non per questo meno interessanti Attilio Zanichelli (che pubblicò con Einaudi), Enrico Furlotti (con Mondadori) e Pier Carlo Ponzini (con Garzanti)…e potrei continuare ricordando e citando altri nomi.

Probabilmente queste presenze hanno contribuito, con le loro opere e con i loro esempi, ad avvicinare nel tempo tanti aspiranti scrittori alla poesia.

Oggi a Parma esiste un grande fervore che si manifesta in una creatività diffusa capace di confrontarsi, a mio parere, con i migliori poeti italiani. Di “Officina parmigiana” si dovrebbe parlare oggi al presente, come laboratorio in cui parecchi poeti si confrontano e dialogano in modo originale e personale fra loro, mantenendo ognuno la propria voce e il proprio stile.

Luca Ariano ed io abbiamo coordinato nel 2018 una antologia di poeti parmigiani. Si intitola Testimonianze di voci poetiche. 22 poeti a Parma. Chi è interessato credo la possa trovare negli scaffali della Biblioteca Guanda.

In realtà i poeti a Parma sono, come già detto, assai più numerosi. Dopo il 2018 abbiamo assistito all’affermarsi e al confermarsi definitivi di diversi poeti. Ne nomino quattro: Francesco Gallieri, di cui nei giorni scorsi sono stati proiettate alla Chaos Art Gallery suggestive fotografie di uccelli accompagnate da haiku: una poesia visiva che tenta nuove forme di comunicazione; Michele Meschi la cui raffinata, recente raccolta Un amare provvisorio è stata presentata alla “Famija Pramzana” dall’attrice Mirella Cenni e dal critico Paolo Briganti che tanto fanno per la cultura e per la poesia a Parma; Francesco Gallina il cui libro Medicinalia ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti; Paolo Zanardi la cui nuova raccolta, L’unico occhio, è stata presentata prima alla Biblioteca di Sala Baganza e dopo, assieme al poeta Max Mazzoli che ha scritto la Prefazione, in alcune città pugliesi.

Nel 2023 sono stati pubblicati in importanti riviste o in volume parecchi versi di autori che vivono a Parma o che con Parma hanno uno stretto legame; è stato un anno particolarmente ricco di poesia.

Ho già accennato ai libri di Eleonora Conti, Valentina Furlotti, Silvia Patrizio, Costanza Canali, Michele Meschi, Paolo Zanardi, tutti pubblicati nel 2023, ma non sono i soli. Penso ad esempio al volume Il ciclo dell’acqua. Parte della caduta di Michele Miccia, Prefazione di Fabrizio Azzali; a La spiaggia sempre a sinistra di Luca Ariano con traduzione in rumeno di Eliza Macadan; a Dal cuore in poi di Claudia Belli; a La bicicletta rossa di Laura Puglia; a L’apprendista libraio e altri versi parmigiani di Peter Robinson tradotti in italiano da Pietro De Marchi; a Bouffées di Luca Bertoletti con una nota critica di Edmondo Busani; a La Tramontanza del poeta, attore e musicista Adriano Engelbrecht; ai numerosi testi poetici di Daniele Beghè pubblicati dalla prestigiosa rivista di poesia e filosofia “Kamen’” con un significativo intervento critico di Daniela Marcheschi; alla seconda edizione di Una vipera nel bidet di Francesco Gallieri, arricchita dalla Postfazione di Alessio Zanichelli; a Scatti di luce con foto di Gallieri e poesie di Alma Saporito e Marilyne Bertoncini tradotte in francese da quest’ultima. Marilyne Bertoncini, che vive a Nizza ma viene spesso a Parma, ha tradotto in francese, su antologie o riviste. numerosi poeti parmigiani. Penso inoltre alla raccolta Voglio una danza di Sara Ferraglia, presentato ieri pomeriggio nella sede dell’ADA (Associazione Donne Ambientaliste).

Tanti sono i luoghi in cui a Parma si parla di poesia: librerie, gallerie d’arte, circoli culturali e ricreativi, associazioni, biblioteche, teatri (Engelbrecht, assieme a Elisa Barbieri, ha presentato pochi giorni fa il suo libro al “Lenz”).

La biblioteca Guanda, che raccoglie e rende disponibili tanti testi poetici e le cui sale vengono spesso utilizzate per presentazioni di libri, svolge all’interno di questa rete artistica di spazi e di incontri un ruolo fondamentale.

Dell’antologia Testimonianze di voci poetiche fa parte, nel ruolo di poeta, anche Giuseppe Marchetti, che ci ha lasciati nel 2021. Una persona indimenticabile, un amico. Dopo la sua scomparsa, tutti i poeti e gli scrittori di Parma, e non solo, si sentono più soli.

Giancarlo Baroni

giovedì 25 maggio 2023

Nota di Giancarlo Baroni a "Plaja întotdeauna pe stânga" ("La spiaggia sempre a sinistra") di Luca Ariano. Traduzione in rumeno di Eliza Macadan. Editura Cosmopoli, 2023.

 



Nei racconti in versi di Luca Ariano il tempo non segue un andamento lineare e nemmeno circolare, non è raffigurabile né come una retta o un segmento né come una circonferenza, un cerchio. La dimensione temporale che allo stesso tempo incornicia e impregna i fatti, gli accadimenti, procede a salti e sbalzi repentini che da un verso all’altro ci proiettano e catapultano in altre età, secoli, ere. Tale procedimento non crea però dissonanze, sfasature, discrasie, fratture,  perché i differenti piani temporali si intrecciano fra loro armoniosamente e in maniera non conflittuale.

Questa caratteristica tipica, originale e distintiva della sua narrazione in versi, della sua scrittura poetica, è particolarmente evidente  nel volumetto stampato di recente dalla casa editrice rumena “Cosmopoli” e intitolato La spiaggia sempre a sinistra. Eccone un esempio:

 

Bruciano giacimenti di metano,

si vedono dal confine,

immortalati da droni;

non troppo lontano arsero

campi di grano e le truppe

di Napoleone trovarono

solo cenere e mucchi di neve.

 

Il libro contiene 15 testi tradotti in rumeno dalla poetessa Eliza Macadan, il che permette alla voce di Ariano, già conosciuta e apprezzata entro i confini nazionali, di diffondersi ulteriormente come merita.  

L’autore individua i pericoli del presente, ne segnala e condanna storture e ingiustizie. Un presente che pare incapace di aggiustare e risolvere gli errori e i guasti ricevuti in eredità e come fardello dal passato,  un oggi che sembra non essere in grado di mettere  a frutto e fare germogliare quanto di buono e valido ci è stato trasmesso e consegnato dai genitori.

Con i suoi versi Ariano prende decisamente posizione a favore di una società e di un mondo più equi e solidali, dove gli affetti prevalgono sulle inimicizie, la pace sulla guerra. Il testo di Ada Gobetti scelta come epigrafe è a questo proposito particolarmente significativa: «Odio tutte le forme di neutralità. Penso che si deve avere un’idea e per questa battersi, non impersonalmente ma con tutta la passione più viva».

È il futuro a preoccupare Ariano, a metterlo in apprensione; con versi accorati, lungimiranti e potenti, di notevole sensibilità, ci mette in guardia dai gravi pericoli che l’umanità  dovrà affrontare nei prossimi anni se non si adotteranno le opportune soluzioni e i giusti comportamenti. Uno dei più preoccupanti rischi è rappresentato dal cambiamento climatico a cui già assistiamo, che è già sotto i nostri occhi, ma che è destinato purtroppo ad accentuarsi e a peggiorare se non si troveranno i rimedi necessari:

 

la grandine improvvisa

colpirà frutti come palle di cannoni,

una guerra persa tra oceani di plastica,

reti in fondali a soffocare pesci.

 

Cattivi segnali e presagi a cui Ariano non si arrende e per i quali non si dà per vinto, consapevole della gravità dei problemi e che  gli stessi si risolvono se tutti, ciascuno per quello che gli compete, contribuiscono senza rassegnazione.

 

Giancarlo Baroni

 

venerdì 19 maggio 2023

Nota di Nerio Vespertin a "Plaja întotdeauna pe stânga" ("La spiaggia sempre a sinistra") di Luca Ariano. Traduzione in rumeno di Eliza Macadan. Editura Cosmopoli, 2023.

 


Sono poesie che vibrano di rivoluzionaria scoperta, quelle che ci propone Luca Ariano, con la sua lettura di “La spiaggia sempre a sinistra”, Editura Cosmopoli (2023): poesie che cristallizzano la bellezza di un tempo trascorso, traducendolo nella luce di un presente imminente, fra dirompenze giovanili e rivelazioni generazionali. Con la schiettezza di un verso chiaro e diretto, che rinuncia completamente al peso di ingombranti orpelli stilistici, viene rivelato con intensità un vissuto autentico, che vibra ancora delle passioni dell’adolescenza. Immagini tracciate con leggerezza, ma mai non con superficialità: pochi periodi sono sufficienti a creare la suggestione dei giorni di un’estate luminosa, di corse alla spiaggia e viaggi in treno, di campagne odorose e di scorci urbani.

Ariano riesce felicemente nel difficile compito di evocare l’essenza degli anni della trasformazione e della contestazione, gli anni della Fiat 850 e dei funerali d Berlinguer, raggiungendo un equilibrio esemplare fra nostalgia e superamento del passato, fra una sua esaltazione e una sua critica puntuale.

Il mezzo di comunicazione fra chi è davanti e chi è dietro la pagina scritta è un ‘tu’ poetico, un ponte gettato fra il poeta e l’io del lettore: i periodi, così spesso rivolti alla seconda persona, creano contaminazione, spingono e attirano verso l’identificazione col mondo umile del narratore. Attraverso la rimozione studiata di un verbo o di una congiunzione, le scene restano sospese in un’ipotesi di realtà, una prospettiva dove il tempo passato può ricostruire i percorsi di alternative perdute. Quello che avrebbe potuto essere, ma che è rimasto solo “ellissi”.

Non ultima, anche la scelta di immagini semplici e comuni, prese da un bagaglio di esperienza quotidiana accessibile a tutti, cospira alla creazione di un’intimità emotiva da cui è difficile sottrarsi.

Il viaggio a cui siamo invitati ci porta nel cuore di una provincia rurale, che confina con la nostra strada e che a questa si interseca, costringendoci a dubbi esistenziali.

Ma ciò che stupisce maggiormente è la scelta di Ariano di contrapporre a questo mondo di periferia un’altra realtà. Una presenza, dietro queste visioni di un passato prossimo, più scura e intricata: quella del passato che si fa remoto e quindi Storia.

Interrompendo e mescolando le esistenze di vincitori con quelle dei vinti, accostando l’ombra di grandi condottieri o lo spettro di catastrofi mondiali, all’eco di canzoni e film popolari e ai ritmi più lenti della gente di campagna.

Ricordandoci che nella dimensione della vita umana, non esistono linee di demarcazione chiare fra un evento e la sua cronaca, perché siamo tutti coinvolti nello scorrere della Storia e viceversa.

Nerio Vespertin

domenica 21 maggio 2023

Presentazione de "Le nove vite di Milena Pavlović Barilli" (Il Cuscino di Stelle) di Maja Herman Sekulić

 


Il giorno 26 maggio 2023, alle ore 18:00,  presso la libreria storica Fiaccadori di Parma, i relatori Luca Ariano ed Emanuela Rizzo, presenteranno il libro “Le none vite di Milena Pavlovic’ Barilli” dialogando con l'autrice: la talentuosa e apprezzata artista internazionale serba Maja Herman Sekulic’ e la poetessa, traduttrice e promotrice culturale Claudia Piccinno che si è occupata della traduzione del testo.

Milena ritorna a Parma grazie alle parole di Maja, attenta e appassionata ricercatrice della verità. Nel libro viene espresso anche il desiderio della realizzazione di un film sulla vita straordinaria di questa artista eccezionale, che merita tutta la nostra attenzione.

Questo libro è l’esempio di una grande collaborazione artistica tra scrittrice e traduttrice in primis, tra Maja e Claudia .

 

 

Maja Herman Sekulić e Claudia Piccinno s'incontrano per la prima volta a Istanbul nel marzo 2018 dove entrambe sono ospiti al festival internazionale organizzato in occasione della giornata mondiale della Poesia indetta sotto l'alto patrocinio dell'Unesco.

Si rivedono a Roma in occasione del premio Tulliola nel novembre 2019 e poi in occasione del premio Città del Galateo alla Dante Alighieri a Ottobre 2021, ma hanno già intrecciato un'amicizia epistolare tenuta viva da letture e traduzioni reciproche. Esce infatti nel 2020 la silloge di Maja Herman Sekulić tradotta da  Claudia Piccinno col titolo Il grande progetto per i tipi de Il cuscino di stelle; la raccolta in Italia è stata premiata e recensita più volte.

A Ottobre 2021 nei pressi del Pantheon a uno dei tanti bistrot all'aperto Maja racconta a Claudia l'esito della sua ultima pubblicazione in lingua serba, un romanzo postmoderno che ripercorre la vita di un'icona della pittura del novecento: Milena Pavlović Barilli.

Da quel momento Claudia si impegnerà a diventare la voce italiana del romanzo che infatti verrà pubblicato a ottobre 2022 per la casa editrice Il Cuscino di stelle e sarà presentato a Belgrado il 29 ottobre 2022 allo stand fieristico dell'Istituto di cultura italiana.

L'appuntamento di venerdì 26 maggio alla libreria Fiaccadori di Parma è dunque la prima presentazione in Italia del romanzo Le nove vite di Milena Pavlović Barilli. Maja Herman Sekulić ci teneva a omaggiare la famiglia paterna della protagonista del romanzo e spera d'incontrare i  cugini della stessa. Si ringrazia per questa preziosa opportunità la poetessa Emanuela Rizzo e il poeta Luca Ariano che si sono prodigati per l'organizzazione dell'evento, nonché la libreria Fiaccadori, l'editore Armando Iadeluca e quanti interverranno all'incontro che sarà occasione per approfondire i legami artistici musicali tra Italia, Serbia, l'Europa e gli Usa nel secolo scorso.

Una seconda presentazione del romanzo è prevista il sabato 27 maggio alle ore 10.00 nella biblioteca comunale di Castel Maggiore(Bo) in occasione del Condimenti festival.

Maja Herman Sekulić tornerà presto in Italia e presenterà il libro nella capitale.

domenica 1 febbraio 2026

Una poesia inedita di Marilyne Bertoncini

 


Immagine presa dal profilo Facebook dell'autrice


Il sorgere dei ricordi

 

Varchi il passaggio prima dell'alba:

le stelle disertano il cielo

e il reale si ribalta

 

Eva all'alba delle labbra

nel giardino dell'elicriso

acre sapore di fumo

 

Sono già un’ombra in questi luoghi ove sono

 

Alti pioppi rosa

Soffiano nella nebbia

dove nuota il gatto-nuvola

 

Un mazzo di fiori appassisce e volteggia

fosforescente come le stelle

sotto la luce elettrica

di un cielo di Van Gogh

 

E nell'acqua dello specchio

con la notte che svanisce

trema il bagliore dorato

del riflesso dell’'autunno

 

Sogni d’essere presa nello specchio

dove t’interroga il tuo riflesso

nel reale capovolto

dove persino il tempo  fluisce all’indietro –

 

Oh, immergermi di nuovo nell'asfalto di quest'acqua

 

e senza fine risorgere

con il mazzo dei  ricordi -

 

Tutt’in fondo alla pagina

 

Libera

 

la bianca spalla del mare

 

Cap Blanc-Nez – Wissant.


Marilyne Bertoncini, poeta, traduttrice, dottore in letterature, redattrice della rivista Phoenix, è stata coeditrice della rivista on line Recours au Poème, ha una rubrica sulla rivista online Le Ortique,  dedicata alle donne scrittrici. Fondatrice dell’associazione e della rivista Embarquement Poétique, organizza incontri e pubblica antologie tematiche. Nominata e premiata per 4 delle sue opere (più di 15 silloge e altretante traduzioni), ha pubblicato recentemente : in italiano, Il Libro di Sabbia (Bertoni ed. 2023), Scatti di Luce/Instantanés de lumière, con Alma Saporito e le foto di Francesco Gallieri (PVST, 2023) ; in francese, A Fleur de bitume, itinéraires urbains, foto di Marilyne Bertoncini con testi suoi e di Ghislaine Lejard (ed. Les Lieux-Dits, 2024), l’antologia Runes et ruines  (Atelier de poètes & co e Embarquement Poétique, 2025) la traduzione di Papillon di Mari Kashiwagi (Atelier du Grand Tétras, 2025), e Demeures de Mémoire, di Luca Ariano (ed. Douro, 2025).  Prossime pubblicazioni,in 2026 : Pronom personnel, 2ème personne du singulier  di Lucila Trapazzo (Atelier du Grand Tétras) e Au Cœur de la couleur, anthologie  (Atelier de poètes &co)


martedì 25 aprile 2023

“ieri c’era il futuro”

Francesca RibacchiQuadreria, Collana Poesia Lab a cura di Luca Ariano, Bertoni Editore 2023

recensione di AR

“Tempo è Poeta è Tempo” (Misura del Tempo, a Valerio C., p. 22).

Il titolo di questa recensione è l’ultimo verso della poesia La Memoria (p. 43) che fa parte della sezione “Allegorie”, al centro di questa Quadreria che si apre con “Ritratti” (dedicati ad amici e con un autoritratto finale) e si chiude con “Paesaggi”. 

Senza infingimenti, facciamo con dolcezza verità, sembra suggerirci Francesca Ribacchi, esperta di storia, di miti, di arte, di letteratura… che così si descrive in Un consiglio (p. 34): “con pensieri senza cammino / impaurita sfibrata fiaccata / ho corso in anni piegati / piagati dal sangue rappreso / stretto in respiri in mani / coppe di quotidianità”. È il suo un invito all’attenzione weiliana per la realtà che viviamo (mai soli ma sempre in relazione con gli altri): una realtà che ha la sua storia (spesso negletta e trascurata) e che ci informa, ci condiziona; una realtà che possiamo rendere più umana e più com-passionevole, nel senso etimologico di questo aggettivo che ci spinge ad agire, a non “distrarci”, a dare il nostro contributo per renderla migliore. Così nei “Ritratti” abbiamo dediche in versi intime e fragranti di amicizia che svelano con elegante discrezione alcuni “segreti” di anime affini (fra cui quella del sottoscritto). Nelle altre sezioni i quadri ci presentano storie che lasciano trapelare ferite, anche importanti, Allegorie “che narrano la tensione attiva della moralità e il conflitto eterno tra giustizia e violenza, con il quale la poesia incessantemente si misura” (dalla prefazione dell’autrice, p. 11). Infine nei “Paesaggi” abbiamo “la dimensione mitica, evocatrice lirica della concordanza atemporale dei desideri del profondo e dell’abbandono dell’anima, accolto nell’equilibrio naturale” (ivi).

Queste pagine sono tele poetiche dai colori al tempo stesso soffusi e vibranti che ci restano impressi: “A volte / le nubi scompaiono // e Dike / illumina / con la spada dorata” (Dike, p. 57).