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venerdì 5 settembre 2025

Entrare “nel cuore della Storia, sul cuore della terra”

anna dalle crete, non arresi, Fara 2025

recensione si Silvia Venuti


Masse
 di popoli si muovono nella Storia, come onde di dolore, supplicando di essere liberate dal male, dalla sofferenza. La scrittura è greve, afflitta, fosca. Prevale un discorso razionale che rende narrativo il linguaggio poetico.

L’Autrice adotta la cifra comunicativa delle Sacre Scritture, ne fa l’ossatura della propria espressione. La vocazione sapienziale domina la parola: i testi, costruiti su riflessioni letterarie bibliche, si aprono al contemporaneo conservando le radici del sacro. 

Le parole sondano il destino umano, operano autopsie sulla realtà, sia storica sia presente, poco concedendo alla luce della vita: la luce che celebrano è soprattutto quella metafisica raggiunta attraverso la teologia. 

Nell’eco dell’Antico Testamento e del Vangelo la scrittura rimanda alla storia biblica, costantemente presente nelle tragedie umane; e nei perenni cicli di scontri, tra oppressori e oppressi, di carestie, di guerre, di sconfinate devastazioni, insieme si consuma, anche, la rivolta degli elementi cosmici causa di distruzioni, disfacimenti, rovine. 

L’Autrice si propone di entrare nel cuore della Storia, sul cuore della terra e, la sua parola, è lava fiammeggiante che scende inarrestabile sul pendio dell’esistenza. 

Nell’aria soffocante da tregenda lupi famelici/ vi latrano al mezzo / infuriati tra cielo / e terra.

Tra angoli di luce e buio si muove la mente, in febbrile ricerca di Verità, nel tutto che si frantuma.

Nei testi dell’ultima Sezione Simposio serbo ritorna con forza il pronome personale e l’Autrice apre infine alla speranza: la concentra tutta nei versi che danno anche il titolo alla raccolta potrà anche me amare? / - Chi all’estremo ha cercato / ucciditori e detrattori, / la pecora sperduta ha amato / - l’amore ha parlato - / Potrò non cercarlo? / vivo tra le pagine vive / nella luce del giorno abbacinante / per le roventi strade, / nella notte di gelo sugli spalti, / tra le ronde di guardia … / e noi non arresi …

Come levandosi dal grembo del mare, l’umanità trapassata e vivente intona un coro d’amore a cui anche l’Autrice partecipa con completo abbandono e se fosse più d’uno / se di oranti un coro si adunasse / se cori insieme dal silenzio? / da sussurri parole prendessero / corpo e suoni e voci.../ concerti all’unisono / d’anima e d’amore (…).

La raccolta propone un percorso spirituale dove la fatica del vivere si specchia anche nella scrittura di poeti dalla vocazione ascetica quali Agostino Venanzio Reali, Cristina Campo, Margherita Guidacci, oggetto di frequentazione, approfonditi studi e saggi da parte dell’Autrice. 

L’illuminante prefazione di Alessandro Ramberti esplicita come Anna Maria Tamburini, sempre infervorata a cercare in ogni uomo il Volto di Dio, interpreti il mondo contemporaneo senza illusioni ma, insieme, con una grande tensione alla speranza suggerendone la via.

lunedì 17 ottobre 2022

“noi nel respiro delle piante”

Anna Maria Tamburini, Sequenze auree, Raffaelli 2022, Prefazione di Natalino Valentini

recensione di AR


Il verso che abbiamo posto a titolo di quanto state leggendo apre l’ultima composizione della raccolta che qualche riga più sotto continua così: ” … Noi nel mistero / degli elementi in noi / la combustione del respiro / universale che di terra / d’aria, d’acque e fuoco fa sangue” (p. 97). Qualche pagina prima l‘autrice domanda: “deve essere violento / un amore // per farsi ascoltare / violento un testo / per essere letto / dimmi ora perché / farsi ascoltare / con le unghie / – non un respiro basta?”; “ma la vita sapresti / tu meglio orchestrarla / di come si dipana / sapiente insaputa / maestra di realtà sonora / di risate e pianti?” (p. 89);  

A cavallo fra le pagine 87-88 troviamo queste icastiche parole: “la bellezza lo percepisci / – appartenere all’essere – / dell’essere dice il divenire / nel movimento si rivela / della vita come nascere / crescere fiorire donarsi”. E appena prima (p. 87): “così e di più / unifica terra e cielo / l’operosa preghiera”. 

Espliciti o sottesi in tutta la raccolta i riferimenti biblici. Ad esempio alle pp. 80-81 troviamo due componimenti intitolati a San Giuseppe – in cui si fa riferimento all’etimo di questo nome: Egli raduni, aggiunga. Il secondo inizia splendidamente così: “non siamo più capaci / noi di sogni – non più ci accade? – / o di fermare… d’intendere / visioni e trattenere”.

L’ottava e conclusiva Sequenza da cui abbiamo citato finora si apre (p. 73) con un riferimento piuttosto evidente alla pandemia: “è già trascorso intero forse / tutto pare replicato / e invece sale, più su / più su s’avvita e stringe / la cerchia dei vivi smarriti / sempre più dilatata / quella di coloro che son partiti”.

Il ritmo di questo Sequenze auree è quello di un respiro cosmico di impronta quantistica per cui sempre qualcosa ci sfugge: se puntiamo sul dettaglio si sfuoca la visione panoramica e viceversa. I versi sono liberi ma non mancano costellazioni di settenari (ad es. a p. 64, “ferma, seduta, vedi / sulla distesa base / (…) / dice - seduta ferma / (…) / nell’essere possibile”), ottonari (“alle pendici di Sion / nugoli d’api al sole”, p, 57), endecasillabi (“lo sfavillio del caso sulle cose / le forme alla luce i colori / sulla scena, il calcolo, il cuore”, p. 58) ecc.

Caratteristica della poetica di Anna Maria Tamburini è una richiesta di attenzione. Gli enjambements e le ambiguità sintattiche danno corpo a un dettato ricco di echi e di sensi. Oltre ai menzionati richiami alle Scritture, ad ecfrasi dedicate ad artisti come Marc Chagall (“l’angelo di fuoco immenso / capovolto acceso avanza / sul rabbino col volume i filatteri / e antichi mammiferi sparsi sulla tela”, p. 55), a luoghi di pellegrinaggio e a santi (lo spirito francescano è pervasivo), sono immancabili i più o meno espliciti omaggi a poeti come Cristina Campo, Margherita Guidacci, Agostino Venanzio Reali  e molti altri. Abbiamo a che fare con una parola esatta, densa, scolpita sui cui sostare, da ruminare per assaporarne i profumi, i colori, i rimandi: “– onda d’aria che mi riempie / d’altri da me / che mi svuota e ad altri / porta di me // siamo altro / d’altro siamo”, p. 65); “si diffonde dal sepolcro un profumo / di mirra che risveglia i morti” (p. 40); “Io Sono – il tuo Nome un Verbo / attrae piccole parole / – ecco me, amen, lode –” (p. 41); “l’eterno interseca il tempo / guardarlo guarisce la vita” (p. 37, due splendidi novenari).

Come acutamente scrive Natalino Valentini nella Prefazione, in queste Sequenze “ogni piccolo dettaglio, apparentemente insulso, si colora di una tonalità trascendente, fino a farsi iniziazione al Mistero, preghiera poetante” (p. 8).

venerdì 8 maggio 2020

Margherita Guidacci: La poesia nella vita

ANNAMARIA TAMBURINI, Margherita Guidacci, la poesia nella vita, Aracne editrice 2019, Introduzione di Margherita Pieracci Harvell, Postfazione di Alessandro Andreini


Nota di lettura di Bruno Bartoletti

La poesia nella vita

Grazie Annamaria per aver scritto questo libro.
Tu hai la straordinaria dote di scoprire e ampliare le nostre conoscenze di quegli autori (poeti, critici e scrittori) che soltanto dopo la morte emergono con tutta la loro straordinaria voce, come Agostino Venanzio Reali, Cristina Campo, Margherita Guidacci. Ti conoscevamo soprattutto per i tuoi studi su Agostino Venanzio Reali, la cui tesi di laurea con il prof. Ezio Raimondi, aveva avuto il merito di essere pubblicata, uno studio che apriva la strada alla diffusione e all’approfondimento di questo poeta e artista portandolo all’attenzione della critica. Ti abbiamo seguita lungo il percorso dei tuoi studi su Cristina Campo, Emily Dickinson, Thomas S. Eliot. Ora un nuovo lavoro viene ad illuminarci e a farci capire quanto la poesia possa segnare ogni tappa della nostra vita e ci presenti una strada nuova e affascinante con il tuo ultimo lavoro.
È un bel libro che ci conduce, attraverso le parole di Margherita Guidacci, a capire quale sia il senso del fare poesia, come esplicita il titolo del libro. E mentre leggevo, ecco aprirsi e fare chiarezza i tanti versi che avevo letto nell’unica opera completa esistente della sua poesia, a cura di Maura Del Serra, edito da Le Lettere nel 1999 e ristampato nel 2003 (ma la Guidacci meriterebbe una edizione migliore e aggiornata).
Un famoso critico Cesare Garboli, alla domanda “perché scrivi”, rispondeva in maniera quasi disarmante: “scrivo per capire”. Ecco la formula che rivela il fine di ogni scrittura: si scrive per capire. Un libro, in particolare un libro che rappresenta un viaggio di conoscenza, deve solo rispondere alla sua funzione: quella di far capire.
Oggi, tra le tante cose, quando si parla di poesia, sfugge ai poeti l’espressione – ne parla anche Montale – che compito del poeta non è quello di farsi capire, concetto che viene ripreso anche da Davide Rondoni nel suo recente libro su L’infinito di Leopardi, e in questo modo si finisce con il giustificare qualsiasi cosa (una poesia può essere difficile, ma non può essere “illeggibile”, ci suggerisce Giuliano Ladolfi). E se è vero che la poesia va letta e ascoltata e che qualsiasi parafrasi finisce con il distruggere la poesia stessa, è altrettanto vero che la sua lettura non deve essere soltanto una ricezione di suoni, perché le parole, l’affermazione è di Giancarlo Pontiggia, sono un insieme di suono e senso.
Quando lessi le poesie di Margherita Guidacci, mi ero lasciato trasportare dalla musicalità del verso e dal suo significato, per cui i suoi versi (spesso endecasillabi) trovavano la loro giusta dimensione in un significato che era anche una scala di valori, restavo colpito dall’uso sapiente delle metafore, da un patrimonio culturale che traspariva in ogni poesia (i poeti che più amava Leopardi, Dickinson, Eliot, Rilke, Montale, ma soprattutto le Sacre Scritture con una particolare predilezione per i sapienziali e i Profeti - «la Bibbia è stata per me una delle letture fondamentali»), comprendevo che la poesia rappresentava per Margherita Guidacci una parte importante, direi essenziale, della sua vita, rappresentava, come essa stessa scrive «una forma di conoscenza». Dirà in una intervista: «Quando mi volto indietro a considerare la mia esperienza poetica, mi pare che sia caratterizzata da tre costanti. La prima è un impulso di conoscenza. La poesia è sempre stata per me uno strumento conoscitivo. La seconda costante è la volontà di comunicazione. Fin dagli esordi ero pronta a scrivere nel deserto e per il deserto. Ma se le mie poesie fossero capitate nelle mani di qualche lettore, non doveva essere per colpa mia che questi non potesse riceverle. Conseguenza delle due prime costanti è la terza: un linguaggio estremamente semplice e concreto, da cui ho tenuto lontano non solo ogni mistificazione volontaria, ma anche ogni possibile ambiguità».
Conoscenza, comunicazione, linguaggio: dono e vita.
Nel segno della poesia nasce anche quell’incontro tutto spirituale, per questo ancora più bello (Eppure ci fu dato / leggere almeno il frontespizio dei cieli) nell’inverno tra il 1944 e 1945 con Francisco Canepa, un soldato cileno di origine italiana, che regalerà a Margherita Guidacci un libro di Emily Dickinson con un grande mazzo di gigli. Nel nome della poesia fu quell’incontro, perché quel soldato, che portava nello zaino un libro della Dickinson, andava cercando qualcuno che potesse tradurgli in italiano i testi della poetessa cilena Gabriela Mistral, da lui conosciuta personalmente e insignita del premio Nobel nel 1945. Un soldato che scomparve dalla sua vita, tanto che lo ritenne morto, per poi rivederlo casualmente in treno dopo quasi quarant’anni.
Da questo incontro, dopo il suo Nadir, la parte più terribile e tragica della sua vita, inizia, come afferma la stessa Margherita Guidacci, la terza fase («proprio nell’invecchiare, quando avrei dovuto semmai incupirmi di più, mi sono invece schiarita. La vita è piena di imprevisti»): Inno alla gioia e Il buio e lo splendore, ultimo libro pubblicato in vita. La terza fase – «Avevo conosciuto prima lo sfiorire che il fiorire, avevo veduto prima come si muore che come si vive» – inizia con questo fatto insolito e straordinario che illuminerà di luce nuova non solo il futuro, i giorni a venire, ma anche il passato che rivisita sotto questo segno premonitore: a 61 anni, l’incontro casuale in treno con Francisco Canepa.
Il tuo libro va oltre e ci dice che la sua poesia è anche una preghiera, una parabola che si lega strettamente alla vita nelle sue cadute e ricadute, nei suoi slanci e nelle sue passioni («la vita è piena di imprevisti») e ci dice che in fondo la poesia, come la vita, rappresenta un viaggio verso la morte.
Sotto questo segno era nata la prima opera, La sabbia e l’angelo, nell’immediato dopoguerra, un libro «che cercava soprattutto una comunione con i morti».
A questo libro si fa risalire, lo dice la stessa Margherita Guidacci, il suo primo periodo. Il secondo nasce tragicamente dieci anni dopo con Neurosuite, un libro scritto nel ’68/’69 e pubblicato nel ’70, che rappresenta, a detta della stessa Guidacci «il mio Nadir», la parte più bassa e drammatica, quasi tragica, che, oltre a Neurosuite, registra Il vuoto e le forme, «uno dei canti più funerei ed esposti allo scandalo dei contenuti che siano risuonati nel nostro tempo prudente», scrive Pierluigi Baldacci che ne cura l’introduzione.
Margherita Guidacci ha toccato il fondo, ma proprio da questo fondo la lenta risalita e infine la luce grandiosa e lo splendore, attraverso una poesia che non è soltanto proiezione individuale del proprio sentire, ma una poesia in cui si rispecchia il mito, l’umanità intera. Ecco che allora la scrittura acquista il senso, un impegno civile che si fa testimonianza, ma anche coscienza, consapevolezza e patrimonio culturale attestato dall’analisi delle “fonti”: Emily Dickinson, Jonne Donne, Thomas Eliot, Gabriela Mistral, Rainer Maria Rilke, la Bibbia.
Colgo nella lettura di questo libro un andamento circolare che è tipico di ogni tua analisi: una premessa di carattere generale che sintetizza tutta l’opera in uno sguardo d’insieme (sono i primi due capitoli) per passare poi ad una analisi approfondita con il terzo capitolo, dove si esaminano La letteratura sapienziale biblica e le “fonti”, poi un quarto profondo lungo capitolo Intelligenza d’amore. È un po’ come un anello concentrico, un viaggio che la Guidacci fa proprio e si esplica nell’ultimo suo libro postumo, una specie di testamento spirituale, una sintesi etica-filosofica: Anelli del tempo. E poteva finire qui il tuo lavoro, ma ecco l’ultimo capitolo, il capitolo quinto, Poesia e mito, che getta una ulteriore nuova luce sulla sua opera.
La lettura di questo libro, come lo è stato per Agostino Venanzio Reali la tua tesi di laurea, apre nuovi orizzonti e chiunque voglia avvicinarsi alla poesia di Margherita Guidacci avrà come riferimento e come punto di partenza il tuo lavoro, una guida che ci accompagna nella lettura, perché la poesia, in questo caso specifico, è anche vita, è la poesia nella vita.

giovedì 9 gennaio 2020

Una poesia da cui promana una energia segreta

Fara Editore 2019

recensione di Gian Ruggero Manzoni

http://www.faraeditore.it/vademecum/30-Colibripadre.html

 
Nata a Rimini, ove risiede, Anna Maria Tamburini, laureata in Letteratura Italiana con il prof. Ezio Raimondi, con la sua tesi di laurea ha portato all'attenzione del mondo accademico e della critica l'opera di Agostino Venanzio Reali, al quale ha dedicato numerosi altri studi. È infatti fondatrice dell’Associazione Culturale Agostino Venanzio Reali e dell'omonimo Premio di Poesia. Si occupa del rapporto tra letteratura e teologia, con particolare riguardo agli aspetti di intertestualità biblica. Ha avviato, come docente incaricata presso l’ISSR Alberto Marvelli di Rimini (collegato alla Facoltà Teologica dell'Emilia Romagna), il corso di Letteratura e Teologia per la Laurea Magistrale di indirizzo Pedagogico-Didattico e Arte Sacra e Turismo Religioso. Ha collaborato e collabora con siti, riviste, quotidiani, tra cui “Campi Immaginabili”, “Humanitas”, “Studium”, “Città di Vita”, “L’Osservatore Romano”, “Donne Chiesa Mondo”. Ha pubblicato, tra i tanti, i volumi: Nóstoi, La poesia di Agostino Reali, Per amore e conoscenza. Cifre bibliche nella poesia di M. Guidacci, C. Campo, A.V. Reali, Dipingere la parola. La teologia della bellezza nell’opera di Agostino Venanzio Reali, Agostino Venanzio Reali. Via Crucis. Breccia nel mistero. Di lei ha scritto il compianto Giorgio Bárberi Squarotti: “Le sue poesie mi sembrano davvero molto belle: nette, essenziali, fortemente inventive e visionarie, nuove per immagini, figure e concetti: l’orso, la canna vocale al vento, la fede del fiore, la mortella, il molto fuoco sono, in particolare, felicemente mirabili”. Dalla prefazione al libro di Gianfranco Lauretano: “La poesia di Anna Maria Tamburini, attraverso una trama instancabile e discreta di immagini e una voce tesa e lirica, non rinuncia mai al pensiero, alla ricerca di un senso. […] L’autrice sembra suggerire una concentrazione, un desiderio di vedere bene, di chiarezza. Ci mette di fronte a un mondo che è già prodigio in sé, un luogo che chiede solo che ci si accorga di esso e mediante un forte investimento dello sguardo tenta di restituire l’energia segreta che scaturisce da tutto, dai colori e dalla luce, addirittura uno ‘spreco’, un’abbondanza di cui testimoniano diverse poesie”. L’opera di questa autrice risulta delicata, leggermente pennellata, oserei, per usare un termine pittorico, acquerellata, per come le tinte si uniscono fra loro, sfumando l’una nell’altra.

venerdì 25 maggio 2018

Distanze a Fonte Avellana 6-8 luglio 2018


Fariani nella Sala Bellenghi lo scorso anno

Distanze culturali, economiche, linguistiche, artistiche,musicali, religiose…
 La distanza può essere necessaria (ad esempio per discernere, per allontanare il bene dal male, per valutare le cose da una prospettiva più ampia) oppure prevaricante, ingiusta o dolorosa (come la distanza fra nazioni ricche e nazioni povere, la distanza affettiva dalle persone care che stanno lontano o che abbiamo perso). Anche la letteratura e la poesia implicano una distanza? E il pensiero, l’agire, il diritto, la politica… quanto devono essere vicine o distanti? Si può trovare un punto di equilibrio a cui tendere?
Solo alcuni spunti per declinare il tema di questa kermesse che come sempre può essere interpretato con la massima libertà: una riflessione, un reading poetico, un racconto, una piccola performance teatrale e/o musicale, un’opera d’arte, un mini laboratorio… Saremo calorosamente ospitati dai monaci camaldolesi (in primis dal priore Gianni Giacomelli nello splendido monastero di Fonte Avellana. 

Si parte puntuali alle 15.00 di venerdì 6 luglio 2018 per finire alle 17.00 di domenica 8 luglio 2018. 

Il costo totale del soggiorno dalla cena di venerdì al pranzo di domenica è di € 110,00 (€ 90,00 a testa per chi sta camera doppia o a più letti e solo € 80,00 per chi ha meno di 35 anni). È possibile prolungare il soggiorno e pranzare già da venerdì (ogni pasto extra € 15,00) accordandosi direttamente con i monaci. Ricordarsi di portare lenzuola ed asciugamani. 
È richiesta la presenza per tutta la durata della kermesse per creare un’atmosfera conviviale di attenzione e reciproco ascolto, rispettare il silenzio e la vita liturgica e i momenti di preghiera dei monaci (ai quali chi vuole potrà partecipare) e staccare veramente, sia pur per pochi giorni dal rumore tecnologico e lavorativo quotidiano. Si possono portare libri, cd e altro materiale per vendite/scambi informali e autogestiti o per donarli al monastero. Chi suona uno strumento è pregato di portarlo. Le prenotazioni (anche dei pasti extra soggiorno) vanno fatte con sollecitudine allo 0721-730261 (si prega di telefonare dalle 10:00 alle 12:00 o dalle 20:30 alle 21:00) o via mail a foresteria@fonteavellana.it inviando per conoscenza anche a info@faraeditore.it
Gli uditori sono i benvenuti fino a esaurimento delle stanze e possono intervenire liberamente ai numerosi momenti di dibattito aperto. 

Grazie per l’attenzione e… a Fonte!



Venerdì 6 luglio

15:00 Saluto di padre Gianni Giacomelli e di Alessandro Ramberti.


15:15 Il viaggio concessoCarla Cantini, nata a Roma, ha pubblicato due raccolte di versi, Il tempo divenuto (1996) e Domande e il tempo (1999), e ha collaborato a diverse riviste di poesia, tra cui “Il Monte analogo” e “Odissea”. Nel 2010, presso la casa editrice Moretti&Vitali, è uscita La strada della betulla, narrazione in prosa e in versi finalista al Premio Viareggio 2010, e nel 2013, per il medesimo editore, ha pubblicato un secondo volume dal titolo Piccolo salmo laico. Questo, pur molto diverso dal precedente nell’intento e nella costruzione, riprende quella combinazione di versi e di prosa che contraddistingue lo stile dell’autrice. Nell’attesa di portare a termine i due lavori in cui si trova attualmente impegnata, altri componimenti in versi sono stati pubblicati su riviste di Milano e di Torino (“Odissea”, “Amado mio”).


15:30 Geopolitica della distanzaFrancesco Sisci, nato a Taranto nel 1960, è editorialista de Il Sole 24 Ore, già corrispondente de La Stampa a Pechino. Laureato e specializzato in Lingua cinese a Venezia e a Londra, è stato il primo straniero ammesso alla Scuola superiore dell’Accademia cinese delle scienze sociali di Pechino. Sposato con una cinese, da cui ha avuto due figlie, collabora dal 1988 a testate giornalistiche italiane e internazionali, tra cui i più importanti quotidiani e periodici orientali, e ad Asia Times, la maggiore testata online dell’Estremo Oriente. Direttore dell’Istituto italiano di cultura di Pechino dal 2003 al 2005, collaboratore dell’Enciclopedia Treccani, è l’unico consulente straniero della rivista “Zhanglue yu guanli” (“Strategia e gestione”), il più prestigioso bimestrale cinese di politica e cultura.




16:00 Una galassia inesplorata, tra il frigorifero e il piano cotturaStefano Martello (Roma, 1974), giornalista, ha conseguito il Master in Comunicazione Pubblica e Politica. Collabora con Donalda, società di produzione audio e video di Roma, per la quale cura l’attività autoriale e svolge attività pubblicistica sui temi della comunicazione pubblica. Con Fara, assieme a Gennaro Pesante, ha pubblicato Santi, Poeti e Comunicatori (2004); ha poi curato Diversità apparenti  di Carla De Angelis (2007) e co-curato con la stessa Il resto (parziale) della storia (2008) e Il valore dello scarto (2016). Ha scritto numerose prefazioni e postfazioni per pubblicazioni Fara. Recenti saggi/postfazioni ne Il coraggio del bene (2017), Perdono: dal rancore al ricordo (2017), La responsabilità delle parole (2018), Etica e Politica (2018).

16:20 Breve dibattito


16:30 Le distanze e i tempi, condizione umanaFranca Oberti è nata a Genova, ma vive in Brianza. Ha conseguito il diploma di Operatrice Bio-Naturale presso l’A.MI. University di Milano (Pranopratica e Counselor). Svolge attività di volontariato, scrive poesie e racconti, pubblica articoli di saggistica su varie testate locali e riviste di ispirazione cattolica. Ha vinto premi letterari, è inserita in antologie, è stata presidente e membro di giuria in concorsi letterari. Ha pubblicato tre raccolte di poesie, quattro antologie natalizie, tre volumi di saggistica e un libro di cucina curativa. Ultime pubblicazioni: il pluripremiato Il tempo del castagno. Racconti nel vento (Fara 2016), la silloge Il ritorno del dragone (inserita in Gymnopedie, 2017) e Sussurri e rivelazioni (2017).


16:45 Costanza e distanza. Nella vita e nellarte – Francesco Dalessandro è nato nel 1948, vive a Roma. Ha pubblicato diversi libri di poesia. Tra gli ultimi: Lezioni di respiro (Il Labirinto 2003); La salvezza (Il Labirinto 2006); Aprile degli anni (Puntoacapo 2010); la riedizione de Losservatorio (Moretti&Vitali 2011); Figure dombra (Puntoacapo 2018). Ha tradotto dal latino, dall’inglese e dallo spagnolo. Dall’inglese ha tradotto e pubblicato alcuni importanti classici della poesia otto-nocecentesca (tra cui George Byron, John Keats, Elizabeth Barrett Browning, Gerard Manley Hopkins, Wallace Stevens); e di recente una scelta di sonetti di William Shakespeare, Ladro gentile (Il Labirinto 2014).


17:00 Distanza minima Adalgisa Zanotto vive a Marostica. Moglie e madre di tre figli, lavora presso un Ente Pubblico. È attiva nel volontariato sociale. Suoi racconti e poesie sono inseriti in diverse opere collettanee. Ha ricevuto vari riconoscimenti: ultimamente ha vinto la sez. Racconto del concorso Rapida.mente 2015 con pubblicazione nella omonima antologia nel 2016 dà alle stampe la raccolta di racconti (selezionati anche dal concorso Faraexcelsior) Celestina. Seconda ex aequo al concorso Versi con-giurati, ha ricevuto la pubblicazione premio della raccolta Sussurri e respiri (Fara 2017).


17:15 Lontananza come percorso del desiderio – Giancarlo Sissa è nato a Mantova nel 1961. Vive a Bologna. Come poeta ha pubblicato: Laureola;(Book Editore 1997), Prima della tac e altre poesie (Marcos y Marcos 1998), Il mestiere dell’educatore (Book Editore 2002), Manuale d’insonnia (Aragno 2004), Il bambino perfetto (Manni 2008), Autoritratto (poesie 1990-2012) (italic/pequod 2015) e Persona minore (qudulibri 2015). È presente in diverse antologie, fra le più recenti: I volti delle parole (Fondazione Tito Balestra onlus, fotografie di Daniele Ferroni, prefazione di Sebastiano Vassalli, 2014), “Non ti curar di me se il cuor ti manca”;(qudulibri 2015 e 2016), Sulla scia dei piovaschi – poeti italiani tra due millenni (Archinto 2016), Passione Poesia – Letture di poesia contemporanea 1990-2015 (Edizioni CFR 2016), Centrale di Transito (ceci n’est pas une anthologie) (Giulio Perrone Editore 2016). Le sue poesie sono tradotte in diverse lingue europee. Ha collaborato come diarista e attore con il Teatro delle Ariette. Con Alessandra Gabriela Baldoni ha fondato la Compagnia di Teatro “La Porta Azzurra”.

17:30 Il confineAnnalisa Ciampalini è nata a Firenze il 15 giugno 1968. Laureata in Matematica all’Università di Pisa, insegna tale materia in un Istituto Tecnico di Empoli. Nel 2008 ha pubblicato la raccolta di poesie L’istante Si Dilata (Ibiskos Editrice). Nel 2014 pubblica con G. Ladolfi la raccolta di poesie L’assenza. È presente in numerose opere collettanee, fra le più recenti: Pierino porcospino e l’analista selvaggio a cura di Giancarlo Stoccoro (ADV ed. 2016) e Perdono: dal rancore al ricordo,Fara 2017). La sua ultima raccolta: Le distrazioni del Viaggio (Samuele Editore 2018).


17:45 Una prossimità da conquistare – Dante Zamperini è nato a Negrar (VR) nel 1972. Poesia: 2002 L’arcobaleno de la vita (in dialetto veronese) e Negli occhi, nel cuore; 2006 La domenica mattina; 2014 Come legno d’ulivo (33 testi relativi alla passione). È presente in numerose antologie fariane, la più recente La responsabilità delle parole 



18:00 Beato chi decide nel suo cuore il santo viaggio” (L’emorroissa) – Elvis Spadoni nasce a Urbino nel 1979. Dopo una formazione giovanile nel seminario di Rimini e studi in teologia, poco prima di diventare prete cambia strada e quasi trentenne si iscrive all’Accademia di belle arti di Urbino, sezione pittura. Si diploma nel 2016 con una tesi sulla natura dell’arte contemporanea e la sua dipendenza dalla poesia. La sua pittura finora si è caratterizzata per un forte realismo, le grandi dimensioni e un impegno sul fronte dell’arte sacra. In questo ambito ha avuto mostre recenti presso il monastero di Camaldoli, la Galleria darte sacra dei contemporanei di Milano e Areacreativa42 (provincia di Torino). Ma la nota più tipica del suo lavoro è stato l’uso quasi ossessivo dell’autoritratto. Questo lavoro decennale sul proprio sé ha avuto un punto culminante con la mostra ritratto|autoritratto del 2017 a San Marino. Ora il suo interesse artistico è rivolto al rapporto fra cinema e pittura. Ha partecipato ad Anima d'Autore su Icaro TV. Vive a Santarcangelo di Romagna con Greta Mussoni (violloncellista) e la loro figlia Ada.

18:20 Dibattito e tempo libero
19:00 Vespri (per chi vuole)
19:30 Cena




21:00 Vite in viaggio – con Carlo Alberto Ferrari, laureato in fisica, inizialmente attore per passione, poi per il richiamo a sperimentare la forza debole costituita dall’azione teatrale come interazione che agisce alle minime distanze e perciò in grado di tenere insieme l’Universo. È direttore artistico del Gruppo 900 in Sermide (Mantova) con il quale spazia dalle presentazioni di libri a letture poetiche, da rappresentazioni storiche fino alla realizzazione periodica, dall’Anno 2007 ad oggi, di drammatizzazioni dedicate alla Giornata della Memoria. Su testi di Marco Bottoni, curandone la regia e partecipando come attore assieme allo stesso, ha messo in scena gli spettacoli teatrali Con il titolo in coda (2011), Buoni o Cattivi? (2013) Tratto da una storia vera (2014), Salvo complicazioni e Tu,
lo conosci Gaber? (2016). E con Marco Bottoni, nato nel 1958, laureato in Medicina, scrittore di aforismi, poesie, racconti, romanzi, testi teatrali (Con il titolo in coda, Fara 2011, ha vinto il Premio Martucci 2012). Grazie ai suoi scritti ha vinto vari premi (nel 2014 il concorso Insanamente con il racconto;Tratto da una storia vera, medaglia del Presidente della Repubblica). È inserito in diverse antologie avellanite. È tra i vincitori del Pubblica con noi 2016 con la silloge Vite in viaggio.


21:30 Giuste distanze per sane relazioni  Caterina Camporesi è nata a Sogliano al Rubicone (FC) nel 1944 e vive a Rimini. È psicoterapeuta. Già condirettrice de “La Rocca poesia” e redattrice de “Le Voci della Luna”, collabora a riviste e blog con recensioni, testi poetici e saggi inerenti al rapporto tra psicoanalisi e creatività. Ha pubblicato le raccolte di poesia: Poesie di una psicologa (1982), Sulla porta del tempo (1996), Agli strali del silenzio (1999), Duende (Marsilio 2003), Solchi e Nodi (Fara 2008), Dove il vero si coagula (Raffaelli 2011), Muove il dove (Raffaelli 2015). Con la silloge “La sorte risanata” è presente nell’antologia La coda della galassia (Fara 2005). Altri testi sono stati pubblicati in rete e in numerose antologie e riviste.


21:45 La distanza fra la mano e la carezza – Massimiliano Bardotti (poeta e attore) è nato a Castelfiorentino nel 1976, dove vive. Nel 2011 con Thauma pubblica Fra le Gambe della Sopravvivenza (finalista a: Premio Mario Luzi, Arezzo Poesia Sergio Manetti, Premio città di Sassari, Premio Sulle Orme di Ada Negri e Premio di poesia Annuario; III classificato al Premio Città della Spezia e vincitore del Premio città di Manfredonia Re Manfredi). Nel 2013, sempre con Thauma, escono: Ne abbiamo fin sopra i capelli dell’umano (con Luca Pizzolitto e Serse Cardellini, il libro è tradotto anche in polacco) e A cieli aperti (finalista Premio Mario Luzi). Nel 2015 esce con Fara la raccolta di poesie L’Abbraccio, nel 2016 Il Dio che ho incontrato con Nerbini e nel 2018 I dettagli minori ancora con Fara. Ha pubblicato anche dei racconti e un romanzo in collaborazione con David Scarselli. Con lo stesso autore è uscito Cut-up, poesie e prose create con l’omonima tecnica. È presente in numerose antologie fariane. Con Giacomo Lazzeri e Sara Giomi (musicisti) porta avanti LaMinimaParte, musica e parola che si incontrano e diventano teatro.

22:00 L’Altra che sono IoValeria Raimondi fa parte dell’Associazione Movimento dal Sottosuolo che diffonde Poesia anche attraverso progetti internazionali. Collabora con varie organizzazioni ambientali, interculturali, per la libera espressione e la promozione dei diritti. Nel 2013 con i circoli ARCI di Brescia propone SCONFINA(te)MENTI, festival e gemellaggio culturale con l’Università di Kragujevac, in Serbia. Nel 2016 dal gemellaggio con associazioni culturali albanesi nasce l’antologia bilingue (traduzione di Valbona Jakova) a tre voci: B. Costa, J. Hirschman e V. Raimondi, Poetre II: L’onda dentro che sospinge, presentata nelle principali università e Centri Culturali albanesi. Con il Movimento dal Sottosuolo ha curato il Festival Virgilio di Mantova e Sirmione nel 2015 e lo spettacolo I dialetti nelle Valli del Mondo ideato da Rosana Crispim da Costa. Nel marzo 2017 è invitata a Cagliari dal Grimorio delle Arti, per incontri presso il Liceo Scientifico Alberti e lo storico Centro di documentazione e studi delle donne. Con il collettivo Donne A(t)traverso di Lonato propone il recital Prigioniere delle trame, liberate dalle Reti, sulla violenza di genere. Partecipa alle antologie: Sotto il cielo di LampedusaSignorNò: voci contro la guerraLiberAzione poetica: antologia sulle prigioni100mila Poeti per il CambiamentoVoci dell’Aria. Suoi scritti sono inseriti nella Gazzetta dei Dipartimenti del Collège de 'pataphysique, n. 4, 2017. Alcuni suoi versi compongono il brano Intro dell’album musicale Dunk, omonima band con i fratelli Giuradei e musicisti Verdena e Marta sui Tubi. Nel 2011 pubblica la silloge IO NO (Ex-io), rieditata nel 2015 presso Ed. Pellicano di Beppe Costa, Roma, e nel 2014 Debito il Tempo, silloge vincitrice del Concorso Eros e Kaìros, rieditata da Pellicano nel 2016.



22:15 Larte della giusta distanza – Roberto Battestini (foto di Stefano Schirato) è nato a Pescara nel 1966, è sposato e ha otto figli. Si dedica dal 1994 al fumetto come autore, curatore di mostre e sceneggiatore. Laureato in lingue, docente e poliglotta, traduce testi specialistici e fumetti dal 1986. Partecipa a mostre in Italia e all’estero. Vincitore del premio Fumo di China nuovo autore nel 1999 e a Forte dei Marmi nel 1996, 1° premio Arena! di Bologna nel 2007, 1° premio SatirOffida 2008, 1° premio Fede a Strisce a Rimini nel 2009 e nel 2010. Nel 2009 Bottero pubblica la sua autobiografia a fumetti Fratelli. Per la Ave di Roma realizza la collana “Salmetti a fumetti” e “Versetti a fumetti” e ha pubblicato nel 2011 Francesco l’amico di Dio e Beato Karol, vita parole e sorrisi di Giovanni Paolo II. Dal 2007 realizza il progetto Catecomics con le Edizioni Dehoniane. È inserito in molte antologie fariane. Ha esposto suoi quadri nella personale In itinere. Opere 2007-2012 a Pescara. Pronto il romanzo a fumetti Acarosangue (di cui un assaggio ne Il luogo della parola, Fara 2015). È tra gli autori di Ricreazione. Web: www.battestini.it


22:35 Dibattito e riposo



Sabato 7 luglio

8.00 Colazione

8:30 Visita speciale al monastero e alla biblioteca a cura del p
riore Gianni Giacomelli

9:10 La suggestione della fuga: fra Tarsis e Ninive – Vittorio Metalli, nato a Rimini nel 1967, è parroco nella sua città. Licenza in Teologia Dogmatica all’Università Gregoriana di Roma, Dottorato in Teologia sistematica alla FTER di Bologna con tesi Nel legame della libertà: La visione dell’uomo nel legame in Cristo nei testi Creazione e caduta ed Etica di Dietrich Bonhoeffer (2004, pubblicata da Cittadella nel 2011). Suoi articoli: Cristo rivelatore del mistero dell’uomo. Prospettive di Cristologia contemporanea, in AA.VV., Mistero di Cristo, mistero dell’uomo, Paoline 2005; La vita nuova in Cristo, in Alberto Marvelli, Fedeltà a Dio e fedeltà alla storia, a cura di N. Valentini e R. Di Ceglie, Ed. Messaggero 2004; altri scritti in Parola e tempo. Percorsi di vita ecclesiale tra memoria e profezia, Annale dell’ISSR “A. Marvelli” di Rimini, dove insegna Cristologia.


9:30 La distanza: la linea invisibile della ricerca – Marzia Biondi è nata a Forlì (FC) il 23 agosto del 1963. Nel 2006 si è laureata in Scienze dell’Educazione, nel 2007 ha conseguito un Master per Manager della Formazione, nel 2011 si è laureata in Scienza della Cultura-Mediazione Interculturale. È volontaria in Albania e nella clocwn-terapia Ass. VIP onlus Forlì (Viviamo In Positivo) e consigliere presso l’Associazione Psicologi per i Popoli Emilia Romagna. È presente in antologie poetiche nazionali. Poesia: Ogni istante (Il Filo 2011), Soffi di vita (Risguardi edizioni 2016), L’amaca dell’abbraccio dissetante (Raffaelli 2018). Alcuni inediti sono stati inseriti nell’Enciclopedia di Poesia Contemporanea della Fondazione Mario Luzi.


9:45 “La parola nasce pensata nella distanza” (E. Tadini) – Nato a Civitanova Marche (MC) il 13 maggio del 1993, Michele Bordoni vive e studia a Padova. Laureatosi nel 2015 nell’ateneo patavino con una tesi su Rainer Maria Rilke in Teoria della letteratura sta continuando i suoi studi sul poeta boemo allargando l’orizzonte a figure quali Leopardi, Jabès, Maurice Blanchot e, soprattutto, Mario Luzi sulla cui poetica ha conseguito la laurea magistrale (110 e lode). Sue poesie sono comparse nelle antologie Poeti e Poesia di Elio Pecora. Ha vinto il concorso Pubblica con noi con la silloge Gymnopedie;inserita nel volume Gymnopedie, Architetture e altre opere belle (Fara 2017).


10:00 Tessere distanze – Docente di lingue e letteratura, traduttrice, redattrice, saggista, Graziella Sidoli nasce in Italia, si trasferisce in Argentina e poi negli Stati Uniti. Risiede a Bologna, città che sceglie per il rimpatrio in Italia, dove collabora con L.U.N.A, Libera università delle Arti, come professoressa di inglese e consulente didattico. Le sue traduzioni di poeti italiani in inglese e spagnolo sono state pubblicate attraverso gli anni in varie riviste e antologie. Ha ideato e curato una selezione antologica di poesie di Paolo Valesio, Il Servo Rosso/The Red Servant, PuntoAcapo 2016, testo bilingue co-tradotto con Michael Palma, Premio Speciale Camaiore 2017. Ha fondato e curato riviste scolastiche e artistiche negli Stati Uniti. Ha partecipato e partecipa attivamente alla vita letteraria e accademica degli Stati Uniti e, ora, soprattutto in Italia. Fa parte della redazione di Italian Poetry Review (Società Editrice Fiorentina) ed è membro del Comitato Scientifico del Centro Studi Sara Valesio, di Genus Bononiae, a Bologna. Le piace identificarsi con una realtà transnazionale, transculturale e translinguistica. Scrive prosa e poesia in tre lingue. Freschi di stampa i Saggiminimi.



10:15 Critica, giornalismo e poesia: quale vicinanza? – Ottavio Rossani (Sellia Marina, 1944), vive a Milano, dove si è laureato In Scienze Politiche e sociali all’Università Cattolica. Poeta, scrittore, pittore e regista teatrale. Come giornalista – 40 anni al Corriere della Sera – ha viaggiato in diversi continenti; ha incontrato potenti e umili negli ambiti della cultura, della politica, della cronaca. Ha scritto saggi storico/letterari e racconti. Tra gli altri: Stato società e briganti nel Risorgimento italiano (2002, tre edizioni), Leonardo Sciascia (1990), Servitore vostro humilissimo et devotissimo (1995). Sei libri di poesia: Le deformazioni (1976), Falsi confini (1989), Teatrino delle scomparse (1992), Il fulmine nel tuo giardino (1994), L’ignota battaglia (2005) e Riti di seduzione (2013). Molte le plaquette di poesie, corredate da suoi disegni. I suoi quadri sono in collezioni private, in Italia e all’estero. Una sua pièce, Se mi vengono i brividi, è stata rappresentata a Buenos Aires, con la sua regia. È inserito in diverse antologie nate dalle kermesse fariane.

10:35 Breve dibattito



10:45 La giostra delle distanze; alla ricerca della “messa a fuoco” nelle relazioniMarina Massenz, nata nel 1955 a Milano. Psicomotricista, si occupa di terapia e formazione, ed è autrice in questo ambito di tre libri e numerosi saggi. Ha pubblicato la raccolta poetica Nomadi, viandanti, filanti (Amadeus 1995, con presentazione di Marosia Castaldi) e, nel 2011, con le edizioni L’Arcolaio, La ballata della parole vane, con postfazione di Andrea Inglese. Suoi versi e prose poetiche sono state pubblicate sulle riviste “Accordi”, “Inverso”, “Qui-appunti dal presente”, “Il monte analogo”, “Poliscritture”, “Le voci della luna”. Sue poesie sono apparse inoltre sui siti Internet La poesia e lo spirito (2009–2010) e X Quaderno da fare (a cura di Biagio Cepollaro, 2007). Nel giugno 2010 alcune sue poesie, recitate da lei stessa e coreografate e danzate da Franca Ferrari, sono state presentate sotto il titolo Danza e poesia alla Casa della poesia di Milano (Palazzina Liberty). Un suo testo è stato selezionato e tradotto in inglese per le rivista internazionale on-line Vents Alizès-Partaz.


11:30 La poesia abita e riduce le distanze. Leredità poetica di scrittori armeni vittime del genocidio – Gianni Criveller, di Treviso, è vissuto molti anni a Hong Kong e dintorni. Insegna, ricerca e scrive di Cina, letteratura e cristianesimo. Tra i suoi titoli: Vita del Maestro Ricci, Xitai del Grande Occidente (Brescia, 2010); 500 Hundreds Years of Italians in Hong Kong and Macau (Hong Kong, 2013). Ha scritto saggi su Etty Hillesum in Chi scrive ha fede? (Fara 2013) e sulla malinconia di Matteo Ricci in Letteratura… con i piedi (Fara 2014), suoi saggi sono presenti in altri volumi fariani fra cui Perdono: dal rancore al ricordo (2017) e La responsabilità delle parole (2018). Scrive in vari blog letterari. È attualmente preside della Scuola teologica internazionale del PIME (Monza). Vi era entrato qualche decennio fa come studente.



11:00 Prossimità, lontananze e confiniRosalba Casetti è nata a Fai della Paganella, in anni lontani. È vissuta a Trento, dove si è laureata in Sociologia. Trasferita a Bologna, ha insegnato nella formazione professionale fino alla pensione. Ha proseguito la sua attività nell’ambito del volontariato nell’associazione AIAS, per la quale ha ricoperto impegnativi incarichi. Tuttora continua la sua collaborazione con l’associazione AIAS, come membro del Consiglio Direttivo. Frequenta il gruppo di poesia della Fattoria partecipando alle pubblicazioni del circolo. Ha vinto i premi Reali, Tapirulan, Città di Rimini, Comune di Ozzano e altri. Sue poesie sono state pubblicate sulla rivista “Le voci della Luna” e in varie plaquettes. Nel 2008, con l’editore Raffaelli, pubblica il volume di poesie L’oscura esultanza. Nel;2018,;con Laboratorio di paroleLa voce salata del mondo.



11:15 E vennero da lontano Giuseppe Bucco è nato a Marostica (VI) è là vive con la sua famiglia, grato alle colline, ai ciliegi e agli ulivi. Dice di essere un artigiano, mentre in tanti lo definiscono un designer. Ha avuto prova di aver il dono della creatività e di fatto si ritiene fortunato perché gli piace il suo lavoro e mai lo cambierebbe. Ama creare opere dalle inconfondibili linee pulite, che possano comunicare emozioni e passione per la vita, armonia e libertà. Libertà anche nel limite. È inserito in varei opere collettanee come Preghiera (e… (2016), Perdono: dal rancore al ricordo (2017), La responsabilità delle parole (2018).


12:00 Comunicare pontiAndrea Parato è nato a Rimini nel 1979, ma vive a Riccione dal 2008. Ha pubblicato saggi sulla comunicazione, racconti e sillogi di poesia (www.andreaparato.com) e ha vinto diversi concorsi letterari con pubblicazione delle sue poesie. Oltre alla formazione (tiene incontri in tema di comunicazione), si occupa di editoria e di web editing. Ha partecipato ad Anima d’Autore su Icaro TV ed è presente in vari siti e blog e in molte antologie fariane.


12:15 Dibattito

12:30 Pranzo e tempo libero


16:00 Il Sistema: appartenenza ed esclusione. L’importanza alla giusta distanza negli ordini dell’aiutoDaniela Terrile vive a Bruxelles e si interessa di leadership, di come valorizzare i propri talenti all'interno di un organizzazione, di come relazionarsi al meglio con sé stessi e con gli altri…


16:15 Esiste una filosofia della distanza?Roberto Borghesi, nato in Francia nel 1957, risiede nell’hinterland riminese. È autore di due libri: Nietzsche. Per una filosofia dellagrandezza e Fanny che voleva sognare, fiabe per adulti-bambini, e di varie traduzioni dal francese di Jean Luc Nancy (Verità della democrazia, L’adorazione, Prendere la parola) e Ginette Michaud (Veglianti). Il suo saggio Se “Dieu est personne”, come adorare? è inserito in Preghiera (e… (Fara 2016). Ha partecipato ad Anima d'Autore su Icaro TV.

16:30 NascondimentiAntonella Jacoli, Premio Loria 2006 e vinitrice di altri concorsi nazionali, nel 2012 ha pubblicato la raccolta di versi Solstizi di solitudini con Tempo al libro di Faenza, nel 2014 ha fatto uscire Frammenti al padre con Youcanprint, ed entrambe nei rispettivi anni hanno vinto il premio giuria del concorso Scriviamo insieme di Roma. Sue poesie sono apparse nella rivista “Steve” e in antologie di Consulta per l’Unesco, in Voci accanto (Rossopietra), e in Madri  (Il filorosso). Nel settembre 2016 è uscita con Ladolfi la sua silloge poetica Radiofaro. Fa parte del gruppo di poesia La fonte d’Ippocrene di Modena e collabora con la rivista Il filorosso di Cosenza. Fresco di stampa il libro di poesie e fotografie (di Gabriele Ugolini) Nascondimenti (ed. Aurora).

16:45 Crociate e dialogo interreligioso
Renzo Deganello è nato e vive a Piovene Rocchette (VI). Nel 2009 ha pubblicato Cieli grigi, un libro che attraversa drammaticamente sia la prima guerra mondiale che la seconda. Per anni è stato corrispondente dal territorio per alcune testate giornalistiche. Dopo quarantadue anni e dieci mesi di onesto lavoro in varie aziende è andato in pensione e ha ripreso la sua grande passione: scrivere romanzi storici come La spada e la scimitarra (Fara 2018) che ci immerge ai tempi delle Crociate con sorprendenti incontri fra le religioni abramitiche… Contatto mail: renzoddd1@gmail.com

17:00 Arte e memoria: quanto vicine?Enrica Musio è nata a Santarcangelo di Romagna dove ha incontrato e “inseguito” con la sua bici da donna il mitico Marco Pantani. Poeta naif, ha pubblicato 3 libri con Fara: Senza saperlo nemmeno, Dediche sillabiche, Case di angeli, scrive piccole recensioni poetiche e non solo su Narrabilando. Presente in diverse antologie, ha partecipato ad Anima d’Autore su Icaro TV.
 

17:15 Distanza: ragione e fondamento di una “relegione civile” e della sua dottrina della legalità Claudio Fraticelli è avvocato cassazionista del Foro di Macerata e Magistrato Onorario alla Corte di Appello di Perugia. Alla professione forense coniuga la passione per lo studio della Sacra Scrittura nella lingua ebraica e per le nuove tecnologie informatiche. Gli incontri avellaniti organizzati da Alessandro Ramberti sono divenuti una preziosa occasione per confrontarsi con temi incontrati nelle sue letture, per lo più di carattere filosofico e sulla c.d. “teologia politica”. I suoi corposi e sempre stimolanti saggi si trovano nelle antologie fariane prodotte in questi 9 anni, ricordiamo l’ultima Perdono: dal rancore al ricordo (2017).

17:40 Equidistanze o equivicinanze? – Padre Gianni Giacomelli è monaco benedettino camaldolese nel monastero di Fonte Avellana (PU) dal settembre del 2003. Dall’ottobre del 2011 è priore nello stesso monastero di dantesca frequentazione alle pendici del Catria (www.fonteavellana.it). Ha effettuato studi classici e frequentato la facoltà di Giurisprudenza. Ha operato in una comunità per disabili. Dopo l’ingresso in monastero ha conseguito il master in Teologia cattolica a Strasburgo (Francia) con un memoire sul fenomenologo francese Michel Henry, Per una soteriologia immanente. Appassionato di filosofia e di opera lirica, teatro, poesia e psicanalisi tiene corsi e seminari e ha partecipato a numerose kermesse fariane (suoi saggi nei volumi: Chi scrive ha fede?, Scrittura felice e Il tempo del padre.

18:10 Dibattito e tempo libero
19:30 Cena

21:00 Sotto il cielo – David Aguzzi è nato a Rimini. Vive a Riccione. È laureato in Sociologia e in Scienze della comunicazione. Socio di Teatro Aenigma (Urbino), ha cofondato la rivista Teatri delle diversità e le Edizioni Nuove Catarsi. È membro dell’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro, responsabile del Coordinamento Nazionale Teatro in Carcere, scrittore, saggista, più o meno poeta, drammaturgo e operatore teatrale. Tra le pubblicazioni: Il Dono di Davide. I Volontari e la rete di Solidarietà, … e cuchèl / il Gabbiano, Per uscire dall’invisibile. Ha realizzato il corto Cambiamo discorso? È inserito in diverse antologie fariane. 1° classificato al Concorso Viaggi di Versi, Ed. Pagine, con la poesia Oggi. Nel 2014 ha messo in scena Mi fido di te e Il treno dei desideri recitati da giovani e adulti con patologie psichiche e disagio sociale.

21:30 La minima distanza del maleVesna Andrejevic (Belgrado) è traduttrice letteraria e multimediale free lance, scrittrice e docente di Lingua e Letteratura italiana, serba ed internazionale. Risiede e lavora in Serbia partecipando a vari concorsi e premi in Italia ed Europa. Ha collaborato con riviste on line pubblicando suoi racconti e saggi di argomento letterario (Faranews, Euterpe, ecc.). Suoi testi narrativi sono stati premiati e pubblicati in antologie sia in versione cartacea che come eBook (Premio Pietro Conti 2004, Premio Donne in pagina Arcilettore 2009, Premio Pubblica con noi 2015, ecc.). La sua raccolta di racconti La gente altrui nel paese delle meraviglie (Premio Letterario Interrete) è stata pubblicata come eBook da Kappeventi 2006). Fra i riconoscimenti: Premio ICoN, prima con il racconto Troppi sogni azzurri della gente di troppo, Pisa, 2006; Premio Speciale per il romanzo Saga degli Zingari al concorso Insieme nel mondo; 2006 che la vede prima all’edizione 2012 con il romanzo inedito Forziere di nonno; Premio Alda Merini 2013 (selezionata con il racconto Magda); Premio Letterario Internazionale Europa 2013 (Lugano, prima con il racconto inedito La notte di Natale). Con il racconto di guerra 77 giorni e notti è inserita in Perdono: dal rancore al ricordo. Traduce libri e film.




Domenica 8 luglio



7:30 Lodi (per chi vuole)

8:00 Colazione

9:00 A distanza di voceVera Lúcia de Oliveira, nata in Brasile, vive e lavora a Perugia. È poeta, saggista e insegna Letteratura Portoghese e Brasiliana all’Università degli Studi di Perugia. Scrive sia in portoghese che in italiano ed è presente in riviste e antologie poetiche pubblicate in Brasile, Italia, Portogallo, Spagna, Stati Uniti, Inghilterra, Francia, Romania e Germania. Ha vinto numerosi premi in Italia e all’estero. Con Fara ha ultimamente pubblicato Ditelo a mia madre (2017). Per notizie sulle sue opere e i riconoscimenti ricevuti: www.veraluciadeoliveira.it

9:20 La vicinanza della primulaSubhaga Gaetano Failla ha pubblicato saggistica, poesia e soprattutto narrativa breve, con Fara Editore, Delos Books, Perrone, Routledge e altre case editrici, sia in italiano che in inglese. Ha partecipato a numerose kermesse organizzate da Fara Editore e a suoi concorsi letterari, anche nel ruolo di giurato. Collabora con la rivista La Masnada e con alcuni lit-blog. Considera distanza e vicinanza come espressioni convenzionali e non esistenziali, pur continuando a dimostrare indignazione a ogni aumento del prezzo dei biglietti di viaggio.



9:40 Il logos della distanza – Salvatore Ritrovato (1967), nato a San Giovanni Rotondo, vive a Urbino da molti anni, dove insegna Letteratura italiana moderna e contemporanea presso l’Università “Carlo Bo”, e Scrittura creativa presso l’Accademia di Belle Arti. Ha pubblicato diverse raccolte di versi: fra le ultime, in forma di leporello, con illustrazioni di Siganda, Cercando l’isola (FiorinaEdizioni, Varzi 2017), e la plaquette La casa dei venti (Il Vicolo, Cesena 2018). Fra i suoi lavori critici e saggistici (su poesia e paesaggio, cinema e letteratura, canoni e antologie, il madrigale cinquecentesco, Volponi ecc.) si segnala la nuova edizione di una raccolta di interventi militanti sulla poesia contemporanea La differenza della poesia (Puntoacapo 2017). Collabora saltuariamente a riviste e periodici di letteratura militante; suoi testi sono stati tradotti in varie lingue.



10:00 Umanità come distanza: l’io nasce nel tu. Messa a fuoco, immagine, identità – un titolo sistematico per un procedere poetico – Gabriele Via è nato a Bologna nel 1968. Per linea paterna discende da una antica famiglia dell’aristocrazia cattolica in Avignone, posizionata in Calabria da molti secoli. Da parte materna appartiene alla borghesia bolognese fin dal XIV sec. Poeta, filosofo, cercatore. Si esprime e ricerca in versi, in narrazioni, con la voce, e con la fotografia. Ha vissuto molti anni con un monaco indiano che gli è stato maestro e guida. È stato insegnante di religione. Ha fatto l’attore con Ellen Stewart (La MaMa). Cucina, suona diversi strumenti musicali, e ha fatto due volte il cammino di Santiago. Dal 1991 fu amico di Roberto Roversi, che gli dedicò pagine bellissime di lode e stima. Ha pubblicato con Roberto Roversi, Roberto Pazzi, Elio Pecora, Nicola Muschitiello, Lorenzo Chiuchiu, Bruno Rombi. Nel 2013 ha scritto versi e offerto la sua voce per la realizzazione dell’App. Bologna Mondo Musei che propone un innovativo tour per 22 musei bolognesi. Ha pubblicato diversi titoli di poesia, un romanzo e figura in numerose antologie. Dal 2008 è ospite con diversi titoli sulle pagine di bibliomanie.it e nel 2013 Bomba Carta gli dedica una Lettera in Versi a cura di Rosa Elisa Giangoia. In ascolto da sempre della Parola come Rivelazione, come Poesia e come strumento di cura (vedi la Psicanalisi) dal 2014 su Facebook propone la poesia come terapia.


10:20 Distanza: variazioni sul tema Raffaela Fazio è nata ad Arezzo nel 1971, lavora come traduttrice a Roma, città in cui si è stabilita dopo aver vissuto per dieci anni in vari paesi europei. Laureata in Lingue e Politiche europee (Grenoble) e specializzata in interpretariato (Ginevra), ha anche studiato arte e teologia, con particolare interesse per l’esegesi biblica e l’iconografia cristiana. È autrice di diverse raccolte poetiche: Corolle di versi giovanili (Roma, 1987), Per ogni cosa incompiuta;(Firenze, 2008), A un filo più lento;(Firenze, 2010), Ogni onda è il mare. Rime da regalare (Firenze, 2011), A garante il mistero (Firenze, 2012), La boîte (Firenze, 2013), L’arte di cadere (Castelfranco Veneto, 2015), Ti slegherai le trecce (Coazinzola Press 2015), Lultimo quarto del giorno (La vita felice 2018).


10:35 Dibattito e tempo libero
11:00 Messa (per chi vuole)
12.30 Pranzo

14:45 La distanza del credereSerse Cardellini è nato a Pesaro nel 1976, dove vive. Poeta, antropologo, filosofo delle religioni, operatore in scienze socio-sanitarie e operatore olistico in Medicina Tradizionale Cinese. In ambito poetico fonda l’Associazione Thauma Edizioni, di cui è Presidente dal 2005 al 2015; dal 2011 al 2013 è Direttore Letterario dell’AMP (Accademia Mondiale della Poesia) inaugurata dall’UNESCO nel 2001, per la quale ha curato l’antologia Poesia e Pace raccogliendo opere di sessanta poeti provenienti dai cinque continenti. Alcune sue pubblicazioni poetiche sono: L’Archipoeta (Edizioni OCD 2007); Atlantide (Thauma 2008); Il mio Orfeo (Thauma 2010); Né giorno né notte (Greta 2011); Cantico lunatico (Thauma 2011); Vita morte e miracoli (Forme Libere 2011); Autopsia-Teopsia (Thauma 2013); Bibliomachia (Thauma 2014); Guida. Itinerari poetici d’Italia (Thauma 2014); Dell’inutile (Gilgamesh 2015). Con Fara ha pubbblicato il romanzo L’Ateone vincitore del concorso Narrabilando 2017, la raccolta Sono le 26:00 (finalista al Premio Tra Secchia e Panaro 2018e il recentissimo manuale La via del respiro (attualmente opera infatti nell’ambito della Medicina Tradizionale Cinese, collaborando con l’Accademia di MTC di Faenza e compiendo viaggi studio in Cina presso i templi dei monaci Shaolin). È fra gli autori coinvolti in Ricreazione.

15:00 Benedette distanzeAnna Maria Tamburini, riminese, laureata in Letteratura Italiana con il prof. Ezio Raimondi allUniversità di Bologna. Con la monografia Nóstoi, La poesia di Agostino Reali (Il Ponte Vecchio, Cesena 2000) ha portato allattenzione della critica l'opera di un autore, anche artista, che sta emergendo come uno più intensi, significativi e innovativi della letteratura contemporanea, promuovendo incontri e convegni di studio, dei quali ha curato gli Atti. Interessata principalmente alla poesia, ha inoltre approfondito, in particolare, le opere di M. Guidacci, C. Campo, E. Dickinson, T.S. Eliot, R.M. Rilke. Alcuni saggi – dedicati a costoro – sono confluiti nel volume Per amore e conoscenza (Caltanissetta 2012). Scrive articoli e recensioni e presenta poeti in vari contesti anche nel Museo della Città. Nell’ambito della poesia ha pubblicato i libri Colibrì (FaraEditore, Rimini 2010) e A mio padre (Helicon Edizioni 2014), e numerosi testi per antologie collettanee. È fra gli autori coinvolti in Ricreazione.

15:15 Contrarre distanzeMassimo Parolini (Castelfranco Veneto 1967), laureato in Filosofia all’Università Ca’ Foscari di Venezia, è stato addetto stampa del Centro Universitario Teatrale di Venezia (1993-1995) fondato da Giorgio Gaber. Per il CUT ha scritto e rappresentato le commedie Il medico della peste e Svevo e Joyce. Ha concorso alla realizzazione di due convegni su Carlo Emilio Gadda (1994) e Alberto Savinio (1995). Con Editoria Universitaria ha pubblicato un libro di poesie sulla guerra nella ex Jugoslavia, Non più martire in assenza d’ali (Premio Speciale “San Marco-Città di Venezia”). Suoi articoli nelle pagine culturali dei quotidiani Alto Adige, Adige, Corriere del Trentino e L’Adigetto. Dal 1997 insegna italiano e storia nelle scuole superiori del Trentino. Cura mostre di arte trentina del Novecento. Nel 2015 ha pubblicato con LietoColle la raccolta di versi La via cava. Con la silloge Residuare è inserito in Uno scarto di valore a Bardolino (Fara 2016). Ha in fase di pubblicazione il poemetto teatrale #(Non) piove Passeggiata (di una giornata) semiseria (virtuale) di D’Annunzio e della Duse dal Vittoriale e gli asolani ai giorni nostri – mestamente – quotidiani (LietoColle) e la silloge LOra di Pascoli (FaraEditore).



15:30 Biglietto di andata e ritornoNatascia Ancarani Nata nel 1961 da famiglia contadina a Conventello, in provincia di Ravenna, ha studiato filosofia a Pavia e si è laureata con una tesi su Freud. Insegna filosofia al liceo scientifico. Nel 1993 partecipa con un saggio alla ricerca sulla violenza: M. Rampazi, D. Scotto di Fasano (a cura di), Il sonno della ragione. Saggi sulla violenza (Dell’Arco 1993). Nel 2006 vince il concorso “Pubblica con noi” di Fara con Palazzo dellaRepubblica e altri racconti, pubblicati nell’antologia 3×2. Altri saggi e racconti sono presenti nelle antologie: La poesia, il sacro, il sublime (Fara 2010), Scrivere per il futuro al tempo delle nuvole informatiche (Fara 2012), Letteratura… con i piedi (Fara 2014). Nel 2016 pubblica con le Edizioni del Foglio ClandestinoDoppia esposizione. Berlin 1985-2015, un saggio narrativo-fotografico sulle trasformazione di tre quartieri berlinesi dal 1985 ai nostri giorni.




15:50 Gran dibattito finale con scelta del tema della prossima kermesse saluti e partenze