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giovedì 14 maggio 2009

fluSSidiverSi



Poesia e poeti di Alpe-Adria
Caorle (Venezia), 15-16-17 maggio 2009

Venerdì 15 maggio
la prima grande giornata con Andrea Zanzotto,
Tiziano Scarpa, Silvio Soldini, Vivian Lamarque e... molti altri ancora!!!

Ulteriori informazioni ed immagini: wwww.studioesseci.net; www.caorle.eu


Comunicato stampa

Venerdì 15 maggio fluSSidiverSi 2009 - la manifestazione promossa dalla Comunità Alpe Adria, la Regione del Veneto, il Comune di Caorle, l'APT e gli altri organismi territoriali - prenderà il via "invadendo" l'intero centro storico di Caorle, che si trasformerà in grande palcoscenico a cielo aperto.
La tre giorni che caratterizzerà l'appuntamento sarà un susseguirsi di incontri, readings, seminari, eventi, laboratori per bambini, in una stimolante babele di lingue e di tradizioni culturali che è lo specifico di questa nuova, manifestazione.

Venerdì 15, il Centro Civico si tingerà di poesia, arte e spettacolo: alle 10 della mattina inizieranno le presentazioni editoriali delle case editrici Piazza, Anterem, Matteo, Il Ponte del Sale e Canova.
Ma sarà alle 18:30 il primo momento magico della rassegna, con il grande Andrea Zanzotto che passerà il testimone a Christoph Wilhelm Aigner, tra i più famosi poeti austriaci d'oggi. Ad impreziosire il tutto ci penserà Tiziano Scarpa che interpreterà una ricca e intensa selezione di poesie dei due maestri, in un autentico vis a vis di grande impatto.

Sempre dalle 18:30 invece grandi e piccini potranno immergersi "Sotto la magica laguna", mostra antologica di S. Zavrel in arrivo dalla Fondazione Mostra Internazionale di Illustrazione per l'Infanzia "S. Zavrel" di Sarmede.

Da un grande artista dell'illustrazione ad un grande regista cinematografico: alle ore 21, infatti, Silvio Soldini presenterà assieme alla poetessa Vivian Lamarque il film "4 giorni con Vivian", realizzato da Soldini per l'Associazione Locus di Milano. Un film-passeggiata girato da Silvio Soldini nell'inverno 2007/2008 nei luoghi milanesi cari alla Lamarque, tra suggestioni e complicità.

Tutt'intorno, una girandola di appuntamenti: nel cuore della città, in Piazza Matteotti, alle 15:30 prenderanno vita "SuonidiverSi", danze e melodie popolari dal mondo con musiche di Salzedo, Respighi, Gatti ed altri interpretate dall'Ensemble d'arpe della Fondazione Musicale Santa Cecilia, mentre alle 16 si terrà il primo degli appuntamenti pubblici della fortunata sequenza denominata "Immersidiversi": coordinati da Roberto Nassi, leggeranno loro poesie il croato Nikola Kraljic, l'austriaco Hans Raimund, lo sloveno Iztok Osojnik e gli italiani Tiziano Broggiato, Luciano Cecchinel e Giuliano Scabia.

A chiudere la giornata, l'Associazione Culturale Porto dei Benandanti che in Piazza Madonna dell'Angelo si esibirà alle ore 22 con il recital poetico "L'Ozio/Otium".

Una prima giornata quindi ricca, movimentata e caratterizzata da quella piacevole informalità che avvicinerà poeti, artisti e pubblico in un'atmosfera di convivialità e amicizia. Perché per immergersi nella poesia non è necessario restare a occhi chiusi e con le mani conserte, anzi!


Info: Comune di Caorle - Ufficio Cultura, tel 0421.219254; cultura@comune.caorle.ve.it

Ufficio Stampa: Comune di Caorle: tel. 0421.219204; ufficiostampa@comune.caorle.ve.it

Studio ESSECI - Sergio Campagnolo tel. 049.663499 info@studioesseci.net





giovedì 14 gennaio 2021

Un volare leggeri che lascia il segno

POESIE MINUSCOLE di Colomba Di Pasquale, Fara Editore 2020

recensione di Gian Ruggero Manzoni

 



Colomba Di Pasquale vive e lavora a Recanati. Tra le sue opere in versi: “Viaggio tra le parole”; “Una vita altrove”; “Il resto a voce”; “Dulcamara” (con prefazione di Vivian Lamarque); “Il mio Delta e dintorni” (prefazione di Vivian Lamarque); e “Circostanze certe”.
Ecco uno dei suoi componimenti. “se ci guardassimo bene dentro / finiremmo col perderci / e una volta persi / ci potremmo finalmente ritrovare // e quando l’attesa sarà finita / vorrei essere per te il ritorno // ti togli un sasso dal cuore / e ti liberi un po’ // Vieni verso di me. / Sarò via di fuga per te”. Di questa sua ultima raccolta così dice Anna Ruotolo: “Considero questo lavoro un punto di atterraggio da precedenti indizi e sentieri, rotte di cielo non ancora attraversate, con quell’ultima poesia in chiusa d’opera che rivela il grado di concrezione e fatica, di pulizia e decoro, ma anche di svuotamento profondo del mondo interiore, come ripensato dentro il lavoro dei versi”. Occorre riconoscere che il titolo della raccolta è veramente azzeccato, perché si tratta di poesie notevolmente corte, quasi delle impressioni impresse sul foglio nel timore che fuggano dal magazzino della mente. Un altro poeta probabilmente ne avrebbe approfittato per considerarle degli spunti su cui costruire un discorso più ampio e invece Colomba Di Pasquale non è improbabile che le abbia acconciate per farle diventare, in via definitiva, dei componimenti. E in questo modo Vivian Lamarque continua: “I versi di Colomba Di Pasquale le somigliano, forti e vulnerabili, fermi e in cammino, prigionieri e in via di liberazione”. La lettura di questo insieme è agevole, ma insolita, un contatto con la poesia che si esaurisce in un battito d’ali, più che altro un volare leggeri che tuttavia lascia il segno perché impone continue riflessioni, comparazioni che ci toccano direttamente e che quei pochi e scarni versi fanno affiorare. Importanti, a questo punto, le parole di Sara Cacciarini: “Queste sono carezze per l’anima del lettore che, leggendo le sue parole, si ritrova in sospirati vissuti e speranzosi futuri in cui l’amore è cardine di molte poesie dell’autrice. Un amore silenzioso e attento, forse non sempre ricambiato e per questo dotato di una leggera pura adolescenza”. Sono poesie, quelle della Di Pasquale che, sebbene nella loro brevità, allargano l’animo, quasi istantanee, brevissime e facilmente comprensibili, che a volte finiscono con l’essere dei consigli di vita sinceri e spassionati.
 

ANCORA GRAZIE A COLORO CHE MI SPEDISCONO I LORO LIBRI, I LORO CATALOGHI E LE LORO RIVISTE …

lunedì 5 maggio 2008

Di Pasquale legge Lamarque a Recanati 11-5-08

Cari Amici,
nel link che trovate in basso c'è il programma della Mostra del libro di Recanati nell'ambito della quale parteciperò con una lettura non di mie poesie ma dell'ultimo libro di Vivian Lamarque dal titolo Poesie per un gatto edito da Mondadori (domenica 11 alle 17.00). Anche se il titolo sembrerebbe adatto ad un pubblico di soli bambini non è così, quindi conto di vedervi insieme ai vostri figli (per chi ne ha naturalmente) o senza i figli perché la Lamarque è una poetessa che arriva a qualsiasi età anche con temi estremamente quotidiani e semplici rivelando quanto le cose di tutti i giorni meritino molta più attenzione di quanta ne diamo.
A presto quindi,
Colomba Di Pasquale

www.marche.istruzione.it/iniziative/2008

lunedì 26 gennaio 2015

Colomba di Pasquale presenta Il mio Delta e dintorni a Faenza 31 gen


Sabato 31 gennaio ore 17,30

Via XX Settembre 3B
48018 Faenza
tel. 0546 663605




Colomba di Pasquale, di origine abruzzese, insegna a Ravenna e risiede a Recanati. Con Del Monte Editore ha pubblicato Viaggio tra le parole (2006) e con Nicola Calabria Editore Una vita altrove (2007). Nel 2008 pubblica con Fara Il resto a voce e viene inserita nell’antologia fariana Il silenzio della poesia. Nel 2010 presso Genesi Editore ha pubblicato Dulcamara con prefazione di Vivian Lamarque. È presente in diverse antologie letterarie e ha conseguito numerosi riconoscimenti sia per la poesia edita che inedita.
Il volume di poesie Il mio Delta e dintorni è uscito nel 2014 per i tipi dell'editore Fara di Rimini. La raccolta, divisa in due temi armonici, si avvale della prefazione della poetessa Vivian Lamarque.

«Lo sguardo dell’esploratore-poeta Colomba è calamitato da tutto quell’incessante silenzioso operare per la vita, quell’inarrestabile nuotare cacciare nidificare, “costruire case su case / come le case popolari”, fatica a staccarsi da quel paesaggio sospeso stralunato che non assomiglia a nessun altro.» (dalla Prefazione di Vivian Lamarque)

lunedì 26 novembre 2018

Gian Ruggero Manzoni su Circostanze certe e Dimentica chi sono




CIRCOSTANZE CERTE di Colomba Di Pasquale, Fara Editore, pubblicazioni volute dall’amico Alessandro Ramberti, direttore della casa editrice riminese. Questa, della Di Pasquale, è una raccolta di poesie direi importante, oltretutto coronata da un’infinità di riconoscimenti: Vincitrice del concorso Versi con-giurati; finalista al Premio Cittadellapoesia 2018; finalista al Premio Alberoandronico 2018; finalista al Premio STORIE IN CAMMINO… UN CAMMINO DI STORIA 2018; finalista al Premio Di Liegro 2017 etc. etc. Colomba Di Pasquale insegna Diritto ed Economia all’I.I.S. “E. Mattei” di Recanati, dove risiede. Con Del Monte Editore ha pubblicato Viaggio tra le parole nel 2006 e con Nicola Calabria Editore Una vita altrove nel 2007. Nel 2008, con Fara Editore, ha dato alle stampe Il resto a voce. Nel 2010 presso Genesi Editore ha pubblicato Dulcamara, con prefazione di Vivian Lamarque, e, con Fara Editore, nel 2014, Il mio Delta e dintorni, sempre con prefazione di Vivian Lamarque. Ha scritto di lei Edoardo Gazzoni: “La narrazione si fa panorama e scansione di luoghi. Non tutti i panorami sono da cartolina, il ritmo lo dichiara e avanza caricando l’attesa di uno scioglimento certo”; e così ha detto della sua opera Anna Ruotolo: “La voce di Colomba Di Paquale ha forza e stile e riflette mirabilmente il vissuto di un’anima immersa nella realtà naturale e sociale con un occhio fotografico sensibilissimo ed empatico sempre in tensione fra particolare e universale. […] La sua è una poesia dell’evidenza, uno stare attorno alle certezze del mondo – opposte alle occorrenze, occasioni – quasi (o senza un ‘quasi’) dentro quei famosi scorni di chi crede che la realtà sia quella che si vede”.



DIMENTICA CHI SONO di Griselda Doka, Fara Editore. Questa raccolta, Seconda Classificata al concorso Faraexcelsior 2018, è un insieme che indubbiamente va letto con estrema attenzione per la sincera tensione poetica che contiene. Griselda Doka (Tërpan Berat, Albania, 1984) è Dottore di Ricerca in Studi Letterari, Linguistici, Filologici all’Università della Calabria. I suoi interessi scientifici si basano sulla lingua e la letteratura albanese, sulle scienze traduttologiche e sulla letteratura della migrazione. Attiva come operatrice culturale, è membro di varie giurie letterarie. Nel 2015 ha pubblicato le raccolte Soglie (Aletti) e Solo brevi domande esiliate (Fara, premio della critica Poem Award Academy, Napoli, 2016). Oltre alla sua lingua madre, scrive anche in italiano. Vive e lavora in Calabria nell’ambito dell’istruzione e dell’accoglienza ai migranti. Dai giudizi dei giurati: “L’intensità dei versi della Doka è molto spesso assoluta” (Antonella Jacoli); “Una lettura intensa dalla quale si esce dopo essersi analizzati, puniti, redenti” (Bruna Cicala); “… lirica e nervosa, capace di lanciare abbaglianti sprazzi e subito dopo di chiudersi in un corrivo e introverso silenzio” (Salvatore Ritrovato). Uno dei suoi bei testi: “Se la mia parola ti giunge inaspettata / insolente, piena e rovente / una foglia d’ortica / che sfiora la pelle lesionata / flagello / la parola / travolge / oltraggia / spiazza / il tuo silenzio / il tuo ricovero / vuoto / manchi di fede / manchi di odio / quando la parola ti giunge / inaspettata / vera / vera / vera / erranza ardente / che scioglie il sole / in gola”.

lunedì 8 ottobre 2007

La punta della lingua ad Ancona 13-14 ott



Poesia Festival "La punta della lingua" (II edizione) che inizia giovedì 11 con la
VIDEOPOESIA (novità assoluta di quest'anno) e continua sabato 13 e domenica 14 con letture, interventi musicali e dibattiti a palazzo Camerata, Libreria
Feltrinelli e… altra novità di quest'anno: il Mercato delle Erbe!

Tra gli altri leggeranno loro poesie: Vivian Lamarque, Aldo Nove e Franco Buffoni! Insomma un'occasione da non perdere.
Qui sotto il programma.Maggiorni informazioni sul sito:
www.lapuntadellalingua.it oppure www.niewiem.org

Natalia
Presidente Nie Wiem - Onlus


Associazione Culturale NIE WIEM Onlus

presenta

LA PUNTA DELLA LINGUA 2007 - POESIA FESTIVAL

Direzione artistica: Luigi Socci


GIOVEDì 11 OTTOBRE 2007 LA POESIA CHE SI VEDE

HANGAR CULT LAB - H 21:30

Selezione internazionale di videopoesia in
collaborazione con "Doctor clip" (Roma Poesia).

Conducono: Andrea Cortellessa e Luigi Socci



SABATO 13 OTTOBRE 2007 CAMBIARE CANALE?
LA POESIA DENTRO E FUORI DAI LIBRI NELL'EPOCA DEI NUOVI MEDIA

PALAZZO CAMERATA - H 17:00

Andrea Cortellessa presenta la collana di poesia e
altro "Fuori formato" (ed. Le Lettere)

Sparajurij Lab presenta l'Antologia europea del Poetry
Slam (ed. No Reply)

Andrea Inglese parla dei blog di poesia e della poesia
in rete

Letture di Laura Pugno e Luigi Socci

Moderatore: Valerio Cuccaroni



POETI DA ANTOLOGIA MERCATO DELLE ERBE

H 20:30 - Buffet

H 21:30 - Letture di Vivian Lamarque, Aldo Nove e
Giovanna Marmo

Interventi musicali di Egle Sommacal



DOMENICA 14 OTTOBRE 2007 FRANCO BUFFONI SI PRESENTA

LIBRERIA "LA FELTRINELLI" - H 11

Franco Buffoni presenta il suo libro "Più luce, padre.
Dialogo su Dio, la guerra e l'omosessualità"
(Sossella, 2007). Interviene Luigi Socci.

Brindisi finale offerto da NIE WIEM

LA NUOVA POESIA

MERCATO DELLE ERBE - H 21:30

Franco Buffoni presenta il IX Quaderno italiano di
poesia contemporanea

Letture di Alessandro Broggi, Maria Grazia Calandrone, Mario Desiati, Massimo Gezzi, Marco Giovenale, Luciano Neri, Giovanni Turra

Intervengono: Francesco Scarabicchi e Renata Morresi

Interventi musicali di Egle Sommacal



INGRESSO LIBERO

Luoghi:

Hangar Cult Lab, Via G. Conti 10/C, Ancona

Palazzo Camerata, Via Fanti 9, Ancona

Libreria "La Feltrinelli", Corso Garibaldi 35, Ancona

Mercato delle Erbe, Piazza delle Erbe (c.so Mazzini), Ancona

* * *

LA PUNTA DELLA LINGUA 2007 - POESIA FESTIVAL è organizzato dall'Associazione Culturale NIE WIEM Onlus in collaborazione con la Regione Marche - Assessorato
alla Conoscenza, Istruzione, Formazione e Lavoro, Provincia di Ancona - Progetto "Leggere il 900" e Assessorato alla Cultura, Comune di Ancona - Assessorati alla Cultura, alle Politiche Giovanili e alle Pari Opportunità, Centro Servizi per il
Volontariato di Ancona, Osteria Teatro Strabacco.

sabato 13 aprile 2024

Lorenzo Spurio su "Rebus Banksy. L'uomo dall'arte ribelle" di Andrea Del Monte

 È uscito il 6 dicembre scorso in tutte le librerie, per i tipi della romana Ensemble, Rebus Banksy, il nuovo libro-disco di Andrea Del Monte che porta quale sottotitolo L’uomo dall’arte ribelle.

Non si tratta solo di un libro dedicato al grande artista e writer britannico ma anche un libro di poesie, racconti e di musica. Nominare Banksy – si legge nel comunicato di lancio dell’opera – significa solitamente catturare immediatamente l’attenzione mediatica anche se l’interesse sociale spesso si limita solo a cercare d’individuarne l’identità. Del Monte ha avuto modo di osservare: «Per me, l’identità di Banksy può restare un rebus. A me interessa la sua arte». Ed è tale l’obiettivo del libro-disco: andare al di là del nome per approfondire, attraverso alcune delle massime forme d’arte, tutti i significati che le opere del celebre e al contempo misterioso writer possono offrire. Emozioni, sentimenti, riflessioni, note e quant’altro.

Per realizzare l’opera Andrea Del Monte si è avvalso della collaborazione di Jacopo Colabattista, che ha ridisegnato dieci opere di Banksy, degli scrittori e poeti Vivian Lamarque, Antonio Veneziani, Renzo Paris, Elisabetta Bucciarelli, Geraldina Colotti, Susanna Schimperna, Giorgio Ghiotti, Gino Scartaghiande, Fernando Acitelli, Antonio Pennacchi, Antonio Rezza, Flavia Mastrella, Angelo Mastrandrea, Alessandro Moscè, Claudio Finelli, Marcello Loprencipe, Diego Zandel, Helena Velena e Ugo Magnanti.

Tra le opere di Banksy selezionate e qui riprodotte figurano “Il lanciatore di fiori” (“The Flower Thrower”, opera in stencil nero apparsa nel 1999 su un muro di Beit Sahour in Palestina) in cui in una diapositiva di un’ipotetica intifada al posto delle pietre vengono lanciati fiori a trasmettere un’idea di negazione della guerra nella quale la collettività dovrebbe impegnarsi; “La madonna con la pistola” (apparso come murales nei pressi di Piazza Gerolomini a Napoli) con un chiaro intento di denuncia del fenomeno malavitoso camorrista; “Bambino migrante” (“Migrant child”) opera apparsa nel 2019 su un muro di una casa lambita dall’acqua del Canale a Venezia nel sestiere Dorsoduro, in cui il tema è l’immigrazione che concerne il mondo dell’infanzia: il bambino tiene in mano un razzo di segnalazione dal quale diparte una conformazione fumosa in un acceso color fucsia ad intendere un SOS lanciato. Il critico Vittorio Sgarbi all’epoca sostenne che era necessario un intervento protettivo per tutelare l’opera, esposta alle intemperie e all’umidità vista la prossimità dell’acqua del Canale che arriva a coprire addirittura i piedi del ragazzino ritratto.

Tra le altre opere di Banksy proposte figurano “Il calciatore rivoluzionario” pensata per riferirsi all’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN), un movimento nato in Messico in sostegno delle popolazioni indios contro il capitalismo rappresentato dal Subcomandante Marcos; “Babbo Natale” apparso su un muro di Birmingham dove, a un vero clochard che dorme steso su una panchina, il misterioso artista ha pitturato sul muro le linee che collegano alle renne (la panchina sarebbe dunque la slitta). Il canonico ridanciano Santa Claus è trasformato da Banksy in clochard, povero derelitto che vive alle intemperie della vita, per sottolineare il tema della marginalità delle periferie, della vulnerabilità e della povertà sociale.



Si continua con “Evoluzione umana in codice a barre” (o “Evoluzione della scimmia a codice a barre”) in cui nella poesia collegata, a firma dello stesso Andrea Del Monte, leggiamo “Sono una persona, non sono un codice a barre, / sono una persona, non sono uguale alle altre”. Fanno capolino il tema dell’alienazione e della mancanza d’identità che in questa società contemporanea purtroppo spopolano e che lasciano il posto alla generalizzazione e al bieco relativismo. Con l’opera banksyana “Bambini sulle armi” (“Kids on guns”) ritorna il tema della violenza, della guerra, riferito all’inerme mondo dei bambini: qui due ragazzi sono ritratti vicini sulla sommità di un cumulo di armi d’artiglieria. Il tutto ha – come capita quasi sempre – una colorazione nera mentre il palloncino che reggono e che si eleva verso l’alto (a differenza delle armi, in basso) è di colore rosso e ha una forma di cuore. Associata a quest’opera è una cantilenesca poesia di Vivian Lamarque – poetessa da sempre particolarmente legata al mondo dei minori – intitolata “Filastrocca in disarmo” che recita: “C’era una guerra così intelligente / che solo lei si capiva / gli altri non capivano niente, / gli altri non capivano niente”. E poi, verso la chiusa: “Morivano tutti anche i bambini / […] // Ma più di tutti moriva il mare / vedendo i bambini morire di mare”.

C’è poi la curiosa “Banconota Lady Diana / Di-Faced Turner” che ritrae una fantasiosa banconota con l’immagine della Principessa dei Cuori e, al posto di Bank of England, Banksy of England. Si tratta, come avviene nella maggior parte dei casi, di una provocazione. L’artista vuol forse riferirsi allo stigma della donna per l’allontanamento dalla Real Casa e al clima d’odio fomentato da certa stampa, alla sua vulnerabilità di donna e alla solitudine del suo ultimo periodo prima del tragico incidente nella Capitale francese. Nella poesia di Susanna Schimperna dedicata alla Principessa si legge: “Lei era troppo dolce / guardava intimidita sempre da un’altra parte”.

Tra le ultime opere proposte in questo volume grafico, poetico, narrativo e musicale ci sono “Il bacio dei poliziotti” (“Kissing Coppers”) e “La bambina con il palloncino” (“Balloon girl”) quest’ultima accompagnata, in chiave poetica, da un testo di Elisabetta Bucciarelli.

Rebus Banksy, che è un’opera polifonica e multimediale, contiene anche quattro interviste ad altrettanti esponenti del mondo artistico in tutte le sue declinazioni: Vittorio Sgarbi, Vauro Senesi, Sabina De Gregori (autrice del primo libro, nel nostro Paese, dedicato al geniale artista di strada, Banksy, il terrorista dell’arte, opera del 2010) e Giuseppe Pollicelli. Il medesimo format d’intervista è proposto per i quattro esponenti intervistati. Diverse sono le considerazioni attorno alle potenzialità della street art di Banksy, a fornire uno scenario completo e variegato, motivo di riflessione.

Mediante il codice QR che figura nel colophon del libro è possibile ascoltare le dieci canzoni che l’Autore ha prodotto in collaborazione con artisti di fama mondiale tra i quali John Jackson (storico chitarrista di Bob Dylan), Fernando Saunders (produttore e bassista di Lou Reed) ed Ezio Bonicelli (violinista e chitarrista di Giovanni L. Ferretti e dei CCCP).

Andrea Del Monte è chitarrista, cantautore e compositore. Ha partecipato allo storico festival “Il Cantagiro” dell’edizione 2007, risultando vincitore del premio della critica. Si è più volte esibito a Casa Sanremo e nel Sanremo Off e in alcune tappe di Radio Italia. Al suo primo EP hanno collaborato John Jackson e il musicista ed etnomusicologo Ambrogio Sparagna. Ha pubblicato il libro Brigantesse, storie d’amore e di fucile (Ponte Sisto, Roma, 2019) il cui disco allegato si apre con l’intervento di Sabrina Ferilli e il libro-disco Puzzle Pasolini (Ensemble, Roma, 2022) con il quale ha ricevuto in Campidoglio i premi “Microfono d’oro”, “Antenna d’oro per la TIVVU” e il “Sette Colli”. A Lanuvio l’opera è stata premiata con il premio speciale “Croffi – Castelli Romani Film Festival”.

 LORENZO SPURIO


Matera, 08/0/2024

 

 

 

 

martedì 20 ottobre 2020

Il contenuto è tutt’altro che minuscolo

Renzo Montagnoli in Arteinsieme

su Poesie minuscole di Colomba Di Pasquale




Occorre riconoscere che il titolo della raccolta è veramente azzeccato, perché si tratta di poesie notevolmente corte, quasi delle impressioni impresse sul foglio nel timore che fuggano dal magazzino della mente. Un altro poeta probabilmente ne avrebbe approfittato per considerarle degli spunti su cui costruire un discorso più ampio e invece Colomba Di Pasquale non è improbabile che le abbia acconciate per farle diventare in via definitiva dei componimenti. Non siamo al livello della celebre Mattina di Ungaretti, brevissima e folgorante, né si sarebbe preteso così tanto, eppure non mancano guizzi di particolare rilievo in grado di tenere a mente quanto si è letto (“Basterà il tempo da vivere / per essere felici?, oppure Scrivere serve a poco / in un paese che non legge”). Si tratta solo di due esempi, due riflessioni che tuttavia sottendono una risposta, tali da farle classiificare quasi come aforisma e la ragione è presto detta, perché nel primo caso è la dimostrazione di come la felicità, inseguita giorno per giorno, sembri una chimera, mentre nel secondo è un’amara constatazione di un qualcosa che è peculiare del nostro paese. Ce ne sono forse anche di più indovinate come questa: “i poeti seminano parole / a raccogliere frutti di stagione”. Come è possibile comprendere si tratta quasi di istantanee, brevissime e facilmente comprensibili, un caso non infrequente, e non poche volte finiscono con l’essere dei consigli spassionati come “ti togli un sasso dal cuore / e ti liberi un po’”. Altre volte invece emergono ricordi, immagini che si materializzano e che tradotte in parole si fissano sulla carta, come “i fenicotteri disegnarono una f reccia / di sopra le nostre teste zeppe di stupore”, oppure sono manifestazioni amorose, espressioni di sentimento autentiche, per quanto ponderate “sei tu il mio volo / tu che mi doni un piccolo tempo / quando puoi / ogni giorno o due”.

Sono sincero nel dire che è una lettura agevole, ma insolita, un contatto con la poesia che si esaurisce, come si suol dire in “un amen”, uno sfioramento più che altro, ma che tuttavia lascia il suo segno perché impone continue riflessioni, comparazioni che ci toccano direttamente e che quei pochi e scarni versi fanno affiorare.

Da leggere, quindi, a casa come in treno, al parco come in spiaggia, poiché questi versi si rivelano anche un piacevole passatempo, tuttavia non fine a sé stesso, visto che implementano meditazioni personali, fenomeno non consueto nel caos della vita moderna.



Colomba Di Pasquale vive e lavora a Recanati. Tra le sue opere in versi: Viaggio tra le parole (Del Monte 2006); Una vita altrove (Nicola Calabria 2007); Il resto a voce (Fara 2008); Dulcamara (prefazione di Vivian Lamarque, Genesi 2010); Il mio Delta ed dintorni (prefazione di Vivian Lamarque, Fara 2014); Circostanze certe (Fara 2017); Poesie minuscole (ebook, Nomos 2017).


sabato 25 aprile 2009

Sgaurdi a perdita d'occhio by BergamoPoesia

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HOME PAGE MILO DE ANGELIS VALERIO MAGRELLI FRANCO BUFFONI VIVIAN LAMARQUE LOCATION

SGUARDI A PERDITA D'OCCHIO

I poeti leggono il cinema
Rassegna di poesia contemporanea - II Edizione 2009
A cura di Corrado Benigni e Mauro Zanchi
Ex Chiesa della Maddalena - Bergamo

La nostra contemporaneità è un universo visivo, ma gli occhi che ne attraversano quotidianamente la superficie hanno sguardi del tutto differenti tra loro. Sguardi silenziosi, come quello dello spettatore-fruitore, del lettore, immobili nel loro paziente lavoro di raccolta e accumulazione delle immagini. Sguardi creativi, di chi invece guardando produce a sua volta visioni, di chi come il poeta sembra indovinare il mondo tra le lame di luce di una nuova prospettiva di senso, intravedendo rilievi inaspettati, forme, oggetti altrimenti opachi. "Sguardi a perdita d'occhio" vuole essere un ponte tra queste due diverse modalità di sguardo. Una zona di libertà e di contrabbando visivo. Uno spazio liminare, un luogo dove poeta e lettore, dove colui che è portatore del fascino visivo delle immagini e colui che queste immagini invece riceve, sembrano incontrarsi per convergere in un'unica nuova dimensione prospettica. "Sguardi a perdita d'occhio" non è soltanto una rassegna di poesia contemporanea, ma è un luogo di convergenze ottiche. I poeti chiamati ogni anno nei quattro incontri del festival non sono soltanto poeti, ma spettatori, obbligati in un certo senso a "guardare", a "leggere" a loro volta un mondo creato da altri. Quest'anno è il cinema l'ossessione della loro visione. Il processo creativo sembra allora, in questa rassegna, farsi inaspettatamente doppio, perso in un continuo gioco di specchi tra passività e creatività, fruizione e produzione, sguardo e parola. Leggere il cinema con gli occhi della poesia non rappresenta solo uno scambio, un baratto tra figurazioni evocative e rappresentazioni ritmiche, allentamento vistoso dei confini semiotici tra le arti, ma appartiene piuttosto al dominio stesso dell'essere, a quella ragnatela traslucida di immagini e frammenti sfuocati che è il tessuto incerto della nostra identità.

A chiusura della manifestazione l'incontro-concerto tra il cantautore Vinicio Capossela e lo scrittore Vincenzo Chinasky, in occasione della presentazione del libro scritto a quattro mani "In clandestinità" (Feltrinelli).

CALENDARIO RASSEGNA

Mercoledì 6 maggio 2009 ore 18.30 - Ex Chiesa della Maddalena
MILO DE ANGELIS legge Louis Malle - Fuoco fatuo

Mercoledì 13 maggio 2009 ore 18.30 - Ex Chiesa della Maddalena
VALERIO MAGRELLI legge Pier Paolo Pasolini - La rabbia

Mercoledì 20 maggio 2009 ore 18.30 - Ex Chiesa della Maddalena
FRANCO BUFFONI legge Luis Buñuel - La via lattea

Mercoledì 27 maggio 2009 ore 18.30 - Ex Chiesa della Maddalena
VIVIAN LAMARQUE legge Albert Lamorisse - Il palloncino rosso

Giovedì 4 giugno 2009 ore 21,30 - Teatro Sociale
VINICIO CAPOSSELA incontra VINCENZO CHINASKY
Concerto sotto forma di dialogo poetico in occasione della presentazione del volume "In clandestinità" (Feltrinelli)
Ingresso € 10,00

Ingresso libero fino a esaurimento posti, per gli appuntamenti di maggio.

Contatti
Ufficio stampa: Isabella Mattazzi
Per informazioni: info@sguardiaperditadocchio.org - t. 3387443021


Bergamo Poesia Comune di Bergamo Camera di Commercio Bergamo Fondazione della Comunità Bergamasca Fondazione Banca Popolare di Bergamo
sguardiaperditadocchio.org - 2009
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giovedì 11 giugno 2009

Tre feste dell’immortalità 18 giu

(Sequenza d’incontri tra musica e poesia)
a cura di Tomaso Kemeny

giovedì 18 GIUGNO ore 21

Con la partecipazione del grande pianista Antonio Ballista, fondatore, tra l’altro, del gruppo di solisti noti come “900 e Oltre”.


Programma della serata:

Festa Prima

Fryderyk Chopin, Grande valzer brillante Op.18
Mazurka Op. 30 n.3
Mazurka Op. 7 n.1
Giuseppe Verdi, Valzer in fa maggiore
Jules Massenet, Valse folle

Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno, Canto V: Paolo e Francesca letto da Roberto Mussapi.
Francesco Petrarca, Trionfi, Trionfo della Morte : Morte di Laura letto da Tomaso Kemeny
Torquato Tasso, Gerusalemme Liberata, Canto XII : Morte di Clorinda, scelto da Milo De Angelis e letto da Viviana Nicodemo


Festa Seconda

Erik Satie, Fete donnée par des chevaliers normans en honneur d’une jeune demoiselle (XI° siècle)
Claude Debussy, Feux d’artifice
L’isle joyeuse

Ludovico Ariosto, Orlando Furioso, Canto XVII : L’Orco, letto da Giancarlo Majorino
Giovanni Pascoli, Canti di Castelvecchio: La Tovaglia, letto da Vivian Lamarque

Festa Terza

Federigo Tozzi, da Bestie: passi letti da Maurizio Cucchi
Dino Campana, da Canti Orfici: La Notte, frammenti 1,2,6 scelti da Cesare Viviani e letti da Amos Mattio.

Francis Poulenc, Histoire de Babar: Incoronazione di Babar, matrimonio di Babar e festa.
Modest Musorgsky, La grande porta di Kiev

Il grande pianista intreccerà le note a passi celebri della nostra letteratura, scelti dai poeti fondadori della Casa della Poesia (Maurizio Cucchi, Milo De Angelis, Tomaso Kemeny, Vivian Lamarque, Giancarlo Majorino, Alda Merini, Roberto Mussapi, Antonio Riccardi , Cesare Viviani)___________________________________________________________________________________



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Filobus 92



mercoledì 7 gennaio 2015

Su Il mio Delta e dintorni di Colomba Di Pasquale

Il mio Delta e dintorni di Colomba Di Pasquale

Prefazione di Vivian Lamarque

Fara Editore www.faraeditore.it
Poesia: Collana Il filo dei versi
Pagg. 72
ISBN 978 97441 52 6
Prezzo € 10,00



 

recensione di Renzo Montagnoli pubblicata
in www.arteinsieme.net




Incanto e malinconia nella natura



Benché questo libro ricomprenda due raccolte di poesie (Il mio Delta e Dintorni) il tema comune è costituito dalla relazione fra l’autrice e la natura; più esplicito nella prima, appare invece da sfondo portante nella seconda, evidenziando però ancora una volta l’afflato, intenso, esistente fra chi scrive e il mondo di cui è parte. Non mi nascondo che la tematica non è nuova e per certi aspetti può richiamare il De Rerum Natura di Tito Lucrezio Caro. Tuttavia, l’impostazione espositiva, la malinconia che permea tutti i versi, quella propria di chi nell’osservare con occhi attenti la natura s’incanta e si commuove, imprimono una personalizzazione a due raccolte che non è possibile non apprezzare per raffinatezza, equilibrio e armonia.

Nella prima silloge è ben evidenziato l’amore che la poetessa ha per la foce del Po, quell’ampia superficie a delta in cui tutto sembra rimasto tale da millenni, come ben espresso nella lirica che dà il titolo al libro (Il mio Delta e dintorni): “Per quanto tu possa sperare / lo svasso continuerà la sua ricerca / e per quanto tu possa sperare / il marangone si scalderà al sommo del ramo / e per quanto tu possa sperare / l’airone bianco continuerà la sua pesca miracolosa / e per quanto tu possa sperare / la Natura continuerà ad essere sé stessa / senza sosta”. Si tratta di una serie di immagini vive di abitatori di questa zona umida e in generale di altre zone umide della pianura padana, tanto che non è infrequente incontrarli nel Parco Naturale del Mincio. E in quelle occasioni ho provato le stesse emozioni, orgoglioso, come Colomba Di Pasquale, di essere parte di questo sistema perfetto e al tempo stesso consapevole della mia caducità, del mio infinitesimale tempo rapportato a quello infinito della natura, quella stessa natura che altri uomini vogliono distruggere per tornaconto personale, dimenticando che essendone parte finiranno invece con il distruggere loro stessi.

Che poi sia comune fra me e l’autrice questo senso di precarietà rispetto all’eternità del mondo trova conferma ulteriore in un’altra bella poesia (L’imbarcazione), ben esplicitato nella chiusa: “… / La vita alfine è una corsa / più o meno lenta verso la fine. / La carcassa dell’imbarcazione lo grida.”

Ma non c’è solo questo, c’è anche una lirica del tutto particolare, una di quelle che per originalità e completezza non è possibile dimenticare; infatti non avrei mai certamente pensato a una sorta di ringraziamento a chi ha consentito di conoscere, di comprendere il vero senso della natura e così si spiega l’Ode alle guide ambientali 
(“Se non ci fossero state loro / non avrei dato retta all’allodola e al cannareccione / non avrei evitato di calpestare il fiore di lino / e il campanellino estivo / non avrei osservato meglio il tronco di nidi / del salice / non avrei capito l’importanza del colpo d’ali / non avrei percepito la vicinanza terrena tra / me e il resto da me”).

Come in Lucrezio Caro, Colomba è alla continua ricerca dell’infinito e sapendo che il nostro tempo è breve fissa su carta le emozioni ed è anche nella seconda raccolta che ciò viene ben esplicitato, laddove in Giorni scrive: “… / Temo sempre perdere per sempre / questi ricordi misti a piccole morti. / Perché non tornano quei giorni così splendenti / così innamorati della vita, / non tornano?”

E a proposito di questa seconda parte si tratta di Dintorni molto allungati rispetto al delta del Po, sono poesie che nascono da sensazioni provate nel corso di viaggi, anche oltre i nostri confini, come nel caso di Argentina. In ogni caso sono versi belli, piacevoli da leggere, per nulla difficoltosi da comprendere, alcuni anche di intenso misticismo, come in Camaldoli (“… / L’aria rigida della foresta chiudeva il cielo / come una stretta al cuore e al fiato / necessaria per restare ancora nel monastero / prima di affrontare l’eremo / e i suoi ospiti nelle celle inaccessibili, / spogliati di loro stessi / come pulli / come quelli che vidi / giorni dopo nel nido della cicogna di Bando. / Sarà questa la purezza dell’inizio e della fine? / Sarà questa mi dico l’essenza della vita?”)

Da leggere, senz’altro.




Colomba Di Pasquale è nata nel 1968 a Lilla in Francia. Di origini abruzzesi, insegna diritto ed economia in due istituti tecnici di Ravenna. Risiede a Recanati. Con Del Monte Editore ha pubblicato Viaggio tra le parole nel 2006 e con Nicola Calabria Editore Una vita altrove nel 2007. Nel 2008 pubblica con Fara Il resto a voce e viene inserita nell’antologia fariana  Il silenzio della poesia con la silloge Dei silenzi (e degli ascolti). Nel 2010 presso Genesi Editore ha pubblicato Dulcamara con prefazione di Vivian Lamarque. È presente in diverse antologie letterarie e ha conseguito numerosi riconoscimenti sia per la poesia edita che inedita.


giovedì 26 luglio 2012

Poesia e musica d'agosto in Appennino



L'importanza di essere piccoli
rassegna di poesia e musica nei borghi dell'appennino bolognese
II edizione
un progetto circolo Arci Associazione Culturale “SassiScritti”
direzione artistica Azzurra D'Agostino e Daria Balducelli

con il contributo di Regione Emilia Romagna, Arci Bologna, Fondazione del Monte
il patrocinio di Provincia di Bologna
 il sostegno dei comuni di Porretta Terme, Camugnano, Castel di Casio e di Banca di Imola Filiale di Porretta Terme, Coop Reno, Banca di Credito Cooperativo Alto Reno, Hotel Helvetia Thermal Spa, Associazioni il Rugletto,
Proloco di Capugnano, Beata Vergine delle Nevi


AD AGOSTO LA MUSICA E LA POESIA
SI DIFFONDONO NEI SUGGESTIVI SCENARI DELL'APPENNINO TOSCO EMILIANO

“Vola alta parola, cresci in profondità”, è il verso di Mario Luzi scelto per la seconda edizione della rassegna di poesia e musica “L'importanza di essere piccoli” organizzata dall'Associazione Culturale SassiScritti Circolo Arci di Porretta Terme (Bo) con la direzione artistica di Azzurra D’Agostino e Daria Balducelli.

Una rassegna che attraversa i luoghi inusuali spesso abbandonati delle province montane, borghi e paesi dimenticati in cui ancora è possibile assaporare un'atmosfera di partecipazione e di condivisione resa viva dagli stessi abitanti, vera risorsa per questi giorni di poesia e musica.
Il seme del tarassaco che si sta per staccare è la metafora di una vita semplice ma carica di senso che vola alta nei campi e poi attecchisce nei prati crescendo in profondità.

Un'onda e una diffusione che con questo festival è anche della parola: quella lieve e abissale della poesia e della musica, caparbia nel mettere radici e lieve nel lasciarsi trasportare dal vento.
Francesco Guccini, Paolo Benvegnù, Perturbazione, Andrea Appino di Zen Circus, Vivian Lamarque, Franco Buffoni, Valentino Zeichen, Giuliano Scabia, Carlo Maver sono solo alcuni degli ospiti che soffieranno e diffonderanno poesia e musica in frazioni spesso trascurate dalle traiettorie turistiche usuali, ma che sono speciali finestre su panorami di rara bellezza.
Castelluccio, Poggiolforato, Monte di Badi, Guzzano, e Capugnano sono i borghi che “daranno asilo” alla rassegna, una festa vissuta gioiosamente dagli abitanti stessi, che accoglieranno i visitatori in un vero e proprio “ricevimento” culturale aperto a tutti. I buffet con prodotti locali saranno infatti preparati dalle pro loco, dalle associazioni locali, o da semplici cittadini e cittadine che desiderano contribuire alla realizzazione della manifestazione.
La partecipazione della comunità è il vero valore de “L'importanza di essere piccoli”, qui infatti gli artisti potranno incontrare e condividere le loro esperienze con gli abitanti del luogo e i visitatori, in un tempo dilatato e riparato dal “commercio” delle scadenze quotidiane. Un momento di ascolto e scambio reciproco che permette un contatto autentico e senza filtri.
Un altro aspetto caratteristico della rassegna è la totale gratuità delle iniziative proposte in calendario, ad eccezione del 9 agosto giorno in cui per partecipare alla camminata condotta da Giuliano Scabia è richiesto l'acquisto (scontato) del libro “Canti del guardare lontano”, strumento necessario per poter apprezzare appieno la serata.

Gli organizzatori hanno scelto di non accompagnare gli artisti con relatori e con presentatori, ma musicisti e poeti saranno soli di fronte al pubblico, permettendo un contatto autentico e senza filtri con chi ha scelto di trascorrere qualche ora fuori dal “traffico quotidiano” delle vacanze agostane.

IL PROGRAMMA

Si inizia lunedi 6 agosto alle ore 21 nell'ampio parco che si estende di fronte al Castello Manservisi di Castelluccio di Porretta Terme, dove la scoperta e l'ascolto della parola sarà affidata a FRANCESCO GUCCINI. Il grande cantautore emiliano si racconterà nella sua doppia veste di scrittore e cantautore, percorrendo insieme al pubblico la sua lunga carriera, che non ha certo bisogno qui di presentazioni. Un modo inedito e speciale di conoscere una delle voci più amate del panorama italiano da molti decenni.  Farà da contrappunto a questo speciale racconto il giovane cantautore toscano ANDREA APPINO degli Zen Circus, band che si sta imponendo negli ultimi anni all'attenzione del pubblico nazionale, e che può vantare numerose collaborazioni con artisti internazionali, dalle sorelle Kim e Kelley Deal (Pixies, Breeders, The Kelley Deal 6000), a Brian Ritchie, bassista dei Violenti Femmes, fino all’incontro con il tastierista Jerry Harrison dei Talking Heads e con il chitarrista Giorgio Canali (CCCP, C.S.I., PGR).

Il secondo appuntamento è previsto per martedi 7 agosto quando la rassegna alle ore 21 si sposta a Poggiolforato, nel comune di Lizzano in Belvedere, sotto le vette del Corno alle Scale, ospite dell'associazione “Il Rugletto”. Sarà VALENTINO ZEICHEN, uno dei poeti riconosciuti come tra i più importanti e raffinati della scena nazionale contemporanea, ad aprire una serata che potremmo definire 'capitolina'. La poesia narrativa di Zeichen - a detta della critica - è caratterizzata da un forte estro creativo ed è apprezzabile anche grazie alla sua scorrevolezza e per il sottile senso di umorismo che la contraddistingue. E sul filo dell'umorismo e della satira si proseguirà, con due giovani autori romani: GRAZIANO GRAZIANI, giornalista e scrittore, leggerà infatti dal suo ultimo libro "I sonetti der Corvaccio", una particolare raccolta alla "Spoon River" ambientata in un bizzarro camposanto dialettale. Graziani sarà accompagnato alla chitarra dagli stornelli dal critico teatrale e scrittore SIMONE NEBBIA. Si chiuderà l'appuntamento brindando col vino dei colli assieme agli autori. 

Dagli scorci regalati dalle valli del più alto monte dell'Appennino bolognese si passerà alle dolci colline del comune di Camugnano che, come una corolla, circondano il piccolo borgo della Pieve di Guzzano, la chiesa, le cui prime tracce risalgono al X secolo, farà da sfondo alla lettura e al concerto di mercoledi 8 agosto. Dalle ore 21, infatti, si potrà ascoltare la poesia di FRANCO BUFFONI, le cui pluripremiate raccolte sono ora riunite nella prestigiosa collana degli Oscar Mondadori. Buffoni, che è anche traduttore, docente universitario, saggista e romanziere, è apprezzato non solo in Italia, come dimostrano le traduzioni delle sue poesie in inglese, francese, tedesco, spagnolo, olandese. Seguirà alla lettura l'atteso live acustico della band torinese PERTURBAZIONE, tra i gruppi più interessanti della scena italiana (tra l'altro vincitori del premio "Miglior Tour Italiano 2003" al Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza). Sono stati inoltre protagonisti di prestigiosi eventi, come la sonorizzazione della copia restaurata dal Museo Nazionale del Cinema di “Maciste” e lo spettacolo teatrale “Le città viste dal basso” (con i cantanti di Massimo Volume, Baustelle, La Crus, Virginiana Miller e altri).

Sarà invece itinerante ed esclusivo per la rassegna il seminario “camminante” condotto da Giuliano Scabia giovedì 9 agosto alle ore 18 (prenotazione obbligatoria: 349 5311807) quando si scoprirà un borgo segreto, nascosto tra castagneti secolari e sentieri suggestivi che porteranno al Monte di Badi nel comune di Castel di Casio e al suo antichissimo Oratorio Sant'Ilario. Si intitolerà “I canti del guardare lontano” questa 'meditazione sulla passeggiata' che prende le mosse dall'omonima raccolta poetica di Giuliano Scabia recentemente uscita per Einaudi. Giuliano Scabia, uno degli artisti più importanti della seconda metà del novecento guiderà attraverso i boschi una passeggiata davvero particolare coinvolgendo gli stessi abitanti dei borghi che custodiscono la bellezza di questi luoghi dimenticati. Negli anni 70 Giuliano Scabia insegnava a Bologna e portava a Franco Basaglia, nel manicomio di Trieste,una lunga esperienza compiuta con il teatro di strada, con studenti, attori, musicisti, e nelle aule universitarie. Giuliano Scabia è un uomo di teatro, un poeta, narratore e drammaturgo, uno degli iniziatori del Nuovo Teatro, "protagonista di alcune tra le esperienze teatrali più vive e visionarie degli ultimi anni" (Gianni Celati, I narratori delle riserve), "viandante in un tempo sospeso dove si può ancora sperare di entrare in una foresta e trovarvi magari delle fate e poi discutere di comunismo" (Paolo Mauri, La Repubblica). E anche la passeggiata ideata per “L'Importanza di essere piccoli” passerà attraverso diverse tappe, tasselli di un racconto speciale che si lega in modo stretto ai luoghi che si attraverseranno: storie degli abitanti, poesie dedicate all'Appennino, narrazioni di epiche gesta come la fondazione delle scuole in montagna. Il contraltare musicale sarà il bandoneon di Carlo Maver, eclettico musicista di respiro internazionale.

L'ultima sera è quella della festa nel prato antistante la Chiesa di San Michele Arcangelo a Capugnano, una piccola frazione del comune di Porretta Terme. Qui venerdì 10 agosto alle ore 21 la poesia sarà quella degli splendidi versi di VIVIAN LAMARQUE, milanese d'adozione e Ambrogino d'oro nel 2008 quale riconoscimento al suo lavoro da parte della città. Oltre a contare numerose pubblicazioni e premi di poesia, il suo lavoro di autrice comprende una quarantina di fiabe tradotte in varie lingue (Premio Rodari 1997, Premio Andersen 2000). Ha inoltre tradotto, tra gli altri, Valéry, Baudelaire, La Fontaine e da vent’anni scrive sul Corriere della Sera. Chiuderà il festival il cantautore PAOLO BENVEGNù, fondatore degli Scisma (band plurivincitrice di Arezzo Wave e del Premio Ciampi), e che da alcuni anni  porta avanti una brillante carriera da solista che lo vede collaborare tra gli altri con David Riondino, Stefano Bollani, Irene Grandi e  Afterhours. Tra i molti estimatori del lavoro di Benvegnù citiamo almeno Mina, che ha inserito e reinterpretato in un proprio cd una canzone del cantautore ligure. Il suo ultimo album “Hermann”, presentato tra l'altro nella trasmissione televisiva “Parla con me” di Rai 3, ha ricevuto il Premio Radioindie Music Like, come artista più trasmesso dal circuito radiofonico che determina la classifica Indie Music Like e si è classificato secondo alle Targhe Tenco 2011, nella categoria miglior disco in assoluto dell’anno. Inoltre Paolo Benvegnù è tra i vincitori del PIMI (premio miglior solista dell’anno) - Premio Italiano Musica Indipendente 2011.

L’iniziativa è realizzata con il contributo di Regione Emilia Romagna, Arci Bologna, Fondazione del Monte, Coop Reno, Banca di Imola Filiale di Porretta Terme, Banca di Credito Cooperativo Alto Reno

Con il sostegno dei comuni di Camugnano, Castel di Casio, Porretta Terme.

Con la collaborazione e il sostegno di:
ANTICA FORNERIA CORSINI di Porretta Terme
ASSOCIAZIONE AMICI DEL CASTELLO MANSERIVISI PRO LOCO “IL FAGGIO”
ASSOCIAZIONE IL RUGLETTO
ASSOCIAZIONE LA PIEVE DI GUZZANO
ASSOCIAZIONE PARROCCHIALE “BEATA VERGINE DELLE NEVI”
CENTRO TURISTICO LA PROSSIMA di Castel di Casio
CHIOSCO DEL LAGO DEI F.LLI TAVIANI LAGO DI SUVIANA (CASTEL DI CASIO).
GELATERIA LA BARACCHINA di Porretta Terme
HOTEL HELVETIA THERMAL SPA
LIBRERIA L'ARCOBALENO di Porretta Terme
PARROCCHIA DI CAMUGNANO
PRO LOCO DI CAPUGNANO
THE CALIFFO PUB di Porretta Terme

INFO E PRENOTAZIONI
gli eventi del 6, 7, 8 e 10 agosto sono a ingresso gratuito
9 agosto ore 18 ingresso (compreso di libro): 12 euro  (prenotazione obbligatoria)

Le foto degli artisti e dei luoghi in cui si svolgerà la rassegna sono disponibili all’indirizzo: www.arcibologna.it/area_stampa

Come raggiungere i borghi. Indicazioni stradali:

www.sassiscritti.wordpress.com
sassiscritti@gmail.com
mob: 349 5311807 | 349 3690407

ufficio stampa arci bologna:
Rossella Vigneri (+39 349 8354451)
ufficiostampa@arcibologna.it

ufficio stampa SassiScritti:
Azzurra D'Agostino | 349 5311807 | azzurradagostino@gmail.com
Daria Balducelli | 349 3690407

giovedì 16 luglio 2026

Saguatti, Cattaneo e Toselli vincono il Faraexcelsior 2026: complimenti!

Grazie di cuore alla giuria della sezione Poesia del Faraexcelsior 2026 che ha scelto con passione e competenza fra opere di notevole qualità le seguenti (per la sezione Racconto/saggio v. qui):


Poeti Faraexcelsior 2026

I classificato

Raggiungimenti e congiunzioni 
di Piero Saguatti (Bologna)

Piero Saguatti artisticamente nasce cantautore poi scopre il fascino dei versi frequentando il Laboratorio di Parole, grazie ad alcuni noti maestri del contesto emiliano-romagnolo. Partecipa a diversi concorsi poetici riscuotendo ottimi risultati. Nel 2017 finalista al I concorso “Versi Congiurati” promosso da Fara Ed. che ne pubblica la silloge Il peso degli istanti. Nel 2022 pubblica Un bambino anni sessanta con Epika Edizioni. Nel 2025 pubblica Planimetrie esistenziali con Edizioni La Gru. Non è un letterato ma un progettista tecnico che ama la parola e la magia dell’arte creativa.

«In questa raccolta, le immagini scelte per raccontare le dirompenti giravolte e tormente tipiche dell'esperienza amorosa mi hanno colpito per la loro immediata chiarezza: sono dirette, concrete, appartenenti all'universo della quotidianità di ognuno e in cui tutti riusciremmo a calarci per empatizzare con il poeta, il quale a mano a mano, si rende consapevole dell'inganno della giovinezza pronto a trasformarsi nel tempo in cinismo nostalgico della vecchiaia.
Nel raccontare le sensazioni che l'esperienza amorosa ha suscitato in lui, il poeta ricorre anche ad immagini naturali: “prima alla luce c'eri anche tu“, “noi che siamo stati tralci verdi / rampicanti raspi legnosi di / costanza“, nelle quali ho inevitabilmente percepito una minuscola eco di dannunziana memoria e che ho apprezzato per l'adattamento al contesto della contemporaneità.
Molto interessante anche l'uso di immagini casalinghe (le pieghe del letto, il materasso) nelle quali quello scrigno d'amore diventa vuota assenza sfociata nello “scheletro gelido di una panchina" o in un “cielo / immenso senza fiocchi“.
A quel punto, parte la missione di ricerca identitaria che l'io lirico cerca di affrontare nel modo più intimo possibile, in quel “disordine familiare che non / spaventa“ di un letto sfatto in cui rimane da solo a dormire, come unica àncora di salvataggio dalla tormenta in mare aperto dell'amore finito.
Ciascuno di questi elementi concorre a fornire una rappresentazione dell'esperienza amorosa diversa dal normale, non conforme alla normale tradizione poetica, ma calata in scenari e stralci di quotidianità spesso duri e non consolatori, ma da apprezzare perché sinceri. C'è una presa di coscienza molto interessante da parte del poeta del solco irreparabile emerso fra sé e la persona amata che lascia al lettore un poetico e definitivo senso di grigia amarezza.» (Stefano Calemme)

«Questi raggiungimenti cosa sono? Probabilmente rappresentano un ritorno in/a sé stessi, una promessa che non sempre può essere mantenuta ma dopotutto può risolversi in una nuova dimensione: “… mi sento bene finalmente/nel ritrovarmi, risolvendo l’insieme/del mio piccolo io nel mondo intero e viceversa“.
Dunque le congiunzioni potrebbero essere le tensioni (tentativi?) destinate a sfarsi nel tocco o urto con ciò che viene raggiunto se non si sa spostare lo sguardo?
Ci si trova di fronte ad una raccolta di bellissimi testi, malinconici e vivi, ermetici al punto giusto. Ma qual è il punto giusto? Forse quello che richiede una seconda lettura: alla prima si resta colpiti dal ritmo del verso ma subito dopo si può apprezzare la coerenza delle metafore, oscillanti tra il quotidiano e l’esistenziale, tra ciò che è visibile e toccabile e ciò che invece vuole sostare nel mistero; sono poesie che invitano il lettore a restare un po’ in equilibrio su questi confini.
Una raccolta che si potrebbe definire di poesie d’amore (dove il cuore non è mai solamente un organo ma neppure è sentimento, forse entrambe le cose insieme, contemporaneamente): “… il cuore ha due gobbe rosse piene di lacrime / e una punta sola per sgonfiarle / o magari per ferirsi ancora“; “… ho scoperto… che l’amore pur facoltativo / può salvare l’anima, benedirla / esorcizzare le emozioni che non sanno stare in fila“.
Lo stile, la forma, spesso concitata, va di pari passo con l’appello ad elementi naturali (che non sono mai solo quello) o al corpo sofferente poi guarito e infine ritrovato: “… l’unione di quest’anima volatile al mio corpo / procede, fra alti e bassi / dipende da come girano le correnti / dalle stagioni/ma siamo ancora insieme dopo tanti anni“.» (Valeria Raimondi)



II classificati ex aequo


L’atlante delle assenze
di Mattia Cattaneo (Treviolo, BG)

Mattia Cattaneo è nato a Trescore Balneario (BG) nel 1988, abita a Treviolo (BG) ed è laureato in Scienze della comunicazione. Adora la montagna e la natura. Lavora come assistente educatore presso una cooperativa. Dal 2019 è cofondatore dell’associazione culturale Architetti delle Parole con Carlo Arrigoni portando in scena numerose letture sceniche. Ha pubblicato alcuni libri di poesia e tre romanzi. Gestisce il gruppo FB Circolare Poesia e la trasmissione radiofonica omonima con l’obiettivo di diffondere la poesia.

«Si tratta di una raccolta di poesie molto brevi: quasi tutte sono composte da tre versi. L’autore si dimostra capace di condensare in poche parole la peculiarità di un singolo istante avvalendosi di un ritmo adeguato.» (Annalisa Ciampalini)


«Il fascino del testo breve, rarefatto ed evocativo, non smette di mietere vittime e perdura ormai da oltre un secolo nella tradizione poetica italiana, almeno dal 1916, anno in cui Ungaretti dà alle stampe Il Porto Sepolto. Anche se i folgoranti e celeberrimi versi brevi di Ungaretti non sono direttamente legati alla forma dell’haiku giapponese, (apparso molto prima, nel XVII secolo), è chiaro che un poeta italiano che si cimenti con forme ristrette come quelle presenti in questa raccolta debba fare i conti con una davvero ingombrante tradizione poetica, che viene richiamata per forza di cose in presenza di testi come: “Ho lasciato il cuore / appeso / a un filo di nebbia oppure Resto vivo / nel vapore breve / dei vetri appannati“. Eppure, in questo Atlante delle assenze, la scrittura suona autentica, ancora capace di accendere visioni, di suscitare l’inspiegabile del poetico. E poco importa se qua e là ci sembra di ascoltare una voce familiare, forse un già sentito: non basta a privarci del piacere di leggere e immaginare.» (Davide Valecchi)

«In questa infodemia e rimbombo di parole già dette una raccolta di terzine mi pare davvero l'inizio della rivoluzione di cui abbiamo bisogno. Distillare il senso in pochi versi non è per tutti e io le trovo di una discreta qualità.» (Alessia Boldrini)



Alienazione
di Socrate Toselli (Latina)

Socrate Toselli ha 40 anni e vive a Latina insieme alla sua compagna e a sua figlia Bendetta, una bimba di quasi tre anni. Svolge la professione di avvocato. Ha pubblicato nel 2024 due raccolte poetiche: Dentro una cosa sola (Ensemble) e Trovare un cuore (Fara Editore).

«Come viene esplicitato anche dal titolo, la raccolta presenta un tema di fondo che unisce i vari componimenti: il rapporto disadattato ed estraneo fra l'essere umano e il mondo in cui vive, fatto di automatismi, prospettive senza futuro e perdita di valori. Il soggetto è esistenzialmente alienato (“Qui il mondo gira sempre più veloce / e io questi luoghi non li riconosco) e ricerca una forma di salvezza nella fede“ (La luce di Cristo è l'unico riparo).
Il principale punto di forza rimane la coerenza testuale: sembra che ogni poesia rientri in un discorso unico, c'è una forte identità intrinseca. Interessante l'uso di immagini naturali come il mare aperto e anche la tangibilità di certe riflessioni filosofiche che non rimangono mai astratte.» (Stefano Calemme)

«Immediatamente ho pensato a Montale e alla lirica Forse un mattino…, dove sono più reali vuoto e nulla rispetto a paesaggi e oggetti percepiti dai sensi definiti come l’inganno consueto.
Il titolo della bellissima raccolta che mostra un’evidente e consapevole musicalità è, peraltro, davvero esplicito! Si tratta di liriche che esplorano il tema della contraddizione dell’esistenza, della perdita, fuori e dentro, dei punti di riferimento e forse anche della voce per dirli: “… qui il mondo gira sempre più veloce / e io questi luoghi non li riconosco / ma non ne ho altri dove trovare posto / e aggiungere al borbottio di fondo / la mia voce“.
“Esistono poeti che chiamo di fiume e altri che chiamo poeti di lago“, mi disse un poeta contemporaneo durante una presentazione. Ecco, questa raccolta somiglia a un giro attorno ad un lago (stagno?) dove si percorre il perimetro e si torna sempre al punto di partenza.
Anche la vita, definita dall’autore un gioco (dove non è prevista vittoria), compie un giro, o più giri, senza grandi spostamenti, senza pacificarsi né risolversi dentro un io (e un mondo), appunto alienato.
Anche l'invocazione ad un essere superiore si dissolve contro un muro dove rimbalzano i gemiti dell'uomo; eppure non si smette di chiedere qualcosa: “… vienimi in sogno a dirmi che la vita / è durata un attimo soltanto / che il tempo andato adesso è permanente / e ogni giornata che dal sole è invasa / ritorna ancora per essere vissuta, / le cose perse tutte al loro posto/e che alla fine ci si ritrova a casa“.» (Valeria Raimondi)




Opere votate

Apericeneri
di Pietro Roversi (Milano)

Pietro Roversi (Novara, 18/04/1968) fa il biologo strutturale. Ha lavorato prima in Regno Unito (1995-2021) e ora in Italia. Assieme ai suoi collaboratori, studia i meccanismi molecolari che lieviti, piante e animali hanno evoluto per garantire il piegamento corretto delle loro glicoproteine. In alcuni pazienti che portano una mutazione congenita in un gene di glicoproteina, gli stessi meccanismi originano malattia congenita rara, e la loro modulazione ha potenziale terapeutico. Nei/dei guai, scrive poesia in Italiano: Una crisi creativa (Puntoacapo 2010), Vamosaver (Gattomerlino 2014), Fratellanza (Oèdipus, 2017), I pinguini dei tropici (Arcipelago Itaca, 2017), Tirare l'acqua (Gattomerlino, 2019), Kaiser (Arcipelago Itaca, 2024).

«Una raccolta segnata da una voce poetica colta, potente, autenticamente contemporanea, originale, che usa gli artifici retorici (numerose sono rime, consonanze e assonanze) in chiave parodistica, ironica e ritmica e che in testi di taglio prosastico, antinovecentesco, delinea una visione ferocemente atea, sostenuta da un uso sistematico di un registro quotidiano e colloquiale, salvo poi avventurarsi di frequente in costruzioni sintattiche complesse che denotano il perfetto controllo dell’ autore sull’arsenale dei propri strumenti linguistici. Emblematica a questo riguardo una serie di componimenti ispirati alla Via Crucis, di cui riporto la stazione I: “I: Gesù è condannato a morte / La Via Crucis va vista / come la guarda un animale: / la gente in ansia, / il blu uno zaffiro, / il bianco un marmo, / la croce una trave“. Quando però l’apparato, per così dire “ideologico”, della poetica autoriale rimane in sottofondo, la parola si apre verso squarci di una profonda e calda umanità fatta di affetti, ricordi, amori, relazioni, oggetti quotidiani. Ed è proprio in questi testi (che preferisco) che il rifiuto del sacro istituzionalizzato fa fiorire un nuovo tipo di sacralità non dichiarata ma ben presente: carnale, realistica e, ancora, profondamente umana, come si può appurare in un testo come: “Espandono la coscienza / una credenza, un armadio / ordinato. Un cassetto d’intimo / lavato stirato sistemato. / Non a tutti questo è dato: / nel deliquio, a chi sviene, / taglia il tiepido delle vene / in vasca o tana; invece, occorre / lo studio di concetto, il progetto / didattico, empatico, sistematico, netto: / la grammatica del riporre“. Non sfugge poi la citazione da Aldo Busi (“Bisogna essere profondamente e scientemente anticlericali”), al quale viene, con ovvia ironia, attribuito senza nominarlo l’appellativo di “Sommo”, in uno dei primi testi della raccolta. Una citazione che vale quale sigillo autorevole di una visione artistica matura e forte, dispiegata senza incertezze.» (Davide Valecchi)


Sostantivo plurale
di Eugenio Schiavo (Fano, PU)

Eugenio Schiavo è nato a Fano (PU) il 7 novembre 1947. Laureato in Farmacia e Biologia e quasi in Filosofia. Ha fatto vari lavori in diverse città italiane e oggi è in pensione. Organizza presso la MeMo Mediateca Montanari a Fano la Cage Philosophe, una serie annuali di lezioni, conferenze e dibattiti. Ha creato con alcuni amici l’associazione culturale La Stanza della poesia. Morirà in questo secolo.

«Si tratta di una raccolta varia, che mostra le molteplici sfaccettature della realtà e la varietà del mondo. L’autore si avvale di uno sguardo lucido, originale, e sa muoversi con destrezza senza mai perdere il ritmo. I versi sono quasi sempre brevi e infondono all’opera una certa vivacità.» (Annalisa Ciampalini)



«Questo poemetto colpisce innanzitutto per l'ambizione della sua costruzione e per la consapevolezza della propria voce. È una scrittura che non teme la complessità e che sceglie di attraversare il dolore, l'amore, la solitudine, la memoria e il disincanto senza mai rinunciare alla forza dell'immagine poetica.
L'autore/autrice riesce a trasformare Roma in molto più di un semplice sfondo narrativo: la città diventa organismo vivente, coscienza, metafora dell'esistenza, luogo in cui il tempo personale e quello della storia finiscono per sovrapporsi fino a confondersi. Accanto a questa dimensione si sviluppa una riflessione intensa sulla condizione umana, condotta con uno sguardo lucido, spesso ironico, capace di alternare registri linguistici differenti senza perdere unità espressiva.
Particolarmente riuscita è la capacità di fondere riferimenti culturali e letterari con una materia profondamente vissuta. Le numerose citazioni e gli echi della tradizione non hanno funzione ornamentale, ma dialogano con una voce autentica, che riesce a renderli parte integrante della propria esperienza poetica. Il risultato è un testo colto senza risultare compiaciuto, ricco di rimandi ma sempre fedele a una forte identità espressiva.
Si avverte, lungo tutto il poemetto, una tensione costante tra disincanto e desiderio di assoluto, tra il peso del quotidiano e la ricerca di un senso più profondo. È proprio questa tensione a sostenere l'intera architettura dell'opera e a conferirle un respiro ampio, capace di accompagnare il lettore ben oltre il singolo componimento.
Ci sono opere che chiedono semplicemente di essere lette. E altre che domandano al lettore di abitarle. Questo poemetto appartiene a queste ultime: si attraversa come una città al tramonto, con la sensazione che ogni strada custodisca una domanda sulla nostra stessa esistenza.» (Anna Ruotolo)


Sul silenzio posa gli occhi
di Adalgisa Zanotto (Marostica, VI)

Adalgisa Zanotto vive a Marostica (VI). Suoi racconti e poesie sono inseriti in numerosi volumi fariani. Con Fara: ha vinto il concorso Rapida.mente 2015 (sez. Racconto) con pubblicazione nella omonima antologia. Nel 2016 esce la raccolta di racconti Celestina. II al concorso Versi con-giurati, ha poi vinto la pubblicazione di Sussurri e respiri (2017). Nel 2018 ha pubblicato l’opera poetica D’ora in poi (Menzione al Premio Montano 2018 e al Premio Di Liegro 2019) con la Prefazione di Gianni Criveller premiata al Città di Forlì 2019. Nel 2020 è uscita la silloge Ho da dirti in segreto.

«Nonostante la necessità, forse, di un piccolo editing, la trovo una raccolta poetica fresca, contemporanea. Lo stile è limpido, narrativo, una scrittura piana che diventa, per chi legge, facilmente casa e riposo e dubbio. Non sfida il lettore con arzigogoli e virtuosismi lirici, ma accompagna delicatamente l'immaginario in un dialogo intimo e, se vogliamo, anche complesso e strutturato. È un percorso tra immagini nitide e riflessioni aperte, ma sfidanti. Nella composizione domina un pacato equilibrio di forze evocatrici immaginifiche, manca solo un poco la parte ritmica.» (Alessia Boldrini)


Il mare intero
di Sonia Guida (Roma)


Sonia Guida nasce a Lecco ma cresce a Salerno, affacciata sul mare. Avvocato, lavora a Roma in una Istituzione Pubblica e si occupa prevalentemente di diritto delle tecnologie e sistemi di pagamento; su questi temi ha tenuto lezioni e pubblicato approfondimenti. Ha di tanto in tanto pubblicato poesie in monografie e antologie, articoli su riviste e testi per cinema e televisione, ricevendo una segnalazione di merito al concorso internazionale di Poesia “Poesie di donne” (FENALC). Da un certo punto della sua vita il suo viaggio costante ha smesso di partire da ciò che accadeva intorno a lei per incominciare dal corpo, o da qualcosa che c'è prima del corpo.


«Trovo una coerenza di senso che accompagna la lettura della silloge. Scelte stilistiche definite, dal punto di vista del lettore, come quelle degli appunti post-scriptum o ante-scriptum che potrebbero essere divisive. Personalmente propugno sempre con una certa veemenza ciò che è divisivo. I corpi poetici sono evocativi e la ritmica è presente sia dal punto di vista dei suoni che da una veloce frammentazione dei versi. C'è una certa verbosità, ma non ci aspettavamo niente di diverso dopo un esergo che cita Jung.» (
Alessia Boldrini)



Se l’amore è questo
di Colomba Di Pasquale (Civitanova Marche)


Colomba Di Pasquale (1968) abruzzese, vive nelle Marche: Tra le sue opere in versi: Viaggio tra le parole, Del Monte Editore (2006); Una vita altrove, Nicola Calabria editore (2007); Il resto a voce, Fara Editore (2008); Dulcamara con la prefazione di Vivian Lamarque, Genesi Editrice (2010); Il mio Delta e dintorni con la prefazione di Vivian Lamarque, Fara Editore (2014); Circostanze certe, Fara Editore (2017); Poesie minuscole con la prefazione di Vivian Lamarque, Fara Editore (2020).

«Questa raccolta possiede un merito che oggi non è affatto scontato: crede profondamente in ciò che racconta. Ogni testo nasce da un sentimento autentico e non dalla volontà di costruire una poesia. La poesia, infatti, procede. L'autore/autrice affida alla figura di Mosè non soltanto il ruolo di animale amato, ma quello di approdo esistenziale, di casa, di cura, di antidoto alla solitudine. È un amore che non teme il pudore e che, proprio per questo, riesce a toccare corde universali.
Le immagini più felici sono quelle in cui la quotidianità si trasfigura senza sforzo: il respiro raccolto nel palmo della mano, le passeggiate tra le foglie, il sonno condiviso, il cane che diventa “salmo“, “presepe“, “albero di Natale“, “pezzetto di luna“. In questi passaggi il linguaggio trova una naturalezza che lascia intravedere una sensibilità delicata, capace di riconoscere il sacro nelle piccole cose.
Ho apprezzato soprattutto la sincerità della scrittura. Si avverte che ogni poesia nasce da un'esperienza realmente vissuta e custodita con gratitudine, senza artifici e senza la ricerca dell'effetto. La raccolta mantiene una propria coerenza emotiva e una voce riconoscibile, scegliendo volutamente la semplicità per raccontare un legame profondo e restituendo al lettore un'idea di amore fatta di presenza, cura e fedeltà.
Una silloge che si legge con partecipazione e che ricorda come la poesia possa nascere anche dai gesti più piccoli, quando sono attraversati da uno sguardo autentico e da un sentimento capace di trasformare la quotidianità in memoria.» (Anna Ruotolo)

«Ha una potenza di coerenza di senso straordinaria, uno stile bambino, scherzoso, ma definito ed indefesso. È una silloge che parla dell'amore per un cane da parte del suo umano, ma sembra il linguaggio dell'amore assoluto che hanno i cani nei confronti dei loro umani. Mi piace pensare l'abbia scritta un Golden Retriever, se solo avesse il dono della parola… e con l'accezione più straordinaria del "scritto da cane”.» (Alessia Boldrini)