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lunedì 31 gennaio 2011

Claudio Damiani a Pratola Serra 5 feb

Prosegue con grande successo la rassegna “A Volte, Ieri, Domani”, promossa dall’Associazione “Agorà” di Pratola Serra. L’iniziativa ha lo scopo di valorizzare l’arte, la storia, la scrittura, la musica, con la presenza dei protagonisti della cultura italiana. Appuntamento prestigioso dall’Agorà sabato 5 Febbraio, alle ore 18,30, presso l’Oratorio di Pratola Serra, con uno dei più importanti poeti europei, Claudio Damiani  che presenterà la sua ultima opera “Poesie”, Fazi, Roma 2010,a cura di Marco Lodoli.

I versi saranno introdotti da Franco Arminio, Enzo Rega e Paolo Saggese, e declamati dagli attori della compagnia Teatro nel Teatro di Pratola Serra con sottofondo musicale. A moderare la serata sarà Stefania Marotti - Il Mattino. Le conclusioni sono affidate a Giuseppe Iuliano, mentre il coordinamento artistico è a cura di Antonietta Gnerre. La manifestazione è in collaborazione con le associazioni PremioPrata, Festival della Poesia dei Paesi del Mediterraneo, Quaderni di Cinemasud e Sorgenti di Sapere.

Claudio Damiani è un affermato poeta italiano, nato nel 1957 a San Giovanni Rotondo, vive a Roma dall'infanzia. Ha pubblicato le raccolte poetiche Fraturno (Abete,1987), La mia casa (Pegaso, 1994, Premio Dario Bellezza), La miniera (Fazi, 1997, Premio Metauro), Eroi (Fazi, 2000, Premio Aleramo, Premio Montale, Premio Frascati), Attorno al fuoco (Avagliano, 2006, finalista Premio Viareggio, Premio Mario Luzi, Premio Violani Landi, Premio Unione Scrittori) e Sognando Li Po (Marietti, 2008, Premio Lerici Pea). Ha curato i volumi: Almanacco di Primavera. Arte e poesia (L'Attico Editore, 1992); Orazio, Arte poetica, con interventi di autori contemporanei (Fazi, 1995); Le più belle poesie di Trilussa (Mondadori, 2000). È stato tra i fondatori della rivista letteraria Braci (1980-84). Suoi testi sono stati tradotti in diverse lingue (tra cui principalmente inglese, spagnolo, serbo, sloveno, rumeno) e compaiono in molte antologie italiane (anche scolastiche) e straniere. Collabora con vari giornali tra cui la cronaca di Roma di «Repubblica».

Scrive Marco Lodoli, nell’ampia introduzione al libro: ”La poesia di Claudio Damiani ha un timbro e una sostanza immediatamente riconoscibili, perché afferra il cuore e perché viene da lontano – dal sempre, direi, se il sempre fosse una categoria letteraria. Certo, la classicità nutre questi versi come una madre fa con un figlio: non si tratta di colti recuperi di forme metriche e compositive, di un nobile omaggio alla tradizione, ma di un’adesione profonda allo spirito della poesia più vera, quella che non divaga e non si distrae in inutili acrobazie stilistiche, che non vuole scandalizzare o sorprendere grattando i nervi, ma che rimane costantemente fedele, persino nella sua metrica, al ritmo profondo dell’esistenza”.

 (AG)

giovedì 7 aprile 2011

L’intervista a Claudio Damiani



La poesia di Claudio Damiani trasforma il mondo col peso delle cose più vere. Nato nel 1957 a San Giovanni Rotondo vive a Roma dall'infanzia. Ha pubblicato le raccolte poetiche Fraturno (Abete,1987), La mia casa (Pegaso, 1994, Premio Dario Bellezza), La miniera (Fazi, 1997, Premio Metauro), Eroi (Fazi, 2000, Premio Aleramo, Premio Montale, Premio Frascati), Attorno al fuoco (Avagliano, 2006, finalista Premio Viareggio, Premio Mario Luzi, Premio Violani Landi, Premio Unione Scrittori), Sognando Li Po (Marietti, 2008, Premio Lerici Pea), Poesie (1984-2010, Fazi, 2010, a cura di Marco Lodoli). Ha curato i volumi: Almanacco di Primavera. Arte e poesia (L'Attico Editore, 1992); Orazio, Arte poetica, con interventi di autori contemporanei (Fazi, 1995); Le più belle poesie di Trilussa (Mondadori, 2000). È stato tra i fondatori della rivista letteraria «Braci» (1980-84). Suoi testi sono stati tradotti in diverse lingue (tra cui principalmente inglese, spagnolo, serbo, sloveno, rumeno) e compaiono in molte antologie italiane (anche scolastiche) e straniere. Collabora con vari giornali tra cui la cronaca di Roma di «Repubblica».

 I poeti – scriveva Rilke-  sono “le api dell’invisibile”, filtrano e recuperano con le parole la magia e lo stupore. Sei d’accordo con questa prima definizione di poeta?
Sì, amo molto Rilke, e anche molto le api, che ammiro per la loro capacità costruttiva e le tecniche meravigliose di orientamento e navigazione aerea, agricoltura e allevamento, e attività produttive in genere (miele, propoli, cera ecc.). E poi anche Petrarca diceva che il poeta è come l’ape, prende da tutti i fiori ma produce un miele inconfondibile.

Chi è Claudio Damiani, secondo Claudio Damiani, e non secondo gli altri?
Un territorio in gran parte inesplorato. Anche perché, quando lui vorrebbe conoscersi, si fanno avanti tutti meno lui. Però è contento di sentire tutte queste voci, le lascia parlare e le lascia vivere, e così si dimentica di sé: che è forse la cosa migliore.

Che  cos’è la poesia per te?
Qualcosa che sta già in cielo e viene fra noi, come la vita.

Da quanti anni scrivi poesie?
Da 35 anni, mi avvicino alla pensione.

Qual è stato il poeta più importante per la tua formazione?
Petrarca. L’ho scoperto dopo il liceo. Mi sono accorto che pur avendo sette secoli era più vivo e attuale dei contemporanei, più chiaro e nuovo. Ma attenzione: non tanto nei contenuti, quanto nella lingua (e questo è lo strano, perché i linguisti dicono che la lingua cambia).

Qual è il poeta che, in questo periodo, ami di più?
Ne amo troppi per dirlo. Posso dire che cosa in questo periodo mi accade di scoprire o riscoprire. Ho trovato recentemente molte cose in Campana che in passato non avevo visto; spinto da una traduzione bellissima di Davide Rondoni (che a mio avviso supera tutti i tentativi precedenti) sto rivedendo e rileggendo Baudelaire in un’ottica nuova, allontanandolo dal novecento (e anche dall’ottocento).

Un verso fondamentale per viaggiare nel futuro.
Più che un verso ci vorrebbe una formula magica. Poesia e magia hanno molte cose in comune, con la differenza che la poesia è molto più efficace, però. In effetti la vera sorella della poesia è la scienza: tutte e due pensano cose vere, vedono e basta, non inventano.

Tre libri da tenere sempre sul comodino.
Omero, Bibbia, Canone confuciano (libro delle Odi compreso)

Parlaci  del tuo ultimo lavoro.
Ho una raccolta inedita praticamente finita già da un po’, che si intitola “Il fico sulla fortezza”. Mi sembra la cosa più complessa che ho scritto finora, anche se forse io sto scrivendo da tanti anni un unico libro, il solito canzoniere. Comunque in queste poesie nuove (di cui ho messo una scelta nell’antologia appena uscita per Fazi) mi concentro sul cielo, l’universo, sulla relazione (di somiglianza) cielo-terra, e sulla relazione (sempre di somiglianza) materia-vita.

La tua è una poesia in movimento, perché  anticipa il pensiero di chi la legge. Una poesia che viaggia come seme inesauribile sul terreno bianco delle pagine. Qual è la fonte della tua ispirazione?     
La fonte della mia ispirazione sono gli “esseri”, che possono essere umani, animali, piante, cose (e viene in mente quel gioco famoso dei bambini dove tra l’altro, me lo ricordo bene, c’era sempre da discutere se una cosa apparteneva a una categoria o a un'altra, essendo molto chiaro anche ai bambini come sia impossibile tracciare confini netti), tutte cose viventi che dunque agiscono e si relazionano, si armonizzano e dialogano, e che mi stupiscono, mi sorprendono, mi prendono in contropiede.

domenica 24 febbraio 2013

Su Il fico sulla fortezza di Claudio Damiani

FaziEditore, 2012 

recensione di Dante Maffia
 
Enzo Siciliano, parlando della poesia di Claudio Damiani, ha usato la parola “solfeggio” e credo che abbia colto in pienezza il fare di questo poeta che incentra il suo dettato sulla leggerezza, sui minimi sussulti del senso, sulle annotazioni che sembrano marginali e che spesso, invece, risultano essenziali se non capitali nell’economia del discorso poetico. Mi verrebbe da dire che il solfeggiare di Damiani ha la magia di saper cogliere le valenze nascoste della realtà.
Il libro è diviso in otto sezioni ognuna delle quali affronta specificamente un argomento, ma mi pare che il tutto si riannodi costantemente al camminare pacato e dolce, a un viaggio in qualche modo che vuole essere tragitto che porta verso le origini, dove poi vita e morte si ricongiungono.
Damiani comunque non si affanna a raccogliere i cocci rimasti per strada, va avanti serenamente e trova l’accento preciso e deciso che lo arresta, che lo corteggia, che gli ricorda d’esserci stato e d’esserci ancora, e proprio grazie alla immediatezza degli incontri, a quell’assaggio che si fa toccata e fuga. Così ogni immagine, di paesaggio, di persone, di animali, viene colta in una essenza quasi stilizzata che resta un bianco e nero deciso e comunque non privo di carezzevoli e mutevoli risonanze. C’è in lui una forza strana e quasi inavvertita, quella della semplicità assoluta, che riesce a fermare le concatenazioni degli eventi per un attimo in modo che la “fotografia” si possa stagliare in un dimensione che possa vivere di se stessa.
Certo, questo modo di procedere annotando ciò che si dipana dinanzi ai suoi occhi e al suo cuore presuppone la saggezza, ma non quella irritante e sussiegosa, piuttosto quella che invita, quella che apre il ventaglio della scelta. Così Damiani diventa proprio quel tappeto verde di cui parla nel libro, quel prato brucato dai cavalli e da lui stesso in modo che poi altra erba si rigeneri e cresca fresca e odorosa.
A volte un lettore sprovveduto può restare sorpreso dalla “ingenuità” di questa poesia che sembra scivolare rettilinea e graziosa come dentro una giostra per bambini, ma se poi si sofferma su ciò che Damiani offre si rende conto che si tratta di guizzi di luce colti nel fulgore più dolce e ammaliante, nel concepimento di incontri essenziali per la conservazione della dignità umana. Il poeta non forza nulla e non fa rincorse affannose, non accende falsi lumi e non carica di significati densi i versi neppure quando parla della morte, affida i suoi messaggi alle cose in sé ed è perciò che il fico sulla fortezza, i cavalli, i pappagalli, la “Cara Luna” e la “Cara poesia”, il Grìgolo, lo Schiopparello, Paprika e tutto ciò che ruota nel fiato del poeta diventano emblemi di una castità sognata e vissuta  come gaudio e come esempio da trasmettere per non coprire il mondo di stracci e farlo invece restare indenne, solare, aperto al sorriso.
Poesia dunque intrisa di grazia umana, di cielo sereno, di lingua che sa dire ancora pane al pane e vino al vino. Poesia, come scrive Emanuele Trevi nel risvolto di copertina, che “oltre il piacere del testo… offre una terapia sottile ed efficace come solo sanno essere i consigli di chi è capace di curare se stesso, e non smette mai di farlo”.


martedì 19 luglio 2011

Paesi e affetti 2011 a Fiera di Primiero




IX edizione
a cura di Giovanna Fozzer

Sala della Biblioteca Intercomunale di Primiero
Fiera di Primiero, via Fiume 6


VENERDÌ 29 LUGLIO 2011, ore 21
Un ritorno, un’antologia per MARGHERITA GUIDACCI
colloquio e letture di Giovanna Fozzer e Laura Beconcini

Margherita Guidacci (Firenze 1921-Roma 1992) è stata una grandissima del secolo scorso, un'autrice appartata e intensa, attenta alla cultura internazionale e al contempo immersa dentro un suo originale mondo. Animo profondamente religioso, fu traduttrice profonda e incredibilmente operosa. Come poetessa, affidò a molte raccolte le risultanze della sua intensa vocazione: le principali sono La sabbia e l'Angelo (1946), Neurosuite (1970), Inno alla gioia (1983), Il buio e lo splendore (1989).  Accompagnati dalle letture di Giovanna Fozzer, studiosa “guidacciana” e curatrice della recente raccolta Poesia come un albero e dalle acute note introduttive di Laura Beconcini, avremo modo di conoscere una  significativa selezione delle sue opere. L’ascoltatore  potrà ricavare i lampi e le ombre di una coscienza attenta, inquieta e interessata a cogliere le tracce della speranza. E troverà la durevole bellezza di una scrittrice di pregio che, una volta incontrata, non si abbandona.


MERCOLEDÌ 3 AGOSTO 2011, ore 21
Confidenze da un luogo familiare
Colloquio-incontro con il poeta Giuseppe Grattacaso, lettore dei propri testi

Giuseppe Grattacaso ha pubblicato le sue raccolte poetiche nell’arco di un trentennio, dall’esordio di Devozioni (1982) all’ultimo Confidenze da un luogo familiare (2010). Se teniamo in considerazione questo dato quel che può sorprendere  è il trovarsi di fronte a una poesia di impressionante freschezza e leggibilità e non a versi severi e necessari. Se la versificazione dell’autore è assai classica, il ritmo risulta vivace e frizzante: una ricognizione del reale, ma di quel reale che è filtrato dalla leggerezza. Da un lato il tremore, la paura, un senso di inadeguatezza; dall'altro lo stupore davanti ai piccoli e grandi miracoli dell'esistenza: il passaggio fugace di una donna, una gatta intenta a lavarsi le zampette, un imprevisto taglio di luce. Un poeta da scoprire.


VENERDÌ  5 AGOSTO 2011 ore 21
Il fico sulla fortezza
Incontro con il poeta Claudio Damiani che legge e racconta le sue poesie

Claudio Damiani è tra i maggiori poeti italiani viventi. Usa la lingua di tutti i giorni per restituire a ognuno il piacere di capire. Così è l’invito che conclude il suo volume Poesie (Fazi): guardiamo quello che ci sta vicino,/ lasciamoci ferire dalla sua bellezza/ e nella sua sapienza riposiamo il cuore.  Afferma in una intervista:  … se la parola dice solo quello che vede e non inventa niente, se la parola è necessaria e destinata  allora emoziona, incanta  e insegna.


TESTI

Guado da Anelli del tempo
di Margherita Guidacci

L’anno contiene quest’unico guado
verso di te. Ogni volta
lo trovo un poco più sommerso, l’onda
più gonfia, la corrente
più minacciosa. Eppure
io t’ho raggiunto ancora, ed ogni breve
istante che trascorro accanto a te
diviene un “sempre” e se ne nutrirà
anche il tempo deserto.





da Confidenze da un luogo familiare
di Giuseppe Grattacaso

Perciò se fosse lo sguardo circoscritto
A poche miglia, noi sapremmo solo
Il glicine, il limone marzaiolo,
il passero che salta e in un sussurro
il vento tra il ciliegio e niente intorno,
tutto finito dopo pochi passi,
appena un po’ di cielo, un tenue azzurro
e poi più niente, solo rami bassi.



da Poesie
di Claudio Damiani
Il fico sulla fortezza
ha vita molto precaria
perché quando faranno i restauri
sarà certamente tagliato.
Però sta tranquillo sotto la luce del sole
distendendo il suo ampio mantello
disuguale, incurante dell’estetica,
se ne frega di stare così in alto
non soffre di vertigini
si lascia accarezzare
dalla luce e dalle brezze tiepide
sente la nebbia, sente gli uccelli
che parlottano tra i suoi rami
.

lunedì 2 maggio 2011

Claudio Damiani alla Libreria Treves di Napoli 4 mag

Mercoledì 4 Maggio alle ore 18 
alla libreria Treves - Piazza del Plebiscito 11-12 - Napoli

Incontro con il poeta

CLAUDIO DAMIANI

che presenta il suo ultimo libro

POESIE
(a cura di Marco Lodoli)
Fazi editore

dialogherà con l'autore Giancarlo Alfano

letture di Antonietta Gnerre

In questo volume antologico il poeta romano Claudio Damiani, uno dei più apprezzati autori degli ultimi anni, raccoglie i testi pubblicati dal 1987 ad oggi.



martedì 8 febbraio 2011

Su Poesie di Claudio Damiani

FAZI EDITORE – EURO 15

recensione di  Alida Airaghi

Presso l'editore Fazi è recentemente uscito un volume antologico del poeta romano Claudio Damiani, che raccoglie testi pubblicati dal 1987 ad oggi. Nella sua ammirata ed affettuosa prefazione, Marco Lodoli afferma che in questi versi, classici e cristiani insieme, l'autore “sogna un'eternità che comprenda il prima e il poi, l'ora in cui ancora non eravamo e quella in cui forse ci ritroveremo senza più dolore..” E in effetti, la poesia di Damiani ben si può definire classica, nutrita di “distesa purezza”, come suggerisce il prefatore. Soprattutto nella prima parte del volume, scandita in “elegie” ed “odi”, e tanto immersa nella stupefatta contemplazione di una natura innocente ed eterna, i nomi di riferimento che più vengono in mente sono quelli di Virgilio (le Bucoliche e le Georgiche), con i suoi pastori, le stalle, i vitellini, i fiumi e i giardini. Ma anche Catullo e Ovidio non sono lontani dalla sensibilità del poeta. E poi si riconosce in lui una voce limpida e gentile che si rifà a una collaudata tradizione novecentesca: dai crepuscolari a Saba, a un Penna innamorato dei colori (“il cielo è azzurro azzurro”). Molti vocaboli desueti evidenziano una ricercatezza e ed eleganza quasi ottocentesca, che tuttavia non disturba, ma bene si accompagna al tono pacato e intenerito dei versi (opre, guata, mira, fere, verno, lene..), alla loro esibita antimodernità: ”non vorrei sentire il suono del calesse/ del lattaio che viene dalla lontana strada”.
Il dialogo con la natura è ininterrotto e riconoscente: essa mai appare minacciosa, ma sempre innocua, pulita, rasserenante. La vegetazione viene narrata con attenta precisione: i nomi che tornano sono quelli degli eucalipti, del noce, della gramigna, della lonicera, e del mirto che nella sua crescita imprevista e sovrabbondante ricopre con generosità una tomba abbandonata.
Anche gli affetti umani sono indagati con tenerezza e gratitudine: quelli per la moglie, per i figli piccoli e da proteggere con amore, per gli alunni con “la loro libera gioia / come una cascata luminosa”, o per gli amici precocemente scomparsi. E la morte è presente ovunque, ma priva di drammaticità o angoscia: quasi come una continuazione della vita in un'eternità che tutto abbraccia e consola, senza una reale distinzione tra l'esserci e il non esserci più. Una visione cristiana, forse, perché il poeta prega, e crede nella bontà del tutto; ma se nel cristianesimo esiste anche il peccato, la colpa, la condanna, Damiani non se ne fa interprete: la sua è una visione irenica, riappacificata, dell'esistente, più vicina -come giustamente suggerisce Lodoli – alla serenità del taoismo che alla drammaticità della croce cattolica. C'è in ogni poesia un invito all'attesa, alla sospensione, al fiducioso abbandono in una forza cosmica positiva e riparatrice. L'uomo appartiene alla natura, come le foglie, come le formiche, e vive la caducità del suo passaggio mortale con tranquilla accettazione e religiosa obbedienza alle leggi del creato: ”restiamo ancora un po' in quieta attesa / mantenendo l'animo vigile, e quieto, / ringraziando il cielo per ogni più piccolo dono, / per ogni istante di vita ancora uno davanti all'altro.” ,“che bello che non siamo eterni, / che non siamo diversi /
da nessun altro che è vissuto e che è morto, / che è entrato nella morte calmo/ come su un sentiero che prima sembrava difficile, erto / e poi, invece, era piano.”, “ e quando moriremo questo paradiso / che noi abbiamo trovato, che era per strada / sotto gli occhi di tutti, / lo porteremo con noi sotto terra / e anche sotto terra continuerà a brillare.”, “Morire è come nascere / qualcosa che non è che dobbiamo fare noi.”
Essere felici di tutto, e del poco; sentire la solidarietà e l'uguaglianza con ciò che ci circonda, sia esso vivente o inanimato come le montagne; non fermarsi a osservare le brutture: ”vorrei montare sulla mia biciclettina / n.14 e pedalare tra le case, / e se le case crollano / non le vorrei vedere / vorrei voltarmi dall'altra parte / e non vedere.”
Salvare la dolcezza: “capisce che solo la gentilezza c'è data / e che la vita vale viverla / per essere gentili”. E il compito del poeta sembra essere lo stesso di quello di un pittore, magari di una paesaggista cinese del 1700, che nei suoi acquerelli delicati riproduce la bellezza tranquilla che lo circonda: “Vorrei semplicemente descrivere / quello che vedo, non altro / non mi interessa inventare / mi piace camminare / e mi piace guardare.”
Ecco, Damiani è un poeta di immagini: un antico, mite, indulgente, validissimo poeta contemporaneo.

venerdì 29 gennaio 2010

Lorenzo Calogero: convegno internazionale 4-6 feb


LORENZO CALOGERO E' UN GRANDE  POETA ITALIANO DEL SECONDO NOVECENTO




Convegno internazionale

LORENZO CALOGERO
1910-2010
L’ ‘ombra assidua’ della poesia

Arcavacata di Rende
4-6 febbraio 2010
Sala University Club

GIOVEDÌ 4 FEBBRAIO

09.00 Saluto del Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia
Raffaele PERRELLI
Saluto del Vicepresidente della Giunta Regionale
Domenico CERSOSIMO
Presentazione dell’iniziativa del Direttore del  Dipartimento di Filologia
Vito TETI

Apertura dei lavori
Seduta  antimeridiana

Presiede Luigi LOMBARDI SATRIANI (Università di Roma)

09.30 Luigi FONTANELLA (Università di New York)
L’arabesco  visionario e “inconcluso” di Lorenzo Calogero
Giorgio PATRIZI (Università  del Molise)
Poesia dai margini: Calogero, “l’immagine e l’intento assiduo”
Lucia CALOGERO (Liceo Ginna sio “Galileo” - Firenze)
Intorno ad alcuni  quaderni del 1957

11.00 Coffee break

11.15 Santino SALERNO  (Giornalista - Palmi)
Lorenzo Calogero: una vita per la poesia che non  salva la vita
Giuseppe TEDESCHI (Giornalista e critico letterario - Roma)
I miei incontri con Calogero
Giuseppe Antonio MARTINO (Istituto  Superiore “Via Sarandi” - Roma)
“È morto o ha voluto morire?”

Discussione

Pausa Pranzo

Seduta pomeridiana

Presiede Raffaele PERRELLI (Università della Calabria)

15.00  Luigi LOMBARDI SATRIANI (Università di Roma)
Poesia e marginalità: il caso  Calogero
Angela GERACE (Università della Calabria)
Vibrazioni gotiche  nella lirica del primo Calogero
Stefano GIOVANNUZZI (Università di Torino)
Calogero, Betocchi e “Il Frontespizio”

16.15 Cof fee break

16.30 Mario CALOGERO (Università di Messina)
I manoscritti di  Lorenzo Calogero
Carmen REALE (Università della Calabria)
Lorenzo  Calogero e i suoi editori nelle carte dell’Archivio
Franco IUSI  (Università della Calabria)
La banca dati dell’Archivio Calogero

Discussione



VENERDÌ 5 FEBBRAIO

Seduta  antimeridiana

Presiede Franco BUFFONI (Università di Cassino)

09.00 Caterina VERBARO (Seconda Università di Napoli)
La poetica  panteistica di Lorenzo Calogero
Fulvio LIBRANDI (Università della  Calabria)
“Non sono riuscito a vivere”. La presenza ferita
Arianna  LAMANNA ( Associazione Villanuccia- Firenze)
La visione estatica della  “Città Fantastica” nella poetica calogeriana
Massimo SANNELLI (Giornalista  e critico letterario - Genova)
“A modo di corolla al verso dilagante”. Sui  “simboli-segno” (Dickinson, Calogero, Rosselli)

11.00 Coffee break

11.15 Mario SECHI (Università di Bari)
Una poesia al limite.  Fattori costruttivi del discorso calogeriano
Andrea AMOROSO (Università  della Calabria)
Un versificare ininterrotto. Ricognizione intorno alla  poesia di Lorenzo Calogero
Florinda FUSCO (Università di Bari)
Lorenzo  Calogero: la zona mistica del linguaggio

Discussione

Pausa  pranzo
Seduta pomeridiana

Presiede Caterina VERBARO (Seconda  Università di Napoli)

15.00 Vito TETI (Università della Calabria)
Il “verde passaggio”: luoghi visibili e paesi d’incanto
Luigi TASSONI  (Università di Pécs - Ungheria)
Una poetica della presenza
Sonia  ROVITO (Università della Calabria)
“La lugubre vocazione ad esistere” di  Lorenzo Calogero
Annarosa MACRÌ (RAI - Cosenza)
Quarant’anni con  Lorenzo Calogero

16.40 Coffee break

17.00 TAVOLA ROTONDA
L’eredità di Calogero nella poesia contemporanea

Presiede Nicola  MEROLA (Università della Calabria)

Cecilia BELLO MINCIACCHI (Liceo  Ginnasio “Galileo” - Firenze)
Franco BUFFONI (Università di Cassino)
Claudio DAMIANI (Liceo Scientifico “G. Piazzi” Morlupo - Roma)
Rosaria  LO RUSSO (Poeta e performer- Firenze)
Elio PECORA (Poeta e critico - Roma)


SABATO 6 FEBBRAIO

Seduta antimeridiana

Presiede  Vito TETI (Università della Calabria)

09.00 Gianni CARTERI ( Saggista  – Bovalino)
Lorenzo Calogero nella solitudine dell’Immenso
Enzo REGA  (Università Napoli “L’Orientale”)
Luogo e memoria nella poesia di Lorenzo  Calogero
Mariagrazia PALUMBO (Università della Calabria)
Il sogno e il  ricordo nell’universo poetico di Lorenzo Calogero

10.15 Coffee break

10.30 Claudio DAMIANI (Liceo Scientifico “G. Piazzi” Morlupo - Roma)
“Se guardo e mi volgo attorno”
Franco DIONESALVI (Giornalista e  scrittore - Cosenza)
Gli ultimi giorni di Lorenzo Calogero
Paolo  MARTINO (Università LUMSA - Roma)
Calogero e il linguaggio

Discussione

Conclusioni


COMITATO SCIENTIFICO:  Lucia Calogero, Mario Calogero, Margherita Ganeri, Nicola Merola, Raffaele  Perrelli, Carmen Reale, Santino Salerno, Caterina Verbaro, Vito Teti


Segreteria organizzativa: Sonia Rovito
e-mail:  convegnocalogero@fil.unical.it; liliac73@libero.it

giovedì 8 febbraio 2007

Un anno di poesia (Massimo Morasso)



UN ANNO DI POESIA - I MIGLIORI LIBRI DEL 2006

Antonio Alleva, La tana e il microfono, Joker, Novi Ligure
Tolmino Baldassari, Canutir, Raffaelli, Rimini
Tiziano Broggiato, Anticipo della notte, Marietti, Genova-Milano
Davide Brullo, Annali. Lustro, Mimesis, Milano
Pier Luigi Cappello, Assetto di volo, Crocetti, Milano
Alberto Cappi, Le copie della luna, tre lune, Mantova
Giuseppe Conte, Ferite e rifioriture, Mondadori, Milano
Claudio Damiani, Attorno al fuoco, Avagliano, Roma
Pasquale Di Palmo, Marine e altri sortilegi, Il ponte del sale, Rovigo
Mauro Ferrari, Il bene della vista, Joker, Novi Ligure
Lucetta Frisa, Se fossimo immortali, Joker, Novi Ligure
Mariangela Gualtieri, Senza polvere senza peso, Einaudi, Torino
Annalisa Manstretta, La dolce manodopera, Moretti & Vitali, Bergamo
Stefano Massari, Il libro dei vivi, Book, Castel Maggiore
Carlo Molinaro, La parola rinvenuta, Genesi, Torino
Riccardo Olivieri, Il risultato d’azienda, Passigli, Firenze
Cosimo Ortesta, La passione della biografia, Donzelli, Roma
Maria Luisa Spaziani, La luna è già alta, Mondadori, Milano
Mariarita Stefanini, Nell'ora bianca, Marietti, Genova-Milano
Franco Tralli, Le parole ardenti, Interlinea, Novara



QUALCHE CONSIDERAZIONE SU UN ANNO DI POESIA

Mondadori, Marietti e Joker hanno pubblicato il maggior numero di libri di poesia degni di nota in un'annata editoriale che non si può non definire “minore” rispetto a quella, eccezionalmente felice, del 2005: quando oltre a due libri importantissimi (Tema dell'addio di Milo De Angelis e Aria de la memoria di Franco Loi) è stato dato alle stampe un insolito numero di raccolte a diverso titolo memorabili (mi riferisco, in primis, a Fuori i secondi di Corrado Bagnoli, e poi, naturalmente, almeno a Bosco del tempo di Giancarlo Pontiggia, a Contemplazioni meccaniche e pneumatiche di Pier Luigi Bacchini e, last but not least, a Respiro, splendido, struggente libro di congedo di Ermanno Krumm). Non che la differenza, in termini di quantità e qualità, fra i tre editori di cui sopra - un “grande” editore e un editore “medio-piccolo” di orizzonte metropolitano più un “piccolo” editore di provincia - e i molti impegnati con acume e onestà nella promozione della poesia in Italia sia in alcun modo significativa. Il dato parla da sé: due o tre ottimi libri pubblicati da Mondadori Marietti Joker contro un solo buon libro o due di non pochi altri - fra i quali altri mi piace ricordare per lo meno il riminese Raffaelli, e Il ponte del sale di Rovigo, entrambi “certezze” ormai acquisite a livello di bontà di catalogo, oltre ad Avagliano e Mimemis, i due più attenti neofiti, cioè, nel novero degli editori che contano nella società dei poeti. Piuttosto, con oltre un lustro di ventunesimo secolo alle spalle occorre rilevare una volta di più come l'editoria cosiddetta maggiore non si distingua ormai da certa cosiddetta editoria minore (dal punto di vista della qualità, beninteso, e non dei “rientri” promozionali e di visibilità, il che, ça va sans dire, è davvero tutta un'altra faccenda) se non per un vezzo di senilità autoriale (talvolta) e di miopia prospettica (sempre o quasi sempre). Sia detto en passant ma sia detto, con il triste imbarazzo che dovrebbe avere uno storico “super partes” della cultura poetica post-novecentesca, se mai esistesse: completamente fuori rotta, ormai, appare la bianca Einaudi, che da qualche anno alterna sempre di più cose buone (per virtù di consolidato portafoglio-autori) e anche eccellenti a libri, purtroppo, di nessuna o scarsissima forza (per difetto di gusto redazionale, parrebbe guardando da fuori). Con un percorso accidentato fra bufale e perle o perline che ricorda, purtroppo, il passo sghembo di tanta parte dell'editoria di sottobosco, insomma.
Quali sono stati, nel 2006, i libri migliori di poesia italiana in Italia? Stando alle mie letture, io direi senza dubbio Canutir di Tolmino Baldassari e, poi, probabilmente ma almeno un gradino più sotto, Anticipo della notte di Tiziano Broggiato. Va detto però che la proliferazione di micro-case editrici e di iniziative editoriali le più varie, spesso poco più che invisibili, non consente né a me né a nessun altro in buona fede una mappatura puntuale ed esaustiva, e lascia aperta la possibilità (e la gioia) della sorpresa. Un esempio? Penso, per esempio, a quando mi sono imbattuto, nel 2004, ne L'occhio dell'ala di Maria Marchesi, uscito l'anno prima con le edizioni Lepisma di Roma, una raccolta stupefacente per maturità espressiva e vigore immaginifico in grado di sovvertire d'un colpo le consolidantesi gerarchie del poetico al femminile (la Marchesi in quel libro luminoso è spesso superiore all'ipervalutata Merini, tanto per essere chiari, e a tutte le poetesse viventi in catalogo Einaudi). E penso, dunque, per analogia, dopo aver letto e compulsato tutto quanto sia stato messo in vetrina e/o scaffale nel 2006 dai soliti noti dell'editoria “maggiore” e molto di quanto è stato pubblicato dall'editoria “minore”, alle innumerevoli sviste dietro l'angolo, e all'oscurità potenzialmente invasiva della (mia personale) nube della non-conoscenza editoriale. Non si sa mai, fuor di facezie, che anche lo scorso anno, nonostante la mia iperaffacendata bulimia di lettore, abbia brillato chissà dove, misconosciuto, il genio di qualche valido o addirittura irrinunciabile Poeta Ignoto... Tornando a Canutir, direi soltanto che questo piccolo libretto nero pieno di versi incomprensibili conferma il magistero lirico in costante ascesa di Baldassari - un gigante della poesia che è opportuno, a questo punto, al di là delle eventuali allergie per l'opzione dialettale, inserire nel novero dei pochi che “fanno la differenza”, e che costruiscono un'eredità condivisibile.
Le raccolte che più mi hanno stupito sono quelle di Alleva (di cui non conoscevo nulla, prima di questo vibratile, eccentrico, promettentissimo La tana e il microfono), e Molinaro, giunto con l'autoantologia La parola rinvenuta al libro della piena, duttile maturità. Quelle che mi hanno fatto più piacere, sono invece le due dei miei conterranei Conte e Frisa. Perché per entrambi gli scrittori e amici si tratta di prove fanciullescamente, fruttuosamente felici - si tratta di libri, voglio dire, che segnano uno scarto deciso rispetto agli ultimi (pur ottimi) lavori, e che consentono di prefigurare ulteriori sviluppi e articolazioni fino a ieri perfino impensate del loro discorso. Le prove più recenti di Damiani, Di Palmo e Ferrari, anch'esse nel segno di una crescita espressiva che significa, al contempo, rafforzamento d'identità autoriale, basterebbero da sole a rappresentare e confermare l'alto livello e la centralità epocale di quella generazione “sommersa” (i nati negli anni '50 e nei primi '60) che poi tanto sommersa non è (più) - se è vero che il re (dell'industria mediatico-culturale, con tutti i suoi feticci e meccanismi) non è soltanto nudo, ma, nudo da tempo per chi ha gli occhi per intendere, pur continuando a sproloquiare va d'anno in anno sempre più pateticamente imbolsendo...
Il nuovo, nel 2006 come sempre, ha avuto un volto triplice. Quello degli esordienti, è ovvio, quello che è nato, umbratile, negli interstizi stilistici (mi si passi l'espressione) legati a svolte interne a percorsi e tratti autoriali già ben definiti (p.es. quello che traluce, in modo a mio parere commovente, quando si leggano in trasparenza certe movenze sofferte e vitalissime di La luna è già alta dell'inossidabile Spaziani), e quello - decisivo in merito alla rognosa faccenda à la page della (ri)definizione del Canone - delle (ri)scoperte. In quest'ambito fondamentale, particolarmente meritorie appaiono le operazioni di Crocetti intorno a Manganelli (Poesie), di Garzanti intorno all'ancor vispo e, può darsi, ancora carico di futuro Pagliarani (Tutte le poesie), di Donzelli intorno a Ortesta (La passione della biografia) e di Santi Quaranta intorno a Barsacchi (Desiderio eterno), un notevole poeta “religioso”, quest'ultimo, che vale la pena di conoscere e meditare. Fra gli esordienti in volume, occorre segnalare con un inchino convinto i libri di Brullo, Manstretta e Stefanini (cui mi piacerebbe poter affiancare anche l'intenso, interessante, ma forse un po' troppo disuguale, Uscendo di Paolo Campoccia, edito dall'Obliquo). Con il loro primo libro, Brullo, Manstretta e Stefanini, giovani non soltanto per istanza morale, hanno concepito tre raccolte davvero pregevoli, che colpiscono nell'insieme per coesione, calibratura stilistica e forza d'immaginazione. C'è molta passione, fiducia nel linguaggio e ambizione metafisica sorrette da orecchio e competenza tecnica, fra i venti-trentenni, al di là dei diversi, e a volte irriducibili, orientamenti di poetica, e questo è un bene. Nel suo Annali. Lustro, Brullo, che è il più giovane e (mi sa tanto) il più bravo fra questi giovani tutti bravissimi, affila la sua lingua iperletterata al fuoco di un'energetica del verbo veemente e febbrile, dagli echi e dai toni biblici, e nell'ombra inattuale di Saint John-Perse (!) sembra aver fatto coraggiosamente tabula rasa del novecentismo e delle sue mille e mille astuzie e frigidità nullificanti. Con tanta abilità e tanta spocchia o sprezzatura da generare una salutare, irritata (e, a tratti, di riflesso, un po' annoiata) inquietudine.


Una "lista della spesa" (così la definisce Morasso stesso) che forse alcuni non gradiranno, ma ricca di suggestioni motivate e stimolanti (una sola cosa: per me Uscendo di Campoccia è un gran libro, ovviamente la poesia più di altri generi tocca corde personali). Massimo Morasso (Genova, 1964) ha tradotto e curato testi di W.B. Yeats (1994), Y. Goll (1996 e 1998), N.S. Momaday (1998) ed E. Meister (2000). Per L’Obliquo di Brescia ha pubblicato la trilogia La leggenda della primavera (Nel ritmo del ritorno, 1997; Distacco, 2000; Le storie dell’aria, 2000), prima delle quattro parti che compongono Carte d’identità, ciclo poetico a cui sta lavorando da un decennio. Nel 1999 ha curato la riedizione del «Supplemento letterario del Mare», la rivista italiana di Ezra Pound. È redattore di «clanDestino», «La Clessidra» e «Il Cormorano». È presente in varie antologie, fra le quali Poesie di Dio, Einaudi, 1999; Il pensiero dominante. Poesia italiana 1970-2000, Garzanti, 2001 e Così pregano i poeti, San Paolo, 2001. La sua ultima raccolta, Le poesie di Vivien Leigh. Canzoniere apocrifo, è un'intensa riflessione sull’amore e il dolore.

giovedì 22 settembre 2011

LE STRADE DELLA POESIA: “LA TERRA”



GUARDIA LOMBARDI 24-25 SETTEMBRE
SARANNO ESPOSTE 180 POESIE
POETA OSPITE DELLA MANIFESTAZIONE: FRANCO BUFFONI
UN PAESE DA LEGGERE - TRA INCONTRI E LETTURE
LE POESIE SONO ANCHE RACCOLTE IN UN CATALOGO EDITO DA DELTA 3


Tutto pronto per la terza edizione de “Le strade della poesia” che si terrà a Guardia Lombardi il 24 e 25 settembre. 180 poesie, 20 cartelloni, un percorso che avvolge tutto il centro storico di Guardia Lombardi, partendo dalla piazza e, ponendo in evidenza, tanti nomi eccellenti della poesia italiana. La manifestazione voluta dal Comune di Guardia Lombardi, insieme alla locale CEEP UNLA, con il contributo di numerose Associazioni e realtà irpine (“Biblioteca Comunale – Associata UNLA” di Guardia Lombardi, “Museo della Tecnologia, della Cultura e della Civiltà Contadina dell’Alta Irpinia” di Guardia Lombardi, “Forum Dei Giovani” di Guardia Lombardi, “Pro-Loco - Dario Di Vivo” di Guardia Lombardi, “Ass. Cult. Civitas Longobardorum Terzo Millennio” di Guardia Lombardi, “Premio Civetta Di Minerva - Antonio Guerriero” di Summonte, “Ass. Cult. Logopea” di Avellino, “Delta 3 Edizioni” di Grottaminarda) quest’anno avrà come tema “La terra”. Un percorso nel centro storico per creare suggestioni partendo dalla poesia. Il paese altirpino sarà un libro aperto, e si potranno leggere le poesie degli autori che hanno aderito da ogni parte d’Italia. Versi sulla terra: la madre terra, la terra matrigna, le zolle aride o fertili sotto i nostri piedi, i luoghi di origine e di vita, la terra nelle più varie espressioni, negli scritti che avvolgono nella lettura mentre si rivelano gli scorci del centro situato a 1000 metri d’altitudine, nel cuore dell’Irpinia. Leggere una poesia, mentre si scoprono angoli nascosti del paese, o mentre si è affacciati sulle superbe vallate che rivelano l’Irpinia. Guardia Lombardi torna, dopo sette anni dalla seconda edizione, ad essere il paese della poesia, una poesia da tramandare e vivere, questo il significato dell’iniziativa ideata da Domenico Cipriano, autore del poemetto “Novembre” (Transeuropa, 2010), a cui hanno aderito anche gli alunni delle scuole di Guardia, inviando i loro testi per avvolgere il centro irpino con la poesia e lasciarsi coinvolgere nella scoperta dei suoi vicoli e dei suoi paesaggi.
Dopo l’inaugurazione della mostra delle poesie con un percorso guidato a cura dell’Associazione “Logopea” di Armando Saveriano, e la partecipazione dei giovani attori Danila Pacifico, Maria Grazia Colucci, Cristiana Mangiusti, Costantino Pacilio e Antonio Mazzocca, ci sarà un ospite d’onore che parlerà del tema dell’iniziativa, prendendo spunto dai testi presentati dai tanti autori.
Il poeta invitato quest’anno è Franco Buffoni, e sarà presente a Guardia Lombardi il 24 settembre, alle ore 18,00, presso la Sala Conferenze “Nicola Di Biasi” in via Roma, presentato dal Direttore del Mattino di Avellino Generoso Picone. A dare il saluto di benvenuto, saranno: il Sindaco Michele Di Biasi, la Dirigente UNLA e Assessore alla Cultura Caterina Boniello, il Direttore del “Museo della Tecnologia, della Cultura e della Civiltà Contadina dell’Alta Irpinia” Federico Magnotta, e il Presidente dell’Associazione Culturale “Civiatas Longobardorum Terzo Millennio” Gerardo Di Leo, nonché il curatore della manifestazione Domenico Cipriano. Durante l’incontro sarà proiettato il video “Novembre 1980-2010” realizzato da Anna Ebreo e Federico Iadarola.
L’ospite d’onore, Franco Buffoni, è poeta, critico e traduttore; è lombardo, ma vive a Roma e ha diretto il “Dipartimento di Linguistica e Letterature Comparate dell'Università di Cassino”. Tra i suoi libri di poesia si ricordano: Suora Carmelitana e altri racconti in versi (Premio Montale, Guanda 1997), Songs of Spring (Premio Mondello, Marcos y Marcos, 1999); Il Profilo del Rosa (Premio Betocchi, Mondadori, 2000), Guerra (Mondadori, 2005), Noi e loro (Donzelli, 2008), Roma (Guanda, 2009). Dirige il semestrale Testo a fronte. È autore dei romanzi: Più luce, padre (Sossella, 2006), Reperto 74 (Zona 2008), Zamel (Marcos y Marcos 2009) e del pamphlet Laico Alfabeto (Transeuropa 2010). (www.francobuffoni.it)

La seconda giornata della manifestazione si caratterizzerà per i reading dei poeti presenti, coordinati da Raffaele Barbieri ed Emanuela Sica sia nella prima mattina alle 9,30 presso il cortile di Casa Santoli, già casa natale del patriota Giovannatonio Cipriani, che nel pomeriggio, presso il piazzale della Chiesa Madre a partire dalle ore 16,00, supportati dalle “incursioni sonore” della formazione PIANOPERCUTROMBA (Carmine Cataldo, Paolo Godas e Fabio Lauria). La conclusione della giornata è affidata alle riflessioni a margine sulle giornate e sulla poesia, dove interverranno: Gerardo Castellano, del Forum dei Giovani di Guardia Lombardi, Franco Arminio, Cosimo Caputo, Felice Casucci, Claudia Iandolo e Paolo Saggese, moderati da Giandonato Giordano. Concluderà Domenico Cipriano.

In caso di pioggia gli appuntamenti si svolgeranno presso la Sala Conferenze “Nicola Di Biasi” in via Roma.

CATALOGO:
Infine, è stato realizzato un catalogo della manifestazione, edito dalla Delta 3 Edizioni di Grottaminarda, accolto nella collana “Ghirlande - Stéphanoi” diretta da Paolo Saggese, con una copertina realizzata da Giovanni Spiniello, in cui è possibile trovare tutte le poesie esposte, oltre ad un’appendice fotografica delle precedenti edizioni. Il catalogo sarà disponibile alla manifestazione.


Tutti i poeti che hanno aderito:
Domenico Alvino, Dora Celeste Amato, Giuseppina Amodei, Marco Annicchiarico, Luca Ariano, Franco Arminio, Raffaele Barbieri, Paolo Battista, Mariella Bettarini, Natasha Bondarenko, Andrea Breda Minello, Franco Buffoni, Gaetano Calabrese, Maria Grazia Calandrone, Domenico Cambria, Caterina Camporesi, Giuseppe Carracchia, Giovanni Catalano, Cosimo Caputo, Maria Caputo, Domenico Cassese, Felice Casucci, Carmine Cataldo, Ettore Cicoira, Domenico Cipriano, Rino Cipriano, Anna Ciufo, Maurizio Clementi, Francesco Condemi, Floriana Coppola, Giustina Coppola, Guido Cupani, Fabio Dainotti, Vincenzo D’Alessio, Leone D’Ambrosio, Claudio Damiani, Maria Stella D’Amico, Caterina Davinio, Ottaviano De Biase, Carmine De Falco, Sonia De Francesco, Candido De’ Franchi, Marco De Gemmis, Marco Degli Agosti (Ed Warner), Fortuna della Porta, Maria Laura della Rosa Antonellini, Gabriele De Masi, Paola De Lorenzo Ronca, Luigi De Paola, Aldina De Stefano, Arnold de Vos, Giuseppe Di Biasi, Sonia Di Furia, Alessandro Di Napoli, Adele Di Pietro, Francesco Di Sibio, Stelvio Di Spigno, Germana Duca Ruggeri, Lucia Duraccio, Riccardo Duranti, Enrico Fagnano, Narda Fattori, Francesco Filia, Claudio Finelli, Ulisse Fiolo, Gennaro Alessandro Fischetti, Fabio Franzin, Mario Fresa, Vincenzo Frungillo, Lucia Gaeta, Monia Gaita, Serenella Gatti, Andrea Garbin, Gerardo Genovase, Anna Gialanella, Antonio Gizzo, Antonietta Gnerre, Franco Gordano, Domenico Gramaglia, Carmine Grasso, Incoronata Graziosi, Fausta Grella, Gerardo Iandoli, Claudia Iandolo, Amerigo Iannacone, Alfredo Imparato, Giovanna Iorio, Giuseppe Iuliano, Letizia Leone, Giuseppina Lesa, Maria Luigia Longo, Gianmario Lucini, Eugenio Lucrezi, Rossella Luongo, Bianca Madeccia, Vincenzo Maffeo, Nina Maroccolo, Maria Cristina Marra, Michele Marra, Ketti Martino, Maira Marzioni, Barbara Miceli, Vera Mocella, Giorgio Moio, Franca Molinaro, Carmine Montella, Alberto Mori, Giovanni Moschella, Ivano Mugnaini, Alfonso Nannariello, Giuseppe Napolitano, Maria Antonietta Oppo, Rita Pacilio, Antonio Parente, Eugenio Gaetano Parrella, Gerardo Pedicini, Fabio Pelosi, Plinio Perilli, Arnolfo Petri, Luisa Pianzola, Relinda Caterina Piemonte, Pietro Paolo Poggi, Aurelio Popoli, Ivan Pozzoni, Annibale Rainone, Alessandro Ramberti, Vittoria Ravagli, Enzo Rega, Anna Maria Renna, Elena Ribet, Flavia Ricucci, Salvatore Ritrovato, Vincenzo Rizzuto; Lorenzo Rosini, Federico Rossignoli, Domenico Ruggiero, Anna Ruotolo, Silvio Sallicandro, Salvatore Salvatore, Meth (Simonetta) Sambiase, Cesare Santoli, Armando Saveriano, Raffaele Scarpellino, Valeria Serofilli, Angelina Sessa, Salvatore Sibilio, Emanuela Sica, Luciano Somma, Erasmo Sorice, Luigia Sorrentino, Agostina Spagnuolo, Antonio Spagnuolo, Antonella Taravella, Rossella Tempesta, Giuseppe Terracciano, Danilo Torrito, Lucia Trocciola, Liliana Ugolini, Antonietta Urciuoli, Raffaele Urraro, Irene Vallone, Elena Varriale, Giuseppe Vetromile, Rodolfo Vettorello, Ottorino Vigliotta, Salvatore Violante, Gerarda Zarra, Liliana Zinetti, Roberta Zoffoli. Gli alunni della Scuola Primaria, gli alunni della Scuola Secondaria di Primo Grado di Guardia Lombardi.
Un’idea di Domenico Cipriano  -   www.domenicocipriano.it



IL COMUNE DI GUARDIA LOMBARDI

in collaborazione con:

C.C.E.P. - UNLA - Guardia Lombardi
BIBLIOTECA COMUNALE – associata UNLA - Guardia Lombardi
MUSEO DELLA TECNOLOGIA, DELLA CULTURA E DELLA CIVILTÀ CONTADINA DELL’ALTA IRPINIA - Guardia Lombardi
FORUM DEI GIOVANI - Guardia Lombardi
PRO-LOCO “DARIO DI VIVO” – Guardia Lombardi
ASS. CULT. CIVITAS LONGOBARDORUM TERZO MILLENNIO – Guardia Lombardi
PREMIO CIVETTA DI MINERVA - ANTONIO GUERRIERO – Summonte
ASS. CULT. LOGOPEA – Avellino
DELTA 3 EDIZIONI - Grottaminarda

TI INVITA A

LE STRADE DELLA POESIA – 3° EDIZIONE
POESIA DELLA TERRA
24-25 SETTEMBRE 2011
GUARDIA LOMBARDI (AV)

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PROGRAMMA

SABATO 24 SETTEMBRE


Ore 16,00 – INCONTRO IN PIAZZA VITTORIA
Benvenuto a cura di Emanuela Sica
Inizio percorso con poesie esposte e lettura itinerante
a cura dell’Ass. Cult. LOGOPEA di Armando Saveriano

Ore 18,00 – SALA CONSILIARE VIA ROMA
Incontro con Franco Buffoni sul tema: “La poesia della terra”

Saluti di benvenuto:
Michele Di Biasi
(Sindaco)
Caterina Boniello
(Dirigente dell’UNLA - Assessore alla Cultura)
Federico Magnotta
(Direttore del Museo della Tecnologia, della Cultura e della Civiltà Contadina dell’Alta Irpinia)
Gerardo Di Leo
(Presidente Ass. Cult. Civiatas Longobardorum Terzo Millennio)
Domenico Cipriano
(curatore de «Le strade della poesia»)

proiezione del video ‘Novembre 1980-2010’
a cura di Anna Ebreo

intervento di Franco Buffoni
(Università degli studi di Cassino)

coordina Generoso Picone
(Direttore de Il Mattino di Avellino)

Ore 21,00 – A CENA CON I POETI
Presso il Ristorante-Pizzeria SAPORI D’ITALIA
(menù a prezzo fisso, €.15,00: antipasto, secondo, contorno, bevande: prenotazione obbligatoria: cell.370.7119623)

Durante la giornata sarà allestito uno stand con libri di poesia
a cura del Forum dei Giovani di Guardia Lombardi e uno stand con le foto del premio “Civetta di Minerva” a cura dell’Associazione Spazio Incontro di Summonte


DOMENICA 25 SETTEMBRE

Ore 9.30 – LETTURE E COLAZIONE - Centro Storico – cortile Palazzo Santoli
(Durante l’incontro saranno offerti cornetti e caffè)

Nella mattinata sarà possibile visitare il Museo della Tecnologia, della Cultura e della Civiltà Contadina dell’Alta Irpinia, sito nel centro storico, e partecipare alla vita del paese che si caratterizza per lo svolgimento del mercato domenicale.

Ore 13,00 – A PRANZO CON I POETI
Presso il Ristorante IL CACCIATORE
(menù a prezzo fisso: €.15,00 – bevande escluse: primo, secondo e contorno – prenotazione obbligatoria: tel. 0827 41019)

Ore 16,00 – LETTURE SUL SAGRATO– Chiesa Madre Santa Maria delle Grazie

Ore 17,00 – intermezzo con taralli e vino

Ore 18,00 – LETTURE AL TRAMONTO – Piazza Vittoria
(il sole tramonta alle 18,54)


Coordinano le letture Raffaele Barbieri, Emanuela Sica

Incursioni sonore dei PIANOPERCUTROMBA (Carmine Cataldo, Paolo Godas, Fabio Lauria)


Ore 19,30 – SALA CONSILIARE VIA ROMA
Riflessioni a margine
saluti del presidente del Forum dei Giovani di Guardia L.: Gerardo Castellano
Interventi: Franco Arminio, Cosimo Caputo, Felice Casucci, Claudia Iandolo e Paolo Saggese
coordina: Giandonato Giordano
conclusioni: Domenico Cipriano

Durante tutta la giornata le poesie sono esposte lungo il percorso del centro storico.

In caso di pioggia, tutti gli appuntamenti si terranno presso la Sala Consiliare in Via Roma.

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È stato realizzato un catalogo della manifestazione, edito dalla Delta 3 Edizioni di Grottaminarda, accolto nella collana “Ghirlande - Stéphanoi” diretta da Paolo Saggese, con la copertina realizzata dall’artista Giovanni Spiniello, in cui è possibile trovare tutte le poesie esposte, oltre ad un’appendice fotografica delle precedenti edizioni, corredato da introduzione e prefazione. Il catalogo sarà disponibile alla manifestazione.