Arriva 100 poeti italiani 2000-2025: un quarto di secolo di poesia contemporanea in un’unica antologia.
Il volume raccoglie cento voci della poesia italiana che hanno pubblicato negli ultimi venticinque anni: generazioni, linguaggi e sensibilità diverse a confronto in un’opera che racconta l’evoluzione della poesia nel nuovo millennio a cura di Menotti Lerro.
È in uscita nel 2027 l’importante antologia 100 Poeti Italiani 2000-2025, un nuovo lavoro dedicato alla poesia italiana contemporanea che riunisce cento autori protagonisti, in forme e percorsi differenti, della scena poetica degli ultimi venticinque anni.
Il volume nasce con l'ambizione di offrire una fotografia ampia e articolata della poesia italiana del XXI secolo, attraversando generazioni, poetiche e territori diversi. Dal verso più intimista alla poesia civile, dalla ricerca linguistica alla dimensione narrativa, le voci raccolte nell’antologia restituiscono la ricchezza di una produzione poetica spesso lontana dai riflettori, ma ancora capace di interpretare le inquietudini e le trasformazioni del presente e letta attraverso la lente dell’Empatismo: movimento letterario, artistico, filosofico della contemporaneità nato in Italia nel 2020 e sviluppatosi a livello internazionale.
Il periodo scelto, dal 2000 al 2025, non è casuale. Si tratta di un arco temporale segnato da profonde trasformazioni culturali e sociali: l'avvento della comunicazione digitale, i cambiamenti nel mondo dell'informazione, le nuove forme di partecipazione pubblica, le crisi economiche e ambientali, la pandemia e una società sempre più interconnessa. Anche la poesia, inevitabilmente, ha registrato questi mutamenti, modificando linguaggi, strumenti e modalità di diffusione.
100 poeti italiani 2000-2025 a cura di Menotti Lerro, fondatore del Movimento Empatico, si propone così non soltanto come una raccolta di testi, ma come una sorta di mappa della poesia contemporanea. Le cento presenze delineano un panorama composito, nel quale convivono esperienze consolidate e voci più recenti, approcci tradizionali e sperimentazioni formali.
Particolarmente significativo è il confronto tra generazioni. Autori formatisi nel Novecento si affiancano a poeti cresciuti nell'era di Internet e dei social network, mettendo in evidenza continuità e fratture della tradizione. Ne emerge un dialogo tra modi differenti di intendere il fare poetico, ma anche una comune esigenza di interrogare il presente attraverso la parola.
L'antologia arriva inoltre in un momento in cui la poesia sembra vivere una nuova stagione di interesse. Festival, reading, riviste specializzate, piccoli editori e comunità letterarie continuano a mantenere vivo un circuito culturale che trova oggi nuovi spazi anche online. La pubblicazione di un'opera collettiva di queste dimensioni rappresenta quindi un'occasione per riflettere sul ruolo che la poesia conserva nella cultura italiana contemporanea.
Il valore di un'antologia, del resto, non risiede soltanto nella selezione degli autori, ma anche nella possibilità di creare connessioni. Cento poeti significano cento percorsi individuali, cento modi di guardare il mondo e altrettante declinazioni della lingua. Insieme, però, possono comporre un'immagine più ampia di un'epoca.
Con 100 poeti italiani 2000-2025, la poesia contemporanea italiana trova dunque un nuovo spazio di incontro e di confronto. Un volume che guarda ai venticinque anni appena trascorsi, ma che, attraverso le parole dei suoi autori, prova anche a interrogare il futuro della poesia e della letteratura.
Cento voci, venticinque anni, una lingua in continua trasformazione: l'antologia si presenta come un appuntamento significativo per chi vuole conoscere, riscoprire o semplicemente ascoltare la poesia italiana del nostro tempo.
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Premessa del curatore Menotti Lerro
Questo lavoro nasce dalla necessità di interrogare la poesia italiana del nostro tempo nel momento in cui essa sembra mutare linguaggio, forme e idea di sé.
Ho attraversato i primi venticinque anni del nuovo millennio da poeta e da lettore, nella convinzione che la poesia non possa essere separata dalla vita. In questi anni sono cambiati i linguaggi, il rapporto tra autori e pubblico, il ruolo della letteratura e dell’artista nella società. Dietro queste trasformazioni ho riconosciuto un mutamento più profondo: quello dell’idea di soggetto e del suo rapporto con l’altro.
Da qui la scelta di raccogliere cento poeti, differenti per età, formazione, esperienza e linguaggio, ma accomunati dall’aver partecipato, ciascuno secondo la propria traiettoria, alla ridefinizione della poesia italiana tra il 2000 e il 2025. Non un canone, dunque, ma una costellazione: cento presenze attraverso le quali raccontare una trasformazione e l’emergere di una nuova sensibilità, resa particolarmente evidente dopo la pandemia.
Al centro di questa ricerca vi è anche la necessità della tradizione. Il nuovo non nasce dalla semplice negazione del passato: ogni innovazione autentica dialoga con la memoria. La poesia rigermoglia sempre dentro una storia della poesia. Per questo il Novecento non è qui considerato un archivio concluso, ma una presenza ancora viva, capace di interrogare e attraversare il presente. Le opere tarde dei grandi autori del secolo scorso rappresentano, in questa prospettiva, una continuità e insieme una consegna: un’eredità da trasformare, contraddire e oltrepassare senza dimenticarne l’origine.
È nell’idea di relazione che riconosco, infine, una delle radici della mia riflessione sull’Empatismo. La poesia nasce anche dalla disponibilità a lasciarsi coinvolgere totalmente dall’altro, dalle sue esperienze, dalle sue ferite, dalla sua presenza. Ed ecco l’idea della necessaria porosità dell’io: un soggetto poetico consapevole della propria incompletezza e per questo capace di ascoltare e accogliere.
Ho cercato dunque di leggere queste cento voci non attraverso una poetica comune, ma nelle loro differenze e contraddizioni, alla ricerca dei segni di una poesia nuovamente aperta alla relazione, alla memoria, alla storia, alla fragilità e all’altro. Alla ricerca di un vero e proprio Rinascimento Empatico.
Perché la poesia, quando è autenticamente viva, è una voce che ascolta. E forse ciò che unisce le cento voci di questo libro è un cuore emozionato tra le righe.
Criteri e prospettive
L’antologia propone una selezione di autori rappresentativi della poesia italiana del nuovo millennio, comprendendo poeti nati tra il 1900 e il 2000 la cui opera, nel periodo compreso tra il 2000 e il 2025, abbia contribuito in maniera significativa alla definizione del panorama poetico nazionale.
La selezione tiene conto di diversi fattori: il rilievo delle opere pubblicate, la continuità della presenza critica e letteraria, la capacità di incidere sul dibattito poetico contemporaneo e, nel caso delle generazioni più giovani, il valore degli esordi come scommessa sul futuro e quello dei percorsi individuali quali possibili segnali di nuove direzioni della poesia nazionale.
Accanto agli autori propriamente riconducibili alle generazioni del nuovo millennio, il volume comprende una componente fondamentale appartenente alla cosiddetta "eredità novecentesca": poeti formatisi nel secolo scorso la cui opera, per vitalità, autorevolezza e capacità di rinnovamento, ha continuato a esercitare una presenza significativa nel XXI secolo. La loro inclusione non risponde pertanto a un criterio meramente anagrafico, ma alla constatazione di un’effettiva persistenza della propria esperienza poetica in un nuovo momento storico che possiamo definire, non senza una necessaria provocazione teorica, “neo-medioevale”: un’epoca caratterizzata, tra le altre cose, da un’accelerazione tecnologica che sembra precedere la piena capacità dell’essere umano di comprenderla e governarla. L’eccesso di informazioni, la moltiplicazione dei dispositivi e dei linguaggi e la progressiva difficoltà nel distinguere il vero dal falso producono una condizione di disorientamento che investe anche il soggetto contemporaneo, sempre più esposto a una realtà simultanea, molteplice e schizofrenicamente frammentata.
In questo scenario, la persistenza della tradizione non costituisce un semplice ritorno al passato, ma può rappresentare una forma di orientamento. La memoria poetica diventa così uno degli strumenti attraverso cui interrogare il presente, riconoscere le sue fratture e, forse, ricomporre una relazione possibile tra l’io e il mondo, tra l’individuo e l’altro.
È anche a partire da questa tensione tra eredità e trasformazione che l’antologia intende osservare la poesia italiana del nuovo millennio.
La prospettiva Empatista
L’impostazione dell’antologia muove da una prospettiva aperta al dialogo con le diverse realtà che hanno caratterizzato positivamente la poesia italiana del periodo considerato.
In quest’ottica, il primo quarto di secolo del nuovo millennio può essere convenzionalmente suddiviso in due grandi fasi: una fase Pre-empatica, compresa tra il 2000 e il 2020 (periodo in cui sono già rintracciabili pratiche e atteggiamenti che l'Empatismo successivamente organizzerà in una proposta teorica e programmatica), e una fase propriamente Empatica, inaugurata dal 2020 e tuttora in corso.
All’interno della prima fase assume particolare rilievo il Nuovo Manifesto sulle Arti del 2019 – scritto dal sottoscritto con Antonello Pelliccia e definito tale dall’indimenticabile filosofo Remo Bodei – che viene qui considerato un momento preparatorio e anticipatore.
Il 2020 costituisce, in questa lettura, un anno di svolta epocale. La pandemia di Covid-19 ha infatti rappresentato una cesura capace di sconvolgere equilibri sociali, culturali e antropologici precedenti, rendendo manifesta la crisi di molte delle categorie ereditate dal Postmodernismo e segnando, nella prospettiva qui adottata, un punto di non ritorno rispetto alla sua lunga agonia.
È in questo contesto che l’Empatismo si configura come il primo movimento strutturato e programmatico del Post-postmodernismo, o, più precisamente, come un movimento consapevole di carattere neo-umanista.
È proprio all’interno di questa frattura storica che prende forma la nostra idea. Di fronte a un mondo segnato dalla disgregazione, dall’incertezza e dalla perdita di riferimenti condivisi, l’Empatismo si pone l’obiettivo di elaborare una nuova sensibilità capace di restituire speranza all’essere umano attraverso una rinnovata alleanza tra le arti e tra gli artisti.
Il principio fondamentale è quello dell’unione dei punti di vista e dei frammenti interdisciplinari: la loro ricomposizione all’interno di una visione capace di ricercare un grado maggiore di "verità" possibile.
L’artista torna così a essere concepito come soggetto responsabile nei confronti della comunità e del proprio tempo, oltre che come interprete della realtà. Ne deriva una rinnovata concezione della funzione dell’Arte: dopo una lunga stagione caratterizzata dalla crisi delle grandi narrazioni e dalla frammentazione dei linguaggi, si riafferma la possibilità della stessa Arte di mostrare nuovamente una via, offrendo orientamento, consapevolezza, tendenza ad una ricomposizione e prospettiva agli esseri umani.
L’antologia si colloca dunque dentro questo passaggio storico e culturale e tenta di offrire una mappa plurale della poesia italiana del periodo preso in esame, riconoscendo nelle diverse esperienze poetiche tanto la continuità con il Novecento quanto le tensioni innovative emerse nel nuovo secolo.
La prospettiva di quella che abbiamo definito anche Scuola Empatica costituisce, in questo senso, il principio interpretativo dell’opera: una prospettiva inclusiva e dialogica, orientata alla ricerca di ciò che, nelle differenti esperienze poetiche, ha saputo costruire relazione, significato e possibilità di futuro.
Ciò che accomuna gli autori raccolti in questa antologia è, al di là delle differenze di poetica, generazione e linguaggio, una particolare, lieta permeabilità dell’io: un io in cammino verso il mondo, verso l’altro, la storia, la realtà, desideroso di lasciarsi entusiasmare dall’esperienza per trasformarla in forma poetica.
Si tratta di un io relazionale, profondamente diverso da quello lirico autoreferenziale, chiuso e spesso narcisistico che, in una parte della produzione contemporanea, ha finito per fare della poesia una celebrazione del soggetto e dell’artista un fine anziché un tramite.
L’io empatista non rinuncia alla propria individualità, ma tenta di superarla nella relazione; non si chiude in se stesso, non si compiace della propria solitudine, non assume la propria esperienza come misura esclusiva del reale: si fa piuttosto luogo d’incontro, ascolto e partecipazione.
La soggettività diviene così una soglia attraverso la quale il mondo può entrare nell’opera e l’opera può nuovamente rivolgersi al mondo.
È in questa disposizione che riconosciamo una delle qualità più significative della poesia che intendiamo documentare: una poesia non necessariamente riconducibile al nostro movimento sul piano programmatico, ma capace di esprimere, nella propria stessa natura e disposizione creativa, una profonda disposizione empatica.
Inoltre, direi, come accennato, che questa antologia non vuole dimenticare i maestri del passato - siamo contro ogni tabula rasa -, ma partire da loro, dalla loro voce e da quanto generosamente ci hanno lasciato, perché nulla conta più, nell’Arte come nella vita, della migliore tradizione.
Vogliamo riconoscere il dono che ci hanno fatto quando, nei primi anni Duemila, arrivarono a pubblicare le loro ultime raccolte: fu il loro modo conclusivo di nutrirci, di consegnarci ancora qualcosa di sé e, forse, di dirci arrivederci.
Quelle pagine furono precise indicazioni “paterne”, un passaggio di testimone affidato a chi sarebbe venuto dopo. Segnarono il punto da cui raccogliere la lezione e provare a proseguire il cammino, con la consapevolezza che ogni nuova voce nasce anche dall’ascolto di quelle che l’hanno preceduta.
Per quanto mi riguarda, non si tratta soltanto di una convinzione teorica: la mia stessa storia artistica nasce da questo incontro con la grande poesia del Novecento. Ho conosciuto Mario Luzi al Caffè letterario Giubbe Rosse di Firenze (lì dove poi presentammo per la prima volta il Nuovo Manifesto sulle Arti) e proprio con lui ebbe inizio, per me, un rapporto destinato a segnare profondamente il mio percorso. Nel 2003, nella collana del Caffè Letterario, furono pubblicate soltanto due raccolte: L’avventura della dualità di Luzi, una delle sue ultime opere, e Ceppi incerti, il mio primo libro di poesie. Una coincidenza che oggi, a distanza di anni, avverto quasi come un passaggio di testimone.
Luzi fu inoltre il primo poeta a credere nella mia scrittura e a sostenerla. Il suo gesto, per me, non fu soltanto quello di un grande autore che riconosceva un autore più giovane: fu un atto di fiducia, un modo concreto di trasmettere una lezione e, insieme, la responsabilità di continuarla.
Di quella generazione ho avuto poi il privilegio dell’amicizia di Giampiero Neri, Tiziano Rossi, Elio Pecora e Franco Loi (tutti aderenti al movimento come Maestri Empatici, felici di promuovere l'intelligenza emotiva attraverso le arti...). Sono stati incontri umani e poetici che hanno accompagnato il mio cammino e che hanno contribuito a formare la mia idea di poesia.
Come dunque non riconoscere nell’origine della nostra esperienza la presenza di quelle voci che ci hanno preceduto e che, invece di chiudere una stagione, ci hanno consegnato gli strumenti per aprirne un’altra?
È da questa eredità che vogliamo ri-partire, per ascoltarla, assorbirla e, se possibile, innovarla. Perché una tradizione è davvero viva soltanto quando qualcuno, dopo aver ricevuto il testimone, trova il coraggio di correre con esso verso un tempo nuovo.
Infine, scorrendo i nomi di questa antologia, distribuiti lungo circa un secolo, non può non colpire il fatto che la storia sembri averci consegnato, quasi simbolicamente, una figura poetica significativa per ogni anno. Un dato che forse dovrebbe farci riflettere, soprattutto nella nostra contemporaneità, dove il confine tra il desiderio di scrivere e l’essere poeti sembra talvolta farsi fin troppo sottile.
Opportuno precisare, tuttavia, che la selezione dei cento poeti qui presentata non intende configurarsi come una graduatoria dei maggiori poeti italiani, ma come una proposta critica di cento autori attraverso i quali delineare e interpretare alcune delle principali linee di sviluppo della poesia italiana nel periodo considerato.
CENTO POETI ITALIANI
Nati negli anni 1900-30
1. Raul Lunardi (1905)
2. Alba Florio (1910)
3. Mario Luzi (1914)
4. Andrea Zanzotto (1921)
5. Luciano Erba (1922)
6. Maria Luisa Spaziani (1922)
7. Giovanni Giudici (1924)
8. Giampiero Neri (1927)*
9. Giancarlo Majorino (1928)
10. Franco Loi (1930)*
11. Edoardo Sanguineti (1930)
12. Alda Merini (1931)
13. Giovanni Raboni (1932)
14. Giulia Niccolai (1934)
15. Nanni Balestrini (1935)
16. Tiziano Rossi (1935)*
17. Elio Pecora (1936)*
18. Dacia Maraini (1936)*
19. Tiziano Salari (1938)
20. Valentino Zeichen (1938)
21. Nanni Cagnone (1939)
Nati negli anni 1940
22. Giorgio Manacorda (1941)
23. Umberto Piersanti (1941)
24. Giuseppe Conte (1945)
25. Maurizio Cucchi (1945)*
26. Biancamaria Frabotta (1946)
27. Vivian Lamarque (1946)*
28. Mariella Bettarini (1947)
29. Patrizia Cavalli (1947)
30. Cesare Viviani (1947)
31. Eugenio De Signoribus (1947)
32. Franco Buffoni (1948)
33. Rosita Copioli (1948)
34. Ida Travi (1948)
35. Roberto Carifi (1949)*
36. Umberto Fiori (1949)
37. Giuseppe Piccoli (1949)
Nati negli anni 1950
38. Gabriella Sica (1950)*
39. Milo De Angelis (1951)*
40. Mariangela Gualtieri (1951)
41. Mario Santagostini (1951)*
42. Giancarlo Pontiggia (1952)*
43. Alessandro Ceni (1952)
44. Eugenio Lucrezi (1952)*
45. Roberto Mussapi (1952)
46. Gianni D'Elia (1953)
47. Patrizia Valduga (1953)
48. Enrico D'Angelo (1954)
49. Alberto Bertoni (1955)*
50. Antonio Trucillo (1955)
51. Enrico Testa (1956)*
52. Claudio Damiani (1957)
53. Gabriele Frasca (1957)
54. Valerio Magrelli (1957)*
55. Fabio Pusterla (1957)
56. Lello Voce (1957)*
57. Antonella Anedda (1958)
58. Biagio Cepollaro (1959)
59. Stefano Dal Bianco (1959)
Nati negli anni 1960
60. Alba Donati (1961)
61. Edoardo Zuccato (1963)
62. Davide Rondoni (1964)*
63. Tiziano Broggiato (1965)
64. Rosaria Lo Russo (1964)
65. Roberto Deidier (1965)*
66. Michelangelo Zizzi (1965)
67. Luigi Socci (1966)
68. Pierluigi Cappello (1967)
69.Andrea Inglese (1967)
70. Aldo Nove (1967)
71. Marco Amendolara (1968)
72. Giovanna Frene (1968)*
Nati negli anni 1970
73. Elisa Biagini (1970)
74. Francesca Moccia (1971)
75. Gherardo Bortolotti (1972)
76. Fabrizio Bregoli (1972)
77. Giulio Marzaioli (1972)
78. Alessandro Broggi (1973)
79. Mario Fresa (1973)*
80. Lidia Riviello (1973)
81. Corrado Benigni (1975)
82. Francesca Genti (1975)
83. Lorenzo Carlucci (1976)
84. Alessandro De Santis (1976)
85. Massimo Gezzi (1976)
86. Jacopo Ricciardi (1976)*
87. Azzurra D'Agostino (1977)
88. Valerio Cuccaroni (1977)
89. Lucrezia Lerro (1977)*
Nati negli anni 1980
90. Menotti Lerro (1980)*
91.Francesco Targhetta (1980)
92. Giuseppe Nava (1981)
93. Carmen Gallo (1983)
94. Laura Accerboni (1985)
95. Davide Castiglione (1985)
96. Giorgia Mastropasqua (1986)
Nati negli anni 1990–2000
97. Giorgio Ghiotti (1994)
98. Francesco Ottonello (1994)
99. Demetrio Marra (1995)
100. Luigi Riccio (2000)
N.B.
Nell'antologia troviamo:
- Maestri del Novecento attivi nel XXI secolo.
- Maestri della poesia italiana contemporanea.
- Poeti della generazione 1960-2000.
*L'asterisco indica i poeti che hanno aderito formalmente all'Empatismo

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