Visualizzazione dei post in ordine di data per la query news da adele. Ordina per pertinenza Mostra tutti i post
Visualizzazione dei post in ordine di data per la query news da adele. Ordina per pertinenza Mostra tutti i post

martedì 16 giugno 2026

ARTEINSIEME 16 giu 2026


Buona giornata e buona lettura.

B E L L ’ I T A L I A

L’abbazia di Chiaravalle, di Renzo Montagnoli.


P O E S I A

1) Da Ritorno al posto delle fragole – Parte I (edito in proprio, 2025) Altra fiamma sullo sfondo, di Gianluca Ferrari;

2) Da Modalità pausa (Prometheus, 2025) Calura d’estate, di Patrizia Fazzi;

3) Da Pianure d'obbedienza (Macabor, 2023) Come si ricorda una madre, di Marina Minet;

4) Il grande potere terapeutico della natura in Il farmaco più efficace, di Piera Maria Chessa;

5) Da La donna più vecchia del mondo (peQuod, 2025) Infanzia, di Daniela Raimondi;

6) Da Un tempo nuovo (Fara, 2026) L’incanto è fermo, di Carla Malerba;

7) Da Ora che tutto mi appare più chiaro – Scritte sulla sabbia (puntoacapo, 2023) La musa del disamore, di Giuseppe Carlo Airaghi;

8) Una scena rurale che la memoria riallaccia al presente in Meriggio, di Renzo Montagnoli;

9) Da Versanti di-versi (edito in proprio, 2025) Onirici vascelli, di Aurelio Zucchi;

10) Da La vita immaginata (Youcanprint, 2023) Quanto amore, di Felice Serino;

11) Da La bambina melodrammatica (ChiareVoci, 2024) Quello che osammo chiamare amore, di Adele D’Addario;

12) Da Appunti incompiuti di viaggio (ChiareVoci, 2025) Rendez-vous con me stesso, di Giovanni Borroni;

13) Da Verde (Fara, 2025) Senza sole, di Gabriele Oselini;

14) L’alienante claustrofobia urbana in contrapposizione all’appagante semplicità della natura in Solitudine, di Anna Cellaro;

15) Da Immagine convessa – Il passo verde (Fara, 2017) Ti hanno vestito con l’abito buono, di Vincenzo D’Alessio;

16) È un inno alla rinascita Vento contro vento, di Maria Attanasio.


R E C E N S I O N I

1) Cesare. La conquista dell’eternità, di Alberto Angela, edito da Mondadori;

2) I fucilieri di Sharpe, di Bernard Cornwell, edito da Longanesi;

3) Il segreto del commendator Storace, di Renzo Bistolfi, edito da TEA. 


L E T T E R A T U R A

1) La leggenda della rosa di Natale, di Selma Lagerlof, edito da Iperborea e recensito da Katia Ciarrocchi;

2) La lezione del Giappone, di Federico Rampini, edito da Mondadori e recensito da Siti;

3) Sacro fuoco, di Emmanuel Venet, edito da Prehistorica e recensito da Katia Ciarrocchi;

4) Un tempo nuovo, di Carla Malerba, edito da Fara e recensito da Michele Nigro.


Novità nei Freschi di stampa, nelle News e nelle Fotografie.


ARTEINSIEME ©2006 di Renzo Montagnoli
www.arteinsieme.net

domenica 20 aprile 2025

News da Adele Desideri, Pasqua 2025

Gentili lettori, segnalo quanto segue:

*Letizia Lanza, Autocorrezione
Federico Moro, Britannia, vittoria finale. La conquista romana dell’isola - 2
Pasquale Pugliese, Pace con mezzi pacifici. Rileggere Johan Galtung per uscire dalla narrazione tossica della guerra come soluzione dei conflitti e trasformarli con la nonviolenza
Gloria Vallese, Il Tifone della Basilica
Bonifacio Vincenzi, Improvvisamente, una mattina prima dell’alba
Maria Nivea Zagarella, Due poesie (Caltabellotta Cefalù)
Senecio, 12 marzo 2025
Per accedere direttamente, cliccare sulla data dell'ultimo aggiornamento nell'homepage, sopra o sotto il ritratto di Paul Klee.

*Paolo Lagazzi, La casa del poeta. Ventiquattro estati a Casarola con Attilio Bertolucci, La nave di Teseo, 2025
Recensione di Davide Brullo, Attilio Bertolucci, poesia a fuoco lento che scalda il cuore e sforna emozioni. Paolo Lagazzi ricorda le estati trascorse a Casarola, il regno del grande autore (il Giornale, 8 aprile 2025) 
Recensione di Camillo Bacchini, Paolo Lagazzi. Bertolucci e il suo magico mondo. Torna “la casa del poeta”, presa diretta su Attilio a Casarola (Gazzetta di Parma, 7 marzo 2025) 

*Giorgio Agnisola, Viaggio nell’arte delle stelle, Donzelli Editore, 2024
“È un viaggio nell'arte e nel tempo, tra immagine e poesia, inseguendo il dialogo tra l'uomo e il cielo, alla ricerca del senso della vita. Il libro ricostruisce il rapporto tra l’uomo e le stelle attraverso opere e luoghi dell’arte dalla preistoria ai nostri giorni: dai dipinti parietali di Lascaux alle immagini della dea egizia Nut; dai cieli di stelle delle basiliche paleocristiane ai grandi zodiaci dipinti dell’età rinascimentale e agli splendori delle carte celesti, agli esilaranti disegni satirici del XIX secolo; dai quadri romantici del primo Ottocento alle notti stellate di van Gogh, ai cieli simbolici del primo Novecento; dai paesaggi cosmici di Kiefer alle installazioni «stella ri» dell’arte elettronica, fino all’arte astronomica degli ultimi decenni e alla Space Art. Il ricorso all’arte come spazio e risorsa di questo viaggio tra visibile e invisibile, al di là di ogni rilettura cronologica e di ogni contenuto didascalico, soprattutto in questo difficile momento storico, può significare, in una prospettiva più ampia dell’esistenza, aprire l’orizzonte dei sensi e dello spirito e darsi un respiro. Se è vero che non solo in alto sono le risposte al nostro esistere, è anche vero che simbolicamente lo sguardo al cielo può ancora significare il desiderio di cercare e di cercarci, di conoscere e di stupirci” (Giorgio Agnisola)

*Nino di Paolo, Specchi asimmetrici, ChiareVoci, prefazione di Elisa Malvoni, 2024
Frutto della colonia/, era Martino/ padre siciliano e madre eritrea/cittadino italiano/ cuore all’Asmara/ dove sua madre era restata.// Jeans, camicia kaki e sandali/ e ogni tanto un pianto perché sicuro/ che non l’avrebbe visto.// Metalmeccanico mai sposato/ mai fidanzato/ occhi mesti e indecifrabili/ riaccompagnato a casa ogni volta/ dai compagni del circolino/ perché portone e serratura non li trovava più/ in quelle tiepide sere del settantacinque.// Mai italiano, non più eritreo/ morto di nostalgia, alcool e lavoro.// (pag. 24)

*fluire rivista di pura poesia, Anno IV, Volume 14, primavera 2024
Aurelio Buletti Sia reso grazie Fausto Tommasina Contro un orlo di luce Begoña Feijoo Fariña Dialogo tra Osvaldo Licini e Jean Arp Mara Mattavelli Le farfalle di Nabokov Guido Turco Picnic Francesco Zappa Naufrago Lena Matasci Macerie Lorenzo Spurio Si fa presto a dare i nomi Vincenzo Montuori Elegie di Mossbawn Giada Giordano A mio figlio

*Lucrezia Gozzi, un battito d’ali, Impremix Edizioni,2024
“(...)/ Se dovessi esplodere,/ esploderò/ e mi ricomporrò/ pezzo dopo pezzo/come una fenice/che s’infuoca/ e rinascer dalla sue stesse ceneri./” (pag. 31)
“Lo senti/ come un brivido che ti percorre la schiena,/ come un fischio assordante nelle orecchie,/ come un grido che ti squarcia la gola./ È una sensazione irrefrenabile,/ difficile da gestire,/ è una voglia provocata dai/ tremendi sensi di colpa./ È la voglia d ipunirsi/ per ciò che non si è fatto!/ Il male, a volte,/non fa solo male,/ fa anche paura” (pag. 85)
Lucrezia frequenta il primo anno del Liceo delle Scienze Umane a Milano 

“Chi ha intravisto il bene supremo sa che dovrà ricadere nell’abbandono e nella privazione, cioè nel mistero di una durevole assenza. Ma tanto più sarà amara la sua povertà quanto più acceso e vibrante sarà stato lo slancio della sua appassionata ricerca” 
(L. Sozzi, Amore e Psiche, Il Mulino, 2007 in Carla Stroppa, L’amore impossibile e le donne. Slanci, cadute e trasformazioni del desiderio, Moretti&Vitali 2022, pag. 75).
Buona Pasqua

lunedì 22 marzo 2021

News di marzo 2021

da Adele Desideri

Gentili lettori

*Segnalo la preziosa raccolta di poesie di Gilberto Isella, Catene smarrite, illustrazioni di Enrico Della Torre, alla chiara fonte, 2020.
Un prezioso libretto edito da «alla Chiara Fonte» dal titolo Catene smarrite e illustrato dall’artista Enrico Della Torre fa da cornice ai pensieri recenti del poeta Gilberto Isella a proposito del senso/non senso delle cose (dei fatti, dei vissuti) che ci circondano. Diviso in tre parti, «Orifizi», «Anelli, catene» e «Ecosistemi da sfogliare soltanto», dense di componimenti divertenti, disillusi e dissacranti, disteso su partiture di ritmo in perenne corsa verso ciò che connatura l’essere uomo – la ricerca di una scintilla di umanità nelle cose che ci circondano – il libro di Isella concatena e poi distrugge («Noi ignoriamo del tutto tale coordinazione e concatenazione delle cose, cioè in che modo le cose siano in realtà ordinate e concatenate», Baruch Spinoza) il discorso di conoscenza per tentare una via più ardua, ma forse più gratificante, al significato: quella poetica. «Arduo spettacolo l’uomo, / il suo mondo girevole sospeso / a una barretta di piccoli punti, / arcobaleno effimero / ostaggio del nero // Amore e spasmo / assegnati a landa graveolente, / il medesimo sito / dove un mantice solingo / ignaro del male / aspirò un giorno l’ebbrezza / che vien dal cinnamomo» scrive Isella. Se l’anelito al senso rimane, il poeta continuerà a cercare.

*Segnalo la preziosissima intervista Carla Stroppa, in Dialogo tra filosofia e psicoanalisi, a cura di Francesco Bollorino e Davide D’Alessandro, Psichiatry on line Italia, 15 dicembre 2020.

*Segnalo l’articolo di Paolo Lagazzi, Le ultime e tenaci luci di Natale, Avvenire.itArticolo sulle ultime luci del Natale, Avvenire.it, 13 gennaio 2021. Fruibile in https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/le-ultime-e-tenaci-luci-del-natale

*Segnalo l’originale e ben curata rivista Fluire. Rivista di pura poesia, alla chiara fonte editore, a cura di Mauro Valsangiacomo.
Nel numero 2, novembre dicembre 2020, sono state pubblicate le poesie di Adele Desideri Canizie; Old Yerevan; Donne d’Armenia; Tsitsernakaberd (Al memoriale del genocidio, Yerevan); Monastero di Sanahin; Museo di Anastas e Artyom Mikoyan, (Sanahin); Gn 22, tratte dalla raccolta inedita di Adele Desideri L’eremo dei pensieri sospesi.
 


*Segnalo il saggio di Vincenzo Guarracino, Giacomo Leopardi, Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl’Italiani, La Nave di Teseo, Milano, 2021
“Il Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl’Italiani è un’appassionata riflessione sulla mentalità, il carattere e la moralità della società italiana. Dall’osservatorio privilegiato della sua solitudine recanatese, Leopardi guarda ai suoi contemporanei per smascherarne vizi e limiti. Eppure questo testo, scritto tra la primavera e l’estate del 1824, sembra profeticamente parlare dell’oggi. Lucido e impietoso, disincantato, il ritratto che ne emerge degli italiani, nel progressivo tramonto di ogni illusione e grandezza, con sullo sfondo, a specchio, le altre nazioni europee, “con più vita” e “con più società” rispetto al nostro paese, della cui anomalia forse davvero è meglio “ridersi”, come fanno gli italiani stessi. A meno di non ricorrere all'”immaginazione”, superando ogni individualismo e sfiducia nel presente, per aprire a diverse speranze e prospettive, a una rinnovata civiltà. La nuova edizione di un classico del pensiero, con un ampio commento di Vincenzo Guarracino che mette in luce le intuizioni profetiche che fanno dell’opera di Leopardi un testo utile per capire gli italiani ancora oggi”. (http://www.lanavediteseo.eu/item/discorso-sopra-lo-stato-presente-dei-costumi-deglitaliani/).

E l’intervista di Francesco Mannoni a Vincenzo Guarracino, Il «Discorso» di Giacomo Leopardi torna a parlarci dei nostri difetti come popolo. Gli italiani, rissosi e incapaci di collaborare al bene comune, Giornale di Brescia, 12 gennaio 2021.

*Segnalo la pubblicazione delle poesie di Adele Desideri, Il limite, Di luce sua propria, Io chiedo, Solo per un giorno (tratte dalla raccolta inedita L’eremo dei pensieri sospesi) nella rivista on line Corso Italia 7, Olioofficina, Rivista internazionale di Letteratura - International Journal of Literature, Diretta da Daniela Marcheschi, 6 febbraio 2021.

*Infine dedico queste riflessioni all’amico fraterno Franco Loi, mancato il 4 gennaio 2021, che molto mi ha suggerito, insegnato, confortato: 

“I confini dell’anima nel tuo andare non potrai scoprire, neppure se percorri tutte le strade, così profonda è l’espressione che le appartiene”
(Eraclito, in Antonino Buono, Davide d’Alessandro, Il paziente e l’analista. Dialoghi sulla psicoanalisi, Moretti &Vitali, 2020, pag. 39)

Adele Desideri

lunedì 14 dicembre 2020

News da Adele Desideri Natale 2020



Gentili lettori, segnalo quanto segue

*Segnalo l’articolo di Paolo Lagazzi, Tempo di fiamme, di mistero e di poesia. (Per il Natale che viene), pubblicato nella Gazzetta di Parma, 4 dicembre 2020.





*Segnalo l’antologia poetica Il fiore delle lacrime, a cura di Vincenzo Guarracino, postfazione di Carlo Di Legge, Puntoacapo, 2020.

“Perché questo titolo, Il fiore delle lacrime, a un’antologia che intende essere ambiziosamente una sorta di cartografia della poesia italiana di oggi, partendo dal punto di vista prospettico così particolare, patologico e al tempo stesso tempo creativo, quale è quello delle lacrime? Chi segue i lavori della casa editrice Puntoacapo si accorgerà subito che già in precedenza la metafora del Fiore era comparsa nell’intestazione di copertina dell’antologia in due tomi Il Fiore della Poesia Italiana (2016), idealmente riallacciandosi a un’opera antologica di Giovanni Pascoli. Ecco, è in questa scia che questa silloge intende disporsi con rabdomantica attenzione a ciò che emerge dai testi: al “fiore” dei versi che si offrono nel segno del dolore e delle lacrime”. (Dalla prefazione di Vincenzo Guarracino).

“(…) la scelta della poesia è stata ritenuta conveniente e necessaria per due motivi fondamentali: in primo luogo, per personali convincimenti (…) poi per motivi più generali, intrinseci ad un linguaggio che appare quanto mai adeguato per il suo specifico modo, non analitico né trasfigurato, di mettere in scena in maniera immediata ed essenziale le dinamiche dell’io di fronte a siffatto sentimento. (…) Questo perché la poesia è il linguaggio dell’invenzione, della fantasia, dell’affetto: è la lingua per antonomasia dell’immaginazione e del “cuore”, quella che consente di rivivere tutto ciò che abbiamo vissuto non tanto come tempo, ma piuttosto come linguaggio. Chi parlapoesia mette in scena, in maniera più scoperta che in qualsiasi altro linguaggio, le proprie ferite, il proprio vuoto, in cui far precipitare attraverso le parole il sentimento, che è letteralmente la percezione viva delle cose, il rapporto pelle a pelle col mondo” (Dalla Prefazione di Vincenzo Guarracino).



*Segnalo il CALENDIARIO 2021, a cura di Gianfranco de Palos, tiratura limitata 300 esemplari numerati 1-300.

Con le poesie di Lidia Sella, Francesco Piscitello, Maddalena Capalbi, Gianluca Costanzo Zammataro, Serena Rossi, Virginia Bonaretti, Gabriella Colletti, Adele Desideri, Alessandro Magherini, Alessandra Paganardi, Paolo Pezzaglia, Annitta Di Mineo. Al link www.facebook.com

“Cosa può esserci di originale in un calendario? In un insieme cioè di pagine, 12 per l’esattezza, in cui si annoveri in bell’ordine tutto ciò che nel giro dei suoi regolamentari 365 giorni l’anno ci offre? Perché è questo che ci si aspetta: stagioni, mesi, giorni e ricorrenze festive civili o religiose. Probabilmente, niente. A meno che il suo ideatore non sia un Artista come Gianfranco De Palos, capace di reinventarsi, invece del canto del Tempo, l’incanto di un Tempo tutto suo fatto di linee e di (pochi) necessari colori, scandito dalle parole di Poeti giudiziosamente allineati ai suoi razionalistici dettami. Vengono in mente i versi di un poeta, molto vicino alla sensibilità del Nostro, ossia Vincenzo Cardarelli, che in un testo intitolato appunto Calendario, così si esprime in proposito: “Nume violento e spossato / che, al dolce tempo restio, / poi che passò l’estate / nel caos si precipita, / per farci rivedere la sua faccia, / di là da questo diluvio, / insostenibilmente luminosa”. Parlava evidentemente del Tempo. Non s’azzardava ad alludere profeticamente a De Palos.” (Commento critico di Vincenzo Guarracino).



*Segnalo il libro di Amedeo Anelli, Quartetti. Ai grandi e ai più piccoli, Libreria Ticinum Editore, 2020.

“Tradotto in diversi paesi europei con grande successo, il poeta Amedeo Anelli, traduttore e saggista, direttore della rivista Kamen che da trentacinque anni fa ricerca in ambito poetico e filosofico, ha raccolto 15 quartetti e un Inizio, in un libro d’arte con le illustrazioni dello scrittore Guido Conti.

Un libro di poesie che diventa un libro d’arte, in un gioco poetico tra filastrocca, filosofia e disegno” (dalla scheda del libro).

“Gatti che s’aggirano con la loro enigmatica presenza nella nostra vita, una natura che scatena le sue forze tra tempi sospesi e riflessioni filosofiche giocate con un linguaggio all’apparenza semplice, con i ritmi della filastrocca. Amedeo Anelli scrive di sogni sognati, guarda la vita passare come davanti ad una stazione con i treni che corrono. Che senso ha la vita? Intanto i gatti giocano, si aggrappano alle maniglie e ci guardano vivere come fanno anche i tigli lungo la strada. Una poesia che riflette sul linguaggio e sul senso del vivere, del mistero delle cose che esistono e di circondano accompagnando la nostra vita. Parole alla ricerca di un senso, con un sorriso che forse nasconde uno sberleffo. Guido Conti accetta la sfida e illustra i versi dei quartetti di Anelli in un dialogo complice e divertito, con gli acquerelli che sciolgono e raggrumano le forme, in una dinamica continua. Anche il pennello cerca un segno che diventi senso. E così i quartetti diventano un libro d’arte dove parola e disegni s’inseguono in un gioco in divenire tra segno e forma”. (dalla scheda del libro).


*Segnalo la recensione di Antonio Spagnuolo, all’antologia Il fiore delle lacrime, a cura di Vincenzo Guarracino, Puntoacapo, 2020, in  antonio-spagnuolo-poetry.blogspot.com Poetrydream, venerdì 27 novembre 2020. Al link antonio-spagnuolo-poetry.blogspot.com/2020/11/segnalazione-volumi-vincenzo-guarracino.html

*Segnalo il libro di Luciano Curreri, Il non memorabile verdetto dell’ingratitudine. Seguito dai Sei pensieri grati e gratis, INSCHIBBOLETH EDIZIONI («Margini», 6), ROMA 2020.

La collana è diretta da Filippo La Porta ed è stata inaugurata nel luglio del 2019 da Andrea Di Consoli, Diario dello smarrimento.

Distopia arrischiata e originale, Il non memorabile verdetto dell'ingratitudine è libello schietto, colto e ruvido, comico e tragico insieme. L’anti-eroe, condannato per plagio da una gravosa e non identificata Azienda, ha l’unica colpa d’aver provato ad aiutare un paio di giovani impiegati della stessa. Nei limiti di una surreale e postuma condizione, un narratore improduttivo affida il racconto a una specie di manoscritto sopravvissuto come carne e carta scannerizzati da remoto e spiritico supporto. La bizzarra interilla che vi si incastona è trovata anti-narrativa dell’autore, tesa a ribadire una corporea fiducia nel collettivo d’un disperso impegno umanistico, che i Sei pensieri grati e gratis si impegneranno a canzonare.



*Segnalo l’ottima recensione di Vincenzo Guarracino, a Federico Roncoroni, Un giorno, altrove, Oscar Mondadori, 2020 - pubblicata nell’Osservatore Magazine, 25 luglio 2020 - che di seguito riporto per intero.

È un’intera vita che sembra volersi sintetizzare in un unico libro, il romanzo epistolare di Federico Roncoroni, Un giorno, altrove, uscito da Mondadori già nel 2014 ed ora riproposto negli Oscar della stessa Casa editrice: un romanzo quanto mai intrigante, che sapit hominem, “sa di uomo”, per dirla con Marziale, incentrato su una gamma molto vasta di sentimenti in cui a farla da padrone è una tematica, Amore-­Malattia, cui la forma epistolare, attraverso un medium, quello elettronico, moderno e attuale, conferisce un forte sapore di verità.
Protagonista e narratore della storia è Filippo Linati, ultracinquantenne scrittore e intellettuale, una specie di “orso” sensuale, segregato dal mondo e dalla superficialità dell’ambiente circostante e per questo immerso nel lusso della sua splendida villa, tra Cernobbio e Moltrasio, sul lago di Como, da cui il suo animo trae alimento e autorizzazione a coltivare le sue passioni, i libri e le donne. Filippo ha lottato con successo contro la malattia, un linfoma, che ha svelato per lui la vertiginosa verticalità dell'esistenza, il doloroso incanto delle tessere minute di una quotidianità, il cui godimento conferisce al suo animo combattivo e proiettato verso il futuro una continua conferma di sé. Questo finché sulla scena della sua vita non ricompare, attraverso una mail misteriosa, Isa, fascinosa figura del suo passato dal nome inequivocabilmente dannunziano (si pensi a Isaotta Guttadauro): lo ha lasciato anni addietro, quando lui si è ammalato, ed ora dopo sette anni di assenza ritorna nella sua vita a riaccendere la sua passione con lo stesso ferino mistero che l’ha nel passato contraddistinta per tramutarsi in occasione essenziale per far riconquistare al protagonista­ narratore la parte migliore della propria vita, il mistero di una complessa spiritualità al di là dell’edonismo e materialismo che ne avevano caratterizzato la vita precedente. Un mistero che si svelerà solo alla fine del libro, costituito da 216 mail che vanno dal 29 marzo al 29 luglio 2011, attraverso le quali Filippo avrà dato sfogo al bisogno di parlare di sé, di narrarsi e confessarsi, aprendo senza patetismi e senza maschere la sua anima alla donna che ha segnato tanta parte della sua vita e che è rimasta come un punto fermo nel suo orizzonte esistenziale. Si parla d’amore, certo, ma non solo: a cominciare dalla fedeltà che l’autore sa che costituisce la propria più intima essenza, la fedeltà cioè alla scrittura e al sapere, si parla, e molto, di spiritualità, di etica. Si parla insomma di vita vera: di umanità, come solo di fronte a un punto cruciale si può fare. È così che, in un flusso irrefrenabile di coscienza, innescato dalle mail della donna, mai presenti ma solo alluse nel libro, Filippo vivrà la consapevolezza di sé e della propria “fragilità”, nel teatro di un alternarsi tumultuoso di sentimenti fatto di tutte le sfumature della rabbia, della delusione, dell’incapacità di comprendere, fino all’ultima mail, quella decisiva, da cui tutta quanta la vicenda riceverà una luce nuova e definitiva.


*Segnalo gli Atti del sesto Convegno di Antichistica. L’antico nel presente. I colloqui di Senecio. In memoria di Emilio Piccolo. Svoltisi venerdì 18 e sabato 19 ottobre 2019 presso il Liceo Classico A. Pansini di Napoli e consultabili nel corrispondente link nella homepage di SENECIO (www.senecio.it/).



*Segnalo il prezioso volume Gli Staglieno. Origini, ritratti e protagonisti di una storica famiglia patrizia genovese, saggi di Monica Amari Staglieno, Franco Contorbia, Diego Divano, Andrea Lercari, a cura di Andrea Lercari, SAGEP Editori, 2018. Dedicato a Marcello Staglieno (1938-2013), giornalista, scrittore e uomo politico italiano nell’ottantesimo anniversario della sua nascita.

“Le giovani donne come Theresia (nuora di Monica Amari Staglieno, vedova di Marcello Staglieno, NdA), dopo avere smesso di parlare il linguaggio della protezione, hanno cominciato a parlare quello dell’uguaglianza per affermare a tutto tondo quello della differenza.
Sarà, ormai, lei a introdurre nuove parole e nuovi significati al Lessico Famigliare di casa Staglieno per continuare a formare quel filo invisibile dove momenti gioiosi e tristi vissuti insieme si intrecciano con ricordi condivisi, solidarietà, orgoglio, identità, speranze e sconfitte e riescono a dare, con intensità diverse, quel senso di appartenenza alla propria Famiglia, facendoci costruire, a volte senza rendercene conto, la Storia.” (dal saggio di Monica Amari Staglieno).


«Tu sei lo spazio / che l’esser mio circonda e in cui si cela. / Se m’abbandoni cado nell’abisso / del nulla, donde all’esser mi chiamasti. / Tu a me vicino più di me stessa, / più intimo dell’intimo mio». (Edith Stein, Vie della conoscenza di Dio, introduzione di Carla Bettinelli, Edizioni Messaggero, Padova 1983, pag.15)


Con l’augurio che questo Natale porti nei cuori un poco di pace e di serenità

Adele Desideri


*Si prega di inviare pacchi o libri al seguente indirizzo: Adele Desideri, c/o Lavasecco Nicoletta, via Scalvini 8, 20158 Milano.


Al fine di applicare le direttive del GDPR, il nuovo Regolamento Europeo sulla Protezione dei Dati Personali, entrato in vigore il 25 maggio 2018, sono autorizzata a utilizzare i tuoi dati personali soltanto previa tua autorizzazione. Il tuo indirizzo mail è presente nella mia mailing-list e verrà utilizzato esclusivamente per l’invio di informazioni inerenti attività culturali. Se desideri rimanere in contatto con me ed essere aggiornato al riguardo, non è necessario fare alcunché. Se preferisci invece non ricevere le mie comunicazioni, il tuo indirizzo potrà essere rimosso dalla mia mailing-list in qualsiasi momento semplicemente comunicando ‘Cancellami’ in risposta a ogni mia comunicazione.

lunedì 6 gennaio 2020

News da Adele Desideri, Epifania 2020

Gentili lettori, segnalo quanto segue

*Breve estratto da La figlia della memoria (prefazione di Davide Rondoni, quarta di copertina di Franco Loi, Moretti&Vitali 2016) del capitolo XVII, Dubito ergo sum, in Senecio, a cura di Andrea Piccolo e Lorenzo Fort, 9 novembre 2019, al link http://www.senecio.it/rec/Desideri_Dubito.pdf.

*Il prezioso, profondo, folgorante romanzo autobiografico dell’amico Matteo Fraschini Koffi, Il richiamo dell’elefante nero.Confessioni di un viaggio alla ricerca della propria identità, Libraccio Editore, 2019. 
 
Sono trascorsi 19 giorni tra la nascita dell’autore in un ospedale pubblico della capitale togolese, Lomé, e l’arrivo alla Poupounniere, un orfanotrofio gestito da alcune suore francescane. Nessuno sa cosa sia successo in quel breve lasso di tempo. I genitori naturali non hanno lasciato tracce e il personale dell’orfanotrofio non ha annotato alcun appunto. Matteo Fraschini Koffi viene così adottato da una coppia di operatori umanitari italiani quando ha dieci mesi. Nel crescere a Milano sono molti gli ostacoli da superare per definire l’essenza della sua identità. L’inevitabile mentalità occidentale si sviluppa infatti insieme all’istinto e alle fattezze di un africano che, sia in Italia sia in Togo, è riconosciuto come uno straniero. Da che parte stare allora? Dove è possibile sentirsi a casa? Questo è il grido che implode nel cuore del giovane, infiammandolo di rabbia e bagnandolo di qualche lacrima. Le incomprensioni con la famiglia e gli scontri con una società in apparenza diversa da lui sono all’ordine del giorno. Dopo l’incontro con un inviato di guerra in una pizzeria di Milano, Matteo inizia così a viaggiare per il mondo appassionandosi al giornalismo. A 24 anni decide di tornare in Togo con l’intenzione di cercare le sue radici e trovare alcune risposte a molte sue domande. Ma in che modo una persona sradicata dalla propria terra potrà rimettervi radici? Il percorso di Matteo Koffi ci aiuta a comprendere una realtà che, volenti o nolenti, sta trasformando la società italiana per sempre.
 
Matteo Fraschini Koffi è nato il 10 luglio del 1981 a Lomé, in Togo, uno dei più piccoli stati dell’Africa Occidentale. Dopo essere stato adottato, è cresciuto con il sogno  di diventare un reporter di guerra e di inchiesta. Ha viaggiato per vari Paesi tra cui i territori occupati della Palestina, Israele, Romania, Sudafrica, Kosovo, Iraq, e Tajikistan. Come giornalista freelance scrive, fotografa e produce servizi radiotelevisivi. I suoi lavori sono apparsi su differenti media italiani (Avvenire, 7, Espresso, Terra!, etc.) ed esteri (RSI, DPA, AFP, NYTimes, etc.). Nel 2016 ha vinto il Premiolino grazie alle inchieste condotte sul caporalato in Puglia e di cui ha pubblicato un libro-diario legato alla sua esperienza nel ghetto di Rignano intitolato “Campi d’oro rosso” (edito da GSA). Vive dal 2005 in Africa dove al momento risiede con la compagna e i loro due figli. 
 
*Segnalo la silloge di Margherita Rimi, Le voci dei bambini. Poesie 2007-2017, nota critica di Guido Oldani, Mursia, 2019.

“Giovanni Pascoli ci aveva abituati all'idea, non senza ragione, che dentro di noi si accampi un fanciullino, una specie di Pinocchio che, al passare degli anni, resta immodificato mentre a noialtri accade quello che sappiamo. Un dialogante, ingenuo e semplice, che ci riconduce a una piccolissima età dell'oro, con cui inconsapevolmente ci confrontiamo di continuo. Bene, il fanciullino in questione è evaso, è riuscito a sfilarsi dalla gabbia connettivale del nostro corpo e chi s'è visto s'è visto. A mano a mano però che le genti si accatastano fra di loro fin quasi alla totalità degli esistenti, la stessa cosa capita ai bimbi, come un mazzo di carte da gioco che si compenetrano fra di loro. Sorgono così una miriade di neofanciullini che praticano un linguaggio dolente e confuso ma anche creativo e luminoso. Diventano cantori ognuno del proprio calvario personale. Nasce un sommesso teatro dell'anima; anime coatte e violate ma pur sempre anime, cioè fautrici di un parlare novellante, cupo e stridente, dolcissimo e fatato. Il male e il bene si mischiano come due acque con diversa pulizia. La fogna torna a separarsi dalla fonte, gomito a gomito. Margherita Rimi riesce a fare in modo che questo linguaggio non vada dissipato, lo adatta e lo fa germogliare in un infantile e adulto quanto potente canzoniere, effetto collaterale umanissimo della presente catasta umana. (Nota Critica in quarta di Copertina di Guido Oldani).
Margherita Rimi, per il lavoro civile della sua opera sull’infanzia, ha ricevuto nel 2017 il premio Piersanti Mattarella e un riconoscimento dall'Unicef Italia.  

*Segnalo la pregiata raccolta di poesie di Beppe Mariano, Il Monviso e il suo rovescio, nota critica di Guido Oldani, Mursia, 2019.

Beppe Mariano è arrivato al pieno della sua maturità. Il suo centro gravitazionale è dato dal Monviso, triangolo isoscele perfetto, dal cui costato prende le mosse il nostrano placido Don: è il Po, che nutrendosi dei suoi affluenti di destra e di sinistra, ricorda la geografia che abbiamo imparato sui banchi di scuola. Mariano però, non è solo il custode dei rubinetti di questa sovranità fluviale, ma delle pendici di questa strana piramide che, nel treno delle Alpi, ha a che fare con l’ex fratello siamese, il Cervino. Con i suoi versi, il poeta cuce la nostra lingua al tessuto occitano. Le greggi sono lì per dimostrare antiche memorie e stupore per il presente. La lingua poetica di questa raccolta passa dall’agile disponibilità di un ricco dizionario proprio, allo spedito corpo a corpo semplificato della storia odierna che incalza. Si sente ancora l’eco dei passi degli elefanti di Annibale, braccata però dal diluvio universale dei popoli che ad accatastarsi, dalle metropoli, giungono fin lì. La magia del paesaggio, allora, si embrica con l’instabilità del presente e l’incertezza del divenire. L’autore, che non trascura qualche rapida incursione nell’ironia, non rinuncia a nulla né della storia né del leggendario. Certo, le sardine hanno scalato la montagna ma il Monviso, per il quale Mariano ha scritto le poesie più belle dedicategli nel nostro tempo, annota tutto sui versanti che diventano delicate tavole della narrazione di un nostro discreto quanto singolarissimo nord
(dalla nota critica di Guido Oldani).

*Segnalo l’elegante e commovente raccolta di poesie di Alessandro Moscè, La vestaglia del padre, prefazione di Roberto Controneo, Nino Aragno Editore, 2019.

Questa raccolta poetica nasce specialmente da un fatto cruciale: la morte di un genitore e la conseguente ricaduta sull’esistenza del figlio, che rivede, come in un film muto, gli episodi salienti del padre specie durante la sua permanenza a Roma, da giovane, per motivi di lavoro. La rara intensità ed emozionalità unisce i due non solo nel legame di sangue, ma anche, soprattutto, nel ricordo e nella passione comune per la Lazio, la squadra di calcio che rappresenta una vicinanza ideale che non avrà fine, il punto d’incontro tra passato e futuro che si muove nelle maglie bianco-celesti della squadra durante le partite domenicali. E inoltre le vicissitudini e l’eco della quotidianità, il mito dell’infanzia e dell’adolescenza (altro punto forte, da sempre, della poetica di Alessandro Moscè), l’appartenenza ad un luogo identitario, l’incontro con i malati psichici di un ex manicomio. Una poesia lirica e melodica, la migliore espressione in versi di un autore molto versatile che nelle pieghe dei sentimenti sa essere un raccontatore originale come pochi altri della sua generazione (da http://www.ninoaragnoeditore.it/opera/la-vestaglia-del-padre).

*Segnalo il Corso di potenziamento-flessibilità di Religione
Prof.ssa Antonella Martinelli (nome de plume Adele Desideri)
Istituto di Istruzione Superiore Bertrand Russell 
Liceo Scientifico Bertrand Russell
Liceo delle Scienze Umane Bertrand Russell
Liceo Classico Omero
Anno scolastico 2019-2020

Diverso: uguale e di più. 
“Abbiamo imparato a volare nell’aria come uccelli e a nuotare nel mare come pesci, ma non abbiamo appreso la semplice arte di vivere insieme come fratelli” (Martin Luther King, La forza di amare, Sei, Torino, 1975, pag. 116)

24 febbraio 2020 e 2 marzo 2020
Alessandro Magherini
Poesie sulla prima guerra mondiale. Riflessioni etiche per la promozione della pace

Alessandro Magherini, nato a Genova il 13 marzo 1952, residente a Cinisello Balsamo (MI), via G. Verdi 3. Tel. 3339528104.
Laureato in filosofia presso l’Università di Genova. Abilitazioni: A043, A050, A037.
Già docente di lettere presso CPIA2 Nordest, sede di Sesto San Giovanni e docente comandato presso INSMLI (Istituto nazionale per la storia del movimento di Liberazione in Italia), Milano. 

Come un’ape,
estratto il nettare da un fiore,
vola via senza danneggiarne il colore e la fragranza,
così viva il sapiente nel villaggio
(Dhammapada, 4, 49 in La rivelazione del Buddha. I testi antichi, a cura e con un saggio introduttivo di Raniero Gnoli, Mondadori, 2001, pag. 512-513, in Giampiero Comolli, La malinconia meravigliosa. I discorsi di commiato del Buddha e di Gesù, Claudiana, 2019, pag. 59)
 


sabato 2 novembre 2019

News da Adele Desideri nov 2019

Gentili lettori, segnalo quanto segue

*Recensione di Adele Desideri al Concerto La figlia della memoria del maestro Andrea Mannucci (Edizioni Suvini e Zerboni, 2017), Violino Miranda Mannucci, Orchestra d’archi NED Ensemble, Direttore Andrea Mannucci (prima assoluta al Parco Villa Concordia, Robbiate, Lecco, 22 giugno 2019, ore 21). Consultabile al link https://www.corsoitalia7.it/2019/09/scritture-di-scritture-di-adele-desideri/#more-2211, pubblicata il 4 settembre 2019, con una premessa di Daniela Marcheschi.

Il Concerto di Andrea Mannucci è ispirato al romanzo di Adele Desideri, La figlia della memoria (nota critica di Franco Loi, prefazione di Davide Rondoni, Moretti & Vitali 2016). Il concerto La figlia della memoria è poi fruibile al link www.youtube.com/watch?v=3_MNbAErX5Y&t=1187s.

*Segnalo l’intensa, sinestetica, raccolta di poesie, scritta in italiano, della poetessa Marina Popadic, Oltre il tempo, casa editrice Pegaz dell’editore Zoran Loktionov, Bijelo Polje, Montenegro, 2019.

Marina Popadic è pianista e poetessa serba. Nel 2013 ha pubblicato il CD Piazzolla nei riflessi della parola e nel 2018 il CD Di suoni in versi: non si presenta, qui, solo come pianista ma anche come poeta. Con le sue liriche interpreta, attraverso le parole, il contenuto musicale delle opere dei compositori.
Ha inoltre pubblicato sei raccolte di poesie: Non importa (2000), In un certo luogo in mezzo a (2001), Ombra nuda (2005), Chissà quando e dove (2006), Il silenzio del fiume Volturno (2016), La nascita del tempo (2017).
Le sue poesie sono state pubblicate nell´Antologia Lyrik und Prosa unserer Zeit (2018).
È membro dell´Associazione Nazionale dei Letterati della Serbia e Bosnia Erzegovina.
Da alcune recensioni a Oltre il tempo:

“È una parola poetica nuova e personalissima quella di Marina Popadic. Vivere nel suono e nel verso: vivere senza tempo, nel paese dell’anima“ (Rossana Valier).

“Oltre il tempo, tra il ricordo che mai diventa memoria e una sacralità laica che dolcemente si inchina al bisogno di Dio. Popadic scrive: “Il sangue di una roccia/ s'imbarca nel mio verso”. E il suo sangue ci sporca, ci costringe a ripensarci, a ritrovare tra le ragnatele del nostro essere un senso vero di essere. Lo stesso sangue ci invita a recuperare la musicale bellezza del nostro corpo sciorinata con profonda emozione nei versi di Marina Popadic“. (Ugo Brusaporco).



*Segnalo i seguenti eventi che hanno visto, e vedranno impegnato Luciano Curreri:

Un’isola in rete. Festival internazionale di promozione del libro e della lettura, Federico Piras presenta Luciano Curreri, La Comune di Parigi e l’Europa della Comunità? Briciole di immagini e di idee per un ritorno della Commune de Paris (1871), Macerata, Quodlibet, 2019. Biblioteca e archivio storico, Castelsardo, 21 settembre 2019, ore 19.

Gian Paolo Romagnani presenta Luciano Curreri, La Comune di Parigi e l’Europa della Comunità? Briciole di immagini e di idee per un ritorno della Commune de Paris (1871), Macerata, Quodlibet, 2019. Libre!, Libreria Emporio Culturale Cooperativa, Interrato dell'Acqua Morta 38, Verona, 23 ottobre 2019, ore 18.

Alessandro Scarsella presenta Luciano Curreri, La Comune di Parigi e l’Europa della Comunità? Briciole di immagini e di idee per un ritorno della Commune de Paris (1871), Macerata, Quodlibet, 2019. Università Ca' Foscari Venezia, Ca’ Bernardo - Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati - Dorsoduro 3199 30121, 24 ottobre 2019, ore 12.

Sala gioco, Alessandro Barbero presenta Luciano Curreri, La Comune di Parigi e l’Europa della Comunità? Briciole di immagini e di idee per un ritorno della Commune de Paris (1871), Macerata, Quodlibet, 2019. Circolo Lettori di Torino, 9 dicembre 2019, ore 18.


Martino Dalla Valle presenta Antologia essenziale dei poeti del Belgio francofono. Un esperimento (1835-2015) / Anthologie essentielle de la poe?sie francophone de Belgique. Une expe?rience (1835-2015), a cura di Jean-Pierre Bertrand e Luciano Curreri, Venezia Mestre, Amos 2019Libreria La Forma del libro, via XX settembre 65, 35122 Padova, 25 ottobre 2019, ore 18.

Luciano Curreri (1966), dopo essersi formato all’Università di Torino e aver lavorato in quelle di Savoie, Grenoble-III e Firenze, è diventato professore ordinario di lingua e letteratura italiana all'Université de Liège nel 2008. Autore o curatore di una trentina di volumi, tra monografie e collettivi, ha tradotto o editato per Amos, Cerisier, Einaudi, Greco & Greco, Ilisso, Mondadori, Nerosubianco, Quiritta, testi di Collodi, Gualdo, Salgari, Maeterlinck, Thiry, Dessí, Rossetti, Verheggen, Baravalle, Baetens. Come sperimentatore, con Giuseppe Palumbo ha dato vita al primo, vero graphic essay made in Italy, L’elmo e la rivolta, per i tipi di Comma 22, nel 2011; come scrittore ha pubblicato alcune raccolte di racconti, l’ultima delle quali, Volevo scrivere un'altra cosa, è uscita nel 2019 da Passigli, con buon successo di pubblico e di critica. Ha partecipato a Il Tempo e la Storia e partecipa a Passato e presente (RAI 3, 2013-2016, 2019-2020). Per Nerosubianco dirige la collana le drizze dal 2008 e codirige le bandiere dal 2010. Con Gabriele Fichera e Giuseppe Traina codirige la collana Elements di Quodlibet, con 24 titoli all’attivo in cinque lingue in soli due anni.


*Segnalo il Corso di potenziamento-flessibilità di Religione
Prof.ssa Antonella Martinelli (nome de plume Adele Desideri)
Istituto di Istruzione Superiore Bertrand Russell
Liceo Scientifico Bertrand Russell
Liceo delle Scienze Umane Bertrand Russell
Liceo Classico Omero
Anno scolastico 2019-2020

Diverso: uguale e di più.

“Abbiamo imparato a volare nell’aria come uccelli e a nuotare nel mare come pesci, ma non abbiamo appreso la semplice arte di vivere insieme come fratelli” (Martin Luther King, La forza di amare, Sei, Torino, 1975, pag. 116)


*14 ottobre 2019
Don Graziano Gianola
I giovani e la vita di fede

Don Graziano Gianola, Vicario parrocchiale della comunità pastorale Gesù Buon Pastore (Santa Maria del Buon Consiglio e Santi Giovanni e Paolo, Bovisa, Milano). Docente di Religione presso L’Istituto Comprensivo Giovanni Pascoli. Scuola Secondaria di Primo grado A. Mauri.

*21 ottobre 2019
Francesco Piscitello
Presentazione del poemetto Auschwitz di là dal mare (Edizioni Nuove Scritture, Milano, 2018)

Francesco Piscitello, Medico chirurgo specialista in cardiologia. Già primario cardiologo f.f. della divisione cardiologica dell’ospedale “Bassini” di Cinisello Balsamo. Dopo il pensionamento, consulente per la specialità cardiologica della casa di cura S. Carlo di Paderno Dugnano (1997-2014). Attualmente ha cessato la professione attiva medica e psicologica (è stato iscritto all’ordine degli psicologi della provincia di Milano, con dimissione alla cessazione dell’attività) ed è impegnato in attività giornalistica e letteraria.


*28 ottobre 2019
Maddalena Capalbi e Francesco Capizzi
Presentazione della raccolta di poesie Ribbelle (edizioni del verri, Milano, 2018)


Maddalena Capalbi Nata a Roma, dal 1973 vive a Milano. La sua opera prima è stata Fluttuazioni (LietoColle 2005), seguita da Olio (LietoColle 2007), nel 2008 Sapevo (Ed. Pulcinoelefante), Il giardino di carta e Arivojo tutto (LietoColle 2009, poesie in dialetto romanesco). Nel 2011 Nessuno sa quando il lupo sbrana (La Vita Felice), Testa rasata’ (Moretti&Vitali) e Ribbelle (Il Verri). Ha collaborato con Giuliano Turone responsabile del sito Dante Poliglotta, traducendo in dialetto romanesco alcune terzine tratte dal I-V e XXVI canto dell’Inferno – XXX del Purgatorio e XXXIII del Paradiso. È redattrice della rivista culturale Qui libri. Ha coordinato dal 2005 il Laboratorio di Poesia presso la II Casa di Reclusione di Bollate, curandone ogni anno le antologie poetiche. Nel 2015 il comune di Milano l’ha insignita dell’Ambrogino d’Oro.

Francesco Capizzi, “La macchina della giustizia è lenta ma arriva. Me lo diceva il mio avvocato. Per me è arrivata quando ero ragazzo, e ho passato quasi metà della mia vita dietro le sbarre. Ora ho pagato tutti i miei debiti e ai ragazzi dico: non fate come me. Ma anche che non è mai troppo tardi per ricominciare”. La sua rinascita, Cisky MCK (nome d’arte di Francesco Capizzi), 41 anni, del quartiere Corvetto, a Milano, l’ha trovata nella musica e nella recitazione. “Sono un rap-attore. Anche nei periodi bui ho sempre cercato rifugio nella creatività: ho frequentato il Centro teatro attivo quando ero ragazzo, ora metto in pratica quello che ho imparato”. (...) Organizzo spettacoli, incido album, vado nelle scuole a parlare coi ragazzi. Ma sono un insegnante sui generis: dico che se ti droghi sei un perdente, e non lo dico da insegnante. Io sono uno che la galera se l’è fatta davvero”. Un messaggio che al Corvetto può lasciare un’impronta. C’è bisogno di modelli positivi: nei mesi scorsi don Andrea Bellò, il parroco di San Michele Arcangelo e Santa Rita, aveva lanciato un messaggio ai rapper affinché scrivessero canzoni contro la droga. Cisky potrebbe diventare un suo alleato.
A leggere qualcuno dei suoi testi, si capisce ancora di più: “Ma guardaci, in corsa sopra un treno di ritardi tra stazioni dove arrivi e poi riparti con bagagli di colla e ritagli di storie perse tra gli anni” (da El Matador). Oppure: “Mi dicono che sono un criminale, la carta nera in mezzo al mazzo di carte normale. Fuori legge, fuori norma, un tipo immorale, ma fuori di testa consegno al buio di una cella memorie”, si legge in Lo stato di fatto. Spiega: “Da ragazzo ero arrabbiato col mondo, pensavo che il mondo mi dovesse qualcosa. È stato facilissimo entrare nel tunnel della microcriminalità di strada. Ora, con la maturità, sento una responsabilità morale”. (In https://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/cisky-mck-corvetto-1.4570013).


*4 novembre 2019
Rosa Elisa Giangoia
Presentazione del romanzo Febe. Dal tempo all’eterno (Europa Edizioni, Roma, 2018)

Rosa Elisa Giangoia vive a Genova, dove si è laureata in Lettere Classiche con successiva Specializzazione in Filologia Classica e dove ha insegnato per molti anni nei licei. Ora in pensione, si dedica alla scrittura creativa e alla critica letteraria. Fa parte della redazione di XENIA e collabora ad altre riviste di cultura e letteratura. Oltre a manuali scolastici, ha pubblicato romanzi (In compagnia del pensiero, 1994; Fiori di seta, 1998; Il miraggio di Paganini, 2005; Febe. Dal tempo all'eterno, 2018), saggi di critica letteraria (Appunti sulla poesia, 2011), testi teatrali (Margaritae animae ascensio, 2014), sillogi poetiche (Agiografie floreali, 2004; Sequenza di dolore, 2010; La vita restante, 2014), testi di gastronomia letteraria (A convito con Dante, 2006; Magna Roma, 2017; Sapori danteschi, 2019). È presente in numerose antologie ed è membro di diverse giurie di concorsi letterari.




“Suvvia, diciamolo, senza tanti giri di parole: i poeti o le poetesse (beh, in quest’ultimo caso dipende dalle misure più che dalla metrica...) non se li fila nessuno. Gli editori sanno che con noi perdono soldi (specie se non ce ne hanno chiesti preventivamente per pubblicarci), per i familiari siamo dei falliti depressivi braccia rubate all’agricoltura o alla fabbrica, gli amici ci trovano «originali» e ci esibiscono come fenomeni da baraccone per animare le serate, per i figli siamo un’incognita professionale... Tutto cambia quando, per pura casualità, dall’oggi al domani, passi dall’altra parte del bancone e diventi editore. Che parolone! Suona come se fare libri fosse un’alchimia degna di rispetto. La gente inizia a guardarti diversamente. Pensano che finalmente tu abbia messo la testa a posto. Apprezzano il tentativo di diventare una personcina seria. Gli altri editori non si negano più al telefono, ma ti chiamano persino «collega», i familiari non si vergognano quando sono interrogati su cosa abbiamo deciso di fare da grandi, i figli vedono cos’hai prodotto, lo sfogliano e smettono d’invidiare il compagno di classe con il padre o la madre disoccupati. Ma gli amici, quelli non li conti più. Altro che Facebook... Son diventati tutti aspiranti scrittori/poeti/traduttori/illustratori. Hanno tutti, almeno da un paio di decenni, il capolavoro incompreso nel cassetto.”  (Gabriella Montanari, Arsenico e nuovi versetti, La vita Felice, Milano, 2013, in Missione Poesia, a cura di Cinzia Demi, L’arsenico poetico di Gabriella Montanari, al link https://altritaliani.net/larsenico-poetico-di-gabriella-montanari/.

Adele Desideri