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mercoledì 8 gennaio 2014

News da Adele Desideri (con poesie di Mariangela De Togni, recensioni a Stelle a Merzò e altro)

Gentili lettori, segnalo quanto segue:

*Mariangela De Togni, poesie tratte da Cristalli di mare (Ibiskos Editrice Risolo 2010), Flauto di canna (Ibiskos Editrice di A. Risolo 2004), Frammenti di sale (FaraEditore 2013), Fiori di magnolia (Edizioni Helicon 2011). Nelle poesie di Mariangela De Togni la nudità delle immagini – tratte dai fenomeni naturali del vento, del mare, della vegetazione ligure – si armonizza con la profondità dei rimandi spirituali. Il verso indica la più vasta solitudine dell’anima, in un crescendo, però, di dialogo con il Trascendente. La bellezza dell’universo, in queste poesie, è come un dono ogni giorno riscoperto, che continuamente trova la sua ragione più profonda nell’unità di corpo e spirito, di sentimento e fiducia, di amore e nostalgia. 





Dei miei giorni

Dei miei giorni hai fatto
un tempo di stupore
e il cuore è come un ciottolo
di mare arreso alla felicità

Mariangela De Togni, da Cristalli di mare (Ibiskos Editrice Risolo 2010)



E già la notte

E già la notte
tesseva in me la tunica
della vita.

Nel fiume
invasato dal tempo
della fugacità.

Mariangela De Togni, da Cristalli di mare (Ibiskos Editrice Risolo 2010)


Echi

Echi,
ma di altre
maree e di altre
aurore.
E di cieli stellati
diversi.

Mariangela De Togni, da Flauto di canna (Ibiskos Editrice di A. Risolo 2004)


La notte è fonda

È fonda, stanotte, la notte,
e le stelle non vedo
dal mio sipario di silenzio.

Fumido di vento il pensiero,
questo luogo dell’anima,
anacoreta della parola,
chiuso come in uno smeraldo
a raccogliere la vita
nella pietà di un verso.

Attendendo che si sveli,
al cuore, il mistero.

Mariangela De Togni, da Flauto di canna (Ibiskos Editrice di A. Risolo 2004)


Trasfigurami

Trasfigurami
come quel vecchio gradino
di pietra
nell’erba alta di aprile.
Come il geranio
fiorito
all’ombra del sole
e abbandonato.
Come la vite
appesa alla luce.
I tralci vitigni legati
alla siepe del vento.
Come il rigagnolo
bianco di nubi.
Trasfigurami
come lo sfavillio del mare
a primavera.
Trasfigurami
e saprò la beatitudine.

Mariangela De Togni, da Frammenti di sale (FaraEditore 2013)


Sanno di sale

Sanno di sale i colori.

Come farfalle libere
nel sole i miei pensieri
camminano
in equilibrio sull'asse
del sospiro.
Con il cielo negli occhi
per non perdere
l'orizzonte.

E il cuore a correre
dentro le onde
del mare.

Mariangela De Togni, da Frammenti di sale (FaraEditore 2013)


Notte di San Silvestro

Acciottolate son le ore
gomitoli di tempo
nel grembo della vita.

Mariangela De Togni, da Frammenti di sale (FaraEditore 2013)


A Sarah

Solitario anemone dalla corolla
aperta al sole della primavera.
Nel tuo pensiero c’erano voli
di rondini, forse e di farfalle.
Il canto dei ruscelli chiari,
il colore degli arcobaleni.
Percorrevi spensierata
gli ultimi tratti di una strada
che ti avrebbe condotta al mare.

Ma una mano di strazio
ti ghermì ai giochi della fantasia,
ai desideri della giovinezza
che si apriva, bocciolo
bianco di rosa, nel giardino
della vita.

Ora, di te rimane il rimpianto
d’averti conosciuta solo
nel dolore che ci ha sommerso
come un uragano il cuore.
Non basteranno le lacrime
a far rifiorire i girasoli.

Piccola stella nel firmamento
di Dio. Il cielo sia la tua pace.
Avranno cura di te gli angeli.
E tu, qualche volta ancora,
affacciati su questa terra,
su coloro che amata
ti hanno tanto.

Mariangela De Togni, da Fiori di magnolia (Edizioni Helicon 2011)



Più oro che cielo

C’è più oro che cielo,
questa sera e il vento
accorda il suo respiro
all’ombra del chiostro
solitario. Il cuore è
al centro della notte.

Mariangela De Togni, da Fiori di magnolia (Edizioni Helicon 2011)


Se solo

Se solo avessi nel pensiero
il colore del mare
e quel sottile mormorio
d'onda nella sera
lieve di seta che si sfalda
di bruma all'orizzonte
e minute occasioni
in controluce che il cuore
resta capace di accogliere
senza smarrirsi.
Anche l’oscurità
diventerebbe sole,
in questo lungo silenzio,
come la mia solitudine.


Mariangela De Togni, da Fiori di magnolia (Edizioni Helicon 2011)

*Recensione di Aky Vetere a Stelle a Merzò di Adele Desideri (Moretti&Vitali 2013), in antonio-spagnuolo-poetry.blogspot.it/2013/12/segnalazione-volumi-adele-desideri.html, giovedì 7 novembre 2013. 



Recensione di Antonio Spgnuolo a Stelle a Merzò di Adele Desideri (Moretti&Vitali 2013), giovedì 7 novembre 2013. 




Poetrydream
giovedì 7 novembre 2013

Stelle a Merzò, Moretti&Vitali, 2013, pagg. 72, € 12,00

Un diario serrato (luglio - agosto - settembre - ottobre) di un anno che esplode senza risparmi in un amore che “segnerà la strada che porta alla follia”. La voce della poesia si eleva a tratti imbevuta di angoscia, a tratti illuminata da splendori improvvisi, tra il cielo e la terra, tra l’acqua e la luce, per un uomo ed una donna che si “con/fondono” nella carne e nell’animo. La pagina di apertura di questo volume porta inciso con evidenza la frase: “Questo lavoro è la trascrizione in prosa poetica di una storia di amore che mi è stata raccontata – non senza lacrime e sospiri – dalla viva voce della protagonista”.
Per cui la lettura diventa intrisa di una delicata curiosità, alla ricerca di quei tratti o di quei momenti che evidenziano le realtà di un desiderio o di un’utopia, lo smarrimento di un sorriso o la illusione del dubbio.
Il vortice affascina: “Tesoriera del dubbio,/ fui vergine un tempo,/ poi sono stata Lolita./ Ora sono favola,/ passeggiata nel bosco,/ latrice di grazia”.
Le figure alternano lacrime e gioie, tracce di una fuga irrequieta, che cerca di allontanare le ombre della quotidianità per immergersi nei subitanei silenzi, sospesi tra le labbra o le ciglia.
Il filo di un tempo perduto si dipana nel turbinio di un amore dolcissimo ma sbagliato: “… Taciturna, anzi muta / - traditrice, impudica - / l’età del sangue / - quando vivo sgorgava - / attendeva che nel silenzio / tu nascessi sbattendo l’uscio”.
Il verso non rientra nella finzione scenica, ma ricostruisce brevi frammenti composti nella intercapedine della suggestione. Il linguaggio, nel mentre viene scelto come strumento principale del racconto, si rivela nella sua limpida fattura, inanellato fitto e deciso, particolarmente incisivo per l’inatteso quanto inquietante registro conclusivo.

Antonio Spagnuolo


*Recensione di Paolo Barbieri a Stelle a Merzò di Adele Desideri (Moretti&Vitali 2013), in Notiziario Libri Ansa, Milano, 15 novembre 2013. 



UN AMORE VISSUTO SOTTO LE STELLE
(Adele Desideri, Stelle a Merzò, Moretti&Vitali, 2013, pp. 72, euro 12,00)
di Paolo Barbieri
   
Una storia d’amore vissuta per un’intera estate a Merzò, piccolo borgo di una vallata in provincia di La Spezia, e terminata quando l’autunno ha già segnato il suo passo. È la trama dell’ultimo libro di Adele Desideri che in apertura ha voluto precisare trattarsi della trascrizione in prosa poetica di una storia «che mi è stata raccontata – non senza lacrime e sospiri – dalla viva voce della protagonista».
Un amore vissuto tra la natura rigogliosa e rilassante ma a tratti violenta come il vento «furioso» che «travolgerà la cascina,/il tuo furgone,il mio tavolo sbilenco.//A Mèrzò resteranno solo ombre,/desolate tracce di fugata quiete». Un legame forte quello tra i due amanti che, però, ha già in sé il germe del fallimento e infatti nella prima poesia ci sono versi che preannunciano il dramma: «Apri l’acqua,/lo sai che non si può partire./ Non si può dimenticare/quel rotondo sentimento del nulla/che cresce nel ventre/– ed è un ospite, un intruso.»
Un amore a tratti romantico, vissuto in momenti semplici come quello antico, comune a molti innamorati: guardare le stelle. Ma dopo la passione: «Le stelle di Merzò – hai ragione tu –/sono incollate al cielo./ Ma il cielo – vedi, te lo mostro –/non ci riflette più». E ancora: «Guarda, se ne vanno, le stelle di Merzò./Ora se ne vanno, risucchiate/in un gorgo di oblio».
Di particolare intensità i versi che l’amata dedica all’amato quando la loro storia è ormai finita. Nonostante lo strazio, a Merzò sembra che la speranza non possa morire: «Non morire in battaglia,/non lasciarti ferire.//Quando tornerai dalla guerra/ – che sia vinta o persa –/ passa da Merzò.//Sul gradino a fronte del poggiolo/mi troverai seduta,/con una stella stretta al petto.//La lancerò nel cielo, ti osserverò,/e penserò: “Sempre lo stesso,/nemmeno invecchiato./Lui è così, soldato ragazzo,/uomo di mille parole/ – mio ostinato figlio,/ mio torturato amore”».
Paolo Lagazzi nella bella postfazione spiega: «Stelle a Merzò è il frutto di un intarsio erratico, paradossale e sbilenco, è un accumulo di tasselli incongrui e in attrito reciproco, è un gioco di magneti che si attraggono e respingono generando effetti stranianti, cortocircuiti e onde». (ANSA).

Pubblicata nel Notiziario Libri Ansa, Milano, venerdì 15 novembre 2013


*Recensione di Franco Dionesalvi a Stelle a Merzò di Adele Desideri (Moretti&Vitali 2013), ne Il Quotidiano della Calabria, 15 novembre 2013. 




*Recensione di Giorgio Linguaglossa a Stelle a Merzò di Adele Desideri (Moretti&Vitali2013), in lapresenzadierato.wordpress.com/2013/12/10/la-poesia-di-adele-desideri-letta-da-giorgio-linguaglossa, 10 dicembre 2013. 



*Cenacolo Sant’Eustorgio, Incontri e letture di poesia e narrativa, reading di poesia di Adele Desideri. Libreria Esoterica, Galleria Unione 1, Milano, 21 novembre 2013.
In http://ceseus.wordpress.com/video/adele-desideri/#comments

*Presentazione di Stelle a Merzò di Adele Desideri (Moretti&Vitali 2013), a cura di Michelangelo Coviello. Accompagnamento musicale del maestro Emanuele Pegorari.
Officina Coviello, Via Tadino 20, Milano, 28 gennaio 2014, ore 18.30

*Presentazione di Stelle a Merzò di Adele Desideri (Moretti&Vitali 2013) e di Caro aberrante fiore di Gilberto Isella (Edizioni Opera Nuova 2013), a cura di Valeria Serofilli. Accompagnamento musicale del maestro Emaunele Pegorari. Caffè dell’Ussero, Palazzo Agostini, Lungarno Pacinotti 27, Pisa, 7 marzo 2014, ore 17


*Presentazione di Ero Maddalena di Cinzia Demi (puntoacapo Editrice 2013) e di Stelle a Merzò di Adele Desideri (Moretti è Vitali 2013).
Intervengono le autrici, Rosa Elisa Giangoia, Davide Rondoni. Accompagnamento musicale del maestro Emanuele Pegorari.
Biblioteca e Casa Carducci, Piazza Carducci 5, Bologna, 14 marzo 2014, ore 17

“Chino il capo
al giogo d’un calendario
sfogliato
a tratti
e mai scritto”

Adele Desideri

giovedì 22 maggio 2014

News da Adele Desideri

Gentili lettori, segnalo quanto segue

*Recensione di Francesco Macciò a Adele Desideri, Stelle a Merzò (Moretti&Vitali 2013), pubblicata in http://www.pelagosletteratura.it/2014/03/01/il-cerchio-perfetto-in-cui-lamore-fallisce/
  , 1 marzo 2014.

*Recensione di Maria Luisa Eguez a Adele Desideri, Stelle a Merzò (Moretti&Vitali 2013), pubblicata in http://farapoesia.blogspot.it/2014/03/su-stelle-merzo-di-adele-desideri.html
, 2 marzo 2014.

*Recensione di Maurizio Vitiello a Adele Desideri, Stelle a Merzò (Moretti&Vitali 2013), pubblicata in
http://www.positanonews.it/articolo/133534/le-stelle-di-merzo-di-adele-desideri-inseguono-il-futuro-dei-respiri-puri , 23 marzo 2014.

*Recensione di Adele Desideri a Gilberto Isella, Caro aberrante fiore, Edizioni Opera Nuova, 2013, pubblicata in
http://www.versanteripido.it/isella-recensione-di-adele-desideri/ , 1 aprile 2014.

*Nota critica di Franco Manzoni a Stelle a Merzò di Adele Desideri(Moretti&Vitali 2013) in Corriere della Sera, 13 aprile 2014.
 

*Lettera di Giò Ferri a Adele Desideri, riguardo al libro di Adele Desideri,  Stelle a Merzò (Moretti&Vitali 2013), in Testuale Critica della poesia contemporanea, pubblicato in http://www.testualecritica.it/53_Letterale_AdeleDesideri.htm, n. 53, maggio 2014.

*Luigia Sorrentino, articolo su Adele Desideri, Stelle a Merzò (Moretti&Vitali 2013),  pubblicato in http://poesia.blog.rainews.it/2014/05/17/adele-desideri-stelle-a-merzo/#more-37313
, 17 maggio 2014.

*È  stato pubblicato in questi giorni il quarantaseiesimo numero (n. 45, Giugno 2014), della rivista  di poesia e filosofia Kamen’ con le sezioni di Filosofia/Formaggio, di Poesia e Materiali / Abbozzo, per ricordare il centenario della nascita di Dino Formaggio, l’ottantesimo della nascita di Giuseppe Pontiggia e il decennale della morte di Edgardo Abbozzo. Per acquistare il volume scrivere a amedeo.anelli@alice.it

Quel che resta da dire, lo intuiscono i poeti
*(Martin Heidegger, in XV Biennale di poesia di Alessandria, “Poeti domani 2010”, a cura di Elvira Mancuso e Aldino Leoni, Joker, 2012)

 
Adele Desideri
 

venerdì 1 gennaio 2016

News da Adele Desideri

Da: Adele Desideri [mailto:posta@adeledesideri.eu]
Inviato: martedì 29 dicembre 2015 19:45

Gentili lettori, segnalo quanto segue

*È stata pubblicata la traduzione in spagnolo di Carlos Sánchez al mio libro di poesie Il pudore dei gelsomini (prefazione di Tomaso Kemeny, Raffaelli, 2010): El pudor de los jazmines, traducción di Carlos Sánchez (prólogo de Tomaso Kemeny, Raffaelli Editore, maggio 2015), e-book. Al link http://www.raffaellieditore.com/el_pudor_de_los_jazmines
 


*Le poesie
Vexation entr’acte - tratta dalla raccolta inedita L’eremo dei pensieri sospesi  Tsitsernakaberd (Yerevan, Armenia, Al memoriale del genocidio) - tratta da Il pudore dei gelsomini, Raffaelli, 2010
Cristalli - tratta dalla sezione La terra delle croci, nella raccolta inedita L’eremo dei pensieri sospesi
Monastero di Sanahin (Armenia settentrionale) - tratta dalla sezione La terra delle croci, nella raccolta inedita L’eremo dei pensieri sospesi
Quod super est - tratta dalla sezione La terra delle croci, nella raccolta inedita L’eremo dei pensieri sospesi
sono state tradotte in armeno da Gurghen Ter Avakian, e pubblicate in Gurghen Ter Avakian, Il mio mondo, Yerevan, 2014
 
*La poesia 14 agosto, Airola (tratta da Stelle a Merzò (Moretti&Vitali 2013) è stata tradotta in albanese e inserita nell’antologia Sponde. Panoramica sulla poesia contemporanea della Svizzera Italiana. Brigjet, Panoramë e poezisë bashkëkohore të Zvicrës Italiane përzgjedhur nga, a cura di Diamant Abrashi, Copyright@Autori, Katalogimi në botim – (CIP), Biblioteka Kombëtare e Kosovës “Pjetër Bogdani”, 2015

*Le poesie 28 luglio, Merzò; 19 agosto, Merzò; 20 agosto, Merzò; 31 ottobre Merzò (da Stelle a Merzò, Moretti&Vitali 2015) sono state tradotte in francese da Sandra Bindel, introduzione a cura di Cinzia Demi (tradotta da Michele Gesbert), in  http://www.altritaliani.net/spip.php?article2310
, 15 luglio 2015

*Una sezione di 11 agosto, Carro (da Stelle a Merzò, Moretti&Vitali 2013), tradotta in russo da Evelina Schatz, è stata pubblicata nell’antologia internazionale di poesia CEMEЙHAЯ ЛИPA (La lira familiare), Mosca, 2015

*Le poesie 8 agosto, Airola; 18 agosto, Airola; 19 agosto, Merzò; 5 settembre, Carrodano (da Stelle a Merzò, Moretti&Vitali 2013) sono state pubblicate - nella traduzione in inglese di Gray Sutherland <http://irisnews.net/gray-sutherland>  e nella traduzione in olandese di Carolien Steenbergen
<mailto:carolien.steenbergen@gmail.com> - in http://irisnews.net/adele-desideri-stelle-a-merzo-stars-at-merzo-de-sterren-van-merzo/ , a cura di Chiara De Luca, Edizioni Kolibris, a cura di Chiara De Luca, 10 dicembre 2015

Gray Sutherland <http://irisnews.net/gray-sutherland>
Nato nel 1948 in Inghilterra, laureato in Lettere Francesi (BA 1970, MA 1975) presso l’Università di Calgary (Canada), scrive dal 1964. Fino al 2000 ha lavorato come traduttore presso istituzioni. Da allora, pur continuando a lavorare come traduttore indipendente, si dedica alla scrittura. Ha pubblicato il romanzo A Twittering of Sparrows (2005) e cinque sillogi poetiche: Comanche Moon (2001), A Homecoming (2005), When I See Mountains (2007),Spring Rain (2010) e By the Ravine (2012).
Dal 2004 al 2006 ha collaborato col fotografo americano Carll Goodpasture per realizzare l’opera fotopoetica Terje Vigens Båt (2006), che è stata oggetto di mostre in Norvegia e in Canada.
Nel 2006 Le Voci della Luna gli ha commissionato la versione inglese di La distanza immedicata di Stefano Guglielmin, pubblicato in versione bilingue italiano e inglese, e nel 2007 ha collaborato con Chiara De Luca e Judy Swann alla versione inglese di Ottonale di Giuseppe Cornacchia, pubblicato in Inghilterra. Ha tradotto per Kolibris Splinters of Light/Schegge di luce, raccolta antologica di poesie di Antonella Anedda, Milo De Angelis, Fabio Pusterla. Per Kolibris collabora alla collana Lady Bird – Poesia italiana in traduzione e cura la rubrica Gray Ink <http://blog.edizionikolibris.com/> , creando versioni inglesi di poesie contemporanee italiane. Sue poesie sono state tradotte in italiano da Chiara De Luca e pubblicate nella rivista “Fili d’aquilone
<http://www.filidaquilone.it/num007deluca.html> ” e nel sito di RaiNews24 <http://poesia.blog.rainews.it/2013/06/11/gray-sutherland-poesie/#sthash.IlpUCQwc.dpuf> .

Caroline Steenbergen
Caroline Steenbergen ha ricevuto il dottorato di Lingua e Cultura Italiana presso l'Università di Utrecht.

*Una selezione della traduzione in spagnolo di Carlos Sánchez al libro di poesie Adele Desideri, Il pudore dei gelsomini (Raffaelli, 2010): El pudor de los jazmines, traducción di Carlos Sánchez (Raffaelli Editore, maggio 2015), e-book, è stata pubblicata
sulla rivista messicana La Otra Revista de poesía, Artes visuales, Otras letras, in http://www.laotrarevista.com/2015/08/adele-desideri-el-pudor-de-los-jazmines/
 2 agosto 2015
e in http://irisnews.net/adele-desideri-il-pudore-dei-gelsominiel-pudor-de-los-jazmines/
, 15 novembre 2015, a cura di Chiara De Luca

*Recensione di Domenico Pisana a Il pudore dei gelsomini (prefazione di Tomaso Kemeny, Raffaelli, 2010), El pudor de los jazmines, traducción di Carlos Sánchez (prólogo de Tomaso Kemeny, Raffaelli Editore, maggio 2015), e-book, pubblicata nella rubrica In punta di Libro, in http://www.radiortm.it/2015/08/19/in-punta-di-librodi-domenico-pisana-il-pudore-dei-gelsomini-raccolta-poetica-di-adele-desideri/
, 19 agosto 2015

*Segnalo la lettura del libro di poesie di Valerio Meattini, non hanno resto i giorni (Casa Editrice Rocco Calabria, 2013).
In questa silloge il filosofo Meattini coniuga, nei ritmi malinconici di un lirismo originale - ma consapevole della tradizione - mito e logos, senza che l’uno snaturi nell’altro (e viceversa). La poesia è qui sorgente ed espressione dell’immaginario, mentre metodo e ratio tengono ben ferma la penna - e il sentire dell’autore si colora di un’umanissima, dolente, quieta, consapevolezza del dolore universale
“Il sordo lavoro del tempo/ consuma e tra sogni/ smemora,/ ma la traccia avanza/ e ci attende, non ricorda e non teme/ è là che ci sorprende, avanti a noi/ spedita va/ sicura del suo giorno.//”

*Segnalo la lettura dell’antologia Il silenzio delle nostre storie. Laboratorio di Poesia. Seconda Casa di Reclusione di Bollate, a cura di Maddalena Capalbi, Anna Maria Carpi, Paolo Barbieri (La Vita Felice, 2014)

Il silenzio delle nostre storie, l’antologia del Laboratorio di Poesia del carcere di Bollate, si chiude non con una poesia ma con un racconto, I canti del bandito, di Davide Pezzolla.
Una scelta precisa quella dei curatori, perché nella prosa di Pezzolla c’è tanta poesia e perché i versi dei poeti (Dante, Gozzano, Pavese, Baudelaire, Plath, Szymborska, Éluard, Tjutčev, Neruda, Garcia Lorca) lo hanno ispirato, ma soprattutto lo hanno aiutato a vivere da uomo libero.
In questi anni, Davide Pezzolla ha letto tantissimo e i poeti sono stati i suoi compagni più cari, quelli che gli hanno consentito di essere meno solo e di guardare al mondo pensando all’amore.
È un racconto struggente che dà i brividi: l’autore scrive senza ipocrisia e non è un caso che in esergo abbia scritto Ab imo corde.” (Maddalena Capalbi)

*Segnalo la pubblicazione di Capoverso, Rivista di scritture poetiche, Omaggio a Pasolini, n. 29, gennaio - giugno 2015, Edizioni Orizzonti Meridionali

La rivista di scritture poetiche Capoverso ha dedicato a Pier Paolo Pasolini - nella ricorrenza del 40°anno della sua morte - un intero numero, contenente vari e approfonditi saggi sulla complessa opera di uno dei maggiori autori italiani del Novecento.
Eleonora Bellini, Giovanni Bianchi, Carlo Cipparrone, Pietro Civitareale, Pino Corbo, Vincenzo Guarracino, Giuseppe Panella e Fulvio Papi si sono occupati della produzione poetica di Pasolini, mentre di quella narrativa hanno scritto Saverio Bafaro, Alessandro Gaudio e Sangiuliano.
Sull'attività saggistica, e in particolare sugli Scritti corsari, ha scritto Angelo Gaccione.
Il fascicolo contiene, inoltre, un esauriente saggio di Paride Leporace sul cinema pasoliniano.
Sull'attività cinematografica di Pasolini sono godibili anche le pagine a cura di Roberto Villa e Alessandro Zaccuri.
Interessanti risultano, poi, le testimonianze di Giuseppe Bilotti, Gian Carlo Ferretti e Annarosa Macrì.
Il numero - corredato da con un ricco album fotografico - presenta, in apertura, un significativo editoriale di Franco Dionesalvi, nonché un lungo saggio biografico di Francesco De Napoli, e - in chiusura - alcune poesie, dedicate a Pasolini, di Mariella Bettarini, Adele Desideri, Franco Gordano, Gabriella Maleti, Anna Petrungaro e Raffaele Piazza.       

*Segnalo la lettura del libro di Luísa Marinho Antunes, Creare la parola, creare il mondo (Libreria Ticinum Editore, 2015)
“Quando nel 2002, Daniela Marcheschi e Amedeo Anelli - la prima, membro del Comitato Scientifico, l’altro Direttore di «Kamen’. Rivista di Poesia e Filosofia» -, perseguendo una linea editoriale di alta divulgazione della poesia mondiale e concependo l’arte e la filosofia come dialogo perenne fra spazi e tempi, mi hanno invitata a tradurre e scrivere dei poeti del Portogallo, mi sono trovata a riflettere sulla responsabilità della scelta degli autori, che reputavo più rappresentativi della poesia portoghese contemporanea. Herberto Hélder e António Ramos Rosa, a quel tempo con rare edizioni in italiano, ma con ampie pubblicazioni sul piano internazionale, mi sono parse subito due figure assolutamente imprescindibili nella poesia moderna dopo Fernando Pessoa.
La redazione di «Kamen’» ha deciso di far conoscere altri autori del mondo lusofono, pure loro artefici della lingua portoghese, e che, in una vera fruizione della lingua, cercano nelle parole le voci di nuove sensazioni e percezioni, offerte dal loro mondo. Lingua trapiantata, il portoghese diventa con i poeti lusofoni una geografia del corpo, rappresentante dell’anima, dell’essere mozambicano, angolano, capoverdiano, sud-americano…
Luís Carlos Patraquim, poeta del Mozambico, e Arménio Vieira, di Capo Verde, sono esempi dell’espressione/ creazione di un vecchio-nuovo mondo, dove si incrociano cammini, uomini e affetti, il fisico e l’immaginario, e dove nulla viene cancellato, ma tutto si dà nella ricostruzione di un nuovo corpo.
Lo studio dei poeti lusofoni può così aprire vie di riflessione sui poeti italiani e viceversa, consentendo di valutare le diverse tradizioni culturali e letterarie dell’Europa e raccontando molteplici dimensioni del fare arte, in un ripensamento dell’umano e dei suoi rapporti col mondo. Poeti che pensano in maniera seria l’arte, la tecnica, i contenuti e che rispettano la responsabilità della parola, il suo peso nella contemporaneità, attraverso l’universalità e l’atemporalità delle diverse sfaccettature dell’esistenza. Poeti lusofoni e italiani. Poeti autentici. Luísa Marinho Antunes (dalla quarta di copertina)        
Luísa Marinho Antunes Paolinelli, fra i maggiori studiosi e critici d'area lusofona, è nata a Lisbona nel 1969. È docente di Letterature Comparate all'Università di Madeira.
È coordinatrice del Polo di Madeira del CLEPUL-Centro di Letterature e Culture Lusofone ed Europee dell'Università di Lisbona; e del progetto internazionale Estudos sobre o Humor/ Studying Humour/Studi sull'Umorismo, fondato nel 2007.
In Italia, è membro del Comitato Scientifico e di Redazione di «Kamen'-Rivista di Filosofia e Poesia» e della rivista torinese «FuoriAsse» (on-line).
Collabora con la Fondazione Dino Terra ed è  membro della Commissione scientifica del CISESG -Centro Internazionale di Studi Europei Sirio Giannini.
Fra i diversi saggi dedicati alla  poesia portoghese, alla letteratura italiana ed europea, contemporanea e non solo, da segnalarne alcuni nel campo del multiculturalismo e della Lusofonia: O Romance Histórico e José de Alencar - Contribuição para o Estudo da Lusofonia (CEHA, 2009), Cinco Sentidos Mais 2 - Sobre os Livros (Liberal, 2013), As Malícias das Mulheres - Discursos sobre poderes e artes das mulheres na cultura portuguesa e europeia (Esfera do Caos, 2014)



“Nessuno si illuda di esaurire la parola, di darvi fondo, di essere arrivato al suo completo svelamento. La parola ci trascende. Perciò è sempre da scoprire”
(David Maria Turoldo, Anche Dio è infelice, Piemme 1991, pag. 39)
Adele Desideri



 

martedì 8 luglio 2014

News da Adele Desideri

Gentili lettori, segnalo quanto segue

*Recensione di Plinio Perilli a Adele Desideri, Stelle a Merzò (Moretti&Vitali 2013), pubblicata in Gradiva, International Journal of Italian Poetry, Rivista internazionale di poesia italiana, n. 45, Spring 2014, Leo S. Olschki Editore. 



Adele Desideri, Stelle a Merzò, Moretti & Vitali, 2013, pp. 76, euro 12,00.
Romanzo in sequenze, ha ragione Paolo Lagazzi, nell’attrito intimo di “qualcosa d’irriducibile, di assoluto e gratuito, di fresco e sottile”… Sorta di strano e fervoroso diario o racconto in versi dove – per fortuna – il quotidiano s’innerva, s’intesse di poesia ed il sublime, viceversa, annida anche nel guizzo o nella plaga più prosaica, più umilmente andante o casuale: “La casa che esplodeva d’amore / ora muore – chiusi i battenti – / con una festa imbevuta d’angoscia / – undici slip nella lavatrice.”… Ma si fa – attenzione – cronaca vera (passione estiva databile 28 luglio – 31 ottobre 2009 in quel di Merzò, comune di Sesta Godano, provincia di La Spezia), storia di un’anima non meno dei paludati, trasparenti orfismi finti e recitati offertori lirici: “Ti devo chiedere il permesso / – oppure posso baciarti, infilzarti l’anima?”… “Getta gli avanzi, nascondi gli indizi, / ferisci il ventre che a te si cela”… Tra poesia e critica, ricerca storica e dedizione saggistica, Adele Desideri riassume, concentra già nei suoi stessi titoli la tenera forza e insieme la guizzante trasgressione del suo dettato: Salomè (2003); Non tocco gli ippogrifi (2006); Il pudore dei gelsomini (2010). Ci conforta l’autoironia profonda che qui urge e miscela i versi, conclama resoconti spiccioli e impennate auratiche: “C’è troppo buio, aspettate! / Non può essere doppio il futuro!”. Ci conforta l’amico Tomaso Kemeny, in questo plauso che è insieme disvelante e riconsacrato: “La malattia d’amore pare irrimediabile, anche se i versi dell’autrice tendono a portare alla catarsi il lettore sensibile, i mal-aimé alla Apollinaire”. (pp
Plinio Perilli
Pubblicata in Gradiva, International Journal of Italian Poetry, Rivista internazionale di poesia italiana, n. 45, Spring 2014, Leo S. Olschki Editore



*Breve saggio di Adele Desideri a Paolo Lagazzi, Le lucciole nella bottiglia. Il mondo di Umberto Piersanti (Archinto 2012), pubblicata in Gradiva, International Journal of Italian Poetry, Rivista internazionale di poesia italiana, n. 45, Spring 2014, Leo S. Olschki Editore. 




Paolo Lagazzi, Le lucciole nella bottiglia. Il mondo di Umberto Piersanti, Archinto, 2012, pag. 138, euro 12.50

Paolo Lagazzi - nato a Parma, risiede a Milano - è scrittore e saggista intenso e originale, nonché curatore per i “Meridiani” Mondadori delle opere di Attilio Bertolucci, Pietro Citati e Maria Luisa Spaziani.
Umberto Piersanti è docente di Sociologia della Letteratura a Urbino - dove vive - poeta, romanziere, regista cinematografico: insomma, uomo di cultura e sensibilità estetica. 
Li unisce una profonda, antica amicizia, li accomuna un’acuta percezione della bellezza e del mistero della natura, li avvicina la stima per Attilio Bertolucci. E queste lucciole nella bottiglia. Ovvero un “libriccino” pubblicato per i tipi di Archinto, che raccoglie alcuni saggi di Lagazzi - redatti dal 1994 al 2012 - dedicati a Piersanti, alle sue produzioni artistiche e alla sua prorompente personalità.
Il titolo prende spunto da un fantasioso trastullo dell’infanzia di Piersanti, così dipinto da Lagazzi: “il gioco di imprigionare delle lucciole in un fiasco, di portare il fiasco in cima a un albero e poi di togliergli il tappo, guardando le lucciole mentre sciamano via”; un gioco-metafora della poetica di Piersanti: “una cattura di attimi, di atomi di luce”, affioranti dalla memoria quali “filamenti di piccole stelle, pulviscoli di ciò che non ha nome ma che (…) rinnova senza fine in noi il miracolo e lo strazio di essere vivi”.
Lucciole nella bottiglia, Piersanti e Lagazzi: l’essenza dei loro testi, certo, ma anche anime speciali - confinate in un quotidiano a volte duro, a volte più generoso - e, però, capaci di avvertire una dimensione altra nelle cose; attente e pronte a riconoscere - in ogni minimo dettaglio dell’esperienza - l’enigma dell’esistenza, e a renderlo emblematico con la forza delle parole.
Già ne La casa del poeta Lagazzi ha affrontato lo spessore di Attilio Bertolucci, come poeta e come persona. Ne Le lucciole nella bottiglia narra della vita e delle opere di Piersanti, delle comuni “flâneriestra Le Cesane, Urbino e il Montefeltro, tra Parma e Casarola (ove Bertolucci trascorreva le estati, nella casa di famiglia).
Conversazioni rarefatte e dense, filosofiche e amene; prati, alberi e creature del bosco; arcane sensualità del corpo femminile, battiti del cuore, dolori; improvvisi, genuini stupori davanti a quanto è, semplicemente, bello: tutto ciò, e molto ancora, s’infiamma e affascina nelle pagine di questo libro.
Lagazzi procede con uno stile leggero, intriso di rimandi magici; con una larghezza di vedute armonizzata da una prosa chiara e fluente; con una vis realistica e incantata al tempo stesso: Piersanti appare, così, con la sua sincera, «primaria» passione per la festa dei colori e delle forme, per il tripudio di una fantasia capace di evocare il mondo principesco del Quattrocento e insieme la rusticità di coppe e tazze «come quelle che usavano in campagna» quando era piccolo”. Lo descrive, Lagazzi, mentre percorre i sentieri delle Cesane, ed elenca con fresca meticolosità, eppure con un malinconico côté pascoliano”, i numerosi, invisibili animali, “le diverse specie vegetali (…), come se parlasse delle proprie mani o (…) degli occhi di alcune fra le donne da lui conosciute, corteggiate e amate”.
D’altronde, i versi di Piersanti illuminano il mondo, riformandolo in un concerto di superbe immagini e metafisiche sonorità: lo scòtano, che cresce sulle Cesane e sul Carso, diviene “l’albero delle nebbie”; tra i cespugli boschivi si celano, racconta Lagazzi, “fate bellissime e infìde (…) pronte a sedurre e a perdere i viandanti”; e incombe “lo sprovinglo (il diavolo) sempre in attesa d’invischiare col suo potere sinistro le anime fragili”. Risplende, poi, l’endecasillabo dell’urbinate - esemplare, nel Novecento - “semplice e armonioso (...) quasi onnipervasivo (…) capace di esprimere l’immersione nel tempo dell’esistenza”, “dolce e forte, (…) friabile e plastico” - afferma Lagazzi.
Gli articoli del critico parmigiano scorrono, indicano, e - a poco a poco - mostrano il poeta di Urbino, nella sua rustica e raffinata presenza, quale ”un antico, ruvido narratore di paese e un retore sapiente e sornione, un corpo intriso di segni e un’anima ammantata di aure e sortilegi”; risuona, allora, la sua voce - “amabile e un po’ ruvida, con timbri fondi e arrotati”, “grezzi e ipnotici” - quando recita: “l’anima è piccola, fatta d’aria,/ passa tra gli spini e non si graffia”.
Non si può, inoltre, non apprezzare i delicati commenti composti da Lagazzi riguardo alle liriche scritte da Piersanti per il figlio Jacopo, affetto da una malattia in parte, per la scienza, sconosciuta: “Jacopo transita per il mondo con la leggerezza degli uccelli o degli angeli, capace di abbandonarsi all’abbraccio dell’acqua con una sicurezza miracolosa, capace di lasciarsi cullare sullo specchio di un lago fino al tramonto, sordo a ogni richiamo, la testa indietro, il volto perso nel fondo senza fondo del cielo”. Jacopo è, per Lagazzi, fragile e immenso, come certi indimenticabili personaggi dostoevskijani; percepito dal padre - nonostante le sue cure amorose, apprensive - come imprigionato in un “altrove/ sordo e smisurato”.
Piersanti, la cui “passione proustiana è sempre contraddetta da un’amara coscienza leopardiana”, da un sentimento del tempo urgente, sconfinato, disperato - panta rei, insegna Eraclito.
Piersanti, cosciente - annota Lagazzi - che gli anni giovanili - quelli “di piombo” - sono stati trafitti dalle devastazioni delle ideologie, dagli orrori dei pestaggi, degli attentati, delle stragi; consapevole che - nella società contemporanea - si è scordato il senso del limite, si è annullato il pensiero mitico della civiltà rurale, si è scalfito il rispetto per il sacro - pagano o cristiano.
Piersanti e Lagazzi, che insieme vorrebbero, forse, fermare “l’avanzata moderna del nulla”, il declinare odierno in una tecnologica, barbarica, crisi epocale.
E la poesia di Piersanti, i versi inediti - nati come canto orale registrati mentre l’urbinate passeggiava “tra le gole e le rupi del Furlo” - e posti in chiusura alle Lucciole: “quando la nebbia sale/ nera e fitta,/ s’adunano le anime/ tra i rovi,/ ma se un raggio di sole/ la trapassa/ tornano alle dimore/ sotto la terra//”.

Adele Desideri

Pubblicata in Gradiva, International Journal of Italian Poetry, Rivista internazionale di poesia italiana, n. 45, Spring 2014, Leo S. Olschki Editore


 *Recensione di Adele Desideri a Carlo Cipparrone, Il poeta è un clandestino, Di Felice Edizioni 2013, pubblicata ne Il Quotidiano della Calabria, rubrica Weekend, 4 aprile 2014.










*Un saggio di Adele Desideri sulla poesia di Beppe Mariano. Natura e mito, realismo e trascendenza, Storia e riflessione sapienziale nella poesia di Beppe Mariano. Pubblicato in www.pelagosletteratura.it
, 21 maggio 2014.


*Recensione di Carmine Tedeschi a Adele Desideri, Stelle a Merzò (Moretti&Vitali, 2013) pubblicata in Incroci. Semestrale di letteratura e altre scritture, anno XV, n. 29, gennaio-giugno 2014.







*Recensione di Ciro Vitiello a Adele Desideri, Stelle a Merzò (Moretti&Vitali, 2013), pubblicata in www.versanteripido.it/desideri-nota-di-ciro-vitiello

luglio 2014.
 


*Breve nota critica di Nicola Bultrini a Adele Desideri, Stelle a Merzò (Moretti&Vitali, 2013), pubblicata ne Il Tempo, 7 luglio 2014. 






*Presentazione di Stelle a Merzò di Adele Desideri (Moretti&Vitali 2013), Biblioteca Centrale Villa Visconti D'Aragona, Via Dante, Sesto San Giovanni (Mi), a cura di Gianfranco De Palos. Intervento critico di Alessandro Magherini. 27 settembre 2014, ore 16

*Presentazione di Stelle a Merzò di Adele Desideri (Moretti&Vitali 2013), Camerata dei poeti di Firenze, Auditorium Ente Cassa di Risparmio , Via Folco Portinari 12, Firenze. Introducono Lia Bronzi e Carmelo Consoli. 16 ottobre 2014, ore 16.30 – 18.30
 

“(...) silenzio, distinzione e rinuncia si alleano contro gli stereotipi, e le costruzioni, i quadri e i racconti che sono l’esito di questa alleanza sono il luogo di una possibile sopravvivenza della civiltà”
Benjamin, Esperienza e povertà, in François Bruzzo, Fa(tali)smi delle lingue senza alberi, in Anterem, giugno 2008, anno XXXIII, n. 76, Anterem Edizioni, Verona

Adele Desideri



mercoledì 27 marzo 2019

News da Adele Desideri fine marzo 2019


Gentili lettori, segnalo quanto segue

*Recensione di Adele Desideri a Giovanni Dino, Nessuno va via, supplemento f. c. di Pagine lepine, a. XXII, 2017, pag. 47, in Quaderni di Arenaria, monografici e collettivi di letteratura moderna e contemporanea, nuova serie, volume XVI, pag. 61-62
Link
https://www.quadernidiarenaria.it/volumi/quadernidiarenaria-volume16.pdf 

*Il volume di Paolo Lagazzi, Come ascoltassi il battito d‚un cuore, Incontro nel cammino di Attilio, Moretti&Vitali 2018
Per quanto amato da molti lettori di poesia, per quanto profondamente stimato da alcuni tra più grandi poeti del Novecento non solo italiano (da Montale a Luzi, da Sereni a Caproni, da Pasolini a Charles Tomlinson a Kikuo Takano), Attilio Bertolucci resta un autore ancora, in parte, misconosciuto e incompreso. Solo una lunga frequentazione del suo mondo poetico può permettere di cogliere la complessità e la ricchezza che si annidano nell‚apparente semplicità del suo linguaggio. Paolo Lagazzi, riconosciuto dallo stesso Bertolucci (in un‚intervista apparsa nella rivista “Gli immediati dintorni”, n. 2, 1989) come colui «che forse più di ogni altro mi ha letto in estensione e in profondità», ripercorre negli scritti raccolti nel presente volume alcuni tra i capitoli decisivi della storia del poeta: l‚inesausto amore per la pittura; la passione per le opere di Proust e di Eliot; l‚affinità elettiva con un originalissimo, fantastico e umano storyteller quale Silvio D’Arzo; il lavoro svolto con leggerezza e lungimiranza nei campi del giornalismo e dell‚editoria; il dialogo tra la sua poesia e il cinema del figlio Bernardo. Soprattutto, questo libro ci porta di nuovo a osservare i „nodi‰ più segreti e cruciali del mondo bertolucciano: la religiosità sui generis, il sentimento del sacro, l‚incontro fra un bisogno primario di verità e un‚acuta coscienza della vita come mistero. (Dal link
https://morettievitali.it/?libri=come-ascoltassi-il-battito-dun-cuore )

*Poeti cristiani latini dei primi secoli. Tradotti da poeti italiani contemporanei, a cura di Vincenzo Guarracino, Mimep-Docete, Pessano con Bornago, Milano, 2017
Completo, interessante, godibile, il video di presentazione di Vincenzo Guarracino,
Al link
https://www.youtube.com/watch?v=ZrCrykxEWr0&index=9&list=PLKV7vYSzWe6yv0dBX9WFFr9DMgGaLLWaX 

*Il volume di Luciano Curreri, Volevo scrivere un’altra cosa, Passigli 2019
Diciotto racconti (più uno...) travestiti da apologhi, nutriti di un certo umor nero: così si presenta ai lettori "Volevo scrivere un'altra cosa". Già dal titolo vediamo qualcosa di inatteso: ciascuno dei racconti si chiude, infatti, con una nota finale che contrasta con quanto fino a quel punto raccontato. La storia che l'autore ha scritto non è, insomma, quella che avrebbe voluto raccontare. Ce ne era infatti un'altra, che per qualche ragione non ha potuto venire alla luce. Così, mentre il libro si sviluppa attraverso le differenti tappe dei vari racconti - da Il subappalto delle vacanze a La metà fascista del cuore, da Il portiere e la morte a Il furto impossibile, da Per qualche capello in meno a L'istituzione della bella copia, ciascuno dedicato a un grande scrittore amato al punto da desiderare quasi di parodiarlo - le storie si contraddicono e insieme si completano, in un intreccio che è la vera ossatura della raccolta. Un destino narrativo che non risparmia neppure la postfazione di tale Ciapo Populin, critico del Gazzettone (dal link
https://www.libreriauniversitaria.it/volevo-scrivere-altra-cosa-curreri/libro/9788836816781 ).

Io sono amico dell’invisibile e non faccio conto che di ciò che si fa sentire e non si mostra, e non credo e non posso credere a tutto quello che si tocca e che si vede
(Eugenio Montale, in Quaderno Genovese, a cura di Laura Barile con uno scritto di Sergio Solmi, Milano, Mondadori, 1983, pag. 72, in Giovanni Sighieri Danesin, Montale nella grande guerra: voce, memoria e luce, in Xenia, n. 4, anno 2017, Edizioni Arti Grafiche Francescane, Genova)



giovedì 8 giugno 2017

News da Adele Desideri

Gentili lettori, segnalo quanto segue:

*La figlia della memoria di Adele Desideri (prefazione di Davide Rondoni, nota critica di Franco Loi, Moretti&Vitali 2016), è stato segnalato al Premio Internazionale Viareggio Rèpaci 2017.

*Recensione di Ottavio Rossani a La figlia della memoria di Adele Desideri (prefazione di Davide Rondoni, nota critica di Franco Loi, Moretti&Vitali 2016),
pubblicata in
http://www.affaritaliani.it/culturaspettacoli/la-figlia-della-memoria-di-adele-desideri-472982.html , 7 aprile 2017.

*Recensione di Aky Vetere a La figlia della memoria di Adele Desideri (prefazione di Davide Rondoni, nota critica di Franco Loi, Moretti&Vitali 2016), pubblicata in http://antonio-spagnuolo-poetry.blogspot.com , 18 aprile 2017
 

*Registrazione in diretta della parte finale del Convegno Coltivare Reti e Relazioni: dialogo tra i Territori, a cura del Consorzio ILCIGNO e del gruppo PortAliValDiVara, presso la Sala Consigliare del Comune di Sesta Godano, 13 maggio 2017.

Interventi delle dott.sse Nadia Campana e Neva Chiarenza e Silvana Vernazza (Soprintendenza Archeolgogica, alle Belle Arti e Paesaggio della Città Metropolitana di Genova, e delle provincie di Imperia, La Spezia, Savona), sul tema Il patrimonio culturale: reti fra passato e futuro.

La Val di Vara (provincia di La Spezia) - rinomata per le eccellenze agroalimentari come Valle del Biologico - risalta per la qualità ambientale e la biodiversità.

Al suo interno, incastonati nel verde lussureggiante dei boschi, spiccano magnifici borghi, che ri-velano segrete bellezze e antiche tradizioni.

Il patrimonio culturale, in termini di valori paesaggistici, luoghi di cultura e beni archeologici, è vasto e ancora poco conosciuto: necessita perciò di valorizzazione e tutela.

La Val di Vara, con i suoi cammini tortuosi, le strette strade che si snodano fra l’azzurro del cielo e le folte - talora luminose, talora tenebrose foreste, rimane ancora oggi lontana dalle dimensioni frenetiche proprie della modernità.

Essa rappresenta un archetipo, evoca miti fondanti della coscienza umana collettiva, in senso junghiano, e rimane - per natura e per carattere - distante dal progresso, racchiusa nella naturale sacralità dei propri monti, dei propri torrenti, dei propri antichi caseggiati.

Al link https://www.facebook.com/portalivaldivara/videos/449932208688527/

*Il prestigioso volume Poeti cristiani latini dei primi secoli. Tradotti da poeti italiani contemporanei, a cura di Vincenzo Guarracino, Mimep-Docete, Pessano con Bornago, Milano, 2017.
Poeti cristiani latini dei primi secoli è un’ampia antologia della poesia cristiana, dal II al VI secolo dell’era cristiana.
I testi sono tradotti da settanta poeti italiani contemporanei, ognuno dei quali ha tradotto in linguaggio poetico un autore dell’antichità, sul modello di precedenti antologie curate per l’editore Bompiani (Lirici greci e Poeti latini) dallo scrittore e poeta Vincenzo Guarracino, che ha coordinato, anche per questo volume, il lavoro di tutti.
Alcuni autori tradotti: Lattanzio, Damaso, Ilario, Ambrogio, Prudenzio, Paolino da Nola, Agostino, Claudiano, Boezio, Colombano.
In allegato, la recensione di Pasquale Maffeo, in Avvenire, 25 maggio 2017

*Breve estratto da La figlia della memoria (prefazione di Davide Rondoni, quarta di copertina di Franco Loi, Moretti&Vitali 2016) del capitolo XVII, Dubito ergo sum, in:
http://www.senecio.it/rec/Desideri%202.pdf <http://www.senecio.it/rec/Desideri%202.pdf>
Numero di Senecio 6 giugno 2017, a cura di Andrea Piccolo e Lorenzo Fort, in http://www.senecio.it
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*Segnalo la rivista Testuale n. 59, Critica della poesia contempoanea, Autori Rosa Pierno, Emanuele La Rosa, Pasquale Fameli, Giovanni Fontana, Adriano Spatola, Edoardo Sanguineti, Domenico Cara, Gio Ferri, Raffaella Di Ambra, Raffaele Perrotta, Jean Flaminien, Miguel Muñoz, Lucia Boni, Antonio Rossi, Laura Pierdicchi, Cesare Viviani
La rivista, in forma web e in forma di libro sfogliabile, è leggibile e scaricabile in internet al sito
http://www.testualecritica.it


*Presentazione de La figlia della memoria di Adele Desideri (prefazione di Davide Rondoni, nota critica di Franco Loi, Moretti&Vitali 2016), moderatore Davide Calabria, assessore alla Cultura-Turismo-Pari opportunità del Comune di Sesta Godano. Intervento conclusivo della dott.ssa Roberta Peveri.
Aia della corte, Sesta Godano, 18 agosto 2017, ore 21.

*L’Orchestra di Padova e del Veneto diretta da Clara Galuppo e il soprano Giulia Bolcato eseguiranno, nel mese di settembre 2017, in data ancora da definirsi, nella Chiesa di San Francesco in Padova, Una croce trafitta d’amore per soprano e orchestra su un testo di Adele Desideri.
Così ne parla l’Autore: «La composizione nasce su richiesta di Marco Angius, direttore d’orchestra e direttore artistico dell’Orchestra di Padova e del Veneto per il I Festival di Musica Sacra in programma a Padova nel prossimo settembre.  La mia scelta poetica è caduta sulla poesia di Adele Desideri Una Croce trafitta d’amore (tratta dalla poesia Io chiedo, inserita nella raccolta inedita, della stessa Adele Desideri, L’eremo dei pensieri sospesi)».
Così la poetessa commenta la sua poesia: «In Una Croce trafitta d’amore si dà voce alle madri di questa nostra epoca decadente, individualista e nevrotica. Madri preoccupate, molto preoccupate, per i propri figli adolescenti, che mostrano un insanabile disagio.
Si delinea così (…) una scena quasi teatrale, nella quale tre giovani anime si perdono in molteplici bizzarrie: incomprensibili nervosismi, silenzi angoscianti come un cielo colmo di nubi, spreco immotivati di “talenti” artistici e spirituali, cognitivi e sociali. Anime “vestite di stracci”, rabbiose, con la lingua tagliente.
Le madri invecchiano presto: certi spaventi costano quanto dieci anni di vita, talune attese, nel buio fitto della notte, scarnificano.
Tuttavia, le madri ogni giorno, caparbie, si rimettono in cammino: se lasciano che i frutti del loro grembo sbaglino, se permettono loro di andare appena un po’ lontano, poi li riacciuffano in extremis, per ricondurli, ancora, sulle strade davvero salvifiche dell’esistenza terrena.
Le madri, infine, si affidano alla “Croce trafitta d’amore”, chiedono perdono per i propri sbagli, per le proprie ingenuità, per le disattenzioni non volute.
E invocano la quiete, nel tempo dell’eternità, mentre “vegliano” accorte sul cammino dei figli, mentre “cantano” litanie “amorose”, mormorandole lievi – “come il vento – quando geme”».
Prosegue Mannucci: «Su questo terreno così fervido, la mia musica si dipana con toni furenti e violenti, i versi si traducono in suoni, timbri, campi armonici, temi musicali che prendono vita attraverso fugaci melodie, sonorità dal sapore antico, attraverso una tecnica compositiva in cui ogni singola sillaba genera una nota, una parola, una melodia, una frase, un agglomerato armonico. Su questo materiale si lascia che la suggestione letteraria eserciti la sua influenza sulla musica: dall’essere al conoscere, dall’invisibile al visibile, dal suono alla struttura». In allegato, dettagli sull’attività musicale del Maestro Andrea Mannucci. 

 
*Anteprima della imminente pubblicazione della traduzione in inglese di Gray Sutherland di Stelle a Merzò (Moretti&Vitali 2013, postfazione di Paolo Lagazzi, nota critica di Tomaso Kemeny): Stars at Merzò, traduzione in inglese di Gray Sutherland, Edizioni Kolibris, 2017: al link http://edizionikolibris.net/index.php/2017/05/16/al-via-una-nuova-collana-di-poesia-italiana-in-traduzione/ 

Scrive l’editrice, Chiara De Luca
Tra qualche giorno sarà online l’e-book di Stelle a Merzò/Stars at Merzò di Adele Desideri, con la traduzione inglese a fronte del poeta e traduttore canadese Gray Sutherland.
Con Stelle a Merzò, già uscito in italiano per Moretti&Vitali nel 2013, inauguriamo una nuova collana di e-book, che affiancherà la collana cartacea Lady-Bird, con l’obiettivo di favorire ulteriormente la diffusione della poesia italiana all’estero.


“È fantasia solo ciò che è comune, quando è sfiorato dalla mano del genio”
(Boris Paternàk, Il dottor Živago, traduzione dal russo di Pietro Zveteremich, edizione CDE spa su licenza della Giangiacomo Feltrinelli Editore, 1983, pag. 296)

 

Adele Desideri