News da Adele Desideri (con poesie di Mariangela De Togni, recensioni a Stelle a Merzò e altro)

Gentili lettori, segnalo quanto segue:

*Mariangela De Togni, poesie tratte da Cristalli di mare (Ibiskos Editrice Risolo 2010), Flauto di canna (Ibiskos Editrice di A. Risolo 2004), Frammenti di sale (FaraEditore 2013), Fiori di magnolia (Edizioni Helicon 2011). Nelle poesie di Mariangela De Togni la nudità delle immagini – tratte dai fenomeni naturali del vento, del mare, della vegetazione ligure – si armonizza con la profondità dei rimandi spirituali. Il verso indica la più vasta solitudine dell’anima, in un crescendo, però, di dialogo con il Trascendente. La bellezza dell’universo, in queste poesie, è come un dono ogni giorno riscoperto, che continuamente trova la sua ragione più profonda nell’unità di corpo e spirito, di sentimento e fiducia, di amore e nostalgia. 





Dei miei giorni

Dei miei giorni hai fatto
un tempo di stupore
e il cuore è come un ciottolo
di mare arreso alla felicità

Mariangela De Togni, da Cristalli di mare (Ibiskos Editrice Risolo 2010)



E già la notte

E già la notte
tesseva in me la tunica
della vita.

Nel fiume
invasato dal tempo
della fugacità.

Mariangela De Togni, da Cristalli di mare (Ibiskos Editrice Risolo 2010)


Echi

Echi,
ma di altre
maree e di altre
aurore.
E di cieli stellati
diversi.

Mariangela De Togni, da Flauto di canna (Ibiskos Editrice di A. Risolo 2004)


La notte è fonda

È fonda, stanotte, la notte,
e le stelle non vedo
dal mio sipario di silenzio.

Fumido di vento il pensiero,
questo luogo dell’anima,
anacoreta della parola,
chiuso come in uno smeraldo
a raccogliere la vita
nella pietà di un verso.

Attendendo che si sveli,
al cuore, il mistero.

Mariangela De Togni, da Flauto di canna (Ibiskos Editrice di A. Risolo 2004)


Trasfigurami

Trasfigurami
come quel vecchio gradino
di pietra
nell’erba alta di aprile.
Come il geranio
fiorito
all’ombra del sole
e abbandonato.
Come la vite
appesa alla luce.
I tralci vitigni legati
alla siepe del vento.
Come il rigagnolo
bianco di nubi.
Trasfigurami
come lo sfavillio del mare
a primavera.
Trasfigurami
e saprò la beatitudine.

Mariangela De Togni, da Frammenti di sale (FaraEditore 2013)


Sanno di sale

Sanno di sale i colori.

Come farfalle libere
nel sole i miei pensieri
camminano
in equilibrio sull'asse
del sospiro.
Con il cielo negli occhi
per non perdere
l'orizzonte.

E il cuore a correre
dentro le onde
del mare.

Mariangela De Togni, da Frammenti di sale (FaraEditore 2013)


Notte di San Silvestro

Acciottolate son le ore
gomitoli di tempo
nel grembo della vita.

Mariangela De Togni, da Frammenti di sale (FaraEditore 2013)


A Sarah

Solitario anemone dalla corolla
aperta al sole della primavera.
Nel tuo pensiero c’erano voli
di rondini, forse e di farfalle.
Il canto dei ruscelli chiari,
il colore degli arcobaleni.
Percorrevi spensierata
gli ultimi tratti di una strada
che ti avrebbe condotta al mare.

Ma una mano di strazio
ti ghermì ai giochi della fantasia,
ai desideri della giovinezza
che si apriva, bocciolo
bianco di rosa, nel giardino
della vita.

Ora, di te rimane il rimpianto
d’averti conosciuta solo
nel dolore che ci ha sommerso
come un uragano il cuore.
Non basteranno le lacrime
a far rifiorire i girasoli.

Piccola stella nel firmamento
di Dio. Il cielo sia la tua pace.
Avranno cura di te gli angeli.
E tu, qualche volta ancora,
affacciati su questa terra,
su coloro che amata
ti hanno tanto.

Mariangela De Togni, da Fiori di magnolia (Edizioni Helicon 2011)



Più oro che cielo

C’è più oro che cielo,
questa sera e il vento
accorda il suo respiro
all’ombra del chiostro
solitario. Il cuore è
al centro della notte.

Mariangela De Togni, da Fiori di magnolia (Edizioni Helicon 2011)


Se solo

Se solo avessi nel pensiero
il colore del mare
e quel sottile mormorio
d'onda nella sera
lieve di seta che si sfalda
di bruma all'orizzonte
e minute occasioni
in controluce che il cuore
resta capace di accogliere
senza smarrirsi.
Anche l’oscurità
diventerebbe sole,
in questo lungo silenzio,
come la mia solitudine.


Mariangela De Togni, da Fiori di magnolia (Edizioni Helicon 2011)

*Recensione di Aky Vetere a Stelle a Merzò di Adele Desideri (Moretti&Vitali 2013), in antonio-spagnuolo-poetry.blogspot.it/2013/12/segnalazione-volumi-adele-desideri.html, giovedì 7 novembre 2013. 



Recensione di Antonio Spgnuolo a Stelle a Merzò di Adele Desideri (Moretti&Vitali 2013), giovedì 7 novembre 2013. 




Poetrydream
giovedì 7 novembre 2013

Stelle a Merzò, Moretti&Vitali, 2013, pagg. 72, € 12,00

Un diario serrato (luglio - agosto - settembre - ottobre) di un anno che esplode senza risparmi in un amore che “segnerà la strada che porta alla follia”. La voce della poesia si eleva a tratti imbevuta di angoscia, a tratti illuminata da splendori improvvisi, tra il cielo e la terra, tra l’acqua e la luce, per un uomo ed una donna che si “con/fondono” nella carne e nell’animo. La pagina di apertura di questo volume porta inciso con evidenza la frase: “Questo lavoro è la trascrizione in prosa poetica di una storia di amore che mi è stata raccontata – non senza lacrime e sospiri – dalla viva voce della protagonista”.
Per cui la lettura diventa intrisa di una delicata curiosità, alla ricerca di quei tratti o di quei momenti che evidenziano le realtà di un desiderio o di un’utopia, lo smarrimento di un sorriso o la illusione del dubbio.
Il vortice affascina: “Tesoriera del dubbio,/ fui vergine un tempo,/ poi sono stata Lolita./ Ora sono favola,/ passeggiata nel bosco,/ latrice di grazia”.
Le figure alternano lacrime e gioie, tracce di una fuga irrequieta, che cerca di allontanare le ombre della quotidianità per immergersi nei subitanei silenzi, sospesi tra le labbra o le ciglia.
Il filo di un tempo perduto si dipana nel turbinio di un amore dolcissimo ma sbagliato: “… Taciturna, anzi muta / - traditrice, impudica - / l’età del sangue / - quando vivo sgorgava - / attendeva che nel silenzio / tu nascessi sbattendo l’uscio”.
Il verso non rientra nella finzione scenica, ma ricostruisce brevi frammenti composti nella intercapedine della suggestione. Il linguaggio, nel mentre viene scelto come strumento principale del racconto, si rivela nella sua limpida fattura, inanellato fitto e deciso, particolarmente incisivo per l’inatteso quanto inquietante registro conclusivo.

Antonio Spagnuolo


*Recensione di Paolo Barbieri a Stelle a Merzò di Adele Desideri (Moretti&Vitali 2013), in Notiziario Libri Ansa, Milano, 15 novembre 2013. 



UN AMORE VISSUTO SOTTO LE STELLE
(Adele Desideri, Stelle a Merzò, Moretti&Vitali, 2013, pp. 72, euro 12,00)
di Paolo Barbieri
   
Una storia d’amore vissuta per un’intera estate a Merzò, piccolo borgo di una vallata in provincia di La Spezia, e terminata quando l’autunno ha già segnato il suo passo. È la trama dell’ultimo libro di Adele Desideri che in apertura ha voluto precisare trattarsi della trascrizione in prosa poetica di una storia «che mi è stata raccontata – non senza lacrime e sospiri – dalla viva voce della protagonista».
Un amore vissuto tra la natura rigogliosa e rilassante ma a tratti violenta come il vento «furioso» che «travolgerà la cascina,/il tuo furgone,il mio tavolo sbilenco.//A Mèrzò resteranno solo ombre,/desolate tracce di fugata quiete». Un legame forte quello tra i due amanti che, però, ha già in sé il germe del fallimento e infatti nella prima poesia ci sono versi che preannunciano il dramma: «Apri l’acqua,/lo sai che non si può partire./ Non si può dimenticare/quel rotondo sentimento del nulla/che cresce nel ventre/– ed è un ospite, un intruso.»
Un amore a tratti romantico, vissuto in momenti semplici come quello antico, comune a molti innamorati: guardare le stelle. Ma dopo la passione: «Le stelle di Merzò – hai ragione tu –/sono incollate al cielo./ Ma il cielo – vedi, te lo mostro –/non ci riflette più». E ancora: «Guarda, se ne vanno, le stelle di Merzò./Ora se ne vanno, risucchiate/in un gorgo di oblio».
Di particolare intensità i versi che l’amata dedica all’amato quando la loro storia è ormai finita. Nonostante lo strazio, a Merzò sembra che la speranza non possa morire: «Non morire in battaglia,/non lasciarti ferire.//Quando tornerai dalla guerra/ – che sia vinta o persa –/ passa da Merzò.//Sul gradino a fronte del poggiolo/mi troverai seduta,/con una stella stretta al petto.//La lancerò nel cielo, ti osserverò,/e penserò: “Sempre lo stesso,/nemmeno invecchiato./Lui è così, soldato ragazzo,/uomo di mille parole/ – mio ostinato figlio,/ mio torturato amore”».
Paolo Lagazzi nella bella postfazione spiega: «Stelle a Merzò è il frutto di un intarsio erratico, paradossale e sbilenco, è un accumulo di tasselli incongrui e in attrito reciproco, è un gioco di magneti che si attraggono e respingono generando effetti stranianti, cortocircuiti e onde». (ANSA).

Pubblicata nel Notiziario Libri Ansa, Milano, venerdì 15 novembre 2013


*Recensione di Franco Dionesalvi a Stelle a Merzò di Adele Desideri (Moretti&Vitali 2013), ne Il Quotidiano della Calabria, 15 novembre 2013. 




*Recensione di Giorgio Linguaglossa a Stelle a Merzò di Adele Desideri (Moretti&Vitali2013), in lapresenzadierato.wordpress.com/2013/12/10/la-poesia-di-adele-desideri-letta-da-giorgio-linguaglossa, 10 dicembre 2013. 



*Cenacolo Sant’Eustorgio, Incontri e letture di poesia e narrativa, reading di poesia di Adele Desideri. Libreria Esoterica, Galleria Unione 1, Milano, 21 novembre 2013.
In http://ceseus.wordpress.com/video/adele-desideri/#comments

*Presentazione di Stelle a Merzò di Adele Desideri (Moretti&Vitali 2013), a cura di Michelangelo Coviello. Accompagnamento musicale del maestro Emanuele Pegorari.
Officina Coviello, Via Tadino 20, Milano, 28 gennaio 2014, ore 18.30

*Presentazione di Stelle a Merzò di Adele Desideri (Moretti&Vitali 2013) e di Caro aberrante fiore di Gilberto Isella (Edizioni Opera Nuova 2013), a cura di Valeria Serofilli. Accompagnamento musicale del maestro Emaunele Pegorari. Caffè dell’Ussero, Palazzo Agostini, Lungarno Pacinotti 27, Pisa, 7 marzo 2014, ore 17


*Presentazione di Ero Maddalena di Cinzia Demi (puntoacapo Editrice 2013) e di Stelle a Merzò di Adele Desideri (Moretti è Vitali 2013).
Intervengono le autrici, Rosa Elisa Giangoia, Davide Rondoni. Accompagnamento musicale del maestro Emanuele Pegorari.
Biblioteca e Casa Carducci, Piazza Carducci 5, Bologna, 14 marzo 2014, ore 17

“Chino il capo
al giogo d’un calendario
sfogliato
a tratti
e mai scritto”

Adele Desideri

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