IT'S FRIDAY | Alcuni inediti di Lucianna Argentino


 

La dicitura blindata delle cose

è una forma d’imperfezione

- come nei diamanti-

più preziosa della perfezione stessa.

E’ questa che i poeti cercano

col cuore rarefatto

la combinazione

di essere e di apparire

il farsi verità

di una menzogna.


***


Trema chi dell’abisso fa suo seme

e teme sia tenebra il raccolto,

ma poi la luce viene

a raggi o a perturbazioni

ed è una forma di limpida materia

l’amore che ne scaturisce

e sgrana le ore nell’opera del tempo

ma non è questo ad invecchiarci

è quanto tratteniamo

- tutto ciò che non lasciamo andare.



***


E ora che anzitempo si è attraversato

il guado del secolo

il limite inatteso del nostro abitare

ci avviamo verso la soglia di qualcosa

che più non somiglia a ciò che eravamo.


***


E’ tornato maggio coi suoi deserti asili

e gli impensati vuoti

abbracciati al silenzio dei cortili

quando non c’è altra musica

che lo sfrecciare alto delle rondini

il loro garrito che rammenda l’aria

lacerata dalla paura di chi tra quattro mura

sente che la vita è vita condensata

e come gli atomi perdendo energia

emette luce. E luce allora sia

e illumini ciò che ci fa umani

mostri che non è radice il male

ma lo recide l’essere amati e amare

- l’impegno quotidiano

di chi con le parole dalle cose

estrae splendore.


***


Se è distanza uguale

a quella tra la rosa e il suo profumo

non temo lo stare nel silenzio

dove l’attesa è certezza del bello che viene

e del bene vivo nella materia del nostro risveglio

nel mattino imbastito di voli e del mio quotidiano

prestargli il cuore per un canto spezzato

dall’abbaiare di cani senza pietà

e ricomposto nell’attimo preciso

del traboccare delle ore

da un tempo che più non le contiene.


**


Fa le notti alle aurore avare di luce

la pazienza ribelle

a un silenzio acquiescente

scavalca la storia ammutolita

per lei cerca nuove parole e di gioia

accende il tempo dei cortili

perché avvampi ciò che è tiepido

e sia tracciato il segno tra il limite e l’oltre

così che noi si stia nell’aldiquà

dell’infinito.




Le poesie che avete letto sono tratte dalla raccolta inedita di Lucianna Argentino, "Appunti di un canto controverso"











Lucianna Argentino è nata a Roma nel 1962. Ha pubblicato i seguenti libri di poesia: “Gli argini del tempo” (ed. Totem, 1991) con la prefazione di Gianfranco Cotronei; “Biografia a margine” (Fermenti Editrice, 1994) con la prefazione di Dario Bellezza; “Mutamento” ((Fermenti Editrice,1999) con la prefazione di Mariella Bettarini e postfazione di Plinio Perilli; “Verso Penuel” (edizioni dell’Oleandro 2003) con la prefazione di Dante Maffia; “Diario inverso” (Manni editori, 2006), con la prefazione di Marco Guzzi; “L'ospite indocile” (Passigli, 2012) con una nota di Anna Maria Farabbi; il poemetto “Abele” (Ed. Progetto Cultura, Le gemme 2015) con la prefazione di Alessandro Zaccuri; “Le stanze inquiete” (Edizioni La Vita Felice, 2016); “Il volo dell’allodola” (Edizioni Segno, 2019) con la prefazione di Gianni Maritati; “In canto a te” (Samuele Editore, 2019) con la prefazione di Gabriella Musetti. “La vita in dissolvenza” (Samuele Editore, 2022) con la prefazione di Sonia Caporossi. Il 29 settembre del 2019 le è stato assegnato il Premio Caro Poeta 2018 durante la quinta edizione di “La parola che non muore” Festival a cura di Massimo Arcangeli e Raffaello Palumbo Mosca.




La foto di copertina è una foto di Luigi Ghirri.


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