Visualizzazione dei post in ordine di pertinenza per la query rosa elisa giangoia. Ordina per data Mostra tutti i post
Visualizzazione dei post in ordine di pertinenza per la query rosa elisa giangoia. Ordina per data Mostra tutti i post

lunedì 7 febbraio 2011

Sono usciti gli Appunti di poesia di Rosa Elisa Giangoia

Rosa Elisa Giangoia

Appunti di poesia

€ 11,00 pp. 108 (Ruach 1)
ISBN 978 88 95139 96 8

«Queste riflessioni di Rosa Elisa Giangoia sulla poesia, sul suo significato, sul suo valore, sul suo ruolo nella vita individuale e nella società, sono nate a poco a poco come editoriali della newsletter Lettera in versi, iniziata nel settembre del 2001, diffusa in rete e inserita in BombaCarta. Si tratta di numeri monografici dedicati a singoli poeti viventi, di cui si riporta il profilo bio-bibliografico, un’antologia poetica, una selezione della critica, un’intervista e talvolta anche qualche recensione. L’idea nacque in quel momento difficile ed incerto del G8 a Genova e del crollo delle Torri Gemelle a New York, come volontà di ritrovare un elemento di fiducia e di speranza proprio nella poesia, per il nutrimento intellettuale e morale che può derivare dalla riflessione sulla parola, dalla lettura dei testi poetici e dal dialogo con chi della produzione lirica sa fare il perno della propria vita, sempre nella prospettiva della novità. Quest’esperienza, nata da un comune intento di Margherita Faustini e Rosa Elisa Giangoia, continua ad essere portata avanti ininterrottamente con cadenza trimestrale, con la collaborazione di Liliana Porro Andriuoli, critica letteraria molto attenta alla creatività poetica attuale.»

Rosa Elisa Giangoia è insegnante, scrittrice e saggista. Ha pubblicato manuali scolastici, tre romanzi (In compagnia del pensiero, 1994; Fiori di seta, 1998; Il miraggio di Paganini, 2005), un prosimetron (Agiografie floreali, 2004), un saggio di gastronomia letteraria (A convito con Dante, 2006), un’edizione delle Bucoliche di Virgilio con annotazioni in latino (Accademia Vivarium Novum, 2008) e la raccolta poetica Sequenza di dolore (Fara, 2010) con la prefazione di Antonio Spadaro. Per l’Assessorato alla Cultura della Regione Liguria ha realizzato con Laura Guglielmi la collana (10 voll.) Liguria terra di poesia (1996-2001) e per la Provincia di Genova, con Margherita Faustini, i volumi Sguardi su Genova (2005) e Notte di Natale (2005). Fa parte della redazione della rivista “SATURA” e collabora a numerose riviste letterarie e di didattica, anche on-line. Ha ideato e cura dal 2001 la newsletter Lettera in Versi, nell’ambito di “BombaCarta. Fa parte di diverse giurie di Premi letterari. Sue poesie sono presenti in numerose antologie. Ha vinto vari premi letterari. È impegnata nella diffusione del Latino con il “metodo-natura” del linguista danese H.H. Ørberg.

martedì 24 gennaio 2012

Su Appunti di poesia: vademecum per chi la ama

di Giovanni Dino
 
Rosa Elisa Giangoia è insegnante, esperta di letteratura italiana, latina e greca, scrittrice e saggista. Ha pubblicato manuali scolastici, romanzi e poesie. Di recente ha anche pubblicato un librettino molto minuto che può  stare dentro la tasca di un jeans, dal titolo  Appunti di poesia. Ho pensato a lungo al motivo per il quale la nostra Rosa Elisa Giangoia  sia stata spinta a  mettere su carta questo grazioso saggio stampato nel 2011 per i tipi di Fara Editore: una raccolta di meditate riflessioni sia sulla poesia e sia sull’essere poeta oggi.  Credo che ogni scrittore dopo un  cammino culturale intenso e non indifferente in campo Nazionale, come la nostra Giangoia,  prima o poi debba giungere a simili conclusioni: cioè fare ‘mente locale’  sul proprio viaggio esistenziale e culturale e sui motivi fondamentali dei perché della scrittura, del suo  esistere nel fare arte e letteratura e del suo fallito  potere di educatrice.   Appunti di poesia risulta essere una sorta di diario nel quale vengono annotate  varie e svariate osservazioni su poesia e scrittura, venute fuori sia indagando sé stessa che  impelagandosi  nella  scrittura degli altri… È attraverso questo irrequieto punto di osservazione che sono nate fin dall’antichità molte opere ancora attuali scritte da grandi geni dell’anima umana quali Platone, Aristotele o da poeti e pensatori più vicini a noi: Giovanni Pascoli e il suo Fanciullino, sempre attuale… Come attuale e di recentissima uscita Scrivere poesia. Essere poeti di Daniele Giancane: anche qui lo scrivente è un poeta attento alle tematiche della poesia e agli eventi umani e culturali che lo coinvolgono. Nel 2000 è uscito per i tipi della Bastogi editrice  La dinamica del comprendere Dall’ispirazione al testo, coautori  Maria Grazia Lenisa e Francesca Alunni, un saggio che mette in luce motivi e meccanismi che spingono  l’uomo ad avvicinarsi e trovare nido nella poesia. D’obbligo va ricordato Luciano Anceschi il quale  ha dedicato una vita intera alla poesia come studioso-critico e come poeta che in uno dei  suo saggi forse  più noto tenta  di spiegare  “Che cos’è la poesia”. Poeti come Nicola Gardini che si cimentano nell’ardua impresa di illustrare Come è fatta una poesia? o come si riconsce
Osserva Giangoia: “Il limite invalidante della poesia è la descrizione fine a sé stessa: il poeta deve guardare le cose, ma non può limitarsi descriverle, perché deve andare con il suo occhio oltre la loro parvenza, in quanto il compito della poesia è attraversare le cose  per dare il senso delle cose stesse e quindi della vita ” (pag. 57). Molti sono i saggi che  vanno letti e riletti e mai portati  in cantina. Rosa Elisa Giangoia mette in evidenza nella sua bibliografia un lungo elenco di opere importanti apparse negli ultimi 40 anni di notevole influenza per lo studio e per la riflessione sulla poesia.  Sulla poesia non si finirà mai di tentare di spiegare, decifrare, codificare che cos’è, da dove viene e perché avviene. In ogni secolo della storia non c’è stato filosofo, critico, psicologo o poeta o altri ancora che non si sia cimentato a ‘spiegare’ il fenomeno poesia,  Il quale pare precedere l’esordio della scrittura. I primi trattati di scienza e di filosofia  e di religione pare  siano stati scritti in poesia o in  linguaggio poetico. Anche nelle vicende storiche,  politiche e militari gli scrittori del passato hanno usato la poesia  o la carezza del suo linguaggio. Cosa che tutt’ora fanno la pubblicità, il cinema, la televisione,  le canzoni… “La poesia ha tanti voci: è duttile, malleabile, accoglie e regala, viene da lontano e si apre con disponibilità alle voci del dire, secondo desideri, gli orientamenti, le aspettative e le urgenze esistenziali dell’uomo nel tempo del suo vivere” (pag. 43).   
Per il fatto che ogni tanto qualche autore prenda coscienza e metta per iscritto la sua dichiarazione d’amore verso la poesia o  i perché della poesia è sempre un fatto nobile e importante perché c’è sempre bisogno  di apportare ossigeno o angolature nuove e di ricerca verso questo sconfinato e misterioso mondo: antico e sempre nuovo e ricco di novità.   “La novità della poesia è dire in modo nuovo l’eterno e più profondo sentire dell’uomo” (pag. 19). Ogni autore si è espresso secondo una sua  analisi: c’è chi si sofferma troppo su gli strumenti tecnici retorici, chi sull’aspetto filosofico, chi  sul valore spirituale e metafisico, chi esprime le sue esperienze il suo rapporto e il suo trasporto, chi tenta disperatamente  di condensarla teorizzandola. 
RosaElisa Giangoia in Appunti di poesia ha espresso le sue visioni, le sue esperienze  dei suoi viaggi sul fare e sentire la poesia, poiché fra quelle pagine vi è il sangue dell’anima della nostra Rosa Elisa Giangoia. Si tratta di un libro scritto non per aspiranti poeti o poeti affermati, ma per chi ama la poesia e ama  percorrere i suoi viali di illuminante attrazione. È un libretto che è stato scritto per tutti: per chi si è appena innamorato della poesia,  divino contenitore di tutte le arti, e chi invece ci lavora da tanti anni. “La poesia è quindi un lavorare sulla lingua per esprimere emozioni. Su questo c’è sostanzialmente accordo, mentre più problematica è la questione del lavorare sulla lingua” (pag. 64).

martedì 16 marzo 2010

Anrea Monda su Sequenza di dolore di Rosa Elisa Giangoia

Libri: La poesia e la morte, versi sul mistero


RomaSette


Sequenza di dolore è il titolo dell'ultima raccolta di liriche di Rosa Elisa Giangoia, scritta all'indomani della scomparsa del marito Dino. La prefazione di padre Spadaro di Andrea Monda

Si può dire la morte, dirla poeticamente? Da una parte la morte è proprio l’esperienza in-dicibile, nessuno è tornato dalla morte e anche Orfeo, simbolo dei poeti, fallisce nel tentativo di far risorgere l’amata. Dall’altra parte tutta la poesia ha il sapore della morte e del suo superamento, l’amore. Sulla cuspide di questo paradosso si colloca l’ultima raccolta di poesie di Rosa Elisa Giangoia, poetessa, latinista e raffinata narratrice genovese, intitolata Sequenza di dolore, che scaturisce dalla morte del marito Mino. Da quel momento il cuore si apre e lascia scorrere il dolore che dilaga come in un’emorragia, travolgendo il lettore.

Viene subito in mente Diario di un dolore di C. S. Lewis, in cui lo scrittore si metteva a registrare ogni movimento anche impercettibile del cuore. Ma se nel suo libretto in prosa l’approccio finisce per apparire refertuale e introspettivo, quasi filosofico (o teologico), nei versi della Giangoia tutto diventa magma incandescente, al punto che, come osserva padre Antonio Spadaro nella prefazione, «in questa manciata di versi densissimi che non lasciano al lettore la clemenza di un respiro, di una lacrima di commozione, accade tutto: Mors et vita duello conflixere mirando». Un testo tremendamente denso ma anche delicato, che riesce a condurre per mano il lettore sulla soglia dell’abisso, provando a tendere il capo per scrutare, oltre il baratro, il mistero della morte.

Scritta dopo la morte del marito, la prima di queste trentanove brevi e laceranti liriche (il numero combacia con quello che tradizionalmente è il numero delle frustate ricevute da Cristo), ricorda il primo incontro: «Forse tante volte ci eravamo incontrati,/ come stranieri per le strade,/ finchè figli della fortuna ignari,/ siamo entrati dalla porta della gioia/nella casa diventata nostra./ E così le nostre vite/ si sono incrociate tardi…», versi che richiamano l’incipit di «Un amore a prima vista» della Szymborska: «Sono entrambi convinti/ che un sentimento improvviso li unì./ È bella una tale certezza/ ma l’incertezza è più bella./ Non conoscendosi prima, credono/ che non sia mai successo nulla fra loro./ Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi/ dove da tempo potevano incrociarsi?».

L’apparente caos della vita, di una vita colpita e ridotta in frantumi, rivela in controluce una trama da decifrare nella faticosa opacità del quotidiano. In questi versi si dispiega, osserva Spadaro, «il diario di un dolore vissuto con dignità sapiente, capace di avvertire il fuoco dell’assenza e sentire proprio in quello il segno di una presenza differente tutta da scoprire». In questa luce Sequenza di dolore, come lascia intuire il titolo, assume anche una dimensione orante, liturgica che non sopisce l’acutezza della ferita ma permette, viene da dire miracolosamente, ciò che la morte intrinsecamente nega: la condivisione.

Sequenza di dolore di Rosa Elisa Giangoia, Fara Editore, pp. 59, 13 euro

15 marzo 2010

domenica 11 aprile 2010

Su Sequenza di dolore di Rosa Elisa Giangoia

recensione di Nino Di Paolo


Le trentanove poesie che Rosa Elisa Giangoia mette in sequenza  – termine scelto proprio per titolare il libro – in questo poema della lacerazione sono figlie di un distacco al tempo stesso fulmineo, nell’annuncio, e lungo, nella cosciente ed impronunciabile attesa del “momento”.

Ho chiesto a Rosa Elisa, durante l’incontro letterario di Faenza dello scorso 13 marzo e dunque prima di scrivere queste righe, se potevo permettermi di commentare la sua opera, sapendo che ogni richiamo a ciò da lei espresso le avrebbe fatto anche un po’ male.

Sequenza di dolore è un atto d’amore all’amato perduto ed anche un regalo prezioso a chi legge, quindi un atto d’amore verso tutti quelli che leggeranno.
Un atto d’amore non scontato perché il rendere pubblico il proprio cammino di dolore non è semplice, in quanto sempre può insinuarsi il dubbio d’esser  “compatiti”, nell’accezione meno nobile della parola.

Il dubbio, invece, che si insinua nel lettore è tra l’opportunità di tenersi dentro sentimenti e commenti, anche estetici, che il poema di Rosa Elisa suscita e la voglia di esclamare esplicitamente “che bel lavoro”, voglia che fa subito, però, dire : “che bello se non avessi mai dovuto leggere questo bel lavoro” .
Il rispetto e la condivisione della sofferenza interiore farebbero protendere al silenzio, la perfezione dell’opera al suo contrario.

Rosa Elisa tocca diversi aspetti di un dolore annunciato e poi compiuto e poi compagno di viaggio di ogni presente: quello delle parole impronunciabili, quello degli sguardi che parlano, quello degli sguardi-non sguardi, quello dei pensieri inespressi, quello della solitudine da tutti gli affetti.

Nelle sue poesie, rivolgendosi alla persona amata, utilizza l’imperfetto, il tempo verbale che usano i bambini per raccontare storie fuori del tempo.
Accompagna atti di fede (la convinzione della resurrezione della carne) , proprie di un Alighieri, con la percezione di una Natura crudele, beffarda e disinteressata, proprie di un Leopardi o di un Pascoli.

Come in ogni lavoro poetico non si possono non sottolineare versi e passaggi che elevano la qualità di un testo, peraltro, del tutto armonico nelle sue parti e nella costruzione complessiva.

Da segnalare la prima poesia (pag. 17) , quella di un incontro tra persone non giovani:


Forse tante volte ci eravamo incontrati,
come stranieri per le strade,
finché figli della fortuna ignari,
siamo entrati dalla porta della gioia
nella casa diventata nostra…


E quella sul funerale, della lucida osservazione della realtà, partorita da una sofferenza che fa cadere ogni velo alle convenzioni comportamentali (pag. 41):

Come se morto fosse un aggettivo qualsiasi.

E quella della scoperta solitudine (pag. 53):


… li ho dovuti accompagnare proprio tutti,
mia mamma e mio papà,
mia zia e mia suocera,
mio marito.
E non mi resta
che immaginare qualcuno
che accompagnerà me.

Un grande ringraziamento a Rosa Elisa per la sua decisione di affrontare la sfida di comunicare il “suo” dolore ed un grande ringraziamento per la cristallina bellezza di quest’opera.


Domenica di Pasqua 2010

lunedì 11 febbraio 2013

Ancora su Sequenza di dolore di Rosa Elisa Giangoia

Franco Casadei

Un libro denso e tenero (Rosa Elisa Giangoia, Sequenza di dolore, Fara Editore, pag. 60. Euro 13), che compendia la totalità dell’umano. La prefazione, di grandissimo spessore, è di Antonio Spadaro. La poetessa descrive – nei trentanove testi di questo libro – il tragitto della persona amata che si incammina verso la fine della vita (“La morte noi / l’abbiamo dovuta far entrare / in casa nostra un giorno / in cui si è presentata alla porta / per caso e all’improvviso / … ha tirato una tenda nera / tra la vita e il sogno del futuro”). La prima poesia – fra le più belle in assoluto – ci introduce dentro una storia d’amore iniziata in età matura (“… siamo entrati dalla porta della gioia / nella casa diventata nostra. / … le nostre vite / si sono incontrate tardi / e la mia trama e il tuo ordito / si sono intrecciati / in una tela già consumata / per una felicità troppo breve”) e ben presto destinata al dolore dell’addio. Il secondo testo, intriso di una pietà materna che fa riferimento ad un dipinto appeso alle pareti di casa, recita: “La Madonna Addolorata / sola nella sua desolazione / … ti avrebbe insegnato / la maniera umana di morire”. Un dolore composto, ma non meno lacerante, è la dominante dell’opera. Una sofferenza filtrata dal tentativo amorevole di affievolire la durezza dell’incombente destino (“… i nostri giorni / si sono vestiti di reticenza / attraverso le lacrime / atteggiate a sorriso scambievole”). Lo sconforto tuttavia non è disperante, tant’è che già dalle prime poesie leggiamo: “E hai iniziato ad aspettare / che si aprisse una porta / sperando che fosse luce”. E inevitabile il pensiero si fa memoria e ricordo delle cose intime e abituali del quotidiano (“e noi sapevamo di perdere il sapore / dei lamponi del nostro giardino, / irraggiungibile”) e preparazione all’ultimo saluto, come desiderio di un nuovo rito sponsale (“avrei voluto inventare / una nostra personale / cerimonia di congedo / nell’ansia che restasse / tra di noi qualcosa di non detto”). A Rosa Elisa Giangoia, nel suo cammino, poetico e umano, non resta che lo stare accanto: “per farti sperimentare l’amicizia / del morire accompagnato / ti ho potuto regalare / solo il mio accompagnamento… // … E rimase il dilemma se la morte / fosse fine o transito, / se facesse della vita / un cerchio o un arco / … con parole di fuoco / volevo insegnarti / la confidenza nella grazia / di essere iscritto nella memoria di Dio / per convincerti che niente è perduto”. In questo gioco di ragione, fede e sentimento, lo smarrimento e l’angoscia prendono talora il sopravvento: “e io chiedevo ancora un’ora / un giorno, un tempo sconosciuto / per una supposta compiutezza. // E intanto t’amavo per i giorni / in cui non ci saresti più stato”. Fino “all’ultimo mattino / … finché tu vedesti il ricapitolarsi / del tuo vivere nel suo perdersi / … e non mi restava / che il vivere nell’assenza”. E qui il salto dentro il più grande mistero dell’avventura umana: “Ma ora tu sei più avanti / … perché hai attraversato il filo della spada / e sai dove si va e che cosa c’è / oltre il suo taglio”. A questo punto il dolore non ha più argine: “ti sei portato via anche la mia vita / / … su questo palcoscenico mezzo smontato / che ormai è il mondo per me /… mentre una moltitudine / di pensieri variabili / si precipita nella mia notte / che volevo rimanesse con la tua / … E a me è rimasto il pianto / prima trattenuto / e poi accettato e goduto/ nel chiuso della stanza”. Ma l’amore è più grande dell’assenza e allora fioriscono versi delicati e pieni di dolcezza: “Non è la morte che separa davvero / se almeno tu ora / vedi nel mio cuore”. E pieni di fiducia del reincontro: “quando ti ritroverò / nel giorno della resurrezione / … saremo rivestiti d’immortalità / … forse ti riconoscerò solo dal brillìo / dei tuoi occhi verdi / per quel tuo timido sorridermi”. E i bellissimi e intensi versi finali, che esplodono con la forza dell’amore degli inizi, amore che, si è certi, sarà ricomposto: “ consola sentire che le parole più belle / ancora ce le dobbiamo dire. /… La mia riconoscenza infinita / per essere stato per me. // A dirti il mio grazie / ci sarà sempre una rosa / per te”. Un libro d’amore, quello della Giangoia, che commuove, ma che riempie anche il cuore di fiducia. Un libro coraggioso, di un’autrice che non ha temuto di comunicare le sue fragilità, ma soprattutto il suo credito nei confronti della vita. Un messaggio a chi giudica che la poesia contemporanea sia astratta e fuori dalla vita. Con un linguaggio elegante, ma estremamente fruibile. Un bel regalo alla poesia e ai suoi lettori.

domenica 5 febbraio 2012

Fotoracconto Scuola di poesia a Genova 4 feb 2012

Foto di Carlo Accerboni della presentazione a cura di Rosa Elisa Giangoia della nuova edizione di Scuola di poesia di Massimo Sannelli (collana “Licenze” diretta da Alessandro Seri, Vydia editore)

Sala delle presentazioni della Libreria BooksIN
via David Chiossone 4 (2° piano), Genova

Introduzione di Rosa Elisa Giangoia
presentazione di Raffaele Perrotta (Docente di Metodologia e critica dello spettacolo Università di Genova)




Massimo Sannelli e Rosa Elisa Giangoia



Raffaele Perrotta









martedì 24 marzo 2015

Su La vita restante di Rosa Elisa Giangoia



De Ferrari, Genova, 2014

Recensione di Franco Casadei


Non ho mai conosciuto di persona Rosa Elisa Giangoia, ma solo attraverso due sue pubblicazioni di Fara Editore:  Appunti di poesiaSequenza di dolore. Ciò che da subito mi rimase impresso fu la profondità dei temi da lei affrontati e la chiarezza del suo scrivere, la fruibilità per ogni tipologia di lettore. Studiosa e scrittrice di cultura smisurata, ha saputo mantenere la semplicità di chi sa insegnare e ritengo che la comunità letteraria le debba essere debitrice di questo suo spendersi infaticabile e senza vanità e pretese.
La vita restante, recente silloge poetica edita da De Ferrari, conferma la personalità umana e letteraria di questa raffinata autrice. Un poemetto occupa un terzo del libro. Le restanti 30 poesie sono suddivise in sette brevi sezioni
Il poemetto, L’emigrante, descrive la storia tormentata di un giovane che espatria da Genova a New York ove giunge il 13 aprile 1903, “trascinando sfasciati bagagli di pena” in cerca di fortuna. Il primo impatto lo incoraggia nelle sue speranze giovanili. Si trovò “in un immenso ordito ancora scarso di trama / … un mondo verde d’erba sognata / … Si sentiva la vita pulsare oltre l’orizzonte”. Ma gradualmente, pur liberatosi dall’indigenza con il suo lavoro di taxista, si accorge che “la vita schiaffeggia l’anima” e che “sotto i suoi piedi/ le pietre risuonavano di solitudine” e che la cementificazione della città “uccideva a poco a poco il mare”. E così “nelle pieghe del tempo / si riaprirono le ferite della nostalgia”. E decide di tornare alla sua terra d’origine “per riannodare le memorie della vita”. “Capì che era partito solo per tornare, / che aveva dovuto perdersi nell’ignoto/ per potersi un giorno ritrovare”.
Nella sezione A Mino ritroviamo il tono elegiaco di Sequenza di dolore, libro dedicato al marito scomparso: “Per questo sei stato: / perché io ti potessi ricordare/ ora che appartieni alle profondità/ delle memorie mute”. “Ma tutto si ricomporrà / nell’armonia della perfezione”.
Bellissimi i quadri descritti nella sezione In viaggio. Ritrovo le suggestioni provate allorché ci si ritrova in Grecia “nell’abisso dell’incanto / degli ulivi di Delfi” o immersi nella pietra levigata delle Meteore. Oppure navigando sul Volga, dove “la prua/ fende la verginità dell’ignoto” e “A terra / la vita quotidiana / è scritta sul viso / a quelli che incontri” visi che portano ancora scritto decenni di terrore e di asservimento al potere della menzogna. E ancora “lo sfolgorio barocco / dell’oro dell’altare” di Santiago di Compostela.
Nella più corposa delle sezioni, Vita, scopriamo la posizione dell’autrice di fronte al dramma della vita, con una chiara opzione aperta alla speranza. E qui troviamo alcuni fra i versi più intensi del libro:
- “Vorrei sapere dirigere / la barca della mia vita/ ad infilare la cruna dell’eternità. / … costruire i gradini / della mia scala a Dio”.
- “Non sappiamo quel che resterà/ quando con uno strappo lacerante / … ognuno di noi ridisegnerà se stesso / … fino al compiersi dell’ultima attesa / nell’inghirlandarsi del pensiero /  con l’intreccio di ricercate tenerezze / … Io cercherò un orto appartato/ dove fioriscano fiori inaspettati / perché so che lì mi attendi”.
- “Occorre fidarsi, / fidarsi che la felicità esiste”.

La sezione Femminile chiude il libro con un inaspettato testo, una danza d’amore di uno sciame di fuchi attorno a L’ape regina, “chiusa nel brillio della sua giovinezza / … Dietro di lei la piccola schiera brulicò / come una manciata di grano / … s’accese la lotta. / L’ultimo giovane guerriero, / rilucente come un dio, / raggiunse la regina / tremante e l’afferrò. / Lei s’abbandonò smarrita. / … Ed era fra i due una sola dolcezza”.
La vita restante si conclude con questa straordinaria poesia che avvalora ancora di più questo viaggio dell’autrice che si affida alla speranza che la meta non sia la fine del cammino, ma l’inizio di una vita che, trasfigurata, continua. E questa festosa danza d’amore dell’ape con il suo amato – che fa di due “una sola dolcezza” – intenerisce il cuore e dà coraggio all’anima, di noi lettori e anche di noi uomini travagliati viandanti nel tormentato viaggio dell’esistenza.
Rosa Elisa Giangoia ancora una volta, senza censurare nulla della fatica del vivere, ci apre il cuore ad apprezzare la vita, anche nei suoi aspetti misteriosi e apparentemente senza senso.

venerdì 12 ottobre 2012

Chi scrive ha fede? (Rapallo 8-10 febbraio 2013)

Dal pranzo di venerdì 8 a quello di domenica 10 febbraio 2013, grazie alle Orsoline di Maria Immacolata (in particolare a suor Mariangela De Togni e alla Superiora Sr. Elena) e alla collaborazione di Rosa Elisa Giangoia e della associazione Il gatto certosino, si tiene a Rapallo la kermesse sul tema Chi scrive ha fede?” – dove la fede è sì quella religiosa, ma può essere anche un ideale, un approccio etico alla vita, una attenzione in senso weiliano fiduciosa al mondo e agli altri. E la scrittura può essere anche visiva (grafica, fumetti, video, pittura…), musicale, ecc. Scarica il programma in formato doc.

Il costo del soggiorno dal pranzo del venerdì al pranzo di domenica è di € 150,00 (€ 135,00 se non si arriva in tempo per il pranzo di venerdì, da comunicare in sede di prenotazione direttamene a Sr Elena, v. sotto), per i giovani sotto i 35 anni il costo è di € 105 (€ 90,00 se non si arriva in tempo per il pranzo di venerdì). La kermesse è aperta a tutti gli uditori interessati (che potranno intervenire nei vari momenti di dibattito). È richiesta la presenza per tutta la durata del convegno. La kermesse inizierà puntuali alle ore 15.00 di venerdì e terminerà intorno alle ore 17.00 domenica ed è aperta a credenti (la messa domenicale è alle ore 10,00 e i vespri alle ore 18.00 per chi vuole) e non credenti. Altri orari: Colazione: dalle 8 alle 9 – Pranzo: 12,30 – Cena: 19,30. Si possono portare libri, CD e altro materiale per vendite/scambi informali che i partecipanti gestiranno autonomamente. Chi suona uno strumento è pregato di portarlo.

Dal 1° dicembre 2012 le prenotazioni vanno fatte direttamente a sr. Elena Scotti scotti.suorelena@libero.it tel. 0185/232014 (meglio dalle ore 19.00) e girate per conoscenza a info@faraeditore.it

Istituto Orsoline di M.I.
Via Aurelia Levante, 54
16035 RAPALLO



Venerdì 8 febbraio 2013

ore 15.00 Saluto delle suore Orsoline, di Rosa Elisa Giangoia e del moderatore Alessandro Ramberti

ore 15.15 Credere nella vitaBruno Rombi è nato a Calasetta (Ca). Dagli anni ’60 vive a Genova, dove svolge intensa attività artistica. Poeta, scrittore, critico letterario, pubblicista, nonché pittore, collaboratore di diversi quotidiani e riviste, ha pubblicato una trentina di volumi di poesia, narrativa e saggistica, di cui molti tradotti in diverse lingue. Ha partecipato a festival di poesia e a convegni letterari in Italia e all’estero. Come pittore, ha tenuto una trentina di personali, partecipato ad un centinaio di rassegne e collettive ed ha illustrato diversi volumi. La sua produzione poetica è stata recentemente raccolta nel volume Il viaggio della vita (Le Mani 2012). Gli è stata dedicata la Lettera in versi n. 07 a cura di Rosa Elisa Giangoia.

ore 15.30 Yunus Emre, uomo di DioPiera Bruno  è laureata in Lettere e si è dedicata all’insegnamento ricoprendo anche incarichi universitari e direttivi. Distaccata al Ministero degli Esteri, ha svolto attività culturale in alcune capitali mediterranee. Già redattrice di Italyan Filolojisi, rivista edita dalla Facoltà di Lettere di Ankara, collabora a riviste italiane con poesie, recensioni, traduzioni. Ha pubblicato quattro raccolte poetiche: la più recente Segni lettere suoni (De Ferrari, Genova 2002) è una miniantologia di traduzioni e testi originali trilingui. Con De Ferrari ha pubblicato anche il poemetto in prosa L’Arca di Noè (1998). Nel 1996 ha ideato per l’Istituto Italiano di Cultura di Ankara il florilegio Domani accadrà qualcosa (poesie turche di G. Akin; B. Ecevit; E. Evren; M. Gürpinar), in cui  è presente con la sintesi storico-letteraria Note sulla poesia turca (pp. 39-58). È inserita in varie antologie, quali L’altro 900 di Vittoriano Esposito, vol. II (Bastogi, Foggia 1997); L’erbosa riva a cura di S. Gros-Pietro ed E. Andriuoli (Genesi Torino 1998); La Liguria dei poeti di F. De Nicola (De Ferrari, Genova 1998), l’Almanacco paredro 2005 (Genesi, Torino) e nelle riviste Çaĝdas Türk Dili, Ankara 2001; Les Cahiers de poesie - rencontres – Lyon 1996 e 1999; Mil’ Feuilles par Chemins, Thionville 1999 e 2000. Nel 2004 il quotidiano Cumhuriyet (repubblica) le ha dedicato una pagina nell’inserto culturale Kitap (libri). Nel 2012 ha pubblicato Poetesse liguri – dallo scrittoio alla pagina (De Ferrari, Genova). Le è stata dedicata la Lettera in versi n. 05 a cura di Rosa Elisa Giangoia.

ore 15.45 Chi scrive “qui” ha fedeRoberto Borghesi 
è nato in Francia. Residente a Rimini, 55 anni, operaio e filosofo, “ricercatore del pensiero” di Nietzsche e dei decostruzionisti francesi, separato, due figli, autore di varie traduzioni dal francese e di un libro sulla “grandezza”. Ultimamente ha tradotto in francese alcune poesie in dialetto santarcangiolese di Annalisa Teodorani e in italiano il saggio l'Adorazione di Jean-Luc Nancy.  È tra i vincitori del concorso Insanamente. Sostiene che, se la fede va oltre, bisogna andare oltre con la scrittura.


ore 16.00 Scrivere con Fede o per Fede?Franca Oberti
La ricerca della Verità, senza il dubbio, può essere considerata Fede? Forse oggi è più importante non farsi domande ed esibire una fede cieca? Raggiunta la terza età, dimenticata dall’INPS, ma con tanta Fede e cieca fiducia nella Provvidenza, procede imperterrita nella vita, tra sgambetti e cadute varie. Ascolta chi vuole parlare, aiuta con le parole le persone sofferenti che s’offrono per raccontarsi; cerca di sollevare dalle pressioni emotive attraverso metodi naturali: ha un diploma in naturopatia che mette a disposizione di chi ha bisogno. Scrive, pubblica articoli sui giornali e ogni tanto libri, ma soprattutto legge. A detta di altri, crea ponti, incontri e amicizie; organizza serate rilassanti e meditative. Quando sta con gli altri, sta bene e le piace essere attorniata da persone con le quali chiacchierare a tutti i livelli. Con le radici ben salde in terreni vangati e concimati, vola con la fantasia verso spazi siderali e scientificamente stimolanti, ma il corpo la avvisa spesso del suo decadimento. Qualcuno l'ha definita una chioccia e lei lo ritiene il complimento più bello! La famiglia è il gioiello più prezioso che ama esibire. Ci prova, a sopravvivere ancora, con l’aiuto del Signore. “Sulle tracce delle donne medicina” è inserito in Scrivere per il futuro ai tempi delle nuvole informatiche (Fara 2012).

16.15 Il tenero peso dell'ombra: poesieSandra Vergamini è nata a Torino nel 1964. Nel 1978 si è trasferita con la famiglia in provincia di Lucca dove tuttora risiede. Ha pubblicato tre raccolte di poesie: La voce dei sogni, Maria Pacini Fazzi Editore, Lucca, 2005 (Premio Carver 2006); La sete del vero, Edizioni del Leone, Venezia, 2008 (Premio Fiera di Casalguidi 2008); e Il tenero peso dell'ombra, Edizioni Lepisma, Roma, 2011. Sue poesie sono state lette nelle trasmissioni radiofoniche di RadioRai “Zapping” e “Con parole mie”, e inserite in diversi blog di poesia tra cui Rainews24. Di lei hanno scritto, tra gli altri, Dante Maffia, Giorgio Linguaglossa, Paolo Ruffilli, Matteo Fantuzzi, Giuseppe Panella.


16.30 Precetti di Nuovo Umanesimo: provocazioni intellettuali per l'attualitàFabio Cecchi è nato a Cesena nel 1991. Risiede a Igea Marina ed è studente universitario di ramo umanistico. Nella variegata sfera delle “attività in seconda” si alternano la composizione pianistica, il volontariato, il calcetto amatoriale, lettura e scrittura. Ignoto e convinto hardiologo (seguace della poetica di Thomas Hardy), nel vasto mar letterario si è sospinto in particolare sull’ottocento meno considerato (Guerrini, Prati, Graf, Cena…). Da questi e non solo attinge nella lenta formazione, tra slanci sociali e squarci intimisti, di un corpus poetico di - sempre relativo - valore.


16.45  Avvolti nella più piccola preghieraEnrica Paola Musio è nata a Santarcangelo di Romagna. Adora la natura, il cinema, la letteratura femminile, la storia dell'antico Egitto, l'enigmistica, la televisione, il teatro… Ha pubblicato con Fara due libri poetici – Dediche sillabiche (2006) e Senza saperlo nemmeno (2010) – e la silloge “Sarà da poeti il futuro” inserita in Antologia Pubblica (2005). Scrive le Pillole di Enrica (microrecensioni) su narrabilando, e frequenta vari corsi e incontri sulla poesia. Nel 2011 è stata intervistata per la trasmissione Anima d'autore di IcaroTV. È attiva su facebook.



17.00 La croce e la storia / il foglio e la matita: Raccontare l'avventurosa opera di Dio attraverso i comics e il graphic memoir Roberto Battestini è nato a Pescara nel 1966. È sposato e ha otto figli. Si dedica dal 1994 al fumetto come autore, curatore di mostre e sceneggiatore. Laureato in lingue, docente e poliglotta, traduce testi specialistici e fumetti dal 1986. Partecipa a mostre in Italia e all’estero. Vincitore del premio Fumo di China nuovo autore nel 1999 e a Forte dei Marmi nel 1996, primo premio Arena! di Bologna nel 2007, primo premio SatirOffida 2008, Primo premio Fede a Strisce a Rimini nel 2009 e nel 2010. Nel 2009 Bottero pubblica la sua autobiografia a fumetti: Fratelli. Per la casa editrice Ave di Roma realizza la collana “Salmetti a fumetti” e “Versetti a fumetti” e ha pubblicato nel 2011 Francesco l’amico di Dio e Beato Karol, vita parole e sorrisi di Giovanni Paolo II. Dal 2007 realizza il progetto Catecomics con le Edizioni Dehoniane di Bologna, ultimi volumi:Apocalisse e I profeti. Con Fratelli e disegni avellaniti è inserito in Scrivere per il futuro ai tempi delle nuvole informatiche (Fara 2012). A giugno 2012 espone i suoi quadri nella mostra personale IN ITINERE. OPERE 2007-2012 presso il Circolo Aternino in Corso Manthonè a Pescara. Web: www.battestini.it

17.45 Dibattito e tempo libero fino a cena (per chi vuole, vespri alle ore 18.00)

19.30 Cena

21.00 Di attesa in attesa - Alfonsina Zanatta è laureata in Materie letterarie ed ha approfondito la poesia contemporanea. Ad essa e al suo rapporto con il trascendente ha dedicato alcuni contributi per recenti saggi, oltre che interventi radiofonici. Appartiene alla Fraternità della Trasfigurazione. Fraternità Della Trasfigurazione è una comunità religiosa femminile della diocesi di Vercelli, di recente istituzione. Attraverso la liturgia e le varie iniziative nella basilica di sant’Andrea in Vercelli, propone spazi di interiorità, bellezza, relazione e preghiera. L'ultimo libro pubblicato (assieme a Piermario Ferrari) è Il respiro della terra. Poesia, pensiero, preghiera (Paoline Edizioni 2012).

21.45 Lasciami correre - Guido Passini è nato a Bologna nel 1978. Ammalato di fibrosi cistica, scopre una grande passione per la poesia e cura Senza Fiato (Fara 2008). Membro dell’Associazione Culturale Poliedrica di Forlì dal 2008. Le poesie La Vita tra le mani e Feriscimi compaiono nell’antologia Sentieri edita da Lulù.com per il blog di poesia ParolArte nel gennaio 2009, nello stesso anno pubblica con Fara la sua prima raccolta autonoma, Io, Lei e la Romagna. La poesia Ti mostrerò compare sull’Antologia I poeti romagnoli d’oggi e Federico Fellini (Il Ponte Vecchio, 2009). La poesia Italia son cresciuto compare nell’Antologia Il segreto delle fragole 2010 (LietoColle). Con Due preghiere è inserito ne La poesia, il sacro, il sublime (a c. di Adele Desideri, Fara 2010). È inserito anche in Salvezza e impegno, ne Il valore del tempo nella scrittura e in Scrivere per il futuro ai tempi delle nuvole informatiche (Fara 2010, 11 e 12). Ha ultimamente curato per Fara Senza fiato 3. Lasciami correre.

22.20 dibattito e riposo

Sabato 9 febbraio 2013

8.00 Colazione

9.00 Dammi un piccolo verso di tanto in tanto: Scrittura e trasformazione interiore in Etty HillesumGianni Criveller è nato a Treviso nel 1961. Da vent’anni opera nella grande area cinese, ovvero Taiwan, Hong Kong, Macao e Repubblica popolare cinese, dove collabora con diverse istituzione accademiche. Professore di teologia e ricercatore, si è specializzato nella storia della ricezione del Cristianesimo in Cina, in particolare circa la missione gesuitica e le differenti strategie missionarie. Ha pubblicato numerosi libri ed articoli, tra cui, recentemente in Italiano: Vita del maestro Ricci, Xitai del Grande Occidente (Brescia, 2010). È missionario del PIME (Pontificio Istituto Missioni Estere).

9.45 Nella rete delle news: percorsi di poesia e di fedeRoberta Leone è nata a Barletta nel 1979. Dopo la Laurea in Lettere Classiche all’Università di Chieti, dove studia con il grecista Massimo Vetta la favola nella commedia attica antica, nel 2004 si trasferisce a Roma per specializzarsi prima alla Lumsa e poi alla Scuola Vaticana di Paleografia, Diplomatica e Archivistica. Dal 2005 collabora con varie riviste cattoliche e con il quotidiano online Korazym.org, per cui segue le attività e i viaggi di papa Benedetto XVI. L’ingresso nella redazione di Korazym – una tra le prime e più giovani esperienze di giornalismo cattolico online – segna profondamente la sua formazione professionale e la orienta alla carità intellettuale e allo studio dei new media. Dal settembre 2011 cura per Korazym.org la rubrica quotidiana di poesia “Il momento presente”, dedicata alla memoria del Cardinale Francois-Xavier Nguyen Van Thuan. È inserita in Scrivere per il futuro ai tempi delle nuvole informatiche (Fara 2012).

10.00 Fede e passione nell'opera shakespeariana - Elisabetta Sala è nata a Milano nel 1965. Insegna lingua, letteratura e storia inglese nei licei statali. Si occupa in particolare di Rinascimento e Riforma, privilegiando il rapporto tra letteratura e storia. Ha pubblicato un libro sullo scisma di Enrico VIII (L’ira del re è morte: Enrico VIII e lo scisma che divise il mondo, Ares 2008), uno sull’epoca elisabettiana (Elisabetta “la sanguinaria”: la persecuzione di un popolo, la creazione di un mito, Ares 2010), uno sulla posizione umana, politica e religiosa di Shakespeare (L’enigma di Shakespeare: cortigiano o dissidente?, Ares 2011).

10.45 dibattito e breve pausa

11.15 La costruzione del linguaggio poetico: una questione di fede - Davide Valecchi è nato nel 1974 a Firenze, dove vive. Tra i molti interessi della sua vita la poesia contemporanea e la musica sono senza dubbio i principali. Con Fara Editore ha pubblicato la raccolta poetica Magari in un’ora del pomeriggio (2011, vincitrice del concorso FaraExcelsior), mentre la silloge Prima delle nuvole è inserita in Scrivere per il futuro ai tempi delle nuvole informatiche (2012). Come musicista ha fatto parte di numerosi gruppi e progetti di generi diversi: rock, metal, new wave, sperimentazione. I miei progetti attuali sono tre: Downward Design Research, Video Diva, aal . Gestisce il blog davidevalecchi.blogspot.it


11.30 Necessità di scrivere, necessità di credere Ottavio Rossani (Sellia Marina, 1944) è giornalista, scrittore, poeta, pittore. Inviato del Corriere della Sera per 30 anni, ha scritto di politica, economia, cultura, cronaca. Ha intervistato molti personaggi in Italia e all’estero. Ha viaggiato nei diversi continenti, in particolare in lungo e in largo per l’America Latina. Ha pubblicato le raccolte di poesia: Le deformazioni (1976), Falsi confini (1989), Teatrino delle scomparse (1992), Hogueras (1998), L’ignota battaglia (romanzo in versi, 2005). I saggi: L’industria dei sequestri (1978), Leonardo Sciascia (1990), Le parole dei pentiti (2000), Stato società e briganti nel Risorgimento italiano (2002). Il romanzo: Servitore vostro humilissimo et devotissimo (1995). Per il teatro ha curato regie e scritto diversi testi. Ha esposto ed espone in mostre personali e collettive in Italia e all’estero. Sue opere figurano in molte collezioni private. Dal 2007 cura un blog dedicato alla poesia sul Corriere on-line (poesia. corriere.it). Scrive articoli, recensioni e saggi, sulle pagine culturali del Corriere della Sera e su altri quotidiani, riviste e siti internet. È presente con “Il diapason della poesia tra passioni e mitofanie” ne La poesia, il sacro, il sublime (Fara 2010) e con il saggio “Sul valore terapeutico della parola poetica” in Salvezza e impegno (Fara 2010).

12.00 dibattito e pausa

12.30 Pranzo

15.00 La scrittura: un esercizio di libertà –  Eros Olivotto nasce ad Ala di Trento nel 1950 e risiede a S. Ambrogio di Valpolicella in provincia di Verona. Esordisce pubblicando poesie e racconti su periodici e riviste letterarie. Nel 1995 esce con il primo romanzo Nonostante tutto (L'Autore Libri, Firenze). Nel 2001 pubblica il secondo romanzo Il tempo minore (Perosini Editore, Zevio, VR). Nel Marzo 2003 pubblica, sempre per Perosini Editore, Sipari, raccolta poetica d'esordio. Nel 2007 viene pubblicata, sempre per i tipi di Perosini, la seconda raccolta di poesie Ogni istante. È inserito in Salvezza e impegno (Fara 2011) e in Scrivere per il futuro ai tempi delle nuvole informatiche (Fara 2012).

caterina 15.15 La fede come cammino verso la veritàCaterina Camporesi è nata a Sogliano al Rubicone (FC) nel 1944. È psicoterapeuta. Già condirettrice de «La Rocca poesia», e redattrice de Le Voci della Luna, è socia di Sinopia e collabora con riviste cartacee e on-line come Fili d’aquilone. Ha pubblicato: Poesie di una psicologa, Sulla porta del tempo, Agli strali del silenzio, Duende (Marsilio, Collana elleffe, Venezia, 2003), Solchi e Nodi (Fara 2008). È presente nelle antologie La coda della Galassia, La linea del Sillaro (Campanotto 2006), Poesia e Natura (Le lettere, Firenze 2007, a c. di Alessio Brandolini, Martha Canfield e Ivano Malcotti), Vicino alle nubi sulla montagna crollata (Campanotto 2008, a c. di Luca Ariano ed Enrico Cerquiglini) e, con Profezia, sogno e poesia in Poeti profeti? (c. di B.F.M. Gianni, Fara 2009). Ha curato e tradotto dallo spagnolo L'Attesa di Pablo Gozalves (Sinopia, 2007). Nel 2011 pubblica con Raffaelli la raccolta Dove il verso si coagula. È inserita anche in Salvezza e impegno, Il valore del tempo nella scrittura e Scrivere per il futuro ai tempi delle nuvole informatiche (Fara 2010, 2011 e 2012). Le è stata dedicata la Lettera in versi n. 41 a cura di Rosa Elisa Giangoia.

15.30 Profeti senza religione: Vite che sono Parole “sregolate”Gianni Giacomelli è monaco benedettino camaldolese nel monastero di Fonte Avellana (PU) dal settembre del 2003. Dall’ottobre del 2011 è priore nello stesso monastero. Ha effettuato studi classici e facoltà di Giurisprudenza. Ha operato in una comunità per disabili. Dopo l’ingresso in monastero ha conseguito il master in teologia cattolica a Strasburgo (Francia) con un memoire sul fenomenologo francese Michel Henry, Per una soteriologia immanente. Appassionato di filosofia e di opera lirica, teatro, poesia e psicanalisi ha partecipato alla kermesse di poesia lo scorso maggio al monastero di Fonte Avellana, del quale spera di fare un centro di accoglienza culturale “plurale”.

16.15  Dibattito e breve pausa

16.40 Per scrivere bisogna credere…Rosa Elisa Giangoia
Insegnante, scrittrice e saggista, ha pubblicato tre romanzi (In compagnia del pensiero, 1994; Fiori di seta, 1998; Il miraggio di Paganini, 2005), un prosimetron (Agiografie floreali, 2004), un saggio di gastronomia letteraria (A convito con Dante, 2006), un’edizione delle Bucoliche di Virgilio con annotazioni in latino (2008), la raccolta poetica Sequenza di dolore (2010) e il volumetto di riflessioni sulla poesia Appunti di poesia (2011). Per l’Assessorato alla Cultura della Regione Liguria ha realizzato con Laura Guglielmi la collana (10 voll.) Liguria terra di poesia (1996-2001) e per la Provincia di Genova, insieme a Margherita Faustini, i volumi antologici Sguardi su Genova (2005) e Notte di Natale (2005). Con Lucina Margherita Bovio ha curato l’antologia di poesie-preghiere Ti prego (2011). Fa parte della redazione della rivista «SATURA» e collabora a molte altre riviste. Ha vinto diversi premi letterari e fa parte di numerose giurie di concorsi. È presente con saggi in varie antologie Fara.
17.00 Il “Dio ammesso” di Giorgio Caproni. Lettura di Res amissaFrancesco Napoli è nato nel 1959, critico letterario, consulente editoriale e giornalista, collabora con diverse testate tra cui «Studi cattolici» e «Gazzetta di Parma». Ha pubblicato numerosi saggi sulla poesia italiana contemporanea in riviste specializzate («Prospettive Settanta», «Otto/Novecento», «clanDestino», «Atelier» e «Poesia» tra le altre) e in volume ha curato per Leonardo editore Milano racconta, Napoli racconta (1993) e Milano visione (1997); per Alfredo Guida editore il volume Viaggio nel Mezzogiorno di Giuseppe Ungaretti (1995); per Jaca Book l’antologia Poesie di Alfonso Gatto (1998) e, sempre per Jaca Book, il volume di conversazioni critiche sui poeti contemporanei Novecento prossimo venturo (2005). L’ultimo suo libro, Poesia presente (2011, Raffaelli editore), articolato saggio-antologia sulla storia della poesia italiana contemporanea dal 1975 a oggi, ha riscosso grande attenzione e innestato un dibattito sulla situazione e sulla condizione della poesia italiana contemporanea.

17.45 Chi scrive (nel web) ha fede? Identità, speranze, storie di chi parla (anche) di religione in internet e nei socialnetworkSimone Sereni è giornalista pubblicista con una laurea in economia sospesa tra la penna e il cassetto. 40 anni, romano, è sposato e ha tre figli. Lavora nella funzione Comunicazione delle Acli nazionali, dove da qualche anno è passato dall'editoria tradizionale al web e ai socialnetwork.  Cura un blog personale, il moralista, e collabora al progetto Vinonuovo.it, un blog collettivo di giornalisti cattolici, che tentano di raccontare la quotidianità della vita dei credenti dentro la vita del Paese.

18.00 L'unica fede è l'amore GiancarlaGallo nasce a Treviso, poi si trasferisce a Verona, dove consegue la maturità presso il Liceo Classico “Scipione Maffei”. Si laurea in Lettere Antiche alla facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Padova e successivamente comincia subito l’attività di insegnante di materie letterarie alle superiori. Dal 1992 è iscritta all’Albo dei giornalisti del Veneto, attività che le consente di scrivere per diverse testate locali e collaborare con radio e Tv private. Da più di vent’anni collabora con il quotidiano “L’Arena di Verona”, seguendo la zona della Valpolicella, dove attualmente risiede. Negli ultimi anni fa da moderatrice a tavole rotonde e seminari, prepara recensioni, presenta conferenze ed eventi culturali, come mostre d’arte, segue e propone temi per l’aumento coscienziale.
 
18.15 Dibattito e tempo libero

19.30 Cena

21.00 Scrittura e codice: Per un ritorno alla sacralità dell'arte - Simone Zanin è nato il 23 aprile 1977 a Pordenone. Ha pubblicato La porta dei miei sogni (Ed. del Leone 1995), Studi (Ed. del Leone 2007) e Ultima notte alla collina di Megiddo (Raffaelli Editore 2012). Ha stampato diversi libri d'artista, in edizione realizzata a mano in tiratura limitata e numerata. È presente con due saggi nei volumi Salvezza e impegno e Il valore del tempo nella scrittura editi da Fara e contenenti gli atti dei convegni 2010 e 2011 tenutisi a Fonte Avellana (PU). Collabora con la rivista «ALI» diretta da Gian Ruggero Manzoni ed è membro del Collage de Pataphysique.


21.15 Fede nelle cose, fede nelle parole: la poesia come vera presenzaDaniele Gigli (Torino, 1978) lavora nella conservazione dei beni culturali come archivista documentalista. Studioso e amante di T.S. Eliot, ha pubblicato le plaquette Fisiognomica (2003) e Presenze (2008). Scrive di poesia e filosofia su «Studi cattolici» e «Il sussidiario».


21.30 La fede come metafora comunicativa: è possibile una fede sociale?Rita Pacilio è nata a Benevento. Sociologo, poeta, scrittore, collaboratore letterario, si occupa di poesia, di critica letteraria e di Vocal jazz. Pubblicazioni: Luna, stelle… e altri pezzi di cielo (Edizioni Scientifiche Italiane 2003, Pref. Felice Casucci); Tu che mi nutri di Amore Immenso (silloge sacra, Nicola Calabria Editore 2005, pref. Padre Domenico Tirone); Nessuno sa che l’urlo arriva al mare (Nicola Calabria Editore 2005, pref. Felice Casucci); Ciliegio Forestiero (LietoColle 2006); Tra sbarre di tulipani (LietoColle 2008); Alle lumache di aprile (LietoColle 2010, pref. A. Rigamonti e postf. G. Linguaglossa); Di ala in ala (Pacilio e Moica, LietoColle 2011, pref. Dante Maffia);  Non camminare scalzo (prosa poetica, Edilet Edilazio Letteraria 2011, pref. Raffaello Utzeri e nota critica Giorgio Linguaglossa).  Discografia: Infedele, Splasc(h)Records. Web: www.ritapacilio.blogspot.com - www.facebook.com/rita.pacilioelapoesia

21.45 Dibattito e riposo


Domenica 10 febbraio 2013

8.00 Colazione

9.00  Rimedi per la seteSebastiano Adernò nel 2010 vince il Premio “Ossi di Seppia” e si classifica terzo al Premio di poesia “Antonio Fogazzaro”. Dopo l'opera prima Per gli anni a venire (Lietocolle 2011) ha pubblicato una raccolta dal titolo Kairos (Fara 2011) e In luogo dei punti (Thauma 2012). Fa parte del collettivo ultranovecento che realizza libri d'artista. È co-autore assieme al filosofo Leonardo Caffo di Luci sulle lucciole per Edizioni Montag. Sono in uscita un romanzo autobiografico Andata e ritorno (storia di una partita in salita) per MJM editore di Milano, e una silloge di poesie dal titolo Ossa per sete (Nuova Magenta Editrice di Varese).



9.15 In me è quell'Assoluto tuo / che mi sfiora e mi travolgeMariangela De Togni è nata a Savona. È suora orsolina. Insegnante, musicista, studiosa di musica antica, membro della Accademia Universale“G. Marconi” di Roma. Ha pubblicato, tra il 1989 e il 2004, undici sillogi poetiche. Tra i titoli delle sue opere: Non seppellite le mie lacrime, Nostalgia, Una Voce è il mio silenzio, Chiostro dei nostri sospiri, Profumo di cedri, Un saio lungo di sospiri, Nel sussurro del vento, Flauto di canna, Nel silenzio della memoria, Cristalli di mare, Fiori di Magnolia. Presente in vari e accreditati studi critici su antologie e riviste letterarie, anche on-line (www.bombacarta.com - www.flannery.it - www.inpurissimoazzurro.it - farapoesia - lastanzadinightingale.blogspot.com ), con il blog mariangela-de.blogspot.com.lamiacontemplazione  ha raccolto prestigiosi riconoscimenti nell’ambito di concorsi letterari. Le è stata dedicata la Lettera in versi n. 21 a cura di Rosa Elisa Giangoia.

RIME  DI  MARE

In un sobbalzo di luminoso canto,
la sera chiese, un giorno, al vento:
«I gabbiani, dove vanno a riposare?»
«Dentro le stelle» rispose il mare.

«E dove, il cuore di chi solo resta,
il pianto di chi crede il suo patire?»
«Nell'immenso, va, dei beati in festa»
il vento ribattè. E l'onda sulle rive

rispumeggiò di oro bianco il viola,
e fu silenzio solo, l'ultima parola.
              

9.35 breve dibattito e pausa (per chi vuole ore 10.00 S. Messa)
 

11.00 Può un evangelista essere ateo? Due riflessioni a proposito dell'incipit di LucaCarlo Broccardo è nato a Piovene Rocchette, nella pedemontana vicentina, dove è vissuto fino agli undici anni (ed è stato il periodo più lungo che io abbia passato nello stesso luogo), ha fatto le superiori a Tencarola, in provincia di Padova, e poi gli studi teologici nel seminario di Padova. È stato ordinato prete nel 1997. Quindi sei anni a Roma per gli studi biblici e ora dal 2003 di nuovo a Padova. Tiene corsi di introduzione alla Scrittura e di Nuovo Testamento in città, ma ogni fine settimana ritorna all'amata pedemontana; dà una mano alle parrocchie della Valdastico, che arrivano ai confini con il Trentino Alto Adige.

11.45 Dibattito e pausa

12.30 Pranzo



15.00 Ezra Pound e gli ultimi frammenti dei Cantos: Una fede nell’uomo e nella poesiaAlessandro Rivali è nato a Genova nell’aprile del 1977. Si è laureato con una tesi di storia militare presso la Facoltà di Lettere moderne dell’Università Statale di Milano. È redattore di «Studi cattolici» e di «Atelier». Lavora all’ufficio stampa delle Edizioni Ares. Sue poesie sono uscite su numerose riviste tra cui «Atelier», «clanDestino», «La Mosca di Milano», «Lo Specchio della Stampa», «Resine», «La clessidra». È inserito in varie antologie tra le quali: Poeti per Milano (viennepierre, Milano, 2002), Quattro poeti (Ares 2003), Lavori di scavo. Antologia dei poeti nati negli anni ’70 (Railibro 2004). Nel 2005 pubblica con Mimesis la prima raccolta: La Riviera del sangue, finalista al premio San Pellegrino, rieditata con nuove poesie da Fara nel 2007. Nel 2010 esce con Jaca Book La caduta di Bisanzio, opera finalista ai premi Dessì e Ponte di Legno e vincitrice del Gozzano.


16.00 Discutere con le stelle - Subhaga Gaetano Failla è nato in Calabria nel 1955, vive in Toscana. Ha fatto parte di gruppi teatrali. Libri di racconti: Logorare i sandali (2002), Il coltello e il pane (2003), La signora Irma e le nuvole (Fara, 2007). Con Fara Editore è inoltre in: 3x2 (con il racconto lungo “Il seminario di Vinastra”), Lo spirito della poesia, Storie e versi, Salvezza e impegno. Sue poesie in: Zen poems e Haiku for lovers (Londra, 2002, 2003). È presente con racconti, poesie, saggistica letteraria e sociologica in diverse antologie, riviste e altre pubblicazioni sia italiane che estere. Ha collaborato con le riviste «Orizzonti» e «Hazy Moon the Zen Review». Collabora con il blog Letteratitudine. Svolge la professione di insegnante.


16.15 Sotto il sole, sopra il cieloAlessandro Ramberti è nato a Santarcangelo di R. nel 1960. Laureato in Lingue Orientali a Venezia, vince una borsa (1984-85) per l’Università Fudan di Shanghai. Nel 1988 consegue, con altra borsa, il Master in Linguistica presso l’Università di California in Los Angeles. Conclude gli studi con il dottorato in Linguistica presso l’Università Roma Tre (1993). Da allora lavora in ambito editoriale. Ha vinto il premio “l’Astrolabio” con pubblicazione dei suoi Racconti su un chicco di riso (Tacchi Editore, Pisa, 1991). La raccolta In cerca (Fara, 2004) ha vinto il premio “Alfonso Gatto” 2005 opera prima e, nel 2006, i premi “Città di Solofra”, “Voce dal Ponte” (Monopoli, BA) e il premio speciale “Città degli Acaja” (Fossano, CN). La seconda raccolta, Pietrisco (Fara, 2006) ha vinto nel 2006 il concorso “Poesi@ & Rete” (Trapani-Palermo) e il premio biennale “Cluvium”. Ha pubblicato come Johan Thor Johansson una puzzle-story morale: La simmetria imperfetta (Fara 1996). Nel 2009 pubblica con L’Arca Felice di Salerno la plaquette Inoltramenti (con un pensiero visivo di Francesco Ramberti). Con lo stesso editore ed illustratore nel 2011 esce Paese in pezzi? I monti e i fiumi reggono (nuova traduzione di 4 poesie di Du Fu). Gli è stata dedicata la Lettera in versi n. 32 a cura di Rosa Elisa Giangoia. A fine 2012 ha pubblcato Sotto il sole (sopra il cielo).


16.30 Gran dibattito finale e partenze

per info: 
tel. 0541-22596