venerdì 30 gennaio 2009

Concorso Longhi 24-4-09

Gentile poeta,

È aperto e visionabile sul sito www.concorsopoesialonghi.it il bando per partecipare al VI concorso di poesia Giuseppe Longhi, promosso dalla città di Romano di Lombardia.Giunto alla sua sesta edizione il concorso ha visto negli anni la partecipazione di oltre 2.000 poeti da tutto il mondo, con 5.000 poesie inviate.

Il concorso è presieduto dalla seguente giuria:
Presidente di Giuria:
Vincenzo Guarracino

Membri della Giuria:
Emilio Buonomo, Adele Desideri, Ana Maria Pinedo Lopez, Ottavio Rossani

Il tema scelto per il VI concorso internazionale di Poesia "Giuseppe Longhi" è "La Follia: variazioni di realtà". Il tema delle poesie da inviare dovrà essere quindi la Follia, intesa nelle sue forme più varie e diverse: creatività, solitudine, gesti, emarginazione, genialità, malattia,
introspezione e tutte le sfumature e declinazioni ad essa associabili.

Il concorso è aperto a chiunque voglia partecipare con la sua arte, senza alcun tipo di limitazione o censure.
L'iscrizione è totalmente gratuita: basta inviare una o più poesie (massimo 3 componimenti)
all'indirizzo mail:

info@concorsopoesialonghi.it

oppure per posta ordinaria a:
Concorso di Poesia "Giuseppe Longhi"
Ufficio Postale di Romano di Lombardia - 24058 Romano di Lombardia (BG)

Il termine per l'invio delle opere è il 27 aprile 2009.

Il bando del concorso con tutte le informazioni utili e necessarie per la partecipazione, i premi, le pubblicazioni e le tempistiche, è visionabile al seguente indirizzo web:

www.concorsopoesialonghi.it

Certi di una Vostra partecipazione e curiosi di leggere le vostre poesie, porgiamo cordiali saluti e rimaniamo a vostra disposizione.

La redazione

Intervista a Carina Spurio

di Simone Gambacorta

blog.libero.it/Carina


Quando hai iniziato a scrivere versi?

Durante il periodo dell’ adolescenza, tempo in cui, annotavo pensieri e sensazioni sui fogli. Successivamente ho dimenticato i versi nel solito cassetto per anni. Dopo il 2005, anno del mio esordio, tra una melodia armonica e una scansione diversa, la Poesia resta nella mia vita a reclamare il suo posto. Nelle nuove composizioni poetiche abbandono lo stile originario poco incline alla regolarizzazione, e il diario appartenente all’adolescenza, fitto di appunti e di versi sospesi, verrà sostituito da un verso che si nutre della potenza delle immagini, in cui, il linguaggio poetico, costruito osservando le opere d’arte, tocca il confine ambiguo delle parole, all’interno delle quali resta sempre un fragile equivoco.

Come si è sviluppato, nel tempo, questo legame con la scrittura?

Dal flusso anarchico del logos che dentro me sembra un desiderio in grado di ragionare.
Cosa significa scrivere poesie?
Catturare gli episodi della realtà attraverso vocabili accuratamente scelti e il gusto di cimentarmi in costruzioni inedite e originali partendo la parola; l’elemento complesso in cui convivono verità ed illusione.
Come nasce una tua poesia? Di getto? Poco alla volta?

Di getto; tra l’estrema audacia e l’estremo pudore.

Vorrei descrivessi in che modo lavori nel tuo “laboratorio” creativo.

L’atto di comporre versi è enigmatico, poco chiaro anche a chi li scrive. Raramente l’atto compiuto coesiste nella persona che spesso è incapace di spiegare da dove nasce la prima idea. Quando un verso mi appartiene, perché nasce da una mia esigenza emotiva, lo scrivo di getto come se le emozioni del mondo fossero impresse sulla mia pelle. Diversa è la creazione di un verso realizzato al cospetto di opere d’arte. In quest’ultimo contesto, cerco la vibrazione delle cose, ma alla fine, le immagini lasciano trasparire lo stesso i miei turbamenti. Lo confermano alcuni versi nella fase della rilettura, all’interno dei quali, tutto diviene unico sentire, l’opera, le mie emozioni e le cose osservate, sono protagonisti della stessa scena. Questo spiega bene come la poesia sa intuire, avvertire e cogliere la direzione giusta, svelando le potenzialità contenute nell’opera per deformarle e riformarle in un silenzio pieno di parole.

Quand’è che capisci che una poesia è “finita” e che può camminare da sola verso chi vorrà leggerla?

Quando rileggendo la poesia, il suono del componimento è continuo e il punto è solo alla fine
Quali sono i libri di poesia che sinora hai pubblicato?

Il sapore dell’estasi Ed. Kimerik 2005 (Me). Il sapore dell’estasi riedizione aggiornata. Ed. Kimerik 2006 (Me). Lacca di garanza Ed. Il filo s.r.l 2007(Rm). Tra Morfeo e vecchi miti. 2008 (Me) NicolaCalabriaEditore. Narciso. Evoè Edizioni. 2009 (Te).

Vorrei dessi una “tua” definizione di ciascuno di essi.
Il sapore dell’estasi Ed. Kimerik 2005 (Me): L’errore da cui nasce una ragione.
Il sapore dell’estasi riedizione aggiornata. Ed. Kimerik 2006 (Me): L’allegra insolenza.
Lacca di garanza Ed. Il filo s.r.l 2007 (Rm) : Le jeux sont faits.
Tra Morfeo e vecchi miti.2008 (Me) NicolaCalabriaEditore: Io non so ben ridir com'i' v'intrai.
Narciso. Evoè Edizioni. 2009 (Te) “Ethos anthropoi daimon” (Il carattere è il destino).

Da un punto di vista intimo, da un punto di vista interiore, quanta scommessa c’è in ogni verso?

Nessuna, ovviamente. Di fronte alle insidie di un mondo centrato su logiche economiste, malato di tecnologia e ipercomunicazione virtuale, quanta scommessa potrebbe esserci in un fragile verso? La follia estatica del canto vive dentro a chi la sa percepire. E in un tempo finito tra l’assenza, la mancanza, la rinuncia, l’essere cerca ancora di decifrare il codice terrestre e di raggiungere l’altro con un filtro di parole, pensieri e viscere. La poesia per molti rappresenta un bisogno, raramente una scommessa.

Mi riferivo a una scommessa intima… ma dimmi, il verso è ustione o lenimento?

Entrambe le cose! A volte la forza astratta, nel suo insistere sembra un urlo pronto ad esplodere. Nel momento del risveglio, alcuni versi raccontano il gioco della vita: rivelando le fenditure dell’anima più o meno profonde, fatali, ustionanti; è così che il verso lenisce il dolore, attraverso l’esorcismo delle parole.

Che tipo di “ascolto” è quello che precede la nascita d’una poesia?

Mi capita di ascoltare i suoni del silenzio, di respirare l'aria e sentirla scendere giù, sempre più giù, fino a percepirne il punto più profondo. Tutto è più nitido quando le parole arrivano dal silenzio. Le senti suonare come note fuori dagli spazi. Note perverse come sibili assordanti. Può avere un fascino perdersi nelle singole parole. Scoprirsi in un verso. Avviare un gioco di ruolo cercando le ragioni dell’ essere fino all’attimo in cui il corpo e la parola, vibrano nella tensione tra ragione e istinto. In quei momenti, il tempo si ferma e nel luogo in cui l’esistenza ha inconsciamente altre intenzioni, le cose si osservano con altri occhi.

Nella tua quotidianità cosa rappresenta la poesia? Uno spazio ulteriore d’esistenza? Un altrove di resistenza? Il laboratorio d’una catarsi? Cosa?

Il nostro è un tempo che scorre veloce. Gli uomini e le donne vivono immersi nel sovraccarico di lavoro e nello stress. Resta poco tempo per leggere, per ascoltarsi, per sentire con il corpo, l’anima e lo spirito. Le immagini reali sono frenetiche e il quotidiano è in lotta con un male divorante; l’individualismo. Siamo spesso chiusi in una stanza, vittime consapevoli della tecnologia. Chi scrive poesia sa che è un altrove di resistenza; da essa sgorga la consapevolezza dei limiti umani che aderisce perfettamente alla nostra natura interiore. Ma in una realtà che non ha una vera corrispondenza con i nostri bisogni interiori non scrivo solo poesia ma milito poesia, affinchè quest’ultima venga diffusa. Da due anni curo un premio di poesia internazionale. Seleziono la giuria e mi occupo della stesura dell’antologia che raccoglie le poesie dei partecipanti al premio poetico. Realizzo personalmente anche la copertina del testo che illustro con le opere d’arte di nuovi talenti scoperti durante le mie interazioni culturali.

Che tipo di dettato poetico cerchi? Lineare, terso, oppure articolato e complesso?

La parola è un rischio da correre affinchè si compia l’incontro con noi stessi, per questo, la lascio libera nel tratto di un verso, perché il verso possa mantenere intatto il suo senso, nato dal desiderio selvaggio e impresso in uno spazio che non può e non deve essere addomesticato. Cerco, per quello che posso, di proteggere l’autenticità del dettato poetico che prediligo terso e lineare.

Quali sono i poeti con i quali ti sei formata?

Tre poeti mi hanno appassionato in passato: Foscolo, per aver mantenuto nalla sua poetica la drammaticità della vita. Baudelaire, il più famoso e il più letto in tutto il mondo, perchè chiude definitivamente la pagina della poesia romantica e apre quella (ancora) vergine della poesia moderna e sperimenta l’amore nella sua forma carnale e passionale. Neruda, per aver posto la donna dentro un mito cosmico tra uno scenario grandioso e selvaggiamente naturale. È relativamente recente il mio interesse per T.S. Eliot, poeta, drammaturgo e critico letterario statunitense che appartiene al movimento dei modernisti. La poesia modernista è una poesia di immagini, non presenta sequenze ordinate di pensieri, né, uno sviluppo logico; vive di una serie di fotogrammi non collegati. L’ associazione tra il miei versi e il pensiero di Eliot in questi ultimi anni è stata ricorrente, ciò mi ha fatto capire che avevo raggiunto l’ altro e gli altri, dunque avrei potuto esistere, tra il fiume del tempo, tra l’acqua e la terra, in un sogno da trasformare ancora.

C’è più menzogna o più verità, in una poesia?

La poesia è in grado di mettere l’autore in relazione alla profondità del suo essere, pertanto si è portati a pensare che essa esprima la verità. Di tale asserzione, non sono assolutamente convinta. La lirica, si sa, trae origine da intense percezioni soggettive, alle quali, unisce l’esigenza della libertà creatrice coerente alle sue ossessive patologie, nel luogo in cui, il pensiero, si condensa in un’altra forma e tocca i territori della finitudine e del nulla. Questo per dire che nell’altro lato del sé, luogo praticamente inesplorato, possono tranquillamente giocare suggestioni, fascinazioni e un “sentire” del tutto personali. Ma chi ama la poesia sa che è necessario viverla entrando e uscendo dal suo ritmo, rispettando il suo canto, seguendo il suo percorso. E il poeta, che vive il presente, sa di essere estraneo al suo tempo ma non sa, da dove nasce e muore il canto, né, se il suo viaggio avrà mai un termine.




8 marzo in versi a S. Anastasia

giovedì 29 gennaio 2009

Ma il cielo ci cattura si presenta


All'Istituto di Scienze Religiose di Rimini il 6 marzo 2009 (v. invito a fianco) con la partecipazione di Paolo De Benedetti e Giorgio Bàrberi Squarotti


Altra presentazione a Santarcangelo il 26 febbraio 2009 v. qui

Scheda del libro qui

Domenico Cipriano in bluarte


Su Bluarte
l'intervista al poeta Domenico Cipriano
http://www.bluarte.it/Content/607/domenico_cipriano.aspx

Cordialmente
Michele Luongo

La Redazione
www.bluarte.it

Premio “AGOSTINO VENANZIO REALI” 31-5-09

L’Associazione Culturale “Agostino Venanzio Reali”, con il patrocinio della Regione Emilia Romagna, della Provincia di Forlì – Cesena, della Comunità Montana, del Comune di Sogliano al Rubicone, bandisce la 8ª edizione del Premio Nazionale di Poesia “AGOSTINO VENANZIO REALI”, a tema libero, per opere inedite in lingua italiana, aperto ad autori italiani e stranieri.
Scadenza: 31 maggio 2009. Le poesie dovranno pervenire entro il termine indicato, mediante raccomandata o posta prioritaria, alla Segreteria del Premio “Agostino Venanzio Reali”, c/o Comune di Sogliano al Rubicone, Piazza della Repubblica 35, 47030 Sogliano al Rubicone (Forlì – Cesena), con l’indicazione sulla busta in stampatello “PREMIO AGOSTINO VENANZIO REALI”.

Sezioni: Il concorso è articolato in una sezione A adulti, in una sezione B giovani che non abbiano compiuto i 21 anni di età alla data di scadenza del bando e in una sezione C giovanissimi riservata agli alunni frequentanti le scuole elementari e medie.
Presentazione dei lavori: gli autori possono partecipare presentando tre poesie inedite, ciascuna non superiore a 40 versi, mai premiate o segnalate in precedenti concorsi alla data di scadenza del bando, in 7 copie, di cui una sola dovrà contenere le proprie generalità (i giovani e giovanissimi dovranno indicare anche la data di nascita). La partecipazione con un numero inferiore o superiore a tre (3) poesie comporta l’esclusione dal premio. Non possono inoltre partecipare al concorso i vincitori dei primi premi dell’edizione precedente.
Quota di partecipazione: € 15 per gli adulti e € 5 per i giovani e i giovanissimi, da versare tramite C/C Postale n. 72276595 intestato a ASSOCIAZIONE CULTURALE AGOSTINO VENANZIO REALI – SOGLIANO, indicando nella causale “Quota Premio di Poesia 2009”. I giovani e i giovanissimi, se parteciperanno al premio tramite la scuola di appartenenza, potranno versare una quota complessiva di € 5,00, indipendentemente dal n. dei partecipanti. Copia della ricevuta del versamento dovrà essere allegata alle poesie presentate, insieme alla domanda di partecipazione nella quale saranno indicati le proprie generalità, il n. di telefono ed eventuale e-mail e la dichiarazione che “le poesie presentate sono inedite, di propria produzione e non sono state oggetto di premiazione o segnalazione in altri concorsi alla data di scadenza del bando”.
La Giuria, il cui giudizio è insindacabile, è così costituita: Bruno Bartoletti (Presidente), Roberta Bertozzi, Narda Fattori, Gianfranco Lauretano, Maria Lenti, Anna Maria Tamburini.
I vincitori e i segnalati saranno avvisati personalmente dalla segreteria del premio.

Premi: per la sezione A adulti 1º premio € 1000,00, 2º premio € 500,00, 3º premio € 250,00; per la sezione B giovani 1º premio € 300,00, 2º premio € 200,00, 3º premio € 100,00; per la sezione C giovanissimi i premi consisteranno in buoni libro. Saranno inoltre riservate sei segnalazioni speciali per ogni sezione. Ai primi tre classificati delle sezioni A adulti e B giovani, oltre ai premi in denaro, saranno assegnate pergamene con profilo critico;, mentre a tutti i vincitori e ai segnalati di tutte le sezioni saranno consegnate pergamene con il risultato conseguito. I poeti premiati e segnalati inoltre saranno ospiti al pranzo nel giorno della premiazione e alla cena nel giorno precedente Le scuole e gli istituti riceveranno una pergamena con attestato di partecipazione. I lavori presentati non saranno restituiti e le poesie premiate verranno raccolte in apposito fascicolo che verrà distribuito gratuitamente.
Premiazione: domenica 20 settembre 2009, alle ore 10.30, nel teatro “Elisabetta Turroni” di Sogliano al Rubicone. I poeti sono tenuti a presenziare alla cerimonia di premiazione. Sono ammesse le deleghe per il ritiro dei premi ad eccezione di quelli in denaro, che verranno, qualora non riscossi personalmente, incamerati per l’edizione successiva. È consentita, su richiesta, la spedizione a loro spese del premio conseguito.
Ai sensi dell’art. 10 della L. 675/96, i dati personali relativi ai partecipanti saranno utilizzati unicamente ai fini del premio. La partecipazione al concorso implica l’accettazione del presente regolamento.
Informazioni: Tel. 0541948656; e-mail: bbartoletti@gmail.com. Il bando integrale e i vincitori sono leggibili sul sito www.comune.sogliano.fc.it e sul sito: www.literary.it, dove verranno esposti in permanenza. Il bando integrale può essere richiesto direttamente alla segreteria del premio.


Alla segreteria del Premio Nazionale
“Agostino Venanzio Reali”
P.zza della Repubblica, 35
47030 – SOGLIANO AL RUBICONE (FC)


Premio Nazionale di Poesia Agostino Venanzio Reali
(da inviare insieme alle liriche e alla copia della ricevuta del versamento)


PARTECIPAZIONE ALLA SEZIONE (fare un crocetta accanto alla sezione di partecipazione):
□ Sez. A – Poesia Adulti
□ Sez. B – Poesia giovani (fino a 21 anni)
□ Sez. C – Poesia giovanissimi (scuole elementari e medie)


Il/La sottoscritto/a …………………………………………………………………………………….,

nato/a a ………………………………..………… il …………………………….. (obbligatorio solo

per i giovani e i giovanissimi) e residente a …………………………...…………..…………………

Via …………………………………………..……………… CAP …………………………..………

Tel ……………………….…………….…… cellulare ………………..…………..…………………

eventuale e-mail ………….…………………………….…………………

CHIEDE

di partecipare al Premio Nazionale di Poesia Agostino Venanzio Reali.

Il/La sottoscritto/a inoltre, a conoscenza di quanto previsto dal “Testo unico sulle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa”, approvato con D.P.R. 28/12/2000 n. 445, in merito alle dichiarazioni sostitutive dell’atto di notorietà, alle norme penali ed alla decadenza dai benefici ottenuti per chi rilascia dichiarazioni mendaci e forma atti falsi o contenenti dati non rispondenti a verità, sotto la propria personale responsabilità,

DICHIARA

che le poesie presentate sono inedite, di propria produzione e non sono state oggetto di premiazione o segnalazione in altri concorsi alla data di scadenza del bando.




Data, ……………………………………….. Il/La sottoscritto/a

……………………………………………

Labirinti a Milano 5 feb

Parole in circolo a Udine 30 gen

Rassegna Parole in circolo
libri, poesia, narrativa

VENERDI' 30 GENNAIO - ORE 21.00

CIRCOLO ARCI MIS(S)KAPPA
VIA BERTALDIA 38
UDINE



OGNI LATITANZA HA IL SUO NOME

Presentazione dei libri

Latitanze <> di Mauro Daltin

e

A ogni cosa il suo nome <> di Francesco Tomada


Introduce

Vincenzo Della Mea (poeta)

Ogni Latitanza ha il suo nome è il titolo di questa serata dove Mauro Daltin presenterà la raccolta di racconti Latitanze (Besa editrice) e Francesco Tomada presenterà il suo libro di poesie A ogni cosa il suo nome (Le Voci della Luna). Il tutto sarà coordinato da Vincenzo Della Mea. Un reading e molte chiacchiere per raccontare un libro di poesie assieme a un libro di narrativa, entrambi freschissimi di stampa.

Mauro Daltin lavora nell’editoria da alcuni anni, ora come responsabile editoriale. Ha fondato la rivista "PaginaZero-Letterature di frontiera". Collabora come autore con il Touring Editore, conduce programmi radiofonici e spesso si diverte a leggere in pubblico. Ha pubblicato il libro L’eretico e il cattolico. Intervista a Elio Bartolini (Kappa Vu) e la raccolta di racconti Latitanze (Besa Editrice). Latitanze è anche un blog: http://latitanze.wordpress.com

Francesco Tomada è nato nel 1966 e vive a Gorizia. I suoi testi sono apparsi su numerose riviste e pubblicazioni in Italia, Slovenia, Canada, Francia, e sono stati tradotti anche in inglese e cinese; è inoltre presente nelle raccolte Frantumi e Intrecci (Sottomondo). L’infanzia vista da qui è la sua prima raccolta, edita nel dicembre 2005. Nel 2008 è uscita la sua seconda raccolta A ogni cosa il suo nome (Le Voci della Luna).

mercoledì 28 gennaio 2009

Gruisti in blog

Cari amici e lettori,
siamo felici di annunciarvi che il 2009 "gruista" si apre con una novità: da oggi è infatti on line il Blog dei redattori de «La Gru».
Attraverso questo nuova finestra, i redattori de «La Gru» condivideranno in maniera più immediata “eventi, manifestazioni, fatti, incontri, iniziative, segnalazioni, opere, atti, parole, voci, colori etc.”.
Buone letture!

http://www.lagrublog.blogspot.com

I redattori de "La Gru"

Assiri a Roma 19 feb

È uscito Il rosaio d'inverno di Roberta Borsani




scheda del libro qui

€ 10,00 pp. 80 (Sia cosa che)
ISBN 978-88-95139-55-5

«In uno degli ultimi testi de Il rosaio d’inverno, Roberta Borsani afferma che solo “chi scalza una volta / ha marciato sui fiori / sovrana” può osare il chiedere a Dio la salvezza.
Un verso azzardato, irrispettoso? Non so. Io sono sempre più propenso a credere che chi abbia provato il contatto diretto col manto della terra sente di poter persino parlare con
gli angeli. Il poeta, in fondo, non è colui che cammina, scalzo, fra i fiori e le spine della realtà, sull’erba delle proprie parole?
In punta di piedi, magari, come Roberta in questa sua splendida raccolta d’esordio.» (dalla Prefazione di Fabio Franzin)

Roberta Borsani è nata nel 1959 in provinci di Milano, dove vive e lavora come insegnante di lettere in una scuola superiore. Negli anni ha coltivato l’amore per la
poesia e lo studio del simbolismo nelle sue diverse dimensioni interpretative (folclore, psicologia del profondo, fenomenologia religiosa). La sua ricerca è orientata a rivelare il sostrato mitico da cui scaturisce la parola poetica. Questa è la sua prima raccolta.

martedì 27 gennaio 2009

Su Carminasincronici di Sebastiano Adernò

recensione di Vincenzo D'Alessio

La voce di Sebastiano Adernò, inclusa nell’ Antologia Storie e versi pubblicata da FaraEditore a conclusione del concorso Pubblica con noi 2008, è racchiusa nella raccolta Carminasincronici. Quanta dolcezza compare nei carmina amatoria è noto al grande pubblico per quei Carmina Burana scritti nel XII secolo e tramandati nel corso dei secoli successivi dalla più nobile Letteratura. Questi “sincronismi” poetici del Nostro autore sicano non sono da meno nell’accentazione conferita a un verso corto, svelto, musicale. Una raccolta matura, colma di immagini, che conferisce agli occhi “il peso” del ricordo, del confronto con “la notte” (pag. 186) .
“il tramonto da questa stazione del sud / (…) / perché ora, mentre dal treno/ scorre il paesaggio/ col peso sugli occhi / delle tue ultime parole / sovrimpressiono sentimenti sul finestrino/ (…) / e mi sfugge il presente / nel sentire questo andare avanti” (pag. 186) Sono tra i più bei versi dell’intera raccolta. Sono la poesia vera che sale nel cuore con la passione del sangue e nella mente con la forza del Paesaggio (interno ed esterno). In aiuto vengono i versi di un poeta tanto caro del quale “la forza degli occhi” è stata l’eredità più grande lasciata alla Poesia degli Ermetici. Parlo del nostro conterraneo Alfonso Gatto, di cui si celebra il primo centenario della nascita quest’anno, che bene ha sottolineato questa forza “meridionale” solare che gli occhi della Poesia hanno per il mondo degli Uomini: «Il paesaggio “rapito all’atto del vedere” è diventato “quello che si aspetta / di vedere per caso aprendo gli occhi”: un paesaggio dentro l’uomo.» (Intro: alla raccolta Rime di viaggio per la terra dipinta (A. Gatto, Mondadori, 1969).
L’amore permea l’intera raccolta. Le parole emergenti: pozzo, luna, chiodi, fanno da sfondo alle metafore ancorate alla civiltà contadina e alla Natura nella sua veste pura di madre “userei il tuo profilo / per fendere la terra” (pag. 173) – “allargo il palmo della mano / ora che il vento ci trattiene per i capelli” (pag. 175) – “e poi che la foglia / intercede sul dorso presso ogni sole” (pag. 200). Questa è poesia che nutre lo spirito di ogni lettore, si ancòra alla tradizione degli Autori siciliani, ne trasfonde l’armonia che governa “settembre”, il mese caro a tanti poeti (oggi anche di più), “perché / gli acini rilascino lo zucchero” (pag. 200) . Versi omogenei, di una poetica magmatica, saturi “di una profonda inquietudine dell’io” (Massimo Pasqualone), come quel vulcano isolano che tanto ha affascinato la Letteratura di ogni epoca. Un viaggiatore assetato di luce, questo è Adernò, che concede a noi tutto l’entusiasmo della lettura e l’asprezza nel tenerci avvinti alla sua poematica quando ci indica: “m’indistingue d’essere stato parte / di una qualsiasi felicità” (pag. 200).

Gennaio, 2009

La sede dell'estro raccolta postuma di Antonio D'Alessio


Viene presentata il 27 febbraio 2009 a Solofra (AV) (clicca qui sotto sulla locandina)

su Antonio D'Alessio v. anche:

farapoesia.blogspot.com/2009/01/il-poeta-della-vita.html

farapoesia.blogspot.com/2008/10/per-il-trigesimo-di-antonio-dalessio.html

farapoesia.blogspot.com/2008/09/per-antonio-dalessio-da-suo-padre.html




lunedì 26 gennaio 2009

News da Maria Di Lorenzo

Carissimi amici e amiche,

con la prima newsletter del nuovo anno vi segnalo anzitutto l'uscita della rivista In Purissimo Azzurro con molti splendidi servizi di cui vi raccomando la lettura, che potete trovare andando sul web all'indirizzo www.inpurissimoazzurro.info .

Nel mensile "Madre di Dio" questo mese leggete un mio articolo sulle figure di Zelia Guerin e Luigi Martin, genitori di santa Teresa di Lisieux, recentemente saliti agli onori degli altari, due personaggi di profondo fascino e spiritualita': Piu' degni del cielo che della terra .

C'e' una interessante recensione, firmata da Elisabetta Modena, sul mio romanzo La sera si fa sera, che vi segnalo. La potete leggere per intero sul Blog dei Giovani .

Per restare in Sicilia, dove il mio romanzo d'esordio - come molti di voi sanno - e' ambientato, vi segnalo un mio articolo sull'arte fotografica di Giuseppe Tornatore, raccolta nel bel volume edito da Sellerio 'Opera Prima'. La fotografia e' stata il primo approdo artistico di Tornatore, ma non e' affatto marginale nella sua dimensione di artista. Nei suoi scatti c'e' tutta una Sicilia ingenua e ieratica che si mette in posa. Per leggere le mie considerazioni seguite questo link http://www.mariadilorenzo.net/tornatore.htm .

Ho appena terminato di leggere, o meglio di "divorare", un romanzo veramente fantastico sul mondo dell'arte, sulla vita e sull'arte che si fondono e si confondono, splendidamente fuse insieme, come sulla tavolozza di un pittore. Il romanzo si intitola Colori spezzati, l'autrice e' Michele Zackheim (edizioni e/o). Prossimamente leggerete una presentazione firmata da me su In Purissimo Azzurro. Intanto ve ne raccomando caldamente la lettura, perche' e' un testo profondo, emozionante, poetico, scritto davvero benissimo. Oggi poi comincio a leggere Tu non dici parole, il romanzo d'esordio di Simona Lo Iacono, di cui vi parlero' piu' diffusamente la prossima volta, ma che fareste bene fin da ora a non lasciarvi scappare (lo pubblica Giulio Perrone Editore).

E' tutto. spero di aver soddisfatto un po' le vostre curiosita' anche sulle mie letture, perche' alcuni di voi mi scrivono per sapere cosa leggo, cosa sto leggendo in particolare in questo momento, e se un libro mi sembra bello oppure no. Grazie per la vostra costante e affettuosa attenzione.

A tutti voi, carissimi amici e amiche, un saluto e un augurio. A presto!

Maria Di Lorenzo

martedì 20 gennaio 2009

Su L'intrico e i serpenti di Erminia Daeder

recensione di Vincenzo D'Alessio

L’antologia che reca questo titolo Storie e versi raccoglie l’esito del concorso indetto, dalla casa editrice Fara di Rimini, annualmente e che porta alla conoscenza del più vasto pubblico di lettori e radio ascoltatori (Radio Alma di Daniela Terrile) le poesie, le storie, i racconti di tanti autori che, ciascuno per il luogo dove vive e per l’esistenza condotta, hanno pubblicato in proprio o limitatamente collaborato a varie opere omnia.
L’occasione è confortante: non sono molti, gli autori, che trovano il tempo e le risorse economiche per frequentare luoghi e incontri letterari, università, biblioteche,autori con maggiore esperienza: spesso l’unico confronto resta l’epistola cartacea o e-mail. Uno squarcio sincero, poetico, lo ha realizzato la postfazione di Massimo PASQUALONE sul tema di cui parliamo: “La solitudine del profeta, la solitudine del poeta” a pag. 237 e seguenti: bella e profonda. Restituisce alla Poesia l’energia che spesso non troviamo nei poeti di questi anni “la verve filosofica” indispensabile per fare del verso, il verso poetico.
A proposito della raccolta L’intrico e i serpenti di Erminia DAEDER, lo stesso PASQUALONE scrive: “Nella raccolta sono dosate in modo sapiente le figure di suono e di significato, (…) arricchita com’è da preziosi correlativi oggettivi di eliotiana memoria” (pag. 72). Ascoltando i versi della DAEDER: “Brulichio luminoso nel letto./ Il morso del vento/ nella camera sul mare.” (pag. 60) sono andato per un momento a risentire i versi di T.S. Eliot: “Laggiù un albero ondeggia/ E voci vi sono/ nel cantare del vento/ Più distanti e più solenni/ Di una stella che si spegne” (da: Gli uomini vuoti). Ho assaporato nella raccolta di Erminia un retrogusto amaro di improvvisa sofferenza per quei verbi posti a sfidare il lettore: "Cercavo, Sapevo, Ti sciolgo, Sorteggi, Veglio”. Ogni verso è una provocazione all’inseguimento di una linfa che nasce dalla terra, dalla natura, dal sangue, e promana una forza negli eventi sul mare, nel vento, sull’ambiente,sulla umanità.
Poesia matura legata a percorsi di fedeltà agli studi intrapresi nell’adolescenza. Arricchiti dalla frequentazione costante di poeti e poetesse contemporanee. Consacrata ad una scrittura che si pone: “Fra passato e presente si dipana la storia, una storia intricata, di partenze, di strappi e di lacerazioni” (Antonella PIZZO). Così l’emigrazione, l’Amore, la sessualità, la lacerazione con l’ambiente circostante: “Come amore sei, come amore scompari, morte”(pag. 66). E ancora: “la bellezza del viandante che si ciba di vento” (pag. 67). Il rancore sorge e si riversa nelle poesie contro “i serpenti” e contro “l’intrico” dell’esistenza. Versi scabri, nudi, arricchiti da una mano sapiente alla ricerca di una “fede”/ “ostia” d’immortalità.
Ci piace concludere con la visione di un autore del Novecento così drammatico e nel contempo scrittore capace di “catturare” l’attenzione del lettore: “L’esistenza è una condanna senza appello e senza riscatto; niente vi è da fare contro di essa; ed è forse la nostra speranza soltanto, il nostro bisogno di riprender fiato come dall’acuto dolore di una ferita, che ha immaginato uno stato altro dell’esistere, un nulla” (Tommaso LANDOLFI, scelto da Italo CALVINO, 1982).

Gennaio, 2009

Poesia/Poesie a Schio (VI) gen-apr 2009



lunedì 19 gennaio 2009

Solchi e Nodi finalista al Ceppo 2009!



Complimenti a Caterina Camporesi e in bocca al lupo! Qui sotto il comunicato di Benedetta Livi, Segreteria Accademia del Ceppo



Gentili editori,
è con piacere che vi comunico che sabato scorso 17 gennaio la giuria del Premio Ceppo ha espresso una prima rosa di dieci concorrenti finalisti per la 53° edizione del Premio.
Vi invio l'elenco, in attesa che le informazioni siano disponibili sul nostro sito (www.accademiadelceppo.it):

Roberto Bartoli “Sull’Ara del mondo” ed. Effige;
Carlo Carabba “ Gli anni della pioggia” ed. PeQuod;
Lorenzo Carlucci “La Comunità Assoluta” ed.Lampi di Stampa;
Caterina Camporesi Solchi e Nodi Fara editore;
Maurizio Cucchi “Jeanne d’Arc e il suo doppio” ed. Guanda;
Gianni D’Elia “Trovatori” Ed. Einaudi;
Andrea Di Consoli “La navigazione del Po” ed. Aragno;
Emilio Rentocchini, “Del perfetto amore” ed.Donzelli
Valentino Ronchi “Canzoni di bella vita” ed. Lampi di stampa;
Mario Santagostini “Versi del Malanimo” Mondadori;

Ringraziamo tutti per la partecipazione al collaborazione finora dimostrata.
I nomi dei tre poeti finalisti saranno resi noti prima del 15 febbario.
Un cordiale saluto a tutti.


Gli indirizzi ai quali mandiamo la comunicazione sono selezionati e verificati, ma può succedere che il messaggio pervenga anche a persone non interessate. In caso ci scusiamo e vi preghiamo di rispondere a questo stesso messaggio specificando l’indirizzo mail che volete venga cancellato dalla nostra mailing list.


Premio Le Muse - Pisa

Centro Culturale "LE MUSE"

Premio Letterario Nazionale
di Poesia e Narrativa
"Le Muse - Pisa 2000"
X Edizione
* * *
ROYAL VICTORIA HOTEL
Lungarno Pacinotti 12
56100 – PISA

Il Premio è costituito dalle seguenti sezioni:

SEZIONE A – POESIA Edita
Sono ammessi i volumi editi negli ultimi 3 anni. Inviare n. 4 copie all’indirizzo indicato nel regolamento. Su foglio a parte inserire le generalità dell'autore, l’indirizzo e il telefono.

SEZIONE B – NARRATIVA Inedita
Si partecipa con un racconto inedito. Inviare n. 5 copie alla sede del Premio. Ciascun racconto non potrà superare le 4 cartelle dattiloscritte (8000 battute, spazi compresi). Su foglio a parte inserire le generalità dell'autore, l’indirizzo e il telefono.

SEZIONE C - Poesia e Narrativa Giovani
Dai 14 ai 18 anni
I ragazzi possono partecipare: con un massimo di tre poesie non superiori ai 30 versi, o con un racconto non superiore alle tre cartelle, o con un articolo giornalistico non superiore alle tre cartelle.
Su foglio a parte inserire le generalità dell'autore, l’indirizzo e il telefono. Dovranno essere inviate n. 5 copie, all’indirizzo indicato nel regolamento.

TERMINI DI PRESENTAZIONE:
31 Gennaio 2009 - per la sezione A
28 Febbraio 2009 - per la Sezione B e C


REGOLAMENTO
• Le opere dovranno essere inviate al seguente indirizzo: PREMIO LETTERARIO LE MUSE C/O STUDIO AVV. LUCIFERO LUNGARNO SONNINO N. 3 – 56100 PISA.
• La quota di partecipazione è di euro 20,00 per ciascuna delle sezioni.
• La quota dovrà pervenire, tramite assegno bancario o vaglia postale, o bonifico bancario codice IBAN IT 98 I 03069 14000 100000004202 intestato a "PREMIO LETTERARIO LE MUSE", da inserire nella busta di spedizione insieme alle opere (in caso di vaglia o bonifico inserire la fotocopia della ricevuta del versamento rilasciata dall’ufficio postale o dalla banca).
• Per chi partecipa con più di un volume di poesie o con più di un racconto, la quota successiva alla prima è di euro 10,00.
• La partecipazione alla sezione C (giovani) è gratuita.
• E' ammessa la partecipazione a più sezioni con relativo versamento della quota.
• Il Giudizio della Giuria è inappellabile e insindacabile.
• Le opere dovranno essere presentate esclusivamente in lingua italiana. Non sono ammesse opere in vernacolo o altre forme dialettali.
• Il tema delle opere presentate è libero.
• Non si può partecipare con la stessa opera a più di una edizione.
• Le opere non saranno restituite e potranno essere utilizzate per la pubblicazione di una antologia o per altre finalità (donazioni a Enti Pubblici o benefici).
• I premi non ritirati dal vincitore o da un suo delegato durante la Premiazione resteranno al Premio Letterario.
• Per ogni controversia è competente il Foro di Pisa.
• Per qualsiasi informazione rivolgersi alla Segretaria del Premio sig.ra Selene Tosetto tel. 347/9766821 dalle ore 9 alle ore 13 dal lunedì al venerdì (e-mail info@premioletterariolemuse.net), sito www.premioletterariolemuse.net



PREMI
• I° premio sezione A - Assegno di euro 1.250,00, Targa personalizzata e Attestato di merito
• I° premio sezione B - Assegno di euro 750,00, Targa personalizzata e Attestato di merito
• I° Premio sezione C - Assegno di euro 150,00, Targa personalizzata e Attestato di merito per ciascuna delle sottosezioni.
• II° e III° premio sezioni A, B, Attestato di merito, Targa personalizzata e dono.
• II° e III° premio sezione C: Attestato di merito, Targa personalizzata e una raccolta di opere di narrativa o poesia, per ciascuna delle sottosezioni.
• Segnalazioni d'onore sezioni A, B, C, Targa personalizzata e Attestato di merito, per ciascuna delle tre sottosezioni.

* * *
PREMI SPECIALI
• Trofeo del Presidente della Repubblica per un’opera partecipante alle Sezioni sopra elencate, con argomento inerente ai "Valori della Repubblica" o, a discrezione della Giuria, come Premio alla carriera a cui viene attribuito anche un Premio di euro 1.000,00.

• Trofeo del Comune di Pisa, a discrezione della Giuria.

• Trofeo del Giornale "La Nazione", a discrezione della Giuria.

• Trofeo del Giornale "Il Tirreno" per opere in stile giornalistico o a discrezione della Giuria.

I premi non sono cumulabili

PREMIO FUORI CONCORSO
È previsto un Premio fuori concorso, consistente in una Targa d'Argento che verrà consegnata a una personalità della città di Pisa che si sia distinta nel campo della Letteratura, della Scienza, dello Spettacolo, dell'Arte o del Giornalismo.

CERIMONIA DI PREMIAZIONE
La Cerimonia di Premiazione si svolgerà alla presenza degli interessati e delle Autorità cittadine presso la Sala delle Baleari del Comune di Pisa.
I partecipanti riceveranno un invito personale.
I vincitori saranno avvertiti con una lettera, previa comunicazione telefonica da parte della Segreteria.

GIURIA DEL PREMIO

Presidente Fondatrice - Dr. Patrizia Guajana

Presidente del Premio - Avv. Alfredo Lucifero

Presidente della Giuria - Prof. Alberto Casadei

Membri
Avv. Alfredo Lucifero, Dr. Alessandra Pesante, Prof. Marco Giaconi , Dott. Agostino Agostini Venerosi, Prof. Gabriella Garzella, Dr. Aldo Gaggini , Prof. Mariapia Costagli, Dr. Massimiliana De Vecchi, Sig.ra Nicole Ambrogi, Dr. Patrizia Guajana, Prof. Valeria Cecconi (Responsabile Sezione Giovani)

Il destino su Report On Line

www.reportonline.it

Il Destino Immobile - di Leela Marampudi (Fara Editore)
di Luigi Ciamburro Pagina Stampabile Invia questo Articolo ad un Amico Una poesia tratta dal libro

L' aquila danza
con un fantasma
tra colpi di tuono......


L' aquila danza
con un fantasma
tra colpi di tuono

il suono di nebbia
piange perdono

cerca la rosa
che tiene nel becco

le han dato una missione
ma non la direzione

Il destino immobile - Mary Leela PeverelliIl destino immobile - Mary Leela Marampudi Peverelli






Questa poesia è tratta da Il destino immobile (FARA EDITORE, 2008, pagg. 72, 10euro) di Leela Marmpudi, nata a Bhimavaram (india) nel 1975.

Dopo essere stata adottata vive attualmente in provincia di Como con il marito. Diplomata in grafica e illustrazione, inizia a lavorare come web designer, per continuare come operatrice al montaggio video.

Con l' appellativo artistico di Leela Marampudi ha composto, in passato, un racconto intitolato "Kamala", selezionato al primo concorso "Lo sguardo dell' altro", inserito nell' omonima antologia e del romanzo "Mal bianco" (Fara Editore, 2006).


Report On Line
L'informazione (che) aiuta la vita

Vincitori Scrittura amorosa 2009

La giuria di Kolibris, presieduta da Milo De Angelis e composta da Fabiano Alborghetti, Luca Ariano, Alessandro Assiri e Maria Rita Stefanini ha decretato i vincitori del Concorso di scrittura "L'amore è un cane che viene dall'inferno", promosso dal Comune di Bellaria e dalla Casa Editrice Kolibris

www.edizionikolibris.eu/Concorso

Ho accettato con gioia l’invito di Chiara De Luca a presiedere questo Premio. Per la serietà, innanzitutto, di chi l’organizza e per il valore della Giuria. E poi mi piaceva tornare a Bellaria, luogo leggendario delle mie estati di bambino. La lettura dei testi conferma la buona impressione di partenza. Trovo le parole di poeti che conosco: i limpidi stupori di Paola Loreto, la percezione del gelo di Sergio Rotino, l’inquietudine interrogante di Gianluca Chierici, l’assorta brevità di Caterina Camporesi, lo slancio spirituale di Alessandro Ramberti e altre cose significative sparse qua e là negli altri partecipanti. E ora aspetto il momento della Premiazione per ritrovare, insieme agli antichi luoghi, i poeti amici e i loro versi nell’emozione di un incontro.

Milo De Angelis



VINCITORI sezione A, poesia

1) Paola Loreto
2) Sergio Rotino
3) Caterina Camporesi
4) Gianluca Chierici
5) Alessandro Ramberti


SEGNALATI

Simone Molinaroli, Carla de Angelis, Narda Fattori, Stefano Leoni


MENZIONE DELLA GIURIA

Marco Carbone, Giovanni Catalano, Gianluca D'Andrea, Claudio Pagelli



a giuria ha invece deciso di non assegnare i premi per la sezione b) racconto breve e c) poesia via sms, in quanto gli elaborati pervenuti in redazione non sono risultati qualitativamente sufficienti

I miei vivissimi complimenti vanno ai vincitori e segnalati

Un grazie a tutti i partecipanti per l'invio delle loro opere e per la collaborazione

La mia stima e gratitudine al Presidente Milo De Angelis, a Luca Ariano e Fabiano Alborghetti, ad Alessandro Assiri e Maria Rita Stefanini per il loro entusiasmo e la serietà con cui hanno svolto questo impegnativo lavoro



Chiara De Luca

Edizioni Kolibris
Via Pellegrino Matteucci 14
40137, Bologna (Italy)
tel. 3349528275/3389212988
www.edizionikolibris.eu
www.chiaradeluca.com

Premio “CONTEMPORANEI D’AUTORE” 31-3-09

L’ASSOCIAZIONE CULTURALE ARTISTI RIUNITI

costituita da Artisti ( poeti, narratori, scultori, pittori) provenienti da varie regioni d’Italia,

promuove la prima edizione del Concorso Internazionale di Poesia “Contemporanei D’Autore” aperto a tutti, anche ad autori stranieri purché le opere presentate siano in lingua italiana

TERMINE DI CONSEGNA: 31/03/2009 (farà fede il timbro postale)

.

ART. 1 Il Concorso è articolato in un’unica sezione: POESIA INEDITA A TEMA LIBERO

Ogni concorrente potrà partecipare con una sola poesia, a tema libero, di non più di 50 versi.

Il testo deve essere in lingua italiana.

ART. 2 - Tutela dei dati personali. In relazione a quanto sancito dal D.L. 30 giugno 2003 n°196 “Codice in materia di protezione dei dati personali”, si dichiara quanto segue:

Ai sensi dell’art. 7-11-13-25: il trattamento dei dati personali dei partecipanti, fatti salvi i diritti di cui all’art. 7, è finalizzato unicamente alla gestione del premio. Tali dati non saranno comunicati o diffusi a terzi a qualsiasi titolo.

Ai sensi dell’Art. 23: con l’invio degli elaborati con i quali si partecipa al concorso allegare il consenso scritto espresso dall’interessato al trattamento dei dati personali.

ART. 3 - Ogni concorrente dovrà inviare cinque copie dattiloscritte dell’opera, di cui quattro anonime ed una corredata dei dati anagrafici completi di indirizzo, numero di telefono e/o cellulare ed eventuale indirizzo e-mail di posta elettronica. In calce alla stessa, il concorrente dovrà apporre la seguente dichiarazione autografa:

“Dichiaro che l’opera presentata a codesto Concorso è di mia personale creazione, inedita, mai premiata ai primi tre posti in altri Concorsi”,

La copia completa di dati personali e dichiarazione, dovrà essere inserita in piccola busta chiusa da porre all’interno del plico da inviare. Questo per garantire il totale anonimato delle opere da valutare.

ART. 4 - Gli elaborati saranno sottoposti alla valutazione di una Giuria Tecnica, formata da persone qualificate ed impegnate nel campo della letteratura e delle arti e di una Giuria Popolare. I nomi dei componenti di entrambe le giurie il cui giudizio è insindacabile, saranno resi noti il giorno della premiazione.

Alla Giuria Tecnica spetta il compito di stilare la graduatoria finale dei 10 vincitori del Premio

“Contemporanei D’Autore 2009” dal 10° al 1° posto senza ex-aequo.

Dovrà inoltre pronunciarsi sui casi controversi e su quanto non espressamente previsto dal presente regolamento.

Alla Giuria Popolare, spetta altresì il compito ( dopo avere ascoltato in forma estemporanea ed anonima, durante la Cerimonia di premiazione le 10 poesie premiate dalla giuria tecnica), di decretare il vincitore del premio

“Giuria Popolare 2009

La partecipazione al Concorso implica l’accettazione del presente bando in ogni sua parte, presupponendone la conoscenza da parte dei partecipanti. Gli elaborati non saranno restituiti.

La busta dovrà essere inviata a:

1^ Concorso Internazionale di poesia

“Contemporanei D’Autore” c/o

Associazione Culturale “Artisti Riuniti”

Via Po n. 59 - 73100 Lecce - Italia

ART. 5 - E’ prevista una quota di partecipazione di euro 10 a parziale rimborso delle spese di segreteria sostenute. Il pagamento di tale quota potrà essere effettuato in contanti e inserito direttamente nella busta contenente gli elaborati. In alternativa si potranno utilizzare le seguenti forme di pagamento: Vaglia postale o assegno bancario (recante la dicitura “non trasferibile”), intestati a: Massimo Di Lecce Via Po, 59 – Lecce o con ricarica postepay effettuando il versamento sulla carta 4023 6004 5765 4442 intestata al medesimo.

ART. 6 - Premiazione. Ai vincitori verranno assegnati i seguenti premi:

classificato TROFEO CONTEMPORANEI D’AUTORE

classificato COPPA e diploma personalizzato su artistica pergamena;

classificato COPPA e diploma personalizzato su artistica pergamena;

Numero 3 (tre) Menzioni d’Onore con TARGA e diploma personalizzato

Numero 4 (quattro) Menzioni di Merito con MEDAGLIA e diploma personalizzato

Premio speciale “Trofeo Giuria Popolare”

La Cerimonia di Premiazione avrà luogo a Lecce in data da destinarsi alla presenza del mondo istituzionale, della cultura e dell’associazionismo.

Ai vincitori sarà data tempestiva comunicazione a mezzo posta prioritaria, telefono o eventuale indirizzo e-mail di posta elettronica.

Se impossibilitati a presenziare alla cerimonia di premiazione, gli autori classificati ai primi 4 posti, dovranno comunicare il nominativo di un delegato al ritiro del premio conseguito.

Anche per gli altri premi, saranno ammessi delegati al ritiro, previa comunicazione.

Per ogni eventuale comunicazione o chiarimento relativo alle modalità di partecipazione al Concorso, telefonare al n. 393 4955662 e-mail: info@artistiriuniti.com

Il Presidente dell’Associazione Artisti Riuniti

Prof. Baldassarre Nino (pittore)

Coordinatore tecnico:Massimo Di Lecce, pittore – Lecce.

Coordinatrice Artistica: Gabriella Manzini, poetessa – Vignola (Mo).

Collaboratrice esterna: Federica Sciandivasci, poetessa – Roma:

Eventuali successivi comunicati relativi al Premio, saranno pubblicati anche sui siti:

www.artistiriuniti.com

www.massimodilecce.altervista.org

www.la-poesia-di-gabriella.it

www.sciandivasci.it

venerdì 16 gennaio 2009

INCONTRI DI POESIA DEL GALETER 2009



ciao a tutti,
visto l'interesse e il successo degli incontri del 2008 mi pareva ovvio continuare anche in questo nuovo anno. Contrariamente a quanto mi aspettavo, gli incontri di poesia hanno suscitato più interesse di quelli dedicati alla narrativa. Finalmente, dico io, perché la voce dei poeti contemporanei viene spesso snobbata, e proprio perché mi è parso che non sia il caso del Galeter, per il 2009 ho deciso di puntare sui reading di poesia, che si svolgeranno ogni tre settimane.. Ovviamente ci saranno ancora anche gli incontri di narrativa, non preoccupatevi.
E così, mentre vi allego il volantino della serata di apertura che vedrà protagonista IGOR COSTANZO, sperando di invogliarvi, vi anticipo, senza però svelarvi troppe sorprese, alcuni di quei poeti che verranno ad esibirsi, così che possiate andare a documentarvi e curiosare i loro testi in rete o in libreria.
Manuela Pecorari, Pamela Amighini, Dana Drunk, Fabio Barcellandi e Giovanni Peli li trovate su myspace. Passerà al galeter anche l' ENDURING POETRY di Simone Molinaroli e David Napolitano, che negli ultimi anni ha girato tutta Italia; l'ESILIO DI SICUREZZA di Antonio Bianchetti, Claudio Stanardi e Massimo Isola, che ha raggiunto pure la Svizzera. Ci saranno Odilia Liuzzi e Alexandra Petrova. E ci sarà... beh, credo sia sufficiente per ora, no? Altre sorprese le troverete leggendo i volantini dedicati al singolo evento.

un saluto a tutti.
Andrea Garbin

giovedì 15 gennaio 2009

Inediti di Domenico Lombardini

segnalo i testi in

rebstein.wordpress.com/2009/01/15/soggettive-testi-inediti-di-domenico-lombardini/

buona giornata

dl

mercoledì 14 gennaio 2009

Assiri in Trentino!




Venerdì 30 gennaio 2009 alle ore 20.00

All’Osteria Alla Corte dei Toldi

di Terzolas

Alessandro Assiri


Presenta Sui passi per non rimanere

di Chiara de Luca e Alessandro Assiri (Fara Editore)

sito bersonale www.lettereanessuno.splinder.com

Premio Convivio 30-5-2009

Premio Internazionale Poesia, Prosa e Arti figurative
e Premio teatrale Angelo Musco
Il Convivio 2009

L’Accademia Internazionale Il Convivio, con la sponsorizzazione e la collaborazione del Comune di Giardini Naxos, (Assessorato alla Cultura) bandisce l’nona edizione del Premio Il Convivio 2009, Poesia, prosa e arti figurative e La quarta edizione del Premio Teatrale Angelo Musco, cui possono partecipare poeti e artisti sia italiani che stranieri con opere scritte nella propria lingua o nel proprio dialetto (se in dialetto è richiesta una traduzione nella corrispettiva lingua nazionale). Per i partecipanti che non sono di lingua neolatina è da aggiungere una traduzione italiana, francese, spagnola o portoghese.

Premio Poesia prosa e arti figurative
È diviso in 6 sezioni:
1) Una poesia inedita a tema libero in qualunque lingua (compresi i dialetti, ma con traduzione nella corrispondente lingua neolatina)
2) Poesia a tema libero in lingua dialettale, con traduzione italiana o nella lingua nazionale corrispondente.
3) Silloge di poesie inedite, con almeno 20 liriche, fascicolate e spillate (diversamente le opere saranno escluse).
4) Un racconto inedito di massimo 6 pagine (spaziatura 1,5).
5) Libro edito a partire dal 1998 nelle sezioni: 1) poesia 2) romanzo 3) saggio (Per tutte e tre le sezioni del libro edito non si può partecipare con volumi già presentati nelle edizioni precedenti del Premio Il Convivio).
6) Pittura e scultura: si partecipa inviando una foto chiara e leggibile di un’opera pittorica o scultorea.

Premio Teatrale Angelo Musco
È diviso in 3 sezioni: 1) Opera teatrale inedita in dialetto siciliano.
2) Opera teatrale inedita in qualunque lingua (anche dialettale, ma con traduzione italiana).
3) Opera teatrale edita in qualunque lingua o dialetto.

Scadenza per entrambi i premi: 30 maggio 2009.
Giuria: Presidente onorario prof. Giorgio Barberi Squarotti.
Premiazione: Giardini Naxos (ME), presso l’Hotel Assinos: 18 ottobre 2009.
Si può partecipare a più sezioni, ma con una sola opera per sezione, dichiarata di propria esclusiva creazione. Gli elaborati vanno inviati in cinque copie, di cui una con generalità, indirizzo e numero telefonico, alla Redazione de Il Convivio: Premio Poesia, Prosa e Arti figurative, Via Pietramarina Verzella, 66 - 95012 Castiglione di Sicilia (CT) - Italia. Si raccomanda di allegare un breve curriculum. I vincitori saranno avvertiti per tempo. Il verdetto della giuria, resa nota all’atto della premiazione, è insindacabile. Ai vincitori e ai partecipanti sarà data comunicazione personale dell’esito del premio. I premi devono essere ritirati personalmente. L’Accademia si riserva la possibilità di pubblicare gli elaborati inediti sulla rivista Il Convivio e, dopo averli selezionati, eventualmente inserirli sull’antologia dei premi Il Convivio 2009.

Premi: Trofeo il Convivio, coppe, targhe e diplomi.
La partecipazione al concorso è gratuita per i soci* dell’Accademia Il Convivio. È richiesto invece da parte dei non soci, per spese di segreteria, un contributo complessivo di euro 10,00 per tutte le sezioni (o moneta estera corrispondente) da inviare in contanti.
Tutela dei dati personali: Ai sensi del D.Lgs. 196/2003 “Tutela delle persone rispetto al trattamento dei dati personali” l’organizzazione dichiara che il trattamento dei dati dei partecipanti al concorso è finalizzato unicamente alla gestione del premio; dichiara inoltre che con l’invio dei materiali letterari partecipanti al concorso l’interessato acconsente al trattamento dei dati personali.
Per ulteriori informazioni scrivere o telefonare alla Segreteria del Premio, Via Pietramarina Verzella, 66 - 95012 Castiglione di Sicilia (CT) Italia, tel. 0942-986036, cell. 333-1794694, e-mail: angelo.manitta@tin.it.; enzaconti@ilconvivio.org . È possibile anche consultare il sito: www.ilconvivio.org
Il presidente del Premio
Angelo Manitta

* Associarsi all’Accademia Internazionale Il Convivio è semplice. È sufficiente versare la quota associativa annua di euro 30,00 (adulti), euro 25,00 (per associazioni culturali, giovani e ragazzi), sul Conto Corrente Postale n. 12939971 o tramite assegno circolare non trasferibile, oppure vaglia postale o vaglia internazionale (giro postal internacional, mandat postal) intestati a Conti Vincenza, Via Pietramarina Verzella, 66 95012 Castiglione di Sicilia (CT) Italia. Dagli altri stati europei: euro 40,00. Dagli altri continenti: € 50,00 o equivalente in altre monete. Il Socio ha la possibilità di: 1) ricevere gratis 4 numeri della rivista Il Convivio di pagine 108, formato A4, con copertina a colori; 2) avere inserita (a richiesta) sulla rivista durante l’anno una poesia o una recensione, o un breve racconto, o un quadro in bianco e nero e un articolo sulla personalità dell’artista; 3) partecipare gratuitamente ai concorsi banditi dall’Accademia; 4) essere inseriti su Internet con poesia o pittura e breve curriculum; 5) partecipare alle attività del gruppo.

Angelo Manitta
email: angelo.manitta@tin.it
Web: www.ilconvivio.org
Accademia Internazionale Il Convivio
Via Pietramarina, 66
95012 Castiglione di Sicilia (CT)
Phone: (+39) 0942/986036
Fax: (+39) 0942/986036

martedì 13 gennaio 2009

Sulle antologie poetiche

Cari amici,
mi permetto di disturbarvi per segnalarvi un interessantissimo
saggio sulle antologie poetiche e sulle autopubblicazioni:
http://enricocerquiglini.splinder.com

Mi piacerebbe che interveniste numerosi con commenti e contributi.
Un caro
saluto
Enrico Cerquiglini

Su Falsomagro di Monia Gaita

Guida Editore, Napoli, 2008, pagg. 138

nota critica di Antonietta Gnerre

In Falsomagro, si evidenziano con particolare chiarezza le multiformi architetture che caratterizzano il pensiero poetico di Monia Gaita. Pagine dopo pagine l’Autrice costruisce con un ritmo avvolgente e con inappagata curiositas un percorso che solo in apparenza sembra un labirinto. Un tessuto in evoluzione caratterizza le giunture nascoste che custodiscono suoni e ritmi, sogni e verità – “Porta il broncio quest’ora/ in cui la solitudine/ dènsa più di colostro/ ha una camìcianòtte/ aspra di cicatrice/ d’invadènza” – ma anche respiri impauriti – “Pigiati come sardine/ elàstici di collant/ i miei pensieri” – che hanno bisogno di presentarsi al mondo attraverso una comunicazione mostrata con delicate trasparenze ed assottigliate ricerche. Una poesia che ci incuriosisce e ci sfida irresistibilmente mediante tagli secchi e asciutti che non congelano la mente. Pertanto, c’è molto da riflettere sulla scelta delle parole, perché in Gaita questa scelta è tracciata come una sorta di meditazione o/e di spiritus phantasticus che getta nei risvolti segreti e sotterranei quella sapienza che cristallizza l’anima nel verso “Con moltèplici giri/ bronzi monetifòrmi/ dolciastri di glicina/ di coraggio” oppure “Sulle gambute gru/ del desidèrio/ la pura lana garantita/ gustosa di stracchino/ larga come tinozza/ del formale”. A fare da filo conduttore all’intera silloge è dunque la parola che Monia esibisce come un passaporto per viaggiare nei minuti delle attese “(…) frizzanti di brachétto/ le tue parole/ dispari di valori”, parole che si racchiudono e si esemplificano nello spazio di questo lavoro ricco di allitterazioni e assonanze che dipanano l’idea sul foglio. Un lungo viaggio nei pensieri e nell’infinita confusione di questo tempo. Versi che ci riportano nella mente altri versi: “ Sapete bene quanto breve è il Tempo che ci è concesso/ E, una volta partiti, non ci sarà più dato di ritornare” (Omar Khayyàm, in Rubàiyàt). Tante sono le sensazioni e le emozioni che mi arrivano dalle poesie della Gaita. Poesia bianca-azzurra come la stella Sirio “Solo le stèlle/ si fanno agènti di custodia/ di bellèzza”. Stella perché ci sembra a tratti luminosa e a tratti distante. Nello stesso tempo visibile dall’infinito perché nel cielo della poesia occorre sempre guardare oltre. Perché è nella complessità che si riflette tutta l’esistenza “Serata/ in àbìto di gala/ nel galleggiare àvido/ di sugheri/ d’attèsa”. Attendere la poesia e il suo viaggio per impastare emozioni e tempo, ricchezza e pochezza, speranza e vita, aria e distanza. D’altra parte la poesia che cos’è? Franco Fortini, in un intervista apparsa pochi anni prima di morire affermò a tal proposito “che rispondere è come voler spiegare che cos’è l’uomo” o addirittura “che cos’è il mondo”.


Ferri e Sanchini con D'Elia a Pesaro

Domenica 18 gennaio, ore 17.30
Biblioteca San Giovanni
via Passeri 102, Pesaro (Pu)

presentazione del libro di Loris Ferri: borderlinea
Thauma edizioni, 2008

presentazione delle raccolte di Stefano Sanchini: Interrail
Fara editore, 2006
e inediti (tratti da Via del Carnocchio)

intervento critico di Gianni D'Elia


SCRITTORI & SCRITTURA - Incontro con Roberto Ceccarini [20]


Ai membri di LUCANIART MAGAZINE

Questa settimana su LucaniArt Magazine, incontro con Roberto Ceccarini.
Visita il link qui:
http://lucaniart.wordpress.com/2009/01/12/scrittori-scrittura-incontro-con-roberto-ceccarini-20/

LucaniArt Magazine
Il bollettino interno dell'Associazione Culturale LucaniArt ONLUS
http://lucaniart.wordpress.com
http://lucaniart.blogspot.com

lunedì 12 gennaio 2009

Annalisa Teodorani a Rimini 14 gen

Assenzio
IL CAFFE' LETTERARIOCAFFE' LETTERARIO

Mercoledì 14 gennaio
all'interno della rassegna Komboloi
Tanimòdi... letture di poesie
a cura di Annalisa Teodorani

La rassegna Komboloi è a cura di Sabrina Foschini, Alessandro Giovanardi e Franco Pozzi


Annalisa Teodorani ha pubblicato due raccolte di versi in dialetto romagnolo:
Par sénza gnént, Rimini, Luisè, 1999 e La chèrta da zugh, Cesena, il Ponte Vecchio, 2004.
Ha scritto di lei Pietro Civitareale in Poeti in romagnolo del secondo Novecento, Imola, La Mandragora, 2005.

Assenzio il caffè letterario
Via Bilancioni 14 Rimini
Tel. 347 1786211
lun.-ven.: 19-03
sab.: 18-02
dom.: chiusi
mail: assenzio.caffe@yahoo.it

Su Interrail di Stefano Sanchini

recensione di Matteo Fantuzzi pubblicata su «La Voce di Romagna» del 12-1-09

Premio “POESIA SENZA CONFINE” 31-3-2009



INVITO PARTICOLARE

LA GUGLIA Associazione Culturale – Onlus, con sede ad Agugliano (Ancona) ha indetto il concorso di poesia “POESIA SENZA CONFINE” 2009. che si sviluppa in tre sezioni :

A) a carattere nazionale, poesia in lingua, sezione rivolta
a tutti i poeti italiani
B) a carattere regionale, poesia dialettale, riservata ai
poeti marchigiani
C) a carattere regionale, poesia in lingua e in dialetto,
riservata agli studenti marchigiani

Scadenza 31 marzo 2009

La partecipazione al concorso è gratuita.
I REGOLAMENTI e la scheda di iscrizione sono reperibili nel
sito www.associazionelaguglia.it

Grazie dell'attenzione e per la diffusione dell’iniziativa.
Se hai la possibilità, fai conoscere ad altri il progetto.
Cordiali saluti

Segreteria del premio nazionale “POESIA SENZA CONFINE” 2009

info@associazionelaguglia.it
cell. 329.9293623

Incontri a Indipente|mente Rimini


articolo pubblica su «Il ponte» del'11-1-09

scarica la locandina www.faraeditore.it/Narrabilando.doc
oppure vedi narrabilando.blogspot.com/2008/12/incontri-rimini-15-e-23-gen-2009.html

Alessandra Paganardi in Monte analogo

Cari amici, Autori e Colleghi,

mi permetto di segnalarvi il numero 8 della Rivista di poesia e ricerca «Il monte analogo»; in esso è contenuta, oltre a numerosi interessanti contributi, la bella recensione di Paolo Rabissi alla mia ultima raccolta poetica Tempo reale, Novi Ligure, Joker 2008.

Potete trovare la rivista in numerose librerie milanesi (Archivi del '900 in via Montevideo 9, Rizzoli in Galleria Vittorio Emanuele, Hoepli in via Hoepli, Utopia in via Moscova 52, il Libraccio in via Vittorio Veneto 22 e in via Solferino; inoltre in alcune librerie di Genova, Vigevano, Crema e Trieste. Oppure, anche per eventuali copie arretrate di Vostro interesse o per altre informazioni e contatti, potete rivolgervi direttamente alla Direzione:
Meeten Naasr, meeten@rivistailmonteanalogo.it
Paolo Rabissi, p.rabissi@rivistailmonteanalogo.it

Il costo della rivista è di 4 euro.

Sperando di avervi fornito un'indicazione interessante per le Vostre letture di quest'anno, rinnovo a tutti miei saluti ed auguri sinceri.

Alessandra Paganardi

Carina Spurio a Teramo 23 gen




Teramo. 23 gennaio 2009. ore 21,00.
Sala del Mutilato.
Piazza Dante.

Lettura scenica del testo Narciso Evoè Edizioni 2009 antologia poetica di Carina Spurio a cura della Compagnia Teatrale “Gli Sbandati”.

Narciso
Non si scrive per essere letti. Quasi mai. Si inizia a scrivere quando sul foglio bianco si vorrebbe fermare una parola che dentro alcuni di noi torna a cercare ragioni. Gli uomini e le donne sognano, certo, non allo stesso modo e nei luoghi riservati ai loro desideri ritrovano le immagini che vogliono vivere.
Prossimamente, a Teramo, il suono delle pagine da sfogliare arriva in Teatro. In un caffè al centro della città, tra sogno e realtà è nata l’idea di realizzare un’ Antologia dal titolo Narciso (Evoè Edizioni, Teramo 2009) che raccoglie quattro libri di Poesia di Carina Spurio, con il commento di Dott. Ivan Pozzoni, direttore culturale della Liminamentis Editore casa editrice culturale nata in Brianza nel 2007 e la prefazione della scrittrice e regista teramana Asteria Casadio. In copertina Giampiero Pierini Ritratto: “Carina”, grafite su carta.
Il libro sarà portato in scena dalla Compagnia Teatrale Gli Sbandati. La lettura scenica del testo avverrà nella “Sala del Mutilato” sita in Piazza Dante a Teramo, il 23 Gennaio 2009, ore 21,00.


Ivan Pozzoni è nato a Monza nel 1976; si è laureato in diritto con una tesi sul filosofo ferrarese Mario Calderoni. Ha diffuso molti articoli dedicati a filosofi italiani dell’Ottocento e del Novecento, e diversi contributi su etica e teoria del diritto del mondo antico; collabora con numerose riviste italiane e internazionali. Nel 2007/2008 sono uscite sue raccolte di versi: Underground e Riserva Indiana, con A&B Editrice, Versi Introversi e Androgini, con Limina Mentis Editore, Lame da rasoi, con Joker; nel 2008 è stato inserito nell’Antologia Memorie del sogno, di A&B Editrice; nel 2008 ha curato il volume Grecità marginale e nascita della cultura occidentale. I Presocratici (Limina Mentis Editore). In un’azienda della G.D. è logistico; è direttore culturale della Liminamentis Editore.

Carina Spurio è nata a Teramo. Si è diplomata all’Istituto Magistrale Giannina Milli di Teramo. Ha scritto e pubblicato quattro raccolte poetiche: Il Sapore dell’estasi 2005 Edizioni Kimerik riproposto in edizione aggiornata nel 2006, Lacca di Garanza 2007 Ed. Il filo s.r.l Roma. Tra Morfeo e vecchi miti 2008 Ed. Nicola Calabria Editore. Le sue poesie sono state pubblicate in 25 Antologie Poetiche. Due sue Antologie Poetiche sono testo scolastico: Antologia “I Nuovi Poeti Italiani”. 2007, Vincenzo Grasso Editore e “Conoscere la Metrica” attraverso i Poeti Classici Contemporanei. 2008, Vincenzo Grasso Editore. Di recente redatto la premessa del testo poetico “Silenziosi frutti” di Stefania Pierini, edito dall’Accademia della Fonte Meravigliosa di Roma. Collabora con diversi mensili; Hermes Periodico Mensile Di Informazione e Cultura, Domus Periodico Di informazione Immobiliare, Buono e Bello tracciati di cultura, tradizione e società, Eidos Diario rosetano, Notizie Donna Editoriale della Provincia di Teramo, L’Unico quotidiano web di Roma, Il ReteGiornale .

Asteria Casadio è nata il 9 marzo 1986 a Teramo, ove risiede. Laureata in Lettere (indirizzo classico) con lode presso l'Università D'Annunzio di Chieti, è specializzata in Filologia e letterature del mondo antico presso la stessa Università. Ha partecipato a diversi concorsi letterari, risultando quinta classificata nel premio Prospektiva-Les Nouvelles (2002) e prima (2003) e terza (2004) al premio Sever d'oro dell'Accademia Severiade di Milano. Per la saggistica filosofica ha vinto il premio Vincenzo Filippone Thaulero (2003), con il saggio La società e la cultura occidentali tra crisi d'identità e il valore universale della Persona, di cui un sunto pubblicato in Prima Giornata di Studio Vincenzo Filippone-Thaulero: Sociologia Filosofia Poesia, Atti del Convegno, 20 maggio 203 - Roseto degli Abruzzi, a cura della Società Filosofica Italiana - Sezione di Teramo e del Centro Studi Vincenzo Filippone-Thaulero, Teramo 2004. Ha pubblicato nel 2006 il suo primo libro di narrativa, Passanti. È stata inserita nella terna finalista del 40° Premio Teramo - Sezione Mario Pomilio - con il racconto La porta pubblicato su I racconti XL Premio Teramo 2006-2007, Teramo, novembre 2007. E’ stata finalista al premio nazionale Albero Andronico 2007 e semifinalista al premio Penna d’utore 2007. Collabora con la rivista Pomezia Notizie, su cui pubblica racconti e saggi. È regista della compagnia "Gli Sbandati", che è in cartellone in diversi teatri italiani, dove porta in scena prevalentemente drammi dell'antichità classica E’ editor della Casa Editrice Evoé di Teramo.

In copertina: Giampiero Pierini. Il padre, pittore anche lui, lo inizia al gusto per l' arte, in particolare alla pittura naturalista e impressionista, portandolo con sé a frequentare gli ambienti artistici del momento. Nel 1981 consegue il Diploma di Maturità Artistica presso il V liceo Artistico di Roma. Frequenta il Corso di Pittura presso la Scuola di Arti Ornamentali "San Giacomo". Autodidatta nella tecnica dell' acquerello, assimila gli studi dei maestri J.M.W. Turner, Roesler Franz e degli "Acquerellisti della Campagna Romana". Ha fatto parte dell'Associazione Nazionale Acquerellisti d'Italia (A.N.A.D.I.). Fa parte di diversi gruppi artistici con cui espone periodicamente. Ha ricevuto premi in molte estemporanee di pittura ed esposto in personali e collettive anche all'estero ottenendo segnalazioni e premi.

News da Adele Desideri


* Inaugurazione de La Casa delle culture del mondo, via Natta 11, Milano, M1 Lampugnano, 17 gennaio, ore 15. Dopo i saluti delle autorità istituzionali, interventi di artisti di vario genere: musicisti, attori, scrittori, ballerini, pittori, attori. Coordina Modou Gueye. In allegato il programma, davvero interessante.

* Letture poetiche di Claudia Azzolla, Adele Desideri e Cesare Vergati, a cura del Cenacolo Sant'Eustorgio e di Carlo Riva, presso la Libreria Esoterica, Galleria Unione 2, Milano, giovedì 19 febbraio 2009, ore 17.50

Lieta con voi
Adele Desideri

venerdì 9 gennaio 2009

Citazioni e versi d'amore a Cesena 16 gen


Incontro in due tempi con la poesia di Marco Viroli.

Letture di Marco Viroli e Andrea Brigliadori, con la partecipazione straordinaria di Gabriele Marchesini.

“Che altri si vantino delle pagine che hanno scritto; io sono orgoglioso di quelle che ho letto.”
(Jorge Luis Borges)

L’incontro sarà suddiviso in due parti.
La prima sarà dedicata alla lettura incrociata di poemi e poemetti scritti dall’autore forlivese, influenzati più o meno direttamente, dalla poesia e dal mondo dei classici. I testi, letti dall'attore Gabriele Marchesini, verranno letti alternativamente ai versi dei maestri estinti che li hanno ispirati, scelti dal professor Andrea Brigliadori.
La seconda parte sarà interamente destinata alla lettura di testi più brevi, da parte dell'autore stesso, tutte poesie nelle quali il tema amoroso viene proposto e affrontato nelle sue varie e molteplici declinazioni.

Marco Viroli, nato a Forlì nel 1961, laureato in Economia e Commercio a Bologna, appassionato di storia antica e rinascimentale, è stato direttore artistico di CorsoGaribaldi82 di Forlì, nei cui ambienti ha organizzato esposizioni di pittura e reading poetici, e di MEGAforlì, per cui ha curato immagine, eventi, organizzazione e sviluppo, nonché incontri con l’autore e le ultime rassegne estive “Autori sotto la torre”, a Forlì, e “Autori sotto le stelle”, a Cesena.
Ha pubblicato le raccolte di poesie Se incontrassi oggi l’amore (Farnedi Edizioni, Cesena 2003) e, con «Il Ponte Vecchio» le raccolte poetiche Il mio amore è un’isola (2004) e Nessun motivo per essere felice (Gran Premio Speciale della Giuria “Città di La Spezia”, 2007) con fotografie di Nicoletta Conti. I suoi versi sono apparsi, oltre che su «Confini», sui volumi Poeti romagnoli di oggi e Giovanni Pascoli («Il Ponte Vecchio», Cesena 2005), Poeti romagnoli di oggi e Charles Baudelaire («Il Ponte Vecchio», Cesena 2006), oltre che in Sguardi dall’India, libro fotografico di Paola Foggetti (Almanacco Editore, Forlì 2005) e in Senza Fiato (Fara Editore, Rimini 2008).
A settembre 2008 ha pubblicato per i tipi de «Il Ponte Vecchio» la biografia storica Caterina Sforza. Leonessa di Romagna.

Il suo sito internet è www.marcoviroli.com



Andrea Brigliadori, nato a Meldola nel1938, vive dal 1951 a Forlì dove ha a lungo insegnato lingua e letteratura italiana nel Liceo Scientifico.
Esperto di letteratura e arti figurative, ha scritto numerose prefazioni e saggi e curato varie edizioni, tra cui monografie sullo scrittore Gino del Zozzo e il pittore Roberto Casadio.
Vasta e importante la cura antologica dei testi per la recitazione e la rappresentazione teatrale, che spaziano da Leopardi e Beckett ai più recenti su Pasolini e la beat generation,
e lo vedono spesso impegnato in prima persona come lettore. Nel 1963 aveva pubblicato per Rebellato di Padova la raccolta di poesie in endecasillabi Presentimento della matuirità,
riedita nel 2006 in forma accresciuta e col titolo di Un consumato amore da «Il Ponte Vecchio» di Cesena.




Gabriele Marchesini è regista professionista, prevalentemente teatrale, ma anche radiotelevisivo. Dopo gli studi umanistici ha svolto attività di attore e giornalista.
Per il teatro ha diretto con successo decine di spettacoli, cimentandosi nei generi più diversi. Ha scritto, diretto e interpretato programmi radiotelevisivi per la Rai, si è occupato di regia televisiva e ha scritto il libro Conoscere il teatro.
Ha tenuto corsi e conferenze a carattere istituzionale e ha organizzato rassegne e festival. A metà degli anni settanta ha partecipato alla prima trasmissione di radio libera d’Europa e ai primi esperimenti di TV via cavo.
Negli anni ’80 si è occupato della realizzazione di alcuni spot pubblicitari in pellicola. Dal 1982 collabora con la RAI, sia in video che in radio.
Il suo sito internet è www.gabrielemarchesini.com

PROGRAMMA

I TEMPO

CITAZIONI

Gabriele Marchesini legge Marco Viroli, Andrea Brigliadori legge i classici.

Trova la poesia M. Viroli inedito

“Felice te che il regno ampio dei venti” da I Sepolcri di Ugo Foscolo

Il cantore cieco M. Viroli da Il mio amore è un'isola


“Lo maggior corno de la fiamma antica” Dante Alighieri La Divina Commedia, Inferno, Canto XXVI

Atlantide M. Viroli da I poeti romagnoli di oggi e Giovanni Pascoli


“Ben mille ed ottocento anni varcar...” da La ginestra o il fiore del deserto di Giacomo Leopardi

Pompei M. Viroli da Nessun motivo per essere felice


“Naturalmente io non sono un ingenuo...” da La coscienza di Zeno di Italo Svevo (finale)

Nessun motivo per essere felice (estratti) M. Viroli da Nessun motivo per essere felice


Spleen Charles Baudelaire

Spleen 2000 (II parte) M. Viroli da I poeti romagnoli di oggi e Charles Baudelaire


Alexandros Giovanni Pascoli

Lamento di Alexandros (estratti) M. Viroli da “Confini” n. 22



Canto notturno di un pastore errante dell'Asia Giacomo Leopardi

Canto notturno di un navigatore errante in rete M. Viroli inedito



E nella fine M. Viroli da Il mio amore è un'isola


II TEMPO

Marco Viroli legge sé stesso:

VERSI D'AMORE


Il mio amore è un'isola da Il mio amore è un'isola

Se incontrassi oggi l'amore da Se incontrassi oggi l'amore

Tu non mia da Se incontrassi oggi l'amore

Ti aspetto inedito

Un rifugio per la notte da Il mio amore è un'isola

Alba da Se incontrassi oggi l'amore

Nei tuoi baci da Se incontrassi oggi l'amore

L'incantesimo da Il mio amore è un'isola

Quel che noi ci diciamo da Il mio amore è un'isola

Il mio amore per te inedito

Tu mi strapperai da Se incontrassi oggi l'amore

Stella da Se incontrassi oggi l'amore

Se tu mi amassi davvero inedito

Cosa resterà di noi inedito

E verranno altri giorni e altre notti da Se incontrassi oggi l'amore

Abbi cura di te da Il mio amore è un'isola e Senza fiato

Innamorati di me per sempre da Il mio amore è un'isola


Su Vorrei imprimere un vuoto nell'aria di Carlo Penati


recensione di Alberto Mori

Spesso nell’arte contemporanea si cerca il Site Specific, per estrarre dal luogo un'opera e porla immediatamente in correlazione con lo spazio.
Quanto più il lavoro rispetta sensorialmente l’ambiente scelto, tanto più assume da sé vita autonoma: per effettuare ciò, come anche esempla parte del titolo della plaquette di Penati, bisogna Imprimere un vuoto nell’aria, per far cogliere allo spettatore la vibrazione del senso anche nella sottrazione e rendere anche pochi elementi plastici segni viventi.
La poesia invece è volizione ancor più “volatile”:
Ama la presenza invisibile ed un corpo immateriale come luogo da sgravare con versi rarefatti, poiché la domanda del poeta: “com’è che la vita ha perso / all’improvviso / ogni grande fine?” (p. 27) addentra ed anela più sottilmente all’altro lato della parola, ad una forma semplice ed un silenzio specchiante.
Un incontro dove essere ed apparenza sono immagati nel bosco.
“Mi scoprivi con sguardo di gioia, / quando soli con il sonno del bosco / vegliavamo una
attesa senza meta” (p. 65).

Veglia, estasi, rapimento, deriva, sono le conduzioni alterne di questo libro, percorso da un sentimento abbandonico e da un respiro della memoria, la quale ripercorre, in brevi epifanie, il tempo che non è più.

L’aereo del libro, oggettualmente traccia di sicura rotta del verso Lufthansa e pure piacevole Hub di scalo nel viaggio Pan Am del senso, è qui l’ “aereo” aggettivale: Danza che ha “braccia come ali” per citare Ungaretti. Nessun piede visibile, ma energia incisa con la levità del simbolo che l’autore emette alla libertà dell’infinito.

Le quattro stanze di Vorrei imprimere un vuoto nell’aria si muovono sia orizzontalmente
che in verticale e nei loro spazi, troviamo la figura dell’angelo e quella della natura
onirica come punti di raccordo dialogici e di figurazione psicologica.
L’angelo è l’altra parte impressa del vuoto.
La sua assenza mette in comunicazione con noi stessi e la nostra interiorità.
La natura onirica materiata da sonno, estasi, rapimento, crea quell’atmosfera dove la
luce interiore e quella del giorno hanno reciproche corrispondenze.
Questi raccordi, unitamente alla tensione complessiva di trasfigurazione del corpo poetico,
rendono il libro una meta aperta, conforme ad uno Zenit arioso per l’autore, che ha cercato di aprire la sua anima con il lavoro della poesia.

Gennaio 2009




giovedì 8 gennaio 2009

Oggi si combatte a Gaza


nuova poesia di Luigina Bigon
qui

Davide Nota in TellusFolio

Cara *,
sono appena tornato a casa, dopo due settimane [...].
Ho studiato, fatto il bravo, alzato quasi sempre presto, ogni tanto uscito [...].
Ti ho pensata, grazie per avermi scritto.
La serata di poesia a * è saltata, in teoria a data da destinarsi, ma credo che sarà difficile riprendere in mano il progetto per la primavera. Peccato.
Ti mando delle poesie che usciranno sul prossimo numero di *. Quelle più importanti sono *, * e le ultime tre.

No, non mi sono innamorato. Non mi innamoro più.
Non sono mai stato molto bravo nella parte [...], sempre avuto delle strane ossessioni, una percezione della volgarità femminile molto forte [...].
Solo un enorme innocente amore potrebbe farmi vivere la sensualità come forma di bellezza e non come volgarissimo automatismo dell'orgasmo (che si spalanca veramente come un deserto, come un vuoto).


Continua a leggere il testo su TellusFolio: www.tellusfolio.it

Fabrizio De Andrè


Su Bluarte

Genova omaggia Fabrizio De Andrè
http://www.bluarte.it/Content/570/genova_omaggia_de_andr%C3%A8.aspx

Poesia a Fabrizio De Andrè
www.bluarte.it/Content/568/a_fabrizio_de_andr%C3%A8.aspx

Grazie
Michele Luongo

Arte e Comunicazione Pordenone 15-1-09

Giovedì 15 Gennaio 2009 alle 18,30

L'Associazione culturale "Area di Ricerca Pordenone", la Biblioteca Civica di Pordenone e l'Associazione Culturale "La Roggia" presentano, all'interno della serie di eventi:

ARTE E COMUNICAZIONE
Protagonisti a Pordenone dagli anni settanta ad oggi
Incontri-conversazioni nella sala incontri del Convento di San Francesco, Pordenone

l'incontro conversazione sulla collana I Poeti di Pordenone, Poesia del Novecento di Samuele Editore:

"Una collana di poesia per Pordenone"
Conversazione con la giornalista Ludovica Cantarutti


Samuele Editore
www.samueleeditore.it
samueleeditore.leonardo.it/blog



Collana
I Poeti di Pordenone
Poesia del Novecento

siamo presenti nelle librerie

Al Segno (Pordenone)
Biblioteca dell'immagine (Pordenone)
San Giorgio (Pordenone)
Centro Studi (Pordenone)
Piccolo Mondo (Cordenons)
Graff Libri (Maniago)
Libreria Moderna (Spilimbergo)

e nelle edicole di

Pordenone
Porcia
Cordenons
Aviano
San Quirino
Roveredo
Montereale
Maniago
Spilimbergo

dove è affissa la locandina

Sonia Gardini - Dove allunata?

recensione di Guido Passini pubblicata in respirandopoesia



www.faraeditore.it/html/siacosache/allunata.html


Cenni biografici

Sonia Gardini è nata a Savignano sul Rubicone. Considera la poesia una forma a lei congeniale di andare incontro a sé stessa e agli altri. Si è laureata all’Università di Bologna ma ha svolto la sua attività di insegnante a Brescia dove vive tuttora, interessandosi alle varie manifestazioni artistiche in cui l’uomo si esprime. Ama viaggiare. Questa sua opera prima raccoglie poesie appartenenti a un lasso di tempo piuttosto lungo.


Recensione
Il libro di Sonia è una sintesi della vita, sempre che di sintesi si possa parlare dato che si tratta di un libro di poesia. Da sempre considero la poesia il tutto e il niente di ogni vita. Proprio su quel filo diretto che ogni autore si barcamena in un equilibrio che a volte risulta instabile, ma non è certo il caso di Sonia, che con il suo Dove allunata? presenta un libro spontaneo, alla incessante ricerca del verso, della sua musicalità e le sue vibrazioni.
Questo libro è una raccolta di poesie create in un periodo lungo del percorso dell’autrice, e nonostante possano presentare sili differenti, sono tutti versi perfettamente saldi tra loro. Sono tutti legati da un filo conduttore, l’andare oltre, infatti nonostante il dolore, gli smarrimenti, la violenza, l’autrice ritrova sempre il coraggio, la forza, la costanza di voltare pagina.
La poetica della Gardini non è illusoria, non getta fumo negli occhi, ma si pone con intelligenza e a modo suo persuasione, lasciandosi leggere e nella sua brevità dei versi è racchiuso più di un semplice pensiero. Questo perché la poesia di Dove allunata? non ha tempo, non oso pensare infatti che il mondo si sia fermato sulle sue parole, ma le parole hanno un messaggio talvolta cosi ampio da essere collocato in più situazioni, eventi nell’arco del tempo.
Questo libro è comunque un libro pieno di colori, di immagini, luci, non nascondo infatti che leggendo la sezione “Oriente” il collegamento con paesaggi “Le mille e una notte” sono stati espliciti. Piccole foto sono lì, posate sulle pagine di Dove allunata? Condensate ma non per questo non visibili o sentite.
Il libro presenta comunque in totale cinque sezioni, una è già stata citata, quindi proseguirei con la sezione “Impronte”, dove sono raccolte secondo il mio modesto parere , tutti quegli eventi che volenti o nolenti hanno lasciato un segno nel cammino di Sonia, in positivo o in negativo.
La sezione “Attimi” raccoglie le poesie forse più brevi di tutto il libro, a testimonianza della scelta del titolo, e si trovano appunto piccole perle di saggezza, piccole, grandi emozioni che lasciano interdetti per il rapporto semplicità-emozione, di notevole caratura.
L’ultima sezione del libro si intitola “I conversari”, contornata da versi che paiono quasi come monologhi, poesie articolate dove ho notato un cambio di stile rispetto alle altre sezioni, uno spiccato senso dell’equilibrio e della sonorità del verso.
Mi sono tenuto da parte la prima sezione del libro che dà poi il titolo al libro, quella più rappresentativa forse per l’autrice, quelle che hanno un significato più incisivo. Mi sono chiesto il perché… c’è qualcosa in questa sezione che si può considerare una silloge, a se stante, in piena regola che forse mi sfugge. Ho quindi letto più volte la poesie della sezione “Allunata” attribuendogli i significati più disparati, ma poi sono giunto ad una conclusione. Questa è la sezione dell’intimo di Sonia, dove sbarca nel suo mondo tra realtà ed illusione, compie un tragitto completo sulle emozioni, su momenti di vita che lasciano però un interrogativo a Sonia. Dove? Sembra quasi che dopo aver compiuto il suo viaggio ci chieda di mostrarle il cammino che ha percorso, quasi spaesata dalla fatica di guardarsi dentro e sfoggiare questi ottimi versi.
Un libro letto con molto interesse, con grande attenzione per carpirne le ottime strutture e le sensazioni di grande rilievo. Ma la risposta forse è solo nell’anima di Sonia.

mercoledì 7 gennaio 2009

Due fariani recensiti in Libromondo

nel numero di Gennaio 2009





Ringraziamo le case editrici e le associazioni per la collaborazione e
ricordiamo a chi volesse inviarci pubblicazioni o altro materiale
inerente al nostro Centro di documentazione, di spedire all'indirizzo
che troverete in calce alla presente e-mail.
Un ringraziamento particolare a tutti coloro che hanno collaborato alla
realizzazione di questo numero della newsletter.
Ricordiamo a chi volesse segnalarci iniziative ed eventi riguardanti le
tematiche trattate dal nostro Centro di documentazione, di inviarci un
email all'indirizzo:
libromondo@aifo01.191.it

Inoltre chi fosse interessato a ricevere aggiornamenti sulle iniziative
di cooperazione internazionale ed educazione alla mondialità che si
tengono nel savonese, è invitato ad iscriversi alla mailing list della
Provincia di Savona visitando la pagina web:
http://www.provincia.savona.it/Comunicazione/MailingList/iscrizione.asp


Grazie per l'attenzione,
Anna Maria Bertino
Davide Delbono

P R O M E T E O a Roma


scritto e interpretato da Massimo Sannelli

ROMA

Teatro Manhattan
Via del Boschetto, 58 (rione Monti)

venerdì 16 gennaio 2009, ore 21
sabato 17 gennaio 2009, ore 21
domenica 18 gennaio 2009, ore 18

ufficio stampa del Teatro Manhattan : 331 3271160

ingresso : dieci euro

Lo spettacolo è patrocinato dallo CSAO (Centro Studi Archivio d’Occidente, Lavis, Trento)

Il manifesto dello spettacolo è disponibile nella homepage del sito www.massimosannelli.splinder.com

*

Questo nuovo Prometeo, in metrica tradizionale, si basa sulla tragedia di Eschilo, ma accentua la debolezza di chi è isolato. In pratica, qui parla la figura precristiana degli ultimi Cahiers di Simone Weil. Oggi le donne del Coro, Efesto, Ermes non ci sono più: quindi esistono come ombre – incoraggianti o brutali – del solo Prometeo. In questo caso, il «monologo» tiene fede alla natura del suo nome: parla uno, parla soltanto, e parla da solo. Parla nell’ossessione del soffrire «per mano degli dèi»: «anche se sono un dio». Dunque non tutti gli dèi sono uguali, e non tutti gli dèi sono giusti, di fronte a chi ha «dato tutto». Prometeo ricorda l’umanità, come se fosse anche un uomo, orgoglioso e autodistruttivo. Nessuno può dire se questo Prometeo sia un malato, un uomo, un dio vero. Avvicinandosi alla fine, il monologo si sfalda, nei suoni e nella sintassi, come se il Silenzio fosse un altro personaggio.

dico che è troppo facile
amare da lontano.
io li amavo. li amavo
tutti da vicino. e tu? anche tu
mi ami? e dici sàlvati.
per mia volontà libera io mi sono
esposto a questa fine. per mia colpa.
per la mia volontà e la mia colpa,
è vero. io non credevo mai che questa
ora venisse. perché? non sapevo?
allontanavo sempre questo tempo.

molti uomini nuovi
nascono; ed altri dopo. e questo è bene.

*

Massimo Sannelli è nato nel 1973. Vive e lavora a Genova. La sua attività (poesia, prosa, critica, teatro, traduzione, filologia) è elencata nel sito www.massimosannelli.splinder.com . La sua opera poetica degli anni 1993-2006 è raccolta nel libro L’aria (Puntoacapo editrice, febbraio 2009), in una nuova forma, completamente riscritta. Questo libro apre un progetto di ricostruzione totale del lavoro, compreso quello critico. Il saggio su Pier Paolo Pasolini (Philologia Pauli, Fara, 2006) e la prosa De amore (nell'antologia Lo spirito della poesia, Fara, 2008) sono il punto di svolta, nella vita e della scrittura: l’abbandono di ogni posizione incorporea. Come attore, è il protagonista del nuovo film di Pietro Marcello, I giorni del ritorno (in uscita nel 2009). Ha scritto il monologo Antigone, interpretato da Esnedy Milán Herrera. L’anno 2009 segna anche il ritorno libero al lavoro filologico (studi ed edizioni: Alano, Pietro Abelardo, Cecco d’Ascoli latino, Dante). Prometeo sarà pubblicato, in versione bilingue italiana-inglese, nella rivista «Le acque di Hermes», diretta da M. Maggiari, nell’estate 2009.

Sulla poetica di Gladys Basagoitia


di Liliana Ugolini

Carissima Gladys,
Ho qui due preziosi libri, i tuoi due più recenti. Uno di poesia La carne/El sueño e l’altro Il fiume senza foce, una inusuale autobiografia, accattivante nella lettura. Nella loro diversità di stili, si compendiano e completano il puzzle della tua molteplice personalità oltretutto qui bilingue. Nelle dediche delle poesie, trovo l’attualità del tuo scrivere in versi, con ricchezza di metafore e forte passione, nella scrittura in prosa, una densità pregna di odori e di sapori che il tempo ha reso incantati. Apri ad un mondo con la consapevolezza della memoria vissuta dal di dentro, trascinandoci nell’emozione della verità della favola. E insieme a te ci facciamo partecipi di storie sospese o di pittoreschi personaggi o di giardini d’anima. Leggere contemporaneamente i due libri che parlano del tuo vissuto in armonie diverse è una sensazione straordinaria che ha la tavolozza dell’iride in un tutto cosmico che appartiene alla terra, alla tua terra dell’anima. Il particolare modo di scorrere le storie della tua autobiografia è veramente interessante e si dipana piano piano trascinandoci con grazia in un mondo di crudeltà e bellezza, di vissuto e di magico, di violenza e di sogni, straordinariamente fertile di sensazioni ritrasmesse. Trovo che anche la tua prosa oltre che la tua poesia, sia perfettamente consapevole della tua forte personalità di scrittura che si rivela pur nella diversità d’espressione. Di sicuro le due letture si donano leggere nella loro intensità catturando l’attenzione e questo per una scrittrice è un ottimo risultato. Abbiamo la sensazione d’un dono prezioso, di leggere qualcosa che ci arricchisce in stupore, verità e storia in una documentazione vissuta che è anche scienza del raccontare. Riuscire a conoscerti attraverso i luoghi e la cultura peruviane stupende nella loro tragica metamorfosi (la storia degli Incas ha attraversato con meraviglia e raccapriccio tutta la mia infanzia attraverso le letture) e ora con le tue attualizzazioni m’immerge di nuovo in una realtà di luoghi antichi che per me sono stati un Mito sognato da bambina. Quindi immagina quanto ho “ bevuto” le tue storie così vere e vissute nei luoghi magici e memoriali della mia fantasia! Sei una preziosa discendente di una grande storia, una principessa che straordinariamente continua il racconto suo e della sua gente che, nonostante la grande povertà, annovera fra il suo popolo le persone più longeve a testimonianza della sua forza che io trovo in te. Impastati di sentimenti, delicatezza, generosità e narrazione questi due libri particolarmente ci donano il tuo mondo nel quale ci ritroviamo nelle emozioni che, come è della buona scrittura, appartengono a tutti.
Ringraziarti è troppo poco. Spero di riuscirci con un abbraccio forte forte sussurrandoti Brava!

Con affetto, simpatia e stima Liliana


Liliana Ugolini nata a Firenze nel 1934 dove abita. Ha pubblicato 11 libri di poesia (ediz. Gazebo, Masso delle Fate, Polistampa, Stelle Cadenti, Esuvia, Morgana ) 2 in prosa (Ripostes, Genesi) e uno di teatro “Tuttoteatro (Joker curato da Sandro Montalto). Da questi sono stati messi in scena 6 spettacoli per 65 repliche. Cura da 16 anni per “Pianeta Poesia” con Franco Manescalchi per il Comune di Firenze, la poesia performativa e la scrittura in scena. Sul lavoro di scrittura e di teatro Sandro Gros-Pietro ha scritto un saggio antologico: Liliana Ugolini Poesia teatro e raffigurazione del mondo, Ediz. Genesi. Partecipazioni a performances e mail art.



Su Situazione temporanea di Marco Saya


http://www.puntoacapo-editrice.com

recensione a cura di Luigi Metropoli

«… e i luoghi di concentrazione nell’era democratica»*

Un qualsiasi libro che si apre con una domanda – anche di poesia – dovrebbe quanto meno lasciare supporre un tentativo di risposta, sapendo benissimo che oggi la risposta è precaria, è ‘temporanea’, non racchiude in sé la verità. Marco Saya esordisce con un «dove vai?»: a chiederlo era la madre. «Ancora non so», dopo vent’anni è la sola risposta che il poeta sa dare. Beninteso, qui non c’è nessun compiacimento nel crogiolarsi in istanze nichilistiche. La raccolta poetica di Marco, argentino di nascita, milanese di adozione, intesse un disegno complesso per aggirare luoghi comuni, incasellamenti, categorie, riuscendo sempre con un gioco di prestigio a rimandarti più in là, a slittare di continuo. Quell’«ancora non so» è una cifra stilistica e non una posa. È un temporeggiare che fa dell’ironia la strategia (più che l’artificio) retorica che regge l’impianto dell’intero libro. Non può ancora rispondere Marco perché la quotidianità (che quasi può tramutarsi in quella quotidianeità, come l’ipostatizzava Dario Bellezza) ha nella sua routine una variazione sistematica e inafferrabile (come in un ritmo jazz che non nascostamente è la partitura da cui Saya trae ispirazione per i suoi versi), è preda di una cronica casualità che pure si ripropone ad ogni passo. Il libro si legge quasi come un romanzo, è un’epica contemporanea della città di Milano (ridotta a larva ectoplasmatica di se stessa, fino ad un’invisibile ed impossibile città calviniana: Milania), un’epopea di un uomo che si aggira tra le sue strade e osserva i passeggeri dei tram, altri che si affrettano nei pressi di piazzale Lodi, altri ancora che freneticamente acquistano all’Esselunga. Si legge di una città che fatica a comprendere l’accoglienza, che si sorprende a vedere una donna col burka che attraversa una strada a braccetto con una signora elegante ed evidentemente appartenente ad una classe sociale elevata, che si concentra unicamente a produrre vuoto, affaccendata a guardarsi la punta delle scarpe. Nessun compiacimento, si diceva, e contestualmente nessun volontarismo ideologico. Non c’è socialismo che tenga nelle impietose (ma anche ironiche, di un’ironia amara, ovviamente) pagine di Situazione temporanea. Tutto è frammentato, ognuno è un atomo privo di centro e di identità, tutti accomunati solo da un senso di estraneità che rasenta la schizofrenia: « l’altro giorno ho incontrato un albanese/ mi ha chiesto se avevo/ da accendere/ voleva parlare/ abbiamo parlato/ nella nostra diversità/ avevamo qualcosa/ da dirci». Eppur tuttavia si fa critica sociale con le armi che si possiedono. Marco Saya è poeta civile, senza spiattellarlo in faccia ai suoi lettori. Sa esserlo sottilmente, nell’unico modo in cui si può esserlo. Adotta il jazz come metro, anziché una cadenza lineare, scrive un romanzo di frammenti e di associazioni di idee, osserva quanto accade, partecipando dell’accaduto, ma conservando un’adeguata distanza critica, registra ma non supinamente. La sua scrittura è una scappatoia dagli automatismi della contemporaneità e sa esserlo con una leggerezza disarmante: il gergale non si accosta alla citazione colta per puro sfoggio letterario o per creare un tutto indistinto, utile solo a chi delle parole non sa che farsene. Piuttosto il pastiche linguistico è dosato con grande perizia: tutto è camuffato all’interno di un tono che si tiene volutamente nella mediocrità. Saya sembra costruire trabocchetti nella costruzione del verso (più che nel lessico), giocando con la sintassi così come Jaques Tati avrebbe costruito le sue gag al cospetto della grottesca modernità: insinuandosi negli interstizi delle frasi (più che delle parole), nei modi di dire comuni, decomponendoli, decontestualizzandoli, producendo un esilarante effetto straniante, una sorta di reazione chimica come all’incontro appunto di Monsieur Heulot con gli emblemi urbani della nuova metropoli. Ogni verso è in sé concluso e quasi autistico, per poi scontrarsi casualmente con il successivo. L’effetto è esilarante e nello stesso tempo amaro: «accado nel magma del passaggio./ siccome disturbo nel desueto divorio/ punta i gomiti quello che non ha il limite,/ così per caso, un bar vale l’altro,/ il dispetto sta nella resistenza,/ il cablaggio ci fortifica/ sino a esaurimento scorie». Tuttavia l’aderenza della lingua al reale è massima, tale, nel contempo, da sembrare materiale da costruzione e da restituirti intatta un’immagine dinanzi agli occhi, tramite pochi brevi segni: «quanti fili per la città/ grovigli muti/ boccheggianti dai finestrini/ orecchie incollate a pacemakers/ detriti di comunicazione/ rovinosi affanni/ appannati tra vitrei stagni/ come oblò obliati»; massimo è il grado allegorico che ne deriva: il parlare di blues, di jazz, di Miles Davis per parlare d’altro, di quanto orripilante sia diventato l’uomo.

* dal brano Trafitto dei CCCP (1985)


Luigi Metropoli è nato nel '79 a Nocera Inferiore (SA). Si è laureato nel 2003 in Lingue e letterature straniere all’Istituto Universitario Orientale di Napoli, con una tesi su Andrea Zanzotto. Ha conseguito nel 2008 un dottorato di ricerca in Italianistica presso l’Università degli Studi di Padova, con un lavoro sulle poesie e canzoni del poeta napoletano Rocco Galdieri. Gestisce lo spazio personale www.vocativo.splinder.com , scrivendo principalmente di poesia, cinema, politica. È nella redazione del blog di (divulg)azione poetica LiberInVersi. Suoi scritti di letteratura, interventi, recensioni compaiono in volumi, riviste specialistiche e siti internet. È stato tra i curatori del libro Leggere variazioni di rotta. 20 poeti dal blog LiberInVersi, Le voci della Luna, 2008. Collabora con il semestrale «La Mosca di Milano».

Libriamoci 2009

LA TRIBÙ dalle PUPILLE ARDENTI

Bottega di scrittura a cura di Alessandro Seri

La bottega di scrittura, alla sua sesta stagione, è un percorso creativo per tutti coloro che leggono e scrivono poesie e per chi è curioso di provarci. Lo scopo degli incontri è quello di condividere l’esperienza della scrittura con particolare attenzione al confronto. Ogni serata ha un tema da affrontare, sul quale discutere e poi, volendo, scrivere.
Le serate si svolgeranno tutte a Macerata negli spazi comunali di vicolo sferisterio, 26 (vicino piazza Mazzini – dietro lo Sferisterio) c/o Sestante.


PROGRAMMA E TEMI DELLE SERATE


12 gennaio 2009 ore 21,30 L’INNOCENZA
26 gennaio 2009 ore 21,30 LA CRISI
9 febbraio 2009 ore 21,30 IL NERO
23 febbraio 2009 ore 21,30 L’UNDEREALISMO
9 marzo 2009 ore 21,30 L’INQUIETUDINE
23 marzo 2009 ore 21,30 LA NOIA
6 aprile 2009 ore 21,30 L’INDIFFERENZA
20 aprile 2009 ore 21,30 LA FINE



informazioni:
Ufficio Cultura Comune di Macerata 0733/256383
Ass. Culturale Licenze Poetiche www.licenzepoetiche.it

Due recensioni a Vera Lucia De Oliveira

Fabio Scotto
"Il denso delle cose, antologia poetica"
Poetessa brasiliana docente all'Università di Lecce e trasferitasi in Italia a Perugia da oltre un ventennio, Vera Lúcia de Oliveira è autrice molto apprezzata sia in patria, dove ha ricevuto nel 2005 il Premio di Poesia dell'Accademia Brasiliana di Lettere, e anche da noi (la sua raccolta Verrà l'anno, 2005, è infatti stata finalista al Premio Pasolini), oltre che traduttrice-curatrice di poeti molto importanti del panorama linguistico lusitano odierno (basti pensare a Nuno Júdice e a Lêdo Ivo). Questo equilibrato e denso volume antologico ora apparso, consente di cogliere la peculiarità dei suo dettato e degli snodi, nel senso della compattezza e dello sviluppo di una poetica il cui tratto dominante pare appunto la densità del breve che mira all'essenziale tramite micro-diegesi per lo piú al passato, quasi a volere sempre situare la materia poetica a distanza per meglio descriverla-viverla-recuperarla. Una poesia, quella di Vera, che scandaglia le zone in ombra del mondo con un nitore e un'efficace economia di mezzi che spogliano la poesia di ogni orpello per farla coincidere con le cose nel loro valore di presenza attraverso il lavoro della memoria e una commossa osservazione del reale. La frammentarietà della misura assunta ben corrisponde al lucido desiderio di dar conto di una condizione di lacerazione che in essa dolorosamente coglie anche il senso della propria infinità: «sono in tanti pezzi / da essere quasi infinita» (Pezzi, p. 17), Pezzi non a caso essendo anche il titolo di un suo libro dei 1992. Vi è poi una scelta tematica che ha un nesso profondo con le istanze fondamentali dell’esistenza, la vita e la morte, il dolore e la perdita, l'attenzione al dettaglio che spesso risulta essenziale e illumina le altre zone d'ombra espandendo il punto di vista. Ne è strumento principe una metaforizzazione a tratti visionaria a rinforzare l'elemento magico di taluni accenti, come in alcuni dei componimenti a nostro avviso più riusciti quali Strada commerciale, L'indicibile, Il figlio, Di casupole, Uccelli convulsi, nei quali il tempo di soffrire, che sceglie la vita come luogo della parola («le parole tutte che dirò / prima di morire», Le parole tutte, p. 45), in un dialogo con Dio, con le opere e le sciagure degli uomini, accompagna i cani lungo le pietre, attraverso «casupole» d'infanzia nel volo di «uccelli convulsi» nel buio, con un'attenzione toccante ai legami parentali profondi (l'esser madre, padre, figlio) e un dialogo con l’arte dove il corpo si scopre il vero tramite tra la realtà e l'esperienza sensibile delle cose che un pensiero lirico meditativo e mai greve avvince con ostinazione alla ricerca del senso: «pensava che le cose dentro i libri / erano più v¬re che fuori / che le cose nei libri e le persone / erano al posto giusto e se stonavano / era solo per poi ritornare al posto / esatto in cui dovevano stare», Le cose, p. 103).
Un interessante saggio di auto-poetica in Appendice dal titolo Fra due gea-grafie fornisce con sincerità e profondità d'analisi preziosi elementi di conoscenza ulteriori, in particolare sul bilinguismo poetico e sull'esperienza dell'auto-traduzione.

(Fabio Scotto, "Il denso delle cose, antologia poetica", Il Segnale, periodico di ricerca letteraria, anno XXVII, N.81, Milano, ottobre 2008, pp. 58-59.)

Mia Lecomte
"Il denso delle cose"
Questa antologia poetica abbraccia vent'anni della produzione bilingue, italiano e portoghese, della poetessa brasiliana Vera Lúcia de Oliveira, che da tempo vive e lavora in Italia. Scriveva la studiosa lusofona Luciana Stegagno Picchio nella prefazione al primo libro pubblicato nel nostro paese da de Oliveira, Geografie d'ombra, che «il bilingue ha due cuori». Nel senso che il bilinguismo da un lato complica certamente il dialogo interiore, ma allo stesso tempo amplifica la capacità espressiva. Il poeta bilingue è infatti qualcuno che ha la possibilità di rivivere, con la seconda lingua, la partecipazione sensoriale della prima nominazione del mondo. E per questo gode e soffre del privilegio di riscoprire e ritrovare, rinnovandoli, tutti i propri suoni esistenziali, di risaggiare la consistenza fisica e musicale delle cose come parole. Di penetrare, prima e poi di nuovo, tutto «il denso delle cose»: «io sto sempre danzando nella mia carne/ sto sempre sentendo una musica che la mia anima/ sa che esiste malgrado la dissonanza/ della mia vita». A chiusura della carrellata di testi poetici, tutti nitidi, contraddistinti, sia in italiano che in portoghese, da una struttura armonica perfetta, completa il bel libro di de Oliveira un suo saggio dal titolo «Fra due geo-grafie», una sorta di autoanalisi poetica che affronta con competenza e chiarezza tutte le questioni inerenti il cammino letterario translingue.
(Mia Lecomte, "Il denso delle cose", Le Monde Diplomatique, n.12, anno XV, dicembre 2008, supplemento mensile a Il manifesto, p. 22)

È on-line il nuovo numero de L’Ulisse

dedicato al tema “La poesia lirica nel XXI secolo: tensioni, metamorfosi, ridefinizioni”

scaricabile qui: www.lietocolle. info/upload/ulisse_11.pdf


Dall’editoriale di Italo Testa:

La mutazione lirica

Il numero 11 de L'Ulisse segna un'importante novità per la rivista, che approda al formato pdf e rende disponibile in questa veste l'intera serie delle prime dieci uscite. Mentre documentiamo il lavoro svolto nei primi quattro anni di vita del progetto, torniamo insieme a saggiarne l'incidenza sul presente con una inchiesta che, dopo i viaggi di scoperta nell'universo del teatro di poesia degli ultimi due numeri, investe ora La poesia lirica nel XXI secolo, rinnovando l'ambizione di fare di queste pagine un luogo dove la scrittura contemporanea nelle sue forme plurali possa incontrarsi con la riflessione critica. Se infatti la fine dell'era dello scontro delle poetiche ha avuto effetti liberatori, affrancando lo sguardo dalla tirannia dei programmi aprioristici e ricentrandolo sulla materialità dei testi, non altrettanta feconda è stata tuttavia la ritirata generalizzata dei poeti italiani dal dibattito d'idee. Si può reagire a questo declino con un rilancio, provando a confrontarsi intensamente su qualche idea forte, verificando se un reagente teorico può produrre effetti imprevisti, se il lavoro sotto traccia degli ultimi decenni può dar luogo a nuove emersioni? Di qui la sfida di misurarsi sulla lirica, un territorio ipso facto controverso, sul quale si sono disegnate molte delle divaricazioni che hanno segnato il discorso della poesia. Intervenendo attivamente su questo campo, ci siamo confrontati con alcune delle posizioni più importanti espresse di recente dalla critica letteraria – in dialogo con Alberto Bertoni, Guido Mazzoni e Roberto Galaverni – e dalla poesia internazionale – In dialogo con Durs Grünbein su lirica e soggettività –, chiamando un ampio ventaglio di poeti e critici di orientamenti differenti a prendere posizione. Per la sezione Fuochi teorici hanno risposto al nostro appello Giancarlo Alfano, Alberto Casadei, Paolo Giovannetti, Massimo Gezzi, Andrea Inglese, Gianluigi Simonetti; per la sezione Saggi e incursioni Vito Bonito, Paolo Febbraro, Antonio Loreto, Giampiero Marano, Salvatore Ritrovato, Giovanni Tuzet e Edoardo Zuccato; nella sezione L'io dell'avanguardia Daniela Rossi, Niva Lorenzini e Rosaria Lo Russo. Alla parte saggistica della rivista si affiancano poi, come di consueto, i Tradotti, con una ricca scelta di traduzioni d'autore dal tedesco (Volker Braun, Michael Kruger, Raoul Schrott), dal francese (Roger Caillois, Denis Roche), dallo spagnolo (Lina de Feria, Ricardo Menéndez Salmón), dall'inglese (John Ashbery), dal russo (Boris Ryzij) e dal serbo-croato (Jozefina Dautbegovic); e quindi le Letture, con un vasto campionamento di voci della poesia italiana contemporanea (Vincenzo Bagnoli, Marco Balzano, Massimo Bocchiola, Gherardo Bortolotti, Anna Maria Carpi, Biagio Cepollaro, Renzo Favaron, Mario Fresa, Jacopo Galimberti, Amos Mattio, Antonio Prete, Gabriele Quartero, Michele Sovente, Bianca Tarozzi, Giacomo Trinci, Simone Zafferani).

Per visitare L’Ulisse http://www.lietocolle.com/ulisse

Antonio D'Alessio: Il poeta della vita


articolo di Paolo Saggese pubbicato su «Ottopagine» del 27-12-08 (su Antonio D'Alessio)





domenica 4 gennaio 2009

Su Il cancellatore e altre poesie casuali

Edizioni La Fenice, 2008

nota di lettura di AR

Con questa raccolta Gabriele Quartero ha vinto il Premio Senigallia di Poesia Spiaggia di Velluto 2008 e in effetti si tratta di un’opera che rivela un poeta dallo stile già tornito ed efficace. I versi si muovono nel fluido di questi nostri giorni gravidi di domande che invocano implicite risposte, e così la voce di Quartero sa che rischia sempre di non poter emerger da quel silenzio rumoroso che ci ottunde (magma artificioso di relazioni labili, media omologanti e tecnologia potenzialmente alienante sul quale il Nostro getta uno sguardo fra lo scettico e l’autoironico): «Da notare come certi vocaboli / finiscano puntualmente / a capo. // Rasentano magari il non detto, / per puro sadismo in insinuazione. // (…) viviamo in stanze silenziose / strappati al terreno di parole.» (cf. Poesia del nulla di fatto, p. 14); «di noi non possiamo sapere / neppure quello che si veder / e a volte il silenzio è più / cognizione che mistero.» (cf. Dell’oscurità di certi passaggi, p. 19); «premendo i tasti del cellulare / ho formato uno scheletro di melodia. / Mi fa ricordare di essere nato / in un mondo pieno di cultura.» (cf. p. 35); «Le parole precise hanno già stampato / un senso tanto preciso che ormai / è cosa loro. Le si usa? Niente affatto: / compaiono per gentile concessione.» (cf. p. 46); «… Dove / ogni nome va a finire? Lo si riesce // una volta per tutte a separare, a raggiungere / di là dal suo contorno? No, direi. Non so.» (cf. Chiamarsi, pp. 50-51); «della storia, noi siamo / quello che non riusciamo a dire.» (cf. Note per un romanzo incompiuto, pp. 69-70); «Certe parole potrebbero / essere anche meglio di così / ma in genere non si va / per il sottile: le sappiamo / vuote, così scorticate, // già pronte alla bugia, al presagio.» (cf. Certe parole, p. 74).
Nella Prefazione Giancarlo Sissa scrive: “La perizia tecnica considerevole di Quartero, il suo verso nitido, preciso, acuto appunto, e spesso raggelato sono lo strumento ideale – e raffinato – per mettere in scena sulla pagina rappresentazioni minime e minimali di un approccio al reale caratterizzato da un totale e fermissimo disincanto. (…) Eppure, l’evidente sensibilità – e quasi ossessiva – per categorie eminentemente autobiografiche (e morali) quali la verità, la menzogna (…) non possono non indicare un certo potere residuale – sia pur negativo – attribuibile all’uso del linguaggio (…) (pp. 7 e 9).
Sottoscriviamo e raccomandiamo la lettura di questo libro che provoca il lettore a un “ascolto” partecipativo e sa attirare anche quello “casuale”.


Poesia del nulla di fatto

Da notare come certi vocaboli
finiscano puntualmente
a capo.

Rasentano magari il non detto,
puro sadismo dell’insinuazione.

Non è chiaro a questo punto
chi rivesta il ruolo di carnefice
e chi di vittima. In un silenzio

mai così greve, mai così minaccioso…

Insomma nessuna differenza
tra vittima e carnefice, tutto è il doppio
di tutto, del resto noi ormai

viviamo in stanze silenziose
strappati al terreno di parole.


Dell’oscurità di certi passaggi

Riferendosi anche a luoghi malsani
sopiti ma non rimossi,
la trasparenza della carta fa leggere
di là da essa ciò che seguirà:
di noi non possiamo sapere
neppure quello che si vede
e a volte il silenzio è più
cognizione che mistero.

Le labbra si asciugano
nel tentativo di tornare sopra
alla realtà delle righe,
scoppiettando,

a volte un vento di fricative,
– minime detonazioni –
teatro stilizzato
di quel che sta di là dalla finestra.



Chiamarsi

A giorni l’urgenza è così scoperta
in ogni nome vivo, il suo sangue

denso ci risale in una variante
meno comune dell’invecchiare

come in genere lo si intende:
ticchettio d’orologio, seduzione

di poca sostanza, una miseria.

Si passa allentati, e il fondo
di ogni convinzione ci colma

non si riesce a fare silenzio intorno:

non riesco a giorni a lasciare fuori
a chiamarmi per tramite di nomi

presenti, inseparabili dall’apparenza. Dove
ogni nome va a finire? Lo si riesce

una volta per tutte a separare, a raggiungere
di là dal suo contorno? No, direi. Non so.

È tutto così scontato, basta un niente
per andare oltre, a essere abbastanza ostinati.

Nulla rimane, una volta indietro.



***


Forse non desidero nulla –
la chiave nella serratura
in uno scatto
distante, fuori piove.

La polvere non è mai
una motivazione, non vi sono
ragioni nello stillicidio;
corpi soltanto.

Intanto
premendo i tasti del cellulare
ho formato uno scheletro di melodia.
Mi fa ricordare di essere nato
in un mondo pieno di cultura.

Oh, la purezza delle forme che
nei nostri appartamenti
misteriosamente introduciamo!
Essa vi ha già vissuto.

Due volte è il peso di tutto,
ho solo creduto di essere vivo.


***


Ora si ha bisogno
di espressioni più che banali
per non gettare tutto il peso
su definizioni di vocabolario.

Le parole precise hanno già stampato
un senso tanto preciso che ormai
è cosa loro. Le si usa? Niente affatto:
compaiono per gentile concessione.

Basterebbero indicazioni, pochi segnali
per far capire
la direzione.
Meglio non dire più.



Note per un romanzo incompiuto

Un titolo programmatico
spesso nasconde l’incertezza
dell’autore, il suo sottrarsi
all’orrore che ogni incognita
con sé reca:

ecco allora s’aggirano
per stanze disabitate
figure di second’ordine:
cosa vogliono non si sa,
rimuovono particolari
essenziali, ogni cosa
dopo è fuori posto:

dire con sicurezza,
essere certi di –
ma ogni giorno di più
il risultato si nega, l’autore
dovrebbe (forse) ribellarsi
una volta prossimo al finale;

ma ormai sappiamo l’esigenza
della storia, noi siamo
quello che non riusciamo a dire.


venerdì 2 gennaio 2009

Nasce Poesia Meridiana

AA.VV. POESIA MERIDIANA, ANNO I NUMERO ZERO, 2008

di Vincenzo D’Alessio & G.C.F.Guarini

“Nasce una nuova rivista”, inizia con questa frase dettata dal direttore editoriale della rivista Poesia Merdiana Paolo SAGGESE, il battesimo letterario in 222 pagine di una nuova forza chiamata “rivista”. Preferiamo definirla come un nuovo contributo, che non smarrisca il “porto sicuro” da cui parte e la fedeltà alle lettere che vi contiene, questa prima tessera indispensabile per ricomporre il mosaico variegato dei poeti, scrittori, filosofi, pensatori, meridionali offuscati, sconosciuti, rimasti poco divulgati nella Storia della Letteratura Italiana.
La nostra penisola è da millenni una frantumazione di pensiero e di sforzi che non approdano ad una unità nazionale. Troppo forte è la lezione “divida et impera” somministrata dalla civiltà di Roma: egocentrica, etnocentrica, dissacrante. Resta viva in noi la lezione del popolo Osco- Sannita, che forma la nostra radice ideale, sconfitto dalla brutalità dei Romani. Oppure la lezione sempre attuale del grande poeta e filosofo Pietro Paolo PARZANESE rispetto alla grettezza del potere dominante. Siamo “meridiani” di altrettanti meridiani disposti intorno a quest’azzurro pianeta che idealmente forma il Parnaso letterario di una civiltà millenaria che ha dato alla penisola italiana il calore dei suoi figli migliori.
Nasce sotto la buona stella del nobel Salvatore QUASIMODO. Sotto la freschezza della Costa d’Amalfi cara ad Alfonso GATTO, di cui ricorre il primo centenario della nascita quest’anno. Dentro la memoria variopinta del lucano Leonardo SINISGALLI che traduce la forza della civiltà contadina dimenticata. Brilla della versatilità dei poeti minori che rendono giustizia al Meridione attraverso queste pagine , come cita lo stesso direttore editoriale: “… Madre del Sud,/ vera umiliata e sfortunata/ fra tutte le madri bianche/” (Giuseppe SAGGESE). Nasce e si alimenta delle voci di un bacino ampio e caldo qual è il Mediterraneo: luogo di aspri conflitti, di vere passioni, di innumerevoli lumi di civiltà.
Noi abbiamo seguito ed amato gli Autori meridionali di riviste d’eccellenza come il poeta Luigi FONTANELLA fondatore della rivista “GRADIVA”. Monsignor Michele RICCIARDELLI, fondatore della rivista “FORUM ITALICUM”. Lo scrittore Carlo SANTOLI, fondatore della rivista “SINESTESIE”. Il critico letterario Mario Gabriele GIORDANO, fondatore della rivista “RISCONTRI”. La lista è lunga e guarda ad un passato costruito sugli sforzi singoli divenuti nel tempo cenacolo di pensiero ed azione letteraria. Tutte queste testate, unite a quelle provinciali e locali, formano il variegato universo meridiano che attende di unirsi a quello europeo capovolgendo il concetto nord-sud di questa parte del Mediterraneo. Nasce questo nuovo afflato di libertà sulle ceneri dei martiri liberali del 1799. Accoglie le voci di poeti e scrittori arabi, greci, turchi, africani, integrandole nel coro polifonico della terra irpina da cui nasce, come una fonte freschissima di acque che per secoli hanno viaggiato nelle viscere di una miniera verde di speranze e brulla di riconoscenza. Un deserto che va bonificato ascoltando tutte le voci. Deserto che va ostacolato nella sua avanzata politica con fogli di carta: testamenti di vite di uomini liberi: i Poeti.
Conoscete un’espressione più alta della Poesia realizzata dagli Uomini?
Ci sono migliaia di forme di vita, anche sconosciute a noi uomini tecnocratici. Ma dalla scoperta della scrittura, dalle pitture rupestri dell’uomo preistorico, la Poesia multicolore e multirazziale sopravvive quale faro indistruttibile dell’Amore che il genere umano porta, attraverso la Parola, alla propria discendenza. Lunga vita, allora, a questa neonata e… speriamo prolifichi!
Gennaio, 2009

POESIA A TEATRO 2009

Cartoline da Cesena scrittura e lettura

a cura di FRANCO POLLINI

Cesena, Teatro A. Bonci
12-18 gennaio 2009, ore 21


SERENA COMANDINI/ ILARIO SIRRI
DENIS CAMPITELLI/ LORIS BABBINI
ALDO SPALLICCI/ OLINDO GUERRINI/ DOLFO NARDINI

RAMIN BAHRAMI/JOHANN SEBASTIAN BACH

CRISTIANO CAVINA

MARINO BIONDI/ ORIANA FALLACI/ PAOLO TURRONI

MARCO VIROLI/ OMERO/ ANDREA BRIGLIADORI

CORRADO BERTONI/ MARCELLO PIERI
GABRIELE MARCHESINI/ ANGELA BAVIERA


12 gennaio 2009
Quattro sguardi indiscreti sulla poesia romagnola tra passato e presente
Serena Comandini, Ilario Sirri, Denis Campitelli e Loris Babbini
leggono Aldo Spallicci, Olindo Guerrini, Dolfo Nardini e Loris Babbini
Tosca Edizioni
ingresso gratuito


13 gennaio 2009
Ramin Bahrami interpreta al piano Johann Sebastian Bach
concerto inserito nell’abbonamento musica
biglietto intero €15
prevendita € 1


14 gennaio 2009
Cristiano Cavina legge I frutti dimenticati di Cristiano Cavina
ingresso gratuito


15 gennaio 2009
Marino Biondi legge Un cappello pieno di ciliege di Oriana Fallaci
con la partecipazione di Paolo Turroni
ingresso gratuito


16 gennaio 2009
Citazioni e versi d’amore
letture di Marco Viroli e Andrea Brigliadori
con la partecipazione di Gabriele Marchesini
ingresso gratuito


17-18 gennaio 2009
Le vie dei poeti
a cura di Corrado Bertoni
musiche originali Marcello Pieri
letture Gabriele Marchesini
voce di Angela Baviera
proiezione del film realizzato da Nanook Film regia di Corrado Bertoni
con la partecipazione di
Emilia Romagna Teatro Fondazione/Teatro Bonci/Comune di Cesena
spettacolo per gli abbonati in anticipo prosa e essai
fuori abbonamento settore unico €10
prevendita € 1

Premio Alinari 30-4-2009

In Purissimo Azzurro di gennaio

Carissimi amici,

e' on line il numero di Gennaio di "In Purissimo Azzurro", rivista di letterature & dintorni fondata e diretta da Maria Di Lorenzo <http://www.mariadilorenzo.net> .

Questo il sommario:

EDITORIALE
Questo nonnulla che ci impegna la vita
di Marco Guzzi

SPAZIO FRANCO
La scrittura e' una zattera nell'oceano delle emozioni
Un incontro con Antonella Pizzo di Morena Fanti
La scomposizione del dolore. Sui versi di "In stasi irregolare"
di Morena Fanti

LA PAROLA INTERIORE
La festa di nozze
Un inedito di Giorgio Barberi Squarotti

COSA SCRIVONO I RAGAZZI
A scuola con poesia
di Liliana Porro Andriuoli

SCAFFALE ALTO
"La sera si fa sera" di Maria Di Lorenzo
A cura di Elisabetta Modena

PAGINE DIGITALI
La poesia e lo spirito
Un blog letterario collettivo

LE MUSE SUL MOUSE
Picasso al Vittoriano di Roma
La "magnifica ossessione" della Citta' Eterna
De Chirico e la tensione imitativa
Da Rembrandt a Vermeer, la pittura fiamminga e olandese del Seicento
A cura di Francesca Romana Cicero

IL RACCONTO D'AUTORE
Evocazione
di Saul Israel

CORSI & CONCORSI
Premio Nazionale Fortunato Pasqualino
Concorso di Poesia Citta' di Milano
Note's - Scrivere di musica
Concorso mensile L'Autore Indipendente
Premio Nazionale PensierinVersi
Premio Letterario per Opere Inedite
Premio Internazionale Campi Bisenzio
Concorso Letterario Citta' di Forli'
A cura di Pier Vittorio Vallati

CELLULOIDE
Il Nordest allo specchio ne "Il resto della notte" di Francesco Munzi
A cura Maurizio Turrioni

LA MEMORIA
Il segreto dell'amore. Incontro con lo scrittore Michael O'Brien
di Alfredo Tradigo

RACCONTARE PER IMMAGINI
Sicilia in posa nelle storie fotografiche di Giuseppe Tornatore
A cura di Maria Di Lorenzo


Accedi al sommario on line <http://www.inpurissimoazzurro.info/gennaio_2009.htm>


Buona lettura e naturalmente ... Buon Anno a tutti!

Arrivederci a febbraio con il prossimo numero!




Lo Staff di "In Purissimo Azzurro"

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