Su Tessere, Ex ore e Gli angoli della terra di Germana Duca Ruggeri

recensione di Carla De Angelis

La storia, le storie hanno sempre avuto e per fortuna ancora hanno, un grande valore. In un mondo sempre più abitato dalla immediatezza – è sufficiente una risposta sbagliata per finire nella botola dell'oblio – dai rumori e da suoni che coprono le voci del tempo, c’è per fortuna la scrittrice poetessa Germana Duca Ruggeri che nei suoi libri offre la possibilità di un confronto con il passato.
Nel libro Tessere (Manni) c’è l’amore per il mondo contadino, lo stesso amore per la terra marchigiana che avevo trovato nei testi dello scrittore, poeta, incisore Luigi Bartolini.
Il tempo che rende prezioso ogni attimo della vita è protagonista indiscusso dei suoi componimenti.
In uno degli esergo l'autrice dichiara “il dolore a volte deriva dalla sfasatura fra una persona, i suoi desideri, le sue attese, e la realtà che, prima o poi irrompe. Per questo nel corso della vita siamo chiamati e tessere trame nuove su antichi orditi. Il passato per raccogliere il presente e seminare il futuro.
Il lettore si specchia nella realtà quotidiana in tutti gli elementi che la compongono e che spesso ci sorpassano velocemente. La scrittrice Germana Duca Ruggeri, invece, si sofferma e rende importante ogni gesto, così anche nel libro di poesia Ex ore (Marsilio) il tempo è costante, perché è evidente che è il linguaggio naturale e potente nel quale siamo immersi costantemente.
Accanto a me ho anche il suo libro più recente Gli angoli della terra (Joker) , il titolo mi porta a quei versetti della Bibbia “dopo questo vidi quattro angeli in piedi ai quattro angoli della Terra che trattenevano i quattro venti della terra” (Rivelazione 7:1 – Apocalisse di Giovanni). Infatti la raccolta si apre a riflessioni e suggestioni sparse nel tempo e nello spazio. Le due sezioni del libro scorrono fluide, la prima propedeutica alla seconda: “Traversati i dodici segni di gran carriera siamo immateriali”. Alla scansione del tempo si aggiunge l’amore per la famiglia e il rispetto che dovremmo a noi e al futuro del mondo: “Volano i bambini / in braccio ai genitori /… / e ogni parola detta / è un investimento / sull’età futura” (pag.75). I versi non sono mere contemplazioni o ripiegamento privato, sono considerazioni approfondite su valori irrinunciabili: “La condanna più dura / inflitta a chi sa / il perché della rovina. / Spietati i particolari / della Crocifissione”; a volte sono denunce “La guerra corrompe. / Solo fosche soglie… /Nessuna memoria del passato” (pag. 13), o segreti che svela “La poesia non è una pianta esotica / non cresce sulle nuvole” (pag. 28).

Tre libri, tre gioielli da leggere e rileggere per la loro delicatezza, per la buona scrittura, per le parole tenere, ma incisive.
Tre libri, una buona semina per una terra che li saprà accogliere.

Roma 15 gennaio 2011

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