Su Ma il cielo ci cattura di Ardea Montebelli


recensione di Guido Passini pubblicata in
respirandopoesia.altervista.org


Cenni biografici
Ardea Montebelli è nata a Rimini il 5 marzo 1956 e in questa città vive e lavora come insegnante. Si occupa di poesia e di fotografia ed è giornalista pubblicista. Ha pubblicato: nel 1989 Alchimia dei sentimenti e Laudato sii, e nel 1993 Pietre di paragone, tutti per i tipi delle Edizioni Forum di Forlì; nel 1996 L’anima del mare (Panozzo Editore, Rimini); nel 2001 Il paradosso della memoria, una meditazione in versi sulle lettere di S. Giovanni (Fara Editore, Rimini), nel 2002 un catalogo fotografico dal titolo Cari, vecchi frammenti (Ed. Giusti, Rimini); nel 2005 Ma tu non dartene tormento, una meditazione in versi sulla Shoah (Guaraldi Editore, Rimini). Nel 2008 esce Ma il cielo ci cattura edito da Fara Editore.

Recensione
Quanti di voi non sono stati catturati dal libro di Ardea sfogliandolo? Ovviamente una domanda retorica, in quanto sono nettamente convinto che questo sia accaduto. Un libro che fa dell’icona sacra un’arte, o meglio una bi-arte. In tanti si sono cimentati e continueranno a cimentarsi nell’accostamento di poesia e fotografia, ma credo siano in pochi a raggiungere un risultato simile a quello ottenuto da Ardea. In questo libro compaiono foto che non raffigurano persone o paesaggi che hanno scaturito un emozione, ma sono immagini che raffigurano la fede. Un percorso intrinseco tra riflessione e meditazione, giocata ragionevolmente tra immagini e parole. A mio avviso l’ultima fotografia del libro, che porta il titolo L’Eremo di S. Bartolomeo in Legio, Roccamorice (PE), dove viene immortalato un cunicolo buio in discesa e al di sopra una piccola croce in ferro battuto utilizzata per una messa a fuoco che rende l’immagine di particolare bellezza è una poesia senza bisogno di parole. A riguardo ricordo un aforisma di Simonide che dice: “La pittura è poesia silenziosa e la poesia è pittura che parla”. Credo che questo possa essere riferito anche alla fotografia. Una rappresentazione grafica che ha significati plurimi non necessariamente basati sul sacro. Suggestivo anche il botta e risposta tra le parole tratte dal nuovo testamento e i versi di Ardea. Un input breve e ragionato, ed una elaborazione della riflessione. La verità è una parola ricorrente in questo libro, e in quanti ne siamo alla ricerca! La cerchiamo nelle parole, la cerchiamo nel prossimo, la cerchiamo nell’amore, nell’amicizia, nelle chiese, nelle nostre case, e perché no… nel cielo… e forse la conosceremo solo quando il cielo ci catturerà.
Un libro particolare, scorrevole alla lettura, che resta ben impressa nella mente, una lettura che purifica l’anima. Un libro che porta speranza in maniera delicata e continua. Complimenti Ardea, un ottimo lavoro.

Nessun commento: