Visualizzazione dei post in ordine di pertinenza per la query germana duca. Ordina per data Mostra tutti i post
Visualizzazione dei post in ordine di pertinenza per la query germana duca. Ordina per data Mostra tutti i post

venerdì 21 gennaio 2011

Su Tessere, Ex ore e Gli angoli della terra di Germana Duca Ruggeri

recensione di Carla De Angelis

La storia, le storie hanno sempre avuto e per fortuna ancora hanno, un grande valore. In un mondo sempre più abitato dalla immediatezza – è sufficiente una risposta sbagliata per finire nella botola dell'oblio – dai rumori e da suoni che coprono le voci del tempo, c’è per fortuna la scrittrice poetessa Germana Duca Ruggeri che nei suoi libri offre la possibilità di un confronto con il passato.
Nel libro Tessere (Manni) c’è l’amore per il mondo contadino, lo stesso amore per la terra marchigiana che avevo trovato nei testi dello scrittore, poeta, incisore Luigi Bartolini.
Il tempo che rende prezioso ogni attimo della vita è protagonista indiscusso dei suoi componimenti.
In uno degli esergo l'autrice dichiara “il dolore a volte deriva dalla sfasatura fra una persona, i suoi desideri, le sue attese, e la realtà che, prima o poi irrompe. Per questo nel corso della vita siamo chiamati e tessere trame nuove su antichi orditi. Il passato per raccogliere il presente e seminare il futuro.
Il lettore si specchia nella realtà quotidiana in tutti gli elementi che la compongono e che spesso ci sorpassano velocemente. La scrittrice Germana Duca Ruggeri, invece, si sofferma e rende importante ogni gesto, così anche nel libro di poesia Ex ore (Marsilio) il tempo è costante, perché è evidente che è il linguaggio naturale e potente nel quale siamo immersi costantemente.
Accanto a me ho anche il suo libro più recente Gli angoli della terra (Joker) , il titolo mi porta a quei versetti della Bibbia “dopo questo vidi quattro angeli in piedi ai quattro angoli della Terra che trattenevano i quattro venti della terra” (Rivelazione 7:1 – Apocalisse di Giovanni). Infatti la raccolta si apre a riflessioni e suggestioni sparse nel tempo e nello spazio. Le due sezioni del libro scorrono fluide, la prima propedeutica alla seconda: “Traversati i dodici segni di gran carriera siamo immateriali”. Alla scansione del tempo si aggiunge l’amore per la famiglia e il rispetto che dovremmo a noi e al futuro del mondo: “Volano i bambini / in braccio ai genitori /… / e ogni parola detta / è un investimento / sull’età futura” (pag.75). I versi non sono mere contemplazioni o ripiegamento privato, sono considerazioni approfondite su valori irrinunciabili: “La condanna più dura / inflitta a chi sa / il perché della rovina. / Spietati i particolari / della Crocifissione”; a volte sono denunce “La guerra corrompe. / Solo fosche soglie… /Nessuna memoria del passato” (pag. 13), o segreti che svela “La poesia non è una pianta esotica / non cresce sulle nuvole” (pag. 28).

Tre libri, tre gioielli da leggere e rileggere per la loro delicatezza, per la buona scrittura, per le parole tenere, ma incisive.
Tre libri, una buona semina per una terra che li saprà accogliere.

Roma 15 gennaio 2011

mercoledì 4 aprile 2018

“Tempesta serena” a Rimini: il pomeriggio dei giovedì 7 e 21 giugno e 5 luglio 2018

Fara Editore in collaborazione con 



nell'ambito della rassegna Frontespizio5


 


sono lieti di invitarvi a

Tempesta serena

arte, poesia, letteratura, psicologia, religione, filosofia, musica… un tema che rimanda implicitamente al mare sia nelle sue insidie, nel suo generare nostalgie e zone d’ombra, che nella sua capacità di colmare/avvicinare distanze e rendere possibile la navigazione e la scoperta di nuovi mondi (reali e metafisici) 

tre giovedì dalle 15:45 alle 19:00
di incontro, ascolto, letture flash in 3 minuti 
e dialogo aperto al pubblico
interventi all'عودʿ ūd di Pino Ceci

cogliete l’occasione per visitare la splendida

Biennale del disegno (fino al 15 luglio) 
Visibile e Invisibile. Desiderio e Passione 
Da Picasso a Fellini, Guercino e i Gandolfi, 
Beecroft e De Carolis


Giovedì 7 giugno 2018



15:45 Introduzione dell'assessore Massimo Pulini

“Le ultime novità sulla Tempesta di Giorgione”






Il mio cuore è un asino (Nottetempo 2015)




Elena Buia Rutt, classe 1971, è nata e vive a Roma; ha scritto libri su Pier Vittorio Tondelli e Flannery O’Connor e con il marito Andrew Rutt ha tradotto lettere e saggi inediti di Flannery O’Connor, oltre a poesie scelte di Mary Oliver e Rowan Williams (ex Arcivescovo di Canterbury). Insegna alla John Cabot University of Rome e collabora alle pagine culturali dell’Osservatore romano. La sua prima raccolta di versi Ti stringo la mano mentre dormi (fuorilinea, 2012) è entrata nella terzina dei finalisti del Premio Fogazzaro, mentre la sua seconda intitolata Il mio cuore è un asino (Notettempo) è stata pubblicata nel 2015. È sposata e ha quattro figli, Miriam, Thomas, Angelica ed Emily.

16:45 dibattito aperto

17:00 Alessandro Ramber
ti dialoga con Amanullah Ahmadzai su Lontani dalla Luna (racconto sulla sua fuga dall’Afghanistan, III class. al concorso narrapoetando2018); con Graziella Sidoli su Saggiminimi (opera III classificata al Concorso Faraexcelsior 2017: America, scuola, Caino, conflitti, politica, letteratura…) e con Stefano Iori su Lascia la tua terra (poesie in cui “l’essere è ombra”, come scrive Flavio Ermini)

18:00 reading flash di Antonella Jacoli (Amore mio ti aspetto al porto / delle vele piegate a sera), Ardea Montebelli (Più grande del mare), Caterina Camporesi (vanno vengono maree d'amore), Enrica Musio (Visioni poetiche dell'oltretomba), Giancarlo Sissa (Gentilezza del tempo), Marzia Biondi (Serena disperazione), Paolo Paganelli (Colui che cerca, da Siddharta), Roberto Borghesi (Oltre il fragore dei sentimenti), Saverio Caponi (Quel lembo di mare, stretto o canale), Silvia Castellani (Le nuvole che sono)


18:40 dibattito aperto


Giovedì 21 giugno 2018

15:45 Introduzione dell'assessore Massimo Pulini
16:00 Anna Maria Tamburini presenta Germana Duca

Orlo invisibile (Manni 2017)




Germana Duca, nata ad Ancona, vive a Urbino. Scrive testi creativi e critici su riviste e in rete. Ha pubblicato le raccolte poetiche distanzainstanza (Arti Grafiche della Torre 1999), Ex ore (Marsilio 2002), Gli angoli della terra (Joker 2009); con Manni, nel 2004, i racconti Tessere e nel gennaio 2017 la silloge Orlo invisibile.

16:40 dibattito aperto

16:50 Germana Duca dialoga con
Alessandro Zaffini su Scordare il copione


Alessandro Ramberti dialoga con Giuseppe Vanni su Paris Necker (dove il poeta incontra tanti altri con-dannati in attesa), con Marco Colonna su Siamo sono (versi sulla responsabilità dell’esistenza, nodo di senso/i e relazioni), con Serse Cardellini su Sono le 26:00 (per rianimare quella massa informe e putrescente che è l’anima), William Protti su Vera (una storia dove il confine tra sogno e veglia è sempre sfuggente), con Filippo Amadei su Enrosadira (un racconto che ricorda il cinema di Rohmer, come osserva Subhaga Gaetano Faillae con Renzo Deganello su La spada e la scimitarra (l’attualità delle Crociate).


18:40 reading flash di Valeria Raimondi (Il centro il fine), Laura Borghesi  (Caos) e dibattito aperto


Giovedì 5 luglio 2018

15:45 Introduzione dell'assessore Massimo Pulini con presentazione di un'opera d'arte in tema

16:00 Anna Maria Tamburini presenta 

Vesna Andrejevic  77 giorni e notti (in Perdono: dal rancore al ricordoe altri racconti


Vesna Andrejevic (Belgrado) è traduttrice letteraria e multimediale free lance, scrittrice e docente di Lingua e Letteratura italiana, serba ed internazionale. Risiede e lavora in Serbia partecipando a vari concorsi e premi in Italia ed Europa. Ha collaborato con riviste on line pubblicando suoi racconti e saggi di argomento letterario (Faranews, Euterpe, ecc.). Suoi testi narrativi sono stati premiati e pubblicati in antologie sia in versione cartacea che come eBook (Premio Pietro Conti 2004, Premio Donne in pagina Arcilettore 2009, Premio Pubblica con noi 2015, ecc.). La sua raccolta di racconti La gente altrui nel paese delle meraviglie (Premio Letterario Interrete) è stata pubblicata come eBook da Kappeventi.com 2006). Fra i riconoscimenti: Premio ICoN, prima con il racconto Troppi sogni azzurri della gente di troppo, Pisa, 2006; Premio Speciale per il romanzo Saga degli Zingari al Premio Insieme nel mondo 2006 che la vede prima all’edizione 2012 con il romanzo inedito Forziere di nonno; Premio Alda Merini 2013 (selezionata con il racconto Magda); Premio Letterario Internazionale Europa 2013 (Lugano, prima con il racconto inedito La notte di Natale). Traduce i libri e film e coltiva i suoi sogni letterari.

1
7:00 il dialogo continua con Caterina Camporesi (sulla traduzione in serbo con italiano a fronte a cura di Vesna Andrejevic delle raccolte Solchi e Nodi, Dove il vero si coagula e Muove il dove), con Alessandro Ramberti su Al largo (“camminare sul filo tra fede e ragione”, dice Giuseppe Vanni), Gianpaolo Anderlini da Giobbe (“altissima la temperatura delle domande” Michele Bordoni), Salvatore Ritrovato su La casa dei venti (Il Vicolo 2018), con Giovanna Passigato che presenta i racconti vincitori del concorso Narrapoetando: Storie di Nueva Tijuana e con Salvatore Ritrovato che presenta La casa dei venti (Il Vicolo 2018) – nato a San Giovanni Rotondo nel 1967, vive a Urbino dove insegna Letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università “Carlo Bo”, e Scrittura creativa all’Accademia di Belle Arti. Fra le ultime raccolte di versi, in forma di leporello, con illustrazioni di Siganda: Cercando l’isola (Fiorina Edizioni 2017), e la plaquette La casa dei venti. Tra i saggi su poesia e paesaggio, cinema e letteratura, canoni e antologie, il madrigale cinquecentesco, Volponi, ecc. si segnala la nuova edizione di interventi militanti La differenza della poesia (Puntoacapo 2017). Collabora a riviste e periodici di letteratura; suoi testi sono stati tradotti in varie lingue.


18:00 reading flash di Bruno Bartoletti (I volti non hanno più nome e La mia prima automobile), Luca Cenacchi (Filippo Davoli: Tra misticismo e quotidianità), Dan Octavian Cepraga e Giulia Ambrosi (Exuvii/Crisalidi di Simona Popescu), Matteo Pasqualone (Sulla soglia del distacco. Il mare oltre la foce), Matteo Zattoni (Penso a questi spazi come oceano), Franca Fabbri (poesie), Sonia Gardini (inediti).

18:40 dibattito aperto

info@faraeditore.it
twitter.com/faraeditore

lunedì 13 luglio 2009

Su Gli angoli della terra di Germana Duca Ruggeri

Ed. Joker, 2009

«Incredibili quanti itinerari / si intracciano in una parola / nelle sillabe di un poesia / nello sguardo di chi ascolta.» (p. 12)
Questa quartina della prima sezione, “Materiali”, ci presenta, con la chiarezza e la semplicità di una scrittura sicura, un piccolo dietro-le-quinte della nuova raccolta di Germana Duca Ruggeri che credo possa essere condiviso da tutti coloro che leggono e e scrivono versi. Bello anche il tono familiare, intriso di una pietas marcatamente cristiana, dialogico e a tratti orante, che contraddistingue senz'altro quest'opera in cui il paesaggio umano e naturale (quasi un diario di viaggio) gioca un ruolo fondamentale:

«O Signore / cui nulla è impossibile / donaci ancora tempo / per conoscerci / così come siamo diversi.» (p. 14)
«È bella la strada / cammina con chi va / e come il prato oggi / ha nostalgia di voi.» (p. 22)
«La poesia non è una pianta esotica / non cresce sulle nuvole ha radici / sulla terra calpestata nell'infanzia / e su quella passata a guado / nell'età matura. È verità a pezzi / … » (p. 28)
«Noi alberi rovesciati / trapiantati al suolo» (p. 35).

La seconda sezione, intitolata “Immateriali”, ha quasi la portata di un testamento spirituale: c'è un fare il punto del cammino percorso e un indicare con umiltà possibili vie (non facili, ma belle) da seguire:

«l'attacco del silenzio / non annienta la speranza / di riavere la parola.» (p. 42)
«Avere pace. Senza perché amare.» (p. 43)
«Niente è più doloroso / del raggio che si sposta / dalle ferite / che ci procuriamo / a volerlo inseguire.» (p. 49)
«Guardiamo tutti verso il futuro / ma questo non basta a unirci.» (p. 50)
«e non vi sia esitazione / alla fine / fra paura e preghiera.» (p. 58)

Davvero intense queste esortazioni di sapore kierkegaardiano, anche se il suono della poesia di Germana Duca Ruggeri è senz'altro meno cupo di quello del grande Danese:
«La tua legge è nel profondo / del mio cuore e con fiducia / attendo l'ultima visitatrice. / Quando osservo / la strada dalla finestra / immagino il suo arrivo / come l'avvento della luce.» (p. 59)
Forse non tutti concorderanno che «Quando finisce la poesia / inizia la preghiera», perché una preghiera stessa può diventare poesia (come accade, ad esempio, nei Salmi), ma credo che tutti coloro che “si affidano” possano sottoscrivere il verso successivo: «Pregare è ricevere delle forze» (p. 60).
È un libro questo, che accanto a pagine di journal, di sapore intimo, domestico e amicale, offre squarci e slanci che ci portiamo nella mente e nel cuore.

(AR)

venerdì 26 giugno 2026

Una parola poetica aperta a più culture

Su VivArte la recensione di Germana Duca dedicata a  Chiamami di Alessandro Ramberti
È online su VivArte la recensione firmata da Germana Duca dedicata a Chiamami, la più recente raccolta poetica di Alessandro Ramberti, pubblicata da Fara Editore.
Nel suo approfondimento critico, Germana Duca ripercorre il cammino poetico dell’autore, soffermandosi su una scrittura che coniuga ricerca spirituale, apertura interculturale e tensione verso un umanesimo universale. Una raccolta originale, nella quale ogni poesia è proposta anche in cinese, esperanto, inglese e latino, a testimonianza di una visione della parola poetica come luogo di incontro e di dialogo tra le culture.
L’analisi evidenzia inoltre come Chiamami si sviluppi intorno ai temi dell’ascolto, della condivisione e della ricerca dell’essenziale, offrendo al lettore una riflessione sul rapporto tra linguaggio, fede e dimensione umana.
L’articolo è disponibile su VivArte.
www.urbinovivarte.it




giovedì 9 febbraio 2017

Tre “biglietti” per l'Orlo invisibile di Germana Duca


http://farapoesia.blogspot.it/2017/01/vita-e-natura.html



v. la recensione di Michele Luongo in Via Cialdini
 

***

da p. Domenico Ronchitelli
 

Gent.ma prof.ssa Germana, 

ho fatto leggere le sue poesie a p. Giovanni Arledler, scrittore della nostra rivista, e ora le mando il pdf con il giudizio che lui ha dato.
Anche se non facciamo una recensione del libretto, in una delle prossime pubblicazioni lo metteremo tra le “opere pervenute”.
Un cordiale saluto e un augurio di buon lavoro e attività letteraria.
p. Domenico


«Mi pare che quanto scritto nella Prefazione e nella Postfazione del libretto di Germana Duca sia talmente esauriente e profondo che non si possa aggiungere altro. Sì, perché come scrive Alessandro Ramberti, occorre condividere esperienze e, unendo il vissuto a un senso fortemente religioso, l’impresa è ardua, molto personale. Mi colpisce l’importanza di aver caro un mondo poetico e culturale, molto ricco e articolato, di aver a cuore la città di Urbino, per poter amare con una visione grande e solida … La poesia sembra semplice, naturale, ma è molto curata e intensa. Credo che Orlo invisibile possa trovare numerosi lettori che lo avvicinino con attese diverse e magari venga letto e condiviso da amici per riscoprire quel gusto di esprimersi e di comunicare che molti auspicano ai nostri giorni… » (p. Giovanni Arledler S.I.)



****

da Daniele Gigli
 
Subject: Orlo invisibile, Manni 2017


Gentile Germana,

anzitutto mi scusi se non perpetuo anch'io la bella usanza di mano penna e carta, ma mi conosco e temo che, se tentassi di scrivere e imbucare la risposta, rischierei di finire con il procrastinare ad aeternum…
Ho ricevuto Orlo invisibile qualche giorno fa, con gran lusinga, perché mi sembra sempre un bell'attestato di stima che qualcuno mostri il desiderio di essere letto proprio da me. Così, questo weekend mi sono regalato la lettura del suo libretto e ne sono uscito confortato per diverse ragioni. Anzitutto, proprio per il fatto che è un libretto: ho le tasche piene di libri corposi per ragioni editoriali e necessariamente non essenziali, diluiti, discontinui… Il suo è compatto, anzi, diciamo armonico se compatto è parola troppo rigida, e a mio parere di livello omogeneo: con ovviamente picchi in altezza e testi meno belli (solo due non mi sono proprio piaciuti, glielo confesso), ma tutti degnissimi e pensati. E siamo così alla seconda ragione di conforto: lei ha un pensiero forte, che forse nemmeno le interessa trasmettere ma che, essendo forte, trasuda. Ha un giudizio sul mondo e sulle cose, vive dando un giudizio sul mondo e sulle cose. Ma, terza ragione del mio conforto e unica - a mio parere - che rende un tentativo di poesia opera d'arte, lei ha coscienza del linguaggio, della specificità dei mezzi e soprattutto dei fini: lei scrive, mi sembra, per poter dire alla fine “com'è bella” ancor prima di “com'è vera”, vivendo così la specificità dell'arte tutta, che può arrivare, anzi cacciare il vero solo cercando anzitutto il bello.
Mi spiace di non andare più in dettaglio, ma non faccio più microcritica da anni, se non per uso personale (cioè per rubare soluzioni e intuizioni che trovo utili alla mia, di arte) e spero e credo che le note che le ho dedicato siano le più utili e sincere che possa offrirle. Senz'altro sono le ragioni che mi porteranno a seguirla con attenzione in futuro e a riprendere in mano e far conoscere ad altri il suo bel libretto.
Grazie ancora per avermi scelto. Un caro, sentito saluto

Daniele Gigli
Piazza Neruda 10 - 10093 Collegno (TO) 



***********************


Rosa Elisa Giangoia


Carissima,

ti ringrazio di esserti ricordata di me e di avermi mandato il tuo libro che mi ha dato occasione di leggere belle poesie, tra fantasia e ironia, con felici soluzioni espressive, specchio di una vita vissuta e osservata con occhio acuto e umana consapevolezza.
Ti auguro buon proseguimento nel tuo lavoro letterario, con tanti cari saluti.
 

martedì 4 luglio 2023

“… tutto ti perdono, città non mia, / dove non mi sento aliena …”

Germana Duca, Da Urbino ore cambiate, VivArte 2022, con opere grafiche di Oliviero Gessaroli, realizzato dall’Associazione Culturale L’Arte in Arte di Urbino, impresso in 200 esemplari, grafica di Susanna Galeotti

recensione di AR



“Il presente è punto inafferrabile / quanto l’infinito e ogni parte / ricerca il suo tutto per fuggire / l’imperfezione. Lì fuori, la foglia / volge il diritto verso il cielo (…)” (p. 16).

Con linguaggio piano e sapiente Germana Duca ci apre la porta di casa – affetti, odori, sentimenti, letture, ricordi, attenzioni… – e ci accompagna per i vicoli meravigliosamente prospettici di Urbino a cui si rivolge con parole luminose (“Lungo il camminamento delle Mura, / passo e respiro vanno in armonia, Lo sguardo si eleva a contemplare.”, p. 14) in questa raccolta licenziata il 21 marzo 2022, ormai a fine pandemia ma con l’invasione dell’Ucraina a ricordarci l’incombere del male: “Dell’inferno sulla terra inerte, / devastata, a chi chiedere conto?” (p. 15).

La vita è fatta di incontri e confronti, grano e zizzania, chiusure e abbracci, responsabilità e affidamento: “(…) Una libertà / rischiosa, fatta di parole incerte, / in lotta con il qui e ora, intanto / che corre l’anno e tutto è troppo (…)” (p. 17). 

Alla sezione “Giorno” segue inevitabilmente “Notte” che si apre con queste bellissime parole: “Il passato è una mappa per chi cerca / bellezza in ogni cosa (…)”  e poco più più avanti ci dice che “addolorarsi è cosa vana, meglio / ricordarsi di sperare (…)” (p. 25). All’ora III  Germana constata: “Noi che, senza saperlo, siamo / solo un po’ di niente. Lasciati / in balìa dei sogni, dilaniati / da fretta, ansie, angosce, orgogli.” (p. 27). E all’ora IV: “Eppure, se in qualche parola batte / il cuore, ci può stare anche / l‘errore. Allora scrivo, così / mi libero di me, del mio spirito” (p. 28). 

La raccolta si chiude con questi versi “sospesi” di sapore eracliteo (p. 36): “Non è mai uguale la ricorrenza, / quando si alza il sole. A volte / finisce, a volte inizia la festa.” 

Un Quaderno ricco di verità, musicalità ed empatia. 

PS I versi posti a titolo di questa recensione sono tratti dalla XI ora del “Giorno”, p. 21.