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martedì 9 settembre 2014

"Neoplasie civili" silloge poetica del marchigiano Lorenzo Spurio


LORENZO SPURIO
NEOPLASIE CIVILI


Poesie di carattere civile che ci consentono una visione storica della contemporaneità. Come afferma Ninnj Di Stefano Busà “La poesia scorre come segnale di vita che si ravviva dal suo stesso humus, si fa movimento ascensionale, a volte verticale, altre orizzontale, ma sempre alternandosi a sentimenti, suggestioni, pensieri, ispirazioni che si raccordano al tessuto semantico e alla matrice dell’essere. […] tutto infine s’identifica con la vita: Lorenzo Spurio vi antepone una commossa capacità di ragionamento, l’acuta riflessione di una percezione del reale, che intende offrire alla mente l’immagine che la governa, ovvero, nuova vita, nuovi significati, espressioni di una rivelazione che sgorga dal cuore.
Poesia non è, infatti, solo la capacità di offrire riflessioni, ma ciò che si connette misteriosamente al significato delle parole usate e acquista nuovo splendore nel saper individuare la luce riflessa, ovvero, quel mistero che sa cogliere quello che c’è dietro il viaggio acceso negli occhi per sempre. E qui, che anche l’anima del lettore può cogliere l’infinita e arrendevole forza della poesia, soprattutto in quei vividi canti di sdegno, nelle cronache di denuncia di un mondo fatto di lassismo, sopraffazione e ingiustizia dove il poeta, come un novello vate della postmodernità, rompe la logica del bavaglio e proclama con onestà la cruda realtà d’oggi…”



Lorenzo Spurio è nato a Jesi (AN) nel 1985. Laureato in Lingue e Letterature Straniere, è scrittore e critico letterario. Ha all’attivo varie raccolte di racconti tra cui la più recente “La cucina arancione” (2013) e numerosi saggi tra cui “Jane Eyre, una rilettura contemporanea” (2011), “La metafora del giardino in letteratura” (2011), “Ian McEwan: sesso e perversione”(2013). “Neoplasie civili” è la sua prima opera di poesia.
Collabora a varie riviste ed è direttore della rivista di letteratura Euterpe e socio fondatore della Associazione Culturale TraccePerLaMeta. Gestisce un suo sito (www.blogletteratura.com) dove pubblica recensioni, articoli, commenti ad opere letterarie.
E’ Presidente del Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi” e Presidente di Giuria del Premio di Letteratura “Ponte Vecchio”- Firenze.


Titolo: Neoplasie civili
Autore: Lorenzo Spurio
Prefazione: Ninnj Di Stefano Busà
Postfazione: Cinzia Demi
Editore: Agemina, Firenze
Collana: La Fenice – poesia
ISBN: 9788895555744
Pagine: 64
Costo: 10 €

Info per acquisto: edizioniagemina@alice.it

giovedì 3 aprile 2014

Giuseppina Vinci esce con "L'ombrellone giallo"

L’Ombrellone giallo:
la nuova silloge poetica della siciliana Giuseppina Vinci


SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: L’ombrellone giallo
Autrice: Giuseppina Vinci
Editore: TraccePerLaMeta Edizioni, 2013
ISBN: 978-88-98643-05-9
Pagine: 74
Costo: 9€ 

La lentinese Giuseppina Vinci, docente presso il Liceo Classico “Gorgia” della sua città, dopo la fortunata pubblicazione di saggi brevi su autori moderni e contemporanei dal titolo Riflessi letterari (TraccePerLaMeta Edizioni, 2013) ritorna con una nuova pubblicazione.
Il nuovo libro, dal titolo evocativo e ben rappresentato dall’immagine di copertina, è L’ombrellone giallo che ci rimanda, quasi, a una poetica dell’essenziale o delle cose perdute.
Nella silloge trovano posto anche alcuni racconti di media lunghezza che testimoniano ancora una volta, com’era stato per il suo Chiara è la sera (Angelo Parisi Editore, 2012) la versatilità della scrittrice nei due generi letterari e l’indiscussa padronanza dei rispettivi stili.
L’ombrellone giallo si apre con una nota critica introduttiva firmata da Lorenzo Spurio nella quale il critico osserva: “[L]a poetica della Vinci ha come desiderio manifesto quello della lode, dell’encomio al Creato e al suo Creatore che nasce dalla riconoscenza e dall’accettazione del Peccato che, in quanto uomini, siamo costretti a portare. Per questo alcune liriche diventano addirittura delle preghiere, dei testi che, musicati, potrebbero trovare la loro locazione tra la predica e l’eucaristia in una celebrazione religiosa: Tutto tende a Te,/ tutto parla di Te,/ tutto è in TE!”.
Il libro, edito da TraccePErLaMeta Edizioni, è disponibile alla vendita sul rispettivo negozio online della casa editrice (www.tracceperlameta.org) e su tutte le vetrine online specializzate nella vendita di libri.



L’autrice
Giuseppina Vinci è nata a Lentini (SR). Docente nella scuola pubblica, tutt’ora è in servizio presso il liceo classico “Gorgia” della sua città.
Ha pubblicato due libri di poesie e racconti: Battito d’ali (Aletti Editore, 2010) e Chiara è la sera (Angelo Parisi Editore, 2012) e un libro di saggistica breve, Riflessi letterari (TraccePerLaMeta Edizioni, 2013). Ha pubblicato altresì in Cento voci verso il cielo, Antologia poetica e in Antologia di poesie “Il Forte”.




Info:

martedì 1 aprile 2014

La bresciana Ilaria Celestini ritorna con "Memorie intrusive", silloge poetica dai toni duri, ma di grande riflessione personale


Memorie intrusive di Ilaria Celestini

  
Dopo la prima raccolta datata 2011 dal titolo intimo e sussurrato Parole a mezza voce nella sera, la bresciana Ilaria Celestini ritorna con un nuovo lavoro concettuale, raccolto attorno al titolo di Memorie Intrusive. Il nuovo libro, edito da TraccePerLaMeta Edizioni, è un ricco scandaglio della psiche in un universo negletto, fatto di devianza, storture e dove domina la logica dell’inganno, del potere e della sopraffazione. Con una ricca proprietà di linguaggio, la nuova poesia di Ilaria Celestini sembra oltrepassare la metafora per donarsi al lettore in maniera vivida, autentica e direttamente comprensibile senza far ricorso ad analogie. E’ una poetica che affronta temi duri, dolorosi e che sono impiegati dalla donna quale chiaro segno di denuncia, di una realtà –tanto personale che pubblica- che non più sottostare alle bieche regole dell’omertà.
Tacendo una violenza, diventiamo partecipi di essa, e ne produciamo una ancora più grave. E’ questo il messaggio che sembra dare la poetessa.
Dalla prefazione di Loreno Spurio si legge: La silloge non è solo una chiara denuncia sociale di ciò che spesso accade nel mondo, nel nostro paese o nella casa dei nostri vicini, ma di quanto sia importante e imprescindibile denunciare fatti [indecorosi] affinché si impedisca [alle] persone malate di perpetuare le proprie devianze e si metta al bando una volta per tutte la falsa e denigrante definizione di “sesso debole”.


ILARIA CELESTINI. Bresciana di nascita, cittadina del mondo per elezione, Ilaria Celestini dopo la maturità classica ha lavorato nel settore delle vendite editoriali; successivamente si è laureata con lode in Materie Letterarie e in Lettere e Filosofia presso l'università cattolica del Sacro Cuore, perfezionandosi in retorica e semiotica letteraria. E' stata docente di Lettere nella scuola secondaria e ha operato nell'ambito del recupero degli allievi svantaggiati, minori e adulti, con grande soddisfazione.
Si dedica alla scrittura dal 2010; sue liriche di argomento esistenziale, sociale e amoroso sono state premiate e inserite nelle raccolte antologiche dei più prestigiosi premi letterari italiani e internazionali.
Ha pubblicato le raccolte Parole a mezza voce nella sera (Aletti, 2011) e Memorie intrusive (TraccePerLaMeta Edizioni, 2014).
E' inoltre autrice di articoli, racconti, recensioni, ed è spesso ospite in trasmissioni radiofoniche in qualità di specialista di letteratura italiana.


SCHEDA DEL LBRO

Titolo: Memorie intrusive
Autrice: Ilaria Celestini
Editore: TraccePerLaMeta Edizioni, 2014
Pagine: 60
ISBN: 978-88-98643-11-0
Costo: 9€


Info:

giovedì 6 dicembre 2012

LE VOCI DEGLI ALTRI


un'idea di Alessandro Assiri

di prossima uscita: LE VOCI DEGLI ALTRI

numero 0 – bookzine aperiodica!


la persona completamente socializzata è quasi una non esistenza
la morte di una formica non ha nessuna importanza
l’io risiede nel formicaio
( Luigi Di Ruscio, Poesie operaie )

di nuovo dal seminterrato un gran vibrare di chitarre
ginsberg
le voci degli altri come suono di un’ urbanità in disuso
un’estensione dello spazio quella voce che dovrebbe trasformarsi in organo
solo per pretendere di assomigliare alla poesia fosse pure cattiva
le voci degli altri è dividersi il lavoro, svegliarsi insieme dall’anestesia
è ascoltare il rumore che fa coincidere i nostri sensi separati
le voci degli altri sono il brusio dell’uomo senza mondo
che ridisegna i contorni della propria immaginazione

(disponibile dal 10 dicembre 2012 nelle emeroteche, librerie e caffè letterari di bologna, brescia, verona…)

giovedì 16 agosto 2012

Mario Meléndez: APPUNTI PER UNA LEGGENDA

Di Appunti per una leggenda, traduzione non ancora edita di una parte di Apuntes para una leyenda di Mario Mendélez realizzata da Emilio Coco, scelgo di non dire niente. Voglio che sia così, un fulmine a ciel sereno senza troppe premesse a fare da nubi. Voglio sia poesia pura, esplosiva, promettendomi/vi/gli di dedicare a questo testo una recensione accurata (sia pur sempre nei miei limiti) il prima possibile.
Però, tanto per giocarmi la coerenza, qualcosa dico. Dico che ho scelto di pubblicare cinque poesie che trovo essere rappresentative di un testo che andrebbe letto. Dico che spero, attraverso la mia scelta, di riuscire a convincervi di ciò. Dico, infine, grazie ad Alessandro Ramberti che mi ha permesso di conoscere l'autore, e grazie a Mario Mendélez. Il perché mi sembra chiaro: un poeta un grazie se lo merita sempre.

F.V.



PRECAUZIONI DELL’ULTIMA ORA

Dovrò stare attento ai vermi
quando mi seppelliranno
la cosa più sicura
è che parlino male di me
che sputino sulle mie poesie
e orinino sui fiori freschi
che adorneranno la mia tomba
sarà persino possibile
che divorino le mie ossa
mi estirpino gli intestini
o al colmo dell’ingiustizia
rubino il mio dente d’oro
e tutto questo perché in vita
non ho mai scritto su di loro

*

SANGUE NELL’ESILIO

Quando arrivò l’inverno in Cile
migliaia di uccelli volarono con la prima pioggia
erano impauriti tra l’ombra e la morte
e preferirono emigrare con le loro vite
Presero il primo aereo, disperati
si lanciarono sui moli inseguendo navi
attraversarono le montagne fuggendo dalle lance
e lasciarono indietro la patria e gli eredi della fame
Alcuni non decollarono mai
strapparono loro le ali tentando di lottare
scomparvero con nome e cognome
sotto gli alberi di ferro
li rinchiusero in gabbie per specie
e quando anni dopo li trovarono
avevano la carezza del corvo tra le penne
Gli altri, inseguiti
gli uccelli del paese che riuscirono ad attraversare la morte
dovettero abituarsi a volare in un altro modo
a sentire in un altro modo, a respirare in un altro modo
La terra estranea li aveva accolti
la terra amica li invitava a tavola
a dividere il pane e i suoi dolori
Molti persino nell’agonia
sognarono di veder la patria per l’ultima volta
ma la patria pure agonizzava
aveva voluto volare con le loro ali rotte.

*

IL MIO PAESE

Il mio paese ha freddo ogni giorno dell’anno
ha fame e sete e gioventù
Il mio paese è un pezzo di legno
di letto che non basta per quattro o per otto
Il mio paese ha pioggia e vento
ha facce disegnate con la cenere
ha mani che applaudono per non morire
Il mio paese non ha nome
non ha età né tempi
non ha strade né sorrisi
Il mio paese non ha Dio
il lievito e il sale vinsero i santi
l’acqua dei rubinetti fu più pura di una chiesa
Il mio paese è un compendio dell’amore stanco
è una biografia senza rive né angoli
un cadavere recente
un bicchiere che non sarà mai riempito
Il mio paese ha bambini che sembrano vecchi
e vecchi che si rubarono gli anni
ha donne con occhi spenti
e uomini tagliati a metà
Il mio paese ha alberi senza tronchi e senza foglie
ha rose che cambiarono colore
per un chilo di pane
Il mio paese è una ferita nel tempo
una chitarra malata e sorda e muta
una canzone di nomi definitivamente tristi
definitivamente amari
definitivamente dimenticati nel grande sogno della vita

*

PER MAGGIORE SICUREZZA

Venite a vedere la mia poesia
non è fatta di materiale leggero
resisterà perfettamente all’inverno
e in estate rinfrescherà
le menti e i corpi
Ci sono travi potenti tra ogni verso
ci sono listoni che puntellano le mie parole
E se la pioggia desidera entrare
metterò i miei sogni sul tetto
e sigillerò le infiltrazioni
col mio dolore

*

PORTAMI

Portami a sud
dei tuoi fianchi
dove l’umidità
avvolge gli alberi
che spuntano dal tuo corpo
Portami nella terra profonda
che si affaccia tra le tue gambe
in quel piccolo nord dei tuoi seni
Portami nel deserto freddo
che minaccia la tua bocca
nell’appartata oasi del tuo ombelico
Portami ad ovest di quei piedi
che furono miei
di quelle mani che rinchiusero
il mare e le montagne
Portami in altri paesi
con il primo bacio
nella regione interminabile
di lingua e fiori
in quel sentiero genitale
in quel fiume di cenere che spargi
Portami ovunque, amore
e ovunque conduci le mie dita
come se tu fossi la patria
e io il tuo unico abitante






Mario Meléndez Muñoz  è nato in Cile nel 1971, e ha studiato giornalismo e comunicazione sociale all’Università Santiago Repubblica. Ora vive a Città del Messico,una città grande rispetto a quella in cui viveva e probabilmente più adatta alle esigenze del giovane talento.

Nel 1993 ha ricevuto il Premio Municipale per la letteratura nel bicentenario della Linares. Le sue poesie compaiono in varie riviste e antologie internazionali. Nel 2005 ha vinto l’ “Harvest International” il premio della migliore poesia in lingua spagnola presso l’Università di California Polytechnic, Stati Uniti. Attualmente sta lavorando al progetto “Festa del Libro Itinerante”.

I suoi maggiori lavori sono: “Autocultura y juicio” (con prefazione del Premio Nazionale di Letteratura, Roque Esteban Scarpa); “Poesía desdoblada”, “Apuntes para una leyenda”, “Vuelo subterráneo” e “El circo de papel”, che sono stati in parte tradotti in italiano, inglese, francese, portoghese, olandese, tedesco, rumeno, persiano e catalano.

sabato 11 agosto 2012

Selezione dei materiali per il prossimo numero della rivista di letteratura "Euterpe"



SELEZIONE DEI MATERIALI 
PER IL PROSSIMO NUMERO
DELLA RIVISTA DI LETTERATURA "EUTERPE"


Il Direttore, il vicedirettore e il coordinatore ufficiale della rivista hanno deciso di comune accordo il tema del primo numero della rivista che sarà:

Potere e povertà, gli squilibri insanabili


Essendo Euterpe una rivista tematica, consigliamo caldamente a tutti i collaboratori di partecipare al prossimo numero con un loro testo che sia conforme a questo tema. Testi che non presentano questo tema verranno comunque letti, valutati e pubblicati in rivista a seconda della quantità di materiale ricevuto.

Il termine ultimo di invio dei materiali è fissato alla data del 28 Settembre 2012.

Il materiale va inviato rigorosamente alla mail della rivista: rivistaeuterpe@virgilio.it


Grazie a tutti coloro che parteciperanno.


Lorenzo Spurio
Direttore rivista Euterpe
www.rivista-euterpe.blogspot.com
rivistaeuterpe@virgilio.it

sabato 19 febbraio 2011

Presentazione del libro "Sensualità- poesie d'amore d'amare" Libreria Rinascita- Roma





LIBRERIA RINASCITAVia Prospero Alpino, 48 – ROMA – Circonvallazione Ostiense
Giovedì 3 marzo 2011, ore 18.30
MICHELA ZANARELLA
in anteprima assoluta
presenta le sue Poesie d’Amore d’Amare
racchiuse nel libro-scrigno
SENSUALITÀ
Sangel Edizioni
OSPITE D'ONORE SILVIO PARRELLO
POETA, PITTORE e TESTIMONE CULTURALE“ER PECETTO”,
personaggio del romanzo “RAGAZZI DI VITA” di PIER PAOLO PASOLINI
Introduce la serata l'attore dell'Accademia d' Arte Drammatica "Silvio D'amico"
GIUSEPPE LORIN
presentazione dell'autrice e del libro a cura della giornalista SIMONA ZECCHI
Lettura dellle poesie: GIUSEPPE LORIN
accompagnamento musicale: Giuseppe Cataldi
“…Michela Zanarella scrive un nuovo capitolo della Poesia Romantica Sentimentale di grande intensità…”G. L.
Attraversiamoci occhi e vapore
a voce bassa,fino ad aprirci morbidi
sulle colline d’istinto.
Michela Zanarella