Un tema su Ungaretti e due poesie


di Thuy Lan Ritondale IIIB

Tema

“La poesia riafferma sempre, è la sua missione, l’integrità, l’autonomia, la dignità della persona umana.”

“Non conosco sognare poetico che non sia fondato sulla mia esperienza diretta.”

Partendo da queste affermazioni di Giuseppe Ungaretti presenta questo poeta facendo riferimento a quanto letto e visto in classe, soffermandoti sugli aspetti che ti hanno maggiormente provocato.

La poesia, come dice Ungaretti, riafferma sempre l’integrità, l’autonomia, la dignità della persona umana. Essa rappresenta il poeta che la scrive e la elabora, pur facendola rimanere essenziale nella sua completezza. Tanti componimenti lirici si basano sulle esperienze di chi le crea. Ungaretti ha scritto varie poesie, molte delle quali al fronte.
In un clima drammatico e cupo, dove regna sovrana e incontrastata la morte, un uomo appunta i suoi pensieri sulle carte delle pallottole.
Ha la necessità di esprimere ciò che ha intorno, le sue emozioni, la speranza di una fine a tutto il dolore che la guerra ha portato… Il suo nome è Giuseppe Ungaretti.
Egli parte per il fronte con ideali patriottici, pensando di liberare l’Italia dalla guerra. In quel periodo il giovane soldato sprofonda in una crisi interiore, avendo realizzato cosa voglia dire combattere. Inizia così a scrivere poesie, cercando di spiegare il senso degli avvenimenti che accadono intorno a lui.
Descrive “la notte violentata”, “il compagno massacrato”, “la mattina”…
Brevemente.
Pochissimi verbi, solo parole.
Ungaretti colpisce per la profondità e semplicità che ha nel comporre frammenti lirici.
Per me lui è “l’uomo della speranza”. Egli è un esempio per ognuno di noi.
Oltre alle sofferenze patite in guerra, il celebre poeta nella sua vita privata ha perso un figlio. A quest’ultimo è stata dedicata una poesia dal padre.
Nei componimenti lirici di Ungaretti quello che mi ha sempre affascinato è stato l’equilibrio.
Il poeta riesce ad amalgamare felicità e sofferenza armoniosamente, creando una pace tra due sentimenti in netto contrasto tra loro, che vorrebbero annullarsi a vicenda.
È questa contraddizione che ci induce a porci domande.
Nella poesia Soldati, la parola “soldati” compare solo nel titolo. L’immagine delle foglie d’autunno sui rami è qualcosa di piacevole e malinconico che rispecchia, secondo il poeta, la situazione al fronte.
I soldati vivono nell’incertezza.
Non sanno chi di loro cadrà prima e chi dopo, ma sperano nella fine del conflitto.
Per me è stato meraviglioso affrontare il tema della guerra in poesia perché mi ha permesso di riflettere sull’istinto peggiore dell’uomo in maniera del tutto diversa.
I componimenti lirici di Ungaretti mi hanno fatto comprendere ancor di più che quando l’uomo tende, anche inconsciamente, al male, a ciò che non lo fa vivere bene e che non lo rende felice, cerca di evadere dalla realtà che ha creato intorno a sé.
L’uomo, se tende al male, non è perché vuole così, ma perché usa la sua libertà come un’arma, senza però accorgersene.
Un mondo dove ognuno vuole dominare sull’altro, credendo di agire per il bene di tutti, non è un mondo.
Il nostro, se è un mondo, lo dobbiamo a coloro che non usano la loro libertà per imporsi sugli altri e che la usano, invece, per insegnare ad altri a farne buon uso.
Proprio come quel soldato che scriveva parole d’amore sulle carte delle pallottole.
Illuminato d’Immenso.


***

Qui sotto due poesie inserite nell'antologia Come farfalle diventeremo immensità 2. Per ricordare Katia Zattoni (a cura di Guido Passini, che ricordo con grandissimo affetto)


Su un letto di ospedale 
(a Guido)

Su un letto di ospedale c’è un mio amico.

Non è un malato.
È un combattente.

Su un letto di ospedale c’è un mio amico.

È un poeta.

Il suo respiro,
il suo cuore,
i suoi occhi,
tutto di lui è vivo.

Eppure un affanno lo tormenta,
causato da una guerra che solo lui conosce.

Su un letto di ospedale c’è un mio amico.

Lui, il comandante dell’esercito,
è su un letto di ospedale.

E noi, suoi soldati,
ad osservare e a pregare dietro 
ad una porta,
in attesa,
per lui, 
di un futuro di guarigione
che finalmente gli spalanchi
un infinito orizzonte di
pace e libertà.



Tramonto di cristallo 

Ti raccolgo in frantumi
stasera
tra fiamme di vetro
sul davanzale della mia finestra.

Caduto a precipizio
in pezzi sparsi ed aguzzi,
giaci sul pavimento
come dipinto su cocci di cristallo.

E mentre cerco di ricomporti,
lascio fuori
come da uno specchio 
il tuo doppio,
integro
per sempre,
immortale,
che scende verso valle 
nella crudeltà dei vetri opachi.


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