Mi sveglio vesto come sono (di Carla De Angelis)


Mi sveglio vesto come sono
Apro l’armadio del futuro
Affido al cassetto la notte
Sospendo allo specchio
L’affanno delle scale
Le mani stanche, lo sguardo della nostalgia

La certezza di aver sognato
Il sudore dell’anima

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Andavo per funghi camminavo piano
Osservavo il vento penetrare il bosco
……………piano per non svegliare
il sonno sotto le foglie
lasciavo i funghi alla terra
andavo per provare l’ansia
di non ritrovare l’uscita
sentire i battiti impazziti
arrampicarsi sui tronchi


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Il quotidiano mi rincorre
Fatico a lasciar briciole lungo il cammino
(Alcune) le mangiano i passeri
Per allevare figli
Altre si affannano
A trovare un’altra vita
Restano quelle
Che a volgere lo sguardo
Fanno più leggero il futuro

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Esco da me guardo la mia casa

mi stupisco dei suoi muri del colore delle pareti
dei mattoni animati nelle mani del muratore
le birre bevute da volti sudati
bottiglie vuote risate passi stanchi
nel portare carriole di sabbia
racconti di famiglie che aspettano soldi
stanze che prendono forma
un gatto fermo sulla soglia
fingo di non vederlo
mi vuole appartenere
è il primo quadro che appendo

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….spengo le luci
le candele colorate…. quelle profumate
quest’anno
………no
sfuggo i tuoi occhi
costretti ad un crescendo che non voglio
ingannevoli
senza riguardo

per il suo ingenuo viso fino a ieri
senza rughe
perso in pensieri
impossibili ad essere sorpresi
quest’anno serro l’uscio
resta fuori
(Se puoi)


Carla De Angelis ha pubblicato recentemente la raccolta Salutami il mare e il libro dialogato con Stefano Marello (con lei nella foto) Diversità apparenti entrambi premiati al Kriterion 2007. Trovo i suoi versi semplicemente splendidi, anche queste nuove cose ci comunicano con estrema levità una sofferta eppure amorevole e ironica (dunque autentica) saggezza: "Il quotidiano mi rincorre / Fatico a lasciar briciole lungo il cammino". Buona continuazione Carla e speriamo che qualche navigante lasci traccia in questo spazio.
Alex

4 commenti:

Paola Castagna ha detto...

Una poetica semplice ma intensa.
Sa prendere lasciando segni più che evidenti.
La casa, il possesso fuggire da uno sguardo...mai saremo capaci di riconoscere senza cedere al tentato dialogo che diviene assente.
Grazie di questo scrivere che ci rendi non più soli e forse meno naufraghi

Gabriella Ti ha detto...

carissima Carla
grazie per il simpatico messaggio di auguri pasquali.
io sono rimasta semplicemente fulminata dal tuo "diversità apparenti" e lo sento mio, mi appartiene, le parole dicono ciò che sento
Grazie per aver partecipato a Brussellando e ti aspettiamo ancora, non sfuggire sei ormai parte della Tela Sonora di Bruxelles.
Un abbraccio e buona resurrezione a tutti.
Daniela (il viaggio continua)

Stefano ha detto...

Ciao Carla,
avrei voluto dirti a voce qualcosa di più sul tuo libro "Salutami il mare" oltre che mi era molto piaciuto, ma lì per lì non mi è venuto niente. Lo faccio adesso, sia pur aridamente (perdonami) per dirti le poesie che più mi han colpito: "Non ascolto più i tuoi silenzi"; "Temevo il crescere/non avrei potuto più/giocare/non sapevo ancora dell'amore..." (questa è bellissima!); da "C'è sempre un motivo" i versi:..."Il tempo per trovare l'anima è l'alibi per vivere ancora"; da "Se dipingo" i versi:..."si avvicinano/quelli che non hanno voce/portano parole/per gridare/...le ferite...di una guerra/per la quale/nessuno ha parole per dirla"; da "L'angelo ribelle" i versi:..."inconsapevole/ognuno/è carnefice dell'altro" (è purtroppo bellissima!);e poi tre poesie così brevi, semplici e dirette che sembrano quasi perfette (avrei voluto scriverle io...:)"Ammiccante la scorciatoia" "Se resti legato ai ricordi" e "Il fiume scorre".
Ora ti saluto,
Alla prossima!
Stefano

Mapi ha detto...

Ciao Carla, sono passata a trovarti qui, per lasciarti un saluto (e un abbraccio) e i miei complimenti per questi segni (di)versi condivisi -così semplici, veri e diretti.
Mapi