lunedì 26 gennaio 2026

FOTOGRAFIE

di Sandro Serreri


Al 27 gennaio,

di ogni anno


Fotografie, a migliaia, accatastate

volano, qua e là, come foglie

volti sbiaditi, inespressivi 

sorridono e si abbracciano.


Donne, belle e brutte

bambini vestiti a festa

famiglie sconosciute

attorno ad un tavolo imbandito.


Grandi occhi neri guardano

e domandano: Perché io

e non tu? Chi può 

risponda! 


Sono rimaste nascoste

nelle tasche interne

nei sottofondi delle valigie

nei silenzi notturni.


Ognuna ha una storia

da raccontare, da scrivere

dopo aver viaggiato, superato

confini e montagne.


Hanno ricevuto occhiate

baci, carezze

per non dimenticare

e il cuore restare umano.


Tante sono state bruciate

insieme alla contabilità

a nomi e numeri

vie e città.


Quelle ritrovate

sono state classificate

testimonianze, esposte

come quadri da museo.


I bambini sono rimasti bambini

le ragazze non si sono sposate

i giovanotti non hanno studiato

e non sono andati a lavorare.


Pochi hanno fatto ritorno

ma non hanno trovato

la via, la casa, la famiglia

il vicino, il parente, nessuno.


Qualcuno ha buttato via la memoria

dopo aver gridato: meglio 

dimenticare e tacere

con le foto nelle tasche.


Le loro fotografie in bianco e nero

ci osservano, lontane, morte

e noi ci lasciamo dire qualcosa

che non capiamo.


Se ci accostiamo

e tendiamo l’orecchio

sentiamo le loro voci

che ancora cantano e ridono.


Qualcuno si volta

occhi tristi e gonfi

che par di riconoscere

e chiede: Non dimenticarmi!






sabato 24 gennaio 2026

Poesie inedite di Marco Candela

 


la luna e i gusci vuoti

 

La luna fuoriesce

dal guscio rotto di un uovo:

a volte pulcino e a volte

frittata gialla da assaporare

in mezzo al pane.

La poesia è gustosa

come un piatto semplice:

piace a tutti ma nessuno

ha il coraggio di confessarlo.

 

*

 

punti di vista

 

Mi sono punto con la punta

della matita, proprio sulla punta

della lingua mentre decidevo

tra il punto o il punto e virgola.

 

Punto nell’orgoglio, sono

punto e a capo, vicino al punto

di rottura. Perdo ai punti, perciò

punto tutto sulla simpatia.

 

*

 

mentre morivo

 

Mentre morivo, la radio dell'ospedale

suonava All My Loving e Till There Was You:

una donna asiatica gridava avvolta

in un lungo cappotto di visone

e un giornalista acciaccato telefonava

all'editore con la notizia in esclusiva.

 

Mentre morivo, un pazzo, un farabutto,

un criminale della peggior specie

leggeva Il Giovane Holden nell'attesa

di essere arrestato. Cinque colpi

di pistola, quattro a segno di cui uno

mortale e fine di una storia straordinaria.

 

Mentre morivo, piangevo: dal guscio

rotto di un uovo sodo rotolò una perla

inseguita da un gallo. Entrambi finirono

nella bocca dell'ippopotamo. Un tricheco

succhiò l'albume da un'ostrica e un coniglio

si unì a un gruppo di Hare Krishna.

 

Mentre morivo pregavo: Padre Nostro

che sei nei cieli con i diamanti,

sia santificato il rock'n'roll. Ave Maria

comes to me. L'eterno riposo dona a me,

Dr. Robert. Lasciatemi riposare in pace

sepolto in un campo di fragole. Love.

 

*

 

poesia rubata da una gazza ladra

 

La mutazione origina il canto;

non aver paura di sparire:

dura un attimo il dì

ma è eterno l'incanto.

Biagio Marin

 

Passo intere giornate
in silenzio:
contemplo un nulla
che affascina
sia il pittore che il poeta.
Nel vasto fogliame,
tra fiori di cui non conosco
il nome e cicatrici
d'alberi brulli,
si nasconde un uccello
che non canta.
È una gazza ladra
che ruba anche questo
stato di quiete.

 

*

 

Marco Candela nasce a Napoli il 12 aprile del 1977 e per molti anni è stato un edicolante. 

Benché all'attivo non abbia ancora delle pubblicazioni che raccolgono i suoi lavori, diverse sue poesie sono apparse in varie rubriche di riviste e testate: nella rubrica Dialoghi in Versi, curata da Maurizio Cucchi, Poesia di Crocetti Editore (n. 221, 228 e 255), La Bottega della Poesia del quotidiano La Repubblica di Napoli, Roma, Milano e Torino a cura di Eugenio Lucrezi, Gilda Policastro, Maurizio Cucchi e Gian Luca Favetto. I suoi brani sono apparsi anche nelle newsletter del Corriere della sera di Luca Mastrantonio, sul Blog Rai Poesia di Luigia Sorrentino e sui seguenti siti: Atelier, Mosse di Seppia, Poeti Oggi, Poesia Ultracontemporanea, L’Altrove - Appunti di poesia, Il blog Tasto Giallo di Rosanna Frattaruolo, L'Asterorosso a cura di Isabella Bignozzi e Francesca Serragnoli, sulla pagina di Homo Scrivens e su Plenilunio di Emanuela Sica.

Nel 2022 una sua poesia, tradotta in spagnolo da Antonio Nazzaro, appare nella pagina del Centro Cultural Tina Modotti.

Insieme ad altri autori, è stato tra i finalisti del Sunday Poets, manifestazione promossa da La Stampa all'interno del Salone del Libro nel 2017.  Candela è fra i poeti presenti nelle raccolte di Cafè vol. VI, le cui pubblicazioni sono state patrocinate dalla Rivista Letteraria Mosse di Seppia, e nella raccolta “Parole e Segni di Vita” dall’Associazione Culturale Versante con un brano dedicato al vino.

Gestisce tre pagine Facebook: I Libro-Compulsivi dedicata alle news, recensioni e curiosità sul mondo dei libri, Associazione Culturale l'Olivo Saraceno (in coppia con la poetessa Rosanna Bazzano) e Hamelin Linguaggio Poetico (da solo) entrambe dedicate alla poesia.

 

 

 

venerdì 23 gennaio 2026

Poesie di Gianni Fabiano su Etty Hillesum e Simone Weil



Scriveva Todorov nell’introduzione al suo bel libro La  bellezza salverà il mondo: “Spesso, inconsciamente e  tacitamente, ciascuno di noi è animato da un progetto di  vita, dentro di sé ha uno schema ideale che lo guida e in  base al quale giudica la propria esistenza del momento.  So che l’aspirazione alla pienezza, al compimento  interiore, a una qualità di vita migliore appartiene a tutto  ciò, ma ignoro dove mi porti e quale posto vi occupi il  rapporto con l’assoluto. Per ottenere delle risposte ho  iniziato questa indagine: nella speranza che il passato  possa illuminare il presente, ho voluto sapere come altri  individui, di cui sono un ammiratore, avessero tentato di  accettare la medesima sfida. In che cosa avevano cercato  la perfezione? Che ruolo aveva giocato tale ricerca nella  loro esistenza? Si era unita a quella della felicità?” 
    Questa silloge contiene testi ispirati da due grandi  donne del Novecento, accomunate dallo stesso tragico  destino, Etty Hillesum e Simone Weil. Sono testi che  rimandano al loro percorso interiore e spirituale,  originale per quei tempi, e assolutamente fulmineo, se  nel giro di pochi anni, partendo da se stesse, dalle loro  ferite, dai loro malumori, dalle loro insoddisfazioni  esistenziali, giunsero alla loro pienezza di vita,  testimoniata in pagine memorabili dei loro scritti. 
    Le parole di Todorov mi confermavano che ogni  percorso interiore ha bisogno di nutrimento e che la  scoperta, a volte anche casuale, del destino di certi individui in ricerca, può aiutarci ad assumere una  maggiore consapevolezza di ciò che siamo e andiamo cercando nei meandri della vita, anche solo per affinità,  soprattutto nei momenti di maggiore crisi come quella  che stiamo vivendo. 
     La sezione centrale Qui tra gli uomini esprime un  anelito di pace, nel mondo e in se stessi, che tutti  auspichiamo ma che non sappiamo ancora come  realizzare. L’esempio di vita di queste due donne  straordinarie, testimoni di un radicale cambiamento  interiore, ci invita a ritrovare in noi stessi un nuovo  equilibrio e una nuova forma di amore per il mondo che  verrà. Perché come scriveva Etty Hillesum: “Una pace  futura potrà essere veramente tale solo se prima sarà  stata trovata da ognuno in se stesso - se ogni uomo si  sarà liberato dall’odio contro il prossimo, di qualunque  razza o popolo, se avrà superato quest’odio e l’avrà  trasformato in qualcosa di diverso, forse alla lunga in  amore se non è chiedere troppo”.(1)
(1) Etty Hillesum, Diario (1941-1943), Adelphi, Milano, 2010, p. 127.
Dalla introduzione dell'autore

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Sì, ci si libera di tante cose, camminando. 
Da tempo attraverso solitari giardini
la sera sotto fredde luci invernali 
su foglie bagnate.  
I cancelli si aprono e si chiudono.  
Ne ho aperto uno oggi 
per venirti a trovare.
  
Sono tempi così tristi - anche questi. 
Fa paura pensare che tutto il dolore di ieri  
possa tornare di nuovo - obliata ogni follia. 
 
Ti vengo a trovare 
su quel limpido pomeriggio d’inverno
liscio come uno specchio d’acqua ferma 
in mezzo a tanta stupidità.
*
I rami scuri alla pallida finestra  
tu così attenta ad ogni minimo fruscio.  
Sono giorni in cui l’amore ti esplode dentro come un fuoco.
Ma tu hai il dono delle pause lunghe 
seduta sul pavimento in un angolo della tua stanza. 
L’amore ci porta sempre così lontano i primi tempi,
e in alto, come nuvole folli 
sospese su un dirupo, come ubriachi 
in bilico sul pendio di una collina, 
senza più misura, senza cielo…  
Poi tutto passa, si ritorna. 
Ma tu hai il dono delle pause lunghe 
seduta sul pavimento in un angolo della tua stanza. 
Sai come fermarti e non riempirti fino all’orlo. 
Ora ti metti un po’ di rosso sulle labbra  
e di nuovo la vita ti viene incontro:  
oggi ha i passi attutiti del tuo amico  
sordo, dell’ungherese cieco…  
A volte basta così poco 
un po’ di lilla bianco dietro un pianoforte a coda…
*
Piccola, e così dolce, un pezzetto 
di eternità scende nella tua ora migliore 
profondamente assorta nelle vicinanze di Dio 
e appena dopo ripiegata sulla tovaglia da sparecchiare 
davanti allo specchio a colorarti la bocca. 
Com’è vero, dopo giorni di tensioni nel chiasso
là fuori, ecco d’un tratto un senso di dolcezza
ci avvolge, e la vita  
questa grande potente ed eterna corrente  
ci sorride. 
Non è altro che un dolce abbandono, 
un calmo flusso di energie che dal fondo di noi stessi sale  
e per mezz’ora ci fa liberi. 
E’ questo l’amore grande che riempie 
la bella armonia 
e la vastità ricolma di Dio? 
La ragazza marocchina guarda fuori nella grigia mattina 
e il tuo libro aperto sulla scrivania, i fogli 
sparsi in giro, i lumi ancora accessi 
sotto la finestra, quest’energia che ci danza 
dentro - tutto questo non si può fermare. 
Tu pensa cosa sarebbe il mondo, e gli uomini 
che là fuori si uccidono, se mezz’ora  
al giorno di umile silenzio 
durasse tutta una vita…

Gianni Fabiano è nato a Genova, dove vive. Da molti anni è impegnato in un percorso di liberazione interiore con il movimento culturale Darsi Pace per un’umanità più relazionale e nonviolenta. Da questa esperienza ha tratto ispirazione per la sua ricerca poetica. Ha ricevuto diversi riconoscimenti in ambito letterario, tra cui il Premio Città di Mestre e il Premio Città di Castello. In continuità con la recente pubblicazione Un lungo andare cercando (La Ruota Edizioni), questa raccolta pubblicata da ChiareVoci Edizioni si è aggiudicata il Premio Chiarevoci 2025.