lunedì 5 ottobre 2026

Gerardo Leopoldo, poesie



           


Gerardo Leopoldo, sei poesie da Inviti



Forse   

Perché la fronte aggrotti e imbruni il viso?
Il sentiero è un ghiaccio che si incrina,
un fiato sopra il vetro che si spegne,
forse una luce in cielo è il tuo sorriso.



Giro   

Gerardo dove vai?
Non vado.
Non resto.
Giro



Nulla da rilevare

Vetta senza salita.
Febbre senza sudore.
Amore senza vita.
Scrittura senza fuoco.
Sole senza pioggia.
Luce senza ombra.
Morte senza foggia.
Nulla da rilevare.
Il soggetto non risponde.



Maggio   

Torna la luce
sulle mani vuote.
Un fiato d’erba.
Poi.
Ruvido sasso.




Estratto conto

La lobby chiama
la legge risponde.
Le morti al fronte
rientrano le perdite.
Farmaco nuovo
approva un altro male.
Tutto fattura
pure il funerale.
Ma quale cittadino?
Meglio cliente.



Soglia

Notte.
Lei esce piano.
Lui non sente i passi.
Capisce.
Dall’altra parte,
ferma,
la fronte al legno,
ancora,
ad aspettare.




*
Corollario critico, Mario Fresa 

Qui, l'invito evocato dal titolo è davvero antinomico e peritoso: giacché noi tutti, sembra dirci il poeta, siamo chiamati a essere: ma noi siamo, tuttavia, e ci muoviamo, soltanto sulla soglia di un impercettibile (e mai compiuto o non del tutto comprensibile) limite; e mai oltre, e mai completamente. Così, la direzione della poetica di Leopoldo è quella di un ansioso, ricorrente sottrarre (e sottrarsi), in cui lo stesso verso digrada e arretra e, infine, si fa essenziale sino all'afasia; e le immagini affioranti, spesso svanenti, minerali o invernali, dicono sempre l'assenza e la perdita, più che descrivere o sentire il corpo vivo, e pulsante, della presenza (ché «Il soggetto non risponde»). 
E ciò che resta è, finalmente, un ascolto del reale tanto teso quanto ostinato, entro il quale è lo stesso ultimo residuo di speranza a saper rendere l'invito ancora aperto e possibile; o ancora pronto, forse, alla scommessa, al trasognamento, alla chimera.


*

Gerardo Leopoldo è nato 1964. Ha frequentato la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bologna, ove si è innamorato della poesia. Si dedica da allora alla scrittura. Appassionato della poesia del ‘900, ha partecipato a diversi premi letterari a carattere nazionale. Centrale nella sua formazione è stata la frequentazione del poeta e traduttore lucano Michele Leone Barbella (1950-2010). Per tre anni ha collaborato con la Utet Medica Salerno. Dal 2009 collabora con la Piccin Nuova Libraria, agenzia di Benevento. Gli sono state conferite due menzioni d’onore al Concorso internazionale di Poesia Poseidonia Paestum e due menzioni d’onore al concorso nazionale Tracceperlameta di Busto Arsizio.




[Nell'immagine, vedi un particolare de Le cortigiane, 1943, di Delvaux].




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