Attraversare la realtà

Mariangela DE TOGNI, Si fa soglia il mare nel silenzio, Rimini, Fara Editore, 2021, pp. 52, € 10,00.

recensione di Rosa Elisa Giangoia
pubblicata sulla rivista Xenia



Ancora una volta Mariangela De Togni, con questo suo ennesimo libro di poesie dal suggestivo titolo di Si fa soglia il mare nel silenzio, ci comunica la sua stupita meraviglia di fronte al creato nella sua luminosa e numinosa parvenza.
Centrale nel pensiero della poetessa, religiosa dell’Ordine delle Orsoline di Maria Immacolata, è la convinzione che a noi è dato soltanto «vedere il rovescio/ del grande arazzo» (p. 17), che raffigura il disegno misterioso, ma provvidenziale, della nostra vita. Per questo noi percepiamo il senso di ciò che ci accade in modo impreciso, offuscato, senza poterlo comprendere appieno. Ma, seppure in questa imprecisione di percezione, la poetessa coglie l’emergere del senso del miracolo, ovvero la certezza dell’esistenza e della presenza di un senso che filtra nella realtà ed emerge in misteriose intermittenze, difficili da percepire e da accettare, in luccichii di ciò che vediamo, in bagliori d’ altro.
Tutto questo ci mostra un “sapere” che è del cuore e non della mente raziocinante, ma un “sapere” che ci conforta, che ci sorregge nelle difficoltà del quotidiano, molto meglio e molto di più delle «storta sillaba e secca come un ramo» di Montale. Il messaggio che ci danno queste poesie di Mariangela De Togni, ariose e luminose, in cui circola un’aria profumata di fiori e di mare, è che non dobbiamo cercare il negativo per comprendere il senso del nostro essere, ma dobbiamo diventare capaci di percepire e godere il positivo. Dobbiamo sapere sempre che «L’azzurro filtrava/ dalle sbarre dorate/ del cancello/ rivolto al mare/ da sembrare di velluto» (p. 18), mentre «il sole/ accendeva il verde/ di improvvisi riflessi/ e di bagliori/ il velo immobile/ dell’oceano». Di fronte a questa pur intermittente infinità di bellezza non dobbiamo scoraggiarci nel «fiato di gelo/ che incrostava di ghiaccio/ le parole» (p. 18) e «nella tempesta/ del silenzio» (p. 19), ma dobbiamo confidare, con fiducia e speranza, nel positivo per arrivare a cogliere «l’estasi,/ della parola dell’aurora» (p. 19), quella che deriva dalla fede nella Resurrezione («“Coraggio, sono risorto!”», p. 19). Questa è la matrice ispirativa della raccolta poetica di Mariangela De Togni, la forza che riverbera Verità sulla realtà che vediamo e senso sugli eventi della nostra vita, anche se talvolta la voce della Verità può apparirci soltanto come «bisbigli di foglie e riverberi/ di fuochi lontani» (p. 21). L’importante è avere sempre la capacità di coglierli, per quanto fievoli siano, per non lasciar mai spegnere il brillio di «stupore e meraviglia» (p. 25), che ci permette di percepire anche la «voce di silenzio» (p. 38). Se sapremo comprendere questa variegata configurazione della realtà, ci renderemo conto che tutto è troppo bello per dover scomparire completamente, annientarsi nel nulla… Infatti la poetessa si chiede: «Questa luce che tocca/ il filo dei pensieri/ scomparirà nel silenzio ovattato/ della sera del tempo?». No, la sapienza del cuore ci dice che non è possibile. E allora la nostra voce più autentica diventa quella della preghiera, in quanto «Pregare è indovinare/ la presenza/ dell’eterno Assente,/ e sapersene meravigliare,/ respirando l’eternità».

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