Il potere dei giocattoli (Sentieri Meridiani 2012)

nello spazio di mezzo fra mondo e giocattolo


a cura di
Daniele Maria Pegorari

prefazione di
Sebastiano T. Aglieco

disegno in copertina di
Elisa Anfuso



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a fine giugno in libreria
ma già disponibile presso l'editore






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Nella poesia di Riccardo Raimondo la rivendicazione di uno spazio, per dir così, infantile è il fondamento di una rinnovata fiducia nella scrittura, senza riserve mentali e senza estetiche troppo cerebralmente predeterminate: questa scelta d'immediatezza è ciò che guida il poeta in una metrica non regolare, diseguale nella misura, ma composta secondo il consueto respiro sintattico (cioè con le pause ritmiche che corrispondono sempre a quelle logiche), senza alcuna obbedienza allo statuto tradizionale della poesia.
(Daniele Maria Pegorari, curatore, dalla quarta di copertina)



C'è una dimensione dolce e di malinconia, e di propositi alti in queste poesie che vogliono scaraventare dal balcone i vecchi giocattoli, che abbandonano l'amico del cuore e si lasciano abbandonare, che ragionano e sragionano dentro e intorno alle parole. Fanno i conti, insomma, con l'uscita dall'infanzia e con la responsabilità della lingua. Ma anche col proponimento di una lingua nuova, un po' fuori dalle righe del mondo eppure dentro al mondo.
(Sebastiano Tommaso Aglieco, dalla prefazione)




Riccardo Raimondo oscilla tra prosa poetica e verso. Pratica la prima con ritmi incalzanti, cercando di assecondare l'ansia del sentimento.
(Maurizio Cucchi, La Stampa 19/03/2010)





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