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venerdì 12 gennaio 2024

IT'S FRIDAY!: poesie inedite di Alessandro Burrone


 It's friday! è una rubrica a cura di Annalisa Ciampalini


Se io ti conoscessi
saprei che non hai bisogno di me 
e direi le parole che un padre
ha dovuto dirsi
coprendoti di rumore
di lingue straniere
no, di preghiere!
Temo che le generazioni
non ascoltino
non importa se succede 
– non mi vedo ormai
da un pezzo
traspaio
sono uno come un altro
 
*
 
non c’è nulla da dire
soltanto un perdono 
fiorire domani
tra le macerie
 
 
*
 
Pensavo fosse una lucciola
nella notte
nella chioma degli alberi
era una piccola finestra
accesa, invece  
 
*
 
UN GRAZIE
 
sagome nelle stanze
una tavola e porte che
si aprono e si chiudono
e più di un grazie 
senza che io lo sappia
come il sole sulle tegole
nel paese accaldato
  
*
 
LE MIE MANI NON SANNO
 
dove non puoi andare
e non è il tuo posto
e non sei necessario là
la terra ti circonda
sconosciuta che scappando,
le mie mani non sanno
 
verso te che non conosco,
continua la pagina bianca
dietro al foglio del calendario
che ho strappato
 
le pieghe confuse
del cielo fregiano i suoi
estremi senza previsioni
 
*
  
Ora mentre fuori sulla strada
e le rotaie dalla biblioteca
di Chivasso resta uno strato
di neve ho trovato le calze
e le mutande ancora nello zaino
cacciate prima di andare coi tuoi
scarponi neri e i jeans
a zampa d’elefante 
  
*
 
QUEST’ATTESA
 
                                 
a Stefano
 
erba secca l’alba verso
Costigliole le dune
dei campi – o sulla baia
dei Saraceni
il lazzaretto negli arbusti
una piccola chiesa in muratura
nel sentiero,  
presto da Noli le focacce
 
o dagli scogli di Pietra
nel vento il cantiere
abbandonato, cocci
e avanzi di rete
dove finisce il mare
 
*
 
sul molo ancora buio
sciami di pietre
luci sulla costa
dall’altra parte 
strisce di nubi rosse
 
*
 
Dove c’è sulla superficie del lago
dietro le foglie il circuito
di qualche uccello
sulle panchine questa sera
illuminata artificialmente
sotto al salice piangente
 
*
 
LE ROTAIE DEL VENTO
 
Si ripareranno questi frantumi che
in segreto.
Non è affatto la sola cosa rimasta
i foglietti
per il prestito dei libri
che cadono aprendo una
pagina,
da una mano
soffio la sabbia


Alessandro Burrone (1994) è cresciuto tra Torino e Cigliano (VC) e vive a Pechino. Ha collaborato con riviste e blog letterari, tra cui PangeaStudi CattoliciIl SussidiariofarapoesiaLa poesia e lo spirito. Con Fara ha pubblicato una raccolta di poesie, La sete, il sonno (2022) e il romanzo La promessa di vita nel tuo cuore (2023, vincitore del concorso Narrapoetando). 

venerdì 25 novembre 2022

IT'S FRIDAY | Alcune poesie di Alessandro Burrone da "La sete, il sonno" (Fara)

 



Il fico seccato


Dove vai a cercare vagando
l’ultima parola sulla vita?

Il cammino, simile al canto, è movimento.
Il sole picchia forte e il vento porta via
le cose più belle. Si suda, si fatica,
ci si nasconde fra le lenzuola nel buio
del letto. Si lascia estinguere la sveglia.



**



È meglio avere davanti a sé
una pagina bianca. Sporcarla
il meno possibile. Ascoltarla,
scrivere solo quel che suggerisce
ma non toccarla se tace
quando nulla ti
dice. Potessi

fermarmi prima del disastro,
del verso sbagliato o della parola
di troppo. Potessi
non alzarmi dalla sedia
esausto, fare un respiro più lungo

trovare la vita.



**



Pietre sul muro a secco


Perché, dimmi
non fare sul serio, nasconderti
nelle pagine di un diario
e non nelle pieghe del cielo,
del vento,
nel volto di una persona accanto

sospiro queste parole
lasciate come pietre
sul muro a secco di un vecchio orto
incolto, che le trovi un giorno
a sparpagliarle il vento o la mano
di un ragazzino distratto
passando



**


Bisogna leggere tanto
prima di accorgersi del mare
e del cielo all’orizzonte
Che vedo da qui
seduto sugli scogli.


**


Fioca luce sulla scrivania
di una lampada accesa
il calore del termosifone
una mattina d’inverno
del pino ancora verdi
gli aghi e le tegole sbiadite
tranquille
davanti a me,
alla finestra.



**


Mi vesto
di fiori nel bosco
mentre cammino,
e del monotono suono
d’uccelli costante d’estate.

Mi vesto della sabbia
in riva al mare, del motore
delle macchine e dei pedali
d’una bicicletta, mi vesto del vento
in discesa, in mezzo a un paese
in collina, e delle case
che scorrono veloci a fianco. 

E anche della farfalla
che si posa per un momento
sul rampicante fiorito
di bianco torno torno al gazebo. 
Ma nudo sono qualcun altro.



**


Sì, amo il buio la notte
le sagome degli alberi nel cielo
i muri più ruvidi al tatto
più tenaci e fredde
le scale in un giardino,
il prato più verde
ogni cosa più distante
come il destino
e le stelle nel blu
infinitamente prossime.



**


Nostalgia carnale
sinfonia estrema
di luoghi conosciuti
e volti giunti ora

dal passato. Tempo
che non è tornato adesso
ma scorre qui a me
davanti con i sogni nelle

stanze che m’hanno alzato
negli anni la vita più
bella che pensavo: e

non vivevo per troppa
vita, per domande – punta
nella schiena – respiro nostalgia.



Alessandro Burrone è cresciuto tra Torino e Cigliano (VC), dove vive.


Si è specializzato nello studio della lingua e della cultura cinese all’Università Cattolica di Milano e all'Università di Lingua e Cultura cinese di Pechino.


Ha conseguito una doppia laurea magistrale in Storia e affari internazionali presso l’Università di Pechino e la London School of Economics and Political Science.


È al momento dottorando presso l’Istituto di Studi Internazionali dell’Università di Pechino, e collabora con diverse riviste e blog letterari.

Con Fara Editore ha esordito, nel 2022, con la raccolta di poesie "La sete, il sonno".