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venerdì 23 maggio 2025

It's friday!: Alessandra Tombini "Stanotte ti ho sognato"


 



















It's friday! è una rubrica a cura di Annalisa Ciampalini

Le poesie sono tratte dal libro Stanotte ti ho sognato (Raffaelli, 2023)


Stanotte ti ho sognato

angelo senza voce

e senza ali.

 

Solo occhi chiari

come acqua di mare calma

di mattina.

 

Non hai sussultato

mi hai solo guardato.

Aspettavi senza attesa

come la notte l'alba.

 

Vivrei da capo tutta la vita

per sognarti una notte ancora

e sentire il mio essere acceso

dal tuo sguardo pulito

che non chiedeva niente, solo dare.

 

Se questo non è amore

voglio che lo sia.

Sei il volto che cercavo

la parte che mancava

la mia bellezza cangiante

a favore di luce.

 

 *

 

A ritroso nel tempo

i piani si intersecano.

Sono a un passo da te

da me.

 

Non scappare.

Sono qui per restare.

Ho un'intera vita

conservata per te.

 

 *


 Con voi

assenza senza mancanza uguale niente.

Questo sono stata per tutto il tempo che ho aspettato:

un vuoto in attesa di essermi sbagliata.

 

Ma io ti ho amata per due, mamma

per riempire quel vuoto abominevole

per cancellare la tua colpa col perdono

della mia carne bambina

per non vederti piangere.

 

 * 


Dimmi che non è tardi

se chiudo gli occhi ti sento

sei stata per me quando non avevo altro.

 

La mia mano appoggiata a trattenerti

gesto solenne come un'investitura

a conferirti il potere più sacro

che un bambino possa: ho solo te.

 

Nel tuo sguardo la necessità

il giudizio accorato per le scelte che non approvavi

nel cuore la dolcezza

oltre i tuoi stessi limiti naturali

nei pensieri il dubbio.

 

Madre di mia madre

coperta consumata che non pensava di dover scaldare ancora.

Mi sono accoccolata

nel letto profumato di decoro e dignità

ho inspirato a occhi chiusi per non dimenticarlo

e ho ringraziato per te.




Alessandra Tombini è nata a Popoli il 09/09/1969. Vive a Pesaro dal 1980 dove si è trasferita per frequentare il Conservatorio di musica “G. Rossini”. Ha condotto studi classici e si è laureata all'Università di Bologna in Lettere classiche con una tesi in Letteratura cristiana antica. Ha lavorato come copywriter nel settore della comunicazione prima di iniziare ad insegnare discipline letterarie a scuola. Ha già pubblicato il libro “Bava di lumaca” Libroitaliano 1999 e la “Figlia di Elios” Raffaelli Editore, Rimini 2022, “Stanotte ti ho sognato” Raffaelli Editore Rimini 2023. Attualmente insegna nel liceo artistico della sua città.  Alessandra Tombini è autrice di tre raccolte di poesie e di un racconto breve. La prima “Bava di lumaca” edita nel 1999 da Libroitaliano e vincitrice del premio selezione poesia '99 assegnato dalla casa editrice. La seconda “La figlia di Elios” edita da Raffaelli Editore, Rimini 2022, uscita con una nota di Lella De Marchi. La terza “Stanotte ti ho sognato” edita da Raffaelli Editore, Rimini 2023, uscita con una nota di Daniele Mencarelli e vincitrice del secondo premio al “Premio nazionale di poesia e narrativa Alda Merini” IX edizione. Recentemente la raccolta è risultata finalista al Premio Mario Luzi 2024 e al premio internazionale Ovidio. Il racconto breve inedito “Click” è risultato primo classificato al premio letterario nazionale “Il meleto di Guido Gozzano” nel 2024, XIV edizione.


venerdì 12 gennaio 2024

IT'S FRIDAY!: poesie inedite di Alessandro Burrone


 It's friday! è una rubrica a cura di Annalisa Ciampalini


Se io ti conoscessi
saprei che non hai bisogno di me 
e direi le parole che un padre
ha dovuto dirsi
coprendoti di rumore
di lingue straniere
no, di preghiere!
Temo che le generazioni
non ascoltino
non importa se succede 
– non mi vedo ormai
da un pezzo
traspaio
sono uno come un altro
 
*
 
non c’è nulla da dire
soltanto un perdono 
fiorire domani
tra le macerie
 
 
*
 
Pensavo fosse una lucciola
nella notte
nella chioma degli alberi
era una piccola finestra
accesa, invece  
 
*
 
UN GRAZIE
 
sagome nelle stanze
una tavola e porte che
si aprono e si chiudono
e più di un grazie 
senza che io lo sappia
come il sole sulle tegole
nel paese accaldato
  
*
 
LE MIE MANI NON SANNO
 
dove non puoi andare
e non è il tuo posto
e non sei necessario là
la terra ti circonda
sconosciuta che scappando,
le mie mani non sanno
 
verso te che non conosco,
continua la pagina bianca
dietro al foglio del calendario
che ho strappato
 
le pieghe confuse
del cielo fregiano i suoi
estremi senza previsioni
 
*
  
Ora mentre fuori sulla strada
e le rotaie dalla biblioteca
di Chivasso resta uno strato
di neve ho trovato le calze
e le mutande ancora nello zaino
cacciate prima di andare coi tuoi
scarponi neri e i jeans
a zampa d’elefante 
  
*
 
QUEST’ATTESA
 
                                 
a Stefano
 
erba secca l’alba verso
Costigliole le dune
dei campi – o sulla baia
dei Saraceni
il lazzaretto negli arbusti
una piccola chiesa in muratura
nel sentiero,  
presto da Noli le focacce
 
o dagli scogli di Pietra
nel vento il cantiere
abbandonato, cocci
e avanzi di rete
dove finisce il mare
 
*
 
sul molo ancora buio
sciami di pietre
luci sulla costa
dall’altra parte 
strisce di nubi rosse
 
*
 
Dove c’è sulla superficie del lago
dietro le foglie il circuito
di qualche uccello
sulle panchine questa sera
illuminata artificialmente
sotto al salice piangente
 
*
 
LE ROTAIE DEL VENTO
 
Si ripareranno questi frantumi che
in segreto.
Non è affatto la sola cosa rimasta
i foglietti
per il prestito dei libri
che cadono aprendo una
pagina,
da una mano
soffio la sabbia


Alessandro Burrone (1994) è cresciuto tra Torino e Cigliano (VC) e vive a Pechino. Ha collaborato con riviste e blog letterari, tra cui PangeaStudi CattoliciIl SussidiariofarapoesiaLa poesia e lo spirito. Con Fara ha pubblicato una raccolta di poesie, La sete, il sonno (2022) e il romanzo La promessa di vita nel tuo cuore (2023, vincitore del concorso Narrapoetando). 

venerdì 15 dicembre 2023

IT'S FRIDAY!: sette poesie inedite di Nadia Chiaverini






















It's friday!  è una rubrica a cura di Annalisa Ciampalini

Sempre mi porto dentro

cupa incontenibile tristezza

salgono le lacrime alle ciglia

straripano senza volere

rigano le guance inconsapevoli del dolore

contrito nella  immagine di te

appoggiata alla porta 

che rigida accetti il bacio   con una smorfia 

fredda e lontana

come già morta

*


mai  ho  raccolto fiori per mia madre

ne ho sempre vissuto la distanza

l’orgoglio altero per paura /   la sua

la carezza avara mossa con fatica

pericolosa  la parola

meglio il silenzio,  la bugia o la battuta

 

ma il dono concreto non si poteva rifiutare

-         - mai sono tornata a mani vuote    -

brandelli di cuore                   un dolce

un  piatto caldo  o il   vestito stirato    

qualcosa di suo   / dalle sue mani ruvide

come se soltanto stare insieme fosse tempo  inutile

 *

 

respiro lento /  qualcosa che cade

senza rumore proprio qui dentro il petto

e risuona in un vuoto di silenzio

 

proprio come un calzino

quando cade dal terrazzo

senza rumore / respiro lento

 

lo  stringevo  tra le  dita

inavvertitamente ha preso il volo

come un abbandono         voluto

 

è rimasto  impigliato tra le spine

di una  rosa:          fine della fuga

l’impronta perduta

 *

  

Urge / togliere  il  peso dal cuore

scalciare alla luna

sfuggire a contorni definiti

sfidare la mancanza e la paura  

Rivela la luce soffusa

un’ ibrida meraviglia       

energia necessaria sopravvissuta         

in  racconti, intercalari e frammenti

Decifrare altri segni

il sentire parlante del corpo

il suo appartenere ad una galassia

di strazio e bellezza, infinita tormenta

 *


 rivendico l’innocenza bambina

il non sapere della vita il sapore

                               

la sorpresa ad ogni istante

il sigillo segreto che smazza le carte

 

dissolvo il pensiero che attanaglia

il fluire  delle parole

e attraverso a piedi nudi il guado

 

ricerco l’origine  del tempo

la matrice sacra del dolore

la scintilla che illumina  lo scandire delle ore                        

la caverna   dove  si nasconde la luce  

 *


una vertigine   senza parole  

rivela l’anima delle cose /  il loro  biancore

proviene  da lontano / fluttua senza meta                             


e non si può trattenere

 

si trascina lentamente

alla ricerca d’un niente  di luce

fioca lanterna di muta speranza 

 nuda      trema      e s’offre

al remoto segreto / dell’ombra fatua

 *


Sarà mia quella stanza

due poltrone e un letto a ribalta

un lume    un quadro a mezzo punto

a forma di cavallo         bizzarro

io l’autrice      al tempo delle medie

 

Mi siederò su una poltrona

-sull’altra il gatto-

le braccia posate sui braccioli

proprio come loro

Fisserò la porta o il  pavimento

 

 - c’è  spazio al centro-   stanca

di  girare intorno allo stesso abisso

le rivoluzioni rimaste nel cervello   

le guerre combattute                                     


i muri di gomma da scalare

 

per ritrovare  le strade perdute

o paludi dove affondare

alla ricerca di sicurezze.

Un  conto corrente, pagare bollette,

telefonare al dottore, sollecitare.

 

Nadia Chiaverini, poetessa pisana, da oltre 20 anni è attiva nella promozione e diffusione della poesia contemporanea. E’ autrice dei seguenti libri di poesie: ”L’età di mezzo” Ibiskos Ulivieri 2004 ;”Dai profumo al fiore”- Ibiskos Ulivieri 2005 ; “L’altra metà del cielo”, Ibiskos Ulivieri 2008-;“ “Smarrimenti”  Helicon 2011;” I segreti dell’Universo“ CFR Edizioni 2014; “Poesia stregatta e altre visioni” Carmignani Editrice 2015; “Notturni e ombre” Carmignani Editrice 2018, “ Sull’orlo della gioia” Terra d’ulivi edizioni 2022.  Suoi versi  con interventi critici  sono presenti in blog letterari, riviste e numerose antologie. Partecipa attivamente a circoli culturali, manifestazioni letterarie e letture pubbliche, promuovendo  incontri su tematiche sociali e sulla questione femminile, spesso coniugando la poesia con  la psicologia, la sociologia e l’arte contemporanea. Considera la poesia uno sguardo altro, una lente d’ingrandimento sul mondo  esteriore e su quello interiore di ciascuno di noi, una percezione della complessità della natura umana e non solo. Cura la presentazione di libri di poeti contemporanei e  la rassegna POESIA DIFFUSA, incontri su  poetesse del ‘900, poco conosciute e che rischiano di essere dimenticate.  Fa parte del  gruppo teatrale “Le Sibille”, con cui ha messo in scena Una donna di Sibilla Aleramo e un testo sulla pandemia dal titolo “A-sintomatiche”; attualmente stanno lavorando a La Storia di Elsa Morante. Ritiene fondamentale per  una società in continua trasformazione quale quella contemporanea  un approccio consapevole, di ascolto e confronto tra le generazioni. Laureata in giurisprudenza, ha lavorato come direttore amministrativo presso il Tribunale di Pisa