recensione di Giancarlo Baroni
In cerca
«Scrivere è un atto etico
implica verità
(narrare storie è aprire
nuovi mondi tracciare
nelle anime speranza).»
Da questi pregnanti e illuminanti versi partirei per discutere della recente raccolta di Alessandro Ramberti intitolata Ci sono momenti (Fara Editore, 2025, p.127), composta da oltre 100 poesie. Il compito che affida alla letteratura e alla poesia è alto e nobile ma privo di ogni enfasi ed eccesso. Le pagine del libro non vengono gravate da un fardello retorico e granitico di certezze, i versi amalgamano in dosi appropriate conoscenza e bellezza, fede e dubbi, affermazioni e allusioni.
La prima sezione si intitola In cerca e questa condizione esistenziale di perenne viandante, che riguarda sia la dimensione razionale che sentimentale, viene ribadita frequentemente nelle pagine del libro. A pagina 10 per esempio si dice: «C’è un improbabile / di cui si è sempre in cerca»; a p. 60 viene ribadito: «Continuerò a cercarti / proprio perché mi tenti»; a p.62 lo sguardo anche introspettivo sembra temporaneamente appannarsi: «Hai cercato molte cose per trovarti / fino al punto da sfocare l’obiettivo».
Ogni ricerca presume un movimento sia fisico che mentale («accompagnando per chilometri le gambe / in cerca di percorsi alternativi»), ha bisogno di solitudine e silenzio ma anche di condivisioni e scambi, di reciproco solidale aiuto: «È forse eccessiva la bellezza / del cammino? Siamo distratti / da inciampi e fragilità / lascia che mi appoggi al tuo braccio», e ancora «cammina un po’ con lui e i vostri passi / affiancati diventeranno un senso». Il testo seguente, particolarmente significativo, si intitola Relazioni:
«Riconoscersi significa scoprirsi
comporre i passi in un cammino
che lascerà magari tracce
segnali per viandanti
sconosciuti».
Interrogarsi sul significato della cose non deve bloccare e ostacolare il cammino, non può indurci alla immobilità e all’inerzia, il momento riflessivo va considerato propedeutico all’azione, al moto: «anch’io mi chiedo il senso delle cose / ne valuto l’influsso, / comparo effetti e cause… / ma poi ti trovi in stallo e lasci fare».
Tempo e spazio, istanti e paesaggi, costituiscono le coordinate principali della vita e di ogni lavoro artistico e letterario. Anzi formano un agglomerato inestricabile per cui esistono certi momenti in certi luoghi dove per esempio avviene un incontro «insperato che ti sorprende e cambia». Sì, per fortuna «Ci sono momenti / che spostano date». Per coglierli, sembra dire Ramberti, bisogna disporsi verso la vita «a braccia aperte», con una miscela di coraggio e di mitezza, con slancio («È intenso quindi l’attimo / totale lo slancio»), calore («rivestimi di forza / riscaldami i pensieri»), con emozioni capaci di irrorare la memoria, sentimenti, sorrisi, energia, vitalità, entusiasmo («le scorie / ci hanno ormai indurito anche il respiro»; «Non mi soddisfa un ordine caotico /né una fede che plachi l’entusiasmo»).
«La certezza che il nostro / DNA ha in sé la sua scadenza» non deve provocare sgomento, angoscia e una paura che «è acconto di dolore». La parola divina, che è parola d’amore, illumina e «si annullano le ombre».
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