mercoledì 13 settembre 2023

(Polaroid VIII): Mariangela De Togni

 

Polaroid: istantanee di poesia è una rubrica a cura di Luca Pizzolitto
Foto in copertina di Luca Pizzolitto



Basterà il filo bianco dell'aurora / a separarci dalla notte?






L'aurora l'ho attesa

L'aurora
l'ho attesa
con le ginocchia
nella polvere.
Senza spargere briciole.
Solo nel silenzio
l'accorata salmodia
del cuore.


Appena una figura

Da sotto le acacie e i tigli
in spirali di profumo
salgono ombre verso la notte.
Solo la mia anima
sul pavimento annichilita
a capo chino,
come da un fiordo
senza conoscere l'approdo
di un profondo mare,
sale a veleggiare nel cielo
a convegno con la luce
del giorno.
Una figura appena.
Un attimo immenso.


Restano le stelle

Ora c'è la disadorna
fioritura fra le rocce
e lo sciabordio del mare
dove affoga il pensiero.

Restano le stelle
cadute nella notte
e le conchiglie
tra le barche perdute
a dire gli abissi.



In questa sera

In questa sera
così sospesa di nostalgia
è così vera la luce
che danza sul colore
del tramonto e dice
il veliero del tempo.



Quali frammenti di cielo

Non so quali frammenti di cielo
scaturiscano dal silenzio.
Nell'azzurro che s'impasta
con le cose. Nel segno lieve
del pensiero, nell'onda
del crepuscolo che solleva
il cuore oltre lo scorrere
del tempo.

Non so quali profondità
la solitudine scavi
nel ventaglio dei sospiri
nell'aria intrisa del profumo
di rose e gelsomini
d'acque chiare
di luna.

L'alba senza un fremito di vele
è terso velo di giada.

Ma dove camminare
per cogliere lo spazio
della memoria?



Mi abita il vento

Mi abita il vento
e un profumo intenso
di viole nella luce
che scorre e frana
i miei pensieri.

Mi dimentico a volte
dentro l'innocenza
di un sentiero fiorito.
In questa terra di silenzi
dove l'orizzonte è delicato
come un petalo di rosa.



Sedotta dal cielo

Dipingere il silenzio
quando il mare è parte
dell'anima, è come
offuscare la luce
dei nostri occhi
in un impeto di sospiri
dentro il vento.

Sedotta dal cielo rimango
prigioniera dell'infinito.



Mariangela De Togni è nata a Savona, è suora delle Orsoline di Maria Immacolata (Piacenza). Insegnante, musicista, studiosa di musica antica. Membro dell’Accademia Universale “G. Marconi” di Roma, ha pubblicato le raccolte di versi: Non seppellite le mie lacrime (1989), Nostalgia (1991), Una Voce è il mio silenzio (1995), Chiostro dei nostri sospiri (1998), Profumo di cedri (1998), Un saio lungo di sospiri (2000), Flauto di canna (2004), Nel sussurro del vento (in Quaderni di Letteratura e Arte, 2005), Nel silenzio della memoria (ne Le visioni del verso, 2008), Cristalli di mare (2010), Fiori di magnolia (2011), Frammenti di sale (2013), Si può suonare un notturno su un flauto di grondaie? (2016, prima classificata al Faraexcelsior). È presente nel Dizionario della Biblioteca di Stato, in agende, antologie, blog e riviste di poesia contemporanea. Numerosi i premi e i riconoscimenti.

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