martedì 26 giugno 2018

Checkpoint

Da: Daniele Gigli danielegigli@live.it


Qualche settimana fa sono stato in Terra Santa. Mi ci ha portato una preferenza spudorata di Dio, incarnata in pochi ma significativi gesti concreti e gratuiti di cui sono stato oggetto.
Perché questa preferenza per me? Quando mi faccio questa domanda, mi viene sempre in mente Beatrice, che nel Paradiso Terrestre intima a Dante di stare attento, affinché una volta tornato “di là” (cioè di qua) possa scrivere quel che ha visto “in pro del mondo che mal vive”.
Non ho niente da insegnare al mondo che mal vive perché vivo peggio di lui. Ma quello che ho visto, quello sì posso dirlo: che il tentare di dirlo sia allora preghiera per me che ci provo e per voi, a cui ne faccio dono.


daniele

PS: checkpoint vuol dire “posto di blocco”. Qui mi riferisco ovviamente ai molti checkpoint che costellano il territorio di Israele




Checkpoint

Qui sassi ed erba si confondono, non sembrano
conoscere la fisica (s’alzano i sassi in aria, l’erba cade),
non sembrano conoscere lo zenith, l’equilibrio,
il punto fermo della ruota.
Ai posti di controllo sfilano carriere, destini quotidiani
– testa o croce, strada o penitenza –
sfilano carriere e inciampi, il giudice di un giorno
e l’imputato eterno.
Ascolta:
non c’è che un luogo e un tempo e non è questo.
Ascolta il passo zoppo del pavone
che non ricorda dov’è il regno
(sì, ch’è tuo il regno, tua la gloria e la potenza),
su che confine issare l’ala a mostra di bandiera,
che non ricorda più né il giorno – l’ora – né la schiera.


Gerusalemme, Collegno, Milano
2-18 giugno 2018

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