lunedì 26 febbraio 2007

Il duende in Stabile (intervista di Luigi Metropoli)


Luigi Metropoli: Più che nello stile, la creolità, il tema ricorrente della tua raccolta di poesia fin dal titolo (con rimando anche alla materia musicale), sembra emergere dallo sfondo: luoghi, rimandi, alcuni paesaggi e frutti tropicali che abbondano tra i versi. Tuttavia lo spagnolo, il portoghese-brasiliano e l’inglese si innestano sull’italiano. “La verità sta nel contrappunto”, scrivi nella prima poesia. Cosa è per te la creolità e come un poeta dell’Occidente “Sviluppato” può renderla nei suoi versi e/o farsene portavoce? Quale il suo valore politico?

William Stabile: Per quanto mi riguarda, la creolità è un moto interno; il veicolo di espressione del mio essere poeta nel mondo, di trasformarmi ogni volta in uomo nuovo.
Non molto tempo fa, con un amico ben grasso, che oramai ha scelto di trasformarsi in un sottile ectoplasma metropolitano, mettemmo su carta questi assiomi che tengo sul mio tavolo di lavoro:
“Sense can transmit between languages. There is no need for communication to be held within one set of symbols. Order is not significant… Inspiration of Amalgamation is shared and boundless.”
Ciò che mi interessa è esplorare il concetto di creolità o quello che io chiamo (mutuandolo dalla Teoria dei Grafi che ho conosciuto grazie al Prof. David Cariolaro e al grande scienziato Prof. Crispin St. John Alvah Nash-William) Amalgamation.
“Amalgamation means that communications through symbols can have multiple authors.”
L’obiettivo finale è quello di poter scrivere, un giorno, un poema, in varie lingue, un opera che tutti possano leggere ed intendere, che a tutti possa comunicare…

Il resto dell'intervista si può leggere qui

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