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lunedì 18 febbraio 2008

Fotoracconto del Silenzio della poesia

Ecco alcune foto della giornata trascorsa a Francavilla al Mare fra silenzio, versi e musica scattate per lo più da Alex Celli e David Aguzzi (che ringrazio e colgo l'occasione per ringraziare nuovamente Massimo Pasqualone, l'Associazione Alento, Valerio Baldassarre che ci ha guidato nella visita al Museo Michetti, l'Amministrazione comunale nella persona del vicesindaco Giuseppe Pellegrino, il personale del Museo, la Provincia di Chieti, il coro “Emozioni Teatine” e ovviamente i poeti partecipanti, non tutti presenti nelle foto per mancanza di memoria nella mia camera digitale).


nelle vicinanze del MuMi


da sx sono visibili Adele Desideri, Colomba Di Pasquale, Stefano Bianchi, Gianmaria Giannetti e, in primo piano, Stefano Cattani


Alessandro Seri


in primo piano Rita Giurastante


da sx Riccardo Burgazzi, Massimo Pasqualone, Italo Radoccia e Valerio Baldassarre


da sx: Angelo Filippo Jannoni Sebastianini, Carla De Angelis,
Antonietta Gnerre e Alessandro Ramberi



Alessandro Ramberti e Italo Radoccia



alcune foto di Ottavio Rossani e Massimo Pasqualone






Antonietta Gnerre, poetessa irpina, consegna ad Alessandro Ramberti il diploma del Gruppo Culturale “F. Guarini” (con sede in via Sala 27, 83025 Montoro Inferiore, AV) “per il suo impegno nell'ambito della Cultura”, nominandolo socio onorario. Firmato dal fondatore Vincenzo D'Alessio.


panorama di Francavilla al Mare


Alessandro e manifesto della giornata


Luigi (Ass. Culturale Alento), Alessandro e Alex


I primi arrivati (si riconoscono da sx Stefano Bianchi, Caterina Camporesi, Alex Celli)


Primo a destra David Aguzzi



sopra e sotto: il cielo e il mare di Francavilla




Angelo Filippo Jannoni Sebastianini



David Aguzzi, Ottavio Rossani e Massimo Pasqualone




in primo piano Cristian Pretolani


Colomba Di Pasquale


Caterina Camporesi


Carla De Angelis


Alessandro, Alex, Ottavio, Massimo


Luigi e Alex


Alessandro Seri


Adele Desideri e Ottavio Rossani


Adele Desideri

martedì 27 ottobre 2020

Pasqualone e Airaghi vincitori con pubblicazione premio Faraexcelsior 2020!

Fara Editore e i giurati del concorso Faraexcelsior sezione Poesia (Annalisa Ciampalini, Daniela Monreale, David Aguzzi, Matteo Bonvecchi, Raffaela Fazio), ringraziando tutti partecipanti che si sono messi in gioco, sono lieti di proclamare i vincitori dell’edizione 2020. Ecco la classifica e i giudizi di merito della giuria che ha svolto il proprio compito con grande attenzione, competenza ed entusiasmo.
Complimenti ai vincitori e agli autori che hanno lasciato un segno nelle anime dei giurati! Per i vincitori della sezione Narrativa/saggio v. narrabilando


Vincitori con pubblicazione premio gratuita   

I class.  

Ogni nascita è dal caos

di Matteo Pasqualone (Cesenatico, FC)





Matteo Pasqualone nasce a Cesena (1987). È marito, padre e insegna nella scuola secondaria di primo grado. Da anni il suo studio e la sua passione si concentrano sul rapporto fecondo tra teologia e letteratura. Ha pubblicato la raccolta poetica Scommessa d’eterno (Il Ponte Vecchio, Cesena, 2016). Vive a Cesenatico.

«I versi di questa raccolta, con un elegante e levigato andamento narrativo, seguono un itinerario esistenziale che è ricerca inesausta, appassionata peregrinazione tra interrogazioni, riflessioni e stupori che legano il quotidiano e lo straordinario in una corrispondenza tormentata ma necessaria. Ad accompagnare e sostanziare lo snodarsi di questo scavo poetico risalta tra tutte la frequente metafora dello sguardo, come vigile presenza di un’ardente soggettività.» (Daniela Monreale)

«Una poesia onesta ed autentica, che offre nella sua dimensione una lettura di bellezza e di sacro, riflessione sul nostro essere.» (David Aguzzi)
 

 

II class. ex aequo

Quello che ancora restava da dire

di Giuseppe Carlo Airaghi (Lainate, MI)




Giuseppe Carlo Airaghi è nato a Legnano (MI)nel 1966. Vive a Lainate (MI). È impiegato presso un’azienda di servizi. In passato ha lavorato come geometra, animatore di villaggi turistici, venditore di prodotti siderurgici, cantante di musica blues. Nel 2019 ha pubblicato con Italic Pequod la raccolta di poesie I quaderni dell’aspettativa.

«In una versificazione che spazia dai toni solenni a quelli leggeri e descrittivi, queste poesie toccano i piccoli e i grandi temi della vita con un’attitudine sincera e diretta, spruzzata da sottile ironia, e con un’innocenza di fondo che rimanda a un archetipo infantile che qui viene custodito e preservato, come risorsa poetica ed esistenziale.» (Daniela Monreale)

«Una poesia avvolgente e spirituale.» (David Aguzzi)


Contemplazione sulle strade

di Gianni Fabiano (Genova)


Gianni Fabiano è nato a Genova, dove vive e lavora come insegnante. Scrive poesie da quando era ragazzo, ma soltanto da una quindicina d’anni con una certa regolarità, come preso da un forte bisogno di “comprendere me stesso nell’esistenza”, in tempi così difficili e ormai a un bivio. Solo recentemente ha deciso di proporre alcuni suoi lavori a qualche casa editrice. Sono uscite le raccolte La fatica del bene (2018) e L’altro lato delle cose (2019). Buona parte della sua poesia è ancora inedita. Da molti anni la sua ricerca è orientata sullo studio dei processi di auto-conoscenza e di liberazione interiore, sia sul piano psicologico che spirituale, ricerca che, oltre a incidere sulla sua attività professionale, è un riferimento costante anche nella sua scrittura.


«Raccolta scritta come una lunga, serrata, nostalgica lettera d'amore a un Tu intuito a sprazzi nella realtà del mondo, mai del tutto afferrato, costantemente compreso come misura di un sé cosciente dei propri limiti e profondamente fiducioso. La scrittura segue nella forma la dinamica del contenuto, che è quella di una ricerca dell'essenziale, che si snoda attraverso il susseguirsi di domande, di accostamenti ossimorici, di intervalli anche grafici che fanno posto al silenzio, nel bianco della pagina.» (Raffaela Fazio)

«Si tratta di una raccolta omogenea, formata da componimenti abbastanza brevi, contraddistinti da una musicalità simile che predispone la mente alla lettura e rende la silloge simile a un canto. Come afferma anche l’autore, le “poesie parlano di un viaggio alla ricerca si sé stessi e dell’amore”. Effettivamente, quasi tutte le poesie indicano una tappa, un luogo, uno stato mentale o emotivo all’interno di un percorso. I luoghi e gli elementi della natura che compaiono contribuiscono a rendere l’esperienza descritta avulsa dal tempo, così come senza tempo è la ricerca che sta compiendo l’autore. Il poeta non finisce mai di interrogarsi sul significato dell’amore, sulla sua capacità di riconoscerlo e di essere perseverante nella fede. Compaiono diverse citazioni che contribuiscono a valorizzare i versi che le seguono.” (Annalisa Ciampalini)




Opere votate


La girandola dei mesi di Giancarlo Stoccoro (Spino d’Adda, CR)

Giancarlo Stoccoro (Milano 1963) è psichiatra e psicoterapeuta. Studioso di Georg Groddeck, ha curato e introdotto l'edizione italiana della biografia (Georg Groddeck Una Vita, di W. Martynkewicz, Il Saggiatore 2005) e altri saggi (Pierino Porcospino e l'analista selvaggio, ADV Lugano, 2016; Poeti e prosatori alla corte dell'ES, AnimaMundi Otranto, 2017). Suo è il primo libro libro che esplora il cinema associato al Social Dreaming (Occhi del sogno, Fioriti, Roma, 2012). Ha vinto diversi premi di poesia e pubblicato numerose sillogi (tra queste: Il negozio degli affetti, Gattomerlino/Superstripes 2014; Parole a mio nome, Il Convivio 2016; Consulente del buio, L'Erudita 2017; La dimora dello sguardo, Fara; Prove di arrendevolezza, Oèdipus 2019, La disciplina degli alberi, La vita felice 2019; Naufrago è il sogno, Ensemble 2020, L’intuizione dell’alba, Puntoacapo 2020).

«Una raccolta molto omogenea sia per stile che per tipo di indagine sulla realtà. Il poeta rivela uno sguardo originale sulle cose del mondo che ha saputo affinare, rendere suggestivo ed efficace. Lo sguardo ha un ruolo fondamentale in questa raccolta, così come i luoghi che vengono osservati e allo stesso tempo immaginati, ricordati. I mesi, le stagioni, le distanze, si muovono, ci attraversano, compiono azioni. Porto come esempio i seguenti versi: “Maggio ti raggiunge/ in ogni luogo porta/ la foto del tuo compleanno. (p. 72). “Il merito è dello sguardo/ che anticipa la forma. (p.74). “I luoghi che guardano il mare tengono l’alba/davanti alla porta, esplorano l’infinito con un dito. (p. 79). Molto interessante la sezione intitolata “Vita in prosa” composta da brevi brani in prosa in cui lo sguardo del poeta si mostra riconoscibile anche in una scrittura meno contratta.» (Annalisa Ciampalini)

«Dopo le intriganti pennellate sui mesi dell’anno, tramite la diffusa e insistita iterazione variata delle parole-chiave lo sguardo è sospinto tra sogno e veglia, tra ombre e luci, come a un oltre: “Bastano gli occhi a far da cerniera / tra il sogno e il vestito di un giorno // Non importa dove tu diriga lo sguardo / tutti i luoghi sono presi a prestito”. Così è della bella sezione in prosa, cui segue quasi un’opera di autoanalisi del bisogno di riconoscimento, di elaborazione del trauma della distanza (“Le distanze, non le presenze, accolgono orizzonti”) e del distanziamento imposto, del confinamento, dell’assenza che i sentieri di uno sguardo “diverso” possono colmare, “rendere ospitale”, perfino farvi penetrare il “cielo”, l’infinito, se ancora si riesca a “mettere a regime le labbra, pronunciare le parole giuste, fare del pensiero una via ferrata”. Dominano, nell’andatura del detto sapienziale, i modi della brevitas epigrammatica, e mai che le pagine rinuncino ai loro spazi bianchi, alle indispensabili dimore del silenzio.» (Matteo Bonvecchi)


Attorno a noi è sospesa di Socrate Toselli (Bassiano LT)

Socrate Toselli ha 34 anni e vive a Bassiano, un piccolo paese in Provincia di Latina. Svolge la professione di avvocato.

«Raccolta matura e convincente, per il rigore della forma, che si avvale di un verso musicale, scandito da rime anche interne, e per la densità del contenuto, che si articola intorno a un costante interrogarsi sulla natura delle cose, percepite all'interno di una realtà ambivalente, dove coesistono elementi all'apparenza opposti, e sulla natura del tempo, dove tutto scorre eppure pare si conservi. Sia dai componimenti di natura più riflessiva che da quelli (rari) più vicini alla critica sociale emerge un senso di profonda umanità, insieme al riconoscimento di una fraterna e comune appartenenza. Lo sconforto, sul cui limite si muove questa poesia, è evitato grazie anche all'accoglienza del dolore, come parte di un irrinunciabile confronto con la vita.» (Raffaela Fazio)


Liriche da Montiolo di Andrea Biondi (Treja, MC)

Andrea Biondi (Rimini 1986) si è laureato in Lettere presso l’Università di Urbino nel 2009; presso il medesimo ateneo si è specializzato in Scienze Religiose nel 2017. Insegna nelle scuole superiori del maceratese. Con Le campagne hanno bocche ha vinto il concorso Faraexcelsior 2017. Nel 2019 ha pubblicato la raccolta poetica Ghironda.

«Tutte le immagini, il fascino della campagna, un paesaggio sempre misterioso, allucinato di metafisici, arcaici sentori, presago di future visioni, poi le suggestioni erotiche (o anche ironiche e autoironiche), e i notturni strepitosi – quasi a ogni verso un trasalire del cuore! – dal balcone di quella collina tutti i sentieri costantemente risuonano della realtà di cui oggi abbiamo più bisogno: la corporea concretezza, l’impatto immediato, l’impasto carnale della vita, e però sempre accompagnato dalla leggerezza d’una musica di fondo (“Con un fascio di canti / sono sceso alla valle / la vita bolliva da stordire / potevo aprire tutte le porte”), capace di trasfigurare o almeno rendere non più lievi, ma più veri, umani anche i tratti più oscuri, cosa che puntualmente accade, qui, al malioso comparire dell’ “agnello castigamatti”, il “bel pastore”, salutare epifania che ben s’addice al tema dei “piccoli”, al noto principio per cui la riserva di senso e di autenticità dimora presso gli incompiuti, gli ignoranti, gli ultimi.” (Matteo Bonvecchi)


Portolano adriatico di Francesca Parisi (Trieste)

Nata a Trieste nel 1977, di formazione classica, Francesca Parisi si è laureata con una tesi sul pensiero antroposofico. Cresciuta nella "genesi dell'idea di Mitteleuropa", ha vissuto il luogo del "Mito asburgico" quale osservatorio privilegiato della letteratura. Amante del cinema e della musica, veste in modo barocco, ma il suo carattere introspettivo nasconde un'anima selvaggia e fanciulla. Esordisce nel mondo letterario con la raccolta poetica La costola di Adamo, vincitrice del Premio Letterario Nemo 2008 nella sezione "Poesia".

«Una raccolta che ha l’essenzialità ma anche i colori vivaci e intensi di quelle carte nautiche che fin dal Duecento venivano tracciate su pergamena, così utili a individuare la rotta, i porti sicuri, a evitare gli scogli. I colori stessi delle vele dei bragozzi, quelli del mare Adriatico che, come scriveva Guido Piovene, “ha colori rari ed eccentrici, il gusto dell’anomalia; si direbbe che le acque si propongano d’imitare materie preziose e estranee”. Così avviene in questi versi. Si raccolgono e si sommano nell’associazione evocativa immagini forti e veloci, lampi della memoria, improvvisi squarci di luce, odori, sapori, sonorità molteplici come le molteplici culture dialoganti – e in maniera irrisolvibile intrecciate – che nei secoli hanno intriso quelle terre e quelle rive frastagliate come l’animo profondo della gente: dalla venezianità diffusa e rinascimentale, all’orientalità bizantina, romana, illirica, turca, greca (“vedette corse, torri normanne”; “tracine e bronzi / di Lussino”), agli apporti slavi, mitteleuropei, asburgici, arcipelaghi in cui si respira in qualche modo l’atmosfera di un mondo passato, quando non ancora offeso dai fragori effervescenti del turismo consumistico e della modernità post-industriale. Tra isola e isola, tra porto e porto, il mare vi ha ancora la luce e la placidità del sogno, così anche il paesaggio rurale nell’immediato entroterra, cogli usi, le inflessioni, i cibi, nell’eco breve di questi versi.» (Matteo Bonvecchi)


Segnalazioni


Ci troviamo soli a consumare di Felice Di Benga (Roma)

Felice Di Benga è nato a Napoli nel 1955 dove si è laureato in Scienze Agrarie e ha seguito un Dottorato in Economia Agraria. Si è poi trasferito a Roma dove vive da quarant’anni. Ha girato il mondo, è stato in tutti i paesi europei, negli Usa, in Canada, Centroamerica e Venezuela, Australia e Nuova Zelanda, e spesso in Asia. Ha visitato l’africa mediterranea, il Kenia e il Medioriente. Conosce molte lingue, l’Inglese, l’Americano, il Francese, lo Spagnolo e il Tedesco prediligendo la linguistica messa a confronto con l’Italiano lingua madre. Questa passione si è accompagnata alla passione per la storia civile e politica. Ha studiato Sceneggiatura e Regia anche all’estero ed ha insegnato a lungo in questo ambito. La narrazione è stato un campo da lui amato. Ha studiato danza contemporanea e si è esibito in piccoli teatri di Roma. Ha scritto numerosi saggi sul cinema e numerosi articoli di economia territoriale. È uno specialista del genere western. Ha lavorato nel settore cinematografico e nella Politica agraria internazionale. Ama l’arte e le Scienze sociali. Scrive poesie dall’età di 13 anni.

«Si sviluppa quasi una “storia in versi” in questa raccolta in cui il tema amoroso è incarnato in una parola incessante e passionale, che nel suo ritmo ascendente veicola l’urgenza del fissare l’assoluto carnale e spirituale del sentimento d’amore.» (Daniela Monreale)


Versidi/versi – Diario poetico ai tempi del Coronavirus di Gianpaolo Anderlini

Gianpaolo Anderlini si dedica da quarant’anni a studi sull’ebraismo e ha focalizzato il suo interesse sull’interpretazione ebraica dei Salmi. È redattore della rivista QOL che si occupa del dialogo ebraico-cristiano. Tra i libri pubblicati: Parole di vita (Giuntina 2009), Ebraismo (EMI 2012), I quindici gradini. Un commento ai Salmi 120-134 (Giuntina 2012), Per favore non portateli ad Auschwitz (Wingsbert 2015), Qabbalàt Shabbàt. Meditazione sui salmi del Sabato (Aliberti 2017), Giobbe. Opera in versi (Fara 2018), Distopie (Fara 2020).

«Ci voleva, ci era dunque necessario un diario poetico che in degna maniera rimanesse a testimone dei “tempi del coronavirus” e del confinamento: al di là della cronaca, dell’ordinaria minuta descrizione di quel che bene o male – e naturalmente più male che bene – tutti abbiamo vissuto in quei mesi, dagli endecasillabi di questa raccolta spuntano rare perle di riflessione e soprattutto denuncia d’un distanziamento che rischia ancora di radicarcisi dentro.» (Matteo Bonvecchi)

martedì 26 maggio 2015

Il tempo del padre a Fonte Avellana 26-28 giugno 2015



Fonte Avellana 
26-28 giugno 2015

Il tempo del padre
fogliettone pdf


Il tema (in questo periodo di apparente o reale eclissi del ruolo del padre) può essere declinato con libertà: una riflessione, un reading poetico, un racconto, una piccola performance teatrale e/o musicale, un’opera d’arte, un mini laboratorio… ci riuniremo nello Scriptorium (v. foto a lato) calcato da Dante. La kermesse, calorosamente ospitata dai monaci camaldolesi (in primis dal priore Gianni Giacomelli) nello splendido monastero di Fonte Avellana, è aperta a tutti gli interessati credenti e non (anche come semplici uditori, che possono comunque intervenire nei vari dibattiti). Si parte alle 15.00 di venerdì 26 giugno per finire alle 16.00 di domenica 28 giugno. Il costo totale del soggiorno dalla cena di venerdì al pranzo di domenica è di € 110,00 (€ 90,00 a testa per chi sta camera doppia o a più letti e solo € 80,00 per chi ha meno di 35 anni, anche in singola). È possibile prolungare il soggiorno e pranzare già da venerdì (ogni pasto extra € 15,00) accordandosi direttamente con i monaci). È richiesta la presenza per tutta la durata della kermesse: questo per creare un'atmosfera conviviale di attenzione ed ascolto, rispettare il silenzio e la vita liturgica e i momenti di preghiera dei monaci (ai quali chi vuole potrà partecipare) e staccare veramente, sia pur per pochi giorni dal rumore quotidiano. Si possono portare libri, cd e altro materiale per vendite/scambi informali e autogestiti o per donarli al monastero. Chi suona uno strumento è pregato di portarlo. 

Le prenotazioni (anche dei pasti extra soggiorno) vanno fatte allo 0721-730261 (si prega di telefonare intorno alle 13,00 o dalle 20,00 alle 21.00) o via mail a foresteria@fonteavellana.it (inviare per conoscenza anche a info@faraeditore.it informando con cortese sollecitudine di eventuali impedimenti).



Venerdì 26 giugno 

15.00 Presentazione del convegno con saluto del Priore Gianni Giacomelli e di Alessandro Ramberti, moderatore della kermesse.



15.15 Il silenzio paterno – Paolo Pistoletti (1964) lavora come bibliotecario presso la biblioteca comunale di Umbertide. Terminati gli studi in Giurisprudenza e in Teologia, ha continuato ad approfondire i contenuti di alcune correnti spirituali d’occidente e d’oriente ampliando, allo stesso tempo, la sua ricerca poetica. Ha pubblicato la silloge Legni (Ladolfi Editore 2014) e i contributi “Legni, una lettura devadatta”, (nel volume Dove sta andando il mio italiano?, Fara 2014) e “Il paesaggio della parola” (ne Il luogo della parola, Fara 2015 ). Collabora con il blog letterario Compitu re vivi. Dal 2010 cura e conduce Arcipelago, il programma di letture e poesia di RadioRCC. Sta lavorando, con il musicista-bassista Manuele Cambiotti, al progetto “Devadatta, vedo la parola che suona”.

15.30 Assicurazione sulla vita – Lucia Grassiccia è arteterapeuta e vive a Milano (ma la sua terra è la Sicilia, e Modica la città che nel 1986 la riversò sul mondo). Inizia a scrivere articoli per il progetto Hzine, presso l’Accademia di Belle Arti di Catania, e per il quotidiano web Ondaiblea. 
Collabora con le testate Artribune e Look Lateral per interrogarsi e interrogare sull’arte. Nel 2013 pubblica con Prospero Editore (di cui cura la Rubrica di racconti brevi Letteratura espressa) il suo primo romanzo ebook, Elevator.

15.45 “E 'n la sua voluntade è nostra pace” – Daniele Gigli (Torino 1978) lavora come archivista documentalista, consulente di comunicazione e digital curator. Ha pubblicato i libri di poesia Fisiognomica (2003) e Presenze (2008), oltre ad alcune traduzioni da T.S. Eliot, tra cui Gli uomini svuotati (2010) e Mercoledì delle Ceneri (2014). Collabora con il quotidiano on-line Il Sussidiario e le riviste Studi cattolici e Biblioteca di via Senato. È in corso di pubblicazione il suo nuovo libro Fuoco unanime.

16.30 Dibattito


16.45 Concetti paternali: padri e patrigni – Chiara Dall'Ara ha 40 anni, segnati da piccole e grandi tragedie. Dieci anni fa ha lasciato la sua Cesena per andare a vivere in provincia di Bologna. Diventare madre le ha provocato un cambio di rotta… Ha pubblicato Essenze di giorni sognanti. Lettere ai tempi dei social network (Edizioni Sensoinverso 2015) ed è inserita nell'antolgia Il luogo della parola (Fara 2015).




17.00 Qualche rima sul padre – Alessandro Ramberti è sempre stato affascinato dai sentieri di montagna, dalle parole, dalle lingue, dalla Bibbia… si considera un piccolo ponte e ama mettere in relazione e comunicazione anime, volti e persone. Fra i saggi, ha curato Riflessioni sul linguaggio (1993). Nel 2012 è uscita la raccolta Sotto il sole (sopra il cielo), nel 2015 Orme intangibili. Questo intervento parte dalle Rime petrarchesche per arrivare al libro di papa Francesco Nel cuore di ogni padre (Rizzoli 2014).




17.30 Radici ed ali… reading da I segreti dell'universo – Nadia Chiaverini vive e lavora a Pisa. Dopo la laurea in giurisprudenza, un lavoro impegnativo presso vari uffici giudiziari, una famiglia, 2 figli nell’età di mezzo (titolo della sua prima silloge) ha scoperto la poesia. Era l’anno 2000. Ama la poesia “onesta”, scevra di formalismi e finzioni letterarie, e legge soprattutto poesia moderna e contemporanea, sia cartacea che su riviste on line. Si interessa di filosofia, sociologia, antropologia e psicologia. Ha pubblicato varie raccolte di poesie, l’ultima si intitola I segreti dell’Universo, CFR Edizioni 2014. Altre poesie con interventi critici sono pubblicate ne I Quaderni dell’Ussero (Puntoeacapo 2013), in blog letterari, riviste (di recente in Poeti e Poesia n. 33 dicembre 2014) e in antologie, tra cui: L’Impoetico mafioso. 105 poeti per la legalità, CFR 2012; Il ricatto del pane, CFR 2013; Unanimemente, ed. Zona 2011; Cuore di Preda CFR 2012; Keffiaeh, intelligenze per la pace, CFR 2014; Homo eligens, deComporre 2014. Con l’associazione Chiamiamola Annina ha partecipato a vari progetti per diffondere e sostenere la cultura femminile. Fa parte del gruppo Libera…mente scrivere, con cui ha partecipato a un testo teatrale in e-book Un gatto nella nebbia.


17.45 Dibattito e lancio del laboratorio serale Paternità oltre il tempo a cura di David Aguzzi e Letizia Fabbri (v. sotto). Tempo libero.


18.30 Vespri (per chi vuole) 


19.30 Cena



21.00 Di Padre in Figlio, da figlio a padre: ovvero della necessarietà della croce Roberto Battestini, nato a Pescara nel 1966, è sposato e ha otto figli. Si dedica dal 1994 al fumetto come autore, curatore di mostre e sceneggiatore. Laureato in lingue, docente e poliglotta, traduce testi specialistici e fumetti dal 1986. Partecipa a mostre in Italia e all’estero. Vincitore del premio Fumo di China nuovo autore nel 1999 e a Forte dei Marmi nel 1996, 1° premio Arena! di Bologna nel 2007, 1° premio SatirOffida 2008, 1° premio Fede a Strisce a Rimini nel 2009 e nel 2010. Nel 2009 Bottero pubblica la sua autobiografia a fumetti: Fratelli. Per la Ave di Roma realizza la collana “Salmetti a fumetti” e “Versetti a fumetti” e ha pubblicato nel 2011 Francesco l’amico di Dio e Beato Karol, vita parole e sorrisi di Giovanni Paolo II. Dal 2007 realizza il progetto Catecomics con le Edizioni Dehoniane di Bologna, ultimi volumi: Genesi. E la luce fu!, Apocalisse, I profeti, Salmi, Atti degli Apostoli. È inserito in Scrivere per il futuro ai tempi delle nuvole informatiche (Fara 2012). Ha esposto suoi quadri nella personale In itinere. Opere 2007-2012 a Pescara. Nel 2016 uscirà il romanzo a fumetti Acarosangue (di cui un assaggio ne Il luogo della parola, Fara 2015). Web: www.battestini.it

21.40 In cerca di un Padre – Alex Celli è un riminese del 1979 ed insegna religione. «Ambisce a cambiare il mondo “almeno un pochino” nei panni del maldestro uomo pollo (…) descritto in Chicken Breast e Il ritorno di ChickenBreast (…). Alex-Chicken inventa una scrittura scoppiettante quant’egli è nella realtà, maldestramente vive diverse avventure tra gli sguardi beffardi dei passanti e proprio come l’Hidalgo cerca di svincolarsi dalla realtà in cui vive. Cervantes inventò il personaggio per mettere in ridicolo una letteratura che celebrava cavalieri impossibili e non era in grado di descrivere i tempi che stavano cambiando non solo nella Spagna seicentesca. Celli non inventa, descrive sé stesso, descrive l’uomo contemporaneo cui la realtà limita l’immaginazione e spegne la fantasia. L’uomo comune è impossibilitato a realizzare le proprie aspettative soffocato com’è dai condizionamenti sociali e da una quotidianità appiattente. Lo sguardo allegro ed ottimista di Alex ci narra storie fantastiche che si posizionano tra le fiabe, la mitologia ed il racconto (…).» (da un articolo pubblicato su La Piazza n° 43, feb 2013).


22.00 Paternità oltre il tempo con David Aguzzi e Letizia Fabbri – “… mi sembra una vita molto più lunga, quasi due o tre insieme… Letizia, mi dico, sei una grande... Ma quante prove hai superato, quanti traguardi hai raggiunto, quante soddisfazioni hai maturato e soprattutto, questo navigare, guarda dove ti ha portata… Il coraggio e l'esuberanza, l'ottimismo e la gioia, la passione e l'ostinazione, sono il segreto del mio essere oggi, a 52 anni, in salute e libertà, con tanta voglia di vivere e completare un sogno: Ca' Bianca, “l'accoglienza che cura”.
David Aguzzi è nato a Rimini. Vive a Riccione. È laureato in Sociologia e in Scienze della comunicazione. Socio di Teatro Aenigma
(Urbino), ha co-fondato la rivista Teatri delle diversità e le Edizioni Nuove Catarsi. È membro dell’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro, responsabile del Coordinamento Nazionale Teatro in Carcere, scrittore, saggista, più o meno poeta, drammaturgo e operatore teatrale. Tra le pubblicazioni: Il Dono di Davide. I Volontari e la rete di Solidarietà, … e cuchèl / il Gabbiano, Per uscire dall’invisibile. Ha realizzato il corto Cambiamo Discorso? È inserito in Scrittura Felice (Fara 2013), Ascolto per scrivere (Fara 2014), Il luogo della parola (Fara 2015) e altre antologie. 1° classificato al Concorso “Viaggi di Versi”, Ed. Pagine, con la poesia Oggi. Nel 2014 ha messo in scena Mi fido di te e Il treno dei desideri recitati da giovani e adulti con patologie psichiche e disagio sociale.

22.20 Dibattito e risonanze sull'intera giornata e riposo


Sabato 27 giugno

8.00 Colazione


9.00 La paternità spirituale come risorsa antropologica – Andrea Ponso è nato a Noventa Vicentina nel 1975. Dopo studi letterari sta concludendo quelli teologico-liturgici. Si occupa di letteratura, teologia e traduzione dall'ebraico biblico e collabora come editor per alcune case editrici. Ha pubblicato testi di critica e poesia in varie riviste, mentre il suo ultimo libro, I ferri del mestiere, è uscito per Lo Specchio Mondadori nel 2011. Una sua nuova versione del Cantico dei cantici uscirà per Il Saggiatore nel 2015. Con Fara ha pubblicato Letture bibliche.



9.30 Declinazioni di paternità – Anna Maria Tamburini, riminese, si è laureata in Letteratura Italiana con il prof. Ezio Raimondi presso l'Università di Bologna. Ha portato all'attenzione della critica l'opera di Agostino Venanzio Reali promuovendo incontri e convegni di studio, dei quali ha curato gli Atti: Dipingere laparola (Padova 2006) e Per analogia (Roma 2012). Ha dedicato saggi a M. Guidacci, C. Campo, E. Dickinson, T.S. Eliot, alcuni dei quali confluiti nel volume Per amore e conoscenza (Caltanissetta 2012). Scrive articoli e recensioni. Nell’ambito della poesia ha pubblicato i libri Colibrì (Fara 2010) e A mio padre (Helicon Edizioni 2014).



9.45 Padri acquisiti: John Crowley e Steve Kilbey – Davide Valecchi è nato nel 1974 a Firenze. Polistrumentista, fin dall’adolescenza ha fatto parte di numerosi gruppi e progetti musicali spaziando in generi diversi: metal, new wave, gothic rock, industrial, ambient, elettronica, sperimentazione. Attualmente è impegnato come chitarrista nel gruppo gothic/wave Video Diva e nel duo elettronico/ambient H2R (insieme a Luigi Maria Mennella). Con lo pseudonimo di aal (almost automatic landscapes), a partire dal 2001, ha intrapreso un percorso di ricerca sonora in campo elettro-acustico, concreto, elettronico e ambient, toccando anche territori drone e industrial. Ha pubblicato la raccolta di poesie Magari in un’ora del pomeriggio nel 2011, vincendo il concorso Faraexcelsior. Altre poesie sono presenti in Scrivere per i futuro ai tempi delle nuvole informatiche (Fara 2012), Chi scrive ha fede? (Fara 2013) e nell'antologia dei vincitori del concorso Insanamente Siamo tutti un po' matti (2014). Ha frequentato anche la fantascienza, scrivendo nel 2010 il romanzo L’archivista con Paolo Frusca, finalista al Premio Urania Mondadori. Realizza eventi legati alla poesia, alla musica, alla letteratura.

10.00 Dibattito



10.15 Ostaggio del cuoreElena Varriale è nata a Napoli, terra di mare e fuoco e nell’aria che respira ci sono oracoli di Sibilla e canti di Sirene. Sarà forse per questo, o per altri motivi a lei ancora sconosciuti, che si ritrova spesso alla deriva del sentire, nello spazio nebuloso della creazione. Naviga molto alla ricerca della parola e del verso giusti, ma solo quando raggiunge il suo “porto”… comincia a scrivere. Di viaggio in viaggio, ha scritto e pubblicato articoli, saggi e due raccolte di poesie (Lo so che sbaglio, Tracce 2007, e Solubile Scompiglio, Tindari Edizioni 2012). Suoi scritti (poesie e racconti) sono stati selezionati e pubblicati in antologie e riviste (Aletti, Giulio Perrone Editore, Lietocolle, Fara, Limina Mentis) e nel blog di Poesia Rai News curato da Luigia Sorrentino. Ha ricevuto riconoscimenti in premi letterari nazionali ed internazionali e nel 2012, il suo primo romanzo breve “Se sei nato caos non puoi diventare armonia” è stato pubblicato nell’antologia Faraexcelsior 2013. È inserita ne Il luogo della parola (Fara 2015). È stata segnalata dal concorso Faraexcelsior 2015 per la raccolta Intralci ed intervalli.



10.30 Congiunzioni e rimarginature – Giuseppe Vetromile risiede a Sant'Anastasia (NA). Ama definirsi napoletano verace, essendo nato a pochi metri da Castel dell'Ovo. Si dedica alla poesia e alla narrativa fin da ragazzo, ricevendo riconoscimenti in importanti concorsi. Numerosi i primi premi. Ha pubblicato 19 di libri di poesie, tra i quali: Cantico del possibile approdo (Scuderi 2005), Inventari apocrifi (Bastogi 2009), Ritratti in lavorazione (Edizioni del Calatino 2011), Percorsi alternativi (Marcus 2013), e un libro di narrativa con Kairos di Napoli. È inserito in varie antologie e collabora a giornali e riviste letterarie, anche online, con recensioni e note critiche. Ex dipendente Fiat a Pomigliano d'Arco, promuove e organizza incontri e dibattiti sulla poesia e non solo. Ha curato le antologie: Attraverso la città (Scuderi 2011), Percezioni dell'invisibile (L'Arca Felice 2013); Ifigenia siamo noi (Scuderi 2014). Ha fondato il Circolo Letterario Anastasiano e fa parte di giurie in importanti concorsi. Ha ideato e cura il Premio Nazionale di Poesia “Città di Sant’Anastasia”. È presente in rete nei blog Circolo Letterario Anastasiano, Transiti Poetici, Taccuino Anastasiano, Selezione di Concorsi Letterari, ecc.




10.45 Il dialogo tra padre e figlio – Rita Pacilio è autrice in poesia e narrativa, sociologa, collaboratrice editoriale. Esperta in Comunicazione e Orientamento al lavoro (Bilancio delle Competenze) ha lavorato per il Ministero di Grazia e Giustizia presso la Casa Circondariale di Benevento. Per l’Università degli Studi del Sannio ha collaborato al saggio: Famiglia e società. Per Fara  ha pubblicato il saggio: “La fede come metafora comunicativa: è possibile la fede sociale?” inserito in Chi scrive ha fede? Sua recente raccolta poetica, con cui conclude il discorso sulla denuncia dei corpi emarginati e violati è: Quel grido raggrumato (La Vita Felice 2014).

11.00 Mio padre – Marco Bottoni è nato il 30 Settembre 1958. Laureato in Medicina da 31 anni e scrittore dilettante da 15 afferma di fare il medico a tempo perso, e di non avere più molto tempo da perdere, data l’età. Scrive, citati in rigido ordine alfabetico: aforismi, certificati, curricula, dialoghi, lettere agli editori, liste della spesa, poesie, racconti, ricevute, romanzi, ricette, testi teatrali: cfr. Con il titolo in coda (Fara 2011) libro vincitore del Premio Martucci 2012 sez. Teatro. Più di qualche Editore non ha saputo resistere alla tentazione di pubblicare i suoi scritti, così che, incredibilmente, sempre più numerosi diventano, nel tempo, i suoi lettori. Ha vinto numerosi premi (nel 2014 il concorso Insanamente con il racconto Tratto da una storia vera, che ha ricevuto la medaglia del Presidente della Repubblica). Ha corso come tedoforo per il Viaggio della Fiamma Olimpica di Torino 2006 nel Comune di Mira (VE). Suona la chitarra. 

11.15 Paternità d'amore Mariastella Eisenberg è nata a Napoli. Dirigente scolastico, ha fondato un gruppo di lettura presso il carcere di Lauro, con la Fondazione Premio Napoli; impegnata a favore delle donne vittime di violenza con l’ass. casertana Spazio donna; membro della Commissione per le pari opportunità della Provincia di Caserta. Ha pubblicato: Perché ancora i Promessi Sposi, Marimar 1989; Sara, Guida 2005; Carovita, Lettere arti scienze 2009; Chiedi alle mani, Sovera 2009; Alfabetando, L’Aperia 2011 (pref. di Luigi Trucillo); Cantico nella parola svelata, Compagnia dei Trovatori 2013 (pref. di Silvio Perrella, nota di Bruno Galluccio); Madri vestite di sole, Interlinea 2013 (pref. di Giampiero Neri, nota di Andrea Renzi) in corso di pubblicazione con Oedipus Ed. la prossima raccolta.



11.30 Un tabù: l'amicizia – Nino (Nicola) Di Paolo, è stato Bibliotecario, fino al 31 agosto 2012, presso la Biblioteca Comunale di Pero, alle porte di Milano. Dal successivo 1° settembre è stato trasferito agli Uffici Amministrativi del Comune perché, in Biblioteca, “non produceva pensieri raffinati”. Dopo la Maturità Scientifica, aveva lavorato come operaio per cinque anni, dal 1977 al 1982, in una piccola fabbrica dove si costruivano componenti per auto e camion. Sarà forse a causa di ciò che non è riuscito poi a produrre “pensieri raffinati”? Ora, a 57 anni e con 38 anni di lavoro sul groppone, trovandosi, non si sa per quanto ancora, “ostaggio” del leggendario ticket Monti-Fornero, nei sempre più scarsi momenti da sottrarre al rigenerante riposo, prova a comunicare scrivendo. Con piacere. Ha pubblicato nel 2007, con Fara, un diario di viaggio dal titolo Anno Santo 1975 – da Milano a Roma a piedi e l’anno successivo, sempre con Fara, la raccolta di racconti Il primato della pietà. È comparso, con alcune sue composizioni e brevi saggi, su due antologie fariane: Lo spirito della poesia, del 2008, e La poesia, il sacro e il sublime, del 2010. Nel mese di maggio 2012 ha pubblicato con la Montedit di Melegnano il saggio in versi Anteprima della Stoffa dell’Universo
11.45 Il padre e il silenzio – Annalisa Ciampalini è nata a Firenze e si è laureata in Matematica a Pisa. Insegna matematica nella scuola superiore. Nel 2008 ha pubblicato la raccolta di poesie L’istante Si Dilata (Ibiskos Editrice), nel 2014 la raccolta L’assenza (Ladolfi). Alcune sue poesie, edite e non, sono state inserite in un Quaderno letterario “Alcyone 2000” (Miano Editore). Il concorso “Città di Salò” l’ha premiata per una poesia inedita. Ha passato molti anni a scrivere senza che l’idea di pubblicare la sfiorasse. Per questo motivo conserva diverse poesie e brevi racconti inediti. In seguito a particolari vicende, si è decisa a chiedere un parere ad una casa editrice di Empoli, città dove abita, che le ha proposto la pubblicazione. Le dà grande gioia vedere una poesia che prende forma e poter essere letta da persone competenti e profonde, a costo di ricevere anche critiche negative. Ama la musica e la letteratura di ogni tipo. Ama pensare allo spazio e alle galassie: le dà quiete e concentrazione. Si è accorta che scrive intorno a determinati temi: un tempo le poesie spuntavano isolate, senza un nesso evidente.

12.00 Dibattito
12.30 Pranzo e tempo libero


15.00 Il padre nel martirio della poesia – Laura Corraducci è nata a Pesaro nel 1974 dove risiede, è insegnante di inglese. Nel 2007 pubblica la sua prima raccolta di poesie con Ed. Del Leone dal titolo Lux Renova. Suoi inediti sono apparsi su Almanacco PUNTO della poesia italiana 2014, Puntoacapo Editrice, Gradiva con nota critica di Giancarlo Pontiggia, Almanacco dei poeti e della poesia contemporanea, Raffaelli Editore, col quale ha appena pubblicato Il canto di Cecilia e altre poesie. Nel 2012 organizza la rassegna poetica “vaghe stelle dell’orsa” (edizione 2015 qui)dedicata alla poesia contemporanea, nello stesso anno vince il concorso “La donna si racconta” sezione poesia. Sue poesie sono state tradotte in lingua spagnola e inglese. 


15.15 Esperienza monastica di paternità: da Dio all'Io – Padre Gianni Giacomelli è monaco benedettino camaldolese nel monastero di Fonte Avellana (PU) dal settembre del 2003. Dall’ottobre del 2011 è priore nello stesso monastero alle pendici del Catria (www.fonteavellana.it). Ha effettuato studi classici e frequentato la facoltà di Giurisprudenza. Ha operato in una comunità per disabili. Dopo l’ingresso in monastero ha conseguito il master in Teologia cattolica a Strasburgo (Francia) con un memoire sul fenomenologo francese Michel Henry, Per una soteriologia immanente. Appassionato di filosofia e di opera lirica, teatro, poesia e psicanalisi tiene corsi e seminari e ha partecipato a varie kermesse fariane (è inserito in varie antologie fra cui: Chi scrive ha fede? e Scrittura felice). 


16.00 I padri dei nostri tempi – Caterina Camporesi è nata a Sogliano al R. Vive a Rimini. È psicoterapeuta. Già condirettrice de «La Rocca poesia» e redattrice de Le Voci della Luna, collabora con riviste cartacee comeGraphie e on-line come Fili d’aquilone. Ha pubblicato: Poesie di una psicologa (Euroforum 1982), Sulla porta del tempo (Edizioni del Leone 1996), Agli strali del silenzio (Istituto di Cultura di Napoli 1999), Duende (Marsilio 2003), Solchi e Nodi (Fara 2008), Dove il vero si coagula (Raffaelli 2011). È presente con Il tenace seduttore nel volume Per Cesare Ruffato (Marsilio 2005), con una poesia in Folia sine nomine (Marsilio 2006) e con sillogi ne La coda della Galassia(2005), La linea del Sillaro (Campanotto 2006), Poesia e Natura (Le lettere 2007), Vicino alle nubi sulla montagna crollata (Campanotto 2008). È pubblicata in riviste e nel web. Alcuni suoi saggi sono inseriti nei volumi fariani: Lo spirito della poesia (2008), Poeti profeti? (2009), Salvezza e impegno (2010), Il valore del tempo nella scrittura(2011), Scrivere per i futuro ai tempi delle nuvole informatiche (2012), Chi scrive ha fede? e Scrittura felice (entrambi 2013), Letteratura… con i piedi (2014). Ha curato e tradotto L'Attesa di Pablo Gozalves (Sinopia 2007) e, con Claudio Cinti, Nel concavo privilegio della dismemoria di Cé Mendizábal (Sinopia 2010). Le è stata dedicata la Lettera in versi n. 41 (2012) a cura Rosa Elisa Giangoia. È presente nei cataloghi per il Centenario della morte di Giovanni Pascoli e in quello del pittore Carlo Ravaioli (entrambi Il Vicolo 2012).

16.15 Polvere padre polvereSubhaga Gaetano Failla è nato a Scalea, nel respiro del Tirreno meridionale, in una dimensione culturale e metafisica di tipo patriarcale, àmbito tuttavia definito nel suo complesso dall’Ombra di madri e di deità femminili. Vive in Toscana, nei luoghi di babbo Geppetto, del suo bizzarro figlio Pinocchio e d’una evanescente figura materna, la Fata turchina. Autore di libri di racconti, è stato inoltre pubblicato in antologie e riviste ed è presente con varie “incursioni” nel web.

16.30 Dibattito

16.45 Metamorfosi di un mito – Maria Lenti, poetessa, narratrice, saggista, giornalista, è nata e vive a Urbino. Studiosa di letteratura ed arte: saggi, recensioni, interventi critici si trovano in volumi collettanei, in riviste e su quotidiani a cui collabora da decenni. In Effetto giorno, 2012, ha raccolto gli scritti di tenore culturale e politico; in Cartografie neodialettali, 2014, gli scritti su poeti neodialettali di Romagna e d’altri luoghi. Ha pubblicato poesie: Un altro tempo, 1972; Albero e foglia, 1982; Sinopia per appunti, 1997 (2° classificato al premio “Alpi Apuane”); Versi alfabetici, 2004; Il gatto nell’armadio, 2005; Cambio di luci, 2009 (finalista al premio “Pascoli”). Racconti: Passi variati, 2003, Due ritmi una voce, 2006, Giardini d’aria, 2011. Gli studi Amore del Cinema e della Resistenza, 2009, In vino levitas. Poeti latini e vino, 2014. L’antologia di poeti italiani contemporanei Dentro il mutamento, 2011. Nel 2006 ha vinto lo “Zirè d’oro” (L’Aquila). 


17.00 Alla ricerca di un ethos: tra il padre e il gender nella declinazione giuridica – Nella diffusa predicazione del declino del padre, sostenuta dalla paideia massmediatica, sembra passare in sordina il significato di estrazione antropologica e il contenuto culturale che sul padre si è composto nei secoli attraversati dalla storia dell'uomo. Lo stesso contenuto culturale su cui si regge gran parte della costruzione del diritto. Claudio Fraticelli è avvocato cassazionista del Foro di Macerata. Alla professione forense coniuga la passione per lo studio della Sacra Scrittura nella lingua ebraica e per le nuove tecnologie informatiche. Gli incontri avellaniti sono divenuti una preziosa occasione per confrontarsi con temi incontrati nelle sue letture, per lo più di carattere filosofico e sulla c.d. “teologia politica”. Nel 2009 ha proposto “La giustizia dello stato: salvezza o inferenza da cui salvarsi?” in Salvezza e impegno (Fara 2010); Nel 2010 “La scrittura dei diritti fondamentali e l’ingiuria del tempo. Nuove tavole della legge… Per quale popolo?” ne Il valore del tempo nella scrittura (Fara 2011); nel 2012 “Quale diritto ai tempi delle tecnologie informatiche? Riflessioni su genesi e conseguenze di un’astrazione: in bilico tra agonia e morte dello Stato e fallimento delle regole del mercato” in Scrivere per il futuro ai tempi delle nuvole informatiche (Fara 2012). Nel 2013 “Il Diritto: dalla paura alla felicità” in Scrittura felice. Nel 2014 “Osservazioni sul linguaggio giuridico attuale: dentro un groviglio solipsistico” in Dove sta andando il mio italiano?

17.15 In nome del mare: il mare delle origini come padre putativo  Cinzia Demi è nata a Piombino (LI), lavora e vive a Bologna, dove ha conseguito la Laurea Magistrale in Italianistica. Dirige le Collane di Poesia Sibilla per la Pendragon (Bologna) e Il Foglio (Piombino), e cura per il sito francese Altritaliani la rubrica “Missione poesia”. Ha collaborato con il Centro di Poesia Contemporanea, la Festa della Storia, la Facoltà di Scienze della Formazione e con molte altre associazioni e istituzioni sul territorio nazionale, con riviste, antologie, blog letterari. Tiene corsi di poesia nelle scuole. Collabora con la rivista «Parole» del Circolo La Fattoria (BO). Ha pubblicato: Incontriamoci all’Inferno, Parodia di fatti e personaggi della Divina Commedia (Pendragon 2007); Il tratto che ci unisce (Prova d’Autore 2009); Al di là dello specchio fatato. Fiabe in poesia (Albatros 2010); Caterina Sforza. Una forza della natura fra mito e poesia (Fara 2010); Incontri e Incantamenti (Raffaelli 2012); Ersilia Bronzini Majno. Immaginario biografico di un’italiana tra ruolo pubblico e privato (Pendragon 2013); Ero Maddalena (Puntoacapo 2013). Ha curato l’antologia in omaggio a Giorgio Caproni Tra Livorno e Genova: il poeta delle due città (Il Foglio 2013) e l’antologia di racconti Amori dAmare (Minerva 2014). Suoi testi di poesia, narrativa e saggistica sono presenti in diverse antologie nazionali. Realizza eventi di drammaturgia e cicli di incontri come “Un thè con la poesia” e “Il femminile sommerso. Archetipi del riconoscimento”. È presidente dell’Associazione “Estroversi”.

17.30 Il padre che non c'è: l'assenza di una relazione stabile – Daniele Donegà  è nato a Canda (Rovigo) nel 1960. Si è laureato in Filosofia all’Università Alma Mater Studiorum di Bologna con una tesi in semiotica sulla poetica di Camillo Sbarbaro. Nel 1992 viene ordinato sacerdote e fa parte del presbiterio della diocesi di Adria-Rovigo. Nel 2010 discute la tesi di dottorato in teologia con il professore José Noriega dal titolo: L’intenzionalità erotica e l’azione del corpo in Maurice Merleau-Ponty presso la Facoltà del Laterano e nell’aprile del 2011 pubblica la tesi presso la casa editrice Cantagalli di Siena. Attualmente è arciprete di Melara (R=) e consulente etico al Consultorio familiare diocesano di Rovigo. Ha al suo attivo 6 pubblicazioni di poesia e diverse plaquette stampate presso tipografie locali che distribuisce ad amici ed estimatori. Nell’agosto del 2014 gli è stato assegnato il Primo Premio al Concorso di poesia “Cala Petralana”, a Palau in Sardegna, per la poesia inedita Il canto delle cicale. 







17.45 Mio padre  Con Massimiliano BardottiSara Giomi e Giacomo Lazzeri de La Minima Parte: “Il nostro intento è la ricerca del bello, anche nelle circostanze e nei luoghi più oscuri. Noi cerchiamo la bellezza ovunque. E abbiamo l'unico scopo di condividere e farne dono.” La performance sarà preceduta da un ricordo di Guido Passini (foto qui sotto, ci ha lasciato a soli 36 anni il 25 marzo 2015), con la lettura del suo racconto, appositamente scritto per questa kermesse, dal titolo “Lettera ad un padre mai nato”. Le sue ultime poesie si trovano nell'antologia della II edizione concorso in memoria di Katia Zattoni da lui ideato: Come farfalle diventeremo immensità 2.

18.20 Dibattito e tempo libero

19.30 Cena  


Sessione serale  










21.00 Padre mio, come mai sei andato nella luce del Signore? – Enrica Musio nasce a Santarcangelo di Romagna nel 1966. Ama la natura (per 13 anni è stata volontaria di Legambiente). Adora leggere libri di letteratura femminile (Emily Dickinson, Sibilla Aleramo, Ilaria Rattazzi). Ha pubblicato con Fara: Dediche sillabiche (2006), Senza saperlo nemmeno (2010) e Case di angeli (2013) ed è presente con sillogi e altro in numerose antologie nate dalle kermesse fariane (fra cui l'ultima, Il luogo della parola). Per narrabilando scrive Le pillole di Enrica. È stata intervistata da ContainerRadio e ha partecipato ad Anima d'Autore su IcaroTV. Si sente una poeta naïf.


21.15 Migrazione: antropologia del padre che diventa segno  Maurizio Caruso è nato in provincia di Cosenza, vive e lavora a Bologna. Ha frequentato il Liceo Artistico Statale di Cosenza dove si è messo in evidenza per i colori e la fervida fantasia che sprigiona nel dipingere. Dopo il diploma si trasferisce per motivi artistici e di lavoro spostandosi in varie città e sempre arricchendo le proprie conoscenze: Padova, Venezia, Firenze, Massa e Carrara dove frequenta gli ambienti accademici. Organizza e partecipa a diverse mostre personali e collettive, in Italia e in Europa. Dal 2000 firma la cover della rivista di poesia «Parole» (Bologna). È autore di pagine di grafica, copertine di libri e opuscoli, locandine per eventi culturali. Nel suo sito www.MaurizioCaruso.it sono consultabili la ricca Biografia, la Galleria Virtuale con la sua produzione artistica, il gran numero di recensioni curate da significative firme del panorama culturale italiano.



21.30 Il Vestito. Lettura animata e, come bonus a sorpresa, Punto Fermo – Elisabetta Randi è chiamata Betta, Eli, Bet, Elibetta. Da piccola sua madre le regalò una borsa di stoffa, con i manici di legno, scolpiti e decorati da suo padre. Sopra aveva cucito la scritta: ATTEBASILE. Ancora, cerca chi è. Alcuni la chiamano Regina. Nome appropriato, quando indossa la parrucca color ciclamino. Per maggiori informazioni www.elisabettarandi.it


22.00 Dibattito e risonanze sull'intera giornata e riposo
 

Domenica 28 giugno

7.30 Lodi (per chi vuole)
8.00 Colazione




9.00 Padri in guerra – Vesna Andrejevic (Belgrado, 28 giugno 1965) è traduttrice letteraria e multimediale free lance, scrittrice e docente di Lingua e Letteratura italiana, serba ed internazionale. Risiede e lavora in Serbia partecipando a vari concorsi e premi in Italia e in Europa. Scrive e pubblica i suoi testi fin dall’infanzia. Ha collaborato con varie riviste on line pubblicando i suoi racconti e saggi di argomento letterario (FaranewsEuterpe, ecc.). Suoi testi narrativi sono stati premiati e pubblicati in diverse antologie sia in versione cartacea che come eBook (Premio “Pietro Conti”, Perugia, 2004; Premio “Donne in pagina”, Arcilettore, Leno, 2009). La sua raccolta di racconti La gente altrui nel paese delle meraviglie (Premio Letterario Interrete) è stata pubblicata in formato eBook in Kappeventi.com, Prospettiva editrice, Roma, 2006. Fra i diversi riconoscimenti letterari: Premio ICoN, prima classificata con il raccontoTroppi sogni azzurri della gente di troppo Pisa, 2006; Premio Speciale “Mario Ceccarello” per il romanzo breve Saga degli Zingari o Sas thaj avel… al Concorso letterario “Insieme nel mondo”, Savona, 2006; Premio Internazionale di Poesia e Narrativa “Insieme nel mondo”, X edizione, prima classificata Narrativa Inedita con il romanzo Forziere di nonno, Savona, 2012; Premio “Alda Merini”, II edizione, selezionata con il racconto Magda, Brunate, 2013; e Premio Letterario Internazionale Europa, XIV edizione, prima classificata Narrativa inedita con il racconto “La notte di Natale”, Lugano, Svizzera, 2013. Scrive narrativa, traduce i libri e film e coltiva i suoi sogni letterari. Leggerà alcuni brani di “Showtime”racconto vincitore del Pubblica con noi 2015 inserito in Emozioni in marcia (Fara).

9.20 Il padre, il figlio, il tempo – Ottavio Rossani (Sellia Marina, 1944), vive a Milano, dove si è laureato In Scienze Politiche e sociali all’Università Cattolica. Poeta, scrittore, pittore e regista teatrale. Come giornalista – 40 anni al Corriere della Sera – ha viaggiato in diversi continenti; ha incontrato potenti e umili negli ambiti della cultura, della politica, della cronaca. Ha scritto saggi storico/letterari e racconti. Tra gli altri: Stato società e briganti nel Risorgimento italiano (2002, tre edizioni); Leonardo Sciascia (1990); Servitore vostro humilissimo et devotissimo (1995). Sei i libri di poesia: Le deformazioni (1976), Falsi confini (1989), Teatrino delle scomparse (1992), Il fulmine nel tuo giardino (1994), L’ignota battaglia (2005) e Riti di seduzione (2013). Molte le plaquette di poesie, corredate da suoi disegni. I suoi quadri sono in collezioni private, in Italia e all’estero. Una sua pièce, Se mi vengono i brividi, è stata rappresentata a Buenos Aires, con la sua regia


9.40 Sui padri – Gianfranco Miro Gori (foto Ferroni a lato) è nato a San Mauro Pascoli (11.8.1951). Dopo gli studi classici, si è laureato in Filosofia e ha conseguito il dottorato di ricerca in Discipline dello spettacolo. Negli anni Ottanta, ha fondato la Cineteca del comune di Rimini: da lui diretta per venticinque anni. Ha organizzato festival e manifestazioni culturali in patria e all'estero, e pubblicato molti saggi di cinema, dedicandosi soprattutto, tra i primi in Italia, allo studio dei rapporti tra cinema e storia. Si è occupato di Fellini, Pascoli, Guerra e Casadei. Ha pubblicato un romanzo (Senza Movente, Mobydick 2000) e quattro raccolte di versi in dialetto: Strafócc, Chiamami Città 1995; Gnént, Pazzini 1998; Cantèdi, Mobydick 2008; E' cino, la gran bòta, la s-ciuptèda (Fara 2014). È stato prima assessore alla cultura poi sindaco, per dieci anni, di San Mauro Pascoli.




10.00 Est pater in rebus. Riflessioni comunicative su padri e media – Andrea Parato è nato a Rimini nel 1979, ma vive a Riccione dal 2008. Ha pubblicato saggi sulla comunicazione, racconti e sillogi di poesia (trovi i titoli in www.andreaparato.com) e ha vinto diversi concorsi letterari. Oltre alla formazione (tiene incontri in tema di comunicazione), si occupa di editoria e di web editing. Ha partecipato ad “Anima d’Autore” su Icaro TV.

10.20 Dibattito 11.00 Santa Messa (per chi vuole)
12.30 Pranzo 

  
15.00 Gran dibattito conclusivo, saluti e partenze