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lunedì 4 febbraio 2013

Nuove puntate di Anima d'Autore 2013 su youtube

in onda su Icaro TV canale 91 ogni Venerdì alle ore 12.30 circa:



precedenti puntate in narrabilando.blogspot.it/2011/12/anima-dautore-su-icaro-tv.html


Venerdì 1/2: Maldini

Venerdì 8/2: Bravetti

Venerdì 15/2: Valecchi

Venerdì 22/2: Buccioli

Venerdì 1/3: Spadoni

Venerdì 8/3: Grutt

Venerdì 15/3: Bertozzi

Venerdì 22/3: Passini

Venerdì 29/3: Tosi


Orari Repliche:

Sabato 15:40 e 21:50 Martedì 16:50 Mercoledì 13:40 Giovedì 18:30





Anima d'Autore: Elvis Spadoni






Anima d'Autore: Marcello Tosi





Anima d'Autore: Guido Passini e Matteo Buccioli






Anima d'Autore: Valerio Grutt






Anima d'Autore: Roberta Bertozzi






Anima d'Autore: Stefano Maldini






Anima d'Autore: Grazia Bravetti






Anima d'Autore: Davide Valecchi

mercoledì 2 settembre 2015

Stefano Iori recensisce Orme intangibli su «Versante ripido»

recensione  di Stefano Iori pubblicata su Versante ripido n. 8 settembre 2015:  “La strabiliante danza della parola”



http://www.faraeditore.it/html/filoversi/ormeintangibili.html
Complesso il testo di Alessandro Ramberti Orme intangibili (Fara Editore, Rimini, 2015). Premessa, antefatto, prologo e apertura. Quartine alternate da un verso fra parentesi. Chiuse in cinese. Citazioni (il prediletto è Albert Camus) che si specchiano con il corpo poetico e ne intervallano il fluire. E ancora, un epilogo e un congedo. Oltre ciò, otto pagine di note che implementano la profondità del componimento. A cornice, una prefazione e ben tre postfazioni. Con l’indice, poco più di settanta pagine che indubbiamente mettono il lettore a dura, sebbene intrigante prova. L’articolazione dell’opera fa pensare ad una sorta di ipertesto o, voltandosi al passato, al Talmud, immane miniera di sapienza, scritto a più mani, con molteplici possibilità di scorrimenti intrecciati di lettura e di interpretazione. Non per niente Talmud sta per “studio”. È un labirinto, la tortuosa strada, afferma proprio il Nostro a pagina 49.
Dopo aver preventivamente visionato la struttura di Orme intangibili, impreziosita da illustrazioni in bianco e nero del fratello dell’autore, Francesco, ci si attende molto dal poema. E si parte avidi con la lettura. L’avvio (la premessa) è dichiaratamente ispirato a Jorge Mario Bergoglio, con omaggio alle considerazioni di questi su desideri e limiti, laddove i secondi vanno oltre i primi: Esistere è la forma continuata / dell’essere nel mondo temporale / coi desideri che vanno oltre i limiti / come i sogni prospettano gli eventi. Di confini o recinti poetici l’autore ne ha ben pochi e il suo scritto, come anticipato nella descrizione della struttura multistrato del componimento complessivo, si dipana in una montagna di senso, di considerazioni e di visioni. Ramberti, inoltre, si rivolge direttamente al lettore, sempre amabilmente, e gli pone anche una serie di domande (pure in questo rivedo il tratto talmudico dell’opera).
Ma perché mai l’autore ha scelto uno scheletro di scrittura così ricco… così “corposo”?

Si scontrano gli eserciti dell’anima
ma lascia entrar la luce nel segreto:
ricorda che se cerchi la tua strada
è necessario prima che ti perda.
(pagina 13)

La risposta, probabilmente, sta proprio nel concetto della precedente quartina che appare al termine della premessa. E a tal punto chi abbia visionato, come il sottoscritto, l’ardimentosa struttura di Orme intangibili, prima ancora di affrontarla con la lettura vera e propria, capisce cosa Ramberti suggerisce: se si cerca la propria via lo si può fare solo perdendosi. Sfida accettabile. Nel prosieguo del leggere, non pochi sono i momenti di svanimento, di smarrimento, quasi di sconforto: sensazione stranita che viene dal desiderio di carpire il messaggio dell’opera, senza trovarlo bello e pronto. Ramberti, evidentemente, sa che la poesia è un concerto: lo spartito è dettato dall’autore, ma il lettore funge da coro e da orchestra. La sinfonia lirica nasce da tale intreccio di pensiero, di attenzione sovrapposta, di intendimenti molteplici, di accoglienza e non solo dalla profferta del poeta. Rivolgersi al lettore direttamente, esplicitamente, sottolinea di fatto questa vivifica formula dialogica.
È comunque l’antefatto, a pagina 15, a chiarire l’intento di Ramberti:

Ho sognato di avere
il cervello percorso
da una lancia gettata
da qualcuno indistinto
e remoto… riuscivo
ad estrarla. Col cranio
perforato dal tunnel
luminoso e perfetto
senza tracce di sangue,
lacrimavo contento: 

ero vivo e cosciente.


La citazione collegata, tratta da Il settimo sigillo di Ingmar Bergman, fa intuire che le questioni che muovono l’autore sono dio e la fede: “Ma perché, perché non è possibile cogliere Dio coi propri sensi? Per quale ragione si nasconde tra mille e mille promesse, e preghiere sussurrate,e incomprensibili miracoli? Perché io dovrei avere fede nella fede degli altri?”. (Antonius Block dialogando con la Morte).

Anche il prologo successivo fornisce indizio preciso della direzione intrapresa dal Nostro:

Le crepe fanno bene agli edifici
compatti babilonici e ripieni
come scatole di sabbia incolore
diversità confuse-disarmoniche

(clessidre orizzontali)

l’imbuto attende il tempo di caduta
ma tu continua pure la tua strada
il veleno del male nei ventricoli
rallenta la sua corsa quando ami.
(pagina 17)


Il concetto di amore salvifico ci riporta al testo di Sant’Agostino, che comprende il male, ma lo scaccia o compensa con la forza dell’amore (Ama e fa ciò che vuoi). Ma sarà poi realistica la conclusione del santo? Tale incognita è chiarita, a mo’ dell’autore, nella sua stessa apertura:

Da dove nasce la consolazione
capace di arrestare ogni lamento
l’idea che siamo all’orlo di un bacino
sul quale aleggia e vibra la ragione

(da unire con la fede)

plasmando i nostri sogni ed i progetti?
C’è un fuoco che discende dal battesimo
sui nostri corpo-ed-anima a dirigere
i passi perché siano più diretti.
(pagina 19)

Si può affermare, a questo punto, che quello di Ramberti è un poema religioso, cattolico anzi. Il laico e l’agnostico, a tal punto vibrano di perplessità. Gianni Criveller, nell’ultima delle tre postfazioni esordirà scrivendo: “Non sono familiare con il linguaggio poetico che Alessandro Ramberti impiega, ma lo sono con alcune delle persone con cui egli dialoga: Matteo Ricci, Dietrich Bonhoeffer, Edith Stein, Teresa di Lisieux, papa Francesco… Questi testimoni accompagnano Alessandro in un viaggio dell’anima, che si apre a vari orizzonti, e in cui fanno capolino alcuni temi preziosi, quali l’amicizia e la ragione….”. Chi scrive potrebbe lasciarsi andare ad un contrappunto: “Non sono familiare con l’anelito fideistico-religioso che Alessandro Ramberti impiega, ma lo rispetto in nome dell’unico amore davvero condivisibile anche per un agnostico: quello per l’anima, inspiegabile soggetto-oggetto (operatore logico o illogico che sia), ma tant’è, non riesco a affermare che non esista”. D’altronde anche Walt Whitman ebbe a scrivere: “… E non comporrò alcun poema o la più piccola parte d’un poema che non abbia attinenza con l’anima, / Perché avendo osservato gli oggetti dell’universo, / non ne ho trovato alcuno, né particella di alcuno, / che non abbia attinenza con l’anima”.

Il poemetto di Ramberti, dopo preamboli svariati, finalmente prende il via e lo fa con una bella quartina:

Ho detto poche cose e ciò che ho fatto
può essere riassunto in un vocabolo
che esprima la tensione dell’arciere
il cui bersaglio è interno ed inesatto.
(pagina 20)

Significativa anche la successiva, breve frase fra parentesi: (C’è un’utopia che sana)

I versi fluiscono e la metrica aiuta il lettore a ritrovarsi in una cadenza gradevole, sebbene la comprensione d’insieme non sia sempre facile. Piano piano, però, i concetti si dipanano. L’autore indaga su cervello e anima e arriva, in buona sostanza, a riconoscere il primo come intreccio chimico-elettrico, mentre l’anima è certo cosa altra.

Da questo punto in poi, il poema prende una nuova piega, fino ad abbracciare un raffinato fideismo cattolico, già presagito dai seguenti versi apparsi a pagina 20: Atomi di solidarietà / con il coraggio unito all’obbedienza / che implica la fede e l’alimenta / curando il campo della società.

Ha radici antiche il quadro della poesia di Ramberti, disegnato in versi come albero vitale. Centrale l’idea di anima, concetto che semina pensiero destinato a crescere. Intanto il cinese ci dice nome (forse quello di un dio la cui esistenza si cerca di dimostrare? O forse no?. È dato per certo!). La successiva citazione sembra confermarlo, dando chiara spiegazione all’eventuale dubbio di chi legge.


JESU è nel mio cuore, il sacro nome
è inscritto lì: ma l’altra settimana
un gran dolore l’ha ridotto in pezzi,
frantumato; così mi misi in cerca:
prima ho trovato quel che aveva J,
poi, dove ES ed U erano incisi.
In men che non si dica li ho composti,
seduto li ho enunciati ed ho capito
che al mio cuore in pezzi era J ease you
a quello intero JESU.

(George Hebert, JESU, in The Temple, Cambridge 1638, tr. ns.). (a pagina 24)

Chi legge (il sottoscritto), a questo punto, decide una pausa di riflessione prima di affrontare un tema che sfugge alla propria ragione (dio) e uno alla propria ragionevolezza (fede). Meno male che sull’anima persiste ampio accordo.

La meditazione su Orme intangibili, poco prima della metà del testo, porta a pensare che si tratta di un’opera ben congegnata e piacevolmente ambiziosa, evidente frutto di una mente sapiente e profonda, nonché di un componimento nato da penna raffinata e a tratti ardita. Poema pregno di ideologia religiosa, ortodossa, ma l’autore avrà messo senza dubbio in conto che la piega cattolica-fideistica non sarebbe stata nelle corde di tutti i lettori. E si va avanti. Fino a ritrovare ancora, a pagina 40, il tema dell’anima, sempre più precisato a modo dell’autore.

Cos’è alla fine l’anima? – mi chiedi.
Diciamo che è la sonda dello spirito:
esamina e dirige il nostro vivere,
la storia compilata dai due piedi

(dipende dai tuoi passi)

porta traccia delle nostre emozioni
delle ferite aperte e anche radiose
sui cui si costruisce il nostro piccolo
sapere grazie ai mobili neuroni

(economia di prassi).

Ma in cosa si distingue dal cervello?
Se questo calcola misura valuta
progetta tiene memoria connette –
l’anima lo trasforma in un cancello

(unendo stelle e sassi)

canale di energia relazionale
inconscio serbatoio del vissuto
spazio di libertà e di decisione
del tuo essere-in-rete e personale.


Molto bene. Cervello e anima hanno definitivamente la propria collocazione-spiegazione: ben più che accettabile, ma poi si insinua nuovamente l’effluvio fideistico-religioso.

Senza la fratellanza il mondo scoppia
senza la sorellanza implode e sfuma
senza maestri e guide esprime cloni
narcisi osservatori della doppia

(inizia ad incrinarsi)

immagine di sé vacuo rapporto
apparenza di apparenza riflessa
dal cuore muto inerte malinconico
groviglio di un gomitolo ritorto.
(pagina 42)

Non me ne voglia l’autore se, a commento, non riesco a tralasciare i termini “buoni sentimenti” o “sentimentalismo messianico” per dare corpo e nome a tali affermazioni. Trattasi di concetti saldamente connessi al Bene, cosa buona e santa (anche per chi non ha fede). Il fatto è che, mentre si legge di fratellanza e sorellanza, di solidarietà umana, quindi, corrono alla memoria (quella del cervello) giochi di parola tipici del sermone o della predica sacerdotale. Non ci sarebbe buonismo se l’autore si scagliasse contro il Male, senza limitarsi ad esaltare la retta via, indicata dal suggerimento esplicito di “evitare” il groviglio di un gomitolo ritorto. E se scrivo questo è solo perché credo fermamente che, in un mondo quale quello d’oggi, rischi di essere debole parola quella che invoca il Bene senza condannare il Male: la speculazione della finanza fittizia, l’egoismo totalitario, l’arroganza e la corruzione che imperano nella pseudo-politica, l’intolleranza e molto, molto altro ancora. Si badi bene, lo fa persino il Papa. Se di “critica” si tratta, è comunque assai benevola. Non siamo uguali, chi scrive già lo ha evidenziato, assolvendo ogni difficoltà che nasca dalla differenza.

E veniamo rapidi al congedo.

Il piombo dello stagno assorbe i lividi
bagliori delle stelle e quelli impliciti
delle foglie – la pelle si è squamata

i sentimenti aprono gli anelli:
bisogna uscire fuori dal sepolcro
per nascere di nuovo ma dall’alto.

Chi vola non imprime tracce a terra.
(pagina 59)

Versi intriganti e pieni di speranza che precedono la frase scelta dal Nostro per chiudere il proprio poema: Noi non siamo altro che (…) le tracce, le impressioni, le parole, i significanti che provenendo dall’Altro ci hanno costituito. Non possiamo parlare di noi stessi senza parlare degli Altri, di tutti quegli Altri che hanno (…) plasmato la nostra vita. Noi siamo la nostra parola, ma la nostra parola non esisterebbe se non si fosse costituita attraverso la parola degli altri che ci hanno parlati. (Massimo Recalcati Il complesso di Telemaco. Genitori e figli dopo il tramonto del padre, Universale Economica Feltrinelli 2014, p. 123).

Ramberti, in sintesi finale, ha dato vita ad un’alchimia testuale ricca di fascinazione, resiliente rispetto ad altri approcci contemporanei su temi quali i suoi, intimamente e ideologicamente religiosi, foriera di spunti di poesia alta, declinata attraverso un lessico duttile e ricco. Tali valenze creano equilibrio rispetto alle difficoltà di chi, come accaduto allo scrivente, incapperà in qualche iniziale inciampo nell’abbracciare Orme intangibili, e che, per assaporare appieno il poema, dovrà spogliarsi di resistenze e “sospetti” verso la religiosità dell’autore quando questa si fa ecclesiastica. La poesia, però, è grande guaritrice. Sana i dubbi restituendoli a manciate. E (ri) apre la mente. S.I.

sabato 12 luglio 2008

Ho respirato acqua / tentando d’affogare (Guido Passini)


I versi di Guido Passini sono di impronta classica (a volte anche il lessico ha forse troppe reminescenze letterarie o pop-musicali e suggerirei la scelta di termini più quotidiani, essenziali e personali), e sono versi essenzialmente lirici. Troviamo momenti in cui l'autore emerge con la sua voce più autentica, con vibrazioni che sanno farsi strada nel lettore con sicurezza e verità (per la mente e per cuore): «Tinte sgargianti / racchiudono baricentro / di logora esistenza / rendendole giustizia.»; « Ho annusato attimi / di vita vissuta / rimpiangendoli secondi dopo.»; «Ma lo spirito / mi tiene legato / all’altra sponda.»; «come goccia di rugiada / che s’inerpica sulle foglie / così vorrei / le tue labbra su me».
C'è dunque una humanitas profonda in questo poeta che dovrà solo dare risalto (togliendo qualche scoria, qualche iterazione e qualche pleonasmo o stilema amoroso magari più adatto a testi per canzoni) e rifinire un filone bello e cristallino che sa emozionare nel profondo.



Anima nel vento


Praterie verdi di speranze
ammiccanti l’ego
d’agreste sentire
cullante vita.

Vespri purpurei
s’intingono d’emozioni
di cuore pulsante
dominando sguardi.

Volta celeste
avvolge anima
librante nel vento
di bianco adorna
sfuggendo a sentori bui.

Tinte sgargianti
racchiudono baricentro
di logora esistenza
rendendole giustizia.

Acque marine
respiro insaziabile
gustando
saline di me arrese.

Opalini cristalli
scendono
depurando sorrisi
defraudati dall’odio.

Di colori ne son pieno
io sono la natura…


L’acqua che cura il mio respiro

Ho respirato acqua
tentando d’affogare
anima cruenta
che mai s’arrende.

Ho inalato sogni
risollevandomi
per poi lasciarmi ricadere
stremato nell’illusione.

Ho annusato attimi
di vita vissuta
rimpiangendoli secondi dopo.

Ogni giorno colmo
il petto instabile
d’ingrata verità
ingannando la mente
che per dispetto
sbatte nel corpo
incauto come ruspe.

Mi demolisce poco a poco
l’ineffabile dono divino.

Pulsa il diniego
sento l’inarcarsi
torcendomi viscere.

Rimango piegato
inginocchiato al destino.

Lacrime copiose
cadono a terra
forgiando lago salato
dove l’anima
possa fluttuare…

Incurante del peso
che sopprime ogni volta
il corpo si muova
sfioro la sensazione
di leggerezza dell’essere.

E quando le lacrime
esaleranno
il mio respiro
andrà con loro.

M’abbandono
al volere del sovrano
che insistente mi cerca.

Ma lo spirito
mi tiene legato
all’altra sponda.

Guerra sacra
al mio interno
usciranno vincitori
e periranno vinti.

Intanto
continuo a piangere…


Buona notte amore… (stasera che tu non ci sei)

Vorrei abbracciarti dolce amore
in questa notte
ch’accarezza il tempo
soave come un respiro
che dalle tue labbra
s’intaglia tra le mie.

Vorrei sentire la tua testa
poggiarsi sul mio petto
e respirare il profumo
effervescente della tua anima

Vorrei stringere le tue mani
poggiarle sul mio cuore
e senz’alcun timore
sussurrarti t’amo
mentre delicato
t’abbraccio
ti stringo
ti desidero

Vorrei sfiorare i tuoi fianchi
con le mani, con le labbra
con il respiro.

Vorrei sentire il calore
della tua pelle
sulla mia,
agognando una tua carezza

Vorrei spogliarti delle vesti
per poter mirare
la femminilità che t’avvolge.

Ed ancora, ancora
vorrei, non sai quanto vorrei
fare l’amore
in questa notte
che diabolica
ammanta ogni mio pensiero

Vorrei averti qui,
ora,
scoprire il tuo seno
e vivere della tua vita.

Vorrei,
ma questa notte non sei qui
non mi resta che abbracciare
questo cuscino
sperando venga presto domani.

Buona notte mio dolce amore.


Sete d’amore

Fauci arse,
labbra screpolate dal vento,
gola che sfrigola
sotto il cielo rovente.

Ho sete,
ho sete di te,
dolce peccato,
di un tuo respiro
che sovente rasserena l’anima.

Dissetami con il tuo amore
come goccia di rugiada
che s’inerpica sulle foglie
così vorrei
le tue labbra su me

Perché ho sete,
ho sete d’amore


Oleandri

Tra gli oleandri
e le coprenti palme
slanciate nella loro imponenza,
un fazzoletto di rossa terra,
calda, morbida,
profumata come la tua pelle.

E così vorrei,
vorrei fare l’amore
nel caldo di questo pomeriggio
che poco concede,
se non la forza
di riportarmi da te.

E così vorrei,
vorrei fare l’amore
madidi di sudore
avvolti l’un l’altro.

E così vorrei,
vorrei sentire il sussurro
che dolce come sirena
tra le onde del piacere
mi richiama a te.

E così vorrei,
vorrei abbandonarmi
ad ogni tuo desiderio
vivendo del tuo respiro,
gioendo dell’attimo
in cui sarò tuo.


Un alito d’amore

Un alito d’amore
plasma le mani
che carezzano le gote
bramate da sempre
sfiorate da mai

Un alito d’amore
come creta tra le mani
genera labbra
su cui perdere
il mio respiro

Un alito d’amore
intinge il cuore
d’ambrata essenza
in una notte
buia di stelle.

Un alito d’amore
che ricama
lingue di fuoco
sul tuo ventre
di desiderio

Un alito d’amore
per gridarti
io t’amo.



Guido Passini nasce a Bologna il 22/11/1978, da sempre rincorre il suo sogno personale: il respiro. Da qui derivano molti dei suoi scritti, per lo più introspezioni. È la salute compromessa che lo avvicina alla poesia, infatti si sfoga gettando le proprie emozioni su fogli bianchi che s'intingono dei colori più svariati. Questa passione gli dà nuovi stimoli nella vita, capisce di avere un altro sogno nel cassetto: portare le proprie emozioni alle altre persone. Ecco perché abbina il suo nome ad un pensiero: “Non mi arrendo, indosso nuove ali e ricomincio a volare.”
Queste semplici parole sono alla base della poetica (misera) e dell'uomo Guido Passini. Cerca di imprimere il proprio pensiero in ogni suo verso, cercando di dar vita ad un messaggio che arrivi dritto all'anima del lettore.
Ad oggi ha partecipato a due soli concorsi, di cui uno ancora in corso "il premio Laurentium", mentre nel 2004 partecipa quasi per gioco al concorso "Il Navile" di Bologna. Da settembre 2007 decide di scrivere con continuità e inizia a pubblicare sul web. Da febbraio 2008 è Capo Redattore del sito AltraMusa e partecipa più o meno attivamente a diversi altri siti e blog di poesia.

venerdì 28 novembre 2008

Su Vorrei imprimere un vuoto nell'aria di Carlo Penati


recensione di Guido Passini pubblicata in respirandopoesia.altervista.org






http://www.faraeditore.it/html/siacosache/penati.html


Cenni biografici

Carlo Penati (Legnano 1954) è stato redattore del periodico di ricerche e analisi linguistiche «Pianura».
Nel giugno 2008 ha vinto il 29° Premio letterario internazionale “Città di Moncalieri” con la poesia Le ruote della luna. Pubblica nel 2008 con Fara Editore Vorrei imprimere un vuoto nell’aria.

Recensione

Ho incontrato questo autore all’incontro con Fara Editore presso la Fiera della Microeditoria di Chiari (BS) nei primi giorni di novembre, e devo ammettere che tra tutti gli autori presenti Carlo mi ha incuriosito da subito con la sua calma e compostezza. Ho ascoltato attentamente la lettura dei suoi versi e ho sentito l’aria imprimersi di introspezione. Così spinto dalla curiosità ho deciso di acquistare il libro e ho atteso l’attimo giusto per leggerlo. Questo perché credo che ogni libro vada gustato con lo stato d’animo, con lo spirito giusto, solo così posso sperare di arrivare il più vicino possibile al pensiero dell’autore.
Concordo con il prefatore del libro quando dice che Carlo Penati cura le proprie poesie secondo una tradizione novecentesca, con un linguaggio scorrevole e ricco di situazioni che riportano emozioni.
Vorrei imprimere un vuoto nell’aria è suddiviso in tre sezioni sequenziali: La notte, l’abisso e l’ascesa. Il ruolo predominante infine credo l’abbia la quarta e ultima sezione: il tutto.
Questa sezione credo sia un insieme di poesie che rafforza e ripresenta al suo interno lo stesso ciclo che compiono le altre tre.
Ho parlato prima di introspezione per il costante pensiero che ogni poeta pur trattando svariati temi alla fine dei giochi parla sempre di sé stesso, di come vive determinate emozioni, di come vive determinati eventi, di come vive ogni paesaggio che gli si pone dinanzi agli occhi, ma soprattutto perché in questo libro ho letto la vita, il percorso spazio temporale del viaggio di Carlo.
La scelta dell’autore di affrontare ognuna delle quattro sezioni con una poesia che ha per figura principale il volo rafforza il mio pensiero. Così nella prima sezione La notte si decolla da Linate ed i suoni che ne susseguono sono tutti lievi (silenzio, sussurri, risonanze, pause, gemiti, pensieri neri, città che dorme, dal profondo nulla) alternati da altri più assordanti (ferraglie di treni, le urla, voci lamentose dell’anima), quasi che Carlo fosse alla ricerca della pace, di sé stesso.
Buono anche il ruolo dei colori scelti per rappresentare questa sezione, si passa infatti dal buio della città alla luce vermiglia presente in alcune poesie. Questa sezione potrebbe rappresentare un distacco, un abbandonarsi, forse un attimo di solitudine o anche una brutta notizia. Si passa infatti alla seconda sezione dal titolo dalle svariate facce: l’abisso.
Anche in questa sezione la prima poesia è dedicata al volo, dove si evidenzia il proseguire del viaggio verso quello che secondo me è un viaggio nel dolore, nell’affrontare un qualcosa che lacera la propria anima. Ci sono infatti riflessioni sul proprio stato d’animo e sull’affrontare i ricordi, cosi riaffiorano le frasi: la vita ha perso il fine, quando il corpo non ti vuol più seguire, parole inutili. Per poi tornare a quelli che mi sono sembrati attimi d’amore, e faccio riferimento a Codice d’amore, ricercati, ma che al momento sembrano essere lontani dato che la poesia che segue rappresenta una lontananza, la tristezza. Insomma un viaggio alternato da attimi duri e attimi più leggeri, quelli che si possono considerare gli alti e i bassi della vita.
Affronto cosi la terza sezione Ascesa con il dubbio su dove l’autore andrà a concludere questo viaggio. La prima poesia questa volta rappresenta la risalita del viaggio, affrontata quasi con leggerezza dell’anima, quasi che il cammino della vita sia ultimato e non resti altro che dirigersi verso il cielo. Così ho intrapreso la poesia Post Scriptum, Il saluto, Bilancio. Tutto mi fa immaginare la fine del ciclo della vita come le parole dell’autore: cammino nella vita per trovare un senso, angeli irridenti ci osservano. Anche la poesia Il sonno mi ha dato l’idea di quanto l’autore, completato il proprio viaggio, sia giunto comunque ad una conclusione importante, a capire quello che forse è un forte significato della vita. L’ultima sezione Il tutto conclude con quelle che sono le riflessioni, le impressioni e le speranze dell’autore. Una poesia a favore della mia tesi è senz’altro quella che fa da chiusura a questo ottimo libro: Escaton.
Ho letto da qualche parte che Escaton è una parola greca che indica l’aspetto ultimo e perfetto della realtà. In tutto ciò che esiste c’è un ideale da raggiungere, non come qualcosa da conquistare da fuori, ma da conseguire da dentro, attraverso il cammino dell’esistenza che tutti noi suddividiamo in passato, presente e futuro. La realtà suddivisa in tre sezioni: il passato, che in genere reputiamo sorpassato, il presente che ci fa tanto litigare perché lo vogliamo possedere, il futuro cui demandiamo tutto ciò a cui aspiriamo. Il Vangelo ci annuncia che il movente della tensione escatologica, per cui ogni realtà sempre tende a perfezionarsi attraverso le varie forme che assume, è l’amore. L’unica via in cui il cammino verso la perfezione si attua in modo reale è quello dell’amore. Tutti temi che Carlo ha toccato e di cui ci ha reso partecipi, in questo suo viaggio. Un libro decisamente evolutivo dal punto di vista dell’osservarsi dentro e dirigere ogni lettore nel proprio cammino interiore.
Concludo questa recensione dicendo a Carlo che di sicuro è riuscito ad imprimere un emozione nel cuore di chi ha letto questo libro, cosa forse assai più ardua che imprimere l’aria. Lieto di averti letto.
Guido Passini (Amministratore)
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Non mi arrendo,
indosso nuove ali e ricomincio a volare

sabato 14 agosto 2021

JOSHUA CORWIN




12:01

 

Sto ascoltando lo splendore dei tuoi occhi
dall’altra parte del telefono.

 

Parlando così
mi sento autentico,
etereo.

Non devo tatuare nell’aria
i significanti per capirti.

Ricordo la prima volta che mi hai detto…
Come
se non fosse niente
Sulle diverse categorie di donazione caritativa.

Era seduto di fornte a te, proprio l
ì.
(Tu su quella sedia, io su questa: i nostri occhi)

C’e' un tipo di donatore che fa una grossa donazione
e la pubblicizza con un cartello sul muro

e c’e' un altro che rimane anonimo.

Le tue parole sospese come un fantasma
non dovevano essere come pensavo:

una volta eri me,
una volta eri al mio posto…

 

In quel momento,
lo sapevo.

 



Poesia pubblicata nel libro BECOMING VULNERABLE

Diritto d’autore © 2020 Joshua Corwin

Apparso per la prima volta in Al-Khemia Poetica. 3 settembre 2019

Nominato per il premio Pushcart 2020

Ristampato in The Ephimilar Journal, Palisadian-Post (stampa)

Gruppo di interesse speciale per l'autismo della MENSA britannica (stampa)

poeticdiversity (digitale) e Sequoyah Cherokee River Journal (digitale)

Tradotto in Sequoyah Cherokee syllabus, georgiano ed ebraico

 

 

 

Diventando Vecchio

 

Che ritornino i dolori lontani, le magnolie
biforcate e fiorite, oltre l’aria lucente.
Dove sei andato, mio dolce fantasma?

 

Condividiamo la riva dell’eccitazione ingenua,
come sognatori, aspettiamo la fine dell’illusione
e che l’accusa archiviasse il caso
nel silenzio della casa.

 

Mi sveglio, ubriaco di ricordi,
e guardo il lago azzurro dove vengono sezionati i miei dolori.
Una volta ero giovane e il rumore
che la vita mi offriva mi stancava.
Aveva un sapore migliore di adesso.

Diritto d’autore © 2020 Joshua Corwin
Poesia pubblicata su Spillwords Press (digitale), 8 agosto 2020
Vincitore dello Spillwords Press Award 2021, nella categoria Pubblicazione poetica dell’anno

 



Ho bisogno di te

 

E’ per questo
ho bisogno di te più che mai.
E’ per questo che il vento
mi sbatte i capelli all’indietro.
E’ per questo che l’aurora
dimentica il suo nome…
Mi chiamano oceano errante. Ombre.
Ma ricordo la tua chiamata
dalla cresta di cristallo
e ricordo quando il vento cantava
madrigali sotto il vischio.
Chiaro di luna.
Ricordo quando la terra
si formò.

Il suono della tua voce,
la caduta di un angelo.
Sono diventato un guardiano
senza saperlo.
La serenità è stata piegata,
ha scatenato il dramma dei sogni.
Mi sono alzato dal divano
nelle strade solari.

Diritto d’autore © 2020 Joshua Corwin
Poesia pubblicata su The Somerville Times (Somerville, MA. Stampa e digitale), 9 dicembre 2020

 

 

Mi guardo indietro, sono abbastanza

 

Vago per le sale dello spettacolo,
la speranza che porta, il recordo della mia venuta.
Ero il ragazzo che raccoglieva la spazzatura in giardino,
assemblandola con qualcos’altro, qualcosa che mi allontanasse dal mondo.
Di questo pianeta dove sono stato lanciato e condizionato.
Al college, ero il ragazzo con le zampe di capra,
quello che ha cercava di dimostrare che era abbastanza,
ero il matematico nascosto nel seminterrato,
quello che non usciva per paura di non fare la tesi di dottorato.
quello che passava lunghe ore a risolvere un teorema,
quello che dava risultati e dimostrava di essere capace
di agitare il sottile bicchiere di vino al di sopra della gerarchia
mentale del “basta” e sì, pensavo di essere al sicuro in quel momento.
Ma ho iniziato a invecchiare in lontananza, correre nel campus per paura
di andare in ospedale, essere solo, inseguendo me stesso.
Furioso, ho urlato e sputato una palla di fuoco
e mi hanno bruciato le braci nell’urna della verità.
Sotto la fallacia della schiavitù, sul ciglio della strada,
ho rigurgitato bugie: storie con labirintiche ruote
dei miei scivoloni in fuga, delle labbra in fuga, labbra seminate nell’esilio.
Un’isola che sostiene l’elisir che non è durato un nanosecondo.
Mentre rotolavo, con occhi da gufo, ho cercato di intravedere l’Eden,
mi sono reso conto di essere l’ombra che ho contato nella teoria
dei numeri trascendentali, ombra che ho provato di dimostrare per
nascondere la mia propria oscurità. Tuttavia, dopo la morte di mio nonno, Papa Mert,
e con le parole dei miei maestri: ho notato che sono abbastanza.
Durante la meditazione in quel santuario in Koreatown,
ho notato che sono abbastanza. E nelle mia quinta volta
come sponsor, ho notato che sono abbastanza.
Quando ho letto il mio libro, Becoming Vulnerable, ho avvertito che sono abbastanza.
Con lacrime di gratitudine mi affaccio alla finestra e lo affermo: sono abbastanza.
Per continuare a vagare e incontrare la mia ombra,
canticchiare la melodia dell’offerta,
per ricordare che va bene dimenticare,
e che la finestra tende ad appannarsi e l’immagine
non e sempre una bella autostrada.
Ma, a volte, osservo uno sporco alpinista che scala
l’abisso dissolvenza che pende solitario dal cielo
dove tutto è abbastanza.

Diritto d'autore © 2020 Joshua Corwin

Poesia pubblicata su Spectrum Publishing, numero speciale “Looking Back” (digitale), 13 dicembre 2020

 

 

 

Gratitudine dopo colazione

 

HO USATO      per pensare che la meditazione fosse una bufala,
quell’illuminazione era per quelli sepolti nel terreno.

 

HO USATO      per pensare che fosse impossibile smettere di pensare per più di 5 secondi.
Credevo segretamente di sapere tutto.

HO USATO      per considerare la gratitudine una parola non necessaria.
Odiavo allungare gli zigomi in un sorriso.

 

Ero convito che tutti fossero dei falsi.
HO USATO      per pensare che ero spazzatura.

HO USATO      per pensare che ero un pezzo di spazzatura.
Sarei paralizzato dalla paura per ore.

Discutevo con gli specchi, minacciando di battere i pugni nella radura.
HO USATO      per maledire il temuto riflesso.

 

Stavo sveglio tutta la notte, ballando nel dolore.
Senza consenso, tutto il mio corpo in preda alle convulsioni.

Ho guardato il sole sorgere triste e disperato come una persona un lutto.
Fuori stava sorgendo, dentro stavo morendo.

HO USATO      per non sapere se stavo mentendo o dicendo la verità.
Ho passato ore a lottare con il mio dio, con me stesso.

Mi sveglio la mattina e dico s’ama.
Poi preparo il mio letto, mi lavo le mani.

 

Mi sveglio la mattina e vado nella stanza accanto.
Poi mi siedo su una sedia e ascolta per un’ora.

 

Mi sveglio la mattina e a volte mi sento leggero come una piuma.
Poi preparo la colazione e sorridi mentre lavo la mia ciotola.

 

Mi sveglio la mattina e sorrido all’uomo nello specchio.
Poi io faccio la doccia e abbraccio la mia anima.

Mi sveglio la mattina e ringrazio Dio.
So di non essere Lui.

 

Diritto d’autore © 2020 Joshua Corwin
Poesia pubblicata nel libro Becoming Vulnerable

Tradotto da Maria Del Castillo Sucerquia. Una poetessa colombiana, agente letterario, editorialista e traduttrice.

 

Joshua Corwin è un autore neurodiverso nato a Los Angeles, California. È stato nominato due volte per il Premio Pushcart come miglior poeta ed è stato il vincitore del premio Spillwords Press 2021 nella categoria poesia dell'anno. Il suo libro di memorie poetiche Becoming Vulnerable (2020) descrive in dettaglio la sua esperienza con autismo, dipendenza, sobrietà e spiritualità. Il suo lavoro è apparso su Winning Writers, The Somerville Times, Palisadian-Post, National Beat Poetry Foundation, Life in Quarantine alla Stanford University, tra gli altri. Ha tenuto conferenze all'UCLA, è stato pubblicato con Lawrence Ferlinghetti e ha letto con il poeta inaugurale americano nel 2013, Richard Blanco. Conduce il podcast di poesia Assiduous Dust, scrive la rubrica settimanale Incentovise per Oddball Magazine (Boston, Massachusetts. Virtual Magazine) e insegna poesia a individui neurodiversi e al recupero di tossicodipendenti autistici presso The Miracle Project, un'organizzazione senza scopo di lucro per l'autismo. Corwin è l'editore e produttore di Assiduous Dust: Home of the OTSCP, Vol. 1, che presenta una collaborazione con 36 poeti pluripremiati che dimostrano una delle loro forme di poesia inventate. Attualmente sta lavorando a un romanzo esistenziale su un avvocato alcolizzato tormentato da idee suicide. Il suo sito web è www.joshuacorwin.com.

 


giovedì 23 giugno 2022

XI Premio Nazionale di Poesia "L'arte in versi" (13 sezioni). Come partecipare. Ecco il bando

XI Premio Nazionale di Poesia "L’arte in versi”

Ideato, fondato e presieduto da Lorenzo Spurio

 

 

 

Art. 1 – Organizzazione

Viene bandita l’undicesima edizione del Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi”, ideato, fondato e presieduto dal poeta e critico letterario Lorenzo Spurio e organizzato da Euterpe APS di Jesi.

 

Art. 2 – Patrocini Morali

Il Premio è patrocinato dalla Regione Marche, dall’Assemblea Legislativa della Regione Marche, dalla Provincia di Ancona, dai Comuni di Jesi, Ancona e Senigallia e dall’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”.

 

Art. 3 – Partnerships

Il Premio gode del patrocinio morale e della partnership del Centro Studi “Sara Valesio” di Bologna, del Centro Culturale “Vittoriano Esposito” di Avezzano (AQ), del Movimento Internazionale “Donne e Poesia” di Bari, dell’Associazione “Le Ragunanze” di Roma, dell’Associazione Siciliana Arte e Scienza (ASAS) di Messina, dell’Associazione “L’oceano nell’anima” di Bari, dell’Associazione “Africa Solidarietà Onlus” di Arcore (MB), dell’Associazione “Il Faro” di Cologna Spiaggia (TE), della Consulta Giovanile di Bonorva (SS), del Club per l’Unesco di Cerignola (FG), di Wiki-Poesia e del quotidiano online «Il Graffio».

 

Art. 4 – Requisiti fondamentali

Si può partecipare sia con opere edite che inedite. Qualora l’opera sia edita è necessario indicare nella scheda di partecipazione il riferimento bibliografico completo dove è precedentemente apparsa (titolo opera, casa editrice, luogo e anno di pubblicazione). L’organizzazione è sollevata da qualsiasi problematica, disguido e controversia possa nascere nel caso in cui l’autore presenti la sua opera come inedita quando, in realtà, essa, alla data d’invio della partecipazione al premio, è edita.

 

Art. 5 – Minorenni

I minorenni partecipano a titolo gratuito. Per la loro iscrizione è necessario che la scheda dati venga firmata in calce da un familiare (indicando tra parentesi il grado di parentela) o da un curatore o chi ne fa le veci.

 

Art. 6 – Sezioni a concorso

Il Premio è articolato in tredici sezioni identificate dalle lettere dell’alfabeto. Il partecipante può prendere parte a una o più sezioni.

 

SEZIONE A – POESIA IN ITALIANO

Si partecipa con un massimo di tre poesie in lingua italiana a tema libero in forma anonima che non devono superare i 40 versi ciascuna (senza conteggiare il titolo, l’eventuale sottotitolo, dedica, spazi bianchi).

 

SEZIONE B – POESIA IN DIALETTO

Si partecipa con un massimo di tre poesie in dialetto a tema libero in forma anonima che non devono superare i 40 versi ciascuna (senza conteggiare il titolo, l’eventuale sottotitolo, dedica, spazi bianchi). Le opere dovranno avere ben indicato il riferimento al tipo di dialetto o di zona nel quale è parlato e si dovrà allegare obbligatoriamente la traduzione dell’opera in lingua italiana. Qualora la traduzione non sia stata eseguita dall’autore è necessario indicare il nome del traduttore.

 

SEZIONE C – POESIA IN LINGUA STRANIERA

Si partecipa con un massimo di tre poesie in lingua straniera a tema libero in forma anonima che non devono superare i 40 versi ciascuna (senza conteggiare il titolo, l’eventuale sottotitolo, dedica, spazi bianchi). Si considerano lingue straniere tutti quegli idiomi vivi caratteristici degli stati nazionali e federali nonché i patois e le lingue minoritarie che contraddistinguono un popolo. Non si accetteranno opere in lingue artificiali o in codici che non hanno un uso reale o non peculiari di una realtà geopolitica concreta riconosciuta dalla comunità internazionale. Le opere dovranno avere ben indicato il riferimento al tipo di lingua o alla zona nella quale è parlata e si dovrà allegare obbligatoriamente la traduzione dell’opera in lingua italiana. Qualora la traduzione non sia stata eseguita dall’autore è necessario indicare il nome del traduttore.

 

SEZIONE D – POESIA RELIGIOSA

Si partecipa con un massimo di tre poesie a tema religioso in forma anonima che non devono superare i 40 versi ciascuna (senza conteggiare il titolo, l’eventuale sottotitolo, dedica, spazi bianchi).

 

SEZIONE E – POESIA D’AMORE

Si partecipa con un massimo di tre poesie a tema amoroso – liberamente inteso – in forma anonima che non devono superare i 40 versi ciascuna (senza conteggiare il titolo, l’eventuale sottotitolo, dedica, spazi bianchi).

 

SEZIONE F – PROSA POETICA

Si partecipa con un testo in prosa (no versi) che non superi 1 cartella editoriale pari a 1.800 battute complessivi (spazi compresi) in cui l'elemento narrativo rappresenti un aspetto marginale e secondario a beneficio degli elementi più marcatamente riflessivi e descrittivi che possano far risaltare gli aspetti emozionali e sensoriali dando sfogo alla propria interiorità prediligendo composizioni costruite su un piano lirico di chiaro impatto. Non saranno conformi a tale sezione racconti canonicamente intesi fondati prevalentemente sulla costruzione del personaggio (fiction) o la narrazione di episodi.

 


SEZIONE G – LIBRO EDITO DI POESIA

Si partecipa con un solo libro di poesia pubblicato con una casa editrice o auto-prodotto dotato di codice identificativo ISBN. La partecipazione può essere inoltrata dall’Autore, dal curatore del volume e dall’editore. In caso di vittoria il premiato verrà comunque considerato l’Autore del volume. Si accettano anche libri di poesie in dialetto o in lingua straniera (con traduzione a fronte), di haiku e libri di poesia corredati da immagini (foto e quadri) e antologie (in questo caso si leggano le specifiche sotto). Il partecipante deve inviare tre copie cartacee del libro e il file originale in formato pdf.

 

Specifiche per la partecipazione con antologie e opere di AA.VV.

Si partecipa con un’antologia poetica (di qualsiasi tipo e composizione, tranne le antologie dei premi letterari) pubblicata con una casa editrice o auto-prodotta dotata di codice identificativo ISBN. La partecipazione può essere inoltrata dall’Autore principale, dal curatore, dall’editore o da uno degli autori inseriti. Il partecipante deve inviare tre copie cartacee del libro e il file digitale in formato pdf.

 

SEZIONE H – HAIKU

Si partecipa con un massimo di tre haiku (5-7-5 sillabe) in lingua italiana in forma anonima.

 

SEZIONE I – VIDEOPOESIA

Si partecipa con una videopoesia che dovrà essere inviata unicamente con una delle due possibilità:

1) caricandola su YouTube e fornendo nella mail di partecipazione il link del video. In questo caso l’utente non deve assolutamente apportare modifiche al video né cambi di URL per tutta la durata di svolgimento del premio, pena la squalifica;

2) allegando il video (soli formati .avi, .mp4, .wmv) mediante il sito di trasferimento gratuito WeTransfer.

Non dovranno essere mandati video nei quali siano impiegate canzoni, basi e melodie d’accompagnamento che siano brani tutelati/iscritti alla SIAE. Nella scheda di partecipazione l’Autore deve dichiarare di avere utilizzato per la produzione del video materiali (foto, video, musiche) propri o di dominio pubblico o, laddove siano opere di terzi, di aver ottenuto le necessarie liberatorie per l’utilizzo, sollevando Euterpe APS da qualsivoglia responsabilità.

 

SEZIONE L – SPERIMENTAZIONI POETICHE E NUOVI LINGUAGGI

In questa sezione rientrano quei testi che si riconoscono rispondenti alla fertile attività di sperimentazione contemporanea che si allineano ai parametri caratteristici di ciascun genere movimento, tendenza, avanguardia (riconducibile a Manifesti, note programmatiche, presentazioni del genere, etc.) con particolare attenzione a quelle di seguito indicate:

 

-         CORTO POESIA: Sottogenere poetico ideato dai poeti palermitani Antonio Barracato e Dorothea Matranga nel 2019 conformato da un apposito movimento che ne individua caratteristiche formali, contenuti e finalità comunicative[1].

I canoni distintivi della corto poesia sono:

1.         Presenza di un titolo;

2.         Struttura in tre versi;

3.         Contenuto socialmente utile, atto a produrre un cambiamento nel cuore dell’uomo, veicolato a una denuncia del malessere di quest’epoca;

4.         Il terzo verso non deve superare le dieci sillabe.

Si partecipa con un massimo di tre testi; è requisito necessario il rispetto delle caratteristiche peculiari del genere al quale appartengono, pena la squalifica.

 

-       DINANIMISMO: Il movimento poetico-artistico del dinanimismo è stato creato – come il relativo neologismo – nel 2009 dal poeta campano Zairo Ferrante volendo intendere in tale originale crasi una fusione di dinamismo e anima[2].

I canoni distintivi (prevalentemente contenutistici) del dinanimismo sono:

1.      Volontà di contrapposizione alla dilagante banalità e frivolezza;

2.      Riscoperta dell’autenticità e dell’essenza dell’uomo: poesia istintiva e innata;

3.     Ricezione degli aspetti dinamici relativi al mutamento, divenire e rinascita (la poesia è una forma di dinamismo anche dell’anima);

4.     Propensione all’interrogazione e all’approfondimento su questioni d’ordine pratico e d’interesse collettivo (poesia anche come impegno "sociale");

5.   Linguaggio congruo col sentire e al passo coi tempi; versi puliti, in grado di fondere interiorità e modernità, anche mediante l'utilizzo di parole e immagini in linea con lo sviluppo socio-tecnologico. Progresso inteso non come attività deumanizzante ma come spinta propulsiva all'evoluzione etico-morale dell'intera collettività.

Si partecipa con un massimo di tre testi di lunghezza non superiore a 40 vv. ciascuno; è requisito necessario il rispetto delle caratteristiche peculiari del genere al quale appartengono, pena la squalifica.

 

-       DITTICO POETICO A DUE VOCI: Sottogenere del comune dittico poetico, ideato dal poeta e aforista palermitano Emanuele Marcuccio nel 2010 e da lui definito come “una composizione di due poesie di due diversi autori, scritte indipendentemente, anche in tempi diversi, e accomunate dal medesimo tema in una sorta di corrispondenza empatica”[3].

I canoni distintivi (prevalentemente contenutistici) del dittico poetico a due voci sono:

1.             Presenza di un titolo per ciascuna delle due poesie;

2.             Rispondenza di un tema comune alle due poesie;

3.             Ciascuno dei due autori della rispettiva poesia formanti il dittico deve attenersi al proprio modo di fare poesia, senza in alcun modo cercare di imitarsi;

4.             La seconda poesia del dittico deve essere in qualche modo un’ideale risposta alla prima attraverso una sorta di continuum per analogie, corrispondenze sonore o emozionali, di significanza, di empatia, di poetica affinità elettiva.

Si partecipa con un testo con un massimo di 40 versi per ciascuna delle due poesie formanti il dittico. Il partecipante che invia la propria opera deve essere autore di una delle due poesie del dittico e deve aver messo a conoscenza (e ottenuto l’autorizzazione) all’invio dell’altra opera che costituisce il dittico da parte dell’altro autore. Per tale sottosezione è requisito necessario l’invio della scheda dei dati personali da parte di entrambi gli autori delle poesie che costituiscono il dittico. È requisito necessario che rispettino le caratteristiche peculiari del genere al quale appartengono, pena la squalifica.

 


SEZIONE M – CRITICA LETTERARIA

Si partecipa con una recensione, un testo critico, un’analisi dell’opera, un approfondimento, un articolo, un saggio letterario su un’opera poetica classica o contemporanea della letteratura italiana o straniera (comprensiva su autori esordienti) in forma anonima. L’opera potrà focalizzarsi sull’analisi di una singola poesia o di più testi, di una silloge, di un libro o più, o dell’intera produzione poetica di un dato autore. Tale testo non dovrà superare le quattro cartelle editoriali pari a 7.200 battute complessive (spazi compresi), senza conteggiare il titolo, le eventuali note a piè di pagina e la bibliografia (consigliata).

 

SEZIONE N – PREFAZIONE DI LIBRO DI POESIA

Si partecipa con una prefazione o una postfazione a un libro edito di poesia. La prefazione può essere inviata sia dall’autore che dall’Autore del libro all’interno del quale è inserita; in caso di vittoria sarà considerato vincitore unicamente l’autore della prefazione e non del libro. Tale testo non dovrà superare le quattro cartelle editoriali pari a 7.200 battute complessive (spazi compresi), senza conteggiare il titolo e le eventuali note a piè di pagina.

 

SEZIONE O – LIBRO EDITO DI SAGGISTICA SULLA POESIA

Si partecipa con un solo libro di saggistica o critica letteraria (saggio, volume critico, approfondimento, monografia, tesi di laurea pubblicata) su qualsiasi aspetto relativo alla poesia, sia locale, nazionale che internazionale, pubblicato con una casa editrice o auto-prodotto dotato di codice identificativo ISBN. La partecipazione può essere inoltrata dall’autore, dal curatore del volume e dall’editore. In caso di vittoria il premiato verrà comunque considerato l’autore del volume. Il partecipante deve inviare tre copie cartacee del libro e il file originale in formato pdf.

 

Art. 7 – Norme di esclusione

a)   In merito agli autori:

È fatto divieto di partecipare, pena l’esclusione, ai:

-     Soci Fondatori, Soci Onorari e ai Consiglieri (in carica o passati) di Euterpe APS;

-     Presidenti di Giuria attivi o passati del presente premio;

-     Presidenti degli enti / associazioni partner;

-     Vincitori di Premi Speciali “Alla Carriera” e “Alla Cultura” in precedenti edizioni del premio.

b)   In merito alle opere:

-     L’opera non deve aver ottenuto un 1° premio assoluto in un precedente concorso al momento dell’invio della propria partecipazione, pena l’esclusione[4];

-     I vincitori del 1° premio assoluto dell’edizione precedente di codesto Premio (X edizione) non potranno concorrere nella medesima sezione di riferimento, pena l’esclusione;

Saranno escluse dalla Segreteria le partecipazioni che non saranno considerate conformi al bando ovvero le opere che

-     Riportino nome, cognome, soprannome dell’autore o altri segni di riconoscimento o di possibile attribuzione dell’opera (con eccezione delle sezioni G, I, N, O);

-     Presentino elementi razzisti, xenofobi, denigratori, pornografici, blasfemi, di offesa alla morale e al senso civico, d’incitamento all’odio, alla violenza e alla discriminazione di ciascun tipo o che fungano da proclami ideologici, partitici e politici;

-     Siano giunte prive della scheda dei dati personali e/o del contributo di partecipazione e/o dei testi con i quali s’intende partecipare, e/o con la scheda di partecipazione illeggibile e/o non completata in ogni campo, e/o con modalità non conformi a quanto richiesto dal bando, e/o oltre i termini di scadenza.

 

Articolo 8 – Contributo

Per prendere parte al Premio è richiesto un contributo di € 10,00 (DIECI//00) a sezione a copertura delle spese organizzative. È possibile partecipare a più sezioni corrispondendo il relativo contributo. I soci di Euterpe APS regolarmente iscritti all’anno di riferimento (2022) hanno diritto a uno sconto del contributo pari al 50% per sezione.

-       Bollettino postale:

CC n° 1032645697

Intestazione: Associazione Culturale Euterpe – Jesi

Causale: XI Premio di Poesia “L’arte in versi” – nome e cognome partecipante

 

-       Bonifico bancario:

IBAN: IT31H0760102600001032645697

BIC / SWIFT: BPPIITRRXXX (per pagamenti dall’Estero)

Intestazione: Associazione Culturale Euterpe – Jesi

Causale: XI Premio di Poesia “L’arte in versi” – nome e cognome partecipante

 

-       Paypal:

ass.culturale.euterpe@gmail.com

Intestazione: Associazione Culturale Euterpe – Jesi

Causale: XI Premio di Poesia “L’arte in versi” – nome e cognome partecipante

 

-       Contanti:

Nel caso si invii il materiale per posta tradizionale, la quota di partecipazione potrà essere inserita in contanti, ben occultata all’interno del plico.

 

Art. 9 – Scadenza e invio

La scadenza di invio dei materiali (opere, scheda di iscrizione compilata e ricevuta del contributo versato) è fissata al 31 dicembre 2022. I materiali dovranno pervenire in forma digitale (per le opere singole esclusivamente in formato doc / docx; per i libri editi in formato pdf) alla mail premiodipoesialarteinversi@gmail.com indicando come oggetto “XI Premio di Poesia “L’arte in versi”. In alternativa, l’invio può avvenire in formato cartaceo; in questo caso fa fede la data di spedizione. Il plico dovrà essere inoltrato a:

 

XI Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi”

c/o Associazione Culturale Euterpe

Casella Postale 375

Ufficio Postale Jesi Centro

60035 – Jesi (AN)

 

NOTA BENE:

Qualora le spedizioni NON vengano effettuate con Poste Italiane ma con Corrieri o altri sistemi postali, dal momento che questi non consegnano presso l’Ufficio, si chiede di scrivere alla mail del Premio per manifestare questa volontà e verrà fornito un indirizzo alternativo dove effettuare la spedizione.

 

 

Art. 10 – Elaborati

Le opere a concorso non verranno riconsegnate. Per quanto concerne le sezioni G (Libro edito di poesia) e O (Libro edito di saggistica) le copie dei volumi partecipanti verranno donate ad alcune biblioteche del territorio nazionale. Una copia rimarrà nell’Archivio di Euterpe APS.

 

Art. 11 – Commissioni di Giuria

Le Commissioni di Giuria, differenziate per le varie sezioni, sono costituite da esponenti del mondo letterario e sono nominate all’uopo dal Consiglio Direttivo di Euterpe APS. Esse sono presiedute da Michela Zanarella e vedono la presenza di Stefano Baldinu, Fabia Binci, Lucia Cupertino, Valtero Curzi, Mario De Rosa, Graziella Enna, Zairo Ferrante, Rosa Elisa Giangoia, Fabio Grimaldi, Giuseppe Guidolin, Francesca Innocenzi, Antonio Maddamma, Simone Magli, Emanuele Marcuccio, Francesco Martillotto, Vincenzo Monfregola, Morena Oro, Rita Stanzione e Laura Vargiu.

 

Art. 12 – Premi

Per ciascuna sezione saranno assegnati i seguenti premi da podio:

1° Premio: targa, diploma, motivazione e tessera socio ordinario Euterpe APS anno 2023;

2° Premio: targa, diploma e motivazione;

3° Premio: targa, diploma e motivazione.

Ai primi vincitori assoluti delle sezioni A, B, C, D, E verrà offerto un contratto di pubblicazione gratuito per un volume di poesie da parte della casa editrice Ivvi Editore – Nuovi autori del Gruppo Solone s.r.l. i cui dettagli saranno contenuti nel contratto che verrà consegnato assieme al premio.

La Giuria attribuirà inoltre una serie di Premi speciali come di seguito indicato:

Il Premio Speciale del Presidente del Premio;

Il Premio Speciale del Presidente di Giuria;

Il Premio Speciale della Critica;

Il Premio Speciale “Trofeo Euterpe”;

Il Premio Speciale “Picus Poeticum” che verrà assegnato alla migliore poesia di autore marchigiano;

Il Premio Speciale ASAS (donato dall’Associazione Siciliana Arte e Scienza di Messina) che verrà assegnato alla migliore poesia in dialetto siciliano;

Il Premio Speciale “Peppe Sozu” (donato dalla Consulta Giovanile di Bonorva - SS) che verrà assegnato alla migliore poesia in una minoranza linguistica;

Il Premio Speciale “L’oceano nell’anima” (donato dall’Associazione L’Oceano nell’anima di Bari) che verrà assegnato alla migliore poesia “sui sentieri emozionali”;

Il Premio Speciale “Donne e Poesia” (donato dal Movimento Internazionale “Donne e Poesia” di Bari) che verrà assegnato alla migliore poesia a tema la donna;

Il Premio Speciale “Le Ragunanze” (donato dall’Associazione Le Ragunanze di Roma) che verrà assegnato alla migliore poesia a tema la natura;

Il Premio Speciale “Il Faro” (donato dall’Associazione Il Faro di Cologna Spiaggia - TE) che verrà assegnato alla migliore poesia a tema il mare;

Il Premio Speciale “Africa Solidarietà” (donato dall’Associazione Africa Solidarietà Onlus di Arcore - MB) che verrà assegnato alla migliore poesia a tema la solidarietà;

Il Premio Speciale “Cerignola città d’arte” (donato dal Club per l’Unesco di Cerignola - FG) che verrà assegnato alla migliore poesia a tema la bellezza dei nostri luoghi;

Il Premio Speciale “Miglior Giovane Poeta” che verrà assegnato alla migliore poesia di un partecipante minorenne;

Il Premio Speciale “Vittoriano Esposito” (donato dal Centro Culturale “Vittoriano Esposito” di Avezzano - AQ) che verrà assegnato alla migliore opera di critica letteraria.

Nel caso in cui non sarà pervenuta una quantità di testi numericamente congrua o qualitativamente significativa per una sezione, l’organizzazione, a sua unica discrezione, si riserva di non attribuire determinati premi.

Tutte le opere premiate verranno pubblicate nell’antologia del Premio, disponibile gratuitamente il giorno della premiazione.

 

Art. 13 – Premi speciali a personalità del mondo letterario

Fuori concorso verranno assegnati i Premi Speciali “Alla Memoria”, “Alla Cultura” e “Alla Carriera” a insigni poeti del nostro Paese. Non si accetteranno candidature in tal senso dal momento che tali decisioni verranno assunte con deliberazione del Consiglio Direttivo di Euterpe APS.

 

Art. 14 – Pubblicità e trasparenza

Per gli obblighi di pubblicità e trasparenza il verbale di Giuria verrà dato a conoscere nei primi mesi del 2023. A tutti i partecipanti verrà inviato a mezzo e-mail e verrà pubblicato sul sito ufficiale di Euterpe APS (www.associazioneeuterpe.com) e sulla relativa pagina Facebook, sui siti www.literary.it e www.concorsiletterari.it

Non si darà seguito a richieste in merito a posizionamenti e punteggi ottenuti, analisi estetico-valutative né a commenti critici sulle proprie opere presentate.

 

Art. 15 – Premiazione

La cerimonia di premiazione si terrà in provincia di Ancona entro giugno 2023. I vincitori sono tenuti a presenziare alla cerimonia per ritirare il premio. Qualora non possano intervenire hanno facoltà di inviare un delegato. In questo caso, la delega va annunciata a mezzo mail, all’attenzione del Presidente del Premio entro una settimana prima dalla cerimonia di premiazione all’indirizzo presidente.euterpe@gmail.com. Non sarà possibile delegare membri della Giuria e familiari diretti degli stessi. Un delegato non potrà avere più di due deleghe da altrettanti autori vincitori assenti. Non verranno considerate le deleghe annunciate in via informale a mezzo messaggistica privata di Social Networks né per via telefonica[5]. I premi non ritirati personalmente né per delega potranno essere spediti a domicilio (sul solo territorio nazionale) mediante Corriere TNT, previo pagamento delle relative spese di spedizione a carico dell’interessato. In nessuna maniera si spedirà in contrassegno.

 

Art. 16 – Diritto d’autore sul bando

La stesura del presente bando, nella forma e nei contenuti che lo compongono e che lo caratterizzano, è prodotto creativo dei soli organizzatori del concorso, deliberato nella forma presente dal Consiglio Direttivo di Euterpe APS. Sul testo, in quanto prodotto creativo di Euterpe APS, il diritto d’autore va difeso e tutelato. Eventuali forme documentate e palesi di plagio, in forma parziale o integrale dello stesso, su qualsiasi tipo di supporto, saranno oggetto di valutazione nelle sedi opportune.

 

 

Art. 17 – Privacy

Ai sensi del D.Lgs 196/2003 e del Regolamento Generale sulla protezione dei dati personali n°2016/679 (GDPR) il partecipante acconsente al trattamento, diffusione e utilizzazione dei dati personali da parte di Euterpe APS che li utilizzerà per i fini inerenti al concorso in oggetto e per tutte le iniziative culturali e letterarie organizzate dalla stessa.

 

Art. 18 – Ultime

Il presente bando di concorso consta di nr. 18 (DICIOTTO) articoli compreso il presente contenuti su nr. 11 (UNDICI) pagine compresa la presente.

La partecipazione al concorso implica l’accettazione tacita e incondizionata di tutti gli articoli che lo compongono.

 

 Dott. Lorenzo Spurio - Presidente del Premio/ Presidente Euterpe APS

Dott.ssa Michela Zanarella - Presidente di Giuria

Dott. Stefano Viganroli - Segretario Euterpe APS

  



SCHEDA DI PARTECIPAZIONE

XI PREMIO NAZIONALE DI POESIA “L’ARTE IN VERSI” – Ediz. 2022/2023

La scheda si compone di nr. 2 pagine. È fondamentale che sia compilata in ogni spazio, pena l’esclusione.

 

Nome/Cognome _________________________________________________________________

 

Nato/a a ____________________________________________ il__________________________

 

Residente in via _________________________________________________________________

 

Città _____________________________ Cap ___________________Provincia______________

 

Tel. ______________________________________ E-mail _______________________________

 

Partecipo alla/e sezione/i:

□ A – Poesia in italiano 

 

□ B - Poesia in dialetto specificare dialetto: _________________________________________________)

 

□ C - Poesia in Lingua Straniera specificare lingua: _________________________________________)

 

□ D – Poesia religiosa

 

□ E – Poesia D’amore

 

□ F – Prosa poetica

 

□ G – Libro edito di poesia

 

□ H – Haiku

 

□ I – Videopoesia

 

□ L – Sperimentazioni poetiche e nuovi linguaggi

 

                        (    )  Corto Poesia [Teorizzazione A. Barracato / D. Matranga]

                        (    )  Dinanimismo [Teorizzazione Z. Ferrante]

                        (    )  Dittico poetico [Teorizzazione E. Marcuccio]

 

□ M – Critica Letteraria

 

□ N – Prefazione di Libro di Poesia

 

□ O – Libro edito di saggistica sulla Poesia

 

AVVERTENZE IMPORTANTI – Si deve indicare:

 

Per le sezioni A, B, C, D, E, F, H, L, M indicare il titolo delle opere, specificando vicino se sono EDITE o INEDITE e, nel caso di EDITE, dove sono precedentemente comparse.

Per le sezioni G, O specificare il titolo del libro, casa editrice e anno.

Per la sezione H essendo gli haiku privi di titolo, non dovrà essere indicato niente.

Per la sezione I specificare il titolo della videopoesia e di eventuali nomi di regista, musiche e voce recitante. Musiche, canzoni, brani usati non devono essere iscritti/tutelati dalla SIAE.

Per la sezione L barrare la relativa sottosezione o indicare, nello spazio bianco, a quale nuova tendenza, stile, avanguardia, genere ci si riferisce.

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Data_____________________________________ Firma ___________________________________

 

L’autore è iscritto/ tutelato dalla SIAE?                                                  No

 

I testi presentati al concorso sono depositati alla SIAE?                        No

 

Se Sì indicare quali testi ______________________________________________________________

 

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DICHIARAZIONE PER I PARTECIPANTI DI TUTTE LE SEZIONI

 

  Dichiaro che le opere non presentano in nessuna forma elementi che possano rimandare a una lettura, interpretazione, collegamento e/o richiamo a impostazioni ideologiche di tipo razziste, xenofobe, denigratorie, pornografiche, blasfeme, di offesa alla morale e al senso civico, d’incitamento all’odio o alla differenza e all’emarginazione, nonché di tipo politico, partitico o di ogni altra impostazione e fazione che possa richiamare un clima di violenza, lotta, incomprensione, intolleranza e insubordinazione.

 

□ Dichiaro che i testi presentati sono frutto del mio unico ingegno e che sono l'unico responsabile sugli stessi sollevando EUTERPE APS da qualsivoglia problematica o disputa possa sorgere.

 

□ Autorizzo EUTERPE APS a pubblicare in cartaceo i miei testi all’interno dell’opera antologica del Premio, qualora risultassi premiato, senza nulla avere a pretendere né ora né in futuro.

 

□ Autorizzo Euterpe APS di Jesi (AN) al trattamento dei miei dati personali ai sensi della disciplina generale di tutela della privacy (D.Lgs n. 196/2003 e Regolamento Europeo 2016/679 - GDPR) allo scopo del concorso in oggetto e per future iniziative culturali.

 

 

Data_____________________________________ Firma ___________________________________

 

DICHIARAZIONE DA COMPILARE

SOLO PER I PARTECIPANTI ALLA SEZIONE I – VIDEOPOESIA

 

 

 

   Dichiaro, sotto la mia unica responsabilità, di non aver fatto uso di brani, musiche, canzoni, melodie iscritte/tutelate dalla SIAE nella mia video-poesia.

 

 

   Dichiaro, sotto la mia unica responsabilità, di aver fatto uso, nell’elaborazione della video-poesia di immagini/video/suoni di mia proprietà o di dominio pubblico o, laddove abbia usufruito di materiali di terzi, di aver provveduto a richiedere relativa liberatoria degli autori per l’autorizzazione a usarli nell’elaborazione del video, sollevando l’Organizzazione da qualsiasi disputa possa nascere in merito all’attribuzione di paternità dei componenti della video-poesia.

 

 

 

 

Data_______________________________ Firma ___________________________________



[1] Per maggiori informazioni e approfondimenti consultare i materiali di seguito linkati:

Movimento Culturale Corto-Poesia-Italiana “Ipseità Dell’Io” - Corto-poesia-italiana: ipseità dell’io

[2] Per maggiori informazioni e approfondimenti consultare i materiali di seguito linkati:

Manifesti del dinanimismo - Prima ufficializzazione critica del dinanimismo

[3] Per maggiori informazioni e approfondimenti consultare i materiali di seguito linkati:

Progetto Dipthycha - Risonanze empatiche, l’esperienza del dittico poetico di E. Marcuccio

[4] Se la singola opera fa parte di una silloge, mini raccolta o raccolta che è risultata premiata con un premio da podio potrà essere inviata ma non dovrà avere il medesimo titolo della silloge, mini raccolta o raccolta premiata, pena l’esclusione.

[5] I vincitori dei Premi Speciali fuori concorso (“Alla Cultura”, “Alla Carriera” e gli eredi dei premi “Alla Memoria”), accettando il conferimento, si impegnano ad essere presenti fisicamente il giorno della premiazione. In caso di immotivata assenza, intempestiva comunicazione di assenza e d’impossibilità di invio di un delegato (che in questo caso non potrà essere scelto tra i premiati presenti alla cerimonia ma dovrà essere un familiare o amico stretto munito di opportuna delega), l’organizzazione potrà decidere, dietro deliberazione del Consiglio Direttivo, di far decadere il premio.