Ho respirato acqua / tentando d’affogare (Guido Passini)


I versi di Guido Passini sono di impronta classica (a volte anche il lessico ha forse troppe reminescenze letterarie o pop-musicali e suggerirei la scelta di termini più quotidiani, essenziali e personali), e sono versi essenzialmente lirici. Troviamo momenti in cui l'autore emerge con la sua voce più autentica, con vibrazioni che sanno farsi strada nel lettore con sicurezza e verità (per la mente e per cuore): «Tinte sgargianti / racchiudono baricentro / di logora esistenza / rendendole giustizia.»; « Ho annusato attimi / di vita vissuta / rimpiangendoli secondi dopo.»; «Ma lo spirito / mi tiene legato / all’altra sponda.»; «come goccia di rugiada / che s’inerpica sulle foglie / così vorrei / le tue labbra su me».
C'è dunque una humanitas profonda in questo poeta che dovrà solo dare risalto (togliendo qualche scoria, qualche iterazione e qualche pleonasmo o stilema amoroso magari più adatto a testi per canzoni) e rifinire un filone bello e cristallino che sa emozionare nel profondo.



Anima nel vento


Praterie verdi di speranze
ammiccanti l’ego
d’agreste sentire
cullante vita.

Vespri purpurei
s’intingono d’emozioni
di cuore pulsante
dominando sguardi.

Volta celeste
avvolge anima
librante nel vento
di bianco adorna
sfuggendo a sentori bui.

Tinte sgargianti
racchiudono baricentro
di logora esistenza
rendendole giustizia.

Acque marine
respiro insaziabile
gustando
saline di me arrese.

Opalini cristalli
scendono
depurando sorrisi
defraudati dall’odio.

Di colori ne son pieno
io sono la natura…


L’acqua che cura il mio respiro

Ho respirato acqua
tentando d’affogare
anima cruenta
che mai s’arrende.

Ho inalato sogni
risollevandomi
per poi lasciarmi ricadere
stremato nell’illusione.

Ho annusato attimi
di vita vissuta
rimpiangendoli secondi dopo.

Ogni giorno colmo
il petto instabile
d’ingrata verità
ingannando la mente
che per dispetto
sbatte nel corpo
incauto come ruspe.

Mi demolisce poco a poco
l’ineffabile dono divino.

Pulsa il diniego
sento l’inarcarsi
torcendomi viscere.

Rimango piegato
inginocchiato al destino.

Lacrime copiose
cadono a terra
forgiando lago salato
dove l’anima
possa fluttuare…

Incurante del peso
che sopprime ogni volta
il corpo si muova
sfioro la sensazione
di leggerezza dell’essere.

E quando le lacrime
esaleranno
il mio respiro
andrà con loro.

M’abbandono
al volere del sovrano
che insistente mi cerca.

Ma lo spirito
mi tiene legato
all’altra sponda.

Guerra sacra
al mio interno
usciranno vincitori
e periranno vinti.

Intanto
continuo a piangere…


Buona notte amore… (stasera che tu non ci sei)

Vorrei abbracciarti dolce amore
in questa notte
ch’accarezza il tempo
soave come un respiro
che dalle tue labbra
s’intaglia tra le mie.

Vorrei sentire la tua testa
poggiarsi sul mio petto
e respirare il profumo
effervescente della tua anima

Vorrei stringere le tue mani
poggiarle sul mio cuore
e senz’alcun timore
sussurrarti t’amo
mentre delicato
t’abbraccio
ti stringo
ti desidero

Vorrei sfiorare i tuoi fianchi
con le mani, con le labbra
con il respiro.

Vorrei sentire il calore
della tua pelle
sulla mia,
agognando una tua carezza

Vorrei spogliarti delle vesti
per poter mirare
la femminilità che t’avvolge.

Ed ancora, ancora
vorrei, non sai quanto vorrei
fare l’amore
in questa notte
che diabolica
ammanta ogni mio pensiero

Vorrei averti qui,
ora,
scoprire il tuo seno
e vivere della tua vita.

Vorrei,
ma questa notte non sei qui
non mi resta che abbracciare
questo cuscino
sperando venga presto domani.

Buona notte mio dolce amore.


Sete d’amore

Fauci arse,
labbra screpolate dal vento,
gola che sfrigola
sotto il cielo rovente.

Ho sete,
ho sete di te,
dolce peccato,
di un tuo respiro
che sovente rasserena l’anima.

Dissetami con il tuo amore
come goccia di rugiada
che s’inerpica sulle foglie
così vorrei
le tue labbra su me

Perché ho sete,
ho sete d’amore


Oleandri

Tra gli oleandri
e le coprenti palme
slanciate nella loro imponenza,
un fazzoletto di rossa terra,
calda, morbida,
profumata come la tua pelle.

E così vorrei,
vorrei fare l’amore
nel caldo di questo pomeriggio
che poco concede,
se non la forza
di riportarmi da te.

E così vorrei,
vorrei fare l’amore
madidi di sudore
avvolti l’un l’altro.

E così vorrei,
vorrei sentire il sussurro
che dolce come sirena
tra le onde del piacere
mi richiama a te.

E così vorrei,
vorrei abbandonarmi
ad ogni tuo desiderio
vivendo del tuo respiro,
gioendo dell’attimo
in cui sarò tuo.


Un alito d’amore

Un alito d’amore
plasma le mani
che carezzano le gote
bramate da sempre
sfiorate da mai

Un alito d’amore
come creta tra le mani
genera labbra
su cui perdere
il mio respiro

Un alito d’amore
intinge il cuore
d’ambrata essenza
in una notte
buia di stelle.

Un alito d’amore
che ricama
lingue di fuoco
sul tuo ventre
di desiderio

Un alito d’amore
per gridarti
io t’amo.



Guido Passini nasce a Bologna il 22/11/1978, da sempre rincorre il suo sogno personale: il respiro. Da qui derivano molti dei suoi scritti, per lo più introspezioni. È la salute compromessa che lo avvicina alla poesia, infatti si sfoga gettando le proprie emozioni su fogli bianchi che s'intingono dei colori più svariati. Questa passione gli dà nuovi stimoli nella vita, capisce di avere un altro sogno nel cassetto: portare le proprie emozioni alle altre persone. Ecco perché abbina il suo nome ad un pensiero: “Non mi arrendo, indosso nuove ali e ricomincio a volare.”
Queste semplici parole sono alla base della poetica (misera) e dell'uomo Guido Passini. Cerca di imprimere il proprio pensiero in ogni suo verso, cercando di dar vita ad un messaggio che arrivi dritto all'anima del lettore.
Ad oggi ha partecipato a due soli concorsi, di cui uno ancora in corso "il premio Laurentium", mentre nel 2004 partecipa quasi per gioco al concorso "Il Navile" di Bologna. Da settembre 2007 decide di scrivere con continuità e inizia a pubblicare sul web. Da febbraio 2008 è Capo Redattore del sito AltraMusa e partecipa più o meno attivamente a diversi altri siti e blog di poesia.
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