martedì 2 aprile 2024

(Polaroid XXII): Giansalvo Pio Fortunato

Polaroid: istantanee di poesia è una rubrica a cura di Luca Pizzolitto
Foto in copertina di Luca Pizzolitto


Come se la morte / avesse il profumo della nascita

Da Civiltà di Sodoma (RP libri, 2023)



(..) Giansalvo Pio Fortunato va alla ricerca di una forma letteraria capace di svelare e approfondire, quasi con meticolosità aristotelica, ogni aspetto e sentimento del reale. Emerge il caos del mondo esterno che travolge ogni argomento e lo stesso animo dell’autore: Fortunato fa appello all’idea di una poesia pura, ben lontana dalla corruzione e dal deterioramento delle cose. Ecco che la parola poetica assurge al compito necessario di sentinella della bellezza troppo spesso posposta all’oscurità. Così l’autore mostra la sua sete di verità: ora con slancio e angoscia perché il mondo è in pericolo – soprattutto, sono in pericolo l’onestà intellettuale e l’ideologia; ora combattendo l’ansia metafisica che repentinamente si trasforma in vocazione poetica ed esaltazione della nudità della parola luminosa (...)

Dalla prefazione di Rita Pacilio 




Purezza assoluta 

Purezza assoluta 
del mondo vivente, 
schiudi il volto 
su corpi pressati, 
su un cumulo di massa 
difforme, a cui non resta 
che il silenzio d’un sordo 
alle sonore parole del mistero; 
ed io, già vecchio, epifania 
attendo d’un’era nuova,
come metamorfosi disincantata 
che dia il vero allo specchio 
ed il reale al me ancora infante 
che s’inalbera 
per l’alba dall’alto, 
l’alba che le folte ortiche,
mentre feriscono, adombrano. 
Non resta 
che una proiezione 
tra fili bugiardi.

*

Sempre ho atteso

Sempre ho atteso, 
in una lenta
atarassia spumeggiante 
la vita. 
Un miracolo disincantato – 
non perché io abbia 
la cadaverica presunzione
di non aver vissuto – 
quanto il futuro 
s’adombra in crocchi 
ed io, cieco, 
brancolo ove il buio 
ricopre la più alta morale: 
il vento batte solitario 
ed io non muovo, 
dacché d’essenza feroce,
uno stridio o un richiamo 
possente come i turbini
d’agosto, 
affinché la propria primavera 
il mondo riassapori 
mentre il Cocito inonda. 
Non basta la sabbia 
a frenare le sponde, 
poiché il vortice
graduale s’ingrossa.

*

La felce

La terra arida, 
presago del mondo nuovo, 
a cui mi affaccio 
con un fiammifero 
già spento 
sulle soglie d’un monte
da non scalare, 
su cui compiere 
un salto precipitoso 
per cui si raggiunga 
una nuova dimensione, 
un nuovo specolo 
per ogni cosa. 
Nuovamente plasmata, 
la vita fugge 
tra i fienili 
e le folle d’arbusti; 
ferita, piange 
per se stessa, 
calpestando la felce 
che vuol lenire 
la sua sofferenza catartica.

*

Aforisma

Volutamente ignaro 
dei turbini del mondo,
discendo nell’abisso 
come se la morte 
avesse il profumo della nascita.


 



Giansalvo Pio Fortunato nasce a Santa Maria Capua Vetere (Ce) il 20 marzo 2002 e vive a San Marcellino (Ce). Frequenta la Facoltà di i Filosofia, presso l’Università Federico II (Napoli). Nel luglio del 2022, la pubblicazione della sua prima raccolta in versi, Ulivi nascenti, Albatros Il Filo. È risultato primo classificato, per la Sezione Giovani, Premio Internazionale di Poesia Scriptura, con il testo inedito Illio.
La poesia Allegria d’una memoria, è stata inserita nell’Antologia del Premio Città San Valentino; Labbra di risurrezione, è il titolo della poesia prima classificata al Concorso Nazionale intitolato a Padre Melis o.m.v.
Collabora con il giornale mensile Agorà Giovani (Ed. Scuderi) per la cura della rubrica Genealogia e modernità. Collabora con la Rivista Avamposto Poesia.





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