lunedì 11 marzo 2024

Chi desta clamore non punta la sveglia al sonno: Alberto Mori, “Forismi”

di Giovanni Fierro 

su Fare Voci marzo 2024


Continua l’esplorazione di Alberto Mori dentro lo scrivere poesia e, ancor di più, dentro l’uso nuovo e rinnovato della parola. Il suo sguardo si fa ancora più particolare, libero di dare inaspettate letture e avverabili linguaggi, anche dove tutto è apparentemente codificato e destinato all’immutabilità.
Così Forismi, il suo libro più recente, è un continuo laboratorio di possibilità, di abbandono di certezze lessicali e desiderio di immagini non ancora inventate: “Ballaustra Danzasponda Tangaringhiera”.
Alberto Mori è capace così di andare oltre il senso più stretto di ogni parola, e il suo lavoro a volte le riduce in puro suono, in pura forma, a cui affidare nuove percezioni del reale.
La parola, le parole, diventano così il luogo dell’esperimento, della ricerca continua di un motivo sensoriale per rinnovare l’alfabeto di ogni giorno, l’utensileria per aggiustare ogni errore e rottura di significato (“Chiarore Temolo/ Tinca risuona/ Luccio del giorno”).
Tutto Forismi è un riformulare sicurezze ed espressioni, portandone in evidenza il contenuto nascosto, la sua radice che troppo spesso rimane nel buio della comunicazione, eppure sotto gli occhi di tutti, al riparo nel modo più evidente.
Alberto Mori usa gioco e scherzo per rimodulare ed arieggiare il vocabolario, per portarlo dove non era mai stato prima. E da lì gli concede la chance di rigenerarsi, di aspirare ad una nuova vita.
Solo così facendo, nel ribaltare tutto il possibile, l’assurdo che ogni parola porta con sé non esiste più. Tutto diventa verità, tutto ha una opportunità di poter esistere.
In questo vorticoso stare, ci si ritrova di fronte a conoscenze insospettabili, “Arare è umano/ Perseverare diserbante”, e a constatazioni di come la salute non è solo dimensione umana o animale, “Vicolo già miope/ Ora cieco/ Troppo ovvia confidenza/ con muro ottico”.
Forismi è questo tuffo nel mare grande della sperimentazione, dove l’apnea non ha bisogno di ossigeno ma di curiosità, quando “Costa & Promontorio/ soci dello Yacht Club/ lanciano Bond Nautici/ Una partita a golfo/ finanzierà/ Moli Digitali Eco Sostenibili”.
E ogni pagina del libro è uno stare preciso nel centro della nostra società: “La TV è l’ovvio dei popoli”.



dal libro:

Parigi sbarra fiume ma tranSenna invano

*

Profumata dal credito brilla plus valenza
Reinvestita talvolta si spegne addolorata

*

“Meister Goethe pare che la Mercedes
sponsorizzi il suo Viaggio in Italia…”
“Non è affatto disdicevole, caro Helmut:
La strada dell’immortalità è sempre stata
Impervia e debbo superare da subito
Ogni romanticismo.”

*

Oh cavallina, cavallina storna
e riporta a partita doppia
colui che dopo acconto non ritorna

*

Foglie fotovoltaiche arrossano
fra il crepuscolo del solarium
Outunno
Stagione extra abbronzata in decadance

*

I taxi di interesse
rialzati durante i viaggi
trasportano bagagli
solo sul tetto del veicolo

*

Nel crepuscolo della bocca
alle ore a lui più carie del giorno
sul pre molare della sera
il canino abbaia sempre più incisivo
al tartaro buio in agguato

*

Rombo sciatalgia
Gamba assorda
Rotula fino in fondo
al suono della tibia
il perone silente
configura in gran frutto

*

“Agenzia, entrate” disse.
Il finanziere rimase solo nella stanza
per lunghe ore senza evasione

*

Il raziocigno nuota ordinato
sulla superficie del lago



Intervista ad Alberto Mori

Tutto lo scrivere in Forismi trova la forza di andare oltre il senso comune delle parole. C’è una ricerca di ‘altro’, che penso contraddistingua da molto tempo ormai il tuo fare poesia. È così?
È certamente “altro” insito nella sperimentazione dei linguaggi intermediali della poesia, e nel caso specifico di Forismi è un vero e proprio inscenarsi di motti detti e contraddetti: Il “foro” palindromo, che ho praticato nel “buco” dei significati e significanti della parola, permette una prospettiva straniata al lettore impegnato in piccoli balzi cognitivi per (ri)afferrare il senso.

Perché a volte, in questa tua ricerca, c’è quasi un azzeramento del significato, e la parola e il testo si fanno puro suono. Mi sbaglio?
L’elemento dell’oralità è molto importante nella mia poesia ed i significanti di suono e senso, resi autonomi e coordinati verso una astrazione “calda” ed ironica, contribuiscono a creare anche soggetti immaginari: si consideri in tal senso gli animali che si manifestano nella parte finale del libro, dove, con una procedura allitterata all’interno del suono/senso del loro nome, compiono azioni ed interazioni paradossali con i nostri stessi sensi che li reinventano.

Come autore rimarchi nuovamente il fatto che c’è bisogno di un altro sguardo, di un’altra lettura, a proposito di tutto ciò che abbiamo sotto gli occhi. Come se i codici interpretativi, da tempo collaudati e condivisi, non bastino più per una percezione esatta delle cose e degli accadimenti. È questa la spina dorsale delle pagine di Forismi?
Direi che qui siamo oltre: “Il raziocigno nuota ordinato sulla superficie del lago”, così mi eccito citandomi.
Credo esista una realtà che “diverte” ed è “divertente”, se amiamo le parole nei loro quieti deliri, perché sono il nostro numero verde alfabetico da chiamare, e sono magnifica ginnastica cognitiva per l’outfit della mente.

La dimensione del gioco, e a volte anche dello scherzo, mi sembra sia un buon grimaldello per far saltare in aria ogni sicurezza interpretativa della realtà. Come ti raffronti con questa possibilità di espressione e ricerca?
Per allenarmi a questa simultaneità cerco di testare l’alterazione della parola del verso e della frase, sia con esercizio mentale e sensoriale, e poi naturalmente da performer di poesia vi è anche l’acting out della performance vera e propria, dove è il pubblico che pubblica e diviene lui stesso autore dell’eventuale sorriso.

Ogni testo di Forismi è un attimo, un momento minimo che si manifesta nel suo accadere. Cosa trattengono del loro succedere, cosa mantengono nelle parole che sono stampate sulla pagina?
Per quanto riguarda la prima parte sono piccole accensioni d’intuizione, che sono state organizzate nel loro essere dense e minime, perché a scorrimento in basso dell’occhio accadano in sequenza di piccoli sussulti di comprensione.
Nella seconda parte i singoli micro temi sono più sviluppati, ed è presente più conduzione: si è portati ad attraversare i motti, i detti e contraddetti, i neo proverbi, le parodie, e dunque magari ci si può trovare a sorridere non a fior di labbra ma nella mente.

Se non fosse un libro, Forismi cosa sarebbe?
Quello che era in origine: bordo di carta forata per antica stampante che ho utilizzato per l’immagine della cover “Paper Holes”.
In altro modo, coerentemente al suo divertissement, una concessionaria aperta 24 h e gratuita per l’Auto Ironia, poiché di questi tempi le Stellantis splendono nel cielo notturno.

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