Fidarsi dell’Angelo

di Teresa Armenti




Enchiridion celeste mi è giunto come gradito dono e con l’invito a fidarmi dell’Angelo in un momento particolare della mia vita, in cui avverto più che mai la pesantezza dell’essere, che mi rende immobile, incapace di reagire, prigioniera delle mie paure. 

E i sensi di colpa mi assalgono. 

Questo libretto è, giorno per giorno, un’àncora a cui mi sono aggrappata. È un’àncora speciale, che si è aperta a ventaglio, perché mi ha permesso di immergermi nelle massime del filosofo dello stoicismo romano Epitteto, fonte di ispirazione per molti scrittori e traduttori, tra cui Giacomo Leopardi. 

Mi ha fatto conoscere La scelta di Enea del giovane teologo Luigi Maria Epicopo, che seguo ogni mattina con le sue omelie, con l’invito a mettermi in viaggio per fare nuove esperienze, perché tutto è destinato a cambiare nel corso del tempo, come affermava Eraclito con il suo panta rei. Enchiridion celeste è quasi un breviario, che mi accompagna lungo il sentiero; di tanto in tanto mi fermo a leggere qualche terzina, come fa il viandante, che si accosta ad una fresca fonte di acqua viva per ristorarsi e riprendere poi la strada. 

I versi sono briciole di saggezza evangelica ed umana; sono quasi uno stormire e un’eco di spiritualità sussurrata con tenerezza; sono semi sparsi con arte singolare e con un linguaggio conciso e acuto; sono farmaci emozionali che curano mente e spirito; sono una ragnatela di amore che mi cattura; sono una continua esortazione a rinnovarmi. 

I suoi idilli sono un canto interiore che le terzine fanno risuonare e sanno restituire al significato più vero la mia vita, pizzicando le corde dell’anima e sprigionando speranze, che vengono liberate dalle ruvide incrostazioni. Alessandro Ramberti si è accorto della mia ruota dai raggi sghembi, incapace di chiedere aiuto, di mettersi in strada, l’ha fatta uscire delicatamente dal guado, l’ha scossa dal torpore; l’ha fatta salire su pietre più sicure, l’ha trasportata in una parabola vivente del divino, in un firmamento luminoso di stimoli e sussulti, per diventare la tessera preziosa di un mosaico con un bagliore “scampolo di eternità”.

Grazie, semplicemente grazie, Alessandro, per essere diventato, con il tuo “Manuale”, la mia guida spirituale.

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