TRE INEDITI DI JETON KELMEDI TRADOTTI DA CLAUDIA PICCINNO

 


YOU CAN’T LEAVE TO A DIFFERENT TIME


I travel through time

following trails of imagination full of wishes

round and round my thoughts

can’t find an open door

to a different time,

a door that takes me to where I want

to love a bit better,

to stay longer


If I was a Northern Wind

I’d blow over valleys and peaks, tonight

I’d bend oak trees and plis hats alike,
I’d change this time:

into a different one.

I’d open the doors to hope

and I’d be full of hope

for a better time


If I was a Ray of Sunlight

over the prettiest necks in the city I’d lie

Wow! What warmth

winking with love’s eye,

distracted

fingers running through disheveled hair

this would be the talk

but one can’t just leave to a different time


If I were the one I’m not

to a different time I’d leave,

but, damn, I am who I am

oblivion’s last letter

left for a different time,

the way valuables are kept,

unlike food at a gleeful feast

for today

one can’t leave to a different time.



 NON PUOI USCIRE IN UN TEMPO DIVERSO


Io viaggio nel tempo

seguendo sentieri di fantasia pieni di desideri

intorno ai miei pensieri

non riesco a trovare una porta aperta

su un tempo diverso,

una porta che mi porti dove voglio

per amare un po' meglio,

per restare più a lungo


Se fossi un vento del nord

soffierei su valli e vette, stanotte

piegherei allo stesso modo querce e cappelli plissè,

cambierei questo tempo:

in uno differente.

Aprirei le porte alla speranza

e avrei fiducia

in tempi migliori


Se fossi un raggio di sole

sui colli più belli della città mentirei

Oh! che calore

strizzando l'occhio con l'occhio dell'amore,

dita distratte corrono tra i capelli arruffati

questo sarebbe il discorso

ma non si può semplicemente partire verso un'altra epoca


Se fossi quello che non sono

in un altro tempo me ne andrei,

ma, accidenti, sono quello che sono

l'ultima lettera dell'oblio

lasciata per un tempo diverso,

il modo in cui vengono custoditi gli oggetti di valore,

a differenza del cibo in una festa allegra

oggi non si può partire per un'altra epoca.


I SAT AT THE BEGINNING OF MYSELF


I sat

on my memory

and waited and waited

until all conclusions

I began anew.


The truth faded the dreams, until

the meaning lost its meaning,

time said it belonged to the devil’s time.

belief turned into disbelief,

a wicked time strengthening the evils

hope and desire turned to illusion,

it must’ve been their time, the untrue truth,

the silent word.

and it is I who woke up

from my memory

asleep in your remembrance

reawakened.


I saw

crumbs after time’s footsteps, crumbling

the future

leaning on patience

in the peel of time, lustfully

I can’t run after myself

I have to end it.


I rested

until the unthinkable seasons

were tired of running

until the rest is rested

that’s when I woke up.

Woken from its bed

a late night’s autumn and the moon.

Flooded tomorrow’s thoughts

love became a sea of love,

together we swam until ecstasy.


Now, I wait and see

and it looks like that time I sat

at the beginning of myself

but the words struggle to stay awake

like they did that one night.


Copenhagen, Denmark, July 12th, 2015.


MI SONO SEDUTO ALL'INIZIO DI ME STESSO


mi sono seduto

sulla mia memoria

e ho aspettato e aspettato

fino a che tutte le conclusioni

mi han persuaso a ricominciare.


La verità ha sbiadito i sogni, finché

il significato ha perso il suo significato,

il tempo diceva che apparteneva al diavolo.

La fiducia si è trasformata in incredulità,

un tempo malvagio che ha rafforzato i mali della

speranza e ha mutato il desiderio in illusione,

deve essere stato il loro momento, la falsa verità,

la parola silenziosa.

e sono io che mi sono svegliato

dalla mia memoria

addormentata e mi son risvegliato

ricordandoti.


Ho visto

briciole dopo le orme del tempo,

ho visto sbriciolarsi il futuro

appoggiarsi alla pazienza

nella buccia del tempo, lussuriosamente.

Non posso correre dietro a me stesso

devo farla finita.


Ho riposato

fino a che le stagioni impensabili

erano stanche di correre

finché il riposo non si compie

è stato allora che mi sono svegliato.

Svegliato nel mio letto dalla luna

a notte fonda in autunno

Inondato dai pensieri del domani

amai diventare un mare d'amore,

insieme abbiamo nuotato fino all'estasi.


Ora aspetto e guardo

e sembra che quella volta mi sono seduto

all'inizio di me stesso

ma le parole lottano per restare sveglie

esattamente come quella notte.


Copenhagen, Danimarca, 12 luglio 2015.


 I’LL TELL YOU SOMETHING


From my mouth

From my soul, strange

thoughts emerge

sometimes they appear leaving

othertimes arriving

from a different world

than our own


I know that many of them

are slightly less than few

and that their language is unspoken

unwritten,

but I say it is somewhere.

somewhere between me and you, my life

lived oh so fast


And while all languages have alphabets

of their own, so begins

this language of ours

with our failure to understand

new beginning


And time, an island inhabited by timelessness

giving time to those without time

followed by a group of wordless words

at the border crossing of

spirit-mind


I hide from myself

so my hearing doesn’t see me

so my sight doesn’t hear me

as it happens with other things.


It’s better to know

languages unspoken, timeless

like what we talk

up the hill of

meaningless meanings.


Complying with my strangeness

and nothing else,

let this game have

rules


So that afterwards

whoever hears the results

someone will win and someone will lose.


TI DIRO' UNA COSA


Dalla mia bocca

Dalla mia anima, stranamente

i pensieri emergono

a volte sembrano partire

altre volte arrivare

da un mondo diverso

del nostro


So che molti di loro

sono leggermente meno di niente

e che la loro lingua non è parlata

nè scritta,

ma io dico che c'è da qualche parte.

da qualche parte tra me e te, la mia vita

vissuta così velocemente


E mentre tutte le lingue hanno alfabeti

propri, così inizia

questa nostra lingua

con la nostra incapacità di capire

un nuovo inizio.


E il tempo, un'isola abitata dall'atemporalità

dà tempo a chi non ha tempo

seguito da un gruppo di parole senza parole

al confine tra

spirito-mente


Mi nascondo da me stesso

quindi il mio udito non mi vede

così la mia vista non mi sente

come succede con altre cose.


È meglio sapere

lingue non parlate, senza tempo

come quella di cui parliamo

mentre saliamo sulla collina di

significati privi di significato.


Conforme alla mia stranezza

e nient'altro,

lascio che questo gioco abbia le sue

regole


In modo che quando

chiunque avrà ascoltato i risultati

qualcuno vincerà e qualcuno perderà.


Jeton Kelmedi


https://it.wikipedia.org/wiki/Jeton_Kelmendi


http://claudiapiccinno.weebly.com/


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