domenica 16 maggio 2021

Un volto vero da abitare Adalgisa Zanotto: “Ho da dirti un segreto”

di Salvatore Cutrupi

in Fare Voci maggio 2021, rivista curata da Giovanni Fierro

 


 


Molti poeti da sempre scrivono poesie d’amore, ma non tutti riescono a suscitare emozioni in chi legge. Tante volte nelle loro liriche vengono rappresentati momenti e situazioni che il poeta non ha vissuto in prima persona, e quindi non hanno la potenza espressiva che sorprende e coinvolge il lettore.
Questo non accade nelle poesie del libro Ho da dirti in segreto di Adalgisa Zanotto, perché lei scrive di un amore veramente vissuto, di un amore dato e ricevuto e lo esprime senza clamori, senza retorica, con uno stile dimesso ma nello stesso tempo immediato e aderente alla vita.
L’amore permea tutta la sua raccolta poetica, e lei non si ferma a fare un bilancio tra quello dato e quello ricevuto, perché sa che ognuno offre solo ciò che possiede o è capace di dare.
Il suo non è un amore circoscritto soltanto alla dimensione famigliare ma ha un respiro più ampio, e vuole essere anche un invito alla solidarietà, alla fratellanza, al prendersi cura dell’altro.
Una delle caratteristiche delle sue poesie è quella di non avere un titolo, come se volesse farle scorrere libere e lasciare quindi che ciascuno, senza il condizionamento iniziale, possa immedesimarsi nella “storia” che, di volta in volta, viene raccontata.
Un altro particolare insito nelle liriche è la quasi totale mancanza di punteggiatura, che tuttavia non impoverisce né indebolisce la forza descrittiva del libro, perché i versi mantengono un ritmo fluido e hanno le pause giuste, così che ogni lettore può scandirne il tempo.
È come se l’autrice, non mettendo la punteggiatura, volesse dare una continuità al suo pensiero, offrire un susseguirsi di situazioni e immagini che è opportuno non interrompere.
Il desiderio che si ha dopo aver letto il libro della Zanotto è quello di volerlo rileggere subito, di tornare ai suoi testi con lo stesso atteggiamento che adottiamo quando ci avviciniamo ad un dipinto, con il piacere di coglierne tutti i colori, per apprezzarne le diverse sfumature e aggiungere immagini nuove ai nostri buoni pensieri.

 

Dal libro:

diversamente non ti amerei
non starei con te
dal primo ascolto del mio dire
non saprei quanto ami
la mia non luce
non sarei così indifesa
davanti agli occhi del mattino
non conoscerei la sera
e la gioia – la gioia veramente

non incontrerei il sapore di primavera
perché era di quel profumo
il giorno che ci incontrammo
in tutti i giorni dell’incontro

*

le infinite volte che vengo a cercare
la mia forza fragile
sulla più piccola parte del tuo viso
raccolgo la sorpresa
del respiro
e resto là
con la testa sulla spalla e chiudo gli occhi
poi li apro ancora
senza desiderio di andarmene

*

così innamorato rimani contagioso
ti sento come fuoco, ora una spada,
poi un calice
un parto complice
viene da dentro una cosa mite
bisogna dirla quella mandorla
colorata e feconda
certo una meraviglia
un solo verso
un volo breve dentro un fiordaliso
ti amo

*

lode a te vita che da un arco insonne
hai scoccato di nascosto
tre frecce rosso prediletto
_calde dell’estate
e dei suoi fiori_ lode a te vita
che ci fai gustare
la bellezza delle impronte
lasciate senza polvere
immensamente piccole
una misura che ha dentro le vertigini

m’insegni il confine aperto
la fatica feconda di essere nomade
veramente libera di andare
di entrare e di stare dentro
mi chiami bambina mia
mai possessivo l’aggettivo
identifica il tuo sguardo
accogliente e disarmato
quando entro e quando esco
eppure qui la nostalgia

 

 

Intervista ad Adalgisa Zanotto

Qual è il motivo che ti ha spinto a raccontare il tuo “segreto”?
Il movimento dell’amore che abita i giorni, a cominciare dalle relazioni quotidiane, dalle cose piccole, dai gesti impercettibili, dalla meraviglia dei germogli, dalle ferite e dai limiti. Tutte feritoie attraverso le quali passa la luce forte dell’amore.
I movimenti dell’amore non possono restare nascosti, segreti, hanno bisogno di uscire, di andare verso…, di scrosciare, di irradiare!
Se desidero amore, io posso essere l’amore che cerco! E l’amore non si stanca mai di raccontarsi e di educarmi.
Ho solo provato a raccogliere dei frammenti di bene che riguardano tutti.

In alcuni versi emerge la realtà della sofferenza, del disagio…
Nella mia esperienza vivo la realtà del “limite”. Questo può sembrare/diventare un freno nella relazione. Davanti al dolore, al disagio possono farsi strada la paura, lo scoraggiamento, fino a preferire il buio. Così ci nascondiamo.
Solo l’amore ci sgama, ci snida, ci spoglia e chiede nudità.
La vita così come si presenta, ora bene ora meno bene, diventa buona palestra per allenarsi nell’amore capace di fare cose tutte nuove.
Nella sofferenza del “mio” Beppe ho scoperto un evento da vivere attivamente, un’occasione preziosa per amare concretamente e per ricevere tutto quel bene senza misura che desidero.
Ho conosciuto un elemento fondamentale della nostra umanità: la fragilità, mia e quella degli altri. E questo ha aperto nuovi spazi per accogliere noi stessi così, accogliere la bellezza che siamo.

Da anni ti dedichi alla poesia e anche alla prosa. Come vivi il tuo rapporto con la scrittura?
Non ho ancora conosciuto le ragioni per cui scrivo. Certamente la scrittura mi tiene sveglia di fronte alla vita, tende le mie forze come un arco. Mi aiuta a pagare il prezzo della pazienza, a coltivare l’umiltà.
Sono grata alla scrittura perché mi fa cominciare sempre da capo, non mi fa restare ferma, mi sprona a cercare altri passi tra i capillari della vita e il cammino apre cammino.
Mi dispiace di poter scrivere poco, ma sono felice di quel poco che sempre mi riempie.
Gusto innanzitutto le parole vive che abitano le conversazioni quotidiane, che a differenza dei discorsi, dei trattati, delle teorie, le parole sono corpo. Sento la passione per le nostre parole vive, abitate, tenaci, resilienti. Parole di carne e di sole.

Le tue poesie non hanno il titolo. Ha un significato particolare questa tua scelta?
Sento che mettere un titolo ad una poesia significa individuare una pista “obbligata” per chi la incontra. Desidero lasciare ampia libertà a chi legge, permettendo di “ritrovarsi” nel ritmo e nel respiro dei propri sentimenti, mosso dalle proprie esperienze e sensibilità.
Spesso ascoltando il riscontro/emozione/critica di chi ha conosciuto qualche mia poesia, scopro con gioia e stupore sensi/significati/stimoli nuovi nei miei versi.
Il titolo del libro “Ho da dirti in segreto” potrebbe essere il titolo di ogni poesia della raccolta stessa.

In questo difficile momento, caratterizzato da lunghi periodi di lockdown, quale spazio per la poesia?
Questo è il tempo della poesia! Non senti, la poesia sta chiamando da molte direzioni…
Tra mille difficoltà, in questo periodo possiamo sperimentare il valore dei volti. Qui sta un segreto! La poesia è negli occhi che incontriamo, negli sguardi, nei silenzi.
Anche la nostra Terra è fragile e forte, è bisognosa di cure e ci dona attenzione. Un altro segreto! La poesia è nel creato, in ogni creatura.
Un’economia diversa, una città che fa vivere e non uccide, include e non esclude, umanizza e non disumanizza. Altro segreto! La poesia vive nelle nostre case, percorre le nostre strade.
La poesia non si ritira, non aspetta tempi migliori. La poesia ci circonda, vive nel quotidiano, sia che parliamo di lei, sia che non facciamo direttamente il suo nome, come un parto lei viene alla luce.

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