lunedì 6 febbraio 2012

Il silenzio della neve ha una sua voce

di Franco Casadei

Il silenzio della neve ha una sua voce,
già si avverte all’alba
a finestre non ancora spalancate.
È un mistero che non si sa spiegare.

Quando nevica i tempi li detta un altro
si ferma il mondo, non si può aver fretta,
un po’ come vivere a Venezia.

Contrattempi e disagi a non finire
blocchi stradali, arti rotti, auto nei fossi
appuntamenti e programmi disattesi,
ma come per miracolo affiora l’altra faccia:
mentre si imbiancano borghi e strade
qualcosa di nuovo vibra nell’aria
una luce diversa che sa di un’altra luce,
io non so che sia, da dove nasca l’allegria,
questa manna bianca che Dio regala.

La gente guarda dalle case, dai terrazzi
quanta più neve si posa su tetti e rami 
più l’aria si fa sospesa e chiara
negli occhi di chi si incontra, una tregua
differiti gli impegni, la gente respira rilassata
saluta, ha voglia di scherzare
e le scuole chiuse, i ragazzi a rincorrersi
con risate a cui non si è più abituati,
visi sciolti in sorrisi e vecchi come a carnevale
con abbigliamenti strani, scarpe di guerra
copricapi assurdi estratti dai fondi dei bauli

quelle distese vergini e bianche
la tentazione di violarle in pazze scorrerie,
ma anche di lasciarle intatte, da guardare.

Se l’inferno si prefigura con fiamme e fuoco
in paradiso, ne sono certo, ci sarà la neve.


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