Su una medaglia di bronzo del 1921

poesia inedita di Gianmario Lucini


A trentasei anni mio nonno
partì per la prima grande guerra
– lui, così piccolo e magro
per una guerra così grande e così grassa –

e tornò come nulla fosse
dopo aver pagato il contributo
di qualche nemico ammazzato e una ferita
cauterizzata alla bell’e meglio

con il bronzo funereo d’una medaglia.

Sta scritto sul foglio ministeriale
che l’accompagna “si autorizza
a fregiarsi del ricordo”. La stizza

di mio nonno era invece più informale
“quel coglione” diceva “che ha firmato
questa presa per il culo, non c’è stato
mai sul Carso a seppellire

ragazzoni grandi e grossi che chiamavano la mamma”.

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