domenica 20 febbraio 2011

Mario Fresa. Ritratti di poesia (3)



Daniela Monreale


L’impasto di adamantina leggerezza e di terrena dirompenza della poesia di Daniela Monreale vive di un equilibrio dolcemente precario, diviso tra un soffice lirismo e una netta e solida carnalità. Nel volume L’attracco sulla luna (Edizioni Il Crocicchio, 2006), l’amore cantato riesce, appunto, a unire gli elementi distanti - quasi contrari, ma indispensabili e legati l’uno all’altro - dell’aria e della terra, procedendo in un discorso che si rivela costantemente prodigo di una grazia vaporosa che all’improvviso si mostra vinta da una pulsante e irresistibile sensualità. L’accensione che spinge e definisce il corpo amoroso dei versi non comprime alcun sentimento: nel suo misterioso confluire di carne e di pensiero, la poesia si apre e si offre al lettore con una gioia incontenibile e insaziata, mostrandosi continuamente invasa da una strano, impreveduto senso di levità e di libertà. Lo stesso titolo del libro spiega bene l’idea di questo convergere armonioso di concretezza e di sogno: la luna rappresenta, giusta l’allegoria tradizionale, il luogo della lontananza e dell’onirica, astratta indeterminatezza; attraccare su di essa, dunque, significa trasferire lo stupore dell’immaginazione e del meraviglioso nell’immanenza dell’esserci. La scrittura di Daniela Monreale, guizzante di entusiasmo manifesto e di velate arsure, giunge, così, a illustrare e a magnificare la più alta virtù del sentimento d’amore: e cioè la capacità di far risplendere il luccichìo dell’eternità nella preziosa e provvisoria evanescenza di un istante, scegliendo, allora, di nuotare nel dolce precipizio di un presente dilatato, nel quale si combinano e si annodano, con una circolare magia interna, la sembianza e la tattilità, l’immagine e la sostanza, il desiderio e il corpo; e, finalmente, la parola e la vita.



La tua voce restituita

ha un sapore di stelle,

non so contarne le luci

respingo nodi e punti di rèpere,

mi arrendo al caos,


so che è stato un ponte di svelta gioia

è stato il brivido di una ferrata

sul precipizio, panico d’esserci,

così abbiamo registrato

l’attracco sulla luna.




Daniela Monreale (Palermo, 1963) attualmente lavora a Firenze presso una struttura pubblica e collabora ad alcune riviste culturali («Riforma»,«La Mosca di Milano», «Le Voci della Luna», «La Nuova Tribuna Letteraria»). Nel 2011 si è laureata in Scienze bibliche e teologiche presso la Facoltà valdese di Teologia a Roma, con una tesi sul rapporto tra Bibbia e arte. Ha pubblicato le seguenti raccolte di poesia: L'isola errante (Cultura Duemila Editrice, Ragusa 1990); Secreta Cura (L'Autore Libri, Firenze, 1995); Il limite dell'orizzonte (Spring, Caserta, 1999); Viaggio a ritroso (Circolo Renzo Rosselli, Milano, 2001); Le Isole Felici (DialogoLibri, Olgiate, 2001, plaquette); Lo sguardo delle cose (Nuova Editrice Magenta, Varese 2001); Quotidiano/Straordinario (Delta3, Grottaminarda, 2002); Corpo a corpo, insieme a Fabrizio Bianchi (LietoColle, Faloppio, 2003); Un liquido incendiarmi, libro d'artista con un acrilico di Eugenia Serafini (Artecom, Tolfa, 2004); L'attracco sulla luna (prefazione di Gabriela Fantato, Edizioni Il Crocicchio - Inedition, Bologna, 2006).



4 commenti:

Unknown ha detto...

Grazie, Mario! Una lettura molto attenta, che ha saputo cogliere i tratti salienti della mia raccolta. Mi hai centrato!

Unknown ha detto...

Grazie, Mario! Una lettura molto attenta, che ha saputo cogliere i tratti salienti della mia raccolta. Mi hai centrato!

roberto matarazzo ha detto...

ottima presentazione di Poeta che non conoscevo e che mi sembra una voce di grande spessore.. con stima
roberto matarazzo

Ivano Mugnaini ha detto...

Sono d'accordo: un commento lucido e documentato ma scritto anche con passione e partecipazione autentica. Un caro saluto a Mario e a Daniela. A presto rileggerci, Ivano