Fabiano Alborghetti – estratti da L’opposta riva (LietoColle 2006)


I
La diversa forma dell’apprendista stupiva
il lavorare la carne quel tanto al chilo
il fabbricarne senza smaltire: come lui in tanti diceva

improvvisàti ovunque nel corredo lordo
a entrare in casa nella figlia nel vicino con il corpo
o un appendice. Bastava aprire l’uscio o il ventre:

fare un buon lavoro diceva che Dio ci guarda.


II
Alla conta venne la misura non prima
non in moltitudine ma uno ad uno
sparivano lasciando il quesito al posto, il vuoto

della certa destinazione. Con l’assenza a tavola
continuava mamma a preparare per quattro
anche dopo rimasta ultima anche ora

che le fosse disimparano il contenere.


III
L’esatto intralcio l’appartenenza alla nazione
ma con quale colpa chiedeva. Del luogo generato
sono figlio non ospite né intruso. Spoglio

di cose l’esilio illuminava le macerie e la schiena
non ancora perforata: ai lati chi asciuga il pianto
chi prende forma al mio posto e prega e ringrazia

la mia perdita, io l’infamia in marcia uscente a capo chino.


IV
L’esodo ha meno oltraggio del sepolcro
credimi, così l’assenza seppellisce
ma solo nella memoria: agli scomparsi corpi

non pesa il luogo vacante come a chi scava…


V
Riconoscevo il luogo solo prima di partire:
visitando le case in sequenza
i nomi i soprannomi le porte senza impedimenti. Ma ora

chi abita e dove, tolte le croci in terra la piana senza vie?


VI
Ricompone vedi la gente dalla penultima vita
col giuramento insistente di chi la vita spende
senza perderne, non del tutto almeno. Sul piazzale

ricomposti a caso iniziavano la conta: chi viene
chi è venuto o è già partito. Chi ricomincia e chi lascia
dal gradino per l’onda, in fila uno ad uno traghettami

dicevano. Anche affondare è finire più in alto del fondo…


VII
Dislocava tra gola e palato senza dire
portandosi con se solo e per la prima volta:
avvicinando la calma del lavoro finito

sostava all’argine della distanza
col timore di tracimare. L’odore del gasolio, del sale
davano la metrica certa dell’imbarco

dello scambio accompagnarlo all’opposta riva.


Fabiano Alborghetti nasce a Milano nel 1970, vive a Lugano. Ha Pubblicato Verso Buda (LietoColle, 2004) e L’opposta riva (LietoColle, 2006). Collabora con diverse riviste (in carta e web) e per alcune Case Editrici.
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