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venerdì 21 gennaio 2022

AIΩN di Mario Fresa (12)


AIΩN di Mario Fresa
______________________________
Giancarlo Baroni 
Lo sguardo contro il Tempo






*


Airone cenerino *


 

Ogni anno mi aspetti

in questo laghetto alpino

sei tu davvero

o un altro somigliante? Solitario

airone cenerino che sali


dove i compagni

non si arrampicano. Ai bordi

dell’acqua sembri

non un predone di trote

e di lumache ma quasi un dio egizio.


Il collo lungo e dritto

il profilo del becco a lancia

grigio indovino attento

ai tremori dell’acqua. Al minimo

rumore voli via.


 

(* Due Laghi, Val di Non)


 


 

Commento.

Un'aerea delicatezza, un senso di inatteso stupore. Una carezza che dona un risplendente e acuto squarcio che pare attraversato, con tutta la sua dolcezza melodiosa, da una ridente e fugace illusione di felicità. È ciò che il lettore può avvertire in questo canto adamantino, edenico e trascendente, di Giancarlo Baroni (Parma, 1953), tra i più sensibili e ispirati poeti che, negli ultimi tempi, hanno amorosamente interrogato i piccoli e i grandi prodigi del mondo degli animali (e, in particolare, del luminoso universo degli uccelli). È, in questi versi, una soavità gentile e una calma ristoratrice che danno l'idea di un'alta visione nobilmente trasumanata, in cui la stessa Natura è avvertita come una ciclica promessa di eterna e di sempre rinnovata letizia: qui tutto è lieve e docilmente canta e risuona; tutto rifulge e sale; tutto vola e s'inazzurra in una contemplazione pura che fa della stessa parola poetica un'occasione per esprimere, con la beatitudine di uno sguardo divenuto quasi fanciullo, lo struggente desiderio di interdire, anche per pochi istanti, la piaga mortale del Tempo.


 

 


In alto, un’opera di Ely Martini.







sabato 29 agosto 2020

martedì 21 aprile 2020

Mario Fresa ed Ely Martini, la poesia che si ascolta


Mario Fresa ed Ely Martini (ritratti in foto) aprono una sezione di audiopoesia sul blog Le parole viventi. Un archivio sonoro, in continuo arricchimento, grazie al quale si potranno ascoltare testi (selezionati e letti dagli stessi Fresa e Martini) di poeti italiani, francesi e spagnoli, da Dante a Marinetti a d'Annunzio, da Guidacci a García Lorca a Giudici, da Pozzi ad Apollinaire a Leopardi. La parola forte della poesia è affidata, qui, all’interna risonanza della voce, alle sue lunghe ombre riverberanti, al vuoto (colmo di senso) delle pause e del silenzio. È il vuoto a rammentarci, infatti, l'importanza dell'essenziale (irriferibile sempre, se non nei doni dell'astrazione e della mancanza: «Trenta raggi convergono sul mozzo, / ma è il foro centrale che rende utile la ruota. / Plasmiamo la creta per formare un recipiente / ma è il vuoto centrale che rende utile il recipiente. / Ritagliamo porte e finestre nelle pareti di una stanza: / sono queste aperture che rendono utile la stanza. / Perciò il pieno ha una sua funzione, / ma l’utilità essenziale appartiene al vuoto»).

Chi sono i curatori

Mario Fresa (Salerno, 1973). Ha collaborato e collabora a «Caffè Michelangiolo», «Paragone», «Nuovi Argomenti», «Il Verri», «L'Almanacco dello Specchio», «Recours au Poème», «Nazione Indiana», «La Revue des Archers», «Poesia». I suoi testi poetici sono presenti in varie antologie pubblicate sia in Italia sia all'estero, da Nuovissima poesia italiana (a cura di M. Cucchi e A. Riccardi, Mondadori, 2004) alla recente Ventidós poetas por un nuevo milenio (numero monografico della rivista «Zibaldone. Estudios italianos» dell'Università di Valencia, 2017). Fa parte del Comitato di Redazione del semestrale «La clessidra» e della rivista internazionale «Gradiva» (Università di Stony Brook, New York). Esordisce nel 2002 con Liaison, un libro di prose e di poesie introdotto da Maurizio Cucchi (edizioni Plectica; Premio Giusti Opera Prima, Terna Premio Internazionale Gatto) cui fanno séguito, tra le altre pubblicazioni di poesia: Alluminio (LietoColle, 2008, con un'analisi critica di Mario Santagostini; tradotto in Francia nel 2019); Costellazione urbana (Mondadori, «Almanacco dello Specchio» n. 4, 2008); il poemetto in due tempi Luci provvisorie (Mondadori, «Nuovi Argomenti», 2009); un frammentario romanzo in versi, Uno stupore quieto (Stampa2009, con prefazione di Maurizio Cucchi, 2012; menzione speciale al Premio Internazionale di Letteratura Città di Como); La tortura per mezzo delle rose (nel sedicesimo volume di «Smerilliana», 2014, con un saggio di Valeria Di Felice); Teoria della seduzione (Accademia di Belle Arti di Urbino, con opere visive di Mattia Caruso, 2015); il prosimetro Svenimenti a distanza (Il Melangolo, 2018, con una riflessione critica di Eugenio Lucrezi; Premio Internazionale Cumani Quasimodo). Quindici nuovi testi poetici, tratti dal suo prossimo libro Il mantello di Goya, sono stati anticipati sul n. 70 de «Il Verri» e sul quotidiano «La Repubblica». Ha tradotto dal greco moderno (Sarandaris), dal latino classico e medievale (Catullo, Marziale, Pseudo-Bernardo di Chiaravalle) e dal francese (Baudelaire, Rimbaud, Musset, Apollinaire, Desnos, Frénaud, Cendrars, Char, Duprey, Queneau). Cura il blog Le parole viventi e, insieme con Federica Giordano, Il re pescatore (rassegna di Musica e Storia). 

Ely Martini è nata a Genova e vive a Spotorno (Sv). Si è formata presso il liceo artistico Paul Klee, e successivamente come operatore culturale in ambito museale. L’interesse per il teatro e la recitazione l’ha portata a frequentare i corsi presso il teatro Carignano di Genova. Ha lavorato presso il Palazzo Ducale di Genova in occasione di mostre eventi e visite guidate. In seguito ha collaborato con l'ufficio attività culturali della Biblioteca Universitaria di Genova contribuendo alla realizzazione di vari eventi e incontri poetici. Ha partecipato a numerosi reading poetici ed eventi artistici, in particolare al reading multimediale Mimesis, realizzato in collaborazione con La Claque Fondazione Luzzati e con il Festival Internazionale di Poesia di Genova. Nel 2012 si è svolta a Roma, presso la Biblioteca di Storia dell’Arte e Archeologia, la mostra personale, dal titolo “Parole in tracce di china”, nella quale i suoi lavori, disegni e poesie, hanno raccontato una sperimentazione di sensazioni sinestetiche, dentro un caleidoscopio di visioni che si fanno parola, colore, forma, sonorità: in spirali e mutazioni continue, dalla luce all’assorbimento della luce, come nella sua poesia Nero: «… non è un’orchestra / non è una sinfonia / il nero è una nota / il nero è un’idea / figlia dell’aria che respiro».






martedì 27 settembre 2016

Una poesia di Apollinaire nella traduzione di Mario Fresa










Costellazione

Sono nato sotto il segno dell’Autunno
Per questo mi piacciono i frutti perciò mi disgustano i fiori
I baci che ho donato io li rimpiango tutti
Come un noce bacchiato sussurra i suoi dolori al vento

Oh mio Autunno perenne oh stagione della mia mente
Mani di antiche amanti cospargono il tuo suolo
Una sposa mi segue ed è l’ombra mia fatale
Le colombe stasera spiccano il loro       ultimo volo



[ Da In viaggio con Apollinaire, di Mario Fresa, Edizioni L’Arca Felice, con disegni di Massimo Dagnino ]









Ascolta la poesia interpretata 
da Ely Martini:


Apollinaire, "Costellazione"