martedì 19 maggio 2026

Disobbedire al divieto di salto nella luce – Giovanni Fierro su Fare Voci maggio 2026

Stefano Calemme, Atlante delle ferite




Vincitore del concorso Faraexcelsior 2025, Atlante delle ferite di Stefano Calemme è raccolta poetica che sorprende.
Da subito, già dalle prima righe, con quel “Sei da sempre la neve che tutti i mari/ si contendono come miracolo” capace di inventare sorpresa e vicinanza.
Quattro coordinate (in ordine nord, est, sud ed ovest) per costruire e riconoscere una geografia nella quale porre il proprio stare, nel tentativo di indicare i tagli del proprio vivere, dove fare esperienza dello smarrimento, “Buttarsi fuori margine senza/ la lunga attesa delle albe”, e dove affidarsi alla fiducia di ogni percezione, “Conosci soltanto le vibrazioni,/ non ti sconvolge la febbre sotto i piedi/ perché ti senti già lembo/ di una terra in volo”.
Sì, riconoscere una mappa dove “io vagavo senza geografia, sentivo/ la flebo lenta/ dei ghiacciai gocciolare/ sul mio fondale”, stando dalla parte più vulnerabile del proprio esistere, sempre alla ricerca di un dialogo, con gli altri e con sé stessi. Anche solo per dire che “Non so da che angolo di anima provenga il dolore,/ se sia da sempre un’appendice in ombra/ o se una luce in principio lo addolciva”.
In Atlante della ferite, Stefano Calemme si confronta con lo scrivere, “Ogni giorno mi abbandona una parola,/ si allontana in punta di piedi sicura/ che non tornerà/ ad addolcire i nodi duri dei miei dubbi”, con il coraggio di fare un passo dentro il paesaggio, “Gli alberi cadono in disgrazia/ quando smettono di essere amati”.

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