giovedì 25 maggio 2023

Nota di Giancarlo Baroni a "Plaja întotdeauna pe stânga" ("La spiaggia sempre a sinistra") di Luca Ariano. Traduzione in rumeno di Eliza Macadan. Editura Cosmopoli, 2023.

 



Nei racconti in versi di Luca Ariano il tempo non segue un andamento lineare e nemmeno circolare, non è raffigurabile né come una retta o un segmento né come una circonferenza, un cerchio. La dimensione temporale che allo stesso tempo incornicia e impregna i fatti, gli accadimenti, procede a salti e sbalzi repentini che da un verso all’altro ci proiettano e catapultano in altre età, secoli, ere. Tale procedimento non crea però dissonanze, sfasature, discrasie, fratture,  perché i differenti piani temporali si intrecciano fra loro armoniosamente e in maniera non conflittuale.

Questa caratteristica tipica, originale e distintiva della sua narrazione in versi, della sua scrittura poetica, è particolarmente evidente  nel volumetto stampato di recente dalla casa editrice rumena “Cosmopoli” e intitolato La spiaggia sempre a sinistra. Eccone un esempio:

 

Bruciano giacimenti di metano,

si vedono dal confine,

immortalati da droni;

non troppo lontano arsero

campi di grano e le truppe

di Napoleone trovarono

solo cenere e mucchi di neve.

 

Il libro contiene 15 testi tradotti in rumeno dalla poetessa Eliza Macadan, il che permette alla voce di Ariano, già conosciuta e apprezzata entro i confini nazionali, di diffondersi ulteriormente come merita.  

L’autore individua i pericoli del presente, ne segnala e condanna storture e ingiustizie. Un presente che pare incapace di aggiustare e risolvere gli errori e i guasti ricevuti in eredità e come fardello dal passato,  un oggi che sembra non essere in grado di mettere  a frutto e fare germogliare quanto di buono e valido ci è stato trasmesso e consegnato dai genitori.

Con i suoi versi Ariano prende decisamente posizione a favore di una società e di un mondo più equi e solidali, dove gli affetti prevalgono sulle inimicizie, la pace sulla guerra. Il testo di Ada Gobetti scelta come epigrafe è a questo proposito particolarmente significativa: «Odio tutte le forme di neutralità. Penso che si deve avere un’idea e per questa battersi, non impersonalmente ma con tutta la passione più viva».

È il futuro a preoccupare Ariano, a metterlo in apprensione; con versi accorati, lungimiranti e potenti, di notevole sensibilità, ci mette in guardia dai gravi pericoli che l’umanità  dovrà affrontare nei prossimi anni se non si adotteranno le opportune soluzioni e i giusti comportamenti. Uno dei più preoccupanti rischi è rappresentato dal cambiamento climatico a cui già assistiamo, che è già sotto i nostri occhi, ma che è destinato purtroppo ad accentuarsi e a peggiorare se non si troveranno i rimedi necessari:

 

la grandine improvvisa

colpirà frutti come palle di cannoni,

una guerra persa tra oceani di plastica,

reti in fondali a soffocare pesci.

 

Cattivi segnali e presagi a cui Ariano non si arrende e per i quali non si dà per vinto, consapevole della gravità dei problemi e che  gli stessi si risolvono se tutti, ciascuno per quello che gli compete, contribuiscono senza rassegnazione.

 

Giancarlo Baroni

 

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